Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca - Ministero della cultura

Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca - Ministero della cultura
Facebook
Twitter
Instagram
Youtube
Tiktok
Podcast
Telefono
Tipo Luogo:
Museo, Galleria e/o raccolta
Canali:
Facebook
Twitter
E-mail
Copia URL
Dal 1° maggio 2022 sono cambiate le modalità di accesso ai luoghi della cultura e dello spettacolo: non è più richiesto il possesso del green pass né è previsto l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie.
Se ne raccomanda comunque l’utilizzo.
--%>
Lun
Chiuso
Mar
15:00
-
19:00
Mer
09:00
-
13:00
Gio
09:00
-
13:00
Ven
09:00
-
13:00
Sab
09:00
-
13:00
Dom
09:00
-
13:00

5,00

2,00
Lun
Chiuso
Mar
15:00
-
18:30
Mer
09:00
-
12:30
Gio
09:00
-
12:30
Ven
09:00
-
12:30
Sab
09:00
-
12:30
Dom
09:00
-
12:30
I biglietti potranno essere acquistati:
- on line sul sito web Musei Italiani (https://www.museiitaliani.it/acquista-biglietto);
- da smartphone tramite l'app Musei Italiani (disponibile su Apple Store o Google Play);
- con carta di credito o bancomat, presso la biglietteria automatica posta all'ingresso del Museo archeologico di Sessa Aurunca.
Per supporto all'acquisto on line: e-mail info@museiitaliani.it, tel. +39 06 87570182 (tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:30).
< !-- -->
All’interno dei suggestivi spazi del Castello ducale è allestito il Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca, che si connota per la sua dimensione territoriale, raccontando l’ampio territorio comprendente la Campania oltre il Volturno e il basso Lazio, tra le montagne di Treglia e la costa di Mondragone, fino ad Aquino e al promontorio Circeo. Il museo ricostruisce la storia del territorio popolato dagli Ausoni-Aurunci, dalle origini nell’età del Ferro (IX-VIII secolo a.C.), fino alla fondazione delle colonie latine di
Suessa
e
Minturnae
dopo la conquista romana del 313 a.C.
Nelle prime tre sale il racconto è dedicato alle fasi preromane, con le ricche testimonianze sugli insediamenti ausoni, fortemente connotati dal sacro, seguite da un focus specifico sui santuari e le aree sacre recintate. Tra questi, spesso costruiti al di fuori delle città, immersi nella natura, lungo i fiumi o sulle alture, il più noto è il santuario dedicato alla dea Marica, presso la foce del fiume Garigliano, di cui sono esposti i numerosi votivi.
Le sale successive illustrano l’età romana, con tre distinte narrazioni, di cui la prima è dedicata al territorio extraurbano, caratterizzato dalla presenza di ville rustiche e insediamenti dediti alla produzione di vino - tra cui spicca il rinomato Falerno - con le annesse aree destinate alla sepoltura dei defunti. La seconda, allo spazio urbano di Suessa, con la restituzione delle evidenze archeologiche ancora visibili - nonostante la sovrapposizione della città medioevale e moderna - pertinenti soprattutto ai principali edifici pubblici. Infine, l’ultima è sul
teatro di Sessa Aurunca
, uno degli edifici pubblici di età romana più imponenti scoperti sinora in Campania. Qui, il posizionamento degli elementi di arredo richiama quello che era stato progettato per gli spazi del teatro, sia pur adattandosi ad un ambiente ben differente, e il fulcro visivo è costituito dalla celebre statua di
Matidia minor
(che era collocata al centro della
frons scenae
).
Il percorso museale è integrato da installazioni interattive e postazioni tattili, con contenuti personalizzabili e accessibili in modalità diverse, che rendono l’allestimento inclusivo e accessibile a tutti i pubblici. Le installazioni tattili rendono il patrimonio archeologico fruibile anche ai visitatori non vedenti, offrendo una lettura diretta dei temi delle varie sezioni, come l’abitato, i santuari ausoni, gli spostamenti collettivi, le necropoli e il teatro. Ogni oggetto è accompagnato da un QR code che attiva una spiegazione audio. Le stazioni interattive di approfondimento, invece, guidano il visitatore nell’esplorazione dell’evoluzione del territorio, sia nel periodo preromano che in quello successivo alla conquista romana: ognuna di queste fasi cronologiche viene raccontata attraverso una mappa interattiva, che consente di visualizzare informazioni dinamiche, personalizzabili e accessibili, e di un video in loop (uno dei quali posizionato in uno specchio) che arricchisce la narrazione con contenuti visivi coinvolgenti.
Inoltre, utilizzando tecniche di visualizzazione in 3D, attraverso due video in loop è possibile vedere da vicino due reperti archeologici non presenti nel museo ma fondamentali per la comprensione della storia, dell’arte e dell’architettura del popolo aurunco: il primo è la celebre Kore o Afrodite di Sessa, conservata al British Museum, uno dei più alti esempi di bronzistica votiva di stile tardo arcaico, probabilmente opera di un artigiano etrusco di Capua; il secondo è il
teatro romano
, la cui ricostruzione 3D è realizzata per far percepire la spazialità della struttura e per aiutare i visitatori a collocare visivamente nel teatro i reperti presenti nel museo.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 17:59:32 / Ultimo aggiornamento 2026-04-10 10:59:00
Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca
Piazza Castello, 2
- 81037
Sessa Aurunca
(CE)
Tel
+39 0823936455
Mail
drm-cam.sessa@cultura.gov.it
drm-cam@pec.cultura.gov.it
Website
http://museicampania.cultura.gov.it/
Social
Youtube
Responsabile:
Luigi Di Muccio
2026
25
apr
Festa della Liberazione, 25 Aprile 2026 - Museo Archeologico Nazionale di Sessa Aurunca
Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca
Sessa Aurunca
(CE)
Ingresso gratuito al museo in occasione della Festa della Liberazione, sabato 25 Aprile 2026.
Dettagli
05 May 2022
Da venerdì 29 aprile 2022 le Gallerie Nazionali di Arte Antica riaprono le porte delle undici sale d...
Continua
28 July 2022
Il Museo nazionale di Matera sperimenta nuove forme di valorizzazione e comunicazione del patrimoni...
Continua
17 October 2022
Per la prima volta in Italia, a Palazzo Altemps si presenta una mostra che celebra lo spirito che an...
Continua
24 October 2022
Il percorso espositivo presenta un centinaio di opere d'arte tra dipinti, sculture, arazzi, incision...
Continua
12 January 2023
Le Scuderie del Quirinale presentano ARTE LIBERATA 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra, una n...
Continua
25 aprile al MANN 2026
23 aprile 2026
Tutta mia la città - Dumas Talks
23 aprile 2026
25 Aprile | Ingresso gratuito a Villa Pisani di Stra
23 aprile 2026
1° maggio 2026 - Parco archeologico di Roselle
23 aprile 2026
"Sardegna 1943: l'anno della svolta".
23 aprile 2026
Pavimento a mosaico (inizio I secolo d.C.) che decorava un ambiente di rappresentanza della villa suburbana presso il Teatro. Una cornice a palmette affrontate delimita un tappeto centrale in opus sectile, realizzato con diverse tipologie di marmi colorati disposti secondo uno schema geometrico.
Nella sala dedicata al Teatro romano di Sessa Aurunca, il posizionamento degli elementi di arredo richiama quello che era stato progettato per gli spazi del teatro, sia pur adattandosi ad un ambiente ben differente, e il fulcro visivo è costituito dalla celebre statua di Matidia minor (che era collocata al centro della frons scenae).
Clipeo in marmo e torso dell’imperatore Traiano, parte della decorazione scultorea del teatro romano di Sessa Aurunca.
Abside affrescata della Chiesa rupestre di Rongolise, nel territorio di Sessa Aurunca, risalente al XII secolo circa.
Nella sala dedicata al Teatro romano di Sessa Aurunca, oltre a resti imponenti della decorazione architettonica e scultorea, è presente una ricostruzione virtuale in 3D dell’edificio, che aiuta a percepire la spazialità della struttura e per aiutare i visitatori a collocare visivamente nel teatro di Sessa i reperti presenti nel museo.
Statua ritratto dell'imperatore Publio Elio Traiano Adriano (76 - 138 d.C.), con corazza (lorica) decorata a protezione del corpo.
Statua con testa ritratto di Vibia Matidia o Matidia minore (85 - 165 d.C.), proveniente dal Teatro romano di Sessa Aurunca. Realizzata in marmo grigio, per le vesti, e bianco per il corpo.
La Venere (o Afrodite) di Sinuessa (seconda metà II secolo a.C.) fu rinvenuta nel 1911 reimpiegata nelle murature di un podere agricolo a Mondragone (CE) e fu subito trasferita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La statua, forse una copia tardo-ellenistica di una più antica scultura greca del IV secolo a.C., cattura, forse, il momento in cui Venere sta per fare il bagno o rivestirsi. La dea cerca di trattenere la veste (himation), quasi completamente caduto a terra.