Brasile. Solidarietà a Zé Maria! No alla criminalizzazione delle voci a sostegno della Palestina!
Archived: 2026-04-23 17:15
Brasile. Solidarietà a Zé Maria! No alla criminalizzazione delle voci a sostegno della Palestina!
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25 Febbraio 2026
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Brasile. Solidarietà a Zé Maria!
No alla criminalizzazione delle voci a sostegno della Palestina!
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L'11 febbraio si è tenuta l'udienza preliminare del processo contro il presidente nazionale del Pstu [la sezione brasiliana della Lit-Quarta Internazionale], José Maria de Almeida (Zé Maria). Il processo ha preso il via da una denuncia della Confederazione israelita brasiliana (Conib), che, insieme alla sua rete di alleati, ha cercato di criminalizzare tutte le voci che criticano il genocidio in Palestina.
L'accusa si basa su una dichiarazione rilasciata durante una manifestazione nel 2023, in cui Zé Maria ha portato un messaggio di solidarietà al popolo palestinese a nome del Pstu.
Il tentativo di criminalizzare le voci solidali con la Palestina in Brasile non è nuovo, ma si è intensificato dall'inizio del genocidio in Palestina nell'ottobre 2023. Un esempio di ciò è stata la lista di 130 attivisti a sostegno della causa palestinese redatta da un deputato bolsonarista e inviata al governo degli Stati Uniti nel 2023.
Da allora si è verificato un po' di tutto. C'è stata un'aggressione fisica all'ingresso del club Hebraica di San Paolo contro due attivisti del nucleo Palestina del PT. Ci sono state altre azioni legali contro attivisti a San Paolo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul, tra cui la più nota è stata quella contro il giornalista Breno Altman.
Inoltre, decine di voci solidali con la Palestina sono state attaccate, minacciate e diffamate sui social network da sionisti e membri dell'estrema destra brasiliana, come è successo questo mese quando un professore dell'Ufrj e consulente del Partito Liberale hanno usato i social network per diffamare i membri del Fronte Palestinese di San Paolo: Soraya Misleh, Muhammad Kadri e Rawa Al-Sagheer, nonché il bar e centro culturale palestinese Al-Janiah, a San Paolo.
Le azioni legali utilizzano la falsa equiparazione tra antisemitismo e antisionismo, tentando di sanzionare qualsiasi critica alle azioni genocidarie dello Stato di Israele. E, senza alcun fondamento logico, cercano di fra rientrare questi fatti nel contesto delle leggi brasiliane contro il razzismo, il che è un controsenso assoluto.
In tutto il mondo, gli alleati del sionismo ricorrono alla repressione e alla criminalizzazione delle voci solidali con la Palestina.
In Germania, nella città di Berlino, è vietato portare bandiere o sciarpe palestinesi, così come utilizzare lo slogan «Palestina libera dal fiume al mare».
In Francia, le manifestazioni di solidarietà con la Palestina sono vietate e represse dall'azione della polizia.
In Italia, il presidente dell'Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, e altri membri della comunità palestinese sono in carcere con false accuse.
Nel Regno Unito, è diventato noto il caso del gruppo pacifista Palestine Action, che ha dipinto di rosso gli impianti di una fabbrica appartenente alla rete di produzione di armi israeliana. Il governo laburista britannico li accusa di terrorismo, quindi chiunque esprima solidarietà con Palestine Action, sia con un cartello che con un intervento verbale, può essere arrestato per apologia del terrorismo. Inoltre, l'Università di Londra, la più importante del Paese, ha impedito l'accesso alle sue strutture agli studenti membri del Movimento Soas Liberated Zone.
Negli Stati Uniti, i governi di Biden e Trump hanno fatto pressione sulle università affinché espellessero tutti coloro che manifestano a favore della causa palestinese.
Quello che sta accadendo in Brasile fa quindi parte di un tentativo internazionale dello Stato sionista e di tutti i governi suoi alleati per mettere a tacere le voci di solidarietà con la Palestina e nascondere il genocidio che continua ancora oggi.
Facciamo appello a esprimere solidarietà al compagno Zé Maria. Ci battiamo per il ritiro delle accuse e la fine della persecuzione di tutte le voci solidali con la Palestina.
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