Books by Daniele Garritano

Research paper thumbnail of Platonismo rinascimentale. I "nuovi filosofi" inquieti e ribelli

"Scoprire la filosofia", Hachette, 2016

La riscoperta del pensiero antico può essere l'inizio di una rivoluzione. Una dimostrazione esemp... more La riscoperta del pensiero antico può essere l'inizio di una rivoluzione. Una dimostrazione esemplare di questa massima è fornita dalla cultura rinascimentale del Quattrocento. Il “ritorno a Platone”, il maestro con cui la filosofia umanistica riprende a fare i conti dopo la lunga parentesi medievale, non è un segno di nostalgia per il “mondo perduto” dell'antica sapienza greca. Non è nemmeno una scelta strategica con cui i “nuovi filosofi” avrebbero preso le distanze dall'aristotelismo della tradizione scolastica. Se si osserva il fenomeno nella sua complessità storica e culturale, si notano subito i segni di un mondo in rivoluzione. È per fornire all'uomo gli strumenti in grado di leggere e interpretare il nuovo mondo che i filosofi rinascimentali – gli italiani Marsilio Ficino (1433-1499) e Pico della Mirandola (1463-1494), il tedesco Nicola Cusano (1401-1464) – diventano matematici, medici, poeti, teologi, ispiratori di dipinti, all'occorrenza anche maghi. Un nuovo spirito di sperimentazione accompagna l'uomo alla ricerca del proprio posto nel cosmo. È per questo motivo che il platonismo del Rinascimento rappresenta un esempio concreto di “rivoluzione culturale”, cui ogni epoca di cambiamento dovrebbe guardare con interesse.

Research paper thumbnail of Hélène Cixous, Jacques Derrida - Letture della differenza sessuale (a cura di D. Garritano, ArtstudioPaparo 2016)
Si tratta di leggere. Della necessità, per ciascuna e ciascuno, in modo diverso, di produrre lett... more Si tratta di leggere. Della necessità, per ciascuna e ciascuno,
in modo diverso, di produrre letture della differenza sessuale,
non prove o controprove. «Devo dimostrare ciò che al mondo
è più indimostrabile, la verità, l’evidenza?», si chiede Hélène
Cixous. «Si dovrebbe dire che interpretiamo la differenza sessuale,
nel senso che la leggiamo, cioè senza vederla, testimoniandola
sempre al di là del fatto anatomico, della prova
tramite stato civile, di ogni griglia di criteri detti oggettivi per
l’identificazione sessuale – passando dunque da vedere a leggere
», propone Jacques Derrida. I due testi qui raccolti (Racconti
della differenza sessuale e Formiche) furono presentati
per la prima volta in un convegno intitolato Lectures de la différence
sexuelle (1990). Nonostante l’intervallo di tempo trascorso,
le due letture incalzano l’attualità su questioni cruciali
come l’educazione alla differenza, la costruzione delle identità
di genere, i diritti degli omosessuali. Allo stesso tempo, il focus
sulla differenza se ssuale richiama all’orecch i o più a vvertito
l’eco della tradizione di studi che fiorì in Italia, a partire dagli
anni Ottanta, intorno alla questione dell’identità femminile, intersecando
i campi della filosofia, della politica e della psicoanalisi.
Le letture di Cixous e Derrida, proposte per la pri ma
volta al pubblico italiano, riannodano i fili delle generazioni e
rappresentano un segnavia per riconoscere il cammino della
differenza sessuale attraverso le sue tracce e i suoi segni.

Il senso del segreto si compone di approfondimenti tematici su cinque filosofi che hanno indagato... more Il senso del segreto si compone di approfondimenti tematici su cinque filosofi che hanno indagato la questione del segreto e della segretezza, attraverso un confronto – spesso esplicito, talvolta latente – con l’opera di Marcel Proust. Da Walter Benjamin a Georges Bataille, da Maurice Blanchot a Jacques Derrida, passando per Gilles Deleuze, il volume mette in chiaro l’influenza che la Recherche ha esercitato sulla filosofia del Novecento, disegnando anche un affresco sul rapporto tra filosofia e letteratura, due discipline che indagano lo stesso ordine di questioni con voci e consistenze irriducibilmente diverse.

Papers by Daniele Garritano

L'infanzia della lettura: Walter Benjamin e il segreto di Proust

Annali di studi umanistici, 2014

This article investigates the connection between sexual difference and textuality in the work of ... more This article investigates the connection between sexual difference and textuality in the work of Helene Cixous and Jacques Derrida. Although the study of reading processes has gained a crucial importance, both in human and social sciences research fields, it is still difficult to find a theory of reading which could be accountable for the experience of sexual difference. My aim is to show how Cixous and Derrida read the sexual difference, instead of defining the essence of it. The conclusions will point out the importance of autobiographical practices as performative readings of sexual differences.

Research paper thumbnail of "De todo como en botica". Bugiardino donchisciottesco tra letteratura, filosofia e scienze sociali

Im@go, nº 18, 2021

This paper investigates and compares five interpretations of Cervantes' masterpiece developed dur... more This paper investigates and compares five interpretations of Cervantes' masterpiece developed during the 20th century in a multidisciplinary field of influences that includes Luigi Pirandello, José Ortega y Gasset, Alfred Schütz, René Girard and Michel Foucault. In order to represent this multiple reading as a whole, we have chosen an inspiring image which refers to both Plato's and Jacques Derrida's enquiries on the ambivalence of writing (pharmakon), which is constantly associated to a double meaning: healing and deadly drug, remedy and poison. Pharmacy (botica in old Spanish) is the dispensary where medicinal drugs are prepared or sold; but it is also the place where people look for remedies in order to heal or manage their diseases. The main interest of our analysis does not correspond to a classic conceptual mapping in the strict sense, it rather shows the pivotal role of the novel as a heuristic resource to shape a body of meaningful questions about the human world, in a crossroad of knowledge processes which take place in the 20th century between literary studies, philosophy, sociology, anthropology and history of cultures.

Research paper thumbnail of La coscienza fotografica del mondo. Note su Susan Sontag

La coscienza fotografica del mondo. Note su Susan Sontag

Scatti del pensiero: la fotografia come problema filosofico, 2021

«Today everything exists to end in a photograph». Così si conclude il saggio intitolato Nella gr... more «Today everything exists to end in a photograph».
Così si conclude il saggio intitolato Nella grotta di Platone, con cui Susan Sontag (1933-2004) apre nel 1973 una fortunata serie di interventi dedicati al rapporto fra realtà e immagine nella nostra società1. «Oggi tutto esiste per  finire in una fotografia». La frase è presentata come un calco dell’idea mallarmeana del «Livre», con cui «il più logico degli esteti ottocenteschi» battezzava il progetto di un’opera a metà strada tra il giornale e l’utopia letteraria: un testo che aspirasse a inglobare tutto l’esistente, fondamento e compendio della verità e della bellezza del mondo (Sontag 1977; trad. it. 1992: 23). A partire da qui si possono misurare insieme la profondità e l’attualità del pensiero di Sontag, capace di correre in avanti verso l’intuizione del rapporto radicale fra la diffusione delle immagini fotografiche e i modi di vedere che si affermeranno nell’età del capitalismo avanzato. La forza di questa intuizione, la cui analisi sarà al centro delle prossime pagine, consiste soprattutto nella capacità di osservare la fotografia in modo archeologico, cioè a partire dalle fondamenta del fenomeno poste nella cultura del XIX secolo, per illuminare in modo retrospettivo alcune contraddizioni che riguardano l’«oggi» di cui si occupa Sontag, per molti versi ancora nostro.

Research paper thumbnail of “Un congegno che capta ogni cosa”. Susan Sontag e i limiti dell’immaginario fotografico

Im@go. A Journal of the Social Imaginary, 2020

Sontag’s collection of essays On Photography (1977) identifies the photographic gaze as a way of ... more Sontag’s collection of essays On Photography (1977) identifies the
photographic gaze as a way of experiencing and defining reality through a
controversial mix of fragmentation and desire of totalization, which is typical of capitalistic societies. Different visual languages of the global modernity show that our perception of reality is constructed by giving us an immense amount of visual experience. If post-Fordist culture has reinforced an addictive attitude towards the production-consumption of images, we can nonetheless recognize and empower our capability to assign them unforeseen meanings, for instance through processes of cognitive estrangement. The final part of this article compares Sontag’s perspective on the photographic construction of reality to Mark Fisher’s notion of “capitalist realism”. By doing this, I explore the possibility of a critical kind of photographic conscience, based on the weird effects of experiencing reality through the filter of a camera, which is particularly evident in Diane Arbus’ body of works.

Research paper thumbnail of La pratica di leggere. Materiali per una ricerca interdisciplinare sulle pratiche di lettura nella vita quotidiana

Studi Culturali, 2020

This essay investigates the conceptual framework of some notable contributions dedicated to the s... more This essay investigates the conceptual framework of some notable contributions dedicated to the study of reading practices in the 20th century. Although reading processes have gained a crucial importance both in human and social sciences research fields, it is still difficult to find an interdisciplinary theory of reading which could be accountable for the everyday experience of a reader. I will articulate my reasoning in three steps, in order to show how reading practices influence the horizons of meaning in everyday life, both in the social construction of reality and in subjectivation processes that make the world suitable for individuals. In the  first part (1-3), my aim is to give an account of different approaches on the study of reading. The central part (4-6) will look at the experience of the reader and its relation to times and spaces. In the final part (7-8), I will point out the role of reading acts as creative resources for the self, not only as forms of cultural consumption or social distinction.

Cartoline dall'infanzia

La Ricerca, 2020

Sul “buon uso” della lettura: piccola rivisitazione di tracce novecentesche sulla figura del bamb... more Sul “buon uso” della lettura: piccola rivisitazione di tracce novecentesche sulla figura del bambino-lettore.

Nell’ambito scientifico in cui si producono riflessioni sulla scuola, sull’educazione e sulla formazione degli insegnanti non è raro imbattersi in analisi che individuano nella dimensione dell’infanzia una miniera quasi inesplorata per la valorizzazione delle pratiche di lettura. Il tema attraversa ormai un’ampia rete di ricerche interdisciplinari. Sul piano dei contenitori teorici, ci siamo spinti oltre la rassicurante “educazione alla lettura” che ha caratterizzato buona parte delle metodologie del secolo scorso. A farci fare questo passo è stata soprattutto la necessità di riconsiderare il significato stesso della parola “lettura” in relazione alle sue pratiche e ai suoi usi nel mondo contemporaneo.

Fuga dal realismo capitalista

Jacobin Italia, 2019

La categoria di «impotenza riflessiva» è stata coniata da Mark Fisher nel saggio Realismo capital... more La categoria di «impotenza riflessiva» è stata coniata da Mark Fisher nel saggio Realismo capitalista. Uscito nel 2009, nel momento in cui il crack dei mercati finanziari trascinava il mondo occidentale in una spirale di ansia, disoccupazione e impoverimento di senso del futuro e poi diventato nel corso di dieci anni un testo di riferimento per la comprensione degli effetti socio-culturali e psico-cognitivi del capitalismo postfordista, Realismo capitalista pone la questione del rapporto tra immaginazione e principio di realtà nella «logica culturale del tardo capitalismo».

Research paper thumbnail of La lecture mode d’emploi : littérature et orientation existentielle

Fictions littéraires et mondes de substitution (M@gm@, 17, n.3) , 2019

Aujourd’hui la question de la lecture est un sujet concernant plusieurs champs du savoir. Si on l... more Aujourd’hui la question de la lecture est un sujet concernant plusieurs champs du savoir. Si on l’entend dans sa formulation plus simple, c’est-à-dire en tant que relation concrète entre un sujet lisant et un texte, on trouvera des approches théoriques très approfondies dans les domaines des études littéraires, de la philosophie, de la psychologie, de l’anthropologie, de la sociologie des médias, des sciences de l’éducation. Mais on peut regarder aussi à des formes de dialogue entre la culture humanistique, les sciences sociales et les neurosciences, pour saisir l’actualité d’une question qui se pose au cœur des transformations culturelles, sociales et cognitives du présent. En ce sens, on parle beaucoup de la crise de la culture imprimée face à la révolution numérique : dans un contexte communicatif où l’« économie de l’attention » est devenue un capital de spéculation (au double sens d’exploitation de ses ressources et de réflexion sur ses dynamiques), il est devenu de plus en plus urgent d’interroger les avatars de notre manière de lire et notre capacité à façonner l’expérience de lecture.

Research paper thumbnail of Utopia e "transmutazione": il pensiero della traduzione in Jacqueline Risset

Il genere della traduzione | de genere - rivista di studi letterari, postcolonial (n. 5)i e di genere, 2019

Fra i firmatari novecenteschi di una riflessione critica sulla pratica del tradurre, Jacqueline R... more Fra i firmatari novecenteschi di una riflessione critica sulla pratica del tradurre, Jacqueline Risset (1936-2014) ha sottolineato a più riprese la stretta relazione fra la traduzione, la dimensione temporale e la scrittura in quanto atto poetico. Il suo rapporto con l'opera di Dante ha contribuito a sviluppare un'idea di traduzione a partire da un'interrogazione profonda sulle ragioni del linguaggio e della letteratura. Lo scopo del linguaggio letterario non è infatti l'accordo terminologico fra produttori e fruitori, ma la messa in gioco dell'esperienza di lettura nella costruzione di sensi possibili. Muovendosi in questo orizzonte, la traduzione dev'essere considerata come un genere a sé stante, un atto creativo, una pratica testuale che richiede uno slancio utopico verso l'inedito e l'imprevedibile: la reinvenzione del teatro espressivo di una lingua. In questo saggio propongo una lettura del pensiero della traduzione in Risset, inteso come migrazione fra le lingue, formazione di identità plurali, apertura di zone di passaggio caratterizzate dalla compresenza di voci provenienti da luoghi e tempi diversi. Da un lato, l'analisi delle categorie di "aria di canzone" (Proust), "legame musaico" e "lingua della nutrice" (Dante) contribuisce a formare l'idea di traduzione come dispositivo d'ascolto legato alla costruzione ritmica del senso. Dall'altro, il concetto di "memoria poetica", applicato alla pratica traduttiva, sottolinea la possibilità di risvegliare energie sopite nella lingua attivandole in configurazioni di significanza legate alla dimensione del vissuto, alla realtà psichica, all'infanzia e alle infinite diramazioni temporali che si estendono in profondità nel campo dell'esperienza umana.

Research paper thumbnail of Learning from Empathy: Violence and Vulnerability in Susan Sontag's Photographic Researches

Proceedings of the 1st International Conference of the Journal Scuola Democratica EDUCATION AND POST-DEMOCRACY, 2019

The interest of Susan Sontag’s visual research for an understanding of the post-democratic societ... more The interest of Susan Sontag’s visual research for an understanding of the
post-democratic societies is mainly related to the cultural value of the photographic gaze in the capitalistic world. Since photography refers to cognitive and social processes, in which construction and deconstruction of common sense are in the running, this object should be associated with the likes of social pedagogy and sociology of education. In a more general sense, an ethical and political interrogation of photographic culture should be crucial for the study of processes of subjectivation, formation and self-construction in modern societies. This interest represents – at a very basic level – the main reason for the importance of Sontag’s work in interdisciplinary research between education and post-democracy.

Research paper thumbnail of Educare alla vulnerabilità: intelligenza affettiva e riconoscimento di fronte alla violenza

Emozione, ragione e sentimento. Prospettive pedagogiche per educare all’affettività, 2019

Nasciamo indifesi, con un bisogno assoluto dell’altro, cioè di qualcuno che si prenda cura di noi... more Nasciamo indifesi, con un bisogno assoluto dell’altro, cioè di qualcuno che si prenda cura di noi, ci protegga e ci garantisca quanto serve per sopravvivere. Crescendo abbiamo bisogno di cure sempre più complesse, di imparare a parlare ed ascoltare per abitare il mondo complesso delle relazioni umane. Fra le abilità relazionali che si acquisiscono attraverso la cura e l’educazione c’è anche quella del saper decifrare la violenza, per contrastarla nel perimetro della soggettività in formazione. Un’educazione che sia all’altezza di questo compito non solo deve riconoscere e distinguere la violenza nelle sue molteplici manifestazioni, ma deve saper trasmettere la cifra del vincolo umano – fragile e necessario – che unisce individui differenti per identità, desideri, tradizioni e stili di vita.
L’umanità della violenza, il suo rappresentare un insieme di fenomeni legati alla storia e alla vicenda specifica dell’essere umano, esprime il suo tratto più estremo nel momento in cui l’obiettivo della distruzione diventa l’umanità stessa dell’uomo. È questo il punto di non ritorno, il luogo irreversibile dell’autodistruzione e della perdita di esperienza umana ad opera di se stessa.

La camera blu n. 18 - Gender Visions, 2018

This article investigates the connection between sexual difference and textuality in the work of ... more This article investigates the connection between sexual difference and textuality in the work of Hélène Cixous and Jacques Derrida. Although the study of reading processes has gained a crucial importance, both in human and social sciences research fields, it is still difficult to find a theory of reading which could be accountable for the experience of sexual difference. My aim is to show how Cixous and Derrida read the sexual difference, instead of defining the essence of it. The conclusions will point out the importance of autobiographical practices as performative readings of sexual differences. Abstract Questo articolo esplora il legame fra la differenza sessuale e la testualità nell'opera di

Research paper thumbnail of Susan Sontag (profilo)

Susan Sontag (profilo)

Il Mulino. Rivista di cultura politica fondata nel 1951 (n. 4), 2017

Sulla vita e sull’opera di Susan Sontag (1933-2004) molto è stato scritto e detto, tanto da rende... more Sulla vita e sull’opera di Susan Sontag (1933-2004) molto è stato scritto e detto, tanto da rendere estremamente facile – o, al contrario, molto difficile, poiché la disponibilità di fonti implica sempre il dovere del riscontro e la verifica dell’attendibilità – una ricognizione cronologica del suo cammino intellettuale. L’attivista politica, la critica letteraria, l’autrice di reportage dalle zone in cui si è scritta la storia del secolo scorso (Cuba, Vietnam, Israele, Bosnia), l’etnologa della vita quotidiana, la scrittrice di fiction, la regista: tutte queste figure, e molte altre ancora, danno un’idea soltanto parziale della varietà prospettica con cui Sontag ha affrontato il compito assai ambizioso che aveva posto a guardia del suo lavoro: l’insaziabilità intellettuale, l’interrogazione sul significato delle linee di frontiera (geografiche e simboliche), il dovere incondizionato di cercare una comprensione dell’umano sempre a contatto con la realtà delle sue contraddizioni.

La complessa articolazione della sua opera, estesa nell’arco di oltre cinquant’anni con ben poche pause dal lavoro, fa pendant con uno stile di scrittura versatile e diretto, la cui forma elettiva è senza dubbio il saggio. Molti fra i suoi testi più commentati sono pubblicati in origine su riviste che hanno dato un nuovo impulso all’editoria americana del dopoguerra. Su tutte basterebbe citare la «New York Review of Books», la «Partisan Review» e il «New Yorker». Nella sua lunga esperienza di pubblicista, Sontag contribuì a diffondere un linguaggio capace di arrivare al lettore, riscuotendo un successo di pubblico e un riconoscimento diffuso che tuttavia non colmarono la sua ambizione intellettuale, la sua passione per la complessità della vita, il suo desiderio di andare avanti e continuare a conoscere, leggere, scrivere, amare, vivere. Uno stile di scrittura estremamente personale, che non concede nulla all’estetismo fine a se stesso e al desiderio della contemplazione artistica, costruendo al contrario ponti e connessioni fra avvenimenti, epoche e discipline in nome di un principio di avanguardia operante in campo teorico, artistico e politico.

Jacqueline Risset "Une certaine joie". Percorsi di scrittura dal Trecento al Novecento, 2017

Per comprendere appieno l’impegno politico di Jacqueline Risset e le molteplici facce in cui si è... more Per comprendere appieno l’impegno politico di Jacqueline Risset e le molteplici facce in cui si è esplicitato, occorre dunque partire da questa idea di una «responsabilità dello scrittore» che coniuga il ripensamento del ruolo dell’intellettuale attuato da Gramsci e la nozione di scrittura intesa, in
chiave telquelliana, come «pratica trasformatrice, in grado di affrontare,
trasgredire e decostruire la legge simbolica che vincola dall’interno tutti
i codici linguistici».

Infanzia e redenzione. Benjamin e Proust

[Queste sono alcune pagine tratte dal primo capitolo del libro Il senso del segreto. Benjamin, Ba... more [Queste sono alcune pagine tratte dal primo capitolo del libro Il senso del segreto. Benjamin, Bataille, Blanchot, Deleuze e Derrida sulle tracce di Proust, uscito alcuni mesi fa per la casa editrice Mimesis, che ringraziamo]

Questione di fooding. Ovvero l’infinito intrattenimento in cucina

Ho analizzato da un punto di vista testuale e letterario la retorica del fooding. Nel 1936, giust... more Ho analizzato da un punto di vista testuale e letterario la retorica del fooding. Nel 1936, giusto ottant’anni fa, Walter Benjamin scriveva che «narrare è l’arte di scambiare esperienze», ammettendo al tempo stesso che «l’arte di narrare si avvia al tramonto». Il filosofo tedesco ha saputo scorgere in questo fenomenoun tratto decisivo della nostra modernità: la svalutazione dell’esperienza, ovvero una sempre minore capacità di tramutare il vissuto in esperienza, che è la materia di ogni vero racconto. E se narrare significa «scambiare esperienze», possiamo intendere il mondo dei sapori e la pratica quotidiana della cucina in modo narrativo, come un medium, un passaggio di frontiera, fra il vissuto e l’esperienza? Ne siamo ancora capaci?