selected works by Davide Daolmi
Vincenzo Galilei: The Renaissance Dialogue between Music and Science, ed. Natacha Fabbri, Ferdinando Abbri, 2025
Carte Romanze, 12/1, 2024
The contribution traces the history of the musical editions of Lo ferm voler by Arnaut Daniel (PC... more The contribution traces the history of the musical editions of Lo ferm voler by Arnaut Daniel (PC 29.14) and, with specific reference to the décasyllabe, proposes an essential theory of rhythm, reconsiders the hypothesis on the origin of the verse and offers a model of rhythmic reconstruction.
Il Saggiatore Musicale, xxx/1, pp. 115-117., 2023
Carocci, 2024
Il successo politicamente polarizzato e spesso infastidito dei Carmina Burana di Orff ha messo in... more Il successo politicamente polarizzato e spesso infastidito dei Carmina Burana di Orff ha messo in secondo piano la trasformazione che la cantata ha innestato sull’idea moderna di suono medievale. Questa ‘seconda rivoluzione’ si affianca alla ‘prima’ introdotta dal Codex Buranus, il manoscritto cui Orff attinse. La nuova chiave di lettura qui proposta identifica il Codex come primo canzoniere, precedente ai trovatori e a Dante, capace d’inventare un genere che renderà la canzone – non più performance ma prodotto letterario – principale indicatore delle inquietudini del suo tempo.
Studi musicali, 13/1 (2022): 7-42.
Textus & Musica, 2, 2020
Sulla base di Fortz cauza es (BdT 167.22), e del contrafactum E serventois arriere (RS 381), l’ar... more Sulla base di Fortz cauza es (BdT 167.22), e del contrafactum E serventois arriere (RS 381), l’articolo propone una riconsiderazione del ruolo della musica in relazione al metro del testo. Si considera il ritmo musicale come livello superiore dell’organizzazione metrica del verso, allo scopo di conservare contemporaneamente gli accenti melodici e la corretta distribuzione delle toniche del testo. L’indagine prende in considerazione aspetti di prassi esecutiva (antica e moderna), distingue fra trasmissione orale e scritta e infine propone soluzioni editoriali che contemplino il coinvolgimento della musica.

Il saggiatore musicale, 26/2 (2019)
IDENTITÀ DELLA MONODIA MEDIEVALE Metro e ritmo fra laudi italiane e lirica cortese Negli ultimi d... more IDENTITÀ DELLA MONODIA MEDIEVALE Metro e ritmo fra laudi italiane e lirica cortese Negli ultimi due secoli sono state elaborate numerose teorie ritmiche con l'intento d'interpretare la monodia profana medievale: pur avendo goduto di qualche fortuna, in seguito sono state tutte abbandonate. Dopo tante proposte inefficaci, la musicologia, ammessa l'impossibilità di convenire su una teoria univoca, ha scelto di trascurare il problema. Come mostra l'esempio qui sotto, al predominio mensurale che caratterizzava le prime edizioni (a) è subentrato il disinteresse per gli aspetti metrico-ritmici (b): 1 Gli sforzi che si sono succeduti per ottenere tanto "nulla" raccontano una parte significativa dello sviluppo problematico della filologia musicale, almeno medievistica. Con questo contributo vorrei proporre alcune soluzioni editoriali che possano mettere in relazione le ragioni della musica con quelle della metrica, sia come strumento di lavoro per le moderne esecuzioni, sia per riconsiderare il ruolo della musica nella soluzione di alcuni 1 L'esempio è tratto da F. Gennrich, Sieben Melodien zu mittelhochdeutschen Minneliedern, «Zeitschrift für Musikwissenschaft», VII, 1924, pp. 65-98: 68; H. van der Werf, Chansons of the Trouvères: A Study in Rhythmic and Melodic Analysis, Ph.D. diss., New York, Columbia University, 1964, p. 62.
Kontrafakturen im Kontext. ed. Agnese Pavanello, 2020
Das eBook ist seitenidentisch mit der gedruckten Ausgabe und erlaubt Volltextsuche. Zudem sind In... more Das eBook ist seitenidentisch mit der gedruckten Ausgabe und erlaubt Volltextsuche. Zudem sind Inhaltsverzeichnis und Überschriften verlinkt.
The mounting diffidence toward philology and specifically music philology justifies itself at bes... more The mounting diffidence toward philology and specifically music philology justifies itself at best in terms of a fanciful attempt to reconstruct a text without keeping performance in mind, and at worst by considering lists of variants as useless for understanding musical phenomena.
The essay reconsiders the emergence of current editorial models, which, especially when it comes to opera, seem concerned more with commercial needs than scholarly ones, while at the same time keeping at bay those who are not themselves philologists. Starting from the case of the Petite messe, recently published by the Fondazione Rossini, the essay highlights the key role of philology in answering historical questions, regarding not only the compositional process, but also the social and political context in which musical works emerge.
La miniatura dello «chansonnier du Roi» (°M) che apre la sezione dedicata a Blondel de Nesle, l'u... more La miniatura dello «chansonnier du Roi» (°M) che apre la sezione dedicata a Blondel de Nesle, l'unica testimonianza iconografica del celebre poeta, fu sottratta ben prima della riscoperta moderna del codice. 1 L'immagine asportata del poeta può considerarsi metafora di quello che è oggi il dato biografico sui primi trovieri: qualcosa che non c'è.

Trovatore amante spia. Otto secoli di cronache attorno al celebre favorito che salvò re Riccardo
info: http://www.examenapium.it/cs/w-tas/cover-tas.html
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recensione (L'indice dei libri del mese... more info: http://www.examenapium.it/cs/w-tas/cover-tas.html
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recensione (L'indice dei libri del mese): http://www.examenapium.it/cs/w-tas/recensione-indicedeilibri.pdf
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Il personaggio di questa storia, Blondel de Nesle, il cantore leggendario di Riccardo Cuor di Leone, è figura ben nota a filologi e musicologi. I dizionari ne tracciano una biografia rigorosa e documentata con tanto di produzione lirica, edizioni critiche, commentari.
Ma Blondel de Nesle non è mai esistito.
Ce lo siamo inventati, poco per volta, nel corso dei secoli, forse per burla, forse per noia, per poi dimenticarci, tutti, anche gli eruditi più raffinati, che era solo uno scherzo.
Nel ripercorrere le ragioni che hanno dato vita alla figura di Blondel, il libro indaga quanto sappiamo di trovatori e trovieri e, nel mettere a disposizione gli strumenti della filologia e della musicologia, prova a conversare con un lettore che spera onnivoro, magari refrattario alla manualistica scolastica, ma desideroso di lasciarsi sedurre da un racconto,vivo ancor oggi, nato ai tempi delle Crociate.
Sulla base delle numerose contraddizioni che caratterizzano quanto sappiamo delle pratiche vocali... more Sulla base delle numerose contraddizioni che caratterizzano quanto sappiamo delle pratiche vocali di Notre Dame (ca 1200), lo studio riconosce la volontà del Novecento di ricondurre le prime testimonianze mensurali nell'alveo del 'gotico' speculativo, in quanto 'origine' di un presunto processo di evoluzione polifonica. Al contrario, restituendo alla vocalità di Notre Dame il ruolo di pratica prevalentemente estemporanea, non scritta e, soprattutto, espressione ultima di un'enfasi liturgica 'romanica', è possibile sanare alcuni fraintendimenti storiografici e offrire una chiave di lettura alternativa alle notazioni superstiti del corpus polifonico parigino. Il contributo si completa con quello di Livio Giuliano in questa stessa rivista.
Gioachino Rossini, Petite messe solennelle · Edizione critica, 2013
Leonardo da Vinci: Il musico, a cura di Pietro C. Marani, 2010
La musica sotto gli Sforza fu una cosa seria. Molto seria. Per certi versi la ragione stessa del ... more La musica sotto gli Sforza fu una cosa seria. Molto seria. Per certi versi la ragione stessa del progetto ducale, quello in cui credere, vivere, sperare. Come oggi il calcio. (L'assenza odierna di progetto non compromette più di tanto il confronto.) Dirò poi perché la musica. Certo stupisce che un fattore così determinante della società tardo-quattrocentesca, segnatamente milanese, sia relegato all'indagine di settore. Non è la musicologia che dovrebbe spiegare perché la fortuna delle corti rinascimentali si giustifica a partire proprio dalla musica. C'è bisogno di uno sguardo dall'alto. Ma l'abitudine a marginalizzare la creatività a favore delle ragioni economiche (e solo di conseguenza politiche), ci ha sottratto la chiave di lettura.
«La Fenice prima dell'opera», 2003-2004, n. 3, pp. 109-132, 2004
Appunto: «l'ora delle fate». Per chi non lo avesse capito -perché magari ancora con la testa al g... more Appunto: «l'ora delle fate». Per chi non lo avesse capito -perché magari ancora con la testa al guardaroba -le «fate» sono una metafora, ovviamente. E non una metafora di quelle troppo edificanti. Nemmeno equivoca. Proprio a senso unico. Esatto: quello. La frase, pronunciata a fine vicenda da Teseo, duca d'Atene e apparente guida morale della città -ancora indosso l'abito da cerimonia del suo regale imeneo con Ippolita -getta una luce sinistra sul personaggio e un po' sull'intera commedia.
in: Vincenzo da Rimini · Amintore Galli, a cura di Emilio Sala, «Quaderno delle Notti Malatestiane», 2008, pp. 1-119
Le Notti Malatestiane sono un'associazione di musicofili, musicologi e musicisti che collaborano ... more Le Notti Malatestiane sono un'associazione di musicofili, musicologi e musicisti che collaborano ormai da diversi anni nell'obiettivo comune di riscoprire e riproporre pagine dimenticate del passato musicale (lontano e r ecente), con una par ticolare attenzione al patrimonio musicale riminese. Di essa fanno parte:
[testo commissionato (e poi rifiutato) 1 per il programma di sala del Candide di Bernstein allest... more [testo commissionato (e poi rifiutato) 1 per il programma di sala del Candide di Bernstein allestito al Teatro alla Scala di Milano, regia di Robert Carsen (2007)] La Vecchia (the Old Lady), uno dei più riusciti personaggi del Candide di Bernstein, ha avuto, non c'è che dire, una vita movimentata. Se la censura nostrana non eccederà per zelo, la donna potrà confessare anche a noi di esser figlia -non senza una punta di orgoglio -di «un papa polacco».
Torvaldo e Dorliska, dramma semiserio in due atti di Cesare Sterbini, musica di Gioachino Rossini, 3 voll., Pesaro: Fondazione Rossini • Milano: Casa Ricordi, I: Commento critico, pp. 15-92., 2007
La circolazione di Torvaldo e Dorliska, seppur non paragonabile a quella dei grandi successi ross... more La circolazione di Torvaldo e Dorliska, seppur non paragonabile a quella dei grandi successi rossiniani, si protrasse per più di un ventennio, fra il 1816 e il 1838 1 . La sopravvivenza dei manoscritti ottocenteschi dell'opera è piuttosto ampia: accanto a un gruppo consistente di numeri singoli, si contano una ventina di stesure più o meno integrali. Non marginale, seppur discontinua, anche la produzione a stampa 2 .
Michele Cumis, «Vantaggioso patto l toccar con gl'occhi e rimirar col tatto». Drammaturgia. poeti... more Michele Cumis, «Vantaggioso patto l toccar con gl'occhi e rimirar col tatto». Drammaturgia. poetica, retorica nel ~<Giasone» di G.A. Cicognini Hendrik Schulze, Plot Structure and Aria Position in Nicolò Minato and Francesco Cavalli's "Artemisia" (1657) Davide Daolmi, Attorno a un dramma di Rospigliosi: le migrazioni europee di un soggetto di cappa e spada Roberta Carpani, Materiali e tecniche da un cantiere drammaturgico del secondo Seicento: «La Bianca di Castiglia" di Carlo Maria Maggi James Leve, "Gl'inganni amorosi scoperti in villa" (1696): A Comic Opera in Bolognese Dia/ect Giovanni Morelli, Di alcuni effetti di 'Ferner Klang', nelle trame drammatiche veneziane ~~~ g
Papers by Davide Daolmi
Davide Daolmi, "L'aristocrazia lombarda e il prestigio della frottola: Il codice Basevi 2441", in... more Davide Daolmi, "L'aristocrazia lombarda e il prestigio della frottola: Il codice Basevi 2441", in Vita musicale nella «gran città» di Milano: Dagli Sforza all'età spagnola, ed. Marco Bizzarini et. al. (Milano: Biblioteca Ambrosiana, 2025): 57-81.
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selected works by Davide Daolmi
The essay reconsiders the emergence of current editorial models, which, especially when it comes to opera, seem concerned more with commercial needs than scholarly ones, while at the same time keeping at bay those who are not themselves philologists. Starting from the case of the Petite messe, recently published by the Fondazione Rossini, the essay highlights the key role of philology in answering historical questions, regarding not only the compositional process, but also the social and political context in which musical works emerge.
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recensione (L'indice dei libri del mese): http://www.examenapium.it/cs/w-tas/recensione-indicedeilibri.pdf
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Il personaggio di questa storia, Blondel de Nesle, il cantore leggendario di Riccardo Cuor di Leone, è figura ben nota a filologi e musicologi. I dizionari ne tracciano una biografia rigorosa e documentata con tanto di produzione lirica, edizioni critiche, commentari.
Ma Blondel de Nesle non è mai esistito.
Ce lo siamo inventati, poco per volta, nel corso dei secoli, forse per burla, forse per noia, per poi dimenticarci, tutti, anche gli eruditi più raffinati, che era solo uno scherzo.
Nel ripercorrere le ragioni che hanno dato vita alla figura di Blondel, il libro indaga quanto sappiamo di trovatori e trovieri e, nel mettere a disposizione gli strumenti della filologia e della musicologia, prova a conversare con un lettore che spera onnivoro, magari refrattario alla manualistica scolastica, ma desideroso di lasciarsi sedurre da un racconto,vivo ancor oggi, nato ai tempi delle Crociate.
Papers by Davide Daolmi