Books by edoardo massimilla
Deutschland und der Orient. Philologie, Philosophie, historische Kulturwissenschaften, 2021
M u s t e r s e i t e n 1 . Ko r r e K t u r 2 . Ko r r e K t u r 3 . Ko r r e K t u r 4 . Ko r r... more M u s t e r s e i t e n 1 . Ko r r e K t u r 2 . Ko r r e K t u r 3 . Ko r r e K t u r 4 . Ko r r e K t u r 5 . Ko r r e K t u r M u s t e r s e i t e n 1 . Ko r r e K t u r 2 . Ko r r e K t u r 3 . Ko r r e K t u r 4 . Ko r r e K t u r 5 . Ko r r e K t u r 8 Vorwort 8 Inhalt
Qual è il senso della scienza come professione, «dal momento che tutte le illusioni precedenti -l... more Qual è il senso della scienza come professione, «dal momento che tutte le illusioni precedenti -la scienza come "via al vero essere", "via alla vera arte", "via alla vera natura", "via al vero Dio", "via alla vera felicità" -sono naufragate»? Qual è il senso della scienza come professione, laddove «oggi il modo di sentire soprattutto della gioventù» relega «le costruzioni concettuali della scienza» al rango di «un mondo sotterraneo di astrazioni artificiali che cercano, con le loro mani esangui, di cogliere il sangue e la linfa della vita reale, senza però mai riuscirci», poiché solo «qui nella vita, in ciò che per Platone costituiva il gioco d'ombre sulle pareti della caverna, pulsa la vera realtà: tutto il resto sono fantasmi tratti da essa e privi di vita, e nient'altro»? Qual è il senso della scienza come professione, dal momento che essa non è più «un dono grazioso di visionari e profeti, dispensatore di beni di salvezza e di rivelazioni» e nemmeno «un elemento della meditazione di saggi e filosofi sul senso del mondo», ma, appunto, solo «una "professione" esercitata in modo specialistico, al servizio dell'autoconsapevolezza e della conoscenza di connessioni di fatto»? La radicalità con la quale Wissenschaft als Beruf pone questi interrogativi, nonché la problematica chiarezza della risposta contenuta nel Vortrag weberiano, sono senza dubbio all'origine dell'aspro dibattito che si accese, dopo la sua pubblicazione (1919), nella Germania del primo dopoguerra, con gli interventi di Ernst Robert Curtius, Erich von Kahler, Arthur Salz, Ernst Krieck e Jonas Cohn (cui fanno riferimento anche le più note prese di posizione di Scheler, di Troeltsch e di Rickert). Nella monografia Intorno a Weber. Scienza, vita e valori nella polemica su "Wissenschaft als Beruf ", edita a Napoli nel 2000 per i tipi della Liguori, ho cercato di ricostruire il dibattito in questione e di interpretarne il senso complessivo, rilevando per un verso che il modo diretto ed esplicito, dotato di «un'efficacia quasi demagogica» (Löwith), con cui Weber tematizza il problema della posizione della scienza nel mondo razionalizzato, politeistico e disincantato della 7 Prefazione R u b b e t t i n o modernità occidentale lasciò tutt'altro che indifferenti i suoi contemporanei (i quali anzi, a differenza di molti interpreti successivi, colsero tempestivamente la sua ampia portata filosofica), ma rilevando anche, per un altro verso, che il dissenso, spesso assai netto, prevalse di gran lunga sul consenso, dando luogo, mediante un complicato gioco di rifrazioni, a inedite alleanze tra prospettive teoriche differenti e perfino contrapposte.
Papers by edoardo massimilla
Questo volume è stato pubblicato con un contributo del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Univ... more Questo volume è stato pubblicato con un contributo del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Federico II di Napoli (fondo per la ricerca 70%).
L’oggetto specifico di questo saggio è l’uso peculiare, cauto e problematico che le grandi indagi... more L’oggetto specifico di questo saggio è l’uso peculiare, cauto e problematico che le grandi indagini weberiane di sociologia della religione del secondo decennio del Novecento fanno della nozione di “ascesi” quale si configura in Zur Genealogie der Moral di Nietzsche (1887)
, in G. Giannini - P. Marangolo - M. Papa (a cura di), Segni. Studi in ricordo di Riccardo De Biase, tab, Roma, pp. 307-321., 2023
Un segno noi siamo che "tutto" indica. "Zeichen" e "Zeigen" nel pensiero di Martin Heidegger di S... more Un segno noi siamo che "tutto" indica. "Zeichen" e "Zeigen" nel pensiero di Martin Heidegger di Simona Venezia Sezione terza. Declinazioni "Kulturgeschichtlich" tra '800 e '900 Le influenze del luteranesimo sull'umanesimo ateo di Ludwig Feuerbach di Teresa Caporale Il dibattito tra Charles Darwin e Alfred Russel Wallace sulla genesi della colorazione animale di Roberta Visone Una "filosofia della rassegnazione". Motivi schilleriani nel primo programma filosofico di Wilhelm Windelband di Giovanni Morrone
, in G. Giannini - P. Marangolo - M. Papa (a cura di), Segni. Studi in ricordo di Riccardo De Biase, tab, Roma, 2023, pp. 307-321., 2023
Un segno noi siamo che "tutto" indica. "Zeichen" e "Zeigen" nel pensiero di Martin Heidegger di S... more Un segno noi siamo che "tutto" indica. "Zeichen" e "Zeigen" nel pensiero di Martin Heidegger di Simona Venezia Sezione terza. Declinazioni "Kulturgeschichtlich" tra '800 e '900 Le influenze del luteranesimo sull'umanesimo ateo di Ludwig Feuerbach di Teresa Caporale Il dibattito tra Charles Darwin e Alfred Russel Wallace sulla genesi della colorazione animale di Roberta Visone Una "filosofia della rassegnazione". Motivi schilleriani nel primo programma filosofico di Wilhelm Windelband di Giovanni Morrone
A proposito di un recente saggio su Weber e Kahler
RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA, 2013
«le Propre De L’histoire Est De Savoir, Le Propre De La Philosophie De Comprendre»: Second Addendum to the Critical Edition of Teoria e storia della storiografia
Ancora sull’edizione critica di Teoria e storia della storiografia
Nella terza sezione di Roscher und Knies Weber discute la dottrina dell’intuizione esposta da Cro... more Nella terza sezione di Roscher und Knies Weber discute la dottrina dell’intuizione esposta da Croce in Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale, con uno sguardo al problema della fondazione logica delle scienze storiche. In questa prospettiva, Weber attribuisce una serie di «errori naturalistici» alla teoria della “riduzione” della storia al concetto di arte di Croce. Questi errori (a dispetto di un esplicito riferimento a Husserl) sono circoscritti ed evidenziati attraverso significati logici e terminologici estratti da Grenzen der naturwissenschaftlichen Begriffsbildung di Rickert. Tuttavia, nei grandi saggi metodologici di Weber dell’inizio del XX secolo, il paragone con il primo Croce non si ferma qui: in un importante passaggio della prima parte di Kritische Studien , il filosofo italiano e il suo discepolo tedesco Karl Vossler sono ricordati come studiosi che hanno il merito di avere fortemente evidenziato che l’«analisi del valore» e uno dei due estremi ...
1. Caso si dice in molti modi 2. La duplice nozione del caso assoluto 3. Il caso relativo
ABSTR... more 1. Caso si dice in molti modi 2. La duplice nozione del caso assoluto 3. Il caso relativo
ABSTRACT: ON SOME MODELS OF CHANCE IN DARWIN STARTING FROM WILHELM WINDELBAND'S DOKTORARBEIT The incidence of the notion of chance in the evolutionary mechanism that Charles Darwin envisages in On the origin of species (1859) is one of the basic reasons why the father of the theory of evolution does not willingly use the term "evolution". At the same time, this incidence also underlies the fact that many of those who, after the publication of Darwin's masterpiece, accepted the evolution of living things as a fact, were reluctant to recognize the core of "evolution" in the interaction between natural selection and the heritable intraspecific variations. However, it must be said that the notion of chance is, in general, anything but univocal. From this point of view, the essay aims to synthetically highlight the presence of some "modes" of chance, which interact with each other, in Darwin's «long argument». In order to reach this end, it will resort to the investigations into the "causal notion of chance" that the neo-Kantian philosopher Wilhelm Windelband develops in his doctoral dissertation, entitled Die Lehren vom Zufall and published in 1870.
ABSTRACT: ON SOME MODELS OF CHANCE IN DARWIN STARTING FROM WILHELM WINDELBAND'S DOKTORARBEIT The incidence of the notion of chance in the evolutionary mechanism that Charles Darwin envisages in On the origin of species (1859) is one of the basic reasons why the father of the theory of evolution does not willingly use the term "evolution". At the same time, this incidence also underlies the fact that many of those who, after the publication of Darwin's masterpiece, accepted the evolution of living things as a fact, were reluctant to recognize the core of "evolution" in the interaction between natural selection and the heritable intraspecific variations. However, it must be said that the notion of chance is, in general, anything but univocal. From this point of view, the essay aims to synthetically highlight the presence of some "modes" of chance, which interact with each other, in Darwin's «long argument». In order to reach this end, it will resort to the investigations into the "causal notion of chance" that the neo-Kantian philosopher Wilhelm Windelband develops in his doctoral dissertation, entitled Die Lehren vom Zufall and published in 1870.
This volume aims to investigate, from both a historiographical and theoretical point of view, the... more This volume aims to investigate, from both a historiographical and theoretical point of view, the peculiar relationship that was established between the various neo-Kantian schools of thought and other disciplines which in the late 19th and early 20th century were grouped under the name of cultural sciences or Geisteswissenschaften. In fact, Neo-Kantianism played a leading role in the formation of the German philosophical and cultural scenario of the 20th century, becoming on the one hand an inexhaustible source of ideas and methods for the so-called Kulturwissenschaften, and on the other hand embracing within its multifaceted development several crucial issues brought forward by these sciences. The circulation of neo-Kantian methodologies is very broad and goes far beyond the rather fluid limits of this philosophical orientation, and it survived with undiminished intensity the decadence that neo-Kantianism encountered after the First World War. This is certainly the most significant proof of the fecundity of a series of methodological devices that the neo-Kantians had considered as potentially separable from their erkenntnistheoretisch foundations. In order to understand the fundamental theoretical reasons for the methodological fecundity of neo-Kantianism, it may be useful to recall the philosophical programme with which, in the 1880s, Wilhelm Windelband-the founder of the Baden neo-Kantian school-outlined the path of an original return to Kantian thought. Windelband felt compelled to make that return by the spirit of metaphysical 'resignation' of modern thought, as well as by the irreversible process of fragmentation that modern culture had undergone since the late Enlightenment. Windelband identified the prodigious development of the specialized sciences as the main cause of both these upheavals in modern consciousness. The sciences seemed to have firmly taken possession of all reality, and philosophy consequently appeared to have no object. Windelband argued it was like "King Lear, who, after distributing his estate among his daughters, had to get used to living on the street like a beggar". 1
La pubblicazione di alcuni saggi di questo numero si avvale di un contributo dei Fondi per la ric... more La pubblicazione di alcuni saggi di questo numero si avvale di un contributo dei Fondi per la ricerca scientifica erogati dal M.I.U.R. e dall'Università degli Studi di Napoli Federico II.