Conference Presentations by Elena Grazioli

Research paper thumbnail of Pagine in movimento: Pasolini e la costellazione di «Nuovi Argomenti»

Lezione al'Università di Tokyo , 2026

«Nuovi Argomenti» nasce a Roma nel 1953, diretta da Carocci e Moravia, con l’obiettivo di discute... more «Nuovi Argomenti» nasce a Roma nel 1953, diretta da Carocci e Moravia, con l’obiettivo di discutere la cultura italiana dopo la Seconda guerra mondiale. Fin dall’inizio è pensata come rivista “aperta”, capace di far dialogare letteratura, politica e società, senza essere organo di un partito. Pubblica principalmente saggi e narrativa a carattere documentario, usa le inchieste come strumento centrale: serie di domande rivolte agli intellettuali per capire il presente culturale del paese. Nel 1966 Pasolini entra nella direzione insieme a Moravia e inizia la seconda serie, che si chiude nel 1980. La rivista cambia: l’ingresso di Pasolini non produce soltanto un ricambio di firme, ma una trasformazione dell’idea stessa del periodico. «Nuovi Argomenti» diventa in questi anni una rivista principalmente letteraria, più strutturata e organizzata rispetto al passato: l’esperienza redazionale si articola in sezioni riconoscibili e stabili, dedicate ai tre grandi ambiti della scrittura: Narrativa, Poesia e Critica/Saggistica. La rivista non abbandona del tutto la dimensione civile, ma si allontana progressivamente dal modello della militanza ideologica della prima serie, privilegiando saggi di taglio culturale, racconti d’autore, testi poetici e recensioni di opere in uscita. Con i numeri dedicati al Sessantotto, si registra l’ultima stagione di forte confronto politico esplicito. L’asse continua a spostarsi verso la letteratura come terreno centrale del dibattito culturale. Il principio ordinatore è una vocazione middlebrow: uno spazio intermedio, rigoroso ma accessibile, che legittima generi diversi entro un quadro controllato dal gusto redazionale. In questo senso, la rivista costruisce un vero e proprio ecosistema stratificato: accoglie classici come Eugenio Montale, ma anche oggetti della cultura pop legittimabili nel discorso culturale medio-alto, come riferimenti al fumetto o ai nuovi media. Il punto di forza della nuova serie sta dunque nell’essere aperta e generalista, un luogo di incontro fra generi e voci differenti: scrittori e critici italiani, ma anche intellettuali internazionali mediati da traduzioni, cornici introduttive e apparati esplicativi.

Research paper thumbnail of 30 anni di Gioventù cannibale

«Nuovi Argomenti» e la soglia del middlebrow: verso Gioventù cannibale, 2026

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, «Nuovi Argomenti» si configura come uno spazio di mediazi... more Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, «Nuovi Argomenti» si configura come uno spazio di mediazione tra la tradizione letteraria novecentesca e le nuove forme di cultura popolare e di mercato che si affermano tra i due millenni. A partire dalla direzione di Enzo Siciliano (1982-2006), la rivista prosegue e amplia il processo di apertura avviato da Pasolini negli anni Settanta: la letteratura diventa un punto d’incontro tra linguaggi molteplici – dalle arti visive al cinema, dalla psicoanalisi ai media – in una prospettiva dichiaratamente inclusiva e multidisciplinare. In questa fase, «Nuovi Argomenti» costruisce un canone “medio”, middlebrow nel senso di un equilibrio dinamico tra sperimentazione e accessibilità, che anticipa la trasformazione del campo letterario italiano verso forme di ibridazione culturale e stilistica. La presenza di Pier Vittorio Tondelli (1986, 1990) segna un primo momento di svolta, mentre gli interventi di Daniele Brolli (1989, 1990), futuro curatore dell’antologia Gioventù cannibale (1996), e di Emanuele Trevi (1991-1994), che sarà tra i primi a sostenere il movimento e firmerà un testo critico nella ristampa del 2006, delineano una rete di autori e critici già proiettata verso la nuova narrativa degli anni Novanta. A essi si affiancano Massimiliano Governi (1992) e Niccolò Ammaniti (1994). L’intervento intende mostrare come la rivista di Siciliano, lungi dal costituire un residuo del letterarismo novecentesco, funzioni piuttosto come un laboratorio anticipatore delle forme di contaminazione che troveranno piena espressione nel fenomeno Gioventù cannibale e nella narrativa postmoderna di fine secolo. «Nuovi Argomenti», in questa prospettiva, non si limita a ospitare giovani scrittori, ma contribuisce a costruire le condizioni di legittimazione di un nuovo modello autoriale, aperto alla serialità, alla cultura di massa e all’ipermedialità. Il middlebrow, più che una categoria di gusto, diventa così una strategia di mediazione culturale, capace di rendere visibile la complessità del rapporto tra letteratura, mercato e pubblico nel passaggio di secolo.

Research paper thumbnail of Critica, letteratura e società sulle pagine dei periodici

Il canone come compromesso. «Nuovi Argomenti» dall’impegno militante al progetto middlebrow, 2026

La comunicazione intende analizzare la costruzione del canone all’interno della rivista «Nuovi Ar... more La comunicazione intende analizzare la costruzione del canone all’interno della rivista «Nuovi Argomenti» non come semplice repertorio di autori legittimati, ma come risultato di una strategia editoriale consapevole, dinamica e plurale. L’ipotesi di fondo è che la rivista, nel corso della sua prima (1953-1964) e soprattutto della seconda serie (1966-1980), elabori un modello di canone “senza centro”, capace di tenere insieme tradizione e apertura, alta letteratura e forme middlebrow, sperimentazione controllata e funzione divulgativa. Attraverso l’analisi dei sommari, delle rubriche, delle scelte di pubblicazione e delle politiche di inclusione ed esclusione, la relazione mostrerà come «Nuovi Argomenti» costruisca un ecosistema culturale stratificato, in cui convivono figure già canonizzate (da Montale a Moravia), nuove generazioni di scrittori e poeti, autori stranieri, forme ibride di scrittura, interventi saggistici e materiali di mediazione culturale. Questo dispositivo permette alla rivista di operare una continua redistribuzione del capitale simbolico, legittimando nuove voci senza rinunciare a una funzione ordinatrice. Particolare attenzione sarà dedicata al passaggio dal paradigma dell’impegno militante degli anni Cinquanta e primi Sessanta alla configurazione di una “zona franca” negli anni Settanta, in cui il canone si fa meno normativo e più esplorativo, aperto alla contaminazione tra generi, linguaggi e pubblici. In questa prospettiva, il progetto middlebrow non rappresenta un abbassamento di ambizione, ma una forma di mediazione culturale alta, capace di ampliare il perimetro della letterarietà senza dissolverne i criteri. La relazione si propone infine di riflettere sul ruolo delle riviste come agenti attivi di canonizzazione nel secondo Novecento, mostrando come «Nuovi Argomenti» funzioni non solo come osservatorio della contemporaneità, ma come laboratorio di costruzione del valore letterario.

Research paper thumbnail of 300 ans d’écriture de soi: CASANOVA et l’éros de l’autobiographie

Casanova au miroir du cinéma et de la bande dessinée : réceptions croisées entre France et Italie (XXe–XXIe siècle), Regensburg, 2025

Depuis la seconde moitié du XXe siècle, la figure de Casanova circule intensément dans les conste... more Depuis la seconde moitié du XXe siècle, la figure de Casanova circule intensément dans les constellations médiatiques européennes, en particulier dans les productions françaises et italiennes. Le cinéma s’est emparé de son image pour explorer les tensions entre mythe et intimité, entre légende libertine et désillusion mélancolique. Le Casanova de Federico Fellini (1976), dans une esthétique baroque et distanciée, déconstruit le mythe viril en le réduisant à une mécanique vide, révélant un personnage grotesque et solitaire. À l’inverse, Dernier amour de Benoît Jacquot (2019) propose une relecture plus intimiste et crépusculaire, centrée sur l’épisode londonien avec la Charpillon, où le séducteur devient figure vulnérable, amoureux rejeté.
Dans le registre de la bande dessinée, la réception se fait souvent plus ludique et iconoclaste. Guido Crepax transpose certains épisodes de l’Histoire de ma vie dans un univers graphique érotique et onirique, où la sensualité devient narration visuelle. En France, la série Giacomo C. de Jean Dufaux et Griffo (1988-2002) redonne vie à l’aventurier vénitien dans une veine romanesque, entre espionnage, intrigues politiques et passions contrariées. Plus récemment, Patrick Mallet (Casanova, sous les Plombs de Venise, 2004) met en scène la célèbre évasion des Plombs, valorisant l’ingéniosité du personnage plus que ses conquêtes amoureuses. Quant à Milo Manara, son Casanova (2019) hérite de l’imaginaire érotique du libertinage pour mieux le renverser dans une satire contemporaine du désir.
Ces lectures médiatiques, oscillant entre fidélité biographique et réinvention symbolique, font de Casanova un véritable personnage-écran : support des fantasmes modernes, des interrogations sur le genre et des représentations mouvantes du pouvoir et du plaisir. En prolongeant et en métamorphosant le récit de ses mémoires, elles inscrivent l’Histoire de ma vie dans un réseau transmédiatique où coexistent réflexion historique, fascination visuelle et enjeux critiques contemporains.
L’analyse portera en particulier sur la manière dont ces adaptations filmiques et graphiques affrontent les zones de silence et les Leerstellen du texte casanovien : comment elles interprètent ou comblent ce non-dit, et dans quelle mesure elles s’écartent – ou non – de la représentation érotique que Casanova avait lui-même construite. Il s’agira d’interroger les postures de lecture ainsi sollicitées et la manière dont l’imaginaire érotique est réactivé, déplacé ou déconstruit dans ces réécritures contemporaines.

Research paper thumbnail of Casanova in Time 1725-2025

Fondazione Giorgio Cini e Università Ca' Foscari di Venezia, 4-7 giugno, 2025

Il «ritmo del vivere»: Giovanni Comisso e Giacomo Casanova – Elena Grazioli e Marco Borrelli L’i... more Il «ritmo del vivere»: Giovanni Comisso e Giacomo Casanova – Elena Grazioli e Marco Borrelli
L’intervento, a due voci, si propone di indagare dalla doppia prospettiva di un esperto di Comisso e di una studiosa di Casanova il legame fra i due autori. Una parte introduttiva verterà sullo scrittore trevigiano e sul suo ‘incontro’ con la figura dell’avventuriero, che Comisso riconosce apertamente come uno dei suoi pochi maestri, soprattutto per questioni stilistiche. Da Casanova apprende che «la vita può essere maestra di stile narrativo» e che «lo stile nasce dal ritmo del vivere»; affermazioni che inducono a scavare più a fondo nei debiti contratti da Comisso nei suoi confronti. In particolare, mediante l’analisi di articoli di giornale, di altre dichiarazioni dell’autore, di passaggi narrativi e materiale vario si vuole far luce sul ‘Casanova di Giovanni Comisso’, rispondendo a vari quesiti: quando si avvicina all’opera di Casanova? Quali le ragioni contingenti e quali quelle profonde? Come l’Histoire de ma vie si inquadra nella più ampia produzione dell’autore? La seconda parte della relazione si concentrerà, invece, sulle edizioni dell’Histoire de ma vie curate da Comisso, al fine di illustrare in primis il progetto editoriale in quattro volumi, pubblicati per i tipi di Longanesi nel 1958, con il titolo di La mia vita. Focus principale le scelte traduttive rispetto al testo di riferimento, per verificare in che modo Comisso agisca da un lato sui dettagli erotici e dall’altro su «certi vuoti ragionativi di scarsa efficacia», che a suo dire avrebbero offuscato la fama di narratore di Casanova. Secondariamente, si esamineranno le due successive edizioni parziali (ancora Longanesi), uscite rispettivamente nel 1966 e 1976, Tre amori di Casanova e Il Casanova di Casanova, mettendo in luce la struttura – entrambe composte di soli tre capitoli – e le scelte di contenuto: la prima incentrata su alcune figure femminili, mentre la seconda su determinati luoghi.

Convegno Centro Tedesco di Studi Veneziani 8-9 aprile, 2025

"Non stancatevi di essere un tenero padre". Cecille von Roggendroff attraverso le lettere a Giaco... more "Non stancatevi di essere un tenero padre". Cecille von Roggendroff attraverso le lettere a Giacomo Casanova

Research paper thumbnail of Programme Casanova européen

Traduire Casanova, 2025

Les éditions aujourd’hui en vente de l’autobiographie casanovienne traduite en italien posent une... more Les éditions aujourd’hui en vente de l’autobiographie casanovienne traduite en italien posent une série de problèmes, d’abord un texte de référence qui ne s’avère pas être fidèlement basé sur le manuscrit conservé à la Bibliothèque Nationale de France; deuxièmement il s’agit, dans certains cas, de versions qui ne sont pas traduites par des experts, ce qui provoque une série d’inexactitudes aussi bien dans le contenu que dans le domaine de la langue, ou autrement, comme cela arrive par exemple dans le cas de la version de Piero Chiara, parfois la liberté de traduction est telle que le texte est substantiellement réécrit.
Quant à la traduction des lettres, que j’ai moi-même préparée dans le cas de Cecille von Roggendorff, j’aimerais discuter avec d’autres traducteurs au sujet d’une série de questions qui se posent pendant ce travail et comment y répondre : combien et quoi corriger ? Comment rendre les compétences linguistiques et grammaticales de l’expéditeur ? Traduire avec l’italien d’aujourd’hui ou par un italien plus proche de celui du XVIIIe siècle ? Comment intervenir avec la ponctuation ? Je ferais aussi d’autres exemples, comme l’épistolaire traduit une fois de plus par Chiara, qui nécessiterait d’une nouvelle traduction et une mise à jour – grâce aussi aux documents d’archive disponibles – et l’édition des lettres aux femmes de casanova éditée par Mercenaro publiée en 1992.

AIPI Siviglia 7-9 novembre , 2024

Nel gennaio del 1982 inizia la terza serie di una rivista passata sempre di più a un’attenzione p... more Nel gennaio del 1982 inizia la terza serie di una rivista passata sempre di più a un’attenzione privilegiata per il fatto letterario, sotto la guida di Moravia, Siciliano e Sciascia (si aggiungeranno Veronesi e Debenedetti, mentre Giorgio Caproni li affiancherà solo per breve tempo). Dal 1982 al 1994 scrivono su «Nuovi Argomenti» tutti quegli scrittori che possono definirsi rappresentanti del “realismo esistenziale”: Giuseppe Pontiggia, Francesca Sanvitale, Edoardo Albinati, Edoardo Affinati, Sandra Petrignani e Valerio Magrelli. Scopo dell’intervento sarà quindi indagare la proposta di canone di questa terza serie, cercando di individuare se e come è presente «un realismo impuro e filosoficamente complesso» e attraverso quali forme e generi esso viene espresso.

Programma 13-15 giugno, 2024

Il convegno annuale MOD dedicato al tema Moderno e Antimoderno. Le avventure di una contrapposizi... more Il convegno annuale MOD dedicato al tema Moderno e Antimoderno. Le avventure di una contrapposizione si svolgerà a Milano nelle quattro sedi universitarie dal 13 al 15 giugno 2024, secondo questo calendario: giovedì 13, pomeriggio: prima sessione plenaria (Università degli studi di Milano); venerdì 14, mattina: seconda sessione plenaria e assemblea dei soci (Università IULM); venerdì 14 giugno, pomeriggio: sessioni parallele e votazioni (Università Cattolica del Sacro Cuore); sabato 15, mattina (Università degli studi di Milano Bicocca): terza sessione plenaria e tavola rotonda.

Pier Paolo Pasolini direttore di "Nuovi Argomenti": nuove linee per la rivista, 2024

Research paper thumbnail of All’origine di un mito. Le prime circolazioni dell’Histoire de ma vie di Giacomo Casanova: stroncature e polemiche sull’attribuzione

Convegno Trento, 28-29 settembre, 2023

Le prime versioni dell’Histoire de ma vie di Giacomo Casanova – tra il 1822 e il 1828 comparve un... more Le prime versioni dell’Histoire de ma vie di Giacomo Casanova – tra il 1822 e il 1828 comparve una traduzione tedesca, una versione ‘corretta’ secondo i gusti del Biedermeier, e un’altra, in francese, rimaneggiata da Laforgue, iniziò a circolare fra il 1826 e il 1838 – suscitarono scalpore. A questa altezza cronologica i più famosi letterati del tempo si lanciarono in stroncature destinate a diventare celebri, si pensi ad esempio quella di Foscolo, apparsa sulle colonne della rivista inglese «Westminster Review» nel 1827, che intendeva ‘incriminare’ Casanova per falsità, ma anche a quella pesantemente moralizzatrice di Jules Janin, pubblicata sulla «Revue de Paris» nel 1833. Tuttavia, l’opera non venne accusata soltanto di numerose contraddizioni e inesattezze o di oscenità: dell’Histoire de ma vie si arrivò persino a contestare la paternità, quando, nel 1857, Paul Lacroix nel suo Catalogue des livres affermò di aver cercato il vero autore dei Mémoires, poiché non potevano appartenere a Giacomo Casanova, incapace di scrivere in francese e inesperto per un’opera di immaginazione e di gusto. L’autobiografia casanoviana venne attribuita a Stendhal, del quale si riconoscevano spirito, carattere, idee e stile.
Scopo del contributo è indagare le polemiche suscitate dall’Histoire de ma vie da una duplice prospettiva, quella legata al suo contenuto e quella relativa al suo autore. Entrambe, del resto, per l’eco che hanno suscitato, hanno sancito la nascita del mito casanoviano destinato a perdurare fino ai giorni nostri.

Research paper thumbnail of Presentazione del romanzo Aurora di Giorgio Nisini, con Elena Grazioli e Alberto Bertoni

Aurora, HarperCollins, 2023

Stefano, ultimo discendente dell’antica famiglia aristocratica degli Orsini Gianotti, dirige con ... more Stefano, ultimo discendente dell’antica famiglia aristocratica degli Orsini Gianotti, dirige con successo e da lungo tempo la Fulgor, la fabbrica di lampadine fondata dal celebrato nonno Umberto negli anni Venti del Novecento. Ha una moglie, Carola, e una figlia sedicenne, Aurora, venuta al mondo come un miracolo, dopo anni di tentativi disperati e infruttuosi.
La telefonata notturna di una sconosciuta, con cui si apre il romanzo, lascia in Stefano un vago senso di paura e sgomento: la donna allude, infatti, a questioni del passato che lui nemmeno ricorda, parlando con tono sibillino di una promessa fatta quando sua figlia era ancora una bambina, quasi esprimendo una velata minaccia. Poche ore dopo, durante un rapporto sessuale, Aurora cade in un sonno comatoso di cui nessun medico riesce a comprendere la ragione. Si apre così un periodo di crisi, in cui i due genitori cercano di rispondere in modo diverso a quest’evento inspiegabile e doloroso, alla ricerca di una soluzione sempre più disperata: Carola si abbandona a una vita di preghiera e riti superstiziosi, mentre Stefano cerca di reagire e inizia a indagare sulla telefonata ricevuta nel cuore della notte, sui misteri della sua famiglia e sull’ipotesi che una maledizione gravi sulle fondamenta della Fulgor... Ma è davvero così?

Research paper thumbnail of Congresso Dantesco Internazionale 2023 Sessioni parallele DEFINITIVO

Finzioni biografiche e pubbliche conferenze: la Beatrice popolare dell’Ottocento, 2023

Se il volume di Lino Pertile, Dante popolare, parte dalla domanda «che cos’ha il poeta che lo ren... more Se il volume di Lino Pertile, Dante popolare, parte dalla domanda «che cos’ha il poeta che lo rende così universalmente irresistibile?», possiamo chiederci che cosa abbia di tanto affascinante la figura di Beatrice da portare il mito che la riguarda ad attraversare i secoli fino a giungere all’estremo contemporaneo (pensiamola ad esempio fra le pagine del romanzo di Massimo Onofri, Benedetti Toscani, uscito nel 2017). Allo stesso tempo, se la risposta di Pertile procede non dal punto di vista dei destinatari ma dall’analisi della Commedia, per quanto riguarda Beatrice è invece proprio sul pubblico, sulla ricezione della sua figura che dobbiamo concentrarci per capire come la sua fisionomia si trasfiguri dalle pagine della Vita nova e della Commedia ai nostri giorni. Questo intervento prenderà in esame un passaggio chiave, quello che si verifica a partire dall’epoca risorgimentale, momento in cui Dante e Beatrice diventano simbolo di vita concreta, reale e contemporanea, come appare evidente in una serie di finzioni biografiche, pubblicate fra il 1844 e il 1886 – Dante a Ravenna di Erasmo Pistolesi (1844), Dante e Beatrice di Cesare Scartabelli (1852), L’amore di Dante di Luigi Capranica (1864), Dante e Bice di Cesare Da Prato (1873), Amori di Dante Alighieri con Beatrice Portinari di Armando Dominicis (1886). Tutte opere, queste, che verranno prese in esame insieme ad alcune pubbliche conferenze – genere allora estremamente in voga –, fra cui quelle organizzate per il centenario del 1890 (tenute da scrittrici italiane quali Giovanna Vittori, Carolina Invernizio, Emma Tettoni, Maria Bobba, Emilia Mariani e Giuseppina Le Maire), al fine di comprendere come Beata Beatrix si sia trasformata nel tempo tanto da divenire opportunità per perimetrare – e finalmente offrire – uno spazio scientifico a riflessioni “al femminile” e soprattutto per affrancare la donna dalla concezione profondamente limitante di musa e ispiratrice.

Research paper thumbnail of Convegno Sapienza - Reti culturali in contesti d'eccezione

«Facendo saltare le teste de’ ribelli»: Giacomo Casanova e la Rivoluzione francese, 2023

In piena Rivoluzione francese, e in un momento di difficoltà in cui Luigi XVI spera nell’interven... more In piena Rivoluzione francese, e in un momento di difficoltà in cui Luigi XVI spera nell’intervento delle altre potenze europee per ristabilire la propria autorità – l’influenza dei sostenitori dell’assolutismo all’Assemblea è scarsa ed è al ribasso anche quella dei fautori di un compromesso “all’inglese” –, Casanova si schiera rabbiosamente a difesa del parti des royalistes affermando che il re di Francia «deve riacquistare le prerogative costituzionali della sua corona facendo saltare le teste de’ ribelli». Il cavaliere di Seingalt teme che il regno, da lui tanto amato e ritenuto tra i più fiorenti e i più belli dell’universo, venga spartito tra le potenze straniere, pronte a intervenire per vendicare e punire l’assassinio di un re, poiché la potenza sovversiva di questo atto minaccia tutti gli ordini costituiti. La Francia, nazione «ribelle a Dio e alla Natura», non potrà resistere a lungo: «Tra quest’anno e il prossimo, sette ottavi della nazione e del reame saranno ridotti in cenere. Ho fretta di vedere questa bella catastrofe; e mi dispiacerebbe se la morte mi obbligasse ad uscire dal teatro prima dell’ultima scena». Da questa specola ci pare interessante indagare il punto di vista di un uomo del Settecento – l’avventuriero e il libertino per antonomasia, ma ormai anziano e rinchiuso fra gli scaffali polverosi della biblioteca di Dux – non solo attraverso il suo vissuto personale di un conflitto epocale, ma mediante lo scambio epistolare, in grado di sollecitare la discussione e lo scambio di opinioni con altri letterati e diplomatici del tempo, in particolare con l’amico Johann Ferdinand Opiz, ispettore delle finanze nel regno di Giuseppe II.

Research paper thumbnail of Rencontres de l'Archet - Fondazione Sapegno

Memoria di Beatrice: il mito e sua la narrazione nel modernismo , 2022

Dal 1993 il Centro di studi storico-letterari Natalino Sapegno Onlus organizza nel mese di settem... more Dal 1993 il Centro di studi storico-letterari Natalino Sapegno Onlus organizza nel mese di settembre un seminario residenziale di alta formazione rivolto a un gruppo di 30/35 dottorandi in discipline umanistiche, ospiti della Fondazione per una settimana in Valle d'Aosta, segnalati dai coordinatori delle scuole di dottorato di atenei italiani, francesi, belgi e svizzeri per i loro particolari meriti scientifici e per l'affinità tra le loro ricerche e i temi affrontati nel seminario. Da alcuni anni la Fondazione prevede, oltre al consueto dibattito che chiude ogni sessione, anche la presentazione di alcune comunicazioni da parte dei dottorandi, selezionate dal Comitato scientifico a partire dagli abstract forniti in sede di iscrizione al seminario. Tutti i partecipanti contribuiscono quindi, con saggi e/o schede più brevi, agli atti dell'iniziativa, liberamente consultabili sul sito web della Fondazione Sapegno, onde favorirne un'utilizzazione flessibile, aperta e dialogica. Il seminario è aperto anche a tutte le persone interessate, che possono seguirne i lavori in qualità di uditori, previa iscrizione tramite il gestionale disponibile sul sito web della Fondazione: www.sapegno.it (in base al numero di posti disponibili in sala, gli uditori possono partecipare in presenza o tramite piattaforma digitale).

Research paper thumbnail of «Dal fuoco dipinto a quello che veramente arde»: raffigurazioni del Decameron nel Novecento

Intorno a Boccaccio , 2022

Nell’arco cronologico che delimita gli estremi temporali del Novecento, il Decameron, così come l... more Nell’arco cronologico che delimita gli estremi temporali del Novecento, il Decameron, così come la Commedia di Dante, è stato un testo di straordinaria suggestione e ispirazione. Rispetto al poema sacro, di cui, nell’immaginario collettivo, sono ben note le rappresentazioni figurative, anche sulla spinta del Centenario appena trascorso — numerosi, del resto, sono gli studi che le riguardano —, minor eco hanno riscontrato le opere pittoriche di artisti contemporanei ispirate al Decameron, mentre affiorano immediatamente alla memoria i numerosi adattamenti cinematografici, a partire dalla fortuna di  Boccaccio ’70 (1962). Non ci pare privo di significato proporre un excursus che percorra non soltanto le famose illustrazioni di Marc Chagall e Salvador Dalì, ma che includa una disamina di opere di pittori novecenteschi, esposte in una serie di mostre allestite a Certaldo: Omaggio a Giovanni Boccaccio degli artisti contemporanei, 1967 (seconda edizione 1997), Through the ‘Decameron’. Un viaggio nel ‘Decameron’ del settembre 2020 — i cui cataloghi sono conservati a Casa Boccaccio —, fino ad arrivare a Mnemodecameron di Carlo Romiti, progetto che prende le mosse dalla rassegna di letture del Decameron, Si racconta le novelle del Boccaccio, per cui l’artista ha creato, per ogni novella, un’illustrazione stampata su cartolina.

Research paper thumbnail of The Society for Textual Scholarship's 2022

Conference Program Cultural Mappings Loyola University Chicago, May 26-28, 2022

Panel: Mapping authors and texts in European journals after World War II. In recent years, the di... more Panel: Mapping authors and texts in European journals after World War II.
In recent years, the digitization of journals has gained ground as an important way of scanning the production of essays and literary writings within the original context of publication: even for famous and much-studied authors, it is important to trace back the original coordinates of publication, especially for “militant” writings which must be set against the original critical and/or polemical background. Such approach has proved useful especially for many of the literary “avant-gardes” of the early 20th century, highlighting the many contacts between national cultural traditions, e. g. France and Italy. Periodicals from the second half of 20th century, however, have attracted much less attention, despite their vast and diverse production and the presence of paramount contributors (Calvino, Carocci, Moravia, and so forth). Usually printed on cheap paper in very few copies, many of those journals can prove difficult to find and delicate to handle. This panel aims to highlight some current trends in the digitization and study of such journals, drawing an outline of their original publication context.

Research paper thumbnail of IULM 20-22 ottobre, Seminario di Narratologia, TEMPORA

Giacomo Casanova auctor e agens. I tempi dell’Histoire de ma vie: vissuto, narrazione e commento retrospettivo, 2021

L’autobiografia di Giacomo Casanova si costruisce sulle basi di una densa stratificazione tempora... more L’autobiografia di Giacomo Casanova si costruisce sulle basi di una densa stratificazione temporale: il tempo della scrittura, a Dux, in Boemia, nel 1789; il tempo della narrazione, all’interno del quale — riprendendo le categorie introdotte da Paolo Giovannetti (Il racconto 2012) — vengono a intrecciarsi, in una fitta rete, racconto anteriore, simultaneo e ulteriore; e il tempo del vissuto (che l’autore sceglie di arrestare all’altezza del 1774), rispetto al quale è necessario un commento retrospettivo. Molte delle avventure di Casanova, ben prima di essere inserite nell’Histoire de ma vie, vengono, in prima istanza, raccontate e questa stessa mimesi viene ascritta all’interno del corpus diegetico, amplificando così l’effetto di sinergia fra le varie temporalità e meglio saldando fra loro gli episodi della sua vita. Si tenterà dunque di proporre una esemplificazione dei diversi archi temporali che strutturano le memorie casanoviane e di mostrare come il loro condizionamento reciproco conduca a una vivacità del testo, costituendo uno dei caratteri di originalità dell’Histoire de ma vie rispetto alle autobiografie coeve.

Le inchieste di «Nuovi Argomenti»: riflessioni sulla letteratura nell’epoca dell’industria culturale , 2021

La rivista «Nuovi Argomenti», fondata da Carocci e Moravia nel 1953, sfruttò sapientemente la for... more La rivista «Nuovi Argomenti», fondata da Carocci e Moravia nel 1953, sfruttò sapientemente la formula del “tema inchiesta”, una tavola rotonda in cui la discussione prende corpo grazie alle prospettive delle diverse voci interpellate. Analizzando principalmente 10 domande su «neocapitalismo e letteratura» (1964), si tenterà, attraverso i punti di vista dei più grandi autori del Novecento, di indagare la posizione degli intellettuali nell’epoca dell’industria culturale.

Research paper thumbnail of Congresso dantesco internazionale ALMA DANTE - Ravenna 15-18 settembre

«Oh Bëatrice, dolce guida». La dislocazione operata da Giovanni Giudici: una «beatitudine infelice» e interamente terrena, 2021

Sulla scia della ben nota influenza di Dante e della Commedia nella poesia italiana del Novecento... more Sulla scia della ben nota influenza di Dante e della Commedia nella poesia italiana del Novecento, verrà presa in esame la raccolta poetica di Giovanni Giudici O beatrice, uscita nella collana «Lo Specchio» Mondadori nel 1972. Si tenterà in prima istanza di commentare, a partire dal verso dantesco «Oh Bëatrice, dolce guida e cara!», due poesie della raccolta, Alla Beatrice e O beatrice. Particolare attenzione sarà riservata dunque all’analisi di questa figura femminile, in continua metamorfosi, dalle opere dello stesso Dante fino alle riletture romantiche, ma in grado di conservare il suo prestigio speculativo per tutto il Novecento e adattarsi persino a un orizzonte poetico laico in cui l’amore, slegato da un possibile riscatto nell’aldilà, si circoscrive nei limiti di un sublime contingente e del tutto terreno.