Books by Isabella Lazzarini
La partecipazione delle donne alla costruzione del potere signorile e principesco nell’Italia cen... more La partecipazione delle donne alla costruzione del potere signorile e principesco nell’Italia centrosettentrionale è stata a lungo ignorata o affrontata per singoli casi di studio. Questo libro si propone di ricostruire in modo complessivo il loro ruolo lungo una cronologia che va dal Trecento al primo Cinquecento, articolandosi intorno ad assi tematici ampi (le strutture dei lignaggi, le risorse, le forme del potere, le rappresentazioni) e ponendo al centro dell’indagine non solo le principesse, ma una vasta costellazione di donne: le signore trecentesche, le principesse quattrocentesche e le grandi aristocratiche che appartennero di volta in volta all’uno o all’altro di questi gruppi.
L’intento è di portare alla luce la loro capacità di agire politicamente e al tempo stesso di scrivere una storia più compiuta dell’Italia signorile, che tenga conto sistematicamente della complementarità maschile e femminile al vertice del potere.
https://www.viella.it/libro/9791254699669
L’intento è di portare alla luce la loro capacità di agire politicamente e al tempo stesso di scrivere una storia più compiuta dell’Italia signorile, che tenga conto sistematicamente della complementarità maschile e femminile al vertice del potere.
https://www.viella.it/libro/9791254699669
Di Egenanda è notevole, innanzitutto, il nome che porta. Non era attestato in nessuna fonte stori... more Di Egenanda è notevole, innanzitutto, il nome che porta. Non era attestato in nessuna fonte storica diretta o indiretta prima che, scritto coi caratteri della 'nuova scrittura comune' romana, esso venisse alla luce, pochi anni fa, su un frammento di papiro documentario latino 1. Egenanda è vissuta nel VI secolo, non molto oltre la sua metà: lo si può affermare per il modo in cui fu scritto 'nero su bianco' il suo nome e tutto il resto, per la forma dei segni alfabetici, insomma, e per il tracciato che li ha legati l'uno all'altro 2 , eseguito da una mano anonima contro le fibre vegetali 3. Il suo nome si legge intero e chiaro almeno in due dei tre luoghi in cui esso ricorre nel testo 4. Non è raro per quest'epoca e nella tradizione occidentale che un nome personale sia attestato in un testo soltanto, specie se si tratta di un nome di origine non latina com'è evidentemente il nostro. Non è per questo, infatti, che il nome sia degno di nota. Lo è perché trattiene chiusa, e segreta, ancora, una parte di sé. I germanisti cui mi sono rivolta per tentare di conoscere meglio Egenanda 5-e il frammento che rivela (anche) la sua esistenza-mi hanno-* Per comporre questo ritratto-il mio piccolo dono a Paola-ho reimpiegato tessere sparse di una ricerca da me di recente condotta nell'ambito di un progetto finanziato dallo European Research Council nel programma Horizon 2020 (ERC-2017-AdG NOTAE, G. A. n. 786572, PI Antonella Ghignoli), poi confluita nella monografia citata nella nota 1. 1 Si tratta del papiro di Vicenza, edito, tradotto, commentato e studiato in DE ROBERTIS, GHIGNOLI, ZAMPONI 2024. Il papiro sarà d'ora innanzi indicato con la sigla P.Vic. Altri papiri saranno citati, come di norma, con le sigle indicate nella Checklist of Editions. 2 Sulle caratteristiche della scrittura e sulle ragioni per una datazione v.
L'Italie du XIIIe siècle se présente comme un territoire morcelé, habité par des régimes politiqu... more L'Italie du XIIIe siècle se présente comme un territoire morcelé, habité par des régimes politiques que tout oppose. Deux siècles plus tard, communes, royaumes et seigneuries ont cédé la place à des États indépendants mais intiment liés. Quels sont les ressorts de cette transformation sans précédent? À partir d'un vaste panorama historiographique, et réfutant la partition entre Italie du Nord, foyer de toutes les modernités, et Italie du Sud, enlisée dans un supposé archaïsme, Isabella Lazzarini analyse le développement simultané de ces organisations et la naissance d'un langage commun. Ce réseau de pouvoirs en équilibre instable, véritable laboratoire politique à l'échelle européenne dont il s'agit ici de faire la généalogie, dessine une voie propre à l'Italie vers la modernité. Témoignage brillant d'un moment faste des études historiques, ce livre met au jour ce qu'a signifié et ce que signifie encore la spécificité des approches italiennes du débat pluriséculaire sur l'évolution de l'Europe politique et de ses institutions.
Table of Contents
Gaining Political Recognition in Western Europe, 1200–1600 — FABRIZIO TITONE
... more Table of Contents
Gaining Political Recognition in Western Europe, 1200–1600 — FABRIZIO TITONE
Before the ‘Primo Popolo’: Politics and the Popular Movement at San Gimignano in the First Half of the Thirteenth Century— ENRICO FAINI
Putting Pressure on the Lord: the Fiscal Reforms of Pietro Gambacorta, Signore of Pisa (1370-1392) — ALMA POLONI
Flemish Textile Workers’ Struggle for Emancipation in the Thirteenth Century — WIM BLOCKMANS
Rulers and Ruled: Freedom, Submission, and Dissent in the Florentine Correspondences (15th Century) — ISABELLA LAZZARINI
Putting Pressure on Rulers: Petitions, Disciplined Dissent and the Commons in Fourteenth Century England — PETER COSS
Disciplined Dissent and Nostalgia in Late Medieval England — HANNAH SKODA
Civic Ritual and Disciplined Dissent in Late Medieval England — ELIZA HARTRICH
In the Name of the Commonweal : How did French Peasants Manage to Obtain a Legal Recognition of Their Rights to Self-Defence During the Hundred Years War? — VINCENT CHALLET
Knowledge and Agency in Catania in the Later Middle Ages — FABRIZIO TITONE
Pushing Back Male Violence in Marriage: England, 1400–1600 — MARTIN INGRAM
Conclusion— CHRIS WICKHAM
Index
Gaining Political Recognition in Western Europe, 1200–1600 — FABRIZIO TITONE
Before the ‘Primo Popolo’: Politics and the Popular Movement at San Gimignano in the First Half of the Thirteenth Century— ENRICO FAINI
Putting Pressure on the Lord: the Fiscal Reforms of Pietro Gambacorta, Signore of Pisa (1370-1392) — ALMA POLONI
Flemish Textile Workers’ Struggle for Emancipation in the Thirteenth Century — WIM BLOCKMANS
Rulers and Ruled: Freedom, Submission, and Dissent in the Florentine Correspondences (15th Century) — ISABELLA LAZZARINI
Putting Pressure on Rulers: Petitions, Disciplined Dissent and the Commons in Fourteenth Century England — PETER COSS
Disciplined Dissent and Nostalgia in Late Medieval England — HANNAH SKODA
Civic Ritual and Disciplined Dissent in Late Medieval England — ELIZA HARTRICH
In the Name of the Commonweal : How did French Peasants Manage to Obtain a Legal Recognition of Their Rights to Self-Defence During the Hundred Years War? — VINCENT CHALLET
Knowledge and Agency in Catania in the Later Middle Ages — FABRIZIO TITONE
Pushing Back Male Violence in Marriage: England, 1400–1600 — MARTIN INGRAM
Conclusion— CHRIS WICKHAM
Index
La messa a scrittura del mondo politico medievale rappresenta un tema sempre più importante e fr... more La messa a scrittura del mondo politico medievale rappresenta un tema sempre più importante e frequentato degli studi medievistici: fra Tre e Quattrocento, le scritture pubbliche danno voce a decisioni, narrazioni, conti, ricordi, ragioni, diritti e si organizzano in sistemi di memoria, che generano infine attraverso i secoli edizioni, studi, interpretazioni. Questi complessi processi documentari, al crocevia fra paleografia, diplomatica e storia, sono in vario modo al centro dei saggi raccolti in questo volume: il loro interloquire reciproco è orchestrato per riflettere sulla cultura e sulle funzioni sociali dello scritto nella costruzione di sistemi al tempo stesso documentari, politici e sociali, e sulla loro reinvenzione successiva per costruire altri sistemi e la genealogia ideologica della loro legittimazione.
Con questa Festschrift organizzata in tempo di pandemia, le autrici e gli autori intendono onorar... more Con questa Festschrift organizzata in tempo di pandemia, le autrici e gli autori intendono onorare e ringraziare Gian Maria Varanini, rendendogli omaggio in occasione della sua uscita dai ruoli dell’Università. Varanini è grande studioso, sorretto da una inesausta passione per la storia in tutte le sue dimensioni, dalle più minute alle più universali, e da una attenzione sensibile e critica alla lettura che dei fenomeni storici è stata data dal succedersi delle generazioni degli studiosi. Generoso organizzatore culturale ed eccellente editore e redattore, come accademico e come docente è da sempre impegnato nella
tutela delle discipline storiche.
Saggi di E. Artifoni, S. Carocci, G. Castelnuovo, P. Corrao, M.N. Covini, M. Della Misericordia, F. Del Tredici, M. Gentile, P. Grillo, P. Guglielmotti, I. Lazzarini, J.-C. Maire Vigueur, E.I. Mineo, G. Petralia, L. Provero, R. Rao, F. Senatore, L. Tanzini, M. Zabbia.
tutela delle discipline storiche.
Saggi di E. Artifoni, S. Carocci, G. Castelnuovo, P. Corrao, M.N. Covini, M. Della Misericordia, F. Del Tredici, M. Gentile, P. Grillo, P. Guglielmotti, I. Lazzarini, J.-C. Maire Vigueur, E.I. Mineo, G. Petralia, L. Provero, R. Rao, F. Senatore, L. Tanzini, M. Zabbia.
Correspondances des femmes et diplomatie (Espagne, France, Italie, IXe-XVe siècle), 2021
Cet ouvrage recueille les communications présentées lors du troisième colloque du projet de reche... more Cet ouvrage recueille les communications présentées lors du troisième colloque du projet de recherche MISSIVA, qui s’est tenu les 28, 29 et 30 octobre 2019 à l’École Française de Rome et à l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo de Rome. Le propos de cette rencontre était d’approfondir l’analyse du rôle politique des femmes du Moyen Âge à travers leur correspondance pour voir si une diplomatie au féminin avait existé et déterminer, le cas échéant, ses particularités.
Les études proposées permettent d’observer, sur une longue période – du IXe au XVe siècle – et dans plusieurs aires géographiques, un large éventail d’exemples qui témoigne du rôle parfois déterminant des lettres de femmes dans le jeu diplomatique. Instrument de médiation, de négociation et de communication, la correspondance des femmes met en lumière les différents champs dans lesquels elles interviennent, selon leur fonction et leur position sociale ou familiale, ainsi que les stratégies politiques et discursives qu’elles mettent en œuvre.
Les études proposées permettent d’observer, sur une longue période – du IXe au XVe siècle – et dans plusieurs aires géographiques, un large éventail d’exemples qui témoigne du rôle parfois déterminant des lettres de femmes dans le jeu diplomatique. Instrument de médiation, de négociation et de communication, la correspondance des femmes met en lumière les différents champs dans lesquels elles interviennent, selon leur fonction et leur position sociale ou familiale, ainsi que les stratégies politiques et discursives qu’elles mettent en œuvre.

The Roles of Medieval Chanceries. Negotiating Rules of Political Communication
Christina Antenhofer / Mark Mersiowsky (eds.)(USML 51). Turnhout: Brepols. IX+198 p, 2021
Medieval communication followed rules that were defined, negotiated, and altered in processes of ... more Medieval communication followed rules that were defined, negotiated, and altered in processes of exchange. Conflicts resulting from different communication practices, as well as forms of innovation, revolve around rules that are not self-evident. Political actors such as princes and cities, chanceries, secretaries, ambassadors, and councillors formed rules of political participation, which became visible in written documentation. These rules were both formed and negotiated via processes of communication. Medieval chanceries can thus be understood as a vast field of experimentation where different solutions were tested, passed on, or discarded.
This book explores communication practices in German, French, Italian, Tyrolian, and Gorizian chanceries, as well as at diets from the tenth to the sixteenth century. Its chapters examine royal, monastic, princely, and communal chanceries. For the early and high Middle Ages, a close analysis of documents will reconstruct negotiation and communication from within the documents themselves. For the later Middle Ages, focus will turn to the chancery, with the appearance of chancery orders and chancery annotations that provide explicit insight in communication between the chancellors, secretaries, and political authorities. The growing amount and variety of documents issued in the late Middle Ages allows us to retrace conflicts resulting from differing chancery practices as well as attempts to reorganise the chancery into a political instrument for the prince. The processes of political communication will be followed in three parts. Part I focuses on the rules within documents. Part II looks at administrative processes within specific chanceries, while Part III explores forms of exchange between the chancery and other political actors.
This book explores communication practices in German, French, Italian, Tyrolian, and Gorizian chanceries, as well as at diets from the tenth to the sixteenth century. Its chapters examine royal, monastic, princely, and communal chanceries. For the early and high Middle Ages, a close analysis of documents will reconstruct negotiation and communication from within the documents themselves. For the later Middle Ages, focus will turn to the chancery, with the appearance of chancery orders and chancery annotations that provide explicit insight in communication between the chancellors, secretaries, and political authorities. The growing amount and variety of documents issued in the late Middle Ages allows us to retrace conflicts resulting from differing chancery practices as well as attempts to reorganise the chancery into a political instrument for the prince. The processes of political communication will be followed in three parts. Part I focuses on the rules within documents. Part II looks at administrative processes within specific chanceries, while Part III explores forms of exchange between the chancery and other political actors.
La messa a scrittura del mondo politico medievale rappresenta un tema sempre più importante e fre... more La messa a scrittura del mondo politico medievale rappresenta un tema sempre più importante e frequentato degli studi medievistici: fra Tre e Quattrocento, le scritture pubbliche danno voce a decisioni, narrazioni, conti, ricordi, ragioni, diritti e si organizzano in sistemi di memoria, che generano infine attraverso i secoli edizioni, studi, interpretazioni. Questi complessi processi documentari, al crocevia fra paleografia, diplomatica e storia, sono in vario modo al centro dei saggi raccolti in questo volume: il loro interloquire reciproco è orchestrato per riflettere sulla cultura e sulle funzioni sociali dello scritto nella costruzione di sistemi al tempo stesso documentari, politici e sociali, e sulla loro reinvenzione successiva per costruire altri sistemi e la genealogia ideologica della loro legittimazione.
Los contactos entre la península ibérica y la península italiana en época medieval y moderna se h... more Los contactos entre la península ibérica y la península italiana en época medieval y moderna se han erigido en un eje clásico desde el desarrollo de la Historia como disciplina científica. La cercanía de ambas, enmarcando el Mediterráneo occidental, había propiciado los intercambios económicos, políticos, sociales y culturales desde la Antigüedad. La expansión islámica y la conquista del reino visigodo de Toledo cambió las características y la naturaleza de dicho marco con la instauración de al-Andalus. Y es precisamente al-Andalus el punto de partida de este monográfico, que nació con una firme voluntad integradora. Efectivamente, desde un principio se planteó la necesidad de integrar en este retrato integral y continuo en el tiempo durante seis siglos todos los territorios que componían ambas penínsulas en la medida de lo posible, desde un punto de vista global y sin exclusiones. En consecuencia, en lo que respecta a la península ibérica, se quiso incluir el territorio islámico. Pero también Portugal, en algunas ocasiones excluido en visiones españolistas de la realidad ibérica, centradas en las coronas de Castilla y Aragón. En sentido paralelo, para la península itálica se quiso ir más allá de la omnipresencia de las repúblicas mercantiles-Génova, Venecia, Pisa, Florencia-y se buscó dar visibilidad también a otros territorios que desempeñaron asimismo un papel importante en las relaciones entre ambas: están representados con Milán, Nápoles, Ferrara y Mantua. La producción historiográfica a que ha dado lugar este fecundo campo de la investigación histórica desborda por completo el objetivo de esta breve introducción. Baste decir que dan buena cuenta de ella las citas de todos los trabajos presentados. Pero sí cabe señalar que otro punto de partida fue contar con algunos de los autores que con mayor dedicación están desarrollando líneas de investigación importantísimas para el desarrollo y el mejor conocimiento del marco general que las acoge. Las cargas de la vida académica actual han impedido que finalmente se pudiera contar con algunos más, en principio deseosos de aceptar. Los autores han sido libres de proponer y enfocar sus trabajos como han estimado más oportuno. El lector especializado observará que, en su mayoría, han adscrito sus investigaciones a lo que ha dado en llamarse historia social de la economía; pero también destacan otros nombres clave para la historia de la diplomacia y las relaciones del poder (Lazzarini, Scarton, Villarroel). Con todo, las dos primeras contribuciones (Azuar, García Porras) tenían un punto de partida diferente, la Arqueología, indispensable en el desarrollo del conocimiento histórico. Por otra parte, precisamente la libertad de planteamiento ha propiciado que los textos agrupados sean de naturaleza variada. Así, el lector va a encontrar tanto recorridos historiográficos (Azuar, García Porras, Guidi Bruscoli, Tognetti) como estudios específicos, bien por el recurso a una fuente documental privilegiada (Orlandi, Fábregas, Sequeira), bien por centrarse en un territorio específico, desde la Corona de Castilla (Villarroel González) y el Reino de Granada (González Arévalo) al Ducado de Milán (Villanueva Morte), el Reino de Nápoles (Scarton) y los principados de Mantua y Ferrara (Lazzarini) para cerrar, ya en época moderna, con la Monarquía Hispánica (Girón Pascual, Lobato Franco). La disparidad de los territorios en contacto analizados impedía agruparlos por bloques formales y homogéneos, más allá del confesional, de modo que finalmente se optó por presentarlos siguiendo un criterio estrictamente cronológico, recurso que al final ha contribuido a ofrecer una imagen global bastante completa en su dimensión geográfica y temporal. Con todo, es obvio que los
Quaderni dell'Accademia Nazionale Virgiliana, 11, 2018
A conclusione del progetto di ricerca «Frammenti dell’Archivio del Principato vescovile nel Fondo... more A conclusione del progetto di ricerca «Frammenti dell’Archivio del Principato vescovile nel Fondo manoscritti della Biblioteca comunale di Trento (secoli XV-XVIII)», si è tenuto a Trento il seminario «’Quaero ex tuis litteris’. Carteggi fra basso medioevo ed età moderna. Pratiche di redazione, trasmissione e conservazione», momento di avvio di una riflessione scientifica i cui risultati vengono presentati in questa sede. I saggi raccolti nel volume esaminano criticamente le fonti secondo un approccio tipologico avviato da vari punti di osservazione fra loro complementari: dagli stati territoriali italiani di età tardomedievale e rinascimentale, cui sono dedicati i testi di Isabella Lazzarini, Armand Jamme, Andrea Giorgi, Giordano Brunettin, Francesco Senatore e Giovanni Ciappelli, agli studi di Katia Occhi, Massimo Scandola e Alessandro Paris rivolti all’archivio e ai carteggi dei principi vescovi di Trento in età moderna. I contributi di Christina Antenhofer e Oliver Poncet consentono infine un confronto transnazionale con i territori austriaci e la monarchia francese. Si è sviluppata così una discussione intorno alle prassi di produzione, conservazione e tradizione delle varie tipologie epistolari o di specifici corpora di lettere (corrispondenze governative, diplomatiche o private), che sono presentate nel ricco apparato iconografico del volume e i cui esiti sono tracciati nelle pagine conclusive di Gian Maria Varanini.
eHumanista: Journal of Iberian Studies, 2018
Monographic issue in eHumanista (38, 2018): Sisters. Relations between the Iberian and the Italia... more Monographic issue in eHumanista (38, 2018): Sisters. Relations between the Iberian and the Italian Peninsulae, from the Middle Ages to Modern Times.
This volume aims to investigate the complex theme of social mobility in medieval Italy both by co... more This volume aims to investigate the complex theme of social mobility in medieval Italy both by comparing Italian research to contemporary international studies in various European contexts, and by analysing a broad range of themes and specific case studies. Medieval social mobility as a European phenomenon, in fact, still awaits a systematic analysis, and has seldom been investigated iuxta propria principia in social, political and economic history.
The essays in the book deal with a number of crucial problems: how is social mobility investigated in European and Mediterranean contexts? How did classic mobility channels such as the Church, officialdom, trade, the law, the lordship or diplomacy contribute to shaping the many variables at play in late medieval societies, and to changing – and challenging – inequality? How did movements and changes in social spaces become visible, and what were their markers? What were the dynamics at the heart of the processes of social mobility in the many territorial contexts of the Italian peninsula?
The essays in the book deal with a number of crucial problems: how is social mobility investigated in European and Mediterranean contexts? How did classic mobility channels such as the Church, officialdom, trade, the law, the lordship or diplomacy contribute to shaping the many variables at play in late medieval societies, and to changing – and challenging – inequality? How did movements and changes in social spaces become visible, and what were their markers? What were the dynamics at the heart of the processes of social mobility in the many territorial contexts of the Italian peninsula?
This volume aims to investigate the complex theme of social mobility
in medieval Italy both by co... more This volume aims to investigate the complex theme of social mobility
in medieval Italy both by comparing Italian research to contemporary
international studies in various European contexts, and by analysing a
broad range of themes and specific case studies. Medieval social mobility as a European phenomenon, in fact, still awaits a systematic analysis, and has seldom been investigated iuxta propria principia in social, political and economic history.
The essays in the book deal with a number of crucial problems: how is social mobility investigated in European and Mediterranean contexts? How did classic mobility channels such as the Church, officialdom, trade, the law, the lordship or diplomacy contribute to shaping the many variables at play in late medieval societies, and to changing – and challenging – inequality?
How did movements and changes in social spaces become visible, and
what were their markers? What were the dynamics at the heart of the
processes of social mobility in the many territorial contexts of the Italian
peninsula?
Contributors: Frederik Buylaert, Sandro Carocci, Simone M. Collavini,
Maria Elena Cortese, Bianca de Divitiis, Massimo Della Misericordia,
Christopher Dyer, Serena Ferente, Andrea Gamberini, Sam Geens,
David Igual Luis, Isabella Lazzarini, Jean-Claude Maire Vigueur, François
Menant, Giuliano Milani, Pierre Monnet, Giuseppe Petralia, Alma Poloni,
Olivetta Schena, Francesco Senatore, Alessandro Silvestri, Lorenzo Tanzini,
Pierluigi Terenzi, Sergio Tognetti.
Sandro Carocci teaches Medieval History at the University of Roma 2.
Isabella Lazzarini teaches Medieval History at the University of Molise.
viella historical research
www.viella.it
in medieval Italy both by comparing Italian research to contemporary
international studies in various European contexts, and by analysing a
broad range of themes and specific case studies. Medieval social mobility as a European phenomenon, in fact, still awaits a systematic analysis, and has seldom been investigated iuxta propria principia in social, political and economic history.
The essays in the book deal with a number of crucial problems: how is social mobility investigated in European and Mediterranean contexts? How did classic mobility channels such as the Church, officialdom, trade, the law, the lordship or diplomacy contribute to shaping the many variables at play in late medieval societies, and to changing – and challenging – inequality?
How did movements and changes in social spaces become visible, and
what were their markers? What were the dynamics at the heart of the
processes of social mobility in the many territorial contexts of the Italian
peninsula?
Contributors: Frederik Buylaert, Sandro Carocci, Simone M. Collavini,
Maria Elena Cortese, Bianca de Divitiis, Massimo Della Misericordia,
Christopher Dyer, Serena Ferente, Andrea Gamberini, Sam Geens,
David Igual Luis, Isabella Lazzarini, Jean-Claude Maire Vigueur, François
Menant, Giuliano Milani, Pierre Monnet, Giuseppe Petralia, Alma Poloni,
Olivetta Schena, Francesco Senatore, Alessandro Silvestri, Lorenzo Tanzini,
Pierluigi Terenzi, Sergio Tognetti.
Sandro Carocci teaches Medieval History at the University of Roma 2.
Isabella Lazzarini teaches Medieval History at the University of Molise.
viella historical research
www.viella.it
L’attenzione a una “storia documentaria” dei poteri tardomedievali si colloca al crocevia di una ... more L’attenzione a una “storia documentaria” dei poteri tardomedievali si colloca al crocevia di una serie di ricerche recenti di grande interesse, legate da un lato al rapporto fra scritture e potere, dall’altro ai processi di state-building. Il presente volume si propone di fare convergere questo fascio di tematiche attorno a un caso speci co: le fonti relative alle comunità e alle grandi stirpi feudali radicate in quel che ora consideriamo Molise durante l’età angioino-a- ragonese (XIII-XV sec.). Il caso molisano viene poi inserito nei più ampi scenari del Regno di Napoli e della penisola, mettendo a fuoco lo speci co snodo costituito dal rapporto fra scritture cancelleresche e contabili e istituzioni nel costruirsi di relazioni complesse fra centri e territori.
Contributi di Alaggio, Figliuolo, Iannacci, Jamme, Lazzarini, Miranda, Morelli, Mottola, Russo, Senatore, Silvestri, Tanzini, Terenzi.
Contributi di Alaggio, Figliuolo, Iannacci, Jamme, Lazzarini, Miranda, Morelli, Mottola, Russo, Senatore, Silvestri, Tanzini, Terenzi.
Diplomacy has never been a politically neutral field of historical research, even when it was con... more Diplomacy has never been a politically neutral field of historical research, even when it was confined to merely reconstructing the context of wars and revolutions. Since the nineteenth century, Renaissance Italy has been at the forefront of scholarship on diplomacy; today, with increasing awareness of the long history of the subject as well as a broader spectrum of case studies, the study of Italian diplomacy has become sophisticated and highly articulated, offering scholars many new directions for further exploration.
During the period ca. 1350–ca. 1520 covered by the present volume, diplomatic sources became extremely rich and abundant. This sourcebook presents a selection of primary materials, both published and unpublished, which are mostly unavailable to English readers: a broad range of diplomatic sources, thematically organized, are introduced, translated, and annotated by an international team of leading scholars of the Italian Renaissance. The aim of this volume is to illustrate the richness of diplomatic documents both for the study of diplomacy itself as well as for other areas of historical investigation, such as gender and sexuality, crime and justice, art and leisure, and medicine.
During the period ca. 1350–ca. 1520 covered by the present volume, diplomatic sources became extremely rich and abundant. This sourcebook presents a selection of primary materials, both published and unpublished, which are mostly unavailable to English readers: a broad range of diplomatic sources, thematically organized, are introduced, translated, and annotated by an international team of leading scholars of the Italian Renaissance. The aim of this volume is to illustrate the richness of diplomatic documents both for the study of diplomacy itself as well as for other areas of historical investigation, such as gender and sexuality, crime and justice, art and leisure, and medicine.
L’autografia dell’“età minore” dei principi italiani tra Quattro e Cinquecento è un tema all’incr... more L’autografia dell’“età minore” dei principi italiani tra Quattro e Cinquecento è un tema all’incrocio di molti ambiti di ricerca: la storia dei linguaggi politici, la storia culturale, la storia dell’educazione e delle pratiche formative, la storia dell’infanzia, la paleografia e la diplomatica, l’epistolografia. Nel volume vengono analizzate, da diverse prospettive, le lettere autografe dei membri più giovani (maschi e femmine) delle tre dinastie italiane degli Este, dei Gonzaga e degli Sforza, accomunate da lessici politici e culturali e da vincoli di sangue, in un periodo cruciale – la seconda metà del XV secolo e gli esordi del XVI – per la ridefinizione dei modelli che presiedono alla formazione dei principi e alle forme della comunicazione politica. Completa il volume un’antologia, in parte inedita, di lettere autografe, corredata della loro riproduzione.
Cogliendo l’occasione del primo centenario della pubblicazione del volume Studi e ricerche di dip... more Cogliendo l’occasione del primo centenario della pubblicazione del volume Studi e ricerche di diplomatica comunale di Pietro Torelli (1911), il volume, che raccoglie gli atti delle giornate di studio tenutesi a Mantova il 2-3 dicembre 2011, si propone di raccogliere i contributi dei migliori studiosi del Duecento italiano e del fenomeno comunale per riconsiderare il ruolo di Torelli nel panorama degli studi medievistici del Novecento, e insieme per fare il punto sullo stato attuale della ricerca italiana su questi temi,
cruciali per la costruzione della ‘grande narrazione’ dell’Italia dei Comuni e delle città.
cruciali per la costruzione della ‘grande narrazione’ dell’Italia dei Comuni e delle città.
Attraverso un’indagine comparativa delle varie e articolate realtà politiche che compongono il mo... more Attraverso un’indagine comparativa delle varie e articolate realtà politiche che compongono il mondo italiano dal Trecento al primo Cinquecento, un gruppo internazionale di studiosi propone una lettura innovativa della storia politica dell’Italia del Rinascimento, che rappresenta anche la più recente ricerca su questi temi. Il mosaico di regni, principati, signorie e repubbliche – nella sua complessità e varietà, e con le sue trasformazioni – consente infatti di mettere in campo una serie di temi politici più ampi, comuni a tutti i tipi di stati e poteri peninsulari e di affrontare così da un nuovo punto di vista il controverso problema dell’apparente debolezza del sistema politico italiano.
Ridefinendo il Rinascimento come un fenomeno principalmente politico, oltre che artistico e culturale, i saggi raccolti in questo volume identificano in questo periodo un momento cruciale della storia dello Stato e un vero e proprio “laboratorio”, i cui linguaggi, pratiche e strumenti politici, insieme alle istituzioni pubbliche e di governo, divennero essenziali per l’evoluzione dell’identità politica europea.
Contributi di Alessandro Barbero, Marco Bellabarca, Sandro Carocci, Guido Castelnuovo, Federica Cengarle, Giorgio Chittolini, Trevor Dean, Massimo Della Misericordia, Federico Del Tredici, Serena Ferente, Franco Franceschi, Andrea Gamberini, Marco Gentile, Michael Knapton, Isabella Lazzarini, E. Igor Mineo, Luca Molà, Olivetta Schena, Francesco Senatore, Christine Shaw, Francesco Somaini, Lorenzo Tanzini, Fabrizio Titone, Gian Maria Varanini, Andrea Zorzi.
Ridefinendo il Rinascimento come un fenomeno principalmente politico, oltre che artistico e culturale, i saggi raccolti in questo volume identificano in questo periodo un momento cruciale della storia dello Stato e un vero e proprio “laboratorio”, i cui linguaggi, pratiche e strumenti politici, insieme alle istituzioni pubbliche e di governo, divennero essenziali per l’evoluzione dell’identità politica europea.
Contributi di Alessandro Barbero, Marco Bellabarca, Sandro Carocci, Guido Castelnuovo, Federica Cengarle, Giorgio Chittolini, Trevor Dean, Massimo Della Misericordia, Federico Del Tredici, Serena Ferente, Franco Franceschi, Andrea Gamberini, Marco Gentile, Michael Knapton, Isabella Lazzarini, E. Igor Mineo, Luca Molà, Olivetta Schena, Francesco Senatore, Christine Shaw, Francesco Somaini, Lorenzo Tanzini, Fabrizio Titone, Gian Maria Varanini, Andrea Zorzi.