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Le voci più lette su Wikipedia a marzo 2026
Thursday, 23 April 2026 15:00 UTC
A marzo 2026, le voci più lette su Wikipedia in
italiano raccontano un mese segnato da grandi eventi mediatici,
lutti nel mondo dello spettacolo e tendenze della scena
musicale nazionale. A dominare la classifica è ancora l’effetto
“Sanremo”, con il trionfo di Sal Da Vinci e la forte curiosità
attorno ai protagonisti del Festival, ma non mancano picchi di
interesse legati all’attualità internazionale e ai principali
appuntamenti culturali, come la notte degli Oscar. Come spesso
accade, inoltre, la scomparsa di figure molto amate dal pubblico ha
spinto numerosi lettori a riscoprirne la storia e la carriera. Con
il contributo dei volontari Oltrepier e Paul Gascoigne, abbiamo
raccolto e commentato
le dieci voci più
visualizzate
su Wikipedia in italiano tra il 1°
e il 31 marzo 2026.
1.
Sal Da Vinci
(1.257.258
visite)
Rispetto al
mese scorso
, il
cantante e attore, nato a
New York
ma cresciuto a
Napoli
, è balzato in cima alla classifica della
nostra rubrica: merito della sua
vittoria all’ultimo
Festival di Sanremo
(#7), durante il quale ha proposto il
brano
Per sempre
sì
, diventato subito un grande successo di pubblico e, suo
malgrado, anche
uno dei tanti oggetti di
polemica
durante il
referendum
costituzionale
del mese di febbraio. In ogni caso, Da
Vinci si è aggiudicato il diritto di
rappresentare
l’Italia
al prossimo
Eurovision Song Contest
che si terrà a
Vienna
dal 12 al 16
maggio.
2.
Gino Paoli
(627.652
visite)
L’amato cantautore italiano
è mancato
lo scorso
24 marzo, all’età di 91 anni. Nato a
Monfalcone
, Paoli è però
sempre stato legato a
Genova
, città in cui è diventato uno degli
esponenti di punta di
una scuola di
cantautori
che comprendeva, fra gli altri,
anche
Fabrizio De
André
Luigi
Tenco
Umberto
Bindi
Bruno Lauzi
. Famoso
per le sue grandi storie d’amore e per il sodalizio artistico
con
Ornella Vanoni
, Paoli
è ricordato come uno dei parolieri italiani più influenti di
sempre, grazie a brani come
Il cielo in una
stanza
Che cosa
c’è
Senza
fine
Sapore di
sale
, Una lunga storia d’amore
Quattro
amici
3.
Premi Oscar
2026
(475.377 visite)
La notte degli
Premi Oscar
2026
ha visto il trionfo di
Una battaglia dopo
l’altra
di
Paul Thomas Anderson
, che
ha ottenuto le statuette come
miglior
film
miglior regia
, superando
così il favorito
I peccatori
che, nonostante il record di ben 16 nomination, ha ottenuto solo
quattro premi. Fra questi, anche l’Oscar al
miglior attore
protagonista
, assegnato a
Michael B. Jordan
mentre
Jessie
Buckley
ha ricevuto il premio di
miglior
attrice
per
Hamnet
. Tra i
momenti più discussi della serata, l’assenza di Sean Penn, premiato
come
miglior attore non
protagonista
, sempre per
Una battaglia dopo
l’altra
, ma non presente alla cerimonia, poiché
si trovava in
Ucraina
per una missione umanitaria.
4.
Andrea Kimi
Antonelli
(469.089 visite)
L’avvio della nuova stagione di
Formula 1
ha
acceso i riflettori sul talento del giovane pilota italiano che,
dopo il secondo posto
in Australia
, ha vinto i
Gran Premi di
Cina
Giappone
a bordo
della sua
Mercedes
, riportando un
italiano sul gradino più alto del podio a vent’anni di distanza
dalla vittoria di
Giancarlo
Fisichella
nel
Gran Premio di Malesia
Di conseguenza, il pilota bolognese, dopo il settimo posto
nella
stagione d’esordio
, è
diventato uno dei favoriti per la vittoria del campionato, assieme
al suo compagno di squadra
George Russell
5.
Sayf
(429.428 visite)
Dopo aver attirato l’attenzione del grande pubblico lo scorso
anno grazie all’EP di esordio
Se Dio vuole
, il
rapper, nato a
Genova
, ma di base a
Rapallo,
è diventato
una delle rivelazioni dell’ultimo Festival di Sanremo (#7), dove ha
presentato il brano
Tu mi piaci
tanto
con cui si è classificato al secondo
posto, dietro soltanto a Sal Da Vinci (#1). L’artista ha ottenuto
lo stesso risultato, puf preceduto da Ditonellapiaga (#10), nella
serata delle cover, in cui
si è lanciato
in
una rivisitazione “tromba e voce” di
Hit the Road
Jack
di
Ray Charles
, accompagnato
dagli esperti
Alex Britti
Mario Biondi
. Sayf si
sta ora preparando alla pubblicazione del suo album
d’esordio,
Santissimo
prevista
per l’8
maggio.
6.
Ali
Khamenei
(418.570 visite)
Marzo si è aperto con la
conferma ufficiale della
morte
dell’ormai ex
ayatollah
dell’Iran, a seguito degli
attacchi missilistici lanciati da Stati Uniti e Israele nel primo
giorno di
guerra congiunta contro
il Paese
. Nato nel 1939 a
Mashhad
, Khamenei si era formato nelle scuole
teologiche
sciite
ed era
stato attivo fin dagli anni Sessanta nell’opposizione
allo
Scià di Persia
subendo anche arresti e persecuzioni. Dopo la
rivoluzione del 1979
divenne uno stretto collaboratore del primo
ayatollah,
Ruhollah Khomeini
ricoprendo incarichi di rilievo sempre maggiore fino
alla
presidenza dell’Iran
, per
poi assumere il ruolo di
Guida suprema del
Paese
nel 1989. Ha esercitato per decenni un potere
politico e religioso caratterizzato da una linea molto
conservatrice e dalla repressione del dissenso, rimanendo in carica
fino all’ultimo giorno di vita.
7.
Festival di Sanremo
2026
(404.874 visite)
Unica altra voce superstite rispetto al mese di febbraio, il
Festival di Sanremo ha continuato a stimolare l’interesse degli
utenti sulla scia del trionfo di Sal Da Vinci (#1), ma anche della
consacrazione di altri artisti, come Sayf (#5) e Ditonellapiaga
(#10), entrambi giunti sul podio.
8.
Chuck
Norris
(395.533 visite)
Il popolare attore americano è scomparso
lo scorso 19 maggio
mentre si trovava in vacanza alle
Hawaii
. Norris era noto soprattutto per
essere
cintura nera
in
diverse arti marziali, che aveva conosciuto durante il servizio
militare in Corea del Sud, arrivando persino a creare una propria
disciplina, il
Chun Kuk Do
. Alla fine
degli anni Sessanta, conobbe
Bruce Lee
, che lo avviò alla carriera
cinematografica offrendogli un ruolo nel film
L’urlo di Chen
terrorizza anche l’occidente
. La svolta della sua
carriera, però, arrivò nel 1993, anno in cui divenne iconico il suo
ruolo di
poliziotto invincibile e
stoico
nella serie televisiva
Walker Texas
Ranger
. Proprio questa fama diede poi il via al fenomeno
Internet dei “
Chuck Norris
facts
”, brevi battute umoristiche che esageravano in modo
assurdo la sua forza e le sue capacità.
9.
Enrica
Bonaccorti
(355.036 visite)
Bonaccorti è scomparsa
lo scorso 12 marzo
, a
76 anni, a causa di un
tumore al
pancreas
diagnosticato circa un anno prima. Nata
Savona
, ha esordito nei
primi anni Settanta sia come attrice teatrale sia come autrice; ha
poi iniziato a lavorare come conduttrice televisiva nel 1983,
conducendo il programma di
Rai 1
Italia Sera
, in
coppia prima con
Mino Damato
e in
seguito con
Piero Badaloni
. Il
successo di pubblico arrivò però nel 1985, quando
sostituì
Raffaella
Carrà
nella fascia di mezzogiorno con
Pronto, chi
gioca?
. Dopo il passaggio alle
reti Fininvest
, continuò a condurre programmi
di successo, fra cui la prima edizione di
Non è la Rai
durante cui fu anche coinvolta in
una celebre
controversia
legata alla presunta truffa di una
concorrente nel gioco del “cruciverbone”. Negli anni Duemila ha
proseguito le proprie attività come editorialista, in televisione e
in radio, riprendendo temporaneamente la carriera teatrale e
debuttando anche come scrittrice di romanzi.
10.
Ditonellapiaga
(342.255 visite)
Quest’anno la cantautrice
romana
ha partecipato al suo secondo
Festival di Sanremo (#7), in cui ha proposto il brano
Che fastidio!
valsole il terzo posto finale, nonché il
premio dell’Orchestra
, e un grande successo di pubblico;
l’artista ha inoltre
prevalso
nella
serata delle cover della kermesse, grazie ad una rivisitazione di
The Lady Is a
Tramp
di
Mitzi Green
, in coppia
con
TonyPitony
. Il mese di
marzo ha anche visto Ditonellapiaga
debuttare come
attrice
, nel film
Notte prima degli esami
3.0
, e prepararsi alla pubblicazione del suo nuovo
album,
Miss
Italia
, uscito il 10 aprile.
Immagini:
Gino Paoli
cropped
di Elena Torre from Viareggio, Italiaderivative
work: RanZag,
CC BY-SA 2.0
, da
Wikimedia Commons
Enrica Bonaccorti
cropped
di Elena Torre from Viareggio, Italiaderivative
work: RanZag,
CC BY-SA 2.0
, da
Wikimedia Commons
Collaborazione italo-slovena 2026: al via la nuova editathon tra
Italia e Slovenia
Friday, 10 April 2026 15:39 UTC
Dopo il successo della collaborazione legata a Gorizia e Nova
Gorica Capitale Europea della Cultura 2025, le comunità delle
Wikipedia in italiano e sloveno tornano a lavorare insieme con
la
collaborazione italo-slovena 2026
, un
nuovo progetto dedicato alla creazione e al miglioramento delle
voci enciclopediche.
L’iniziativa si svolgerà principalmente
online dal
13 al 27 aprile 2026
. Si tratta di un’occasione
importante: per la prima volta, infatti, la comunità italiana
parteciperà al
Wikimedia CEE
Spring
, il concorso internazionale che promuove la
scrittura di voci su Wikipedia sui Paesi dell’Europa centrale e
orientale.
L’esperienza del mandato
congiunto Gorizia-Nova Gorica del 2025
La collaborazione arriva a seguito di un’
editathon organizzata
tra il 19 e il 29 dicembre 2025
, che ha celebrato la
conclusione del mandato congiunto di Gorizia e Nova Gorica come
Capitali Europee della Cultura.
L’iniziativa ha portato a risultati significativi, con
circa
140 voci create o migliorate
nelle
due edizioni linguistiche di Wikipedia.
Gli eventi in presenza tra
Lubiana e Milano
Accanto alla collaborazione online, il progetto prevede due
appuntamenti dal vivo:
13 aprile 2026, ore 15:00:
apertura
ufficiale della collaborazione presso l’Università di Lubiana;
18 aprile 2026
(nel pomeriggio): evento a
Milano, organizzato in collaborazione con l’Associazione Sloveni a
Milano.
Gli obiettivi della
collaborazione
L’iniziativa punta a rafforzare i legami tra le comunità
Wikimedia italiane e slovene, ma anche ad aprire nuove prospettive
di cooperazione con altri Paesi dell’area balcanica.
Tra i risultati attesi:
almeno
75 nuove voci
create su
Wikipedia;
circa 25 partecipanti online;
almeno
20 partecipanti
in presenza
tra Lubiana e Milano;
sviluppo di contatti con
istituzioni culturali e
accademiche
per future collaborazioni.
La collaborazione è promossa da
Brian
Sciretti
, coordinatore regionale Lombardia di Wikimedia
Italia, con il supporto di Nal Mencin e Laura Prinzi (presidente
dell’Associazione Sloveni a Milano).
Immagine in evidenza:
Logo Slovenija-Italia
2026
di Arrow303,
CC BY 4.0
, da Wikimedia
Commons
Una settimana per migliorare le voci Wikipedia sullo sport
Thursday, 9 April 2026 08:00 UTC
Dall’11 al 19 aprile 2026
la comunità di
Wikipedia in lingua italiana sarà protagonista di
una
writing week dedicata allo sport
un’iniziativa collaborativa che mira ad arricchire e migliorare i
contenuti sportivi dell’enciclopedia libera.
Questa writing week nasce con l’obiettivo di
coordinare gli sforzi dei volontari per creare e aggiornare voci
dedicate ad atleti, competizioni e discipline sportive di tutto il
mondo. L’iniziativa si
svolgerà
online
dall’11 al 19 aprile
2026, consentendo la partecipazione da remoto a chiunque voglia
contribuire, indipendentemente dalla propria esperienza con
Wikipedia.
Editathon e mapathon durante
la
Milano Marathon
Domenica 12 aprile, in concomitanza con la partecipazione
di Wikimedia Italia alla
Milano
Marathon
, la writing week si sposterà allo stand
dell’associazione in via Manin.
Presso il Charity Village in zona Palestro si terranno due
eventi paralleli:
– un’
editathon
dedicata alla scrittura e
revisione di voci sportive su Wikipedia;
– un
mapathon
finalizzato a
migliorare i dati geografici del centro di Milano
su
OpenStreetMap
, con particolare attenzione
all’accessibilità urbana, ai parcheggi per persone con disabilità e
ai punti di riciclaggio.
Le attività sono pensate sia per volontari esperti sia per nuovi
partecipanti, che potranno essere affiancati da membri della
comunità per imparare a contribuire ai progetti Wikimedia e
OpenStreetMap.
Il legame tra sport e
conoscenza libera
Attraverso la writing week e le altre attività sul
campo, Wikimedia Italia intende sottolineare come lo sport sia non
solo una pratica fisica, ma anche un patrimonio culturale e sociale
da documentare e condividere. Ampliare e migliorare le voci
sportive su Wikipedia significa
preservare la memoria
delle competizioni
, valorizzare le storie degli atleti e
rendere accessibili a tutti dati e informazioni sul tema.
La Milano Marathon 2026 diventa così un’occasione per dimostrare
concretamente come la partecipazione collettiva, sia correndo sia
scrivendo, possa contribuire alla costruzione di un sapere libero,
inclusivo e collaborativo.
Sostieni la nostra corsa per la conoscenza libera:
Per maggiori informazioni sulla writing week:
Immagine in evidenza:
Edit-a-thon in Milan,
Teatro alla Scala, November 2024 – 06
(cropped) di Dario
Crespi,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
La voce su di me in Wikipedia
Tuesday, 7 April 2026 02:51 UTC
Sono più di vent’anni che edito Wikipedia. Ma come
sapete faccio tante cose, e ogni tanto qualcuno pensa che almeno
Wikipedia in lingua italiana dovrebbe avere una voce su di me. (C’è
da una vita un Maurizio Codogno, ma è un ex calciatore e allenatore
mio omonimo). Io non sono per nulla d’accordo, e ho cancellato più
volte la voce su di me: l’ultima lo scorso settembre. Probabilmente
sono uno dei pochi che di avere una voce biografica non se ne fa
nulla: tanto c’è già fin troppa roba che ho scritto e di me si può
sapere praticamente tutto.
Purtroppo però la scorsa settimana un utente di Wikipedia ha
scoperto che io sono automaticamente “enciclopedico”, vale a dire
rilevante, secondo le regole di Wikipedia, in qualità di scrittore.
Per la precisione uno scrittore è ritenuto enciclopedico se lo è
almeno un suo libro, e un libro è enciclopedico se è stato tradotto
almeno in tre lingue, cosa che è vera per
Matematica in pausa
caffè
. A questo punto non posso fare nulla: ok, potrei far
cancellare la voce per minacce legali, ma non mi sembra il caso.
Quindi
la voce c’è.
(Quella nel link è la versione di venerdì scorso,
un giorno dopo la (ri)creazione e la segnalazione delle traduzioni
di
Matematica in pausa caffè
; nel frattempo è stata aggiunta
una mia foto)
Peccato che per fare una cosa così tanto valeva non farla, a
partire dalla definizione di “scrittore” nel titolo. Ovvio, bisogna
specificare in qualche modo di quale Maurizio Codogno si parla, e
la mia rilevanza deriva da un libro che ho scritto: ma direi che
non sono uno scrittore, al più un divulgatore. Ma tutto il corpo
della voce non funziona. Ecco alcuni esempi:
Del resto quell’elenco è sbagliato, c’è una lingua per cui sono
stati venduti i diritti di traduzione ma non è mai stato tradotto
il testo.
Anche senza considerare i libri autopubblicati – di cui non
vedrei il problema, essendo un di più irrilevante per
l’enciclopedicità ma comunque esistente – mancano vari testi che ho
pubblicato con case editrici vere (e per cui non ho pagato,
anzi…)
Se guardate le altre biografie di scrittori contemporanei
(quelli veri) noterete come la bibliografia non si limita a mettere
titolo e anno di pubblicazione, ma aggiunge editore e ISBN. Qui
niente.
La “biografia” scritta così è una barzelletta: a parte tutte le
cose interessanti che ho fatto nella mia vita e che a questo punto
si potevano anche citare, mancano almeno tre cose che ho fatto come
scrittore.
Mancano i link ad altre parti del mondo wiki dove c’è roba mia.
(Non di sola Wikipedia vive l’uomo.) I cosiddetti “interwiki” sono
alla base di un’enciclopedia multimediale.
Ieri pomeriggio era finalmente stato tolto il “matematico” nella
mia descrizione: che avrei fatto di rilevante in matematica? Ieri
sera è stato rimesso, con la motivazione che il famigerato testo
enciclopedico è di matematica. Lasciamo stare.
Burocraticamente potrei editare io stesso la voce e correggerla:
basta che io indichi di essere in conflitto di interessi (e
ovviamente non faccia modifiche promozionali), e usi fonti terze e
non il mio sito. Il punto è che io per principio non intendo
toccare quella voce che ritengo assolutamente inutile né dire quali
sono le cose che mancano e quali errori ci sono: è tutto materiale
che si può trovare in rete, mica sono segreti di stato. Questo è
del resto uno dei più grandi guai di Wikipedia, soprattutto con le
biografie di persone viventi. Anche ammettendo che una voce non
venga scritta con l’unico scopo di fare o farsi pubblicità, quello
che sembra l’unica cosa importante è dire “ho messo una nuova voce
nell’enciclopedia!” senza darsi la pena di renderla almeno un
minimo decente. Non lo si vede molto spesso perché in genere il
lavoro è fatto alla rovescia, partendo da un testo prolisso e
promozionale a cui qualche anima pia toglie le parti inutili e
dannose: ma togliere è molto più facile che aggiungere, dato che
nel secondo caso bisogna fare delle ricerche per recuperare il
materiale e non è detto che la cosa sia banale. Controprova? La mia
enciclopedicità è legata a quella di
Matematica in pausa
caffè
. C’è una voce sul libro? Ovviamente no, per farla
bisognerebbe come minimo cercare i dati e qualche recensione, se
proprio non lo si vuole leggere. Avete presente la fatica
necessaria?
PS: Non ho nessuna pregiudiziale contro l’essere presente nei
siti dei progetti wiki. Per dare un’idea, quando riottenni i
diritti di
Matematica in relax
chiesi a chi frequentava
Wikisource se fossero interessati ad avere il testo: ricevuta
risposta positiva (essendo il libro stato pubblicato da un editore
non a pagamento esso era idoneo) ho provveduto a caricarlo e quindi
da qualche anno c’è una voce su di me in Wikisource. Ma lì appunto
la mia presenza come autore ha un senso: su Wikipedia, no.
Ultimo aggiornamento: 2026-04-07
11:58
Un paio di cose su Wikipedia
Thursday, 2 April 2026 02:51 UTC
È un po’ che non scrivevo di Wikipedia: il tempo è poco e le
cose da fare sono molte. Dovrei anche parlare della
chiusura di Wikinews
, ma sarà per un’altra volta. Per il
momento segnalo due articoli piuttosto diversi ma che fanno capire
come 25 anni sono un bel peso per l’enciclopedia.
Il primo articolo,
pubblicato su Link
, è in realtà fuorviante e lo segnalo solo
perché è un classico esempio di una traduzione che non ha davvero
molto senso. È vero che la Wikipedia in lingua inglese ha voci
francamente bizzarre per non dire peggio, ma ogni edizione
linguistica ha le sue regole interne e in quella italiana queste
voci sono generalmente eliminate, così come quelle di eventi che
probabilmente tra una settimana saranno dimenticati. Questo non
vuol dire che non ci siano voci che uno non si aspetterebbe in
un’enciclopedia, come per esempio
“igiene anale”
(la
voce sull’orientamento dei rotoli di carta igienica è stata
assorbita da quella sulla carta igienica su Wikipedia in lingua
italiana, ma rimane
in quella
in inglese
e in altre 19 edizioni linguistiche). Diciamo che
molto spesso gli articoli di costume su Wikipedia sono semplici
traduzioni e quindi essenzialmente anglocentrici.
Più interessante
quest’altro
articolo
di Dariusz Jemielniak (uno che di Wikipedia
ne sa
, oltre
che essere un accademico.) Il suo punto di vista è che Wikipedia è
nata venticinque anni fa da nerd ventenni, massimo trentenni (io
avevo già passato i quaranta, ma si sa che sono anzyano) e ora ci
sono sempre loro, diventati ormai cinquantenni e quindi pompieri da
incendiari che erano. Tutte le modifiche proposte per
“semplificare” fruizione e contribuzione a Wikipedia sono così
state bloccate, e questo sarebbe un male. Ora, posso assicurarvi
che la prima versione del Visual Editor che si voleva rendere
obbligatoria per modificare le voci era una cosa del tutto
inusabile. (Ora funziona abbastanza bene, ma sono passati tredici
anni…) Dal mio punto di vista il problema è appunto che le nuove
feature introdotte dagli sviluppatori sono spesso in versione alfa,
e sono introdotte nella speranza che vengano debuggate “sul campo”:
ma gli editor abituali non hanno voglia di perdere tempo, e gli
utenti casuali si trovano ancora più persi. Più interessante
l’altro punto portato da Dariusz, e che riguarda direttamente i
lettori. Visto che ormai le nuove generazioni non sono in grado di
leggere direttamente un testo complesso ma hanno bisogno di un
riassuntino, così come i capi e capetti, l’idea della Wikimedia
Foundation era stata quella di creare i “Simple Article Summaries”,
generati per mezzo dell’IA. La comunità anglofona ha avuto una
reazione contraria così violenta che dopo un giorno la feature
è stata eliminata
Parliamone un po’. Sul fatto che un riassunto breve e semplice,
almeno per le voci più lette, sarebbe utile penso che tutti siamo
d’accordo. E del resto la Wikipedia delle origini era molto più
ruspante. E possiamo anche immaginare che un LLM bene addestrato
non farebbe molte allucinazioni e soprattutto possiamo sperare che
userebbe solo il testo della voce per fare il riassunto, e non
aggiungerebbe altre informazioni prese chissà dove. Ma siamo sicuro
di volere passare a un modello IA, quando il valore aggiunto di
Wikipedia è che nel bene o nel male il materiale è generato da
utenti reali? Io potrei al più accettare un pulsante che ti porti
fuori
da Wikipedia (anche se su un server della Wikimedia
Foundation) e mi creasse lì il riassunto: ma voglio che due cose
essenzialmente diverse siano in posti essenzialmente diversi. Sono
anch’io un vecchio bacucco? Probabile. Ma non ce lo ordina il
dottore di usare Wikipedia: possiamo sempre andare da Elonio e
dalla sua Grokipedia, se proprio vogliamo essere moderni.
Immagini e voci libere: Wikimedia Italia al Festival di Sanremo
Wednesday, 1 April 2026 13:24 UTC
Quest’anno un gruppo di
volontari di Wikimedia Italia ha
partecipato al Festival
di Sanremo
per promuovere la conoscenza libera
e dare visibilità ai progetti collaborativi
online.
Il progetto
WikiPortraits
La partecipazione dei volontari Wikimedia al Festival di Sanremo
2026 si inserisce nel quadro delle attività del progetto
internazionale
WikiPortraits
, nato per
migliorare la copertura fotografica
delle
biografie su Wikipedia e sugli altri progetti Wikimedia, attraverso
la presenza di fotografi e volontari accreditati nei principali
eventi culturali e mediatici.
Carlo Conti al Festival
di Sanremo 2026 03
di Ferdinando Traversa,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Già nel 2025, in collaborazione con Wikimedia Italia, il
progetto era stato portato alla
Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di
Venezia
, documentando red carpet, conferenze
stampa e attività collaterali del festival, e producendo
centinaia di immagini poi riutilizzate nelle voci enciclopediche in
più lingue.
L’esperienza di Sanremo 2026 ha affiancato alla
documentazione fotografica anche attività di
divulgazione e
raccolta di opinioni
del pubblico sulla
conoscenza libera.
Clicca qui per
visualizzare gli scatti del Festival di Sanremo 2026 su Wikimedia
Commons
L’attività in sala
stampa e le interviste
Il team di volontari presente nella sala stampa ha
seguito le conferenze ufficiali del festival, contribuendo
all’aggiornamento delle voci
su
Wikipedia
e realizzando materiale
fotografico degli artisti e degli ospiti intervenuti. Le immagini
sono state successivamente utilizzate per arricchire le relative
voci biografiche, migliorandone la qualità e l’attualità.
Nel corso delle giornate sono state documentate decine di
presenze tra cantanti, conduttori e ospiti del festival, tra
cui
Arisa
Fedez
Laura
Pausini
Brunori
Sas
Carlo Conti
Bresh a Sanremo 2026
04
di Iván Trejo,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Parallelamente, un secondo gruppo di volontari si è
mosso in città, realizzando circa
150
interviste
a spettatori, addetti ai lavori e figure
note presenti al festival.
Tra gli intervistati figurano personalità del mondo dello
spettacolo e dell’informazione come
Giancarlo
Magalli
Amedeo Goria
e il
cantautore
Brunori Sas
, insieme a creator e
influencer attivi sui social media.
Brunori Sas al Festival
di Sanremo 2026 01
di Ferdinando Traversa,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Utilizzo delle immagini nei
progetti Wikimedia
Nel corso dell’iniziativa sono state aggiornate
le
voci relative a
89
artisti
e personalità
presenti
al festival e sono stati effettuati
515 caricamenti su
Wikimedia Commons
all’interno della categoria
dedicata.
Attraverso lo strumento di monitoraggio
GLAMorous
è stato possibile
analizzare il riutilizzo dei file nei diversi progetti Wikimedia.
Alla data di rilevazione, le immagini risultano
utilizzate
449 volte
nelle pagine dei
progetti, pari al
21,36%
dei file presenti
nella categoria.
Il riuso interessa complessivamente
47 edizioni
linguistiche di Wikipedia
e altri progetti collegati,
tra cui
Wikidata
, dove si
registrano
66 utilizzi
. Le versioni
linguistiche con il maggior numero di impieghi sono la Wikipedia in
italiano, con
107
utilizzi, seguita da
quella in inglese (
48
) e in tedesco
34
).
Questi dati evidenziano come la documentazione fotografica
realizzata durante eventi ad alta visibilità mediatica possa essere
rapidamente integrata nelle voci enciclopediche, contribuendo ad
aggiornare l’apparato iconografico in più lingue e confermando
il ruolo di Wikimedia Commons come archivio di contenuti
liberi riutilizzabili.
Fulminacci (headshot)
di Ferdinando Traversa,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
La percezione pubblica di
Wikipedia e della conoscenza libera
Le interviste realizzate durante il
festival volevano raccogliere opinioni e conoscenze del
pubblico riguardo a Wikipedia, al funzionamento dei
progetti Wikimedia e, più in generale, al tema della
conoscenza libera.
Le domande hanno riguardato il ruolo e l’importanza di
un’enciclopedia accessibile a tutti, la centralità delle fonti
nella costruzione dell’informazione, la consapevolezza delle
modalità di partecipazione – dal volontariato alle donazioni – e la
percezione dei meccanismi di scrittura e revisione delle voci. Agli
intervistati è stato inoltre chiesto quali associazioni spontanee
evocasse la parola “Wikipedia”.
Dalle interviste è emersa in prevalenza
una
percezione positiva dell’enciclopedia
considerata uno strumento utile e diffuso. Le domande rivolte al
pubblico hanno inoltre riguardato il funzionamento dei processi
editoriali, tra cui chi può modificare le voci e quali regole ne
disciplinano la scrittura, consentendo di raccogliere opinioni e
dubbi sul tema dell’affidabilità delle informazioni online.
Nel complesso, le interviste hanno restituito l’immagine di
un pubblico che continua a fare ampio uso di Wikipedia e che ne
riconosce il valore, ma che spesso non conosce nel dettaglio i
principi e le pratiche che ne regolano il funzionamento. Questo
scarto tra uso quotidiano e comprensione dei processi interni
rappresenta uno degli elementi più rilevanti emersi dall’attività
di ascolto condotta durante il festival.
Laura Pausini a Sanremo
2026 02
di Ferdinando Traversa,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Le prospettive future del
progetto sanremese
L’iniziativa di Sanremo è stata concepita come un progetto
pilota per testare modalità di comunicazione diretta con il
pubblico in
contesti mediatici ad alta
visibilità.
L’esperienza ha permesso di sperimentare la possibilità
di integrare l’attività di documentazione enciclopedica
con la divulgazione dei valori
dell’associazione, di sviluppare nuovi contatti e di
aprire la strada a nuove esperienze di questo tipo.
Immagine in evidenza:
Ingresso teatro Ariston –
Festival di Sanremo 2026 – 27 febbraio – 3
(cropped) di
Laurentius,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
I vincitori del bando musei, archivi e biblioteche 2026
Wednesday, 1 April 2026 13:07 UTC
Sono stati selezionati i vincitori del
bando musei,
archivi e biblioteche (MAB)
2026 di Wikimedia
Italia.
I nove progetti scelti quest’anno si distinguono per la varietà
dei patrimoni coinvolti e per l’attenzione alla condivisione open
access di materiali eterogenei: dalle collezioni teatrali ai fondi
scientifici, dagli archivi del movimento LGBTQ+ al fumetto per
l’infanzia, fino alla valorizzazione del patrimonio urbano e
museale locale.
Il bando MAB
Il
bando
MAB
, promosso da Wikimedia Italia in collaborazione
con
ICOM Italia
Creative
Commons Italia
, sostiene progetti di digitalizzazione,
descrizione e pubblicazione online di contenuti culturali con
licenze libere, favorendo la diffusione della conoscenza e il riuso
del patrimonio su
Wikipedia
e sugli
altri
progetti Wikimedia
Dal 2021, il bando ha finanziato numerose iniziative provenienti
da istituzioni culturali di tutta Italia, contribuendo alla
crescita di contenuti aperti e verificati sul patrimonio culturale
italiano.
Clicca qui per
leggere le storie del bando MAB 2025 di Wikimedia
Italia
La commissione di valutazione ha ritenuto particolarmente
meritevoli di finanziamento i progetti presentati dalle
seguenti istituzioni.
Fondazione Rosellini per la
Letteratura Popolare
La
Fondazione Rosellini di
Senigallia
è una delle realtà più importanti in
Italia per la
conservazione e valorizzazione del
fumetto italiano
. Nel patrimonio da essa custodito rientra
la collezione completa del “Corriere dei Piccoli”, una
delleriviste più influenti della storia dell’editoria italiana per
l’infanzia. La fondazione avvierà la digitalizzazione
delle prime annate del “Corrierino”, precisamente quelle pubblicate
tra il 1908 e il 1914, fino all’inizio della Prima Guerra
Mondiale.
Al termine dell’attività di digitalizzazione, i risultati del
progetto saranno presentati nell’ambito di un convegno pubblico
ospitato presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale
Antonelliana di Senigallia, cui farà seguito una mostra
documentaria
Fondazione Teatro Regio di
Torino
Dopo il progetto realizzato per il bando MAB del
2025,
dedicato alla
digitalizzazione dei bozzetti scenografici e dei figurini di
costumi
, la
Fondazione Teatro Regio di
Torino
prosegue il percorso di apertura del proprio
patrimonio con un nuovo intervento incentrato sulla collezione dei
libretti d’opera.
La raccolta comprende circa 6.000 esemplari, databili tra la
seconda metà degli anni Venti del Settecento e la seconda metà del
XX secolo, tra cui libretti relativi a prime esecuzioni assolute di
grande rilievo storico, come
La bohème
di
Giacomo Puccini. Il progetto prevede la digitalizzazione, la
descrizione catalografica e la pubblicazione
su
Wikimedia Commons
di
600
libretti appartenenti alla collezione del Teatro
, mettendo
a disposizione fonti primarie di rilievo per lo studio e la ricerca
sull’opera lirica.
Associazione Comitato Mura di
Padova APS
L’
Associazione Comitato Mura di Padova APS
attiva da oltre 50 anni nella tutela e nello studio delle
fortificazioni cittadine, ha raccolto nel tempo un vasto patrimonio
di fotografie, mappe e documenti storici sulle mura e sul
sistema idrografico della città: le mura di Padova
sono
le più lunghe mura
rinascimentali
giunte fino ai nostri giorni.
Il progetto proposto mira a valorizzare e rendere accessibile
online parte di questo patrimonio attraverso le piattaforme
Wikimedia, in particolare: la pubblicazione
su
Wikimedia Commons
di
almeno
300 fotografie
storiche
60 mappe
originali
video
30 immagini realizzate con
drone
; la trascrizione
su
Wikisource
di almeno
una
pubblicazione storica
non più soggetta a diritto
d’autore. È prevista, inoltre, la pianificazione di attività
partecipative come wiki-gite ed editathon.
MOS – Movimento Omosessuale
Sardo ODV. Associazione di politica, cultura e socializzazione
queer
Il
MOS – Movimento Omosessuale Sardo ODV
associazione attiva dal 1992 in Sardegna, si occupa di politica,
cultura e socializzazione queer. Nel corso degli anni ha sviluppato
il
Centro di Documentazione LGBTQ+ Marilena
Sini
, una delle poche biblioteche italiane specializzate
in tematiche LGBTQ+, oggi parte del Sistema Bibliotecario Nazionale
dal 2022.
Il progetto del MOS mira a recuperare, catalogare e
digitalizzare i materiali grafici, fotografici e multimediali
prodotti dall’associazione in oltre 34 anni di
attività.
Oltre 500 documenti
verranno
caricati su
Wikimedia Commons
, tra cui:
manifesti, locandine e volantini, video e audio di campagne contro
l’omotransfobia e sull’HIV/AIDS.
Musei Civici di Reggio
Emilia
Musei Civici di Reggio Emilia
, insieme
alla
Biblioteca Panizzi
alla
Biblioteca scientifica “C. Livi”
realizzeranno un progetto per migliorare la presenza e la qualità
delle informazioni sul patrimonio culturale reggiano nei progetti
Wikimedia, attraverso la digitalizzazione e la pubblicazione di
contenuti provenienti dalle proprie collezioni e archivi.
In particolare, il progetto prevede la produzione e la
pubblicazione su
Wikimedia
Commons
di
circa 200
immagini
relative a opere, reperti, ambienti e sedi
museali, corredate da metadati completi, oltre
alla
creazione o al miglioramento di circa 20 voci su
Wikipedia
e all’aggiornamento di
circa
100 item su Wikidata
collegati ai vari materiali.
Una componente rilevante del progetto sarà dedicata
alla
valutazione dell’impatto delle attività
realizzate
: verranno raccolti e analizzati i dati relativi
alla fruizione delle collezioni – richieste e contatti da parte di
studiosi e ricercatori, dati di visita – e le visualizzazioni delle
voci Wikipedia nel periodo 2010-2025, al fine di verificare se
l’incremento dei contenuti aperti abbia contribuito a una maggiore
conoscenza delle collezioni e, indirettamente, all’aumento delle
visite in sede.
Una parte centrale sarà infine dedicata alla restituzione
pubblica e al coinvolgimento della comunità, attraverso
l’organizzazione di due editathon con visite guidate aperte al
pubblico, affiancate da una conferenza di presentazione dei
risultati ottenuti.
Università Cattolica del Sacro
Cuore – Sistema Bibliotecario d’Ateneo
In occasione della pubblicazione del libro “La città in scena:
1815-1822”, che raccoglie una cronologia consultabile di
eventi inerenti alla
scena musicale
napoletana
del primo Ottocento,
il
Sistema Bibliotecario d’Ateneo dell’Università Cattolica del Sacro
Cuore
intende tradurre il contenuto su
Wikidata. L’obiettivo è creare
un set di dati
strutturati
che descriva eventi, luoghi, persone,
opere e contesti istituzionali.
Il progetto non prevede la digitalizzazione di immagini, ma si
concentra sulla produzione di dati di qualità,
interconnessi
, citabili e riusabili, che potranno
essere utilizzati per migliorare le voci di Wikipedia e per
collegare tra loro le relative informazioni.
Polo museale della Città di
Teramo
Il
Polo museale della Città di Teramo
, che
coordina la
Pinacoteca
Civica
undici
siti
cittadini tra aree archeologiche e
monumenti urbani
, avvierà una campagna strutturata di
digitalizzazione e valorizzazione del proprio patrimonio.
Il progetto prevede la realizzazione di fotografie ad alta
risoluzione e rilievi fotogrammetrici bidimensionali e
tridimensionali, che saranno pubblicati su
Wikimedia
Commons
con metadati strutturati e collegati
Wikidata
OpenStreetMap.
Università degli Studi di
Urbino Carlo Bo – Settore Biblioteche di Ateneo
In occasione di una mostra dedicata a Paolo da Middelburg,
prevista per maggio 2026 presso la Biblioteca Universitaria San
Girolamo, l’istituzione intende ricostruire e digitalizzare
integralmente l’eredità scientifica della “
Scuola di
Urbino”
. Il progetto prevede
la
digitalizzazione di un importante fondo antico
scientifico
, databile tra XV e XVIII secolo, composto da
volumi a stampa e carte manoscritte.
Le opere saranno pubblicate integralmente su
Wikimedia
Commons
con licenze libere, rendendo accessibili
online testi e manoscritti finora consultabili solo in sede.
Particolare attenzione sarà dedicata all’
estrazione e alla
categorizzazione delle illustrazioni scientifiche
diagrammi tecnici, xilografie e calcografie – che potranno essere
riutilizzate per arricchire alcune voci enciclopediche presenti su
Wikipedia.
Istituto italiano di studi
germanici
Il progetto dell’
Istituto italiano di studi
germanici
vuole valorizzare materiali rari
appartenenti al Fondo Giuseppe Gabetti, che documenta
le
esplorazioni groenlandesi
di inizio
Novecento e le relazioni scientifiche tra Italia e Paesi
nordici.
L’iniziativa prevede la pubblicazione su
Wikimedia
Commons
, con licenze libere,di un corpus di
immagini che comprende cartografie,
tavole, documentazione fotografica, ritratti di esploratori,
geografi, scienziati, autorità e acquerelli di paesaggi,
accompagnati da metadati descrittivi e dati strutturati collegati
Wikidata
Sostieni anche tu la
conoscenza libera
Grazie alla collaborazione tra le istituzioni culturali e
Wikimedia Italia, anche nel 2026 i vincitori del bando MAB daranno
un contributo importante alla valorizzazione del patrimonio
culturale.
Il bando MAB è sostenuto da Wikimedia Italia attraverso i fondi
raccolti grazie alle donazioni dei cittadini.
Se anche tu vuoi contribuire a diffondere la conoscenza libera
nel nostro Paese, puoi fare una donazione oggi stesso. Anche un
piccolo gesto può avere un grande impatto!
Dona ora
Immagine in evidenza:
Corrierino-dei-piccoli
(cropped) di cloppj, Pubblico
dominio, da Wikimedia Commons
Democrazia sul banco degli imputati
Thursday, 26 March 2026 12:38 UTC
Da tempo e sempre più frequentemente l’arma legale viene usata
per intimidire o mettere a tacere voci scomode impegnate su temi di
interesse pubblico. La pratica è nota come
SLAPP
acronimo di
Strategic Lawsuit Against Public Participation
(Azione legale strategica contro la partecipazione pubblica).
Le SLAPP sono
cause civili o penali
che, pur
essendo formalmente legittime, vengono
promosse con
finalità dissuasive.
Ad esempio può essere considerata una
SLAPP una causa ad un giornalista con l’obiettivo di impedirgli di
continuare a lavorare liberamente, ostacolando la diffusione
pubblica di una informazione. Solitamente si procede tramite azioni
per diffamazione con richieste di risarcimento molto elevate,
talvolta addirittura milionarie, tali da mettere in difficoltà chi
prova a realizzare delle inchieste e da creare un effetto di timore
diffuso: come esempio, si riporta l’azione intentata nel 2023 dalla
compagine petrolifera Shell contro Greenpeace onde intimare a
quest’ultima ad interrompere ogni protesta, pena il perseguimento
di risarcimenti fino a £7 milioni.
Si tratta, evidentemente, di pratiche che
incidono sui
diritti fondamentali
riconosciuti a livello europeo, con
particolare riferimento alle libertà di espressione e di
informazione (art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti
dell’Uomo, nonché art. 21 della Costituzione italiana).
Contro questo fenomeno in Europa si è
costituita l’associazione
CASE
Coalition
Against SLAPPs in Europe
), che raccoglie oltre 120
associazioni ed organizzazioni non governative impegnate nel
monitoraggio delle SLAPP.
Lo stato dell’attività SLAPP in Europa è sintetizzato in un
rapporto annuale elaborato per CASE dalla
Daphne Caruana
Galizia Foundation
(intitolata alla giornalista maltese
assassinata in un attentato dinamitardo nel 2017).
Nell’ultimo rapporto, pubblicato nel gennaio 2026 e denominato
Democracy in the
Dock
, emergono aspetti non positivi. Nel quindicennio
intercorso dall’inizio della mappatura, nel 2010, si sono
registrati
1.303 casi di SLAPP in 43 Stati
europei
, di cui 167 nel solo 2024. Si tratta di dati in
crescita, a dimostrazione della perdurante diffusione della
pratica. Si teme, inoltre, che le minacce siano ben più di quante
dichiarate, arrivando spesso queste prima dell’avvio di un giudizio
(es.: minacce legali da parte degli avvocati).
I soggetti più colpiti, oltre ai giornalisti, sono attivisti,
associazioni per i diritti umani, organizzazioni ed accademici
impegnati su temi pubblicamente sensibili quali
corruzione,
attività economiche e/o governative, ambiente e politica
I ricorrenti sono spesso grandi aziende o personalità politiche,
ossia soggetti che dispongono di ingenti risorse economiche,
acutizzando così lo squilibrio tra le parti.
Uno sviluppo positivo è invece rappresentato dalla Direttiva
(UE) 2024/1069 adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio
dell’Unione Europea, volta ad introdurre
strumenti per
contrastare le cause manifestamente infondate o
intimidatorie.
La direttiva dovrà essere recepita dagli
Stati membri entro maggio 2026. Il rapporto segnala, tuttavia, come
questa offra tutele soprattutto nelle cause transfrontaliere
(appena l’8,5% dei casi), non garantendo invece una sufficiente
armonizzazione per le questioni di carattere nazionale. Nei mesi a
venire saranno pertanto da monitorarne con attenzione gli effetti,
onde eventualmente intervenire con proposte mirate al legislatore
per correggerne i punti deboli.
Wikimedia Italia
, nella sua azione di
diffusione della conoscenza libera, si trova ad incrociare ostacoli
di questo tipo e fa parte e
supporta la CASE
e le
iniziative volte a garantire il rispetto delle libertà
costituzionali di espressione ed informazione, anche contro quei
pretestuosi ricorsi alla giustizia impiegati come strumenti di
intimidazione o censura preventiva.
Immagine:
Freedom of Speech
Includes The Press
di Narih Lee,
CC BY 2.0
, da
Wikimedia Commons
Le voci più lette su Wikipedia a febbraio 2026
Wednesday, 18 March 2026 09:00 UTC
Anche nel mese di febbraio le ricerche degli utenti su Wikipedia
hanno raccontato molto dell’attualità, delle curiosità del pubblico
e degli eventi che hanno animato il dibattito mediatico e culturale
italiano. Tra i temi più presenti spiccano quelli legati alle
Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, che per settimane hanno
attirato l’attenzione del pubblico, insieme a fatti di cronaca,
personaggi della cultura e fenomeni della cultura pop. Con il
contributo dei volontari Oltrepier e Paul Gascoigne, abbiamo
raccolto e commentato
le dieci voci più lette su Wikipedia
in italiano tra il 1° e il 28 febbraio 2026
, offrendo uno
sguardo su ciò che ha incuriosito e coinvolto maggiormente i
lettori dell’enciclopedia libera.
1.
Jeffrey Epstein
(1.332.973 visite)
Nonostante la concomitanza di alcuni eventi di grande popolarità
per il pubblico italiano, a emergere su tutte le altre voci è
stato, invece, il finanziere statunitense morto per suicidio nel
2019, a causa della prosecuzione dello
scandalo
legato agli
Epstein Files
”,
pubblicati dal
Dipartimento di Giustizia
degli Stati Uniti
tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Questa
enorme quantità di
materiali
, che include email, fotografie e atti investigativi,
ha riacceso l’attenzione sul caso, alimentando
teorie del complotto
nuove inchieste giornalistiche e dibattiti pubblici sul sistema di
relazioni che Epstein intratteneva con figure politiche, economiche
e culturali di alto profilo. Le rivelazioni e le polemiche legate
alla gestione e alla parziale censura dei documenti, insieme al
grande numero di personaggi influenti
citati nei file
, hanno
quindi contribuito a mantenere il tema al centro dell’agenda
mediatica.
2.
Festival di Sanremo 2026
(1.085.296 visite)
Al secondo posto della classifica si colloca il Festival di
Sanremo, ormai ultimo presidio della tradizione nazionalpopolare
italiana. L’edizione di quest’anno, caratterizzata da toni più
pacati rispetto al passato e – quasi – priva di scandali o di
figure capaci di catalizzare l’attenzione del grande pubblico, ha
visto trionfare
Sal Da Vinci
con il brano
Per sempre sì
, con
cui parteciperà anche al prossimo
Eurovision Song Contest
Vienna. Hanno invece completato il podio due proposte musicali più
contemporanee, come
Sayf
(con
Tu mi piaci tanto
) e
Ditonellapiaga
(con
Che fastidio!
).
Quest’ultima si è distinta anche nella serata delle cover, in cui
ha prevalso con una rivisitazione di
The Lady Is a Tramp
in coppia con la rivelazione
TonyPitony
. Infine, il
vincitore della categoria “Nuove proposte” è stato
Nicolò Filippucci
, che ha
presentato il brano
Laguna
3.
Federica Brignone
(609.440 visite)
Anche alle
Olimpiadi invernali di
Milano-Cortina 2026
(#4), Brignone è stata una delle grandi
protagoniste dello
sci alpino
mondiale. Dopo
essere stata
portabandiera
dell’Italia
durante la
cerimonia di
apertura
, a 36 anni la campionessa milanese è riuscita a
conquistare due medaglie d’oro, vincendo prima la gara del
super-G
e poi quella
dello
slalom gigante
imponendosi con prestazioni di altissimo livello davanti al
pubblico di casa, dopo il
terribile infortunio alla
gamba sinistra
dell’aprile 2025 che l’aveva tenuta a lungo
fuori dalle competizioni. Grazie al doppio successo, Brignone è
diventata la sciatrice italiana con
il maggior numero di
medaglie tra Mondiali e Olimpiadi
(10), raggiungendo
Gustav Thöni
4.
XXV Giochi olimpici
invernali
(535.773 visite)
Dal 6 al 22 febbraio 2026 l’Italia è stata protagonista della
sua terza Olimpiade invernale, quarta in assoluto, dopo quelle di
Cortina 1956
e di
Torino 2006
. I Giochi
si sono svolti non solo a Milano e Cortina d’Ampezzo, ma anche in
altri territori della Lombardia e del Trentino-Alto Adige. Anche
grazie alle ottime prestazioni degli
atleti padroni di
casa
, capaci di vincere dieci ori e 30 medaglie complessive,
l’edizione ha riscosso un grande successo di pubblico, pur tra
numerose
controversie
conduzioni non sempre impeccabili e preoccupazioni sull’
effettiva
sostenibilità
delle infrastrutture costruite in preparazione ai
Giochi.
5.
Ilia Malinin
(445.782
visite)
Il pattinatore statunitense, di origini uzbeke da parte dei
genitori,
entrambi ex
pattinatori
, era una delle star più attese delle Olimpiadi
invernali (#4), avendo già conquistato
un titolo mondiale
soli 22 anni ed essendo stato il primo atleta a completare in gara
il difficilissimo
quadruplo Axel
Tuttavia, dopo aver contribuito in modo decisivo all’oro degli
Stati Uniti nel
team event
, la sua
gara individuale
stata segnata da errori e cadute inattese, che lo hanno fatto
scivolare fino all’ottavo posto. La fotografia che ritrae il
padre-allenatore che, all’annuncio del punteggio del figlio, si
dispera con la testa fra le mani, è rimasta
una delle immagini
simbolo della rassegna a cinque cerchi
6.
Cime tempestose
(419.926
visite)
Il romanzo di
Emily Brontë
, pubblicato
nel 1847, è tornato al centro dell’attenzione negli ultimi mesi,
grazie all’uscita di una
nuova trasposizione
cinematografica
, arrivata nelle nostre sale il 12 febbraio. Il
nuovo adattamento, diretto da
Emerald Fennell
interpretato da
Margot Robbie
Jacob Elordi
, ha infatti
spinto molti lettori a riscoprire il romanzo, celebre per l’intensa
e tormentata relazione tra Heathcliff e Catherine Earnshaw.
Inoltre, il film si è distinto anche per la
colonna sonora
originale
, in cui la popstar inglese
Charli XCX
ha avuto un
ruolo preponderante.
7.
Sal Da Vinci
(405.883
visite)
Come anticipato alla voce #2, il cantante e attore, nato a New
York ma cresciuto a Napoli, ha inaspettatamente vinto l’ultimo
Festival di Sanremo, a cui ha preso parte per la seconda volta in
carriera, con il brano
Per sempre sì
. Da
Vinci si è dunque aggiudicato il diritto di prendere parte al
prossimo
Eurovision Song Contest
che si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio.
8.
James Van Der Beek
(399.339 visite)
L’attore statunitense
si è spento lo scorso 11
febbraio
, all’età di soli 48 anni. Van Der Beek era famoso e
amato principalmente per il suo ruolo da protagonista nella serie
televisiva adolescenziale
Dawson’s Creek
andata in onda fra il 1998 e il 2003. La sua morte prematura ha
riacceso le preoccupazioni relative al più generale
aumento dei casi precoci di
tumori maligni del colon-retto
9.
Francesca Lollobrigida
(383.323 visite)
Proprio come Federica Brignone (#3), anche la
pattinatrice di
velocità
è riuscita nell’impresa di vincere
due ori olimpici
durante l’edizione di Milano-Cortina (#4), aggiudicandosi prima la
gara dei
3000 metri
e,
successivamente, quella dei
5000 metri
10.
Tredici Pietro
(369.839
visite)
L’artista bolognese è stato uno dei concorrenti dell’ultimo
Festival di Sanremo, in cui ha proposto il brano
Uomo che cade
classificatosi al 16° posto finale. Nella serata delle cover
Tredici Pietro si è preso la scena grazie alla sua rivisitazione di
Vita
, brano di
Lucio Dalla e del padre Gianni Morandi; quest’ultimo, per
l’occasione, è salito sul palco per un duetto speciale con il
figlio.
Immagini:
2017 Audi FIS Ski Weltcup Garmisch-Partenkirchen Damen – Federica
Brignone – by 2eight – 8SC9709 (cropped)
di Stefan
Brending,
CC
BY-SA 3.0 DE
, da Wikimedia Commons
Tredici Pietro al Festival di Sanremo 2026 01
di
Ferdinando Traversa,
CC BY-SA
4.0
, da Wikimedia Commons
I festeggiamenti per il 25° compleanno di Wikipedia in Sicilia
Friday, 13 March 2026 17:35 UTC
Riportiamo oggi un aggiornamento in merito ai festeggiamenti
avvenuti in Sicilia in occasione del
venticinquesimo
compleanno di Wikipedia
. Il presente articolo è
stato pubblicato in lingua inglese su
Diff
, il blog
comunitario del movimento Wikimedia, il 5 marzo 2026, a
firma di Léa Lacroix (Auregann), supporto agli eventi di
Wikimedia Italia in Sicilia.
La Sicilia è un’isola al centro del Mediterraneo: crocevia di
culture e di placche tettoniche, e teatro di una storia ricca e
antichissima. Dal 2023,
i volontari di
Wikipedia
lavorano per riattivare la comunità locale
attraverso eventi e campagne.
I festeggiamenti per il
compleanno di
Wikipedia
sono stati l’occasione per proseguire
questo percorso, mettendo in contatto redattori volontari
provenienti da tre diverse aree dell’isola. Abbiamo condiviso i
risultati raggiunti finora e sfruttato l’entusiasmo dell’incontro
per avviare nuovi progetti.
L’incontro per il 25°
anniversario di Wikipedia a Palermo
Palermo
, capoluogo della regione e
centro delle principali decisioni politiche, stiamo lavorando per
far crescere la comunità open source locale e coinvolgerla
nel
movimento Wikimedia
. Allo stesso tempo,
continuiamo a rafforzare i legami con le realtà della cittadinanza
attiva del
quartiere della Kalsa
, nel centro
storico della città. Il nostro evento si è svolto
presso
Orbita
, un centro sociale e culturale
di recente apertura.
Abbiamo riunito una dozzina di wikimediani e attivisti dell’open
source curiosi di conoscere meglio i progetti Wikimedia. Durante
l’incontro abbiamo
presentato
Wikipedia
Wikidata
anche la mappa collaborativa
OpenStreetMap
festeggiando il compleanno di Wikipedia con una torta.
Il giorno successivo abbiamo organizzato
un
mapping party
: utilizzando l’app
StreetComplete, abbiamo attraversato Palermo per aggiungere
informazioni sulle strade della città, sulle attività commerciali e
sull’accessibilità degli spazi urbani.
Questo fine settimana di incontri e attività collettive ha
contribuito a rafforzare i legami tra i wikimediani già attivi a
Palermo e i nuovi arrivati, ponendo le basi per la crescita di un
gruppo locale autonomo.
Wikipedia 25 event in
Palermo, Sicily 02
di Auregann,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
L’incontro per il 25°
anniversario di Wikipedia a Catania
Catania
, dove hanno sede molti degli
organizzatori della comunità e che rappresenta uno dei principali
poli digitali dell’isola, stiamo costruendo collaborazioni con
comunità affini, tra cui gruppi dedicati agli open data, a Linux e
allo sviluppo software, cogliendo ogni occasione di incontro per
rafforzare i legami tra volontari.
In occasione del compleanno di Wikipedia, abbiamo inoltre
avviato un contatto con
Legambiente
, una
delle principali organizzazioni italiane impegnate nella tutela
dell’ambiente, con l’obiettivo di preparare il lancio della
campagna
Wiki Loves Earth
previsto per
la fine dell’anno.
L’incontro celebrativo si è svolto nella sede di Legambiente a
Catania ed è stato dedicato alla documentazione delle aree naturali
protette. Abbiamo presentato, tra l’altro, l’elenco dei parchi
siciliani che non sono ancora illustrati su
Wikimedia
Commons
Wikipedia 25 event in
Catania, Sicily 03
di Auregann,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Documentare gli effetti dei
cambiamenti climatici
L’ultima tappa del nostro viaggio è
stata
Ragusa
, importante centro per il
turismo e l’agricoltura in Sicilia. Qui abbiamo discusso di come i
progetti Wikimedia possano contribuire a documentare il patrimonio
naturale dell’isola, ma anche gli effetti dei cambiamenti climatici
sugli ecosistemi.
Wikipedia 25 event in
Ragusa, Sicily 02
di Auregann,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Pochi giorni prima del nostro incontro, la Sicilia era stata
colpita da due eventi naturali particolarmente gravi.
Il
ciclone Harry
ha interessato le coste
di diverse regioni del Mediterraneo, causando ingenti danni alle
strutture e accelerando l’erosione costiera. Poco dopo, forti
piogge hanno provocato una grave frana nel comune
di
Niscemi
, con danni significativi agli
edifici e gravi disagi per la popolazione.
In situazioni come queste, la comunità di Wikipedia può svolgere
un ruolo importante: non solo nel documentare le conseguenze
immediate dei disastri, ma anche nel registrare i cambiamenti a
lungo termine degli ecosistemi.
In quell’occasione, il volontario
Fabio
Rinnone
, originario di Niscemi, ha condiviso con gli
altri partecipanti le attività intraprese per registrare e
sistemare le informazioni relative all’evoluzione del dissesto.
L’obiettivo del lavoro è stato garantire che i dati e le notizie
sulla frana venissero riportati con accuratezza enciclopedica,
mettendoli a disposizione della collettività in modo aperto e
tempestivo.
Sul piano operativo, l’impegno si è tradotto nell’aggiornamento
costante della
voce di Niscemi
su Wikipedia
e nella stesura di una nuova voce
specifica dedicata all’evento franoso. Per supportare il contenuto
testuale con un’adeguata documentazione visiva, indispensabile
per descrivere le profonde alterazioni morfologiche del territorio,
è stato chiesto all’ingegnere Gianfranco Di Pietro di
condividere le riprese aeree dell’area colpita effettuate con il
suo drone, che ha accolto la richiesta, provvedendo a caricare i
propri scatti fotografici su Wikimedia Commons e rilasciandoli con
una licenza libera.
Frana Niscemi – Gen 2026.
Foto del 27 Gennaio 2026 ore 15 12
di Gianfrancodp,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
L’escursione per la campagna
Wiki Loves Earth a Ragusa
Durante l’incontro abbiamo conosciuto anche una guida
naturalistica locale. Le abbiamo presentato Wikipedia e discusso di
come le guide possano contribuire alla campagna
Wiki
Loves Earth
, condividendo su Wikimedia Commons fotografie
dei paesaggi naturali che documentano durante il loro lavoro.
Abbiamo inoltre partecipato insieme a un’escursione in una delle
aree naturali protette della regione, vicino alla
foce
del fiume Irminio
. Durante la visita abbiamo avuto
l’opportunità di fotografare i danni causati dal recente ciclone,
che ha parzialmente distrutto dune e scogliere.
Wikipedia 25 event in
Ragusa, Sicily 02
di Auregann,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Uno sguardo verso il
futuro
I tre eventi organizzati in Sicilia per celebrare il compleanno
di Wikipedia non sono stati soltanto un momento di festa per i
risultati raggiunti nei primi 25 anni del progetto. Sono stati
anche un’occasione per ribadire l’importanza di Wikipedia oggi e il
ruolo fondamentale dei volontari locali che lavorano sul
territorio, documentando eventi climatici e monitorando i loro
effetti sugli ecosistemi naturali e sulle comunità umane.
Nel corso dell’anno, i wikimediani siciliani continueranno il
loro lavoro di documentazione dei paesaggi protetti partecipando
alla campagna Wiki Loves Earth e organizzando nuovi incontri
dedicati a Wikipedia.
Clicca qui per
scoprire i prossimi eventi in Sicilia
Immagine in evidenza:
Wikipedia 25 event in
Palermo, Sicily 04
di Auregann,
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Da Esino Lario al mondo: il patrimonio della collezione Tino
Barindelli nelle piattaforme Wikimedia
Thursday, 5 March 2026 10:12 UTC
Nel cuore della Lombardia, a
Esino Lario
nasce una storia sorprendente, capace di intrecciare passione e
memoria musicale alla cultura digitale contemporanea: quella
di
Martino “Tino” Barindelli
e della sua
straordinaria
collezione dedicata al mondo dell’opera
del Novecento
Chi era Tino
Barindelli
Tino Barindelli apparteneva a una famiglia benestante di
Esino Lario. Era un uomo colto, appassionato
di
musica classica
e profondamente innamorato
dell’
opera lirica
. Barindelli visse la
musica anche attraverso una
fitta rete di
corrispondenze con i grandi protagonisti della scena lirica
internazionale
quali
cantanti
lirici e direttori d’orchestra
che si esibivano nei
principali teatri del mondo. Molti rispondevano
inviando
fotografie in costume di scena
talvolta nei panni di personaggi iconici, accompagnate
da
dediche personali, biglietti o
lettere
Lettera del tenore Nicola
Tagger, 1958 – collezione Tino Barindelli.tif
di Tino
Barindelli collection, Pubblico dominio, da Wikimedia
Commons
Un archivio unico sulla storia
dell’opera
Barindelli raccolse e conservò con cura
oltre un
migliaio di documenti
risalenti al periodo tra gli
anni quaranta e gli anni Sessanta, con alcuni esemplari anche
successivi: ritratti ufficiali realizzati dai teatri in occasione
degli allestimenti operistici, fotografie promozionali, cartoline,
lettere manoscritte.
Si tratta in larga parte di materiali legati a produzioni nei
più importanti
teatri lirici italiani e
internazionali
, tra cui il
Teatro alla
Scala
. Molti degli artisti ritratti
ricoprivano
ruoli principali
e sono
oggi
figure enciclopediche
, ma non sempre
adeguatamente documentate dal punto di vista iconografico. Se per
alcuni direttori d’orchestra esistono archivi consolidati, molto
più rara è la disponibilità di immagini storiche di cantanti
lirici, soprattutto in costume di scena.
Alla morte di Barindelli, l’archivio è passato agli
eredi. Le nipoti, riconoscendone il valore storico e
culturale, insieme con il
Comune di Esino
Lario
, hanno avviato un
accurato processo di
digitali
zzazione
, affidandosi a un
fotografo professionista e annotando meticolosamente i dati
relativi a ogni scansione.
Maria Meneghini Callas –
collezione Tino Barindelli.tif
di Tino Barindelli collection,
Pubblico dominio, da Wikimedia Commons
Da memoria privata a
patrimonio aperto nelle piattaforme Wikimedia
Grazie all’incontro con Wikimedia Italia, già legata a Esino
Lario per
l’
edizione 2016 di
Wikimania
– il raduno mondiale dei volontari dei
progetti Wikimedia, ospitata dieci anni fa proprio nel comune
lecchese – è stato condiviso l’obiettivo di rendere
accessibile questo patrimonio. Gli
eredi della
famiglia Barindelli
e il
Comune di Esino
Lario
hanno deciso di promuovere la pubblicazione dei
materiali in
open access
Le immagini vengono progressivamente caricate
su
Wikimedia Commons
, corredate di metadati
accurati e collegate alle relative voci
su
Wikipedia
Wikidata
Il lavoro è iniziato nel 2025 con un primo lotto di circa 200
ritratti di soprani. Nel 2026, volontari e staff di Wikimedia
Italia stanno completando l’elaborazione del resto della
collezione.
Boris Christoff, 1948 –
collezione Tino Barindelli.tif
di Tino Barindelli collection,
Pubblico dominio, da Wikimedia Commons
L’impatto della
digitalizzazione dell’archivio Barindelli
I risultati della digitalizzazione del patrimonio sono già
significativi.
Al
6 febbraio 2026
, le immagini
digitalizzate provenienti dalla collezione Barindelli
sono
997
. Di
queste,
628
(63%) sono già utilizzate
nei progetti Wikimedia: compaiono
2.804 volte in 2.079
pagine
tra Wikipedia e altri progetti collegati,
distribuite su
60 wiki in 56 lingue
diverse
Le visualizzazioni superano le
200.000 al
mese
, segno concreto di come un archivio nato tra le mura
di una casa privata sia oggi diventato uno strumento di conoscenza
a livello internazionale.
Eraldo Coda, Leporello in
Don Giovanni, 1953 – collezione Tino Barindelli (cropped).tif
di Tino Barindelli collection, Pubblico dominio, da Wikimedia
Commons
Le voci della famiglia Barindelli e
del sindaco di Esino Lario
La trasformazione della collezione Barindelli in patrimonio
pubblico è il risultato di una sinergia tra famiglia e
amministrazione comunale. Ne raccontano il
percorso
Paola Febelli
, nipote del
collezionista, che ne ha promosso la donazione, e il sindaco di
Esino Lario,
Pietro Pensa
, che ne evidenzia
il valore storico e identitario per il territorio.
La testimonianza dell’erede
Paola Febelli, nipote di Tino Barindelli
Sotto certi aspetti niente è più predestinato del Caso. Una
mattina di grandi pulizie, come per caso, mi sono ritrovata a
guardare i ricordi di mio zio Tino Barindelli, melomane, che per
tutta la vita aveva collezionato fotografie, meglio se con dedica,
di cantanti lirici e maestri d’orchestra.
Il suo particolare stato di paraplegico gli aveva dato
una enorme quantità di tempo libero per questa sua collezione.
Scriveva una lettera all’artista con la richiesta di foto e dedica
e inseriva una busta preaffrancata per la risposta. In oltre
quaranta anni, aveva collezionato un grandissimo numero di
foto di cantanti lirici e maestri d’orchestra.
Parlatone per caso con un amico, anch’esso melomane,
venivo a sapere che questa “collezione” poteva interessare
moltissimo gli addetti ai lavori in quanto copriva oltre quaranta
anni di attivita musicale in Italia e all’estero. Circa 1200 foto e
una quantità di lettere di risposta ricevute. Una volta catalogate,
prodotto un opuscolo che spiegava la provenienza, in prima istanza
ho pensato di donare il tutto a qualche ente musicale di pregio per
la loro biblioteca.
Pensando però che così facendo avremmo, sotto certi aspetti,
“congelato” il contenuto della collezione in qualche scaffale più o
meno polveroso ….. ho pensato di donare il tutto al Comune di Esino
Lario dove “Zio Tino” aveva vissuto durante la guerra nella casa
paterna e dove poi ha passato gran parte del suo tempo.
Tra l’altro, il Sindaco di Esino Lario Pietro Pensa era un
amico mio dai tempi della gioventù e già negli anni scorsi si era
prodigato per costruire un museo della storia locale tra le varie
attività a favore del territorio, tra le quali mi ricordavo
anche l’organizzazione nell’anno 2016 del raduno mondiale di
Wikipedia proprio a Esino Lario.
Ecco come una serie di coincidenze mi ha portato a incrociare
Wikipedia e le sue preziose pagine.
Il commento di Piero Pensa,
sindaco di Esino Lario
È con profonda emozione e sincero orgoglio istituzionale che
a nome dell’Amministrazione comunale annuncio l’acquisizione
ufficiale della Collezione Tino Barindelli, un patrimonio che
trascende il mero valore archivistico per configurarsi quale
autentico lascito culturale e civile. Con questo atto, la nostra
comunità rende omaggio a Martino “Tino” Barindelli, figura
esemplare capace, partendo da un piccolo borgo montano, di
stabilire un dialogo vivo e fecondo con il panorama artistico
internazionale.
La vicenda umana e culturale di Tino Barindelli rappresenta una
testimonianza straordinaria del fatto che la passione, la curiosità
intellettuale e la dedizione all’arte non conoscono confini
geografici né limitazioni materiali. Attraverso il canale, allora
fondamentale, delle Poste Italiane, egli seppe costruire una rete
epistolare di eccezionale ampiezza e valore, entrando in contatto
diretto con alcune delle più eminenti personalità della musica e
del teatro del Novecento. Tra queste si annoverano nomi
di assoluto rilievo quali Zubin Mehta, Arturo Toscanini, Maria
Callas, Boris Christoff e Wilhelm Furtwängler, i quali risposero
con generosità all’iniziativa di un appassionato collezionista,
inviando fotografie autografate e dediche personali. Tali
materiali costituiscono oggi un corpus documentale di
straordinaria rilevanza storica e artistica.
Per una comunità come Esino Lario, l’acquisizione di questo
patrimonio rappresenta non soltanto un motivo di legittimo
orgoglio, ma anche un’affermazione identitaria: essa ribadisce il
ruolo del nostro territorio quale luogo di cultura, di apertura e
di dialogo. Al contempo, la Collezione Barindelli assume un valore
che supera i confini locali, ponendosi quale risorsa di interesse
per studiosi, ricercatori e appassionati a livello internazionale.
Essa consente infatti di restituire visibilità non solo alle grandi
figure consacrate, ma anche a quegli artisti meno noti che hanno
contribuito in modo significativo alla storia dello spettacolo
e che rischiavano, altrimenti, di essere consegnati
all’oblio.
Desideriamo esprimere la più profonda gratitudine a Paola e
Renata Barindelli per la generosa donazione e per la volontà di
condividere questo patrimonio con la collettività. Grazie altresì
al lavoro di digitalizzazione e alla pubblicazione su
Wikipedia, la collezione è oggi accessibile al pubblico
globale, in linea con i principi della conoscenza aperta. Ogni
documento è stato accuratamente digitalizzato in alta definizione,
al fine di garantirne la conservazione e la fruizione nel
tempo.
In segno di riconoscimento per l’infaticabile opera di Tino
Barindelli, l’Amministrazione ha deliberato l’allestimento
permanente di una selezione significativa della collezione presso
il Cineteatro comunale. Tale esposizione costituirà un
presidio culturale stabile, suscettibile di aggiornamenti
temporanei, ma destinato a mantenere viva la memoria e il valore di
questa straordinaria testimonianza.
Oggi, Esino Lario restituisce al mondo lo sguardo e l’eredità
di un uomo che ha saputo coltivare grandi visioni, trasformando un
piccolo centro montano in un punto di intersezione con la storia
universale dell’arte e dello spettacolo.
Clicca qui per
visualizzare la Collezione Tino Barindelli su Wikimedia
Commons
Immagine in evidenza:
Graziella Sciutti –
collezione Tino Barindelli.tif
(cropped)
di Tino
Barindelli collection, Pubblico dominio, da Wikimedia
Commons
Le borse di partecipazione di Wikimedia Italia per State of the Map
2026
Thursday, 5 March 2026 10:05 UTC
Dal 28 al 30 agosto 2026
a Parigi si
terrà
State of the Map
2026
, il raduno mondiale della comunità OpenStreetMap.
Per l’occasione, Wikimedia Italia stanzia delle
borse
di partecipazione
per alcuni volontari italiani.
Cos’è State of the
Map
State of the Map
è l’
incontro
globale
della comunità di
OpenStreetMap
, volto a promuovere la crescita dei
dati geospaziali aperti e a rafforzare la comunità della
mappatura libera e collaborativa.
La conferenza, ospitata dalla capitale francese, sarà organizzata
in
formato ibrido
, permettendo la
partecipazione sia in presenza sia da remoto.
Clicca qui per vedere
il video dell’annuncio dell’evento
Le borse di partecipazione di
Wikimedia Italia
Wikimedia Italia ha reso disponibili delle borse di
partecipazione per facilitare la presenza della comunità
all’evento State of the Map 2026.
Sono previste 10 borse, ciascuna
fino a un
massimo di €600
, per coprire le spese di
viaggio e alloggio; l’iscrizione all’evento sarà sostenuta
separatamente dall’associazione.
Come richiedere la
borsa per State of The Map 2026
Per partecipare al bando, è necessario compilare l’
apposito
questionario
e inviare un’email di conferma
all’indirizzo
segreteria@wikimedia.it
Clicca qui per
compilare il questionario
Le borse di partecipazione per State of the Map 2026 mirano
a incoraggiare la presenza dei membri della comunità
italiana dei progetti OpenStreetMap e Wikimedia, con
l’obiettivo di arricchire e promuovere tali iniziative. La
partecipazione dei diversi gruppi all’interno del movimento OSM
contribuirà ad arricchire il raduno e a potenziare gli altri
progetti correlati.
Criteri di
idoneità
Possono candidarsi coloro che soddisfano
seguenti requisiti
Essere cittadini o residenti maggiorenni di uno Stato
della Comunità Europea al 1° agosto 2026.
Disporre di un conto corrente presso un istituto con
sede in uno Stato della Comunità Europea per il riconoscimento
degli accrediti.
Avere una conoscenza della lingua inglese almeno di
livello A2 (elementare).
Essere utenti attivi in uno dei progetti
OpenStreetMap e/o Wikimedia in lingua italiana o in altri progetti
nell’ambito della conoscenza libera, del software libero o di
iniziative culturali e associative; in alternativa, avere
l’intenzione di sfruttare quanto acquisito con la partecipazione a
State of the Map per future attività da compiere nei prossimi 12
mesi.
Non possono candidarsi
coloro che hanno
già ottenuto una borsa di partecipazione per l’edizione corrente
dalla OpenStreetMap Foundation o da un altro capitolo
OpenStreetMap.
Termini e
comunicazioni
La scadenza per l’invio delle domande è fissata
al
22 marzo 2026 entro le ore 23:59
L’esito verrà comunicato
entro l’8 aprile
2026
Per ulteriori dettagli sui criteri di selezione, le modalità di
erogazione del finanziamento e gli obblighi del borsista, si prega
di consultare il
programma
completo
Clicca qui per
consultare il programma delle borse di
partecipazione
Immagine:
State of the Map 2016
group photo
di Tatiana van Campenhout
(cropped),
CC BY-SA 4.0
, da
Wikimedia Commons
Wikipedia e l’IA
Monday, 3 November 2025 03:51 UTC
L’altro giorno,
parlando di
Grokipedia
, ho accennato al fatto che Wikipedia deve per forza
fare i conti con l’intelligenza artificiale. Qui provo a spiegare
come io vedo la situazione. Premetto che tutto quello che scrivo
riflette esclusivamente il mio pensiero, non quello della comunità
di Wikipedia in lingua italiana, di Wikimedia Italia o tanto meno
della Wikimedia Foundation.
Il primo punto da considerare è capire
perché
usare l’IA. Attenzione: non sono luddista, e non ho nulla a priori
contro il suo uso. Spero però che nessuno creda davvero che gli LLM
siano creativi, riuscendo quindi a scrivere qualcosa di davvero
nuovo e non rimasticato (pur molto bene): d’altra parte se ci
riuscissero il testo sarebbe considerato una ricerca originale (RO)
che in Wikipedia è assolutamente vietata, perché tutto deve essere
verificato indipendentemente. (Nota: mentre sto scrivendo c’è una
curiosa convergenza tra utenti destrorsi e sinistrorsi che stanno
cercando di far passare il concetto che le ricerche originali si
possono usare). E taciamo sul fatto che le “ricerche originali”
degli LLM sono spesso cose che non stanno né in cielo né in terra:
ultimamente abbiamo avuto l’utente LugAIno che scriveva testi più o
meno casuali sulla città di Lugano. Aggiungiamo poi che c’è il
gtrande rischio che il testo generato, specialmente se si parla di
un argomento di nicchia, potrebbe essere troppo simile alla fonte
originale e pertanto essere una violazione di copyright. Non sapere
quali siano le fonti non ci permette nemmeno di scoprirlo.
Da qui si passa al secondo punto: Wikipedia richiede di inserire
le fonti delle affermazioni indicate, cosa che di solito non si ha
con gli LLM: ci sono delle eccezioni, come Copilot e Perplexity, ma
anche se loro affermano di indicare da dove hanno preso le
informazioni questo non significa molto. L’altra settimana per
esempio, chiedendo a Perplexity quando una chiesa milanese era
stata eretta come basilica minore, Perplexity mi “citò una fonte”
secondo cui il decreto relativo era stato emesso nel luglio 2025…
da papa Francesco.
Ciò detto, non c’è nessuna ragione intrinseca per vietare tout
court l’uso dell’IA per migliorare le voci: quello che serve è che
non si copincolli il testo creato ma lo si controlli e lo si
corregga dove necessario. Alcuni esempi di uso dell’IA? Il recupero
di fonti (reali…) che possono utilmente ampliare quanto già
scritto; la revisione di un testo in modo che sia più scorrevole;
la traduzione di quanto già presente in un’altra edizione
linguistica di Wikipedia (ma in questo caso ricordatevi di citarla
come fonte!). L’IA è molto brava a fare il lavoro sporco, proprio
perché in pancia ha una quantità enorme di informazioni.
L’importante è appunto non dimenticarsi che l’intervento umano
continua a essere necessario.
Ultimo aggiornamento: 2025-12-29
18:46
Il Codice Urbani vale solo in Italia
Monday, 14 July 2025 02:51 UTC
La corte di appello di Stoccarda
ha confermato
che il Codice Urbani vale solo all’interno
dell’Italia. Il codice Urbani è quello che afferma che un’opera
anche fuori copyright perché vecchia di secoli può essere soggetta
a “una tutela”; questo significa che se io voglio usare un’immagine
dell’uomo vitruviano di Leonardo devo chiedere a chi gestisce
l’immagine il permesso, e presumibilmente pagare per il diritto di
usarlo. Bene: Ravenburger aveva prodotto un puzzle con l’uomo
vitruviano, il ministero della Giustizia e le Gallerie
dell’Accademia di Venezia hanno fatto causa, Ravensburger ha fatto
una controcausa, e il risultato è che il puzzle può essere venduto
tranquillamente al di fuori dell’Italia. La Corte non si è espressa
sulla legalità del codice Urbani ripetto alla direttiva copyright,
né poteva farlo; in pratica ha detto “non ci curiamo di cosa fate
in Italia, affaracci vostri”.
Non credo che il nostro governo cambierà posizione: questo
significa che noi italiani saremo cornuti e mazziati. Chissà se
chiederanno anche di oscurare le immagini di Wikipedia se ci si
connette dall’Italia…
Davvero tutte le foto sono artistiche?
Thursday, 22 May 2025 02:51 UTC
È in corso di discussione alla Camera la
proposta
di legge 2224
, presentata da due deputati di Fratelli d’Italia
e due di Forza Italia, avente titolo “Modifiche alla legge 22
aprile 1941, n. 633, in materia di tutela del diritto d’autore
relativo alle fotografie”. Cosa dice questa proposta? Facciamo
prima un passo indietro, e vediamo cosa dice attualmente la legge
sul diritto d’autore.
Ci sono due tipi di tutela delle fotografie (il termine è da
intendersi in senso molto lato: ovviamente non c’è più bisogno di
avere pellicola o simili per avere una foto, pensate alle foto
fatte con il furbofono). Da un lato ci sono le fotografie
artistiche, dove si sottintende un atto di creatività del
fotografo: queste fotografie sono equiparate ai libri, nel senso
che hanno la stessa tutela (il copyright scade settant’anni dopo la
morte dell’autore). Dall’altro ci sono le fotografie che non hanno
creatività e sono semplicemente di tipo descrittivo: questa
categoria comprende anche i singoli fotogrammi cinematografici e le
foto di opere d’arte. Queste immagini hanno una protezione che dura
vent’anni. La proposta di legge si occupa solo di quest’ultimo tipo
di fotografie, e porta da venti a
settanta
anni la loro
protezione. In altre parole, non potremmo per esempio usare per
altri sette-otto anni una foto che mostra una strada cittadina nei
primi anni ’60 per mostrare come i centri storici erano intasati
dalle auto.
Ribadisco: stiamo parlando di foto che per definizione del
legislatore non hanno alcuna creatività, che dovrebbe essere il
concetto su cui si basa tutto il diritto d’autore. A questo punto
mi sa che il prossimo passo sarà la tutela degli scatti automatici,
perché si dirà che c’è comunque l’autorialità di chi ha posizionato
la fotocamera in quel punto e poi ha definito l’algoritmo che
decide il momento in cui la foto viene scattata…
Ma c’è una cosa ancora più ironica. L’unico motivo che io vedo
alla base di questa proposta di legge è che qualcuno ritiene che in
questo modo i fotografi potrebbero guadagnare tanti soldi con i
diritti di queste foto, che adesso possono essere usati dopo
vent’anni che non sono pochi ma nemmeno troppi: come ho detto, le
foto creative sono già tutelate dalla legge. Bene. Pensateci un
attimo. Stiamo parlando di foto puramente descrittive, senza nulla
di artistico. Se io avessi bisogno di un’illustrazione di questo
tipo e dovessi pagare per usarla, farei molto prima a generare
un’immagine con l’intelligenza artificiale. Il fatto stesso che
questa immagine è una mera descrizione elimina a priori i problemi
di una possibile violazione di copyright, e in questo modo non solo
non pago nessuno ma non devo neppure aggiungere una didascalia
indicante l’autore. Non so che ne pensiate voi, ma per me una legge
come questa sembra solo un boomerang.
Doxxing su Wikipedia
Monday, 10 February 2025 03:51 UTC
Leggo
su Slate
che la Heritage Foundation, il think tank americano
che sta gestendo il famoso Project 2025 che tanto piace a Trump,
vuole “identificare e prendere di mira” gli utenti di Wikipedia che
secondo loro “abusano della loro posizione” su Wikipedia. Il motivo
del contendere dovrebbe essere il fatto che quegli utenti sono
filopalestinesi.
Non entro sulla neutralità o meno delle voci in questione, che
non ho nemmeno guardato. Sono almeno quindici anni che affermo che
Wikipedia non può dare la verità, ma al più la verificabilità di
quello che scrive (e sì, lo so che a volte non riesce nemmeno a
fare quello). Quello che è proccupante è l’intimidazione degli
utenti. Come sapete, anche quando nell’enciclopedia non si scrive
come anonimi quello che si legge come autore è solo il nickname
scelto: nel mio caso per esempio io mi firmo “.mau.”, con
scarsissima fantasia. Il nickname, oltre che essere figlio della
cultura di rete degli anni ’90, serve anche nel caso di testi che
potrebbero generare reazioni anche sulla persona: chi scrive su
argomenti delicati potrebbe quindi decidere di farlo sotto
pseudonimo, cosa che non dovrebbe nuocere a Wikipedia perché si
immagina che le affermazioni inserite abbiano le fonti a supporto e
altrimenti verrebbero tolte, nome vero o falso che abbiano.
Io indico esplicitamente sulla mia pagina utente il mio nome e
cognome, ma io non scrivo su temi caldi. Inoltre io sono da così
tanti anni in rete e ho scritto pubblicamente così tante cose che
trovare informazioni su di me è banale, e comunque parto sempre dal
principio che tutto quello che scrivo potrà essere usato contro di
me, e quindi sto attento a quello che scrivo. Ma appunto non è
troppo difficile trovare informazioni su qualunque persona scriva
in rete, se si cerca con sufficiente sforzo: tutto questo è il
doxxing, e ne vediamo esempi tutti i momenti. Anche nel nostro
piccolo circola una lista di “veri nomi di amministratori di
Wikipedia in italiano” (con alcuni errori), tanto per dire.
Il fatto è che il doxxing è MOLTO pericoloso, sicuramente molto
più della boutade di Musk che offre un miliardo di dollari a
Wikipedia se cambierà il nome in Dickopedia. (Poi uno si può
chiedere perché rosica così tanto, ma la gente è spesso strana). Io
preferisco una Wikipedia poco perfetta a una Wikipedia ingessata,
anche se la Heritage Foundation avesse ragione sulla mancata
imparzialità di quelle voci: si comincia così e non si sa mai dove
si finisce, anzi lo si sa benissimo.
L’arte s’ha da pagare
Friday, 1 November 2024 03:51 UTC
Bisogna dire che i giudici italiani sono coerenti.
Anche nella causa per l’uso non autorizzato dell’immagine del duca
d’Este su un aceto balsamico, la corte d’appello di Bologna
ha dato ragione al ministero della Cultura
: non importa se le
immagini sono di opere ovviamente fuori copyright, e non importa
nemmeno se sono semplici immagini e non gli originali: se la vuoi
usare per scopi commerciali, devi avere l’autorizzazione relativa
(e immagino sganciare soldi, che ce n’è sempre bisogno). Per
fortuna io non ho scopi commerciali né diretti né indiretti, quindi
posso lasciare l’immagine incriminata.
Avrei forse capito se l’autorizzazione fosse necessaria per
evitare usi distorti, anche se si potrebbe partire con una
discussione sulla possibilità o meno di parodia. Ma non pare il
caso, visto che si afferma che questi beni,
una volta usati per
lucro
, perderebbero il loro valore come beni riconosciuti e
protetti dalla legge. Ma questo, almeno a mio parere, dovrebbe
allora valere anche per gli usi non a fini di lucro. Peggio ancora,
il Codice dei Beni Culturali nasce (lo dice esso stesso) per
“preservare la memoria della comunità nazionale e del suo
territorio e promuovere lo sviluppo della cultura”, in accordo
all’articolo 9 della Costituzione.
Continuo a pensare che se questa è l’idea del MiC almeno siano
coerenti e vietino tutti gli usi pubblicitari del patrimonio
culturale italiano, a partire
dai loro
. Mi chiedo solo quando qualcuno verrà a bloccare l’uso
di quelle immagini su Wikipedia, visto che la licenza prevede il
riuso commerciale e – fatto salvo per le opere fotografate per Wiki
Loves Monuments – non mi pare proprio sia stata richiesta
un’autorizzazione e qiundi non importa se quelle immagini sono solo
per motivi di studio e ricerca.
Ci sono giornalisti e giornalisti
Sunday, 8 September 2024 17:03 UTC
Purtroppo pare che Totò Schillaci abbia avuto una
recidiva del tumore al colon che l’aveva colpito. Purtroppo la
mamma dei cretini è sempre incinta, e un utente anonimo oggi alle
15 aveva modificato la voce di Wikipedia sul protagonista di Italia
90, indicandone la morte. La falsa notizia è stata tolta un paio
d’ore dopo da un altro utente anonimo, non prima che Repubblica
scrivesse
” Addirittura il profilo di Wikipedia, come spesso
accade, aveva proposto un aggiornamento di pessimo gusto
annunciando la scomparsa nel 59enne proprio in data 8 settembre
2024.” (sì, la frase non ha senso: se il vandalo ha scritto oggi e
l’articolo è di oggi, specificare la data non serve a nulla).
L’utente che ha inserito la morte di Schillaci è un siciliano
non meglio identificabile, almeno con le informazioni pubbliche che
io come tutti voi ho a disposizione. Invece si sa qualcosa di più
dell’utente che ha tolto la data di morte, come potete vedere
dall’immagine: si connetteva dalla sottorete pubblica del
Messaggero, e presumibilmente è un giornalista. Per quel poco che
può valere, voglio ringraziarlo pubblicamente.
Ultimo aggiornamento: 2024-09-08
19:03
Certe cose non cambiano mai
Friday, 12 July 2024 08:50 UTC
Per la quarta volta la Wikimedia Foundation
non è stata accettata
come membro osservatore
WIPO
. (Ne avevo già parlato
due anni fa
, quando si era provato a chiedere di entrare come
osservatori i capitoli nazionali).
Per la quarta volta il veto è arrivato dalla Cina.
Direi che non c’è molto da aggiungere.
Ultimo aggiornamento: 2024-07-12
10:50
La grande bontà della SIAE
Friday, 31 May 2024 02:51 UTC
Mi ero perso
questo articolo di Capodanno
, che raccontava di come un giudice
di pace aveva dato torto alla SIAE in un caso in cui una rivista
aveva pubblicato delle foto di opere di autori contemporanei ed era
stata citata a giudizio perché non aveva pagato i diritti: nella
sentenza il giudice ribadì “il principio cardine della legge sul
diritto d’autore, in base alla quale è libero l’uso delle immagini
ai fini di critica e discussione e purché non costituiscano
concorrenza all’utilizzazione economica”.
Mi ero anche perso (occhei, non è che io legga più tanto spesso
Repubblica
questo articolo di mercoledì
, dove il gruppo GEDI si lamentava
perché giornali e riviste – ma anche i musei – faticavano a sapere
quanto avrebbero dovuto pagare per l’uso delle immagini, e in caso
il preventivo arrivasse era esorbitante.
Ora il presidente della SIAE Salvatore Nastasi
annuncia
che le cose cambieranno: «Nei prossimi giorni proporrò
al consiglio di gestione della Società una soluzione che rispetti
le norme ma che consenta di mettersi al passo coi tempi e in linea
con le principali nazioni europee. Va infatti ricordato che in
Europa ogni Paese tratta questo argomento in maniera diversa».
Vi siete accorti di una cosa? Nastasi non parla di legge, anche
perché come citato sopra il testo della legge parla chiaro: se stai
raccontando di una mostra (diritto di cronaca) e usi immagini che
non possono in pratica essere rivendute come opere tu
hai il diritto di farlo
. Nastasi sta dicendo che la SIAE
eviterà benignamente di chiederti i soldi, sapendo che citarti a
giudizio porterebbe a un’ulteriore sconfitta: certo, tra un paio
d’anni, ma gente tignosa ce n’è sempre. D’altra parte il punto è
sempre lo stesso: gli autori, soprattutto quelli piccoli che
ottengono solo le briciole e presumibilmente non vedono nemmeno un
euro di questi diritti che finiscono in un unico calderone, ci
guadagnano di più a essere citati in un articolo di giornale o
nella brochure di una mostra oppure nel modo che la SIAE persegue
attualmente?
D’altra parte è una vita che Wikipedia aspetta un decreto
attuativo che specifichi quale sia la bassa risoluzione per le
immagini ammessa dal comma 1 bis dell’articolo 70 della legge sul
diritto d’autore, e immagino che finché ci sarà la SIAE potremo
aspettare ancora una vita o due…
Autarchia artistica
Monday, 8 April 2024 02:51 UTC
L’anno scorso un tribunale italiano
aveva stabilito
che Ravensburger doveva pagare i diritti allo
stato italiano se voleva fare un puzzle raffigurante l’Uomo
vitruviano di Leonardo, insomma la figura che vedete su una faccia
delle italiche monete da un euro. Come fa a essere sotto copyright?
forse vi chiederete. La risposta è “no, non è ovviamente sotto
copyright né lo è mai stato, ma lo Stato Italiano nella sua
indefinita saggezza ha deciso che le opere da esso possedute non
possano essere riprodotte se non pagando al suddetto Stato un
balzello. Tutto questo è stato definito più volte da governi di
ogni colore, dal Codice Urbani sotto la buonanima di Berlusconi
all’Art Bonus di Franceschini fino agli attuali tariffari
(oggettivamente da poco ridotti di costo) con l’attuale
governo.
Qualche giorno fa, però, una corte di Stoccarda
ha sostanzialmente detto
“In Italia potete fare quello che vi
pare, o quasi: ma non potete pretendere che all’estero si rispetti
quella che è una vostra legge locale”. Qual è il risultato pratico?
Lo Stato (cioè noi) ha sprecato un po’ di soldi per fare un’inutile
causa in Germania; Ravensburger e gli altri si limiteranno a non
vendere in Italia cose basate su opere d’arte italiana; e noi
rimarremo cornuti e mazziati. Ma forse è tutta una manovra
dell’attuale governo, che si sta fregando le mani all’idea che
potrà autarchicamente rafforzare l’italica filiera con produttori
nostrani felicissimi di pagare per presentare alla nazione la
nostra passata ingegnosità.
Perlomeno dal punto di vista di Wikipedia siamo un po’ più
tranquilli: l’immagine dell’Uomo vitruviano può tranquillamente
restare, e se noi italiani non potremo usarla a fini commerciali
qualcuno se ne farà una ragione.
(l’immagine è ovviamente un particolare dell’Uomo
vitruviano, vedi
Wikimedia Commons
Paga Pantalone
Monday, 6 November 2023 03:51 UTC
Piergiovanna Grossi è un’attiva wikipediana. Ma è anche
una professoressa a contratto e una ricercatrice, e le è capitato
di scrivere un articolo per una
rivista locale di
settore
un articolo sull’attribuzione dell’
ex
Oratorio del Montirone
ad Abano Terme, il tutto corredato con
due foto che lei stessa aveva scattato all’archivio di Stato di
Venezia. Bene: dopo aver pagato 16 euro per un preventivo, ha
ancora dovuto sborsare 2 (due) euro per il privilegio di poter
scattare e utilizzare due foto… oltre ad altri 32 euro di marche da
bollo.
Il tutto è stato
raccontato la scorsa settimana sul Corriere
da Gian Antonio
Stella (al quale ho un solo appunto da fare. Mi sta anche bene che
“è ovvio che l’Italia ha il dovere di mettere dei paletti contro
l’uso di foto del David di Michelangelo con delle sneakers ai piedi
o del Bacco di Caravaggio con uno smartphone in mano”: ma per
quello basta un decreto ministeriale che vieti un uso non
documentale delle immagini.) La beffa ulteriore, se ci fate caso, è
che dopo tutto il carteggio burocratico con la direttrice i soldi
che vanno all’archivio di Stato sono appunto 2 (due) euro: il resto
se l’è intascato lo Stato. Insomma, non siamo neppure alla storia
del
puzzle Ravensburger
(che finirà con il produttore che dovrà
pagare la sanzione e si guarderà bene da produrre altri puzzle con
opere site in Italia, e lo stesso capiterà con tutti gli altri:
ottima pubblicità per il nostro patrimonio artistico).
Il ministro Sangiuliano che ha emanato il decreto in questione è
solo l’ultimo esponente di una classe politica che è convinta non
solo che il patrimonio artistico sia un bancomat, ma anche appunto
che si pubblicizzi da solo. Beh, non penso che l’ex Oratorio del
Montirone sarà molto visitato, pubblicità o non pubblicità: ma
proprio per questo è ancora più sconcertante la richiesta di un
balzello…
Wikipedia e i conformismi
Wednesday, 23 August 2023 15:58 UTC
Siamo in estate, non che molto da dire, e così
Carlo
Lottieri
spiega sul Giornale (nella sezione”spettacoli”, chissà
come mai) “
Così
Wikipedia è diventata il baluardo del conformismo
“. Bisogna
ammettere che Lottieri di conformismo ne sa a pacchi: il suo
articolo precedente di domenica si intitola infatti
“Così l’università è diventata il regno del conformismo”
Quando hai un bel titolo, perché non sfruttarlo? Io avrei altro da
fare, ma sono in spiaggia, fa caldo e per rilassarmi un po’ mi sono
messo a commentarlo punto per punto.
Cominciamo da quando Lottieri racconta che
Wikipedia nacque da un’intuizione libertaria. Secondo lo stesso
Jimmy Wales, che aveva seguito un corso di teoria economica alla
Auburn University, fu la lettura dell’economista Friedrich A. von
Hayek a suggerire l’ipotesi di questa enciclopedia on line di cui
tutti possono essere i redattori.
Beh, non è proprio così. Inutile dire che l’articolo non
contiene nessuna fonte per le affermazioni di Lottieri: mica sta
scrivendo Wikipedia. La fonte
ve l’ho
trovata io
e dice questo: “to share and synchronize local and
personal knowledge, allowing society’s members to achieve diverse,
complicated ends through a principle of spontaneous
self-organization.” e ancora “When information is dispersed (as it
always is), decisions are best left to those with the most local
knowledge.” Tenete a mente soprattutto questa seconda frase. (poi
io sono convinto che quella di Jimbo sia una razionalizzazione a
posteriori: ricordate che Wikipedia nasce come testo di lavoro per
scrivere Nupedia che era tutto meno che autoorganizzata).
Nella più classica costruzione di una polemica, Lottieri
continua scrivendo
Sul piano delle informazioni si può essere ragionevolmente
fiduciosi che Wikipedia sia credibile, anche grazie al costante
monitoraggio riservato a ogni lemma.
(Occhei, i lemmi sono in un dizionario e non in un’enciclopedia,
ma evidentemente il liberismo non fa di queste distinzioni) Non che
questo sia vero, come sanno tutti quelli che passano tanto tempo su
Wikipedia, ma tant’è. Ma poi continua
È però evidente che tra gli autori (tra coloro che
spontaneamente e senza remunerazione redigono i testi) è più facile
trovare professori di scuola media invece che artigiani,
bibliotecari invece che imprenditori, e via dicendo. I primi hanno
più tempo a disposizione e spesso si ritengono adeguatamente
competenti per trattare questioni di diritto, metafisica,
sociologia, letteratura spagnola e via dicendo.
E qui si cominciano a vedere le sue fallacie. Per chi “è
evidente”? Perché “è evidente?” Dando per buono che imprenditori e
artigiani abbiano meno tempo a disposizione perché loro devono
tenere in piedi l’economia – ma vi assicuro che gli imprenditori ci
sono eccome, solo che l’unica conoscenza locale che paiono avere è
quella del loro CV, e per le regole di Wikipedia in lingua italiana
i CV vengono cancellati senza se e senza ma – cosa gli fa dire che
loro si ritengono competenti per tutto? Il tutto senza contare che
Wikipedia da buona enciclopedia raccoglie e organizza informazioni
altrui, e le competenze per organizzare l’informazione sono molto
più semplici da ottenere rispetto a quelle per crearla.
Continuiamo:
Ne discende che nelle voci dell’enciclopedia on line troviamo
uno spirito da servizio pubblico che si converte in un costante
tono censorio verso ogni eresia.
Lo spirito da servizio pubblico c’è, tranne per i tanti che
ritengono di essere gli unici depositari della verità. Perché si
convertirebbe in un tono censorio contro ogni eresia? Non ci è dato
di sapere. Forse è perché
Va aggiunto, inoltre, che esiste un comune sentire che unisce la
maggior parte di quanti hanno letto, nel corso della loro vita, un
certo numero di libri.
Me l’avevano sempre detto, che leggere troppi libri fa male. La
conoscenza locale si ottiene lavorando, mica leggendo! Non può poi
mancare il solito attacco frontale:
[…] Si tratta dei cosiddetti «amministratori», a cui spetta
anche di decidere in un senso o nell’altro quando le divergenze si
fanno ingestibili. Basta leggere qualche discussione per
comprendere che si tratti per lo più di quella piccola porzione
della popolazione che, in Italia, quando al mattino va all’edicola
compra La Repubblica oppure il Corriere della Sera.
Per quanto mi riguarda, ho smesso da un pezzo di leggere
giornali italiani se non per qualche articolo come questo che mi
viene segnalato; ho sentito qualche altro sysop e sono tutti sulla
mia linea, anche perché quando uno ha lavorato un po’ su Wikipedia
comincia a non fidarsi troppo di qualunque notizia.
Il risultato è una mancanza di senso critico che rende Wikipedia
assai sbilanciata a favore di talune posizioni.
Altra affermazione apodittica. Anche ammettendo il percorso
logico “essendo gente che legge solo Repubblica e Corriere le loro
posizioni sono spiaggiate sul mainstream”, faccio notare come gli
amministratori (il soggetto della frase) non scrivono loro le voci
su Wikipedia. Possono al più cancellare una voce, ma non piegarla
eliminando “il senso critico “. Lo fanno in maniera coercizione
bloccando chi non la pensa come loro? Se fosse vero basterebbe fare
esempi espliciti. Ricordo che la storia di una voce è pubblica, e
si può vedere se c’è una campagna sistematica.
L’unico punto su cui devo dare ragione sul metodo a Lottieri è
quello che scommetto gli sta davvero a cuore (oppure su cui gli è
stato chiesto di scrivere): quando cioè si lamenta che nella voce
sul riscaldamento globale
In effetti, le tesi di quanti sono scettici al riguardo (premi
Nobel inclusi) non sono citate: neppure per essere contestate.
Almeno a ora,
la sezione relativa
non riporta nulla al riguardo, e la cosa è
contro le linee guida che richiedono che opinioni in minoranza
siano riportate con il rilievo corretto (minimo in questo caso,
perché la minoranza è minima, ma non nullo). Al solito, Lottieri si
è però dimenticato di fare nomi e ho dovuto mettermici io. A parte
la vecchia storia di Rubbia
, immagino si riferisca a
John Clauser
. (Apprezzerete che io abbia scelto un link a suo
favore, spero). Non so se notate un fil rouge: Rubbia è un fisico
teorico delle particelle, Clauser un fisico quantistico.
Sicuramente grandi scienziati, ma la loro “conoscenza locale” della
climatologia sarà probabilmente superiore alla mia ma ben lontana
dall’essere a tutto campo. E allora che diavolo c’entra Hayek?
Chiaramente nulla, almeno per quanto riguarda l’organizzazione di
Wikipedia. Spero che a quella voce si aggiunga un capoverso sulle
attuali teorie non mainstream, che tra l’altro mi pare siano
cambiate nel tempo (prima si negava il contributo antropico, ora si
dice che non è rilevante e comunque le variazioni che vediamo sono
normali se non ci si limita a considerare gli ultimi 150 anni), ma
anche se ci sarà non credo Lottieri sarà contento.
Termino pensando male e facendo peccato. Ora il Giornale è della
famiglia Angelucci che ha sicuramente il dente avvelenato contro
Wikipedia. Aspettatevi tanti altri articoli così.
Aggiornamento:
mi è stato fatto notare che esiste la voce
Controversia sul riscaldamento globale
. Se però non c’è un
collegamento diretto dalla sezione della voce principale,come fa il
povero utente (io o Lottieri) a trovarla?
Ultimo aggiornamento: 2023-08-24
08:27
Alessandro Orsini, Wikipedia e querele
Monday, 19 June 2023 09:22 UTC
Alessandro Orsini è un professore universitario (associato, se
non sbaglio). È anche un opinionista televisivo, soprattutto a
partire dall’invasione russa dell’Ucraina dove la sua posizione
nettamente filorussa lo ha fatto diventare un invitato seriale. Un
corollario di questa presenza è che i suoi fan hanno cominciato a
cercare di inserire la voce su di lui in Wikipedia.
Ma nell’edizione italiana di Wikipedia ci sono varie regole per
definire se qualcosa o qualcuno è da ritenere rilevante e quindi
inseribile nell’enciclopedia (nel gergo wikipediano si dice
“enciclopedico”). Essere professore universitario non rende
enciclopedici. Essere un opinionista televisivo meno ancora. La
situazione rimase in stallo finché non si notò che nel 2010 Orsini
vinse il Premio Acqui Storia con il suo libro
Anatomia delle
Brigate Rosse
. Il Premio Acqui è considerato rilevante, e per
traslato anche Orsini è considerato rilevante
come
scrittore
. Le informazioni sulla sua carriera universitaria e
la sue apparizioni televisive appaiono, ma come aggiunte
secondarie.
Il problema è che il suddetto libro ha avuto in gran maggioranza
recensioni molto negative, che quindi occupavano buona parte del
contenuto. (Io non l’ho letto, quindi non posso dare un giudizio
personale). Questo non piaceva a Orsini e ai suoi fan, e la voce in
tutto questo tempo è stata un campo di battaglia. Siamo arrivati al
doxxing, con un amministratore che dalle pagine del Fatto
Quotidiano è stato accusato da un utente di nickname Gitz6666 di
essere in conflitto di interessi su quella voce e si è dimesso; e
giovedì scorso un avvocato ha mandato una PEC a Wikimedia Italia
(che non c’entra un tubo, ma questo concetto non è mai entrato in
testa) chiedendo la cancellazione, entro 5 giorni, della voce su
Orsini che ritiene diffamatoria e informazioni sull’identità di sei
amministratori di wikipedia in italiano per sporgere querela per
diffamazione nei loro riguardi.
Io non dovrei essere tra i sei, considerando che non sono stato
contattato: d’altra parte l’unica modifica che avevo fatto su
quella voce era stata sostituire alla frase
In occasione della partecipazione di Orsini ad alcune
trasmissioni televisive, suscitano diverse polemiche alcune sue
posizioni sul tema dell’invasione russa dell’Ucraina del 2022, in
particolare l’idea che l’espansione a est della NATO sia concausa
della guerra e le critiche alla debolezza dell’Unione europea.
la frase
Durante l’invasione russa dell’Ucraina del 2022 suscitano
diverse polemiche alcune sue posizioni, in particolare l’idea che
l’espansione a est della NATO sia concausa della guerra.
dove non mi pare di vedere diffamazione. AD ogni modo Wikimedia
Italia ha detto di contattare la Wikimedia Foundation, cosa che
immagino sia stata fatta perché in questo momento
la
voce è oscurata e protetta
, e immagino non tornerà mai su
Wikipedia in lingua italiana se non per circostanze eccezionali,
tipo l’assegnazione del Nobel per la pace. Non ho idea se ciò che
voleva Orsini fosse proprio la cancellazione e non la sostituzione
con un testo agiografico: ad ogni modo è andata così, e Wikipedia
sopravviverà anche senza dire a tutti chi è Alessandro Orsini.
Aggiornamento:
(12:15) E invece no,
quanto pare
a Orsini bastava che il mondo non sapesse
attraverso Wikipedia delle stroncature del suo libro. È chiaro che
io non capirò mai la mente umana.
Ultimo aggiornamento: 2023-06-19
12:23
Quanto ci costa la cultura
Tuesday, 23 May 2023 02:51 UTC
no, non è
quella vera
Nel silenzio generale, il mese scorso è stato approvato il
D.M. 161
11/04/2023
del Ministero della Cultura, “Linee guida per la
determinazione degli importi minimi dei canoni e dei corrispettivi
per la concessione d’uso dei beni in consegna agli istituti e
luoghi della cultura statali”. In pratica, se uno vuole fare una
foto di un monumento (non sotto copyright), magari per una
pubblicazione accademica, dovrà sganciare un discreto numero di
euro al MiC: euro che forse – ma non è detto – basteranno per
pagare i funzionari che dovranno far girare tutta la trafila
burocratica. Il tutto cercando di convincere il volgo che ce lo
chiede l’Europa, dato che il decreto recita tra l’altro
«VISTA la Direttiva (UE) 2019/790 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 aprile 2019, relativa all’apertura dei dati e al
riutilizzo dell’informazione nel settore pubblico e che modifica le
direttive 96/9/CE e 2001/29/CE, recepita mediante il decreto
legislativo 8 novembre 2021, n. 177»
Il tariffario è assurdo: non lo diciamo noi di Wikimedia Italia
ma l’Associazione Italiana Biblioteche,
che nota
come per esempio chiedere copie digitali costi il
triplo delle stesse copie (nel senso di avere la stessa
risoluzione) stampate. Ma soprattutto è un ulteriore tassello per
impedire di pubblicizzare i nostri beni culturali. Questo non lo
pensa solo il governo: in questi giorni il tribunale di Firenze
ha sentenziato
che non si può usare l’immagine del David di
Michelangelo senza autorizzazione e senza aver pagato i diritti
(occhei, in questo caso il tariffario dice 20000 euro: il
funzionario se lo pagano), con un ulteriore esborso di 30000 euro
per l’editore che «ha insidiosamente e maliziosamente accostato
l’immagine del David di Michelangelo a quella di un modello, così
svilendo, offuscando, mortificando, umiliando l’alto valore
simbolico ed identitario dell’opera d’arte ed asservendo la stessa
a finalità pubblicitarie e di promozione editoriale». Non che io
capisca perché quei soldi debbano andare alla Galleria
dell’Accademia e non a un eventuale fondo statale, ma tant’è.
Mi chiedo solo cosa faranno adesso con la copia della Fontana di
Trevi
costruita in Brasile
… altro che Totò!
L’invecchiamento di Wikipedia
Wednesday, 28 December 2022 03:04 UTC
Questo è un frammento della voce attuale di Wikipedia sulla
rete
tranviaria di Nizza
. Tutto bene, se non fosse per il fatto che
la linea 2 è in funzione dal 2019 (sono un po’ più veloci di noi,
mi sa).
Non è la prima volta che mi è capitato di trovare voci create e
poi lasciate lì a vegetare senza aggiornamenti. È ovvio che nessuno
è obbligato a mantenere a vita una voce: però casi come questo
fanno capire che non bisogna mai dare per scontato quello che si
trova scritto…
(L’altra faccia della medaglia è la cancellazione immediata dei
cosiddetti “recentismi”, aggiunte su fatti del giorno che tra
qualche mese saranno giustamente considerati inutili…)
Anglofilia
Wednesday, 21 December 2022 10:04 UTC
Per comprensibili motivi, io ricevo la rassegna
stampa su Wikipedia e Wikimedia. È un po’ sgarrupata, nel senso che
devo scartare tutti gli articoli che hanno semplicemente una foto
(giustamente) accreditata a Wikimedia Commons, ma va bene così. In
genere trovo dai 10 ai 20 articoli: oggi ce n’erano ben 71, quasi
tutti dedicati al nuovo “portale enciclopedico” russo presentato
ieri e quasi tutti copiati più o meno verbatim
dal lancio Adnkronos
. Le testate più oneste lo segnalano, le
altre fanno finta di niente.
Gli unici fuori dal coro sono stati quelli di Tag43, che
hanno
intitolato
“La Russia prende le distanze da Wikipedia, ecco
Znanie”. Naturalmente Znanie in russo significa “conoscenza”,
esattamente come l’inglese Knowledge. Solo che evidentemente lo
stagista di Adnkronos ha preso un lancio in lingua inglese, l’ha
tradotto e non ha pensato che forse i russi non avevano usato un
nome inglese per il loro portale; e tutti gli altri stagisti dei
quotidiani hanno copincollato il lancio d’agenzia senza farsi
troppe domande, che presumo non siano compatibili coi miseri
emolumenti che prendono. A questo punto però tanto valeva fare gli
autarchici e scrivere che si chiamerà “Conoscenza”, no?
Io non ho nessuna idea di quale sia la linea editoriale di
Tag43, ma ho molto apprezzato come hanno trattato questa
notizia.
Ultimo aggiornamento: 2022-12-21
11:04
Come farsi aggiornare la voce Wikipedia su di sé
Wednesday, 21 December 2022 03:04 UTC
Emily St. John Mandel è una scrittrice canadese nota
per i suoi libri
Stazione Undici
(credo che ne abbiano fatto
anche una serie tv, ma è un campo in cui non mi addentro) e
Mare
della tranquillità
. Qualche giorno fa
ha
scritto un tweet
chiedendo chi poteva intervistarla… per poter
far sì che n
ella sua voce
su Wikipedia
(in inglese, in quella italiana non era nemmeno
scritto che era sposata) che era divorziata. In qualche ora Slate
ha
pubblicato un’intervista
dal titolo che dice “Un’intervista del
tutto normale con la scrittrice Emily St. John Mandel” e catenaccio
“Solo per chiedere all’autrice di Station Eleven e Sea of
Tranquility che ha fatto quest’anno, tutto qui”. E in effetti la
voce di en.wiki è stata immediatamente aggiornata. In realtà non
serviva nemmeno l’intervista: almeno fino ad oggi, la spunta blu di
Twitter è una verifica dell’identità della persona, e quindi la
prima fonte che attestava il divorzio è stato quel tweet,
sostituito poi dal link all’intervista.
Per quanto la cosa vi possa sembrare stupida (e sicuramente è
sembrata tale a Mandel), Wikipedia funziona così. Un’affermazione
deve avere una fonte affidabile, e nessuno può sapere se l’utente
che scrive “Emily St. John Mandel è divorziata” è effettivamente
Mandel o qualcuno che vuole fare uno scherzo. Leggendo il thread su
Twitter, però, mi sa che il contributore che le ha detto che
“occorreva una fonte comparabile” ha fatto un po’ di casino: come
ho scritto, quello che conta è una fonte affidabile che si possa
citare con tranquillità.
Un’ultima curiosità: nell’intervista a Slate, Mandel scrive che
vedersi ancora definita sposata (si è separata ad aprile dal
marito, e il divorzio è stato concesso a novembre) “was kind of
awkward for my girlfriend”. Ieri BBC ha
scritto un
articolo
in cui affermavano che si erano offerti anche loro di
intervistare Mandel. Com’è, come non è, nel loro articolo quella
frase non c’è :-)
Inventori farlocchi del tostapane
Monday, 21 November 2022 03:04 UTC
Adam Atkinson mi ha segnalato
questo articolo
della BBC
in cui si racconta come per dieci anni la voce
inglese sul tostapane indicava come suo inventore una persona
inesistente di nome Alan MacMasters. A quanto pare, durante una
lezione universitaria il professore sconsigliò gli studenti di
usare Wikipedia come fonte, facendo l’esempio della voce “toaster”
dove si diceva che l’inventore era un tale Maddy Kennedy. L’Alan
MacMasters reale era uno di quegli studenti, e un suo amico
modificò la voce indicando come inventore appunto “Alan Mac
Masters”. Il guaio è che poco dopo il Daily Mirror osannò
MacMasters come un grande inventore scozzese, e le citazioni
continuarono a crescere, anche perché MacMasters creò una voce sul
suo inesistente omonimo con tanto di fotografia (ovviamente
ritoccata per farla sembrare ottocentesca). MacMasters fu
addirittura proposto come personaggio da raffigurare nelle
banconote scozzesi, anche se a quanto pare la Bank of Scotland ebbe
dei dubbi e lo scartò. Solo poco tempo fa un ragazzino ebbe dei
dubbi sulla biografia di MacMasters e mise in moto le squadre
wikipediane di verifica, che hanno scoperto la burla.
E in Italia? MacMasters non è mai stato inserito nella voce, ma
nel 2018 un anonimo
aggiunse il seguente capoverso
nel 1897 Carlos Decambrè, inventò il ”tost” che si diffuse in
tutta europa. questo tost veniva fatto con del pane normale,
prosciutto,tacchino e diversi formaggi. Esso garantiva un buon
pranzo per i nobili perchè all’epoca i salumi e i formaggi era cibo
considerato da ricchi.
Peccato che le uniche occorrenze in rete del cognome Decambrè
siano del tipo “Carlos Decambrè inventò il tostapane”, ovviamente
senza fonti perché scopiazzature da Wikipedia senza chiaramente
citarla. Questo a parte il fatto che se mi fosse capitato di vedere
un’aggiunta sgrammaticata simile l’avrei cassata al volo perché
senza fonti attendibili…
“contrafforte volante”?
Monday, 4 July 2022 02:04 UTC
Premetto che ho molti amici traduttori :-) (e un paio di loro
sono anche tra i miei ventun lettori… ma ovviamente non sto
parlando di loro). In un libro (tradotto dall’inglese) che ho
appena letto ho trovato a un certo punto scritta l’espressione
“contrafforte volante”. Ora, come penso molti di voi io so più o
meno cos’è un contrafforte, ma l’ultima volta che ne ho sentito
parlare sarà stato all’inizio del liceo, cioè 45 anni fa (per me
che sono anzyano: your mileage may vary). Tra l’altro manco sapevo
come si dica in inglese “contrafforte”: sono andato a cercare e ho
scoperto che è “buttress”. Una rapida ricerca mi ha fatto trovare
la voce di Wikipedia in inglese “flying buttress”: l’ho aperta, ho
controllato qual è il nome della versione in italiano e ho scoperto
che si dice “arco rampante”. (Ok, a questo punto il mio neurone ha
tirato fuori il disegnino dei contrafforti ad archi rampanti, ma
questa è un’altra storia)
La mia domanda è semplice. È possibile che un traduttore trovi
scritto “flying buttress”, traduca parola per parola, e non si
renda conto che il sintagma in italiano non ha senso? È possibile
che non gli sia mai venuto in mente di usare Wikipedia in questo
modo non standard ma utilissimo per la terminologia tecnica? (E
comunque anche Wordreference
riporta la
traduzione
).
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wikimedia – …e comunque io l’avevo detto
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Wikipedia – librarianscape
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