La Marsigliese - Wikipedia
Vai al contenuto
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione
– "La Marseillaise"
rimanda qui.
Se stai cercando altri significati, vedi
La Marseillaise (disambigua)
La Marsigliese (disambigua)
La Marsigliese
inno nazionale francese
Dati generali
Nazione
Francia
Previgenza
1795-1799
Adozione
14 febbraio 1879
Lingue
francese
Componimento poetico
Titolo
FR
Chant de guerre pour l'Armée du Rhin
Autore
Rouget de Lisle
Epoca
26 aprile 1792
Struttura
Strofe
sette doppie
quartine
di
novenari
seguite da un
distico
di
alessandrini
di ritornello
Schema metrico
ababcddc EE
(vedi
sezione
Composizione musicale
Autore
Rouget de Lisle
Epoca
26 aprile 1792
Forma e stile
Sistema
musica tonale
Tradizione
musica per banda militare
Forma
marcia militare
(vedi
sezione
Tempo
112
Metro
Tonalità
si
maggiore
Inni nazionali francesi
1795
1799
La Marsigliese
1804
1814
Le Chant du départ
1814
1830
Le Retour des Princes français à Paris
1830
1848
La Parisienne
1848
1852
Le Chant des Girondins
1852
1879
Partant pour la Syrie
1879
La Marsigliese
Audio
Versione strumentale eseguita dalla banda della marina degli Stati Uniti
info file
Manuale
La Marsigliese
(in
francese
La Marseillaise
/la maʁsɛˈjɛz/
) o
Chant de guerre pour l'Armée du Rhin
/ʃɑ̃ də ɡɛʁ puʁ laʁˈme dy ʁɛ̃/
Canto di guerra per l'Armata del Reno
) è il canto
rivoluzionario
adottato per la prima volta nel 1795 e poi di nuovo dal 1879 come
inno nazionale
francese
Composta da
Rouget de Lisle
nel 1792, è parte del processo di affermazione dell'idea di
nazione
, rappresenta uno dei primi (per alcuni il primo
) esempi di inno nazionale moderno e si è imposta come modello di quelli
repubblicani
in contrapposizione all'inno della
monarchia
britannica
God Save the King
, di poco anteriore. In quanto portatrice di ideali
democratici
e testualmente sovversiva fu vietata nelle monarchie assolute
e sostituita nella
Francia napoleonica
, della
Restaurazione
e del
Secondo Impero
Nella sua veste di prototipo, non solo ha ispirato autori di canti patriottici di fede repubblicana (come
Mameli
Novaro
per
Il Canto degli Italiani
), ma è stata direttamente adattata e intonata in molteplici contesti politici rivoluzionari, repubblicani e
socialisti
, fornendo tra l'altro la prima base melodica del testo dell
Internazionale
Storia
modifica
modifica wikitesto
Precedenti
modifica
modifica wikitesto
Prima della
Rivoluzione
, sotto l
Ancien Régime
e con l'idea politica di nazione ancora incompiuta, né in Francia né altrove si parla di inni nazionali. La stessa
monarchia francese
solo negli ultimi anni della sua esistenza (escluse le restaurazioni ottocentesche) trovò un simbolo nella melodia di
Vive Henri IV
corredata dei versi di
Collé
(1774); ma più che un inno fu un canto politico facilmente adattabile, al semplice variare del testo, alle più disparate fazioni, anche antimonarchiche e antinapoleoniche.
10
Nel primo anno dopo la
presa della Bastiglia
, simbolo musicale della rivoluzione fu un brano permeato di
religiosità cattolica
e principi
evangelici
, noto come
Ça ira
(dall'espressione
frankliniana
che il canto ripeteva nel ritornello) e basato sull'aria del
Carillon national
di Jean-Antoine Bécourt. Era però già in atto il transito dalla concezione del
diritto divino dei re
all'ideale
deista
rivoluzionario: ciò è evidente tanto nella prefigurazione di un «nuovo catechismo» civile in un verso di
Ça ira
, quanto nel
Te Deum
celebrativo di
Gossec
(14 luglio 1790), che non rinunciava all'implorazione «Domine, salvum fac regem» («Signore, salva il re»), ma le anteponeva la preghiera a Dio di salvare il
popolo
e la
legge
. Questo processo di transizione si sarebbe completato nel giro di due anni, in parallelo con la crisi della monarchia, la
fuga del re a Varennes
e l'instaurazione della
repubblica
; e avrebbe rapidamente condotto all'adozione di un nuovo canto rivoluzionario.
11
Origine e pubblicazione
modifica
modifica wikitesto
L'occasione della nascita del nuovo canto fu la
dichiarazione di guerra all'Austria
, proclamata dall'
Assemblea nazionale
il 20 aprile 1792. La notizia della guerra raggiunse
Strasburgo
, dove fu accolta con entusiasmo e celebrata sulle note di
Ça ira
. L'aria popolare, che prometteva ormai di farsi autentico inno nazionale, consisteva però in una
contraddanza
rustica e dispiaceva al sindaco della città,
Frédéric de Dietrich
, il quale il 25 aprile diede lettura solenne della dichiarazione alternata a rulli di tamburi e musica, con l'immancabile canto. Fu così, al ricevimento da lui offerto la sera stessa, che Dietrich incaricò il giovane capitano
Rouget de Lisle
, poeta e compositore, della stesura di un canto di guerra.
12
13
Aiuto
Carillon national
info file
L'aria
Ça ira
arrangiata per tastiera in un'edizione inglese del XVIII-XIX secolo
L'aria
Ça ira
arrangiata per tastiera in un'edizione inglese del XVIII-XIX secolo
Rouget avrebbe composto l'inno la notte stessa, di getto e febbrilmente, in preda all'emozione degli eventi del giorno e dei fumi dell'alcol; le cronache narrano che l'indomani lo presentò a casa del sindaco Dietrich il quale, suonandolo e trovandolo esaltante, volle subito reinvitare gli ospiti del giorno prima a cena, dove intonò personalmente il canto accompagnato al
clavicembalo
dalla nipote Louise.
14
Rouget de Lisle chantant la Marseillaise
Pils
1849)
Questa prima audizione aneddotica è l'unica databile tra quelle che precedettero la prima esecuzione pubblica e che plausibilmente avvennero nei giorni seguenti da parte dello stesso Rouget,
15
più tardi erroneamente immortalato nell'atto di cantare per primo l'inno a casa Dietrich da una
litografia
del
XIX secolo
e da un olio di
Isidore Pils
del 1849.
16
Il 29 aprile il canto debuttò in pubblico sulla
piazza d'armi di Strasburgo
, nel corso di una
parata militare
; subito dopo Rouget de Lisle iniziò a diffonderlo inviandolo per corrispondenza a diverse personalità, sotto il titolo
Chant de guerre pour l'Armée du Rhin
e con dedica a uno dei destinatari, il maresciallo d'origine
bavarese
Nicolas Luckner
17
comandante appunto dell'
Armata del Reno
. Tanto il dedicatario quanto il committente dell'inno sarebbero stati
ghigliottinati
sotto il
Terrore
, a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro, tra il 1793 e il 1794.
Lo
Chant de guerre
fu pubblicato nel maggio 1792, dall'editore Dannbach di Strasburgo, senza accompagnamento e con l'aggiunta di un ritornello di
violino
. L'originale presenta lievi ma diffuse differenze rispetto alla versione invalsa nell'uso.
18
Questa prima edizione è riportata di seguito nella tonalità di
do maggiore
e con il
metro
della partitura originale. L'
appoggiatura
alla battuta 8 e il
tremolo
alla battuta 34 sono realizzati.
a)
Dannbach 1792
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
Affermazione e titolo
modifica
modifica wikitesto
Il 17 giugno 1792 la cerimonia funebre del sindaco di
Étampes
, l'assassinato Simoneau, vide a
Montpellier
la partecipazione del generale
giacobino
François Mireur, che stava organizzando i volontari in partenza per il fronte, e di un inviato di Strasburgo che per l'occasione intonò lo
Chant de guerre
. Colpito dal brano, Mireur lo presentò a sua volta il 22 giugno al club dei giacobini di
Marsiglia
19
20
Il successo fu immediato e il
Journal des départemens méridionaux
lo pubblicò l'indomani con il titolo di
Chant de guerre aux armées des frontières
; infine, nel luglio seguente, un estratto dell'inno fu distribuito ai volontari
fédérés
marsigliesi in partenza per
Parigi
, che lo cantarono al loro arrivo nella capitale, ispirando ai parigini il soprannome di
Hymne des Marseillais
, poi brevemente
La Marseillaise
, che presto sostituì i vecchi titoli.
21
22
Origini del testo
modifica
modifica wikitesto
Il testo della
Marsigliese
appare debitore in primo luogo del linguaggio giacobino della
Societé des amis de la Constitution
strasburghese che, appresa la dichiarazione di guerra, aveva fatto affiggere ai muri della città un manifesto del seguente tenore:
(francese)
«Aux armes,
citoyens
L'étendard de la guerre est
déployé
le signal est donné.
Aux
armes
Il faut combattre, vaincre ou mourir.
[...]
Qu'il tremblent donc, ces despotes
couronnés
[...]
Marchons
Soyons libres jusqu'au dernier soupir [...].»
(italiano)
«Alle armi, cittadini!
Lo stendardo di guerra è spiegato; è dato il segnale.
Alle armi! Si deve combattere, vincere o morire.
[...]
Tremino dunque, quei despoti coronati!
[...]
Marciamo! Siamo liberi fino all'ultimo sospiro [...].»
(Societé des amis de la Constitution)
L'esortazione agli «enfants de la Patrie» («figli della Patria») si ispira invece al nome dei battaglioni volontari giovanili diffusi nel
Basso Reno
Strasburgo
Sélestat
Colmar
: a quello strasburghese appartenevano i figli di Dietrich, uno dei quali lo comandava.
23
24
Rouget, inoltre, dovette aver conosciuto un inno protestante del 1560 legato alla
congiura d'Amboise
e concluso dai versi «Le temps est-il venu que les étrangers ravissent d'entre nos bras, nos femmes et nos pauvres enfants pour en abuser en toute vilainie» («È giunto un tempo in cui gli stranieri ci strappano dalle braccia le nostre donne e i nostri poveri bambini per abusarne crudelmente»). Poteva infine non essergli estranea l'ode composta da
Boileau
nel 1656 in risposta alle minacce di
Oliver Cromwell
alla Francia: «Et leur corps pourris dans nos plaines/N'ont fait qu'engraisser nos sillons» («E i loro corpi marciti nelle nostre pianure/Hanno solo ingrassato i nostri solchi»).
23
Due soli versi sarebbero cambiati nell'immediatezza della stesura: il tenente Masclet, al quale Rouget de Lisle sottopose l'inno prima di presentarlo a Dietrich, avrebbe obiettato all'ultimo distico della sesta strofa «Et que les trônes des tyrans/Croulent au bruit de notre gloire» («E che i troni dei tiranni/Crollino al clamore della nostra gloria») sostituendolo con i versi «Que tes ennemis expirants/Voient ton triomphe et notre gloire» della versione definitiva.
25
Una litografia che ritrae sempre Rouget de Lisle nell'atto di cantare
La Marsigliese
per la prima volta
La settima strofa, detta
couplet des enfants
(«strofa dei bambini»), fu aggiunta da un autore non identificato (forse Louis Dubois o l'abate Antoine Pessonneaux
22
26
). Variazioni minori e di probabile origine popolare hanno interessato il testo originale: così «
vos
bras, [...]
vos
fils,
vos
compagnes» (in luogo di «
nos
[...]») e l'imperativo di prima persona «marchons» al posto di «marchez», che si suppone modificato per esigenze di rima
27
(con «bataillons» e «sillons»).
Origini e sviluppo della musica
modifica
modifica wikitesto
Attribuzione
modifica
modifica wikitesto
Negli anni
La Marsigliese
ha conosciuto una sorte molto diversa quanto al testo e alla musica. Mentre il primo non ha avuto che pochi rimaneggiamenti, e la sua attribuzione a Rouget de Lisle non è mai stata posta in discussione, la seconda è stata gradualmente modificata e sulla sua paternità aleggiano molti dubbi, spinti fino al sospetto di
plagio
. Rouget fu un compositore molto mediocre e nessuna delle sue melodie ebbe successo, tranne proprio
La Marsigliese
; le prime edizioni inoltre non erano firmate.
28
Le ipotesi al riguardo sono numerose e provengono tanto dalla Francia quanto dall'estero. Tra i francesi, Garros e Parès hanno sostenuto che il vero autore fosse
Ignace Pleyel
, amico di Rouget ma realista, che avrebbe rinunciato a esporsi a causa delle sue idee politiche; alla tesi si obietta tuttavia che Pleyel fu lontano da Strasburgo da dicembre 1791 fino almeno a maggio 1792 e, a meno di aver composto il canto in precedenza, non potrebbe averlo offerto a Rouget.
29
Arthur Loth ritiene invece che il brano provenga dall'
oratorio
Esther
del
maestro di cappella
di Saint-Omer Jean-Baptiste Grisons. L'ipotesi sembra meno peregrina, ma Grisons non rivendicò mai tale paternità.
30
31
Luxardo sostiene che il brano interessato, certamente identico all'inno, sia un'interpolazione dello stesso Grisons, attuata per scampare a una condanna penale, magari a morte; si tratta però di una semplice congettura.
32
La datazione dell'oratorio non è attestata, ma desunta da Loth dalla biografia di Grisons, che cessò dalla sua funzione di maestro di cappella nel 1787.
30
Una tesi emersa in Germania nel 1861 attribuisce la paternità dell'inno a tale Holtzmann, con poco fondamento; e in proposito fu il musicologo tedesco Wilhelm Tappert che nel 1889, tornando sui propri passi, rigettò l'ipotesi e mise in luce come frammenti slegati della
Marsigliese
si ritrovino di certo in opere anteriori (tra le quali notoriamente il
concerto per pianoforte n. 25
di
Mozart
), essendo però molto improbabile che il compositore francese le conoscesse.
29
Il violinista italiano
Guido Rimonda
ha sostenuto nel 2013 che la
Marsigliese
derivi da un identico tema variato in do maggiore del piemontese
Giovanni Battista Viotti
33
musicista di corte a Parigi, fuggito dopo la Rivoluzione.
34
La data sul frontespizio del manoscritto allegato da Rimonda, 2 marzo 1781, è però contestata come un'aggiunta tardiva; mentre altre variazioni sulla
Marsigliese
pubblicate nel 1795 a nome di Viotti (tre delle quali coincidenti con quelle del manoscritto), contenute nei
Six Quatuors d'airs connus dialogués et variés
, appaiono disconosciute da una postilla vergata dal compositore e recante «Je n'ai jamais composé les quatuors ci dessous» («Non ho mai composto i quartetti di seguito»).
35
Evoluzione
modifica
modifica wikitesto
I rimaneggiamenti dell'originale furono copiosi nel corso di almeno trent'anni e, per piccole che fossero le modifiche, interessarono quasi la metà delle battute dell'inno, nel tramandarsi soprattutto orale della melodia che influenzò le pubblicazioni successive al 1792. Rouget de Lisle accettò tutte queste modifiche e, ritenendole evidentemente migliorative,
36
ripubblicò l'inno nel 1825 per proprio conto a Parigi, così come nel frattempo era cambiato e con accompagnamento di
pianoforte
37
Il brano veniva trasportato in
si
maggiore
, con
metro
e indicazione di
tempo
Fieramente assai
(dal
Temps de marche animé
che corredava l'originale
36
38
). Si tratta di una versione, riportata qui di seguito nella sola
melodia
, molto simile a quella definitiva.
b)
Rouget de Lisle 1825
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
Arrangiamenti e versione ufficiale
modifica
modifica wikitesto
Il brano ha avuto numerosi arrangiamenti, a partire dall'orchestrazione di Gossec con la quale fu offerto al pubblico il 30 settembre 1792 nella rappresentazione della scena lirica dell
Offrande à la Liberté
22
Un altro precoce arrangiamento si deve a
Méhul
, che lo elaborò quando
La Marsigliese
fu dichiarata canto nazionale (1795); un altro molto celebre a
Berlioz
in occasione dei
moti del 1830
39
40
Quando però la Terza Repubblica formalizzò
La Marsigliese
come inno nazionale, si sentì il bisogno di una versione ufficiale, nell'anarchia delle versioni dei
direttori
che la interpretavano ognuna a suo modo. Dopo il fallimento di un concorso indetto tra costoro e che si concluse con l'accantonamento di tutte le 189 proposte pervenute, una commissione di musicisti e docenti di conservatorio lavorò a un'
armonizzazione
molto sobria del brano, perché spiccasse la melodia; anche l'
orchestrazione
, affidata a tre musicisti, fu voluta spartana. La versione vide la luce nel 1887.
41
Nel
XX secolo
invalse l'orchestrazione di Pierre Dupont (1938), con il metronomo fissato sui 112
bpm
alla
semiminima
28
Ciò salvo la breve parentesi aperta nel 1974, quando il presidente della Repubblica
Valéry Giscard d'Estaing
chiese a Roger Boutry una nuova versione, più lenta e solenne, sul presupposto che il passo militare dell'epoca fosse più lento di quello moderno.
42
Nei fatti, all'epoca della composizione, il tempo d'esecuzione variava secondo le circostanze: nella ritirata, come testimoniato da
Goethe
41
esso era decisamente più lento; Rouget de Lisle però, nell'originale, l'aveva voluto «animato».
43
La versione di Boutry, un'orchestrazione senza
percussioni
, nacque l'11 novembre 1974. Oltre a rallentare il tempo, si ispirò all'originale del 1792 e volle riprenderne l'attacco, con il salto di
terza minore
a spezzare le note ripetute della prima battuta, così ignorando la versione di Rouget del 1825 che aveva accolto questa e altre correzioni popolari. Secondo Boutry la soluzione addolciva l'incipit e ne migliorava il movimento iniziale; egli aggiunse inoltre un'armonia quasi romantica e vari controcanti, conferendo all'insieme del brano un carattere meno marziale. La scadenza del mandato di Giscard e l'entrata in carica nel 1981 di
François Mitterrand
, che preferiva la versione di Dupont, chiuse la stagione della nuova
Marsigliese
42
c)
Dupont 1938
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
d)
Boutry 1974
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
Vicende istituzionali
modifica
modifica wikitesto
La
Convenzione
dichiarò
La Marsigliese
canto nazionale con decreto del 14 luglio 1795,
e come tale essa rimase in uso fino al 1799,
44
per essere abbandonata dopo il
colpo di Stato del 18 brumaio
. Il
Primo impero
e la
Restaurazione borbonica
non l'abolirono formalmente, ma l'accantonarono di fatto,
preferendo altri inni:
Le Chant du départ
sotto
Napoleone
Le Retour des Princes français à Paris
(con testo di anonimo e arrangiamento di Castil-Blaze sulla melodia di
Vive Henri IV
) con
Luigi XVIII
Carlo X
. Quest'ultimo brano fu scelto come inno reale e soprannominato «La Marseillaise des honnêtes gens» («La Marsigliese delle persone oneste»), ma in realtà non venne mai eseguito davanti al re.
45
L'inno rivoluzionario si riaffacciò brevemente durante i moti che percorsero l'Ottocento, nel 1830, 1848 e 1870.
46
Tornò in voga in via ufficiale solo nel 1879
47
con la
Terza Repubblica
(ma solo dopo le dimissioni del
maresciallo MacMahon
che non lo amava
39
); nel frattempo, la
Monarchia di luglio
aveva adottato
La Parisienne
, la
Seconda Repubblica
Le Chant des Girondins
e il
Secondo Impero
Partant pour la Syrie
, aria attribuita a
Ortensia di Beauharnais
, madre di
Napoleone III
. Sotto quest'ultimo
La Marsigliese
fu espressamente vietata e la sua esecuzione sottoposta a un'autorizzazione speciale.
46
Dalla nuova adozione nel 1879 non è mai stata abbandonata, sebbene durante la
seconda guerra mondiale
, quando fu simbolo di
resistenza
, il
regime di Vichy
abbia rinunciato a qualificarla inno nazionale e le abbia affiancato il brano
Maréchal, nous voilà
dedicato a
Pétain
ed elevato a inno
de facto
, ma neanch'esso
de iure
48
Le costituzioni della
Quarta
e della
Quinta Repubblica
la consacrarono infine all'art. 2 insieme agli altri simboli della nazione.
46
Testo
modifica
modifica wikitesto
La Marsigliese
nasce come un canto di guerra e riproduce apertamente la chiamata «Aux
armes
» affissa ai muri di Strasburgo. Il suo linguaggio è perciò crudo e violento, fino al limite della brutalità. Queste caratteristiche, del tutto aderenti al contesto bellico e rivoluzionario del 1792, l'hanno resa capace di veicolare forti emozioni e sentimenti d'esaltazione patriottica
49
e per lo stesso motivo controversa al mutare dei tempi. Risultò infatti subito sgradita ai regimi monarchici francesi e stranieri, a cominciare dal Primo Impero, nell'ovvio timore che potesse promuovere nuove sollevazioni;
50
di converso, la adottarono o se ne ispirarono all'estero i fautori della repubblica e del popolo come soggetto detentore del potere politico.
In un contesto contemporaneo, dal XX al XXI secolo, le stesse parole più volte sono state fonte di imbarazzo: basti pensare al loro impiego nell'occupazione francese dell'Algeria o al contrasto tra i versi dell'inno e la sua esecuzione spontanea nelle manifestazioni di solidarietà dopo l'
attentato alla sede di Charlie Hebdo
50
Tra tutti, il verso «Qu'un sang impur abreuve nos sillons» è stato oggetto di critiche che vi hanno visto un sottinteso razzista e xenofobo.
39
Si tratta però di letture decontestualizzate:
La Marsigliese
è rivolta contro nemici e tiranni, mentre si dimostra pietosa nei confronti dei soldati stranieri costretti a combattere contro la Francia («Épargnez ces tristes victimes/À regret s'armant contre nous»), e in tal senso più
internazionalista
che
nazionalista
L'espressione
sang impur
, si sostiene inoltre, fu
idiomatica
nella Francia dell'epoca a significare il sangue dei colpevoli o dei nemici.
39
Tentativi di cambiare il testo, come quello di Toulat nel 1990 sponsorizzato dall'
Abbé Pierre
, si sono infranti contro l'affezione dei francesi per l'inno nazionale, il radicamento del suo simbolismo, la sua «leggendarietà» e la scarsa qualità delle alternative proposte.
49
La versione che segue è conforme a quella riportata nel sito ufficiale della Presidenza della repubblica francese.
28
Testo originale
Traduzione
Allons enfants de la Patrie,
Le jour de gloire est
arrivé
Contre nous de la tyrannie,
L'étendard sanglant est levé, [
bis
Entendez-vous dans les campagnes
Mugir ces féroces
soldats
Ils viennent jusque dans vos bras
Égorger vos fils, vos
compagnes
Aux armes, citoyens,
Formez vos bataillons,
Marchons,
marchons
Qu'un sang impur
Abreuve nos
sillons
Que veut cette horde d'esclaves,
De traîtres, de rois
conjurés
Pour qui ces ignobles entraves,
Ces fers dès longtemps
préparés
bis
Français, pour nous,
ah
quel outrage
Quels transports il doit
exciter
C'est nous qu'on ose méditer
De rendre à l'antique
esclavage
Aux armes, citoyens...
Quoi
des cohortes étrangères
Feraient la loi dans nos
foyers
Quoi
ces phalanges mercenaires
Terrasseraient nos fiers
guerriers
bis
Grand
Dieu
par des mains enchaînées
Nos fronts sous le joug se ploieraient
De vils despotes deviendraient
Les maîtres de nos
destinées
Aux armes, citoyens...
Tremblez, tyrans et vous perfides
L'opprobre de tous les partis,
Tremblez
vos projets parricides
Vont enfin recevoir leurs
prix
bis
Tout est soldat pour vous combattre,
S'ils tombent, nos jeunes héros,
La terre en produit de nouveaux,
Contre vous tout prêts à se
battre
Aux armes, citoyens...
Français, en guerriers magnanimes,
Portez ou retenez vos
coups
Épargnez ces tristes victimes,
À regret s'armant contre nous. [
bis
Mais ces despotes sanguinaires,
Mais ces complices de Bouillé,
Tous ces tigres qui, sans pitié,
Déchirent le sein de leur
mère
Aux armes, citoyens...
Amour sacré de la Patrie,
Conduis, soutiens nos bras vengeurs
Liberté, Liberté chérie,
Combats avec tes
défenseurs
bis
Sous nos drapeaux que la victoire
Accoure à tes mâles accents,
Que tes ennemis expirants
Voient ton triomphe et notre
gloire
Aux armes, citoyens...
Nous entrerons dans la carrière
Quand nos aînés n'y seront plus,
Nous y trouverons leur poussière,
Et la trace de leurs vertus, [
bis
Bien moins jaloux de leur survivre,
Que de partager leur cercueil,
Nous aurons le sublime orgueil,
De les venger ou de les suivre.
Aux armes, citoyens...
Andiamo, figli della Patria,
Il giorno della gloria è arrivato!
Contro di noi si leva
Lo stendardo insanguinato della tirannia,
Sentite sbraitare nelle campagne
Quei feroci soldati?
Vi vengono fin tra le braccia
A sgozzarvi figli e compagne!
Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!
Che vuole quest'orda di schiavi,
Di traditori, di re congiurati?
Per chi sono queste vili catene,
Questi ceppi pronti da tempo?
Francesi, per noi, ah! che oltraggio
Che impeto ciò deve suscitare!
Siamo noi, che osano credere
Di poter ricondurre all'antica schiavitù!
Alle armi, cittadini...
Che! delle coorti straniere
Detterebbero legge nelle nostre case!
Che! quelle falangi mercenarie
Vorrebbero stroncare i nostri fieri guerrieri!
Gran Dio! incatenate da altre mani,
Le nostre fronti si piegherebbero al giogo,
Vili despoti diverrebbero
I padroni delle nostre sorti!
Alle armi, cittadini...
Tremate, tiranni e voi traditori,
Obbrobrio di tutte le fazioni,
Tremate! i vostri piani parricidi
Pagheranno finalmente il loro prezzo!
Tutti sono soldati per combattervi,
Se cadono, i nostri giovani eroi,
La terra ne produce di nuovi,
Ben pronti a battersi contro di voi!
Alle armi, cittadini...
Francesi, da guerrieri magnanimi,
Vibrate o trattenete i vostri colpi!
Risparmiate quelle tristi vittime,
Armate loro malgrado contro di noi.
Ma non quei despoti sanguinari,
Ma non quei complici di
Bouillé
Quelle tigri che, senza pietà,
Dilaniano il seno di loro madre!
Alle armi, cittadini...
Amore sacro della Patria,
Conduci, sostieni le nostre braccia vendicatrici,
Libertà, cara Libertà,
Combatti con i tuoi difensori!
Ai tuoi toni virili la vittoria
Accorra sotto nostre bandiere,
Che i tuoi nemici spiranti
Vedano il tuo trionfo e la nostra gloria!
Alle armi, cittadini...
Noi entreremo in carriera
51
Quando i nostri padri non saranno più,
Vi troveremo le loro ceneri
E la traccia delle loro virtù.
Ben meno gelosi di sopravvivere loro
Che di condividerne il feretro,
Avremo l'orgoglio sublime
Di vendicarli o di seguirli.
Alle armi, cittadini...
Il testo si compone di sette doppie
quartine
di versi
novenari
seguiti da due
alessandrini
e rimati secondo lo
schema
ababcddc EE
. La prima quartina ha
rima alternata
, la seconda
incrociata
; i versi 1, 3, 5 e 8 sono piani, gli altri tronchi. Il
distico
di ritornello ha versi piani in rima tra loro, ma il loro adattamento al ritmo e la ripetizione del verbo («marchons») ne ha prodotto la spezzatura in una
quintina
composta di due
settenari
, due
quinari
e un settenario finale, tutti piani, organizzati secondo lo schema
effgf
Musica
modifica
modifica wikitesto
L'inno ha
metro
pari (
nelle prime edizioni,
nelle successive) e
tempo
rapido di
marcia
52
variamente indicato; il frequente ricorso ai
ritmi puntati
53
e il suo stesso impiego storico per accompagnare il procedere dell'esercito ne fanno una
marcia militare
(con accenni alla
fanfara
, specie sotto i versi che chiamano i cittadini alle armi, cantati sulle note dell'accordo di tonica
54
). Sebbene non possieda la struttura codificata della marcia
lulliana
né quella della più moderna marcia ternaria completa del
trio
, il brano appartiene alla tradizione che, tra la Rivoluzione e le
guerre napoleoniche
, diede nuova linfa alla marcia destinata alle
bande militari
e all'espressione dell'amor di patria, e che ebbe tra i maggiori esponenti: Gossec,
Grétry
, Méhul,
Lesueur
Cherubini
Sul piano melodico-ritmico, caratteristica peculiare sono le variazioni legate alla diversa accentazione dei versi nelle varie strofe.
55
Simili variazioni sono comuni nei canti composti da diverse stanze (si pensi al verso «Dov'è la Vittoria?» della prima strofa dell'inno di Mameli e al corrispondente «Raccolgaci un'unica» della seconda), ma nella
Marsigliese
sono particolarmente diffuse e marcate. Si riportano di seguito le più importanti.
c)
Versi 1-2
Strofa 1
Strofa 2
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
d)
Versi 3-4
Strofa 1
Strofa 3
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
e)
Verso 5
Strofa 1
Strofa 3
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
f)
Verso 7
Strofa 1
Strofa 3
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
Audio playback is not supported in your browser. You can
download the audio file
Sul piano melodico-armonico si segnala il cambio di modo
52
(nella tonalità parallela di
si
minore
) che colpì Goethe
41
e che nella prima strofa sottolinea, com'è tipico del
modo minore
, il passaggio drammatico del testo sull'aggressione dei soldati stranieri a donne e bambini («Mugir ces féroces
soldats
/Ils viennent jusque dans vos bras/Égorger vos fils, vos
compagnes
»). È la medesima scelta adottata da Michele Novaro nella prima ripetizione del ritornello dell'inno di Mameli.
La Marsigliese
ha annoverato tra i suoi ammiratori: Grétry,
Mendelssohn
Meyerbeer
56
Liszt
57
Goethe,
41
Garibaldi
D'Annunzio
58
il suo pregio musicale è stato detto superiore a quello della media degli inni nazionali.
59
Diffusione
modifica
modifica wikitesto
Adozioni
modifica
modifica wikitesto
La Marsigliese
è stata mutuata da numerosi popoli che l'hanno fatta propria per fini diversi. Nell'immediatezza della Rivoluzione il canto fu usato dai tedeschi in funzione antifrancese: essi lo tradussero e ne trassero un
Kriegslied der Deutschen
e un
Gegenstück zu dem Schlachtliede der Marseiller
(1793); nel 1798, poi, Karl Alexander Herklots lo adattò in onore di
Federico Guglielmo III
60
Al diffondersi delle idee rivoluzionarie,
57
tuttavia, l'inno divenne soprattutto un simbolo universale della rivendicazione di libertà dei popoli, guadagnò popolarità e la mantenne nel corso di tutto l'Ottocento. La fama dell'inno si estese fin da subito anche alle
Americhe
61
62
Numerose furono le traduzioni e gli adattamenti in altre lingue, e una strofa, la quarta, destò l'interesse di
Shelley
che la rese poeticamente in
inglese
57
Durante i
moti del '48
versioni
tedesche
ungheresi
polacche
sarebbero state cantate dagli insorti dei vari paesi.
59
In
Italia
fu eseguita spesso a
Milano
e a
Venezia
58
Nel Novecento la tendenza proseguì con le versioni in
spagnolo
e in
catalano
cantate nel 1931 nella
Seconda Repubblica spagnola
, a volte, per sostituire il poco conosciuto
Himno de Riego
In ambito
socialista
il brano divenne base musicale della
Marsigliese della Comune
con testo di Julie Favre
63
(1871) e della coeva
Internazionale
di
Pottier
, prima che
de Geyter
la dotasse di una musica propria; quasi del tutto identica, con qualche adattamento, è poi la musica della
Marsigliese dei lavoratori
(1875) scritta in
russo
da
Pëtr Lavrov
. Il tema fu usato altresì da
Mao
nella
Lunga Marcia
(1935) e da
Allende
come
Marsellesa socialista
59
(primi
anni 1970
).
Citazioni
modifica
modifica wikitesto
Uno dei primi compositori di spicco a citare
La Marsigliese
fu
Antonio Salieri
, che usò il tema nella cantata
Der Tyroler Langsturm
del 1799. L'inno si trova poi nel
Carnevale di Vienna
64
(1839) e nell'
ouverture
di
Hermann und Dorothea
(1853) di
Schumann
, come anche nell'
Ouverture 1812
di
Čajkovskij
(1882), dove ingaggia una battaglia con un tema popolare russo, a simboleggiare lo
scontro con le armate napoleoniche
, seguito dalla vittoria russa.
65
Verdi
la incluse nell'
Inno delle Nazioni
(1862), dove la sovrappose all'inno di Mameli e a
God Save the King
; Liszt ne trasse una fantasia per pianoforte (1872).
Feux d'artifice
(1913) di
Claude Debussy
si conclude con la citazione del ritornello, mentre
Satie
usa
parodisticamente
l'incipit per il brano
Les Courses
da
Sports et Divertissements
(1914). Nel 1967 i
Beatles
hanno tratto dal medesimo incipit l'introduzione di
All You Need Is Love
Reinterpretazioni
modifica
modifica wikitesto
Igor' Stravinskij
ne realizzò nel 1919 un arrangiamento per violino solo.
Tra le reinterpretazioni si segnala quella di
Serge Gainsbourg
che incluse nell'album
Aux armes et cætera
un omonimo brano
reggae
su testo e musica della
Marsigliese
. La prima televisiva fruttò all'autore minacce di morte da parte nazionalista e altre minacce da parte di un gruppo di
légionnaires
che lo diffidò dall'eseguire il brano in pubblico.
66
Silverstein
hanno rielaborato l'inno in un brano
screamo
hardcore punk
in inglese per l'album
Short Songs
(2012).
Parte dell'inno ha formato un noto
coro da stadio
di molte tifoserie.
67
Note
modifica
modifica wikitesto
Maugendre
p. 20
Così secondo il manoscritto autografo, che reca «Aux armes,
Citoyens
formez vos bataillons:/marchez, qu'un sang impur abreuve nos sillons». La resa musicale impone invece la ripetizione di «marchez» (o «marchons»).
FR
Manuscrit autographe des Essais en vers et en prose de Joseph Rouget de Lisle (1760-1836)
, su
Assemblée nationale
URL consultato il 26 ottobre 2022
Giorgio Milazzo,
La marcia nella musica europea
, Sondrio, Animando Edizioni Musicali, 2009, p.
26.
URL consultato il 29 ottobre 2022
Le edizioni d'epoca (1792) sono scritte in altre tonalità (cfr.
Présidence de la République
). La prima edizione pubblicata a Strasburgo senza accompagnamento è in
do maggiore
; questo stesso originale fu ripubblicato con l'aggiunta di una parte di clavicembalo da Bignon a Parigi nel XIX secolo. Rouget de Lisle tuttavia ripubblicò il brano nel 1825 in si
maggiore, e questa stessa tonalità è usata dalla versione ufficiale arrangiata da Pierre Dupont per orchestra militare nel 1938.
FR
La Marseillaise
PDF
), su
Présidence de la République
URL consultato il 28 ottobre 2022
(archiviato dall'
url originale
il 19 novembre 2008)
Il brano viene comunque liberamente eseguito in varie tonalità che facilitano il canto, come si nota nella versione presentata e illustrata nel 1974 da Roger Boutry (
la
maggiore
) e in quella intonata il 14 luglio 2019 alla parata militare sui
Campi Elisi
sol maggiore
).
FR
LCI
La Marseillaise, comme vous l'avez rarement entendue, pour clore ce défilé du #14Juillet
, su
URL consultato il 30 ottobre 2022
marseillais
, in
Le Robert
URL consultato il 21 ottobre 2022
Alcuni tentativi di attribuzione del brano ad altri compositori, in particolare all'italiano
Giovanni Battista Viotti
, non hanno trovato conferma documentale.
Warwick Lister,
Viotti, Giovan Battista
, in
Dizionario biografico degli italiani
, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
URL consultato il 13 ottobre 2024
Roberto Leydi,
La nascita degli inni nazionali
, in
Storia della civiltà europea a cura di
Umberto Eco
, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014.
URL consultato il 23 settembre 2022
Conte
p. 45
Conte
p. 44
EN
Vive Henri IV!
PDF
), su
Ministère de la Culture
, p.
3.
URL consultato il 21 ottobre 2022
(archiviato dall'
url originale
il 10 dicembre 2017)
Conte
pp. 41-43
Tiersot
pp. 35-41
Conte
p. 43
Tiersot
p. 43
Tiersot
p. 44
FR
Rouget de Lisle chantant la Marseillaise pour la première fois
, su
Musées de Strasbourg
URL consultato il 22 ottobre 2022
(archiviato dall'
url originale
il 22 ottobre 2022)
Tiersot
pp. 44-45
Tiersot
p. 50
FR
) Georges François,
Hippolyte Mireur (1841-1914)
PDF
), su
Association des Amis du Patrimoine Médical de Marseille
URL consultato il 22 ottobre 2022
Godechot
p. 94
Godechot
p. 96
Assemblée nationale
Maugendre
p. 22
Tiersot
pp. 37-38
Maugendre
p. 17
Tiersot
p. 60
La
Marseillaise»
pourquoi a-t-on entendu «marchez» au lieu de «marchons» ce 14
Juillet
, in
La Voix du Nord
URL consultato il 26 ottobre 2022
Présidence de la République
Maugendre
p. 24
Loth
FR
La Marseillaise, ce symbole de l'identité nationale… né à Saint-Omer
, su
DailyNord
, 3 dicembre 2009.
URL consultato il 24 ottobre 2022
(archiviato dall'
url originale
il 23 aprile 2021)
Luxardo
pp. 118-119
La Marsigliese? È di un italiano
, in
L'Espresso
, 13 maggio 2013.
URL consultato il 24 ottobre 2022
Il "caso" della Marsigliese nel secondo Violin Concertos
, 18 maggio 2013.
URL consultato il 24 ottobre 2022
Giuseppina La Face Bianconi,
La Marsigliese e il mistero attorno alla sua paternità
, su
Il Fatto Quotidiano
, 10 gennaio 2016.
URL consultato il 24 ottobre 2022
Maugendre
pp. 26-27
FR
) Rouget de Lisle,
Cinquante chants français
, Paris, 1825.
Tiersot
p. 49
EN
) Bernard Richard,
La Marseillaise: a song of war, a song of freedom
, su
Chemins de Mémoire
URL consultato il 26 ottobre 2022
Tiersot
p. 64
Maugendre
p. 29
FR
) Loïc Randeynes,
Quand Valéry Giscard d'Estaing remaniait la Marseillaise
, su
Conféderation Musicale de France
URL consultato il 24 ottobre 2022
Maugendre
p. 26
Tiersot
p. 65
FR
) Ian Grocholski,
Une histoire de l'Europe à travers ses chants nationaux
, Paris, Édilivre, 2007, p.
99.
Maugendre
p. 21
Marseillaise
, su
L'Internaute
URL consultato il 21 ottobre 2022
(archiviato dall'
url originale
il 30 gennaio 2019)
FR
) Nathalie Dompnier,
Entre La Marseillaise et Maréchal, nous
voilà
quel hymne pour le régime de
Vichy
, in Myriam Chimènes (a cura di),
La vie musicale sous Vichy
, collana
Histoire du temps présent
, Éditions Complexe, 2001, p.
76,
ISBN
2-87027-864-0
URL consultato il 23 ottobre 2022
Maugendre
p. 23
EN
) Alex Marshall,
La Marseillaise: has France's controversial anthem finally hit the right note?
, in
The Guardian
URL consultato il 26 ottobre 2022
Militare.
EN
) Alexander Ringer (a cura di),
Early Romantic Era
, Macmillan, 2016, p.
34.
URL consultato il 26 ottobre 2022
EN
La France en chantant: The Rhetorical Construction of French Identity in Songs of the Resistance Movement
PDF
), p.
23.
URL consultato il 26 ottobre 2022
EN
) François-Joseph Gossec,
La Marseillaise (orchestration, 1792) RH616a
, a cura di Louis Castelain, Éditions du Centre de musique baroque de Versailles, 2016, p.
15.
URL consultato il 26 ottobre 2022
Maugendre
p. 27
Maugendre
pp. 25-26
Maugendre
p. 34
Maugendre
p. 36
FR
) Christine Chaumeau,
La Marseillaise à travers le monde
, su
Telerama
, 9 gennaio 2016.
URL consultato il 26 ottobre 2022
Maugendre
pp. 30-31
Maugendre
pp. 36-38
Maugendre
p. 35
FR
) Robert Brécy,
Marseillaises et Internationales au temps de la Commune
, in
La Commune. Revue d'histoire de l'association des Amis de la Commune de Paris 1871
, n.
3, 1976.
URL consultato il 26 ottobre 2022
Faschingschwank aus Wien. Fantasiebilder (Carnevale di Vienna), op. 26
, su
Flaminio online
URL consultato il 27 ottobre 2022
1812 Ouverture solennelle in mi bemolle maggiore, op. 49
, su
Flaminio online
URL consultato il 26 ottobre 2022
EN
) Kimberly J. Bright,
Serge Gainsbourg's reggae version of La Marseillaise that earned him death threats
, su
Dangerous Minds
, 7 aprile 2014.
URL consultato il 27 ottobre 2022
Stefano Fonsato,
I 5 inni nazionali da brividi
, su
888sport
URL consultato il 27 ottobre 2022
Bibliografia
modifica
modifica wikitesto
FR
) Alfred B. Bénard,
La Marseillaise et Rouget de Lisle
, Paris, 1907.
FR
) Euloge Boissonnade,
Rouget de Lisle. De La Marseillaise à l'oubli
, Paris, France-Empire, 1999,
ISBN
2-7048-0889-9
FR
) Xavier Cabanes,
L'outrage au drapeau ou à l'hymne national
, in
Revue de la Recherche Juridique-Droit Prospectif
, vol.
1, n.
2, 2003, pp.
987-999.
FR
) Ernest Chapuis,
Rouget de Lisle et l'hymne national
, Besançon, Jacquin, 1892.
Emanuele Conte,
Il popolo è una moltitudine che canta. Osservazioni storiche sulla funzione istituzionale della musica
PDF
), in
L'armonia nel diritto. Contributi a una riflessione su diritto e musica
, Roma, Roma TrE-Press, 2020, pp.
37-51,
DOI
10.13134/979-12-80060-01-3
ISBN
979-12-80060-01-3
URL consultato il 29 settembre 2022
FR
) Frédéric Dufourg,
La Marseillaise
, collana
Félin poche
, Éditions du Félin, 2003.
FR
) Chantal Georgel,
Une Icône républicaine: Rouget de Lisle chantant La Marseillaise, par Isidore Pils, 1849
, in
Dossiers du Musée d'Orsay
, n.
28, Éd. de la Réunion des musées nationaux, 1989,
ISBN
2-7118-2247-8
Jacques Godechot,
La Rivoluzione francese. Cronologia commentata 1787-1799
, Milano, Bompiani, 2001, p.
94.
FR
) Marie-Louise Jacotey,
Rouget de Lisle et La
Marseillaise
: histoire
, Langres, Guéniot, 2007,
ISBN
978-2-87825-390-0
FR
) Frédéric Robert,
La Marseillaise
, Les nouvelles éditions du pavillon, 1989.
FR
) Arthur Loth,
La Marseillaise. Enquête sur son véritable auteur
, Paris, Nouvelles Éditions Latines, 1992.
URL consultato il 24 ottobre 2022
Hervé Luxardo,
Histoire de la Marseillaise
, collana
Terres de France
, Paris, Plon, 1989,
ISBN
2-259-02018-6
FR
) Christian Mas,
Cl. J. Rouget de Lisle: une présence politique, entre lettres et musique
, Paris-Budapest-Torino, l'Harmattan, 2001, pp.
307-310; 311-314,
ISBN
2-7475-1266-5
FR
) Xavier Maugendre,
L'Europe des hymnes dans leur contexte historique et musical
, Mardaga, Sprimont, 1996.
URL consultato il 24 ottobre 2022
Paolo Petronio,
Gli inni nazionali del mondo
, Trieste, Edizioni Italo Svevo, 2007-2008, pp.
83-87.
FR
) Amédée Rouget de Lisle,
La Vérité sur la paternité de la Marseillaise
, Paris, Bonaventure et Ducessois, 1865.
FR
) Julien Tiersot,
Histoire de la Marseillaise
, Paris, Delagrave, 1915.
URL consultato il 22 ottobre 2022
FR
) Jean Tulard,
Napoléon et Rouget de l'Isle: Marche consulaire contre Marseillaise
, Paris, Hermann, 2000,
ISBN
2-7056-6407-6
FR
) Philippe Vidal,
De Lisle à Marseille
, in
Les Histoires inconnues de l'Histoire: de la légende à la réalité
, Paris, Michel Lafon, 2004,
ISBN
2-7499-0120-0
FR
) Michel Vovelle,
La Marseillaise; la guerre et la paix
, in Pierre Nora (a cura di),
Les lieux de mémoire
, vol.
1, Paris, Gallimard, 1997, pp.
107-152.
FR
Un Homme, un hymne, la Révolution
, Charleville-Mézières, École de Rouget de Lisle, 1989,
ISBN
2-903774-67-6
FR
Rouget de Lisle, 1760-1960. Exposition du bi-centenaire
, Choisy-le-Roi, 1960.
Voci correlate
modifica
modifica wikitesto
Club dei Giacobini
God Save the King
Guardia nazionale francese
Guerre rivoluzionarie francesi
Il Canto degli Italiani
L'Internazionale
Rivoluzione di luglio
Rivoluzione francese
Terza Repubblica francese
Altri progetti
modifica
modifica wikitesto
Altri progetti
Wikisource
Testo completo
(Wikisource)
Wikiquote
Wikimedia Commons
Wikisource
contiene una pagina su
La Marsigliese
Wikisource
contiene il testo completo (
FR
) in lingua francese della
Marseillaise
Wikiquote
contiene citazioni su
La Marsigliese
Wikimedia Commons
contiene immagini o altri file su
La Marsigliese
Collegamenti esterni
modifica
modifica wikitesto
FR
Sito ufficiale
, su
elysee.fr
EN
La Marseillaise
, su
Enciclopedia Britannica
, Encyclopædia Britannica, Inc.
EN
Spartiti o libretti di La Marsigliese
, su
International Music Score Library Project
, Project Petrucci LLC.
EN
La Marsigliese
, su
MusicBrainz
, MetaBrainz Foundation.
FR
La
Marseillaise
hymne national
, su
Assemblée nationale
URL consultato il 23 ottobre 2022
FR
La Marseillaise de Rouget de Lisle
, su
Présidence de la République
URL consultato il 22 ottobre 2022
FR
EN
La Marseillaise
, su
marseillaise.org
Giuseppina La Face e Carlo Vitali,
Miscellanea: “Viotti e la Marsigliese. Falso e vero o i bufalari smascherati”
, su
Accademia della bufala
, 19 dicembre 2017.
URL consultato il 4 giugno 2023
Simboli nazionali francesi
Costituzionali
Bandiera
Inno nazionale
Motto
Ufficiosi
Coccarda
Berretto frigio
Marianne
Stemma
fascio littorio
Inni nazionali
della
Francia
La Marsigliese
(1795-1799, 1879-)
Le Chant du départ
(1804-1814)
Le Retour des Princes français à Paris
(1814-1830)
La Parisienne
(1830-1848)
Le Chant des Girondins
(1848-1852)
Partant pour la Syrie
(1852-1879)
Inni nazionali
degli
Stati dell'Europa
Albania
Andorra
Armenia
Austria
Azerbaigian
Belgio
Bielorussia
Bosnia ed Erzegovina
Bulgaria
Cipro
Città del Vaticano
Croazia
Danimarca
Fær Øer
Estonia
Europa
Finlandia
Francia
Georgia
Germania
Grecia
Irlanda
Islanda
Italia
Kazakistan
Lettonia
Liechtenstein
Lituania
Lussemburgo
Macedonia del Nord
Malta
Moldavia
Montenegro
Norvegia
Paesi Bassi
Polonia
Portogallo
Principato di Monaco
Regno Unito
Gibilterra
Guernsey
Isola di Man
Jersey
Repubblica Ceca
Romania
Russia
San Marino
Serbia
Slovacchia
Slovenia
Spagna
Svezia
Svizzera
Turchia
Ucraina
Ungheria
Stati
de facto
indipendenti
Abcasia
Cipro del Nord
Kosovo
Ossezia del Sud
Transnistria
Stato o dipendenza fisicamente asiatico ma generalmente considerato europeo sotto il profilo antropico
Stato con territorio del tutto o in parte in
Asia
secondo le diverse convenzioni geografiche
Stato con la maggior parte del proprio territorio in
Asia
Controllo di autorità
VIAF
EN
185891630
LCCN
EN
n81039802
GND
DE
300132956
BNE
ES
XX3063403
(data)
BNF
FR
cb119381658
(data)
J9U
EN
HE
987007594724805171
Portale Francia
Portale Musica
Portale Rivoluzione francese
Estratto da "
Categorie
Inni nazionali in lingua francese
La Marsigliese
Rivoluzione francese
Brani musicali di artisti francesi
Canzoni politiche
Categorie nascoste:
Pagine con spartiti
P856 letta da Wikidata
P1417 letta da Wikidata
P839 letta da Wikidata
P435 letta da Wikidata
Voci con codice VIAF
Voci con codice LCCN
Voci con codice GND
Voci con codice BNE
Voci con codice BNF
Voci con codice J9U
Voci non biografiche con codici di controllo di autorità
La Marsigliese
Aggiungi argomento
US