Laura Galoppini - Università di Pisa
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Papers by Laura Galoppini
Overview of Sardinian History (500-1500)
"Overview of Sardinian History (500-1500)", in A Companion to Sardinian History, 500-1500, ed. Mi...
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"Overview of Sardinian History (500-1500)", in A Companion to Sardinian History, 500-1500, ed. Michelle Hobart, Brill, Leiden-Boston 2017, pp. 85-114.
GALOPPINI, Bosa.pdf
A cura di Antonello Mattone e Maria Bastiana Cocco BOSA La città e il suo territorio dall'età ant...
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A cura di Antonello Mattone e Maria Bastiana Cocco BOSA La città e il suo territorio dall'età antica al mondo contemporaneo Indice ANTONELLO MATTONE, Prefazione 9 13 ALBERTO MORAVETTI, Preistoria e Protostoria nel territorio di Bosa 15 CINZIA LOI, Pressoi litici in Planargia. 27 Obiettivi e primi risultati di una ricerca in corso GABRIELLA GASPERETTI, MARIA NINA LOGIAS, 33 PIER TONIO PINNA, ANTONELLA UNALI, Nuovi dati dallo scavo archeologico del nuraghe Oladolzu a Magomadas (OR) PIERO BARTOLONI, 45 RAIMONDO ZUCCA, 51 MASSIMO PITTAU, Bosa fondazione fenicia? 61 MARCELLO MADAU, 65 MARIA BASTIANA COCCO, Bosa e il suo ager 73 MARC MAYER I OLIVÈ, La inscripción del de Bosa 121 PIERPAOLO LONGU, Le di Bosa 130 CHIARA BLASETTI FANTAUZZI, SALVATORE DE VINCENZO, 141 (OR) FEDERICA DETTORI, 154 (Scano Montiferro -OR) GABRIELLA GASPERETTI, LUCA SANNA, Storia e archeologia 164 MARCO BIAGINI, Un esempio di dinamica del popolamento 190 : insediamenti e migrazioni nel territorio 201 FRANCO G.R. CAMPUS, GABRIELLA GASPERETTI, LAURA BICCONE, 203 ALESSANDRO VECCIU, LUCA SANNA, MARCO CADINU, Fondaci mercantili e strade medievali. 250 Indagini sulle origini di Bosa GIUSEPPE PIRAS, Le iscrizioni medievali della chiesa 265 di San Pietro: lettura e breve descrizione dei ANTONIO FRANCESCO SPADA, Probabili chiese 278 del primo millennio a Bosa e nel suo territorio ALESSANDRO SODDU, 288 e Malaspina (XII-XIII secolo) MARCO MILANESE, Archeologia del castello di Bosa 298 e archeologia urbana a Bosa SILVIA LIGAS, Materiali dalle indagini archeologiche 318 FERNANDA POLI, La chiesa del castello di Bosa. Gli affreschi 323 ANGELO CASTELLACCIO, La donazione-infeudazione 330 CINZIO CUBEDDU, Bosa nei 339 La rivolta del settembre 1353 345 ANTONELLO MATTONE, Statuti municipali, privilegi urbani 347 LAURA GALOPPINI, 368 CECILIA TASCA, dal sequestro 378 DINO MANCA, Gerolamo Araolla canonico del capitolo di Bosa: 395 MAURO SARNELLI, Il modello tassiano nelle 405 di Pietro Delitala: una proposta di lettura MARCO ANTONIO SCANU, La di nella diocesi di Bosa. 414 GAVINA CHERCHI, 428 ROBERTO PORRÀ, Nuove fonti per la storia della Diocesi di Bosa 441 FRANCO G.R. CAMPUS, 451 y varias antiguedades del Mundo PIERO SANNA, Porto, trasformazioni agricole e circolazione culturale: 486 Bosa e il suo territorio nella stagione delle riforme settecentesche VANNI PIRAS, 497 511 GIUSEPPE ZICHI, Bosa e il suo Risorgimento 513 ALESSANDRO MADEDDU, 532 SALVATORE MURA, 542 VINCENZO BAGNOLO, 548 la lettura dei catasti storici MARGHERITA SULAS, CARLO FELICE CASULA, Bosa nelle pagine 560 del diario inedito di Paolo Mantegazza SIMONETTA BAGELLA, STEFANIA BAGELLA, ROSSELLA FILIGHEDDU, 570 ROBERTO PANTALEONI, Uno studioso eclettico: Pasquale Mola SANDRO RUJU, 582 tra Ottocento e Novecento MANUELA LIGAS, 592 a Bosa tra Otto e Novecento ASSUNTA TROVA, Alle origini del di Bosa. 598 FABIO PRUNERI, Per una ricerca storica sulla scuola elementare di Bosa 607 GIUSEPPINA FOIS, Bosa nel periodo fascista. Prime ricerche 618 MARIA LUISA DI FELICE, Piani di sviluppo locale. Giuseppe Orlando, 631 la Zona pilota e Bosa 651 IGNAZIO CAMARDA, Ambiente e paesaggio del territorio di Bosa 653 IVAN LUCHERINI, PIER GIORGIO SPANU, 677 GIOVANNI ANDREA DERIU, Le evoluzioni naturali e antropiche 689 FRANCESCO NUVOLI, 696 LAURA LAI, MARIA ROSARIA FILIGHEDDU, GIOVANNI DEPLANO, 702 MATILDE SILVIA SCHIRRU, SANDRO DETTORI, Bosa e : radici di una PASQUALE PORCU, La Malvasia 707 SALVATORE NAITANA, GIOVANNI LEONI, FIAMMETTA BERLINGUER, 710 ANDREA ROTTA, MARCO MUZZEDDU, ALFONSO CAMPUS, Sotto le ali VINCENZO TIANA, 719 a vivere e ad appassionare VALERIA PANIZZA, STEFANO COLUMBU, SALVATORE CARBONI, 722 valorizzazione e conservazione ALBERTO CORDA, Le risorse ambientali e naturalistiche 734 ANDREA PIRINU, GIOVANNI SISTU, TIZIANA CARTA, ILARIA COCCIU, Di-segni 741 PASQUALE MISTRETTA, Il patrimonio storico e culturale di Bosa 749 strategico per governare le mutazioni future LAURA LAI, 760 FRANCESCO GUIDO, 765 DANILA ARTIZZU, ANTONIO M. CORDA, 772 urbanistici MARIO ATZORI, MARIA M. SATTA, La messa in scena del carnevale di Bosa 783 ROBERTO MILLEDDU, LUIGI OLIVA, SALVATORANGELO PISANU, La musica a Bosa. 795 Brevi note su storia e tradizioni ALMA CASULA, Bosa, 804 DANIELA MURA, MARIA CRISTINA OBINU, La gestione del patrimonio 820 BERNARDO DE MURO, 823 TONINO OPPES, 825 ATTILIO MASTINO, Per una nuova storia di Bosa.
Una linea di frontiera nel Trecento: il fiume Cecina presso la foce
Crossing the river Cecina near its mouth was a milestone along the Aurelia coastal road to reach ...
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Crossing the river Cecina near its mouth was a milestone along the Aurelia coastal road to reach both the deviation towards the innermost Emilia Scauri in direction of Pisa (northbound) and junction with the road, on the right side of the river, was leading to Volterra (westbound).At the time of count Fazio Donoratico of Gherardesca, upon a resolution of the Elders of the City of Pisa (1338), a bridge over the Cecina was built close to the sea. In the resolution it was also defined the list of municipalities called to contribute, in various way, to the works for building such an important and necessary passage for both men and cattle. Two marble plaque were placed at each head of the bridge, with engravings reporting year of construction and the arms of the City of Pisa (on the right bank) and of the Count of Gherardesca (on the left bank).Then the river Cecina ended up representing a real border, a separation line «where the Maremma of Pisa begins».
Produzione agricola, artigianato e commercio nella «Carta» di Eleonora
La Carta de Logu d’Arborea nella storia del diritto medievale e moderno, a cura di I. Birocchi e A. Mattone, Editori Laterza, Roma-Bari, pp. 262- 283
, 2004
L’isola dei maccheroni
“Medioevo” (De Agostini-Rizzoli), settembre, pp. 42-49
, 2003
I Lucchesi a Bruges ai tempi della signoria di Paolo Guinigi (1400-1430)
“Quaderni Lucchesi di Studi sul Medioevo e sul Rinascimento”, Atti del Convegno «Paolo Guinigi e...
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“Quaderni Lucchesi di Studi sul Medioevo e sul Rinascimento”, Atti del Convegno «Paolo Guinigi e il suo tempo» I (Lucca, 24-25 Maggio 2001), Anno IV, n. 1/2 - Gennaio-Dicembre, 2003, pp. 57-96
Gli Arnolfini a Bruges nel Quattrocent0
«Un filo rosso». Studi antichi e nuove ricerche sulle orme di Gabriella Rossetti in occasione dei suoi settanta anni, a cura di G. Garzella ed E. Salvatori, Pisa, GISEM-Edizioni ETS (Piccola Biblioteca Gisem, 23), pp. 273-291
, 2007
I ponti medievali sulla Cecina, dal Paratino alla foce, nelle testimonianze di Giovanni Targioni Tozzetti, Romualdo Cilli, Emanuele Repetti
Studi di Storia degli Insediamenti in onore di G. Garzella, a cura di E. Salvatori, Pisa, Pacini Editore SpA, pp. 217-231
, 2014
La glauca luna lista l'orizzonte E scopre i campi nella notte occulti E il fiume errante. In suon...
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La glauca luna lista l'orizzonte E scopre i campi nella notte occulti E il fiume errante. In suono di singulti L'onda si rompe al solitario ponte. Giovanni Pascoli, Il Ponte, in Myricae Oltrepassare il fiume Cecina, fin dai tempi remoti, era una tappa fondamentale nel percorso viario costiero dell'Aurelia, per arrivare sia alla deviazione della più interna Emilia Scauri, nel cammino verso Pisa (direzione nord), sia alla strada che, sul lato destro del fiume, portava a Volterra (direzione ovest) 1 . Il corso del fiume in prossimità di una foce utilizzata come scalo portuale nei traffici locali, secondo fonti tardo medievali (portus Cecinae) 2 , lascia supporre l'esistenza di diversi ponti costruiti in varie epoche, come attestano talora ritrovamenti casuali, oltre ad alcuni guadi attraversabili a seconda delle stagioni 3 . Di particolare rilevanza sono le testimonianze lasciateci da Giovanni Targioni Tozzetti (1751), Romualdo Cilli (1752-53) ed Emanuele Repetti , i quali, nei loro scritti, hanno fornito preziose indicazioni dei 'ponti sulla Cecina' collocati nell'ultimo tratto affrontato dal fiume prima di sfociare in ma-1 Questo contributo recupera una tematica centrale per la storia del territorio alla foce della Cecina collocandosi nel filone dei contributi dedicati alla Maremma Pisana da Maria Luisa Ceccarelli Lemut e da Gabriella Garzella. Il lavoro sintetizza due miei studi, ai quali rinvio per ulteriori approfondimenti e bibliografia, dedicati alla Storia di un territorio alla foce del Cecina: dall'alto Medioevo all'Ottocento, in La villa romana dei Cecina a San Vincenzino (Livorno). Materiali dello scavo e aggiornamenti sulle ricerche, a cura di F. Donati, Pisa 2012, pp. 99-140, e a Romualdo Cilli e Giovanni Targioni Tozzetti: 'la pianta della villa di Albino' sulla collinetta di San Vincenzino a Cecina (Livorno), in «Bollettino della Accademia degli Euteleti della città di San Miniato», 79 (2012), pp. 305-343. G. GarzeLLa, Pisa com'era. Topografia e insediamento dall'impianto tardoantico alla città murata del secolo XII, Napoli 1990, pp. 3-7; M.L. CeCCareLLi LeMut, Viabilità medievale di origine romana nel territorio pisano, ora in ead., Medioevo Pisano. Chiesa, Famiglie, Territorio, Pisa 2005, pp. 369-432, per la viabilità costiera maremmana pp. 372-375; J. a. quirós CastiLLo, Archeologia delle strade nel medioevo, in L'ospedale di Tea e l'archeologia delle strade della Valle del Serchio, a cura di J. A. Quirós Castillo, Firenze 2000, pp. 15-70. 2 Vada e San Vincenzo erano i luoghi destinati al caricamento dei grani, cfr. GaLoPPini, Storia di un territorio, cit., p. 119.
Romualdo Cilli e Giovanni Targioni Tozzetti: “la pianta della villa di Albino” sulla collinetta di San Vincenzino a Cecina (Livorno)
«Bollettino della Accademia degli Euteleti della città di San Miniato», 79, pp. 305-343.
, 2012
Tempus edax rerum Ovidio, Metamorfosi, XV, 234 Discendendo la più antica strada che da Cecina por...
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Tempus edax rerum Ovidio, Metamorfosi, XV, 234 Discendendo la più antica strada che da Cecina porta a Marina di Cecina (l'attuale via Carlo Ginori) sulla sinistra, in località San Vincenzino, si incontrano i resti di un grandioso complesso di età romana che la tradizione, antecedente all'opera di Giovanni Targioni Tozzetti (1751) 1 , identificava con la villa del console Albino Cecina, prefetto di Roma (inizio V sec. d. C.). Osservando l'ubicazione del sito -oggi Parco * Desidero vivamente ringraziare il Marchese Lorenzo Ginori Lisci per avermi permesso di consultare le carte del suo antico Archivio di Famiglia e di pubblicare la lettera del Dottor Romualdo Cilli inviata al Marchese Carlo Ginori, importante testimonianza per la localizzazione della villa di Albino Cecina sulla riva sinistra del fiume. Esprimo inoltre la mia gratitudine alla signora Elena Mattioli per la disponibilità e cortesia usatemi durante l'orario di apertura dell'Archivio Ginori Lisci. Le prime importanti segnalazioni sul lavoro del Cilli presso la Cecina sono del Marchese Leonardo Ginori Lisci nel suo studio La prima colonizzazione del Cecinese 1738Cecinese -1754Cecinese (1987. Ricordo che il libro venne stampato con il contributo della Cassa di Risparmio di Volterra, grazie all'impegno dell'allora Presidente Gianfranco Cappelletti-Franchi. Al ricordo di mio zio Gianfranco, sempre lungimirante nell'impegno per la promozione culturale della natia Cecina, e alla moglie, zia Wanda, oggi dedico queste pagine. Infine, questo contributo doveva trovare spazio, in una versione ben più ridotta (consegnata il 5 ottobre 2012), in coda al mio saggio dedicato alla Storia di un territorio alla foce del Cecina: dall'alto Medioevo all'Ottocento, nel volume La villa romana dei Cecina a San Vincenzino (LI). Materiali dello scavo e aggiornamenti sulle ricerche (campagne 2000-2009), a cura di F. Donati, in corso di stampa presso la casa editrice Felici di Pisa: per ragioni editoriali e di spazio ciò non è stato possibile. Sono grata al Presidente dell'Accademia degli Euteleti, Prof. Saverio Mecca, di aver accolto in questa sede il mio studio. Abbreviazioni: ANCFi = Archivio Niccolini di Camugliano, Firenze ASF = Archivio di Stato di Firenze ASP = Archivio di Stato di Pisa AGL = Archivio Ginori Lisci, Firenze BNCF = Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze BRF = Biblioteca Riccardiana di Firenze DBI = Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana 1 L'opera ha avuto due edizioni: G. Targioni Tozzetti, Relazioni d'alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana, per osservare le produzioni naturali e gli antichi monumenti di essa, Firenze, Stamperia Imperiale, t. I-II-III (1751), IV-V (1752), VI (1754); Relazioni d'alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana, per osservare le produzioni naturali e gli antichi monumenti di essa dal dottor Gio. Targioni Tozzetti, edizione seconda con copiose aggiunte, Firenze nella Stamperia Granducale per Gaetano
Uomini d’affari senesi nelle Fiandre nel tardo Medioevo
Tra diritto e storia. Studi in onore di Luigi Berlinguer promossi dalle Università di Siena e di Sassari, 2 voll., tomo I, Soveria Mannelli (Catanzaro), Rubbettino Editore, pp. 1243-1282.
, 2008
Di mercantia et altre cose. Gli Arnolfini nella Bruges del Quattrocento
Saggi di storia offerti a Michele Luzzati, a cura di S.P.P. Scalfati e A. Veronese, Pisa, Ed. Pacini, pp. 115-130.
, 2008
Bruges fu uno dei grandi centri economici europei e, nel corso del Quattrocento, un cruciale luog...
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Bruges fu uno dei grandi centri economici europei e, nel corso del Quattrocento, un cruciale luogo d'incontro degli uomini d'affari del tempo. I toscani, dapprima chiamati indistintamente «lombardi», finirono poi per caratterizzarsi, nella più generale e importante presenza mercantile italiana, non solo per un peculiare dinamismo ma anche per l'incidenza, talora vigorosa, nei processi economici, finanziari e politici dei luoghi frequentati 1 . L'epoca dei mercanti toscani -fra i quali il ruolo maggiore fu quello svolto, sia pur con modalità diverse nel tempo, da Senesi, Lucchesi e Fiorentini -, ebbe inizio nel Duecento con la frequentazione delle fiere della Champagne, conobbe il periodo aureo con i Duchi di Borgogna e l'inizio del tramonto con la morte di Carlo il Temerario (1477) e poi di sua figlia Maria (1482) 2 .
Storia di un territorio alla foce del Cecina: dall’alto Medioevo all’Ottocento
La villa romana dei Cecina a San Vincenzino (Livorno). Materiali dello scavo e aggiornamenti sulle ricerche, a cura di F. Donati, Pisa, Felici Editore, pp. 99-140
, 2012
Ringraziamenti: si ricordano per la collaborazione più che decennale Fausto Gabrielli per la foto...
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Ringraziamenti: si ricordano per la collaborazione più che decennale Fausto Gabrielli per la fotografia, Mario Epifani per il rilievo sul campo e gli elaborati grafici, Emanuele Taccola per la grafica 3D
Il Libro della comunità dei Lucchesi a Bruges (1377-1404): i conflitti celati
C.I. Hamilton and A.Virga (eds.), 'The Late Medieval and Renaissance Italian City-State and Beyond. Essays in Honour of M.E. Bratchel', The Southern African Journal of Medieval and Renaissance Studies, vol. 22/23, pp. 63-90.
, 2012
Il Libro della comunità dei Lucchesi a Bruges (1377-1404): i conflitti celati Laura Galoppini Uni...
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Il Libro della comunità dei Lucchesi a Bruges (1377-1404): i conflitti celati Laura Galoppini Università di Pisa . . . disse lo dovessemo scrivere in del libro della comunità, e cosie avemo fatto . . . Libro della comunità (1377)
Lucchesi e uomini di comunità a Bruges nel tardo Medioevo
«Mercatura è arte». Uomini d’affari toscani in Europa e nel Mediterraneo tardomedievale, a cura di L. Tanzini e S.Tognetti, Roma, Viella, pp. 45-79
, 2012
Lucchesi e uomini di comunità a Bruges nel tardo Medioevo […] in che tempo si sia in fiera e fuor...
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Lucchesi e uomini di comunità a Bruges nel tardo Medioevo […] in che tempo si sia in fiera e fuor di fiera qui in Bruggia, Fiandra, Brabanti, Picchardia, Hanaldo, Holanda, Zelanda, vel in qualunque altro luogo qui al torno in questi paesi […] Statuto dei lucchesi a Bruges (1369-1498) 2. L. Galoppini, Mercanti toscani e Bruges nel tardo Medioevo, Plus-Pisa University Press, Pisa 2009, pp. 17-49. 3. Bini, Su i Lucchesi a Venezia, p. 140. Riguardo alla figura e all'opera del Bini cfr. U. Tintori, Bini, Telesforo, in Dizionario Biografico degli Italiani (da ora DBI), Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma 1968, X, pp. 520-521; per la presenza lucchese a Venezia si rinvia ora a L. Molà, La comunità dei Lucchesi a Venezia. Immigrazione e industria della seta nel tardo Medioevo, Stamperia Editrice, Venezia 1994.
Mercanti toscani e Bruges nel tardo Medioevo
isa, Edizioni Plus- Pisa University press, pp. 480
, 2009
Nel tardo Medioevo Bruges fu il luogo privilegiato d'incontro per mercanti di Siena, Pisa, Lucca ...
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Nel tardo Medioevo Bruges fu il luogo privilegiato d'incontro per mercanti di Siena, Pisa, Lucca e Firenze con le Fiandre, una realtà dove, come in Toscana, emerse precocemente una fl orida economia di tipo capitalistico. ll libro riscopre, nel periodo aureo dei duchi di Borgogna, la vita di quegli uomini d'affari toscani, i complessi intrecci di famiglia e mercatura, l'incidenza sui locali processi economico-politici e artistico-culturali nella dimensione europea da loro vissuta a Bruges. Dopo la laurea in Lettere (Pisa 1983), Laura Galoppini ha conseguito il PhD in Storia (Gand 2003) e si è perfezionata in Storia dell'Arte medievale e moderna (Pisa 1985). Ha svolto studi in Spagna, Francia, Belgio, Inghilterra, Stati Uniti e attualmente è ricercatrice all'Università di Pisa dove insegna Storia medievale, dedicandosi ai mercanti toscani nel tardo Medioevo fra Mediterraneo e Nord Europa.
Note per una storia dell’alimentazione nel Medioevo: Pisa e il mare
l’Islam i el món Mediterrani. Estudis d’història medieval en homenatge a la doctora Maria Teresa Ferrer i Mallol, a cura di J. Mutgé i Vives, R. Salicrú i Lluch, C. Vela Aulesa, Barcelona, CSIC (Anuario de Estudios Medievales, anejo 71), pp. 283-292
, 2012
A Pisa si vende ogni cosa» Dal Manuale mercantile dei Rosselmini (inizio XV secolo)
Ti mostrerò simiglanti ragioni: un “libro-manuale” quattrocentesco per l’arte della mercatura, appartenuto ai Rosselmini di Pisa, conservato nella biblioteca Arcivescovile “Cardinale Pietro Maffi”
Pietro Maffi Arcivescovo di Pisa (1903-1931). Un tempo difficile, un grande pastore, una eredità culturale significativa, a cura di G- Rossetti, A. Carlini, P. Floriani, G- Zaccagnini, Pisa, Pisa University Press, pp. 133-159
, 2012
Sommario: Un esemplare della più alta originalità: a. I contenuti, b. La datazione. -Le pratiche ...
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Sommario: Un esemplare della più alta originalità: a. I contenuti, b. La datazione. -Le pratiche di mercatura. -L'insegnamento dell'Abbaco. -Il codice della Biblioteca "Maffi". -Il presente libro manuale, un utile formulario di esempi: a. Costi dei panni. -Alcuni confronti. -Altre similitudini: Pisa. -"Questo libro è d'Andrea d'Adovardo Rossermini": a. Il personaggio e la discendenza, b. Nella tradizione familiare le attività commerciali e bancarie, c. Dal Mediterraneo al Nord Europa: "vendevisi", d. I Rosselmini, Pisa e il commercio mediterraneo e transalpino nel Quattrocento. -1 tavola
«Lana sardesca». Qualità e usi nella Toscana tardomedievale
La pastorizia mediterranea. Storia e diritto (secoli XI-XX), a cura di A. Mattone, P. F. Simbula, Roma, Carocci Editore, pp. 853-877 (Collana del Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Sassari, Nuova serie fondata da M. Da Passano, A. Mastino, A. Mattone, G. Meloni, 41)
, 2011
30. Alderigo Antelminelli: un mercante guerriero tra la Garfagnana, Lucca e Bruges
Viabilità, traffici, mercati e Fiere in Garfagnana dall’Antichità all’Unità d’Italia, Atti del Convegno (Castelnuovo di Garfagnana, Rocca Ariostesca, 10-11 settembre 2005), Modena, Aedes Muratoriana, pp. 195- 216
, 2006
Lo statuto della nazione dei lucchesi di Bruges (1478-1498)
Honos alit artes Studi per il settantesimo compleanno di Mario Ascheri, vol. II, Gli universi particolari. Città e territori dal medioevo all’età moderna, a cura di P. Maffei, G.M. Varanini, Firenze University Press, pp. 33-43
, 2014
Bruges fu uno dei grandi centri economici nell'Europa del tardo Medioevo, frequentata dagli uomin...
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Bruges fu uno dei grandi centri economici nell'Europa del tardo Medioevo, frequentata dagli uomini d'affari internazionali, fra i quali si distinsero, in particolare, quelli dell'Italia centro-settentrionale: lombardi, veneziani, genovesi e toscani. Anche le presenze toscane (senesi, pistoiesi, pisane, lucchesi, fiorentine) variarono nel tempo per numero e importanza degli affari, per le diverse forme di partecipazione al potere politico locale, per influenza esercitata nell'economia e nella società. Lontani dalla madrepatria gli operatori economici vivevano organizzati in una natio o nazione, un'associazione di tipo giuridico-sociale, alla quale era obbligatorio appartenere per il riconoscimento ufficiale e la tutela, sia nella persona fisica che negli interessi, per esercitare la mercatura e usufruire dei privilegi concessi dalle autorità del paese 1 . Ogni singola natio era soggetta a delle norme statutarie che ne regolamentavano la vita mercantile, civile e religiosa. Scopo di questo contributo è quello di ripresentare integralmente, con alcune riflessioni, lo statuto dei lucchesi di Bruges, un testo fondamentale per comprendere l'organizzazione di una tra le maggiori, ricche e potenti comunità mercantili nelle Fiandre 2 . 33 1 Fondamentali sono gli studi di Mario Ascheri dedicati alle norme statutarie, una tematica discussa nei lontani "anni del GISEM" e tenuta presente nei miei lavori, ai quali rinvio per ulteriori approfondimenti e bibliografia, dedicati a: "Nationes" toscane nelle Fiandre in Comunità forestiere e "nationes" nell'Europa dei secoli XIII-XVI, a cura di G. Lucchesi e uomini di comunità a Bruges nel tardo Medioevo, in «Mercatura è arte». Uomini d'affari toscani in Europa e nel Mediterraneo tardomedievale, a cura di L. Tanzini, S. Tognetti, Roma 2012, pp. 45-79. 2 Edito insieme allo statuto di Anversa (1560) in edizioni ormai rare: cfr. E. Lazzareschi, Gli Statuti dei Lucchesi a Bruges e ad Anversa, in Ad Alessandro Luzio gli Archivi di Stato italiani. Miscellanea di Studi storici, Firenze 1933, pp. 75-88, in part. 83-88; Libro della Comunità dei mercanti lucchesi in Bruges, a cura di E. Lazzareschi, Milano 1947, pp. 271-279.
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