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Books by Luca Mazzoni
Lucrezia Tornabuoni, "Storia di Hester" e "Vita di Tubia", edizione critica e commento a cura di Luca Mazzoni, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2020 (Biblioteca Italiana Testi e Studi, 15). Prefazione di Andrea Canova.
by
Luca Mazzoni
and
Andrea Canova
Lucrezia Tornabuoni (1427-1482), madre di Lorenzo il Magnifico, è autrice di alcune laudi e di ci...
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Lucrezia Tornabuoni (1427-1482), madre di Lorenzo il Magnifico, è autrice di alcune laudi e di cinque poemetti che rielaborano soggetti biblici. Questa edizione commentata della "Storia di Hester" e della "Vita di Tubia" colloca i due poemetti in terzine nell'ambito della produzione di Lucrezia e individua le numerose affinità che essi presentano con le opere poetiche scritte nell'ambiente del Magnifico, principalmente quelle di Feo Belcari, dello stesso Lorenzo e di Angelo Poliziano, ma soprattutto di Luigi Pulci. I numerosi prestiti danteschi, petrarcheschi (e, in misura inferiore, boccacciani) e le formule che risalgono alla tradizione canterina e cavalleresca sono gli altri elementi che vanno a comporre la "parole" poetica di Lucrezia in queste opere. Il confronto con i due volgarizzamenti della Bibbia pubblicati nell'agosto e ottobre del 1471 fa emergere, inoltre, alcune evidenti somiglianze soprattutto con quest'ultima versione. L'edizione prende infine in esame anche grafia, lingua e prosodia dei poemetti per come appaiono nel manoscritto originale.
Fra Dante, Petrarca, Boccaccio e studi eruditi. Carteggio Giovanni Iacopo Dionisi - Bartolomeo Perazzini (1772-1800)
Molteplici sono i temi che emergono nelle 228 lettere costituenti il carteggio fra Giovanni Iac...
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Molteplici sono i temi che emergono nelle 228 lettere costituenti il carteggio fra Giovanni Iacopo Dionisi e Bartolomeo Perazzini, eruditi e letterati veronesi. Oltre all’allestimento delle varie opere dantesche di Dionisi, seguiamo anche la preparazione delle due edizioni bodoniane: "Commedia" nel 1795, "Rerum vulgarium fragmenta" e "Triumphi" nel 1799, edizione, quest’ultima, che vide la luce in un momento storico travagliato (invasione francese di Verona). Non mancano notizie circa altre opere pubblicate dal prolifico Dionisi, come per esempio la traduzione dei "Trattati" di s. Zeno, nella quale (il dato emerge per la prima volta) il ruolo di Perazzini fu fondamentale. Il filone boccacciano che percorre il carteggio verte soprattutto sul «Codice Mannelli» del Decameron, il noto manoscritto fiorentino dell’opera considerato a lungo il più affidabile, prima della scoperta novecentesca dell’autografo berlinese. I temi e i personaggi che popolano le lettere sono molti altri: i rapporti con gli eruditi fiorentini (Angelo Maria Bandini, Gaetano Cioni, Francesco Fontani, Giovanni Lami, Marco Lastri, Lorenzo Mehus, Domenico Moreni, Giuseppe Pelli Bencivenni) e non (solo qualche esempio: Johann Bernhard Merian, direttore dell’Accademia delle scienze di Berlino, l’astronomo muranese Vincenzo Miotti, Girolamo Tiraboschi), i manoscritti danteschi consultati da Dionisi alla ricerca di varianti al testo vulgato del poema, alcuni dei quali finora non collegati al canonico veronese, la ricerca erudita, la costante volontà di «promover le lettere» (lettera di Perazzini a Dionisi del 16 marzo 1777). L’Introduzione, dopo un profilo biografico dei due eruditi coinvolti nel carteggio, presenta la consistenza di quest’ultimo (precisando anche la curiosa vicenda di molte lettere, che ebbero una prima trascrizione a fine Ottocento), ne tratteggia i temi e gli spunti più significativi ed enuncia i criteri di trascrizione delle missive. Ogni lettera è dotata di commento.
Dante a Verona nel Settecento. Studi su Giovanni Iacopo Dionisi
Postille di Pio Rajna alle "Origini dell'epopea francese". Trascrizione e studio
Papers by Luca Mazzoni
Sulla "Nova de miraculis disputatio" di Pietro Edo e su altre sue opere [Green Open Access]
"Rivista di letteratura religiosa italiana", VIII (2025), pp. 145-150. Pubblico il file di Word c...
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"Rivista di letteratura religiosa italiana", VIII (2025), pp. 145-150. Pubblico il file di Word consegnato all'editore.
Vicende dell’illustrazione dantesca nel Settecento. Con una curiosità ottocentesca
in Fix it: adattare i classici in immagine fissa, a cura di Silvia Baroni, Chiara Battisti, Fabio...
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in Fix it: adattare i classici in immagine fissa, a cura di Silvia Baroni, Chiara Battisti, Fabio Forner, Milano, Ledizioni, 2025, pp. 167-183
"La Divina Commedia illustrata nei luoghi e nelle persone" di Corrado Ricci (1898, 1921)
La sontuosa edizione della Commedia curata da Corrado Ricci (La Divina Commedia di Dante Alighier...
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La sontuosa edizione della Commedia curata da Corrado Ricci (La Divina Commedia di Dante Alighieri illustrata nei luoghi e nelle persone, a cura di C. R., Milano, Hoepli, 1898, seconda edizione 1921) è corredata di «30 eliotipie e 400 zincotipie», e all’epoca ebbe molta rinomanza per la ricchezza di immagini: essa contiene infatti molte fotografie di luoghi citati nel poema, spesso inquadrate «nel punto rispondente al concetto dantesco» (p. XVI), per citare Ricci, secondo il quale si tratta di un tipo di illustrazione che «non può esser soggetta al gusto e alla variabilità delle impressioni» (p. XXII). Molte recensioni furono pubblicate su questo lavoro, tanto che l'infaticabile Ricci, ben ventitrè anni dopo, pubblicò un'altra edizione, molto diversa.
La canzone «Della stirpe regale è nato il Fiore» di Lucrezia Tornabuoni
«Aevum», 98, fasc. 3 (2024), pp. 543-572.
The article contains an annotated edition of Della sti...
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«Aevum», 98, fasc. 3 (2024), pp. 543-572.
The article contains an annotated edition of Della stirpe regale è nato il Fiore, a canzone by Lucrezia Tornabuoni (1427-1482), mother of Lorenzo de’ Medici, contained in ms. Magl. VII.338 of the Biblioteca Nazionale Centrale of Florence.
La preghiera nelle opere di Lorenzo de' Medici e Feo Belcari
Rassegna delle opere religiose del Magnifico e di Feo Belcari
Riflessioni sulla fortuna dell’incipit latino della Commedia. Con un nuovo testimone
L’articolo presenta un nuovo testimone trecentesco in cui dopo le tragedie di Seneca si trovano a...
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L’articolo presenta un nuovo testimone trecentesco in cui dopo le tragedie di Seneca si trovano alcuni brevi testi, fra i quali l’epitafio Iura monarchie e una nota sul genere letterario della Commedia, con il primo verso del presunto incipit latino del poema dantesco. Dopo avere presentato questo manoscritto, esso viene confrontato con altri due codici già noti che presentano gli stessi testi di interesse dantesco. Verosimilmente, uno di questi codici ha fatto da antigrafo per l’epitafio dantesco seguíto dal primo verso latino del poema che si trova in una miscellanea umanistica quattrocentesca di Toledo, a sua volta copiato in un altro manoscritto. Si esamina quindi la nota sul genere della Commedia e si segnalano alcuni parallelismi con l’Epistola a Cangrande, il Comentum di Pietro Alighieri e
soprattutto con il Comentum di Benvenuto da Imola, da dove, probabilmente, è stato tratto l’incipit latino.
Edizioni dantesche del Sei-Settecento
in Dante, com’era nel 1472 (e come si lesse da allora). Prime edizioni, incunaboli, post-incunaboli e altro, a cura di Francesco Ciabattoni e Alessandro Scarsella, Milano, Biblion Edizioni, 2023, pp. 141-161
, 2023
Analisi delle caratteristiche testuali e paratestuali delle poche edizioni dantesche del Seicento...
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Analisi delle caratteristiche testuali e paratestuali delle poche edizioni dantesche del Seicento (Vicenza 1613, Padova 1629, Venezia 1629) e delle più significative fra quelle apparse nel Settecento: la Cominiana (Padova 1726-27), le edizioni del commento di Pompeo Venturi, molto diverse fra di loro (Lucca 1732, Venezia 1739, Verona 1749, e Venezia 1751, la prima con il nome di Venturi), l'edizione di Serassi (Bergamo 1752), l'opera omnia dell'editore Zatta (Venezia 1757: si ricostruisce per la prima volta la figura del promotore di questa impresa), la Lombardina (Roma 1791), la Bodoniana di Dionisi e Perazzini (Parma 1795).
Si sciolgono inoltre alcune ambiguità presenti nella bibliografia sull'esistenza di una collezione in cinque volumi di tutte le opere di Dante pubblicata a Venezia nel 1741 (con il rimando a un'edizione della Monarchia pubblicata dallo stesso editore, Pasquali, nel 1740).
«Sono dolentissimo che queste mie fatiche rimangano tuttora sconosciutissime in Italia». Gli studi danteschi di Karl Witte nel suo carteggio inedito con i corrispondenti fiorentini
in Dante fra Italia ed Europa nell’Ottocento. Atti dei Seminari Internazionali «Per Dante verso il ’21», Milano, novembre 2018-luglio 2020, a cura di Simona Brambilla e Luca Mazzoni, Milano, Biblioteca Ambrosiana-IPL, 2021 («Studi ambrosiani di italianistica»), pp. 145-178.
Vengono indagate 39 lettere – pubblicate in extenso in un altro articolo – scritte da Witte a cor...
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Vengono indagate 39 lettere – pubblicate in extenso in un altro articolo – scritte da Witte a corrispondenti fiorentini (cui si aggiungono altre due lettere di risposta), estraendone un diorama di informazioni sulle varie imprese dantesche del dantista sassone, quali il lavoro di ricerca delle varianti al terzo canto dell’Inferno ai fini dell’edizione del poema che lo studioso pubblicò nel 1862, il tentativo – destinato a non realizzarsi, fondamentalmente per ragioni linguistiche – di far ottenere udienza al commento alle Rime dantesche, da lui pubblicato nel 1827, presso il pubblico degli studiosi italiani, la tenacia delle indagini sulle Epistole e sui commenti alla Commedia, fra cui quello di Graziolo Bambaglioli (Witte è lo scopritore dei due manoscritti fondamentali di quest’opera, il sivigliano e il senese). Tanto per le lettere dantesche quanto per il commento di Graziolo, Witte, cavallerescamente, cedette i suoi lavori di ricostruzione del testo ad altri studiosi: a Fraticelli per le Epistole, a Rödiger per il chiosatore trecentesco, ma in quest’ultimo caso il progetto non ebbe esito a stampa. Le lettere di Witte permettono inoltre di seguire le polemiche che lo coinvolsero, con studiosi quali, fra gli altri, Francesco Palermo, che credeva di avere trovato un codice della Commedia di pugno di Petrarca, e altri editori di testi, criticati dallo studioso sassone per l’inaffidabilità delle loro imprese ecdotiche: Luciano Scarabelli (curatore del commento di Iacomo della Lana e di un’edizione della Commedia con il riscontro di 19 codici) e Alessandro Torri (promotore di una generosa ma velleitaria edizione delle ‘opere minori’ di Dante).
Le postille di Vincenzo Monti ai commenti danteschi di Biagioli e Lombardi
"Studi sul Settecento e l'Ottocento"
, 2021
Analisi delle note che Vincenzo Monti appose ai commenti alla "Commedia" di Biagioli e Lombardi. ...
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Analisi delle note che Vincenzo Monti appose ai commenti alla "Commedia" di Biagioli e Lombardi. Dopo una breve storia di questi materiali montiani, se ne individuano le caratteristiche, i rapporti con la "Proposta" e le principali linee di tendenza, tutte finalizzate alla comprensione del significato letterale del poema, anche grazie al ricorso a osservazioni lessicografiche o di poetica. Frequenti anche i riferimenti ai classici o alla tradizione letteraria italiana.
Analysis of the notes that Vincenzo Monti made about the comments on the "Commedia" by Biagioli and Lombardi. After a brief history of these notes, their features, their relationships with Monti's "Proposta" and their main trends are identified ; they are all aimed at understanding the literal meaning of the poem, through lexicographic observations, or remarks on the poetic style. Monti inserts also many references to the classics and to the Italian literary tradition.
Petrocchi redivivo? Alcune precisazioni sui censimenti di manoscritti con epitafi danteschi e sulla riproposizione di dubbie ipotesi. Con un nuovo testimone
Si torna ad affrontare la questione degli epitafi danteschi e si rilevano in contributi altrui de...
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Si torna ad affrontare la questione degli epitafi danteschi e si rilevano in contributi altrui dei talora sorprendenti errori che sono alla base di ipotesi poco affidabili circa quali testi fossero posti, e quando, sulla tomba di Dante prima del restauro promosso nel 1483 da Bernardo Bembo. La bontà della ricostruzione proposta or non è molto da chi scrive, e qui ribadita, è suffragata dalla sua sostanziale adozione nel recente volume della NECOD relativo agli epitafi e ad altri componimenti latini in lode di Dante. Si registra inoltre un nuovo testimone cinquecentesco di "Iura monarchie".
The issue of what epitaphs were written in Dante’s grave before Bernardo Bembo’s restoration in 1483, and when they were posed, is faced again in the paper, in which some mistakes in other’s papers are corrected. Those mistakes led to unreliable hypotheses about Dante’s epitaphs issue, while the author’s wiew – written in previous papers, and here reaffirmed – is adopted in the latter-day NECOD volume about Dante’s epitaphs and other Latin writings praising him. Furthermore, a previously unknown XVI-century manuscript containing "Iura monarchie" is registered.
Lettere di Karl Witte agli amici fiorentini / Karl Witte's letters to his Florentine friends
"StEFI. Studi di erudizione e filologia italiana", IX (2020), pp. 209-246
Transcription of 39 letters written by the German Dante scholar Karl Witte (1800-1883) to his Flo...
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Transcription of 39 letters written by the German Dante scholar Karl Witte (1800-1883) to his Florentine fellows Eugenio Camerini, Gino Capponi, Angelo De Gubernatis, Francesco Del Furia, Pietro Fanfani, Pietro Fraticelli, Giovan Pietro Vieusseux, all kept in the Biblioteca Nazionale Centrale of Florence. I also transcribe two responsive letters, by Fanfani and Fraticelli. These letters mainly concern Dante studies; a separate essay will analyze their more relevant topics.
Trascrizione di 39 lettere - riguardanti principalmente argomenti danteschi - scritte da Karl Witte (1800-1883) ai suoi corrispondenti fiorentini Eugenio Camerini, Gino Capponi, Angelo De Gubernatis, Francesco Del Furia, Pietro Fanfani, Pietro Fraticelli, Giovan Pietro Vieusseux, tutte conservate nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Trascrivo anche due lettere di risposta, di Fanfani e Fraticelli. Un altro articolo in corso di stampa analizzerà gli argomenti più rilevanti discussi nelle missive.
Lucrezia Tornabuoni fra Lorenzo, Poliziano e Pulci, in Memoria poetica: questioni filologiche e problemi di metodo, a cura di Giuseppe Alvino, Marco Berisso, Irene Falini, Genova, Genova University Press, 2019, pp. 121-132
by
Irene Falini
and
Luca Mazzoni
Analisi di alcune immagini, stilemi e iuncturae che è possibile rinvenire tanto in due poemetti b...
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Analisi di alcune immagini, stilemi e iuncturae che è possibile rinvenire tanto in due poemetti biblici di Lucrezia Tornabuoni (Storia di Hester, Vita di Tubia) quanto nelle opere di Lorenzo, Poliziano e Pulci. Questa compresenza pone il problema del vettore delle influenze, stante l'incertezza cronologica di molte delle opere coinvolte. L'edizione critica dei due poemetti, di imminente pubblicazione presso la collana BITeS delle Edizioni di Storia e Letteratura, conterrà nell'Introduzione un'analisi più ampia e approfondita di questi rapporti.
Le «Osservazioni sopra la Commedia» di Filippo Rosa Morando, in «Tra lo sil de’ moderni e ’l sermon prisco». Studi di allievi e amici in onore di Giuseppe Frasso, a cura di E. Barbieri, M. Giola, D. Piccini, Pisa, ETS, 2019, pp. 425-439.
Analisi delle chiose dantesche di Filippo Rosa Morando (1732-1757)
Parole di Lucrezia Tornabuoni («Studi di lessicografia italiana», XXXVI, 2019, pp. 103-126)
L’articolo prende in analisi alcune espressioni usate da Lucrezia Tornabuoni in due poemetti in t...
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L’articolo prende in analisi alcune espressioni usate da Lucrezia Tornabuoni in due poemetti in terzine dei quali è prossima la pubblicazione dell’edizione critica per cura di chi scrive (Storia di
Hester, Vita di Tubia) – ma l’indagine si estende anche agli altri tre poemetti sacri di Lucrezia –.
Alcuni termini non sono attestati altrove ("fare riserbo di" + verbo nel senso di ‘fare voto’ e ‘risparmiarsi’, "non intendere a muto" forse nel senso di ‘capire perfettamente’, "essere niente", forse nel senso di ‘non costare nulla, non dispiacere’); per altre espressioni, le definizioni presenti nei repertori non risultano soddisfacenti, e il significato emerge dal contesto nel quale si trovano ("sogno" ‘inezia’, "addestrare" ‘preparare’, "mettere mano nel sangue di qualcuno" ‘decidere l’attacco a
qualcuno’, "dare di piglio alle parole" ‘afferrare bene le parole’, "ammantare" ‘imbandire un banchetto’, "congiunzione" ‘matrimonio’, "rinfrescare" ‘ristorarsi’, "inanimirsi" ‘insuperbirsi’). Talvolta quella di Lucrezia è la sola attestazione quattrocentesca (così per "alle stagioni" ‘al momento giusto’, "operare" ‘usare’, "addossare" ‘accollarsi’, "assettare" ‘adattare a sè’, "volere che il bando vada per la propria parte" ‘farla da padrone’, "succinto" ‘che indossa vestiti corti’, "fare orizzonte" ‘creare una
superficie orizzontale’), o è possibile retrodatare parole usate per primo da Machiavelli ("giunto" ‘inganno’, "stornare" ‘desistere’, "inanimire" ‘incoraggiare’). I poemetti presentano anche il recupero di
una locuzione dantesca ("perder l’ora" ‘sciupare il tempo’), e un sintagma tipicamente laurenziano ("dare la soia / le soie" ‘lusingare’).
Il Petrarca sconosciuto: l'edizione bodoniana di "Rerum vulgarium fragmenta" e "Triumphi" (1799)
"Studi medievali e umanistici", XV (2017), pp. 315-346
The edition of Rerum vulgarium fragmenta and Triumphi published in 1799 by Bodoni and edited by G...
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The edition of Rerum vulgarium fragmenta and Triumphi published in 1799 by Bodoni and edited by Giovanni Iacopo Dionisi and Bartolomeo Perazzini has been quickly forgotten by scholars. In the fisrt part of my essay I reconstruct the history of this edition, with some information coming both from the recently-published letters of the two Veronese scholars and from some unpublished letters. In the second part, I analyse the Introduction of the edition, in which some textual and exegetical issues are posed
Dantisti veronesi del Settecento
in Dante a Verona 2015-2021, a cura di E. Ferrarini, P. Pellegrini, S. Pregnolato, Ravenna, Longo editore, 2018, pp. 153-167
, 2018
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