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Elenco delle abbreviazioni 15 Premessa 8 gione trentina e a quella romana. La prima ha interessat... more Elenco delle abbreviazioni 15 Premessa 8 gione trentina e a quella romana. La prima ha interessato specialmente l'epistolario di Cristoforo, e quindi anzitutto il fondo di oltre 1.700 lettere che dal 1920 si conserva nell'Archivio di Stato di Trento. Nel 1805, due anni dopo la secolarizzazione del Principato Vescovile, queste carte furono temporaneamente trasferite, insieme alla gran parte dell'archivio episcopale, nello Statthalterei-Archiv di Innsbruck (oggi Tiroler Landesarchiv). 5 Qui la corrispondenza fu vagliata da Andrea Galante, che ne pubblicò l'inventario nel 1911. 6 Ma qualche frammento dell'archivio vescovile era finito, già agli inizi del XIX secolo, sul mercato dei collezionisti. Ciò avvenne anche per certe lettere di Cristoforo: due documenti relativi a Tiziano Vecellio, noti agli eruditi del Settecento, non sono più emersi. 7 Alla dispersione cercò di porre rimedio il barone Antonio Mazzetti. A lui dobbiamo quel fondo di carte diplomatiche, amministrative e di natura varia, incluse oltre 250 lettere a Cristoforo, che chiamiamo 'Raccolta Mazzetti', e che si consulta alla Biblioteca Comunale di Trento. 8 La medesima biblioteca, poi, custodisce il ricco materiale, per lo più inedito, prodotto da Carlo Giuliani, lo 'storico dei Madruzzo'. Il fondo dell'erudito, morto nel 1904, si articola in trentasei tomi. Vi leggiamo trascrizioni di diplomi e carteggi di ambasciatori, appunti da testi a stampa, biografie manoscritte, notizie disparate e, in sette tomi, oltre quattromila lettere scritte a (e da) esponenti di Casa Madruzzo, per l'arco di tempo dal 1528 al 1658. 9 Non ripercorrerò la biografia del cardinale, per la quale ci sono buoni profili, anche di recente pubblicazione. 10 Se funzio-5 Per queste vicende rimando al recente contributo di Cagol 2015. 6 Galante 1911a. 7 Penso alle due problematiche lettere del 1542 e del 1543, di cui era a conoscenza l'erudito francescano Benedetto Bonelli (1762, 402), per le quali rimando al saggio. 8 Cfr. Scandola 2015. 9 Per questo fondo e per un profilo di Carlo Giuliani rimando a Oberziner 1904. Notai AC Notai e cancellieri del Tribunale dell'auditor Camerae ÖNB Österreichische Nationalbibliothek di Vienna TLA Tiroler Landesarchiv di Innsbruck «OGNI PADOVANO È SVISCERATO SERVITORE DEL NOME VOSTRO»: MADRUZZO NUMISMATICO FRA BEMBO E MANTOVA BENAVIDES
Papers by Luca Siracusano
San Giacomo at Rialto, a church under the patronage of the Doge, was restored by the State in the... more San Giacomo at Rialto, a church under the patronage of the Doge, was restored by the State in the years around 1600. Three new altars were financed by three di erent guilds. The high altar was commissioned by the Casaroli guild and adorned with sculptures. In 1604, Giovanni Stringa listed the statue of St. James as a work by Alessandro Vittoria. However, at this date the artist was certainly too elderly to carve stone sculptures by himself. The investigation of the hitherto little-studied Casaroli Altar may shed new light both on the dynamics of the later Vittoria's workshop and on his closest relatives-assistants.
Il Rettore della Chiesa di San Gaetano, l'Editore e il Curatore della collana di studi Le chiese ... more Il Rettore della Chiesa di San Gaetano, l'Editore e il Curatore della collana di studi Le chiese monumentali padovane si sentono in dovere di ringraziare tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione del presente volume:

Tra ducato di Savoia e marchesato di Saluzzo: una nuova proposta per Giacomo Jaquerio a Carmagnol... more Tra ducato di Savoia e marchesato di Saluzzo: una nuova proposta per Giacomo Jaquerio a Carmagnola e alcune riflessioni sul ciclo del castello della Manta 37 DAVIDE CIVETTINI L'enigma di Arundel Castle 51 FRANCESCA GIRELLI Un nuovo rilievo con San Girolamo nel deserto di Niccolò di Giovanni Fiorentino 67 CRISTINA QUATTRINI "Ricordasi assai chi ben serve e tace". L'Allegoria di Girolamo Casio di Boltraffio sotto un'altra luce 79 ALESSANDRA GIANNOTTI Una antologia della scultura fiorentina di fine Cinquecento: la serie di Apostoli in terracotta della Cattedrale di Fiesole 87 GIUSEPPE PORZIO Un rame spagnolo di Bartolomeo Cavarozzi 91 CLARA SEGHESIO Il busto di Carlo Emanuele I della Galleria Sabauda di Torino. Una proposta per Tommaso Carlone 103 MIRIAM DI PENTA Un Album di Giovanni Benedetto Castiglione dai disegni di Agostino e Annibale Carracci nella raccolta di Francesco Angeloni 117 GELSOMINA SPIONE Il primo soggiorno romano di Giovanni Benedetto Castiglione 123 GIACOMO MONTANARI Nascosti in piena vista: ritratti barocchi di Jacopo Antonio Ponzanelli a Pontinvrea 131 PAOLA APREDA, ODETTE D'ALBO Paolo Pagani in Ciociaria: due storie romane al Museo Diocesano di Ferentino 141 LUCA FIORENTINO Il Belisario ritrovato. Una tela del Legnanino per il Palazzo del principe di Carignano a Torino 151 PIERO BOCCARDO Tre equivoci per un dipinto di Lorenzo De Ferrari in Palazzo Reale a Torino 159 VITTORIA BRUNETTI A ciascuno il suo: Pincellotti, Bracci, Della Valle e altri ritrattisti papali 183 RICCARDO NALDI

patria dalla quale sono usciti tanti scultori eccellentissimi luca siracusano 1074 1075 l'influen... more patria dalla quale sono usciti tanti scultori eccellentissimi luca siracusano 1074 1075 l'influenza di Desiderio da Settignano. Un secondo scultore, che guarda al Donatello padovano, operò invece alla tomba del Gattamelata (fig. 2) 13. Ancora non è possibile dire quale dei due maestri sia Gregorio di Allegretto (se quello desideresco, ovvero l'altro); e ci si è chiesti se a sottoscrivere il contratto non sia stato un impresario, che non corrisponderebbe quindi a nessuno dei due artefici 14. Il problema rimane aperto. Contrariamente a quanto finora ipotizzato, però, i gisants a me paiono spettare entrambi allo scultore desideresco: le proporzioni sfilate di Giannantonio e i volumi più torniti del Gattamelata non si spiegano con la diversità di mano, ma con la necessità di mettere a contrasto le sembianze dell'erede caduto prematuramente con la prestanza del padre, maturo e invitto guerriero. Dopotutto, già il contratto prevedeva di differenziare i due ritratti, perché l'uno andava "armato ad antiquam", l'altro "ad modernam" 15. Lo scultore donatelliano intagliò la sola fronte del sarcofago del Gattamelata (fig. 2), abitata da spiritelli curvi su sé stessi, gli occhi ipnoticamente sgranati-sorta di sviluppo seriore di quella nevrotica Madonna col Bambino agli Eremitani, ancora anonima 16. È 13 iVi (con bibliografia sulle arche gattesche, a p. 188, note 15 e 38).
LA CAPPELLA DEL SANTO, DOPO JACOPO SANSOVINO In questo capitolo si ripercorre la storia della Cap... more LA CAPPELLA DEL SANTO, DOPO JACOPO SANSOVINO In questo capitolo si ripercorre la storia della Cappella di Sant'Antonio dalla fine degli anni venti del Cinquecento, con l'approdo di Jacopo Sansovino e dei suoi, fino al compimento del cantiere, all'aprirsi del XVII secolo. L'esame stilistico e la revisione dei documenti interessano gli stucchi di Silvio Cosini; i quattro rilievi compiuti da Sansovino, dallo stesso Cosini e da Girolamo Campagna; l'altare antoniano, originariamente popolato da undici statue bronzee di Tiziano Aspetti.
Trento] : Provincia autonoma di Trento ; [Trento] : Castello del Buonconsiglio, Monumenti e colle... more Trento] : Provincia autonoma di Trento ; [Trento] : Castello del Buonconsiglio, Monumenti e collezioni provinciali, 2017. -496 p. : ill. ; 28 cm. -(Castello in mostra ; 5) Catalogo della mostra tenuta a Trento dall'8 luglio al 5 novembre 2017
Trento] : Provincia autonoma di Trento ; [Trento] : Castello del Buonconsiglio, Monumenti e colle... more Trento] : Provincia autonoma di Trento ; [Trento] : Castello del Buonconsiglio, Monumenti e collezioni provinciali, 2017. -496 p. : ill. ; 28 cm. -(Castello in mostra ; 5) Catalogo della mostra tenuta a Trento dall'8 luglio al 5 novembre 2017

Il suo caso rimane problematico. Nel catalogo di Francesco Segala, infatti, opere notevoli per or... more Il suo caso rimane problematico. Nel catalogo di Francesco Segala, infatti, opere notevoli per originalità e qualità convivono con sculture più modeste. E questo fatto non è dovuto allo stratificarsi nella letteratura di una serie di attribuzioni errate: l'impressione della discontinuità permane anche se con prudenza ci atteniamo alle sole opere firmate o dotate di tutti i crismi documentari. Altalenante, dopotutto, è stato l'andamento della carriera di questo artista. Padovano − come lui stesso ribadisce con orgoglio nelle firme −, Segala fallisce in modo sistematico i concorsi indetti dalla Veneranda Arca di Sant'Antonio, e cioè il massimo committente pubblico della sua città natale. La congrega gli serra in faccia i battenti della basilica del Santo per ben tre volte. Nel 1565 Francesco si candida quale autore del nuovo tabernacolo di bronzo, destinato all'altare di Donatello, ma i presidenti gli preferiscono l'oscuro Gaspare Moneta (il quale, peraltro, nemmeno darà seguito alla commissione) 1 ; nel 1573 chiede gli venga affidato il Miracolo del giovane di Lisbona, rilievo lasciato incompiuto dall'amico Danese Cattaneo 2 per la sopraggiunta morte, ma il prestigioso incarico va all'esordiente Girolamo Campagna 3 ; nel 1579, infine, partecipa al concorso per il nuovo altare maggiore, ma è ancora Campagna a spuntarla (anche se, questa volta, solo al ballottaggio e per un unico voto di scarto) 4 . In Sant'Antonio, insomma, Segala raccoglie le briciole: nel 1564 consegna la bellissima Santa Caterina di bronzo per una pila dell'acquasanta, che ad oggi è la sua prima opera certa 5 ; nel 1591, un anno prima di morire, modella per il coro due statue di stucco bronzato, di cui però abbiamo perse le tracce 6 .

Nella primavera del 1961 Anita Leslie King sottopose a John Pope-Hennessy una graziosa Madonna co... more Nella primavera del 1961 Anita Leslie King sottopose a John Pope-Hennessy una graziosa Madonna con il Bambino in pietra d'Istria, grande poco meno del naturale ed evidentemente intagliata in Veneto al crepuscolo della Maniera ( ) 1 . La scultura era stata acquistata nel 1878 da Sir John Leslie, nonno della proprietaria nonché appassionato collezionista. Da allora, la Madonna aveva dimorato nel vittoriano Leslie Castle, nella contea irlandese di Monaghan, dove impreziosiva la cappella di famiglia. A rischiarare le vicende più antiche è un'epigrafe di primo Ottocento, che aveva viaggiato con l'effigie mariana. Dall'iscrizione apprendiamo che l'opera era stata nelle pertinenze dell'Arsenale di Venezia fino al 1809, quando venne letteralmente "celata fra i ruderi" per evitare che scomparisse: simvlacrvm immacvlatae virginis mariae / a venetorvm religione / prope armamentarivm positvm / svb napoleone primo inter rvdera absconditvm / anno mdcccix hvc translatvm 2 .
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