Books by Martina Bernardi

Research paper thumbnail of Bernardi M., Farinetti E., Santangeli Valenzani R. (a cura di), Archeologia nei Monti Lucretili. Nuove ricerche e prospettive di indagine in un paesaggio montano del Lazio, BAR International Series 3160, Oxford 2024.

BAR International Series 3160, 2024

Il volume raccoglie gli atti della Giornata di Studi organizzata presso l’Università di Roma Tre ... more Il volume raccoglie gli atti della Giornata di Studi organizzata presso l’Università di Roma Tre (8 novembre 2022) in cui sono stati presentati i primi risultati del “Monti Lucretili Landscape Project”. Esperti e giovani studiosi che si sono occupati di quest’area montana del Lazio presentano le loro ricerche in una prospettiva diacronica, analizzando il paesaggio da diversi punti di vista: storico, archeologico, topografico, geologico e geografico.

Attraverso casi di studio che vedono l’applicazione delle diverse metodologie proprie di ciascuna disciplina, il volume vuole stimolare un dibattito sulle metodologie di ricerca ma soprattutto sui maggiori temi storiografici che hanno toccato quest’area dei dintorni di Roma, legati alla trasformazione del paesaggio e ai cambiamenti delle forme insediative nelle diverse epoche, con un focus particolare sul periodo medievale. Inoltre, il libro propone ai ricercatori che si occupano di archeologia montana e rurale un caso di studio confrontabile con altri contesti mediterranei indagati nella prospettiva della longue durée.

The volume collects the first results of the “Monti Lucretili Landscape Project”, as presented during the meeting held at Roma Tre University (November 8, 2022).

Research paper thumbnail of Bernardi M., L'incastellamento nei Monti Lucretili. Dinamiche insediative e paesaggio rurale tra alto e basso medioevo, BAR International Series 3027, Oxford 2021

BAR International Series 3027, 2021

Il volume analizza l’origine, l’evoluzione e la fine dei castelli medievali nell’area dei Monti L... more Il volume analizza l’origine, l’evoluzione e la fine dei castelli medievali nell’area dei Monti Lucretili, distretto territoriale collocato a Nord-Est di Roma, ponendosi al centro del dibattito sul fenomeno dell’ incastellamento in Italia. I villaggi fortificati, ubicati ad alta quota e fondati a partire dal X-XI secolo nel Lazio, hanno fortemente modificato il paesaggio rurale intorno a Roma durante il medioevo. Questa ricerca tratta nel dettaglio tutti i castelli abbandonati dell’area campione, illustrando per ciascuno elementi strutturali, ipotesi ricostruttive e cronologie attraverso l’utilizzo di comprovati metodi. L’ obiettivo scientifico dello studio è capire quali dinamiche insediative hanno originato la nascita e lo sviluppo del fenomeno dei castelli nei Monti Lucretili: come la popolazione delle campagne si sia adattata al nuovo sistema insediativo modificando le proprie abitudini e le cause che hanno determinato poi, negli ultimi secoli del medioevo, l’abbandono selettivo della maggior parte dei siti incastellati, segnando così la fine dell’incastellamento come modello di popolamento nel contesto rurale.

Book Reviews by Martina Bernardi

Il capitale culturale. Studies on the Value of Cultural Heritage, 31, 2025

Archeologia Classica, LXXV, 2024

CDD 20. 930.l'05 Comitato Scientifico barbara borg, marijke gnade, pierre gros, sybille haynes, r... more CDD 20. 930.l'05 Comitato Scientifico barbara borg, marijke gnade, pierre gros, sybille haynes, rafael hidalgo prieto, tonio hölscher, natacha lubtchansky, mette moltesen, emmanuelle rosso, stéphane verger Il Periodico adotta un sistema di Peer-Review

FOLD&R Archaeological Survey by Martina Bernardi

Research paper thumbnail of Martina Bernardi, Emeri Farinetti (2023): "Monti Lucretili Landscape Project. Surveying an upland landscape around the Montefalco castle (2020-2022)"

FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Survey(20), 2023

The Monti Lucretili Landscape Project (MoLuLaP) aims to reconstruct the long-term landscape histo... more The Monti Lucretili Landscape Project (MoLuLaP) aims to reconstruct the long-term landscape history of a mountainous area northeast of Tivoli (Latium, Italy), included in the Monti Lucretili Regional Natural Park. One of the main aims of the research project is to look at the changing patterns of economic activity that have affected the landscape over time, such as agricultural exploitation, pastoralism, and transhumance practices, and their effects on the environment and on the settlement pattern. The first archaeological survey campaigns between 2020 and 2022 focused on the Montefalco castle, one of several deserted medieval castles in the area, and the surrounding landscape, and were conducted by the Department of Humanities of the University of Roma Tre. The fortified villages formed a network of highly nucleated fortified centres, each controlling and exploiting a well-defined micro-region within the wider area, which are selected as optimal sample research units to be investigated in the long-term.

Papers by Martina Bernardi

X Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Udine - Cividale del Friuli, 9-13 settembre 2025), 2025

Research paper thumbnail of Bernardi M., Archeologia partecipata e comunità in un territorio montano del Lazio, in Geostorie, XXXIII, 1, 2025, pp. 5-26

Geostorie, 2025

A partire dal 2020 l’Università degli Studi Roma Tre ha avviato il Monti Lucretili Landscape Proj... more A partire dal 2020 l’Università degli Studi Roma Tre ha avviato il Monti Lucretili Landscape Project, progetto di ricerca rivolto alla ricostruzione diacronica del paesaggio nell’area dei Monti Lucretili, un piccolo distretto territoriale del Lazio. Nell’ambito di questo progetto, il gruppo di ricerca si è avvicinato ai temi dell’Archeologia pubblica, instaurando un dialogo diretto con le comunità locali che vivono ancora oggi questi luoghi. Le comunità locali sono state coinvolte a più livelli attraverso diverse iniziative, tra cui laboratori partecipati, forme di archeotrekking, ma anche ricostruendo alcuni simboli identitari. Questo contributo vuole presentare la metodologia applicata finora nell’ambito del progetto MoLuLaP, illustrando le attività condivise proposte alle comunità locali e i processi partecipativi finalizzati alla conoscenza del patrimonio culturale e alla valorizzazione del territorio.

Research paper thumbnail of Bernardi M., Internullo D., Dalle domuscultae alle curtes Sancti Petri.  Ricomporre la storia delle proprietà papali tra archeologia e fonti scritte, in Archeologia Medievale, LI (2024), pp. 31-55

Archeologia Medievale LI, 2024

Questo contributo ha come obiettivo di sottoporre a una nuova verifica la debolezza del papato pr... more Questo contributo ha come obiettivo di sottoporre a una nuova verifica la debolezza del papato presunta dagli studiosi per il “lungo X secolo” compreso tra il 900 e il 1050 circa. Adotta come punto di osservazione la storia delle domuscultae, quelle proprietà papali a gestione diretta che, secondo il parere unanime della storiografia, sarebbero state abbandonate nel corso del IX secolo per vari fattori, primo fra tutti l’intensificazione delle incursioni “saracene” nel Lazio. La riflessione parte dal dato archeologico: poiché la rilettura dei dati di scavo non sembra rivelare soluzione di continuità insediativa in questi siti, almeno fino al XII secolo, nel lavoro si torna a riflettere sulle fonti scritte – fortemente discontinue dal punto di vista dei dati ricavabili – anzitutto per approfondire quali fossero le logiche a monte della loro trasmissione, dunque i pieni e i vuoti che le riguardassero, e poi per ripercorrere, con sguardo più “libero”, alcuni dossier documentari significativi. È proprio la lettura parallela dei due sistemi di fonti a consentire di individuare nuovi dati sulla storia delle domuscultae nei secoli X e XI. A ben guardare questi patrimoni fondiari non sarebbero stati abbandonati o distrutti in maniera significativa, bensì trasformati e riconfigurati, con un altro aspetto e con un altro nome: da domuscultae a curtes, mantenendo però traccia nella toponomastica.

The purpose of this article is to re-examine the weakness of the papacy presumed by scholars for the ‘long 10th century’ between around 900 and 1050. It focuses on the history of the domuscultae, papal property under direct management which, according to the unanimous opinion of scholars, were abandoned during the 9th century due to various factors, mostly related to the intensification of ‘Saracen’ incursions into the Lazio region. The analysis starts with archaeological data: the re-reading of the excavation data does not seem to reveal a discontinuity in settlement occupation in these sites, at least until the 12th century. It moves then to the written sources – which are highly discontinuous in terms of the data that can be obtained – first of all to investigate the logic behind the document’s transmission. Furthermore, it aims to re-examine, with a more ‘unconstrained’ perspective, some significant documentary dossiers. It is precisely the parallel reading of these two types of sources that permits the identification of new data regarding the history of the domuscultae in the 10th and 11th centuries. This re-analysis of the material and written data showed that these landed estates were not abandoned or significantly destroyed, but rather transformed and reconfigured, with different forms and names: from domuscultae to curtes, while still leaving traces in the toponymy.

Research paper thumbnail of Bernardi M., Tra inconsistenza monumentale e contesti pluristratificati: i limiti delle fonti archeologiche nella conoscenza dei paesaggi medievali, in EvoMedio, I (2024), pp. 43-63

EvoMedio, I, 2024

Nello studio dei paesaggi rurali medievali la rappresentatività e la rintracciabilità delle fonti... more Nello studio dei paesaggi rurali medievali la rappresentatività e la rintracciabilità delle fonti archeologiche sono fattori subordinati alla visibilità materiale dei siti e all’estensione dei contesti territoriali che si intende indagare. La concentrazione di indagini in luoghi ad alta visibilità impedisce di vedere tutto ciò che si trovava intorno a tali realtà e che, per inconsistenza monumentale e per il tipo di materiale utilizzato nelle costruzioni (perlopiù deperibile), risulta essere impercettibile. Ma anche i siti medievali rurali altamente monumentali, come i castelli abbandonati o gli odierni borghi abitati, possono presentare problemi di rintracciabilità dell’evidenza archeologica che incidono sulla conoscenza di tali documenti materiali. A tutto questo bisogna aggiungere che la fonte archeologica racchiude dei limiti di significato, intrinseci: è la fonte stessa che spesso si mostra già come frammentaria, componendosi di più elementi ereditati dal passato che trasmettono molteplici contenuti. In questo contributo si tenterà di riflettere su come superare i limiti delle fonti archeologiche medievali per ricostruire i paesaggi rurali, bilanciando la qualità dei dati ottenuti attraverso l’integrazione di diverse metodologie e sistemi di fonti.

In the studies on medieval rural landscapes, the representativeness and data traceability of archaeological sources are related to the material visibility of sites and the width of the territorial contexts under investigation. The great attention dedicated to the highly visible sites hides the surrounding realities, which remain invisible due to the lack of monumental structures and the perishable nature of the construction materials. Furthermore, even for the highly monumental rural sites, such as abandoned castles or currently inhabited villages, archaeological sources can present significant changes that affect the understanding of the sites. Additionally, archaeological sources include limitations in meaning: the source often appears fragmentary, made by multiple elements inherited from the past that show diverse contents. This paper aims to reflect on how to overcome the limits related to medieval archaeological sources in the reconstruction of rural landscapes: a good balance between the quality of data obtained through the integration of various methodologies and source systems.

Lambusier L., Ghini G., Mari Z. (a cura di), Lazio a Sabina 13, Atti del Convegno. Tredicesimo Incontro di Studi sul Lazio e la Sabina (Roma, 25 - 27 maggio 2022), 2024

Archeologia cristiana in Italia. Ricerche, metodi e prospettive (1993-2022), Atti del XII Congresso Nazionale di Archeologia Cristiana, vol. II, 2024

Atti e memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, 2022

Research paper thumbnail of Bernardi M., Il cantiere edile a Roma nel medioevo: storia, caratteristiche ed evoluzione del paesaggio costruito, in Post-Classical Archaeologies 12 (2022), pp. 211-236.

PCA, 2022

Quando si parla di cantieri edili medievali per Roma l’attenzione spesso si focalizza sugli aspet... more Quando si parla di cantieri edili medievali per Roma l’attenzione spesso si focalizza sugli aspetti legati alle tecniche edilizie. Finora si è detto poco sull’aspetto del cantiere (inteso come area di lavoro), sul tipo di attività intraprese per la messa in opera degli edifici e di come i residui materiali e le tracce in negativo di tali interventi possano aver segnato la fisionomia di un paesaggio in perpetua costruzione. Queste evidenze hanno interagito nel quotidiano con la società del tempo e in questo contributo si cercherà di definire caratteristiche e tendenze riscontrate attraverso le evidenze archeologiche nei contesti dei cantieri edili a Roma nell’alto e nel basso medioevo.
Parole chiave: Roma medievale, cantieri edili, paesaggio costruito, archeologia del cantiere, archeologia urbana.

When considering construction sites in Rome, attention often focuses on the aspects related to the masonries. Not many data are presented about the shape and characteristics of the construction site (intended as a work area), about the type of activities for building construction, and how the material evidence and the negative traces of these activities marked the physiognomy of a landscape in continuous construction.
This paper aims to define characteristics and trends observed through the archaeological evidence in the contexts of construction sites in Rome in the Early and Late Middle Ages.
Keywords: medieval Rome, construction site, built landscape, archaeology of the construction site, urban archaeology.

Il progetto AcRoSs e il ruolo dell'archeologia pubblica nelle aree a rischio sismico. L'esempio d... more Il progetto AcRoSs e il ruolo dell'archeologia pubblica nelle aree a rischio sismico. L'esempio di Sant'Agata del Mugello Andrea Arrighetti, Raffaella Leporini 22 Ripensare il digitale. Un'analisi della comunicazione culturale post 2020

Research paper thumbnail of Bernardi M., Curatella L., Templum Pacis: la necropoli medievale del vicus ad Carinas, in P. de Vingo, Y. A. Marano, J. Pinar Gil (a cura di), Sepolture di prestigio nel bacino mediterraneo (secoli IV-IX). Definizione, immagini, utilizzo, Sesto Fiorentino 2021, pp. 145-155.

P. de Vingo, Y. A. Marano, J. Pinar Gil (a cura di), Sepolture di prestigio nel bacino mediterraneo (secoli IV-IX). Definizione, immagini, utilizzo. Atti del convegno - Pella (NO), 28-30 giugno 2017, II, Sesto Fiorentino 2021, 2021

Il cimitero medievale del vicus ad Carinas rappresenta un caso particolare di necropoli urbana si... more Il cimitero medievale del vicus ad Carinas rappresenta un caso particolare di necropoli urbana situata all’interno dell’area monumentale di Roma. La strada, il principale asse viario di collegamento tra il Foro Romano e l’antico quartiere delle Carinae, è stata utilizzata senza soluzione di continuità nei secoli fino alla costruzione del “quartiere Alessandrino”, quando fu in parte occupata da edifici, cambiando di conseguenza il suo percorso e nome.
Peculiarità della necropoli è il suo utilizzo: infatti, l’area cimiteriale si venne ad installare quando il vicus era ancora in funzione, come suggerito dalla stratigrafia archeologica, non ostacolando quindi la transitabilità della strada con la sua creazione.
Le prime sepolture in quest’area sono state rinvenute durante gli scavi della Soprintendenza Archeologica di Roma intrapresi nel primo decennio del Duemila. Le recenti indagini stratigrafiche avviate dal 2015 hanno fornito ulteriori testimonianze di tale contesto cimiteriale, consentendo di chiarire il suo sviluppo e le fasi di frequentazione durante il periodo bassomedievale. Le tombe attualmente censite, databili tra la metà dell’XI e il XII secolo, erano disposte lungo i lati del percorso stradale e in alcuni punti centrali dell'asse viario. L’analisi antropologica e ulteriori ricerche archeologiche contribuiranno a una migliore comprensione di altri aspetti della necropoli e della storia dell'area durante il Medioevo.