Conference Presentations by Martina Mengoni
Volume pubblicato con il contributo del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne del... more Volume pubblicato con il contributo del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell'Università «Gabriele d'Annunzio» di Chieti-Pescara nell'ambito del progetto di ricerca LTit-Letteratura tradotta in italia (www.ltit.it).
Books by Martina Mengoni

Einaudi, collana Letture, n. 100, 2022
Fu la casa editrice a suggerire all'autore una qualche presa di distanza da questi racconti fanta... more Fu la casa editrice a suggerire all'autore una qualche presa di distanza da questi racconti fantascientifici apparentemente cosí lontani dai due libri di Levi pubblicati in precedenza: Se questo è un uomo e La tregua. Oggi che finalmente sappiamo distinguere il testimone dallo scrittore, i racconti delle Storie naturali, come già quelli del Sistema periodico, sono destinati a crescere nella considerazione dei critici e dei lettori. È un libro di invenzioni geniali, di incredibili premonizioni, di punti di vista capovolti, di giochi linguistici molto divertenti. Però, a leggerli cosí come li leggono i curatori di questa edizione, si potranno trovare momenti inquietanti nei quali gli incubi del Lager tornano in forme nuove. Un grande libro del Novecento per celebrare al meglio i cento titoli della collana «Letture Einaudi». A cura di Martina Mengoni e Domenico Scarpa.
La "nuova filologia". Precursori e protagonisti, Catalogo a cura di Claudio Ciociola, Schede di Francesco Giancane, Martina Mengoni, Fiammetta Papi, Pisa, ETS ("Medioevo italiano", volume fuori collana), 2015

Primo Levi e i tedeschi - Primo Levi and the Germans, Torino, Einaudi ("Lezioni Primo Levi, 8"), 2017, traduzione inglese di Gail Mc Dowell.
In "Se questo è un uomo", Primo Levi si descrive al cospetto del tedesco per antonomasia, che com... more In "Se questo è un uomo", Primo Levi si descrive al cospetto del tedesco per antonomasia, che compendia tutti i tedeschi: il dottor Pannwitz, che "siede formidabilmente" dietro la sua "complicata scrivania". Sta per cominciare l'esame di chimica che gli può valere la sopravvivenza, e Levi dà voce al giudizio, sommario e inevitabile, su tutto un popolo: «Quello che tutti noi dei tedeschi pensavamo e dicevamo si percepì in quel momento in modo immediato. [...] "Gli occhi azzurri e i capelli biondi sono intrinsecamente malvagi. Nessuna comunicazione possibile"».
Oggi sappiamo che, più tardi e altrove, lontano da Auschwitz, la comunicazione poté riprendere, e riservò sorprese. Per fortuna di Primo Levi - e dei suoi lettori - la storia con «i tedeschi» non si bloccò ai due lati di quella «complicata scrivania».
Papers by Martina Mengoni
Catalogue of the Exhibition held in Pisa in October 2015.
Allegoria, 2019
Il saggio affronta la genesi ventennale de I sommersi e i salvati di Primo Levi, le sue radici ne... more Il saggio affronta la genesi ventennale de I sommersi e i salvati di Primo Levi, le sue radici nei carteggi con gli interlocutori tedeschi e nella loro rielaborazione letteraria negli anni settanta, mettendone in luce le implicazioni critico-interpretative.
The essay retraces the development of Primo Levi’s last book, The drowned and the saved (1986), discussing the impact of 1960s corrispondence between Levi and his German readers and their literary transfiguration during the Seventies. The study aims to underline the critical and interpretive consequences of this historical and genetic approach.

Studium, 2019
SOMMARIO
Il saggio analizza l’influenza dei Viaggi di Gulliver sull’opera di Primo Levi. A partir... more SOMMARIO
Il saggio analizza l’influenza dei Viaggi di Gulliver sull’opera di Primo Levi. A partire dalla Ricerca delle radici, in cui Levi inserisce il capolavoro di Swift tra i libri cruciali della sua giovinezza, si esplora l’importanza dei libri III e IV dei Viaggi, che possono essere considerati un serbatoio di esperimenti immaginativi da cui Levi attinge nel modulare la sua riflessione sul rapporto tra linguaggio e ideologia (specie nei Som- mersi e i salvati) e quella sul rapporto tra ragione e repressione del corpo nei suoi racconti di fantascienza (in particolare in Storie naturali). Prendendo le mosse dai saggi freudiani di Giuseppe Sertoli, si prova a capire come Levi ridefinisce questi due aspetti nella sua opera: quanto segue Swift, e quanto se ne distacca per provare a elaborare soluzioni alternative.
SUMMARY
The main focus of the essay is the influence of Gulliver’s Travels on Primo Levi’s writ- ing. Starting from La ricerca delle radici, where Levi includes Swift’s book as one of the crucial readings of his youth, the essay examines the importance of book III and IV of the Travels: they can be considered as an ensemble of imaginative experiments that Levi had in mind while exploring the relationship between language and ideol- ogy in I sommersi e i salvati and the relationship between reason and the repression of the body in his sci-fi stories (in particular Storie naturali). Following Giuseppe Sertoli’s psychoanalytical reading of Gulliver, the essay tries to understand how Levi deals with these two relationships – deeply connected to each other – and how he represents them in his literary work.
Anglistica Pisana, 2019
Focusing on the influence of Joseph Conrad in Primo Levi’s work, this paper follows three steps. ... more Focusing on the influence of Joseph Conrad in Primo Levi’s work, this paper follows three steps. First of all, it explores the structural, stylistic and rhetoric relationships between Levi’s character Libertino Faussone from La chiave a stella and Conrad’s Captain MacWhirr from Typhoon. Secondly, tracing the genesis of La chiave a stella in the broader con- text of Levi’s intellectual biography, it tries to show how during the 1960s Levi started to pursue a technical epic, shaped by Conrad’s readings, and how he eventually found it while working on Il sistema periodico. Thirdly, it demonstrates why this technical epic, consistent with Levi’s auto- biography as a chemist, needed a “leading motive”, an alter-ego, “another way to say I” in order to enact the narrative paradox of La chiave a stella: making a men of few words the narrator of his own epic.
Martina Mengoni, Roberta Mori, "I sommersi e i salvati. Una nuova edizione per le scuole", in "Rivista Il Mulino"
Rivista il Mulino, 2019

Postfazione a "1938. Storia, racconto, memoria", a cura di Simon Levis Sullam, con racconti di Affinati, Albanese, Asquer, Di Grado, Greppi, Janeczek, Maida, Manzon, Molesini, Roghi, Scego, Valerio, Zaccuri, La Giuntina, 2019 Ricapitolando ora tutti questi pro e contro, ci pare di poter concludere che hanno ragione e gli ... more Ricapitolando ora tutti questi pro e contro, ci pare di poter concludere che hanno ragione e gli uni nel volere che la realtà storica sia sempre rappresentata come tale, e gli altri, nel volere che un racconto produca assentimenti omogenei; ma che hanno torto e gli uni e gli altri nel volere e questo e quell'effetto dal romanzo storico, mentre il primo è incompatibile con la sua forma, che è la narrativa; il secondo co' suoi materiali, che sono eterogenei. Chiedono cose giuste, cose indispensabili; ma le chiedono a chi non le può dare. Ma se fosse così, ci si dirà ora, sarebbe in ultimo il romanzo storico che avrebbe torto per ogni verso. Questa è appunto la nostra tesi. Volevamo dimostrare, e crediamo d'aver dimostrato, che è un componimento nel quale riesce impossibile ciò che è necessario.
Il sistema periodico (Einaudi 1975) è un libro stratifi cato e eterogeneo, che contiene racconti ... more Il sistema periodico (Einaudi 1975) è un libro stratifi cato e eterogeneo, che contiene racconti diff erenti tra loro innanzitutto per contenuto: al fi lone dell'autobiografi a chimica si affi ancano racconti fantastici, come Cromo e Mercurio; racconti di Lager o quasi-Lager (come Cerio e Vanadio); racconti in cui Levi non è protagonista, come Titanio; o ancora un racconto sugli antenati e sul mondo ebraico-piemontese (Argon), l'unico in cui l'elemento chimico sia metaforico; e infi ne la storia di Carbonio, un esperimento linguistico e narrativo, il tentativo di costruire un'avventura della materia, di rendere protagonista il minimo organico, il quasi-inscindibile puntiforme vettore d'azione del mondo. Da cosa sono tenute insieme istanze così diff erenti, apparentemente centrifughe?
Nel corso degli anni, durante le ore della sera e della notte, Sancho Panza, che però non se ne è... more Nel corso degli anni, durante le ore della sera e della notte, Sancho Panza, che però non se ne è mai vantato, procurò al suo diavolo, cui diede in seguito il nome di don Chisciotte, una quantità di romanzi di cavalleria e di brigantaggio e riuscì ad allontanarlo da sé in maniera che questi, privo di controllo, compì le sue matte gesta, le quali però, in mancanza d'ogni oggetto prestabilito -che avrebbe dovuto essere appunto Sancho Panza -, non fecero del male a nessuno. da uomo libero Sancho, imperturbabile e forse animato da un certo senso di responsabilità, seguì don Chisciotte nelle sue scorribande e ne ricavò, sino alla sua fine, un grande e utile divertimento.
Franco MATTICCHIO e Mr Jones che non è un gatto

Il saggio analizza alcuni testi autobiografici di Primo Levi concentrandosi in particolare sugli ... more Il saggio analizza alcuni testi autobiografici di Primo Levi concentrandosi in particolare sugli autoritratti incipitari che compaiono nella sua produzione tra la seconda metà degli anni cinquanta e la prima metà degli anni sessanta. Il rapporto tra rappresentazione dell’io, modulazione vocale e gamma tonale in ciascuno di questi testi può costituire uno strumento utile per comprendere la composizione, la struttura e la postura autoriale di un’opera successiva (ma stratificata) come "Il sistema periodico".
The essays examines some of Primo Levi’s autobiographical texts, focusing especially on the self-portraits which open his stories between 1955 and 1961. Their features – the relationship between self representation, vocal modulation and tonal range – can be a useful tool to understand the composition, structure and author attitude of a later (but stratified) work such as "The Periodic Table".

"Li maggior loro. Dante a Torino tra le due guerre", in "La funzione Dante e i paradigmi della modernità", Atti del XVI convegno della MOD. Lumsa, Roma, 10-13 giugno 2014", a cura di Patrizia Bertini Malgarini, Nicola Merola, Caterina Verbaro, Pisa, ETS, 2015 Il 21 giugno 1921 Vittorio Cian tenne all'Università di Torino la prolusione inaugurale del sesto... more Il 21 giugno 1921 Vittorio Cian tenne all'Università di Torino la prolusione inaugurale del sesto centenario dantesco, promossa dalla Reale Accademia delle Scienze e dalla Regia Università di Torino. Cian era titolare della cattedra torinese di letteratura italiana, nonché direttore del Giornale Storico della Letteratura Italiana e socio dell'Accademia delle Scienze; i ruoli scientifici di maggior rilievo e potere nella Torino letteraria del 1921. Nella sua prolusione, Dante non è solo un eroe nazionale; è «un segnacolo nel vessillo della Nazione, risorta e giunta quasi alla pienezza dei propri destini» 1 . Quasi: Mussolini salirà al potere un anno più tardi.
Schede 3, 8, 13, 15, 16, 17, 18, in "La «nuova filologia». Precursori e protagonisti", a cura di Claudio Ciociola, schede di Francesco Giancane, Martina Mengoni, Fiammetta Papi, Pisa, ETS, 2015. Scheda 3: Agli albori della «Revue critique»: Gaston Paris e Alessandro d'Ancona, pp. 25-30.
Sch... more Scheda 3: Agli albori della «Revue critique»: Gaston Paris e Alessandro d'Ancona, pp. 25-30.
Scheda 8: «Un uomo del Risorgimento». Nel centenario della nascita di Alessandro D'Ancona, pp. 55-57.
Scheda 13: Faccia a faccia su Dante, pp. 81-84.
Scheda 15: «Dritto verso il suo fine»: due maestri e un allievo (Barbi, Pasquali, Contini), pp. 91-100.
Scheda 16: Il mondo come un manoscritto. Luigi Russo ricorda Michele Barbi alla Scuola Normale (1942), pp. 101-105.
Scheda 17: Dell'umanesimo di un «suddito straniero», pp. 109-120.
Scheda 18: La «Nuova collezione di testi umanistici inediti o rari», pp. 121-128.
Una corrispondenza etnografica. Primo Levi e Claude Lévi-Strauss, "Doppiozero", 4 giugno 2015
![Research paper thumbnail of Epifania di un mestiere. La corrispondenza etnografica tra Primo Levi e Claude Lévi-Strauss, "Italianistica", 1/2015, pp. 111-131. [Con quattro lettere inedite di Primo Levi e Claude Lévi-Strauss]](https://attachments.academia-assets.com/37812621/thumbnails/1.jpg)
Il saggio ricostruisce il rapporto epistolare tra Primo Levi e Claude Lévi-Strauss; i due corrisp... more Il saggio ricostruisce il rapporto epistolare tra Primo Levi e Claude Lévi-Strauss; i due corrisposero nel 1984, in concomitanza con il lavoro di traduzione che Levi svolse per Einaudi su "La voie des masques" e "Le regard éloigné". A partire dal testo delle lettere, finora inedite, si ricompone la vicenda di queste traduzioni, con un duplice obiettivo: fornire un quadro dei rapporti di Primo Levi con i testi antropologici, l'incidenza di questi ultimi nell'opera dello scrittore; indagare con quali motivazioni e presupposti Lévi-Strauss ebbe a definire Levi «ethnographe d'une pratique professionnelle».
The correspondance between Primo Levi and Claude Lévi-Strauss took place in 1984, just to coincide with Levi's translations of "La voie des masques" and "Le regard éloigné" (both for Einaudi). In reproposing and analyzing the texts of these letters, so far unpublished, I will focus on two specific aims: 1. providing a complete picture of the relationship between Primo Levi and anthropology - and how his ethnographical readings influences his literary works; 2. inquiring into the reasons and assumptions that made possible Lévi-Strauss' definition of Levi as an «ethnographe d'une pratique professionnelle».
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Oggi sappiamo che, più tardi e altrove, lontano da Auschwitz, la comunicazione poté riprendere, e riservò sorprese. Per fortuna di Primo Levi - e dei suoi lettori - la storia con «i tedeschi» non si bloccò ai due lati di quella «complicata scrivania».
Papers by Martina Mengoni
The essay retraces the development of Primo Levi’s last book, The drowned and the saved (1986), discussing the impact of 1960s corrispondence between Levi and his German readers and their literary transfiguration during the Seventies. The study aims to underline the critical and interpretive consequences of this historical and genetic approach.
Il saggio analizza l’influenza dei Viaggi di Gulliver sull’opera di Primo Levi. A partire dalla Ricerca delle radici, in cui Levi inserisce il capolavoro di Swift tra i libri cruciali della sua giovinezza, si esplora l’importanza dei libri III e IV dei Viaggi, che possono essere considerati un serbatoio di esperimenti immaginativi da cui Levi attinge nel modulare la sua riflessione sul rapporto tra linguaggio e ideologia (specie nei Som- mersi e i salvati) e quella sul rapporto tra ragione e repressione del corpo nei suoi racconti di fantascienza (in particolare in Storie naturali). Prendendo le mosse dai saggi freudiani di Giuseppe Sertoli, si prova a capire come Levi ridefinisce questi due aspetti nella sua opera: quanto segue Swift, e quanto se ne distacca per provare a elaborare soluzioni alternative.
SUMMARY
The main focus of the essay is the influence of Gulliver’s Travels on Primo Levi’s writ- ing. Starting from La ricerca delle radici, where Levi includes Swift’s book as one of the crucial readings of his youth, the essay examines the importance of book III and IV of the Travels: they can be considered as an ensemble of imaginative experiments that Levi had in mind while exploring the relationship between language and ideol- ogy in I sommersi e i salvati and the relationship between reason and the repression of the body in his sci-fi stories (in particular Storie naturali). Following Giuseppe Sertoli’s psychoanalytical reading of Gulliver, the essay tries to understand how Levi deals with these two relationships – deeply connected to each other – and how he represents them in his literary work.
The essays examines some of Primo Levi’s autobiographical texts, focusing especially on the self-portraits which open his stories between 1955 and 1961. Their features – the relationship between self representation, vocal modulation and tonal range – can be a useful tool to understand the composition, structure and author attitude of a later (but stratified) work such as "The Periodic Table".
Scheda 8: «Un uomo del Risorgimento». Nel centenario della nascita di Alessandro D'Ancona, pp. 55-57.
Scheda 13: Faccia a faccia su Dante, pp. 81-84.
Scheda 15: «Dritto verso il suo fine»: due maestri e un allievo (Barbi, Pasquali, Contini), pp. 91-100.
Scheda 16: Il mondo come un manoscritto. Luigi Russo ricorda Michele Barbi alla Scuola Normale (1942), pp. 101-105.
Scheda 17: Dell'umanesimo di un «suddito straniero», pp. 109-120.
Scheda 18: La «Nuova collezione di testi umanistici inediti o rari», pp. 121-128.
The correspondance between Primo Levi and Claude Lévi-Strauss took place in 1984, just to coincide with Levi's translations of "La voie des masques" and "Le regard éloigné" (both for Einaudi). In reproposing and analyzing the texts of these letters, so far unpublished, I will focus on two specific aims: 1. providing a complete picture of the relationship between Primo Levi and anthropology - and how his ethnographical readings influences his literary works; 2. inquiring into the reasons and assumptions that made possible Lévi-Strauss' definition of Levi as an «ethnographe d'une pratique professionnelle».