Papers, books, lectures, teaching documents, etc. by Martino Doimo
Obiettivi formativi della partizione Corso di Teorie dell'architettura: Obiettivo principale del ... more Obiettivi formativi della partizione Corso di Teorie dell'architettura: Obiettivo principale del laboratorio è trasmettere conoscenze e strumenti interpretativi tali da consentire allo studente di avviarsi alla comprensione teorico-critica di una serie di questioni che possono essere individuate quali autentici fondamenti per l'architettura del nostro tempo -intesa come "arte del costruire" (Baukunst)che hanno attraversato il Moderno, in particolare a partire dalla profonda innovazione delle tecniche e dei materiali della costruzione verificatasi agli inizi dell'Ottocento, per giungere fino alla condizione propriamente contemporanea. Il laboratorio intende quindi affrontare le questioni inerenti la complessa articolazione dialettica dei "processi di formazione", di lunga durata, che hanno interessato gli elementi di differente natura che caratterizzano la moderna cultura spaziale e tettonica, con particolare attenzione ai modelli teorici ottonovecenteschi di reinterpretazione/ridefinizione concettuale di alcune specifiche categorie costruttive tradizionali e connesse forme di spazialità -si pensi al permanere delle figure architettoniche e alla spazialità proprie della costruzione muraria -nonché in riferimento all'emergere poco dopo la metà dell'Ottocento di un "nuovo" autonomo concetto "atettonico" di "spazio" nell'architettura occidentalestrettamente connesso all'affermarsi delle intelaiature propriamente "tettoniche" come figure chiave del "nuovo costruire" (Neues Bauen) -in particolare a partire dall'indagine teorica semperiana, che tanta influenza avrà sull'architettura del Novecento e fino alla stretta contemporaneità. Corso di Composizione architettonica: Ulteriore obiettivo del laboratorio è trasmettere conoscenze e strumenti operativi tali da consentire allo studente di iniziare ad affrontare autonomamente una serie di esercitazioni sperimentali progettuali, consapevolmente articolate nella chiarezza di differenti figure elementari, dialetticamente composte in una forma di possibile unità architettonica -seppure per reciproca tensione conflittuale, stratificazione su piani concettualmente distinti e paralleli, "trasparenza fenomenica" -tuttavia mantenendo la radicale autonomia e appropriata natura di ciascun elemento impiegato nella composizione e la relativa leggibilità, inevitabilmente propria del processo di trasformazione analitica del tipo nel Moderno, a partire dal fenomeno della "perdita del centro", inscindibilmente connesso alla "crisi" irrisolta -quanto non regressivamente/semplicisticamente superabile -che riguarda anche le arti nella nostra epoca. In tale senso l'approccio che potremmo definire "elementarismo tettonico", che caratterizza le esperienze più radicali dell'architettura moderna e contemporanea, fino da Schinkel nell'Ottocento e quindi da Mies van der Rohe nel Novecento, sarà un tema di riflessione e sperimentazione che accompagnerà lo svolgimento dell'intera esperienza didattica teorica e sperimentale laboratoriale.
Il volume raccoglie gli atti del convegno "Miserabilia. Le parole della miseria" tenutosi presso ... more Il volume raccoglie gli atti del convegno "Miserabilia. Le parole della miseria" tenutosi presso l'Università Iuav di Venezia il 14 maggio 2024. Il convegno è stato organizzato dall'
Il corso-nel confronto con le discipline tecnologiche coordinate all'interno del Laboratorio di
Corso di Teorie dell'architettura: Obiettivo principale del laboratorio è trasmettere conoscenze ... more Corso di Teorie dell'architettura: Obiettivo principale del laboratorio è trasmettere conoscenze e strumenti interpretativi tali da consentire allo studente di avviarsi alla comprensione teorico-critica di una serie di questioni che possono essere individuate quali autentici fondamenti per l'architettura del nostro tempo-intesa come "arte del costruire" (Baukunst)-che hanno attraversato il Moderno, in particolare a partire dalla profonda innovazione delle tecniche e dei materiali della costruzione verificatasi agli inizi dell'Ottocento, per giungere fino alla condizione propriamente contemporanea. Il laboratorio intende quindi affrontare le questioni inerenti la complessa articolazione dialettica dei "processi di formazione", di lunga durata, che hanno interessato gli elementi di differente natura che caratterizzano la moderna cultura spaziale e tettonica, con particolare attenzione ai modelli teorici otto-novecenteschi di reinterpretazione/ridefinizione concettuale di alcune specifiche categorie costruttive tradizionali e connesse forme di spazialità-si pensi al permanere delle figure architettoniche e alla spazialità proprie della costruzione muraria-nonché in riferimento all'emergere poco dopo la metà dell'Ottocento di un "nuovo" autonomo concetto "atettonico" di "spazio" nell'architettura occidentale-strettamente connesso all'affermarsi delle intelaiature propriamente "tettoniche" come figure chiave del "nuovo costruire" (Neues Bauen)-in particolare a partire dall'indagine teorica semperiana, che tanta influenza avrà sull'architettura del Novecento e fino alla stretta contemporaneità.
Ciclo di seminari "Architetture di carta e grandi rivolgimenti. Raccontare e non solo" a cura del... more Ciclo di seminari "Architetture di carta e grandi rivolgimenti. Raccontare e non solo" a cura dell'unità di ricerca TEDEA. Teorie dell'architettura Laboratorio d'anno 2D, corso di laurea triennale in Architettura Architettura come cosmogonìa 1.6.2023 Cotonificio aula C ore 11
ciclo di seminari "Architetture di carta e grandi rivolgimenti. Raccontare e non solo" organizzat... more ciclo di seminari "Architetture di carta e grandi rivolgimenti. Raccontare e non solo" organizzato dall'unità di ricerca Tedea La costruzione di una rivista 5.5.2023 Cotonificio aula A1 ore 11.30
Il raggruppamento Incipit Lab. propone un confronto tra i laboratori di progettazione architetton... more Il raggruppamento Incipit Lab. propone un confronto tra i laboratori di progettazione architettonica di primo anno, dei corsi di laurea triennale e magistrale quinquennale in architettura, nonché di secondo anno, dei corsi di ingegneria edile-architettura. Tale raffronto scaturisce dal desiderio e dalla esigenza di verificare e di mettere a sistema, su scala nazionale e internazionale, le modalità di avvio e di "inizio" (incipit) della prima esperienza di progettazione architettonica nell'ambito della didattica dei laboratori.
Il tipo architettonico dell'Aula incarna in sé i caratteri dell'architettura della città e si dis... more Il tipo architettonico dell'Aula incarna in sé i caratteri dell'architettura della città e si distingue per la sua immediata intelligibilità e per la capacità di esprimere e di evocare la città in un unico spazio condiviso, come fosse un interno urbano. La realtà di oggi spinge a interrogarci sul significato che hanno queste architetture nella dimensione contemporanea della città, che ha assunto connotazioni sempre più estreme, conflittuali e multiscalari (dalla città-regione, alla città-territorio, alla città metropolitana). Una realtà urbana e territoriale che chiama in causa ragioni e forme dell'architettura che non sono più facilmente assimilabili ai contenuti espressi da Hilberseimer (1885-1967) in Groszstadt Architektur (1927), così come, per altro verso, appaiono lontani nel tempo, per non dire inadeguati, gli stessi esempi contenuti nell'altrettanto importante e profetico volume-che crediamo abbia influenzato anche Miessempre di Hilberseimer sul tema degli Hallenbauten (1931). Eppure questi testi e queste riflessioni pongono in essere una potenzialità teorica che a distanza di tanti anni si mostra ancora attuale. Questa "spinta innovatrice" nel manipolare con la tecnica lo spazio degli edifici ad Aula, che Mies sperimenta negli Stati Uniti (Casa Farnsworth 1945-51, Crown Hall 1950-56, Convention Hall 1953-54, ecc.), sarà di riflesso il segno, se non la conferma, di una nuova visione dell'architettura che si offre alla vita democratica di una società che vuole tornare a esser viva, come lo è stata, per esempio, quella americana uscita dalla Seconda guerra mondiale.
Bauhaus 101. Intercultural Dialogue Books» è una collana interdisciplinare che affonda le proprie... more Bauhaus 101. Intercultural Dialogue Books» è una collana interdisciplinare che affonda le proprie radici nei paradigmi culturali e nelle finalità espresse dalla scuola voluta da Walter Gropius nel 1919. La collana si basa sui principi fondativi della scuola Bauhaus. Avanguardia, innovazione, contatto con la realtà, sperimentazione, ricerca e formazione, libertà di espressione creativa e mentale, dialogo, collaborazione e contaminazione tra discipline umanistiche e scientifiche, nel rispetto di una visione innovatrice fondamentale per ristabilire un equilibrato rapporto tra tecnologie, arti creative, scienza e cultura, favorendo processi di connessione e condivisione fondamentali per lo sviluppo delle attività umane. I testi esprimono in maniera chiara e costruttiva questa forte connettività interdisciplinare, favorendo la creazione di punti di tangenza nei differenti ambiti culturali, ossia lì dove avvengono interessanti conflitti creativi che costruttivamente rimettono in discussione regole e codici per esplorare nuovi e interessanti paradigmi.
Per le immagini contenute in questo volume gli autori rimangono a disposizione degli eventuali av... more Per le immagini contenute in questo volume gli autori rimangono a disposizione degli eventuali aventi diritto che non sia stato possibile rintracciare. I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi.
#40 Augusto Romano Burelli L'esperienza della "ricostruzione critica" di Berlino capitale A CURA ... more #40 Augusto Romano Burelli L'esperienza della "ricostruzione critica" di Berlino capitale A CURA DI MARTINO DOIMO «[Il] concetto di "ricostruzione critica" [è] maturato in due esperienze importanti per la mia carriera: la ricostruzione del Friuli e la ricostruzione di Berlino e Potsdam. I concetti teorici chiave di tali esperienze sono racchiusi nel binomio tedesco "Re-Konstruktion", in cui quel "Re" maiuscolo, tagliava fuori ogni tentazione per il "Nuovo privo di radici" [...] Il binomio "Re-Konstruktion" è preceduto dall'aggettivo "kritische", che pone una censura al concetto per cui: "l'architettura che c'era prima decide quale architettura fare" [...]».