Books by Michele Lacerenza
Il volume è incentrato sulla ricostruzione degli aspetti storici, architettonici e artistici rela... more Il volume è incentrato sulla ricostruzione degli aspetti storici, architettonici e artistici relativi al monastero domenicano femminile di Santa Lucia a Barletta. Ampio spazio è dedicato alle vicende di un primo insediamento monastico extra moenia, ormai scomparso, e più approfonditamente a quelle riguardanti la storia del monastero intra moenia, costruito entro la fine del XIV secolo. Particolare attenzione è dedicata, inoltre, agli affreschi di età tardogotica conservati nella cappella del Crocifisso, la cui analisi stilistica e iconografica, impreziosita da opportuni confronti con il mondo della miniatura adriatica, permette di collocarne la realizzazione entro i binari del primo Quattrocento, testimoniando le proficue relazioni artistiche alla base di questo prezioso e poco noto esempio di pittura medievale barlettana.
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The volume focuses on the reconstruction of the historical, architectural and artistic aspects of the dominican female monastery of Santa Lucia in Barletta. Ample space is dedicated to the events of a first monastic settlement extra moenia, now disappeared, and more in depth to those concerning the history of the intra moenia monastery, built by the end of the fourteenth century. Particular attention is also dedicated to the late Gothic frescoes preserved in the chapel of the Crucifix, whose stylistic and iconographic analysis, embellished by appropriate comparisons with the world of the Adriatic miniature, allows to place the realization within the tracks of the early fifteenth century, testifying the fruitful artistic relationships at the basis of this precious and little-known example of Barletta medieval painting.
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The volume focuses on the reconstruction of the historical, architectural and artistic aspects of the dominican female monastery of Santa Lucia in Barletta. Ample space is dedicated to the events of a first monastic settlement extra moenia, now disappeared, and more in depth to those concerning the history of the intra moenia monastery, built by the end of the fourteenth century. Particular attention is also dedicated to the late Gothic frescoes preserved in the chapel of the Crucifix, whose stylistic and iconographic analysis, embellished by appropriate comparisons with the world of the Adriatic miniature, allows to place the realization within the tracks of the early fifteenth century, testifying the fruitful artistic relationships at the basis of this precious and little-known example of Barletta medieval painting.
by NUME Gruppo di Ricerca sul Medioevo Latino, Roberto Del Monte, leonardo marchetti, Angelo Passuello, Massimiliano David, Stefano De Togni, Dino Lombardo, Chiara Ribolla, Federica Cosenza, Lorenzo Curatella, Alessandro Mortera, Jacopo Celani, Davor Bulic, Giuseppe Maisola, Lester Lonardo, Francesco Mameli, Elisa Orlando, Alessandro Scalone, Francesco Barbarulo, Jacopo Paganelli, Gabriele Passabì, Stefano Santarelli, Roberta Napoletano, Irena Berovic, Alicja Bańczyk, Zsuzsanna Papp Reed, Angela Zaccara, Mauro Ferrante, Marianna Cuomo, Nicodemo Abate, Luigi Di Cosmo, Lucrezia Campagna, Flora Miele, Daisy Antonia Petrelli, Chiara Santini, Maria Paola Bulla, Paola Novara, Antonello Vilella, Luca Salvatelli, Andrea Pala, Valeria Carta, Stefano Giuseppe Pirero, Elena Catalano, Michele Lacerenza, Nicoletta Usai, Paola Allemani, maurizio gomez, luca finco, Filippo Diara, Arianna Carannante, and Federica Chirco
Volume disponibile qui:
https://www.nuovomedioevo.it/attivita-2/1466-2/
INDICE DEI CONTRIBU... more Volume disponibile qui:
https://www.nuovomedioevo.it/attivita-2/1466-2/
INDICE DEI CONTRIBUTI
Archeologia | Edifici
Massimiliano David, Alessandro Melega
All’ombra del Cristianesimo dilagantenell’Impero Romano. Una lettura archeologica
Massimiliano David, Stefano De Togni,Dino Lombardo
La cristianizzazione dell’industria edilizia. Nuove evidenze ostiensi
Alessandro Bona
La chiesa di San Desiderio ad Assago (MI): un sito archeologico pluristratificato alle porte di Milano
Chiara Ribolla
La chiesa di San Pietro di Trobaso:indagine archeologica e contesto storico.Analisi preliminare
Marialuisa Zegretti, Giuseppina Schirò
Riflessioni sul complesso di San Pancrazio a Roma tra VI e VII secolo
Federica Cosenza, Lorenzo Curatella
Sepolture di prestigio a Romanel Basso Medioevo:l’esempio di Santa Maria Nova
Alessandro Mortera
Riuso e reimpiego dell’antico.Il caso di Santa Maria Nova tra spolia architettonici e sepolture di prestigio
Archeologia | Paesaggi
Jacopo Celani
Mappare la guerra greco-gotica: primi risultati di un’analisi spaziale delle vicende narrate nel De bello Gothico
Massimiliano David, Eleonora Rossetti
Dai vici alle pievi in Italia settentrionale. Il caso del territorio di Mediolanum in epoca tardoantica
Marina Zgrablić, Davor Bulić
The rural landscape in Istria betweenLate Antiquity and the Early Middle Ages:changes in the context of Christianization
Federica D’Angelo
San Vincenzo al Volturno e la Terra Sancti Vincentii: amministrazione dei possedimenti di un’abbazia altomedievale (secoli VIII-XII)
Giuseppe Maisola
Territori del Giudicato di Arborea.
Insediamenti e viabilità tra Parte Miilie Parte Simagis (XII-XIV sec.)
Lester Lonardo
Et in alia parte alio molendinu.Mulini, canali ed opifici idraulici della Campania interna: dati archeologici e documentari
Francesco Mameli
Archeologia dei confini nella Sardegna medievale:
la Curatorìa di Decimo e la sua rete insediativa
(XIII-XIV secolo)
Elisa Orlando
Castra et Plebes in Casentino (VII-XIII secolo): fonti, metodi e ricerche
Storia
Lilian Diniz
The role of clerics in the processof religious hybridity: the testimonyof the ecclesiastical documentation
Arthur Westwell
The Carolingian Conquest andthe Italian Pontifical Tradition
Antonio Tagliente
Servi o milites? L’antitetica lettura del mondolongobardo meridionale nella Legatiodi Liutprando da Cremona
Antonio Corvino
La produzione libraria e letterariadella Langobardia ducale (sec. VI - X)
Luca Marino
Il contratto di pastinatoe la trasformazione del paesaggio agrarionel Codex Diplomaticus Cavensis
Alessandro Scalone
Memoria, crociata e diplomazia:un'analisi sui rapporti diplomaticitra Outremer ed Europa Occidentale (1149-1189)
14.00-14.20
Consuelo Capolupo
San Guglielmo da Vercellied il Monasterium Sanctae Mariae Montis Virginis:storia di una fondazione benedettina in Irpiniadal XII secolo ad oggi
14.20-14.40
Francesco Barbarulo, Jacopo Paganelli
La pluralità come caratteristica dei sistemi politici del Regnum Italiae: ipotesi sulle ricostruzioni delle vicende istituzionali italiane tra XII e XIV secolo
Antonella Torre
Nella bisaccia del pellegrino:l’alimentazione nel Codex Calixtinus
Gabriele Passabì
Decus Imperii: idee di imperonel Draco Normannicus di Stefano di Rouen
Lorenzo Schiavetta
Pepo degli Albizzie il mercato laniero fiorentino nel ‘300
Stefano Santarelli
Dove eravamo rimasti:l’edizione dei protocolli notarili romani del Trecento
Paleografia
Alfredo García Femenia, Julio Macián Ferrandis
Nulla die sine linea:autografi nella Valenza del Quattrocento
Roberta Napoletano
Frammenti membranacei di riuso: metodologie e prospettive di ricerca. Il caso dell’Archivio Generale Arcivescovile di Bologna
Letteratura e Filologia
Ilaria Ottria
Esegesi etimologica e interpretazioneallegorico-morale nelle Mythologiaedi Fulgenzio: la Fabula Scyllae (Fulg. myth. II 9)
Irena Berovic
Heroes and Monsters: Cannibalismas Mentifact in the Old English Andreas
Alicja Bańczyk
The conflict between obligations toward the family and toward the lord on the example of medieval French epic poems
Pamela Gennari
Per una nuova edizione dei Dialogidi San Gregorio Magno
Zsuzsanna Reed Papp
Sitting on the Fence: Matthew Paris’s“Mongol Letters” at the Intersectionof History and Literature
Angela Zaccara
La lingua inglese tardo-medievale fra tradizione e innovazione: Cristo «passible» e «unpassible» nelle Rivelazioni di Giuliana di Norwich
Valeria Di Clemente
Il motivo dei “nove prodi” e la figura di Robert Bruce
Filosofia
Rūta Zukienė
«We become what we remember»:
memory and recollection in the Old English Boethius
Hernán Guerrero Troncoso
Avicenna e la questione della cosa.Un’indagine sulle origini della metafisica intesa come scientia transcendens
Ignazio Genovese
Satisfactio e/o immolatio/oblatio?
Anselmo d’Aosta, Bruno di Segni e le ragioni dell’Incarnazione
Nunzia Cosmo
Note sull’origine medievale delle logiche modali
Mauro Ferrante
Ingenium: Niccolò Cusano anticipatore della modernità
Archeologia | Materiali
Alessia Frisetti, Marianna Cuomo,Nicodemo Abate, Luigi Di Cosmo
La chiesa di San Leo a Sessa Aurunca (CE): scavo, tecniche di analisi, reperti ed apparati decorativi
Lucrezia Campagna
La ceramica medievale di Roma: analisitipologiche e quantitative per la storia economica
Maria Stella Graziano, Camilla Rosati
Ostia nel V secolo attraverso la cultura materiale
Domenica Tataranni
Commercio locale e contatti mediterranei in Alife altomedievale: la testimonianza delle anfore
Beatrice Brancazi, Flora Miele
Contenitori e simboli:i motivi religiosi delle ceramiche rivestite alto laziali
Antonia Daisy Petrelli
Elementi decorativi in laterizionell’architettura medievale pisana.Storia e produzione tra XIII eXV secolo
Chiara Santini
Produzione e circolazione ceramica nell’altomedioevo (VI-XI secolo) nel mediovaldarno fiorentino: nuove interpretazioni da vecchi dati
Maria Paola Bulla
La ceramica islamica in Tunisia:Sabra Al- Mansūrya (X-XI sec.)
Epigrafia
Paola Novara
Iscrizioni dedicatorie e sottoscrizioni attributive nell’edilizia di culto ravennate dei secoli IX-XII
Antonello Vilella
Iscrizioni perdute dalla città di Bari (secoli VIII-XII)
Luca Salvatelli
HIC REQUIESCIT. Epigrafi, lastre tombali,cenotafi, tombe monumentali a Viterbotra Medioevo e Umanesimo
Progetti
Andrea Pergola
La liberalizzazione delle riproduzioni in archivi ebiblioteche come mezzo di comunicazione per la divulgazione storica: il caso di “Incunaboli a Cagliari”
Davide Gherdevich
POLIMA e PolimaWiki: un progetto per lo studio, la condivisione e la valorizzazione delle listenel Medioevo
Marcello Casillo
Gli edifici di culto di Salerno tra V e X secolo. Primi risultati per il progetto CARE
Storia dell'Arte
Angelo Passuello
Maestranze alloctone nell’Umbria romanica (?): il caso di Sant’Eufemia a Spoleto e i suoi possibili rapporti con Verona
Andrea Pala, Valeria Carta
Appunti per lo studio delle sculture architettoniche nelle chiese romaniche della SardegnaBasso Medievale (secc. XII-XIII)
Stefano Giuseppe Pirero
Trofei bellici, illustri donazioni e commesse genovesi: lineamenti di scultura romanicae duecentesca a Savona e Noli
María Fernanda García Marino
Considerazioni sulla scultura dell’Italia meridionale nella prima metà del XIV secolo:il caso di Nicola da Monteforte
Simona Manacorda
L’archetipo della donna e il drago: il caso di Santa Margherita, un topos iconografico al femminile nell’Europa gotica
Elena Catalano
La Parola ruggita: l’immagine della leonessada Gregorio Magno a Nicola Pisano
Michele Lacerenza
Strapparsi le vesti nell’iconografia medievale:il caso del san Giovanni Evangelistanella chiesa di Santa Lucia a Barletta
Storia dell'Architettura
Silvia Beltramo
Nuove ricerche sulle architetture francescane: San Francesco di Cassine e di Alessandria
Eloy Bermejo Malumbres
Il primo progetto di riforma della cattedraledi Sassari nel XV secolo
Nicoletta Usai, Claudio Nonne
L’antica cattedrale di San Pantaleo a Dolianova (CA)
Paola Allemani, Maurizio Gomez Serito
La Pietra di Visone: un significativo indicatore per la lettura dell’edilizia storicadel Basso Piemonte
Luca Finco
Costruire le torri liguri nel Medioevo:usi e riusi del materiale ad Albenga
Filippo Diara
Gli arredi liturgici lapidei altomedievali:
committenti e maestranze nel Casentinotra VII-X secolo
Arianna Carannante
L’utilizzo delle semibotti nelle “chiese a cupole in asse” in Puglia tra X e XIII secolo
Cosimo Damiano Diella, Federica Chirco
Barletta nel Medioevo (VI-XV secolo d.C.)tra fonti scritte, cartografiche ed archeologiche
https://www.nuovomedioevo.it/attivita-2/1466-2/
INDICE DEI CONTRIBUTI
Archeologia | Edifici
Massimiliano David, Alessandro Melega
All’ombra del Cristianesimo dilagantenell’Impero Romano. Una lettura archeologica
Massimiliano David, Stefano De Togni,Dino Lombardo
La cristianizzazione dell’industria edilizia. Nuove evidenze ostiensi
Alessandro Bona
La chiesa di San Desiderio ad Assago (MI): un sito archeologico pluristratificato alle porte di Milano
Chiara Ribolla
La chiesa di San Pietro di Trobaso:indagine archeologica e contesto storico.Analisi preliminare
Marialuisa Zegretti, Giuseppina Schirò
Riflessioni sul complesso di San Pancrazio a Roma tra VI e VII secolo
Federica Cosenza, Lorenzo Curatella
Sepolture di prestigio a Romanel Basso Medioevo:l’esempio di Santa Maria Nova
Alessandro Mortera
Riuso e reimpiego dell’antico.Il caso di Santa Maria Nova tra spolia architettonici e sepolture di prestigio
Archeologia | Paesaggi
Jacopo Celani
Mappare la guerra greco-gotica: primi risultati di un’analisi spaziale delle vicende narrate nel De bello Gothico
Massimiliano David, Eleonora Rossetti
Dai vici alle pievi in Italia settentrionale. Il caso del territorio di Mediolanum in epoca tardoantica
Marina Zgrablić, Davor Bulić
The rural landscape in Istria betweenLate Antiquity and the Early Middle Ages:changes in the context of Christianization
Federica D’Angelo
San Vincenzo al Volturno e la Terra Sancti Vincentii: amministrazione dei possedimenti di un’abbazia altomedievale (secoli VIII-XII)
Giuseppe Maisola
Territori del Giudicato di Arborea.
Insediamenti e viabilità tra Parte Miilie Parte Simagis (XII-XIV sec.)
Lester Lonardo
Et in alia parte alio molendinu.Mulini, canali ed opifici idraulici della Campania interna: dati archeologici e documentari
Francesco Mameli
Archeologia dei confini nella Sardegna medievale:
la Curatorìa di Decimo e la sua rete insediativa
(XIII-XIV secolo)
Elisa Orlando
Castra et Plebes in Casentino (VII-XIII secolo): fonti, metodi e ricerche
Storia
Lilian Diniz
The role of clerics in the processof religious hybridity: the testimonyof the ecclesiastical documentation
Arthur Westwell
The Carolingian Conquest andthe Italian Pontifical Tradition
Antonio Tagliente
Servi o milites? L’antitetica lettura del mondolongobardo meridionale nella Legatiodi Liutprando da Cremona
Antonio Corvino
La produzione libraria e letterariadella Langobardia ducale (sec. VI - X)
Luca Marino
Il contratto di pastinatoe la trasformazione del paesaggio agrarionel Codex Diplomaticus Cavensis
Alessandro Scalone
Memoria, crociata e diplomazia:un'analisi sui rapporti diplomaticitra Outremer ed Europa Occidentale (1149-1189)
14.00-14.20
Consuelo Capolupo
San Guglielmo da Vercellied il Monasterium Sanctae Mariae Montis Virginis:storia di una fondazione benedettina in Irpiniadal XII secolo ad oggi
14.20-14.40
Francesco Barbarulo, Jacopo Paganelli
La pluralità come caratteristica dei sistemi politici del Regnum Italiae: ipotesi sulle ricostruzioni delle vicende istituzionali italiane tra XII e XIV secolo
Antonella Torre
Nella bisaccia del pellegrino:l’alimentazione nel Codex Calixtinus
Gabriele Passabì
Decus Imperii: idee di imperonel Draco Normannicus di Stefano di Rouen
Lorenzo Schiavetta
Pepo degli Albizzie il mercato laniero fiorentino nel ‘300
Stefano Santarelli
Dove eravamo rimasti:l’edizione dei protocolli notarili romani del Trecento
Paleografia
Alfredo García Femenia, Julio Macián Ferrandis
Nulla die sine linea:autografi nella Valenza del Quattrocento
Roberta Napoletano
Frammenti membranacei di riuso: metodologie e prospettive di ricerca. Il caso dell’Archivio Generale Arcivescovile di Bologna
Letteratura e Filologia
Ilaria Ottria
Esegesi etimologica e interpretazioneallegorico-morale nelle Mythologiaedi Fulgenzio: la Fabula Scyllae (Fulg. myth. II 9)
Irena Berovic
Heroes and Monsters: Cannibalismas Mentifact in the Old English Andreas
Alicja Bańczyk
The conflict between obligations toward the family and toward the lord on the example of medieval French epic poems
Pamela Gennari
Per una nuova edizione dei Dialogidi San Gregorio Magno
Zsuzsanna Reed Papp
Sitting on the Fence: Matthew Paris’s“Mongol Letters” at the Intersectionof History and Literature
Angela Zaccara
La lingua inglese tardo-medievale fra tradizione e innovazione: Cristo «passible» e «unpassible» nelle Rivelazioni di Giuliana di Norwich
Valeria Di Clemente
Il motivo dei “nove prodi” e la figura di Robert Bruce
Filosofia
Rūta Zukienė
«We become what we remember»:
memory and recollection in the Old English Boethius
Hernán Guerrero Troncoso
Avicenna e la questione della cosa.Un’indagine sulle origini della metafisica intesa come scientia transcendens
Ignazio Genovese
Satisfactio e/o immolatio/oblatio?
Anselmo d’Aosta, Bruno di Segni e le ragioni dell’Incarnazione
Nunzia Cosmo
Note sull’origine medievale delle logiche modali
Mauro Ferrante
Ingenium: Niccolò Cusano anticipatore della modernità
Archeologia | Materiali
Alessia Frisetti, Marianna Cuomo,Nicodemo Abate, Luigi Di Cosmo
La chiesa di San Leo a Sessa Aurunca (CE): scavo, tecniche di analisi, reperti ed apparati decorativi
Lucrezia Campagna
La ceramica medievale di Roma: analisitipologiche e quantitative per la storia economica
Maria Stella Graziano, Camilla Rosati
Ostia nel V secolo attraverso la cultura materiale
Domenica Tataranni
Commercio locale e contatti mediterranei in Alife altomedievale: la testimonianza delle anfore
Beatrice Brancazi, Flora Miele
Contenitori e simboli:i motivi religiosi delle ceramiche rivestite alto laziali
Antonia Daisy Petrelli
Elementi decorativi in laterizionell’architettura medievale pisana.Storia e produzione tra XIII eXV secolo
Chiara Santini
Produzione e circolazione ceramica nell’altomedioevo (VI-XI secolo) nel mediovaldarno fiorentino: nuove interpretazioni da vecchi dati
Maria Paola Bulla
La ceramica islamica in Tunisia:Sabra Al- Mansūrya (X-XI sec.)
Epigrafia
Paola Novara
Iscrizioni dedicatorie e sottoscrizioni attributive nell’edilizia di culto ravennate dei secoli IX-XII
Antonello Vilella
Iscrizioni perdute dalla città di Bari (secoli VIII-XII)
Luca Salvatelli
HIC REQUIESCIT. Epigrafi, lastre tombali,cenotafi, tombe monumentali a Viterbotra Medioevo e Umanesimo
Progetti
Andrea Pergola
La liberalizzazione delle riproduzioni in archivi ebiblioteche come mezzo di comunicazione per la divulgazione storica: il caso di “Incunaboli a Cagliari”
Davide Gherdevich
POLIMA e PolimaWiki: un progetto per lo studio, la condivisione e la valorizzazione delle listenel Medioevo
Marcello Casillo
Gli edifici di culto di Salerno tra V e X secolo. Primi risultati per il progetto CARE
Storia dell'Arte
Angelo Passuello
Maestranze alloctone nell’Umbria romanica (?): il caso di Sant’Eufemia a Spoleto e i suoi possibili rapporti con Verona
Andrea Pala, Valeria Carta
Appunti per lo studio delle sculture architettoniche nelle chiese romaniche della SardegnaBasso Medievale (secc. XII-XIII)
Stefano Giuseppe Pirero
Trofei bellici, illustri donazioni e commesse genovesi: lineamenti di scultura romanicae duecentesca a Savona e Noli
María Fernanda García Marino
Considerazioni sulla scultura dell’Italia meridionale nella prima metà del XIV secolo:il caso di Nicola da Monteforte
Simona Manacorda
L’archetipo della donna e il drago: il caso di Santa Margherita, un topos iconografico al femminile nell’Europa gotica
Elena Catalano
La Parola ruggita: l’immagine della leonessada Gregorio Magno a Nicola Pisano
Michele Lacerenza
Strapparsi le vesti nell’iconografia medievale:il caso del san Giovanni Evangelistanella chiesa di Santa Lucia a Barletta
Storia dell'Architettura
Silvia Beltramo
Nuove ricerche sulle architetture francescane: San Francesco di Cassine e di Alessandria
Eloy Bermejo Malumbres
Il primo progetto di riforma della cattedraledi Sassari nel XV secolo
Nicoletta Usai, Claudio Nonne
L’antica cattedrale di San Pantaleo a Dolianova (CA)
Paola Allemani, Maurizio Gomez Serito
La Pietra di Visone: un significativo indicatore per la lettura dell’edilizia storicadel Basso Piemonte
Luca Finco
Costruire le torri liguri nel Medioevo:usi e riusi del materiale ad Albenga
Filippo Diara
Gli arredi liturgici lapidei altomedievali:
committenti e maestranze nel Casentinotra VII-X secolo
Arianna Carannante
L’utilizzo delle semibotti nelle “chiese a cupole in asse” in Puglia tra X e XIII secolo
Cosimo Damiano Diella, Federica Chirco
Barletta nel Medioevo (VI-XV secolo d.C.)tra fonti scritte, cartografiche ed archeologiche
Papers by Michele Lacerenza
Lo splendore del superfluo. Le arti suntuarie nella Puglia storica dall'Alto al Basso Medioevo, 2025
The ivory crucifix of the Cathedral of San Sabino in Canosa di Puglia is an outstanding example o... more The ivory crucifix of the Cathedral of San Sabino in Canosa di Puglia is an outstanding example of medieval sacred art, at the heart of a story interweaving devotion, theft, and recovery. Venerated for centuries, the piece was stolen in 2006 and later recovered, returning to its original location. A stylistic and historical analysis situates the work within the broader context of southern Italian artistic production, underscoring its symbolic and liturgical value, while prompting reflection on the importance of preserving and safeguarding religious heritage.
Il crocifisso eburneo della Cattedrale di San Sabino a Canosa di Puglia rappresenta un eccezionale esempio di arte medievale sacra, al centro di una vicenda che intreccia devozione, furto e recupero. Custodito e venerato per secoli, l’opera fu trafugata nel 2006 e successivamente ritrovata, tornando alla sua sede originaria. Un’analisi stilistica e storica consente di inquadrarlo nel più ampio contesto della produzione artistica meridionale, evidenziandone il valore simbolico e liturgico, e offrendo spunti di riflessione sul significato della conservazione e tutela del patrimonio religioso.
Il crocifisso eburneo della Cattedrale di San Sabino a Canosa di Puglia rappresenta un eccezionale esempio di arte medievale sacra, al centro di una vicenda che intreccia devozione, furto e recupero. Custodito e venerato per secoli, l’opera fu trafugata nel 2006 e successivamente ritrovata, tornando alla sua sede originaria. Un’analisi stilistica e storica consente di inquadrarlo nel più ampio contesto della produzione artistica meridionale, evidenziandone il valore simbolico e liturgico, e offrendo spunti di riflessione sul significato della conservazione e tutela del patrimonio religioso.
Progressus, 2021
This article examines a late Gothic fresco depicting the Stories of Saint Mark, preserved in the ... more This article examines a late Gothic fresco depicting the Stories of Saint Mark, preserved in the original church of the sanctuary of Santa Maria dello Sterpeto, near Barletta. The pictorial cycle, until now scarcely studied, stands out as a unique case in the artistic landscape of southern Italy, both for its isolated portrayal of the Evangelist and for its composition inspired by Venetian-Adriatic models. The analysis offers an iconographic and historical interpretation of the work, viewing it as concrete evidence of the deep cultural and commercial ties between Apulia and the Republic of Venice in the late Middle Ages.
L’articolo analizza un affresco tardogotico raffigurante le Storie di san Marco, conservato nella chiesa originaria del santuario di Santa Maria dello Sterpeto, nei pressi di Barletta. Il ciclo pittorico, finora poco indagato, rappresenta un unicum nel panorama artistico del Mezzogiorno d’Italia, sia per la raffigurazione isolata dell’Evangelista sia per la struttura compositiva ispirata a modelli veneto-adriatici. L’indagine propone una lettura iconografica e storica dell’opera, interpretandola come testimonianza concreta dei profondi legami culturali e commerciali tra la Puglia e la Repubblica di Venezia nel tardo Medioevo.
L’articolo analizza un affresco tardogotico raffigurante le Storie di san Marco, conservato nella chiesa originaria del santuario di Santa Maria dello Sterpeto, nei pressi di Barletta. Il ciclo pittorico, finora poco indagato, rappresenta un unicum nel panorama artistico del Mezzogiorno d’Italia, sia per la raffigurazione isolata dell’Evangelista sia per la struttura compositiva ispirata a modelli veneto-adriatici. L’indagine propone una lettura iconografica e storica dell’opera, interpretandola come testimonianza concreta dei profondi legami culturali e commerciali tra la Puglia e la Repubblica di Venezia nel tardo Medioevo.
Barletta: La città e la storia. Testimonianze, protagonisti, memorie (Baruli Res, 6), 2020
Nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Barletta, all’interno della cappella del Transito di ... more Nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Barletta, all’interno della cappella del Transito di San Giuseppe, è conservata una statua settecentesca in legno policromo raffigurante un’Immacolata. L’effige, pregevole per l’alta qualità dell’intaglio, è stata attribuita in passato allo scultore napoletano Nicola Fumo. La presente ricerca dimostrerà, tuttavia, attraverso l’ausilio di numerose fonti documentarie legate alla figura del committente Francesco Savero Maria de Queralt, come tale valutazione debba essere accantonata in favore di un artista a oggi ancora ignoto, facente parte di una delle numerose botteghe napoletane attive in tutto il Regno durante la prima metà del XVIII secolo.
In the Cathedral of Santa Maria Maggiore in Barletta, inside the chapel of the Transito di San Giuseppe, there is an eighteenth-century polychrome wooden statue depicting an Immaculate Conception. The effigy, valuable for the high quality of the carving, has been attributed in the past to the Neapolitan sculptor Nicola Fumo. The present research will demonstrate, however, through the help of numerous documentary sources linked to the figure of the client Francesco Savero Maria de Queralt, how this evaluation should be set aside in favor of an artist still unknown today, part of one of the numerous Neapolitan workshops active throughout the Kingdom during the first half of the 18th century.
In the Cathedral of Santa Maria Maggiore in Barletta, inside the chapel of the Transito di San Giuseppe, there is an eighteenth-century polychrome wooden statue depicting an Immaculate Conception. The effigy, valuable for the high quality of the carving, has been attributed in the past to the Neapolitan sculptor Nicola Fumo. The present research will demonstrate, however, through the help of numerous documentary sources linked to the figure of the client Francesco Savero Maria de Queralt, how this evaluation should be set aside in favor of an artist still unknown today, part of one of the numerous Neapolitan workshops active throughout the Kingdom during the first half of the 18th century.
V Ciclo di Studi Medievali, Atti del Convegno (Firenze, 3-4 giugno 2019), 2019
The iconography of the Virgin of Mercy appeared for the first time around the last decades of the... more The iconography of the Virgin of Mercy appeared for the first time around the last decades of the 13th century, to find particular affirmation in the cultural and figurative tradition of the 14th and 15th centuries, especially in the countries of Western Europe. Its origin is closely linked to the medieval legacy of the "protection of the mantle", which only the Veil of Mary could grant for mercy to the needy and the persecuted, offering a symbolic shelter under a cloak considered inviolable. With the spread of this iconography, under the mantle of the Virgin all humanity ended up for finding shelter: men, women, members of religious orders or congregations of professions, bishops and popes, kings and emperors.
The need for spiritual protection symbolically expressed by the iconography of the Virgin of Mercy was soon bent for devotional purposes, but also propaganda, by the Mendicant orders, especially by the Dominicans who, masters in reshaping tested iconographies, used it to create a new original image that had the figure of Saint Dominic as the central pivot of the gesture. A more unique than rare case on a monumental level is the fresco of the early 15th century, located in the church of Santa Lucia in Barletta, part of a female Dominican monastery.
The aim of the research will be to investigate the causes that led to the conception of this unusual iconographic variant, starting from similar examples of admixture between "saint and protective mantle", to arrive through the analysis of the documentary sources related to the founder of the Order of the Preachers, to the miniatures produced in the Venetian context in the scriptorium of Tommaso da Siena and to the stimulating debates in the Dominican studia, very important intellectual laboratories of the Order scattered along the peninsula, to the concretization of the particular iconography in Barletta.
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L’iconografia della Madonna della Misericordia apparve per la prima volta intorno agli ultimi decenni del Duecento, per poi trovare particolare affermazione nella tradizione culturale e figurativa del XIV e XV secolo, soprattutto nei paesi dell’Europa occidentale. La sua origine è strettamente legata al retaggio medievale della “protezione del mantello”, che solo il Velo di Maria poteva concedere per misericordia ai bisognosi e ai perseguitati, offrendo un riparo simbolico sotto un manto considerato inviolabile. Con il diffondersi di tale iconografia, sotto il mantello della Vergine finì per trovare riparo l'intera umanità: uomini, donne, membri di ordini religiosi o di congregazioni di mestieri, vescovi e papi, re e imperatori.
La necessità di protezione spirituale simbolicamente espressa dall’iconografia della Vergine della Misericordia venne ben presto piegata per fini devozionali, ma anche propagandistici, da parte degli ordini Mendicanti, soprattutto dai Domenicani che, maestri nel riplasmare collaudate iconografie, se ne servirono per creare una nuova originale immagine che avesse la figura di san Domenico come perno centrale del gesto. Caso più unico che raro a livello monumentale è dunque l’affresco, degli inizi del XV secolo, posto nella chiesa di Santa Lucia a Barletta facente parte di un monastero di domenicane.
Scopo della ricerca sarà quello di indagare le cause che hanno portato all’ideazione di questa inusuale variante iconografica, partendo da esempi consimili di commistione tra “santo e mantello protettivo”, per giungere attraverso l’analisi delle fonti documentarie legate al fondatore dell’Ordine dei Predicatori, alle miniature prodotte in ambito veneziano nello scriptorium di Tommaso da Siena e agli stimolanti dibattiti in seno agli studia domenicani, importantissimi laboratori intellettuali dell’Ordine sparsi lungo la penisola, al concretizzarsi della particolare iconografia barlettana.
The need for spiritual protection symbolically expressed by the iconography of the Virgin of Mercy was soon bent for devotional purposes, but also propaganda, by the Mendicant orders, especially by the Dominicans who, masters in reshaping tested iconographies, used it to create a new original image that had the figure of Saint Dominic as the central pivot of the gesture. A more unique than rare case on a monumental level is the fresco of the early 15th century, located in the church of Santa Lucia in Barletta, part of a female Dominican monastery.
The aim of the research will be to investigate the causes that led to the conception of this unusual iconographic variant, starting from similar examples of admixture between "saint and protective mantle", to arrive through the analysis of the documentary sources related to the founder of the Order of the Preachers, to the miniatures produced in the Venetian context in the scriptorium of Tommaso da Siena and to the stimulating debates in the Dominican studia, very important intellectual laboratories of the Order scattered along the peninsula, to the concretization of the particular iconography in Barletta.
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L’iconografia della Madonna della Misericordia apparve per la prima volta intorno agli ultimi decenni del Duecento, per poi trovare particolare affermazione nella tradizione culturale e figurativa del XIV e XV secolo, soprattutto nei paesi dell’Europa occidentale. La sua origine è strettamente legata al retaggio medievale della “protezione del mantello”, che solo il Velo di Maria poteva concedere per misericordia ai bisognosi e ai perseguitati, offrendo un riparo simbolico sotto un manto considerato inviolabile. Con il diffondersi di tale iconografia, sotto il mantello della Vergine finì per trovare riparo l'intera umanità: uomini, donne, membri di ordini religiosi o di congregazioni di mestieri, vescovi e papi, re e imperatori.
La necessità di protezione spirituale simbolicamente espressa dall’iconografia della Vergine della Misericordia venne ben presto piegata per fini devozionali, ma anche propagandistici, da parte degli ordini Mendicanti, soprattutto dai Domenicani che, maestri nel riplasmare collaudate iconografie, se ne servirono per creare una nuova originale immagine che avesse la figura di san Domenico come perno centrale del gesto. Caso più unico che raro a livello monumentale è dunque l’affresco, degli inizi del XV secolo, posto nella chiesa di Santa Lucia a Barletta facente parte di un monastero di domenicane.
Scopo della ricerca sarà quello di indagare le cause che hanno portato all’ideazione di questa inusuale variante iconografica, partendo da esempi consimili di commistione tra “santo e mantello protettivo”, per giungere attraverso l’analisi delle fonti documentarie legate al fondatore dell’Ordine dei Predicatori, alle miniature prodotte in ambito veneziano nello scriptorium di Tommaso da Siena e agli stimolanti dibattiti in seno agli studia domenicani, importantissimi laboratori intellettuali dell’Ordine sparsi lungo la penisola, al concretizzarsi della particolare iconografia barlettana.
The iconography of the Crucifixion is one of the cardinal symbols of the christian religion and f... more The iconography of the Crucifixion is one of the cardinal symbols of the christian religion and from the beginning it has a fundamental role in the production of holy art. Always present in these images are the figures of the Sorrowful: the Virgin Mary and Saint John the Evangelist. Since the most remote Byzantine icons, both externalize their pain in a manner rather restrained, bringing his hands to his face or intertwining his fingers, however in some cases the son of Zebedee is represented in the rare act of pain of tearing off his garments. Emblematic case is that frescoed at the beginning of the fifteenth century in the church of Santa Lucia in Barletta, inside the Chapel of the Crucifix. Aim of the study is to clarify the meaning that revolves around this unusual iconographic variant, starting from theological reflections and many semantic declensions, found in the Bible and in the thought of the Doctors of the Church. In such artistic productions this extreme action was introduced for the first time by Giotto, to whom we owe the merit of having given a whole pathos human to visual representations. Angels, allegories and mothers carry this message of despair, anger and denunciation crystallizing what was preached by the Mendicant Orders, through a politics for images linked to the humanity of the Savior and his suffering. Through the sacred representations and the tables that were likely to circulate, the gesture extreme of tearing off clothes spread among the centers of the peninsula until it characterized St. John the Evangelist, as it is possible to observe in the frescoed examples in the churches of Southern Italy under study. The research will show how the disciple that "Jesus loved" becomes in Barletta at the same time emblem and synthesis of every possible meaning linked to a such a dramatic and theatrical gesture.
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L’iconografia della Crocifissione rappresenta uno dei simboli cardine della religione cristiana e sin dalle origini essa occupa un posto fondamentale nella produzione dell’arte sacra. Immancabili in tali immagini sono le figure dei dolenti: la Vergine Maria e san Giovanni Evangelista. Sin dalle più remote icone bizantine, entrambi esternano il proprio dolore in maniera piuttosto contenuta, portandosi le mani al volto o intrecciando le dita, tuttavia in alcuni casi il figlio di Zebedeo è rappresentato nel raro atto di dolore di strapparsi le vesti. Caso emblematico è quello affrescato all’inizio del XV secolo nella chiesa di Santa Lucia a Barletta, all’interno della Cappella del Crocifisso. Scopo dello studio è quello di chiarire il significato che ruota attorno a questa inusuale variante iconografica, partendo da riflessioni teologiche e dalle molteplici declinazioni semantiche, riscontrabili nella Bibbia e nel pensiero dei Dottori della Chiesa. Nelle produzioni artistiche tale atto estremo è stato introdotto per la prima volta da Giotto, al quale si deve il merito di aver conferito un pathos tutto umano alle rappresentazioni visive. Angeli, allegorie e madri veicolano tale messaggio di disperazione, rabbia e denuncia cristallizzando quanto predicato dagli Ordini Mendicanti, attraverso una politica per immagini legata all’umanità del Salvatore e alla sua sofferenza. Attraverso le rappresentazioni sacre e le tavole che dovevano verosimilmente circolare, il gesto estremo di lacerarsi le vesti si diffuse tra i centri della penisola sino a caratterizzare san Giovanni Evangelista, come è possibile osservare negli esempi affrescati nelle chiese dell’Italia Meridionale oggetto di studio. La ricerca dimostrerà come il discepolo che “Gesù amava” diventi in Barletta allo stesso tempo emblema e sintesi di ogni possibile significato legato a un gesto così drammatico e teatrale.
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L’iconografia della Crocifissione rappresenta uno dei simboli cardine della religione cristiana e sin dalle origini essa occupa un posto fondamentale nella produzione dell’arte sacra. Immancabili in tali immagini sono le figure dei dolenti: la Vergine Maria e san Giovanni Evangelista. Sin dalle più remote icone bizantine, entrambi esternano il proprio dolore in maniera piuttosto contenuta, portandosi le mani al volto o intrecciando le dita, tuttavia in alcuni casi il figlio di Zebedeo è rappresentato nel raro atto di dolore di strapparsi le vesti. Caso emblematico è quello affrescato all’inizio del XV secolo nella chiesa di Santa Lucia a Barletta, all’interno della Cappella del Crocifisso. Scopo dello studio è quello di chiarire il significato che ruota attorno a questa inusuale variante iconografica, partendo da riflessioni teologiche e dalle molteplici declinazioni semantiche, riscontrabili nella Bibbia e nel pensiero dei Dottori della Chiesa. Nelle produzioni artistiche tale atto estremo è stato introdotto per la prima volta da Giotto, al quale si deve il merito di aver conferito un pathos tutto umano alle rappresentazioni visive. Angeli, allegorie e madri veicolano tale messaggio di disperazione, rabbia e denuncia cristallizzando quanto predicato dagli Ordini Mendicanti, attraverso una politica per immagini legata all’umanità del Salvatore e alla sua sofferenza. Attraverso le rappresentazioni sacre e le tavole che dovevano verosimilmente circolare, il gesto estremo di lacerarsi le vesti si diffuse tra i centri della penisola sino a caratterizzare san Giovanni Evangelista, come è possibile osservare negli esempi affrescati nelle chiese dell’Italia Meridionale oggetto di studio. La ricerca dimostrerà come il discepolo che “Gesù amava” diventi in Barletta allo stesso tempo emblema e sintesi di ogni possibile significato legato a un gesto così drammatico e teatrale.
Conferences by Michele Lacerenza
by NUME Gruppo di Ricerca sul Medioevo Latino, Luca Salvatelli, Carlo Pùlisci, Roberto Del Monte, Paola Novara, Rita Mei, Sara Ragni, Sarah Procopio, Catarina M Tibúrcio, Mario Gaglione, Irma Kaplūnaitė, Rytis Jonaitis, Valerio Cappozzo, Giacomo Ponticelli, Abel de Lorenzo Rodríguez, Antonella Ventura, Michele Lacerenza, Davide Esposito, Elena R . Trunfio, Giulia Calabrò, Antonio Tagliente, Nicoletta Usai, Francesco Mameli, Mattia Sanna Montanelli, Michela Giuntoli, Massimo Siani, Carlo Maria Poggi, Filippo Ribani, Mario Loffredo, Chiara Ribolla, Eleonora Casarotti, Elena Catalano, Aurelia Maruggi, Joao Nisa, Andrea-Bianka Znorovszky, Lester Lonardo, Stefano Bernardinello, Federica Fiorini, Azzurra Rinaldi, Andrea D'Apruzzo, Marianna Cuomo, Arancia Boffa, Matteo Saracini, Giacomo Brotto, Giulia Lovison, Valerio Luca Floris, Italia Caradonna, Lorenzo Fragai, Beatrice Brancazi, Annalisa Colecchia, Massimiliano David, Stefano De Togni, Alessandro Melega, Enrico Pomo, and Chiara Baldestein
Book Reviews by Michele Lacerenza
La collaborazione, aperta a tutti, è gratuita. Gli articoli devono essere redatti in ottemperanza... more La collaborazione, aperta a tutti, è gratuita. Gli articoli devono essere redatti in ottemperanza al 'Codice Etico' e in conformità alle 'Norme per la redazione e l'accettazione dei contributi' disciplinate dal 'Regolamento di Studi Bitontini'. Non si risponde del contenuto degli articoli e si lascia agli autori piena responsabilità delle idee o delle opinioni in essi espresse. I manoscritti, i testi e le fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. La validazione dei contributi (peer reviewing) per Studi Bitontini è affidata al giudizio del Comitato Scientifico, che si avvale -ove lo ritenga -della valutazione di revisori esterni, di profilo anche internazionale. Proprietà letteraria e artistica riservata. Riproduzione vietata.