Books by Michele Lacerenza

Research paper thumbnail of M. Lacerenza, Il monastero di Santa Lucia a Barletta. Percorsi di Storia e Arte, Bari 2020 (Puglia Memorabile. Arte, Archeologia, Architettura e Storia, 4) [ISSN 2610-8658; ISBN 9788899224608].
Il volume è incentrato sulla ricostruzione degli aspetti storici, architettonici e artistici rela... more Il volume è incentrato sulla ricostruzione degli aspetti storici, architettonici e artistici relativi al monastero domenicano femminile di Santa Lucia a Barletta. Ampio spazio è dedicato alle vicende di un primo insediamento monastico extra moenia, ormai scomparso, e più approfonditamente a quelle riguardanti la storia del monastero intra moenia, costruito entro la fine del XIV secolo. Particolare attenzione è dedicata, inoltre, agli affreschi di età tardogotica conservati nella cappella del Crocifisso, la cui analisi stilistica e iconografica, impreziosita da opportuni confronti con il mondo della miniatura adriatica, permette di collocarne la realizzazione entro i binari del primo Quattrocento, testimoniando le proficue relazioni artistiche alla base di questo prezioso e poco noto esempio di pittura medievale barlettana.

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The volume focuses on the reconstruction of the historical, architectural and artistic aspects of the dominican female monastery of Santa Lucia in Barletta. Ample space is dedicated to the events of a first monastic settlement extra moenia, now disappeared, and more in depth to those concerning the history of the intra moenia monastery, built by the end of the fourteenth century. Particular attention is also dedicated to the late Gothic frescoes preserved in the chapel of the Crucifix, whose stylistic and iconographic analysis, embellished by appropriate comparisons with the world of the Adriatic miniature, allows to place the realization within the tracks of the early fifteenth century, testifying the fruitful artistic relationships at the basis of this precious and little-known example of Barletta medieval painting.

Research paper thumbnail of IV CICLO DI STUDI MEDIEVALI, Atti del Convegno, Firenze 4-5 Giugno 2018, a cura del Gruppo di Ricerca NUME, Arcore (MB) 2018
by NUME Gruppo di Ricerca sul Medioevo LatinoRoberto Del Monteleonardo marchettiAngelo PassuelloMassimiliano DavidStefano De TogniDino LombardoChiara RibollaFederica CosenzaLorenzo CuratellaAlessandro MorteraJacopo CelaniDavor BulicGiuseppe MaisolaLester LonardoFrancesco MameliElisa OrlandoAlessandro ScaloneFrancesco BarbaruloJacopo PaganelliGabriele PassabìStefano SantarelliRoberta NapoletanoIrena BerovicAlicja BańczykZsuzsanna Papp ReedAngela ZaccaraMauro FerranteMarianna CuomoNicodemo AbateLuigi Di CosmoLucrezia CampagnaFlora MieleDaisy Antonia PetrelliChiara SantiniMaria Paola BullaPaola NovaraAntonello VilellaLuca SalvatelliAndrea PalaValeria CartaStefano Giuseppe PireroElena CatalanoMichele LacerenzaNicoletta UsaiPaola Allemanimaurizio gomezluca fincoFilippo DiaraArianna Carannante, and Federica Chirco
Volume disponibile qui: https://www.nuovomedioevo.it/attivita-2/1466-2/ INDICE DEI CONTRIBU... more Volume disponibile qui:
https://www.nuovomedioevo.it/attivita-2/1466-2/


INDICE DEI CONTRIBUTI


Archeologia | Edifici

Massimiliano David, Alessandro Melega
All’ombra del Cristianesimo dilagantenell’Impero Romano.  Una lettura archeologica

Massimiliano David, Stefano De Togni,Dino Lombardo
La cristianizzazione dell’industria edilizia. Nuove evidenze ostiensi

Alessandro Bona
La chiesa di San Desiderio ad Assago (MI): un sito archeologico pluristratificato alle porte di Milano

Chiara Ribolla
La chiesa di San Pietro di Trobaso:indagine archeologica e contesto storico.Analisi preliminare

Marialuisa  Zegretti, Giuseppina Schirò
Riflessioni sul complesso di San Pancrazio a Roma tra VI e VII secolo

Federica Cosenza, Lorenzo Curatella
Sepolture di prestigio a Romanel Basso Medioevo:l’esempio di Santa Maria Nova

Alessandro Mortera
Riuso e reimpiego dell’antico.Il caso di Santa Maria Nova tra spolia architettonici e sepolture di prestigio


Archeologia | Paesaggi

Jacopo Celani
Mappare la guerra greco-gotica: primi risultati di un’analisi spaziale delle vicende narrate nel De bello Gothico

Massimiliano David, Eleonora Rossetti
Dai vici alle pievi in Italia settentrionale. Il caso del territorio di Mediolanum in epoca tardoantica

Marina Zgrablić, Davor Bulić
The rural landscape in Istria betweenLate Antiquity and the Early Middle Ages:changes in the context of Christianization

Federica D’Angelo
San Vincenzo al Volturno e la Terra Sancti Vincentii: amministrazione dei possedimenti di un’abbazia altomedievale (secoli VIII-XII)

Giuseppe Maisola
Territori del Giudicato di Arborea.
Insediamenti e viabilità tra Parte Miilie Parte Simagis (XII-XIV sec.)

Lester Lonardo
Et in alia parte alio molendinu.Mulini, canali ed opifici idraulici della Campania interna: dati archeologici e documentari

Francesco Mameli
Archeologia dei confini nella Sardegna medievale:
la Curatorìa di Decimo e la sua rete insediativa
(XIII-XIV secolo)

Elisa Orlando
Castra et Plebes in Casentino (VII-XIII secolo): fonti, metodi e ricerche


Storia

Lilian Diniz
The role of clerics in the processof religious hybridity: the testimonyof the ecclesiastical documentation

Arthur Westwell
The Carolingian Conquest andthe Italian Pontifical Tradition

Antonio Tagliente
Servi o milites? L’antitetica lettura del mondolongobardo meridionale nella Legatiodi Liutprando da Cremona

Antonio Corvino
La produzione libraria e letterariadella Langobardia ducale (sec. VI - X)

Luca Marino
Il contratto di pastinatoe la trasformazione del paesaggio agrarionel Codex Diplomaticus Cavensis

Alessandro Scalone
Memoria, crociata e diplomazia:un'analisi sui rapporti diplomaticitra Outremer ed Europa Occidentale (1149-1189)

14.00-14.20
Consuelo Capolupo
San Guglielmo da Vercellied il Monasterium Sanctae Mariae Montis Virginis:storia di una fondazione benedettina in Irpiniadal XII secolo ad oggi

14.20-14.40
Francesco Barbarulo, Jacopo Paganelli
La pluralità come caratteristica dei sistemi politici del Regnum Italiae: ipotesi sulle ricostruzioni delle vicende istituzionali italiane tra XII e XIV secolo

Antonella Torre
Nella bisaccia del pellegrino:l’alimentazione nel Codex Calixtinus

Gabriele Passabì
Decus Imperii: idee di imperonel Draco Normannicus di Stefano di Rouen

Lorenzo Schiavetta
Pepo degli Albizzie il mercato laniero fiorentino nel ‘300

Stefano Santarelli
Dove eravamo rimasti:l’edizione dei protocolli notarili romani del Trecento


Paleografia

Alfredo García Femenia, Julio Macián Ferrandis
Nulla die sine linea:autografi nella Valenza del Quattrocento

Roberta Napoletano
Frammenti membranacei di riuso: metodologie e prospettive di ricerca. Il caso dell’Archivio Generale Arcivescovile di Bologna


Letteratura e Filologia

Ilaria Ottria
Esegesi etimologica e interpretazioneallegorico-morale nelle Mythologiaedi Fulgenzio: la Fabula Scyllae (Fulg. myth. II 9)

Irena Berovic
Heroes and Monsters: Cannibalismas Mentifact in the Old English Andreas

Alicja Bańczyk
The conflict between obligations toward the family and toward the lord on the example of medieval French epic poems

Pamela Gennari
Per una nuova edizione dei Dialogidi San Gregorio Magno

Zsuzsanna Reed Papp
Sitting on the Fence: Matthew Paris’s“Mongol Letters” at the Intersectionof History and Literature

Angela Zaccara
La lingua inglese tardo-medievale fra tradizione e innovazione: Cristo «passible» e «unpassible» nelle Rivelazioni di Giuliana di Norwich

Valeria Di Clemente
Il motivo dei “nove prodi” e la figura di Robert Bruce


Filosofia

Rūta Zukienė
«We become what we remember»:
memory and recollection in the Old English Boethius

Hernán Guerrero Troncoso
Avicenna e la questione della cosa.Un’indagine sulle origini della metafisica intesa come scientia transcendens

Ignazio Genovese
Satisfactio e/o immolatio/oblatio?
Anselmo d’Aosta, Bruno di Segni e le ragioni dell’Incarnazione

Nunzia Cosmo
Note sull’origine medievale delle logiche modali

Mauro Ferrante
Ingenium: Niccolò Cusano anticipatore della modernità


Archeologia | Materiali

Alessia Frisetti, Marianna Cuomo,Nicodemo Abate, Luigi Di Cosmo
La chiesa di San Leo a Sessa Aurunca (CE): scavo, tecniche di analisi, reperti ed apparati decorativi

Lucrezia Campagna
La ceramica medievale di Roma: analisitipologiche e quantitative per la storia economica

Maria Stella Graziano, Camilla Rosati
Ostia nel V secolo attraverso la cultura materiale

Domenica Tataranni
Commercio locale e contatti mediterranei in Alife altomedievale: la testimonianza delle anfore

Beatrice Brancazi, Flora Miele
Contenitori e simboli:i motivi religiosi delle ceramiche rivestite alto laziali

Antonia Daisy Petrelli
Elementi decorativi in laterizionell’architettura medievale pisana.Storia e produzione tra XIII eXV secolo

Chiara Santini
Produzione e circolazione ceramica nell’altomedioevo (VI-XI secolo) nel mediovaldarno fiorentino: nuove interpretazioni da vecchi dati

Maria Paola Bulla
La ceramica islamica in Tunisia:Sabra Al- Mansūrya (X-XI sec.)


Epigrafia

Paola Novara
Iscrizioni dedicatorie e sottoscrizioni attributive nell’edilizia di culto ravennate dei secoli IX-XII

Antonello Vilella
Iscrizioni perdute dalla città di Bari (secoli VIII-XII)

Luca Salvatelli
HIC REQUIESCIT. Epigrafi, lastre tombali,cenotafi, tombe monumentali a Viterbotra Medioevo e Umanesimo


Progetti

Andrea Pergola
La liberalizzazione delle riproduzioni in archivi ebiblioteche come mezzo di comunicazione per la divulgazione storica: il caso di “Incunaboli a Cagliari”

Davide Gherdevich
POLIMA e PolimaWiki: un progetto per lo studio, la condivisione e la valorizzazione delle listenel Medioevo

Marcello Casillo
Gli edifici di culto di Salerno tra V e X secolo. Primi risultati per il progetto CARE


Storia dell'Arte

Angelo Passuello
Maestranze alloctone nell’Umbria romanica (?): il caso di Sant’Eufemia a Spoleto e i suoi possibili rapporti con Verona

Andrea Pala, Valeria Carta
Appunti per lo studio delle sculture architettoniche nelle chiese romaniche della SardegnaBasso Medievale (secc. XII-XIII)

Stefano Giuseppe Pirero
Trofei bellici, illustri donazioni e commesse genovesi: lineamenti di scultura romanicae duecentesca a Savona e Noli

María Fernanda García Marino
Considerazioni sulla scultura dell’Italia meridionale nella prima metà del XIV secolo:il caso di Nicola da Monteforte

Simona Manacorda
L’archetipo della donna e il drago: il caso di Santa Margherita, un topos iconografico al femminile nell’Europa gotica

Elena Catalano
La Parola ruggita: l’immagine della leonessada Gregorio Magno a Nicola Pisano

Michele Lacerenza
Strapparsi le vesti nell’iconografia medievale:il caso del san Giovanni Evangelistanella chiesa di Santa Lucia a Barletta


Storia dell'Architettura

Silvia Beltramo
Nuove ricerche sulle architetture francescane: San Francesco di Cassine e di Alessandria

Eloy Bermejo Malumbres
Il primo progetto di riforma della cattedraledi Sassari nel XV secolo

Nicoletta Usai, Claudio Nonne
L’antica cattedrale di San Pantaleo a Dolianova (CA)

Paola Allemani, Maurizio Gomez Serito
La Pietra di Visone: un significativo indicatore per la lettura dell’edilizia storicadel Basso Piemonte

Luca Finco
Costruire le torri liguri nel Medioevo:usi e riusi del materiale ad Albenga

Filippo Diara
Gli arredi liturgici lapidei altomedievali:
committenti e maestranze nel Casentinotra VII-X secolo

Arianna Carannante
L’utilizzo delle semibotti nelle “chiese a cupole in asse” in Puglia tra X e XIII secolo

Cosimo Damiano Diella, Federica Chirco
Barletta nel Medioevo (VI-XV secolo d.C.)tra fonti scritte, cartografiche ed archeologiche

Papers by Michele Lacerenza

Research paper thumbnail of Custodito e venerato, rubato e ritrovato. Il crocifisso eburneo della Cattedrale di Canosa, in M. Mignozzi, A.M. Minutilli (a cura di), Lo splendore del superfluo. Le arti suntuarie nella Puglia storica dall'Alto al Basso Medioevo, Bari 2025, pp. 63-79 [ISSN 2610-8658; ISBN 979-12-81199-25-5]

Lo splendore del superfluo. Le arti suntuarie nella Puglia storica dall'Alto al Basso Medioevo, 2025

The ivory crucifix of the Cathedral of San Sabino in Canosa di Puglia is an outstanding example o... more The ivory crucifix of the Cathedral of San Sabino in Canosa di Puglia is an outstanding example of medieval sacred art, at the heart of a story interweaving devotion, theft, and recovery. Venerated for centuries, the piece was stolen in 2006 and later recovered, returning to its original location. A stylistic and historical analysis situates the work within the broader context of southern Italian artistic production, underscoring its symbolic and liturgical value, while prompting reflection on the importance of preserving and safeguarding religious heritage.


Il crocifisso eburneo della Cattedrale di San Sabino a Canosa di Puglia rappresenta un eccezionale esempio di arte medievale sacra, al centro di una vicenda che intreccia devozione, furto e recupero. Custodito e venerato per secoli, l’opera fu trafugata nel 2006 e successivamente ritrovata, tornando alla sua sede originaria. Un’analisi stilistica e storica consente di inquadrarlo nel più ampio contesto della produzione artistica meridionale, evidenziandone il valore simbolico e liturgico, e offrendo spunti di riflessione sul significato della conservazione e tutela del patrimonio religioso.

Research paper thumbnail of Tra Venezia e Barletta. Note su un unicum in Santa Maria dello Sterpeto. L'affresco con le Storie di san Marco, in Progressus, VIII 2/2021, pp. 57-84 [ISSN: 2532-7186].

Progressus, 2021

This article examines a late Gothic fresco depicting the Stories of Saint Mark, preserved in the ... more This article examines a late Gothic fresco depicting the Stories of Saint Mark, preserved in the original church of the sanctuary of Santa Maria dello Sterpeto, near Barletta. The pictorial cycle, until now scarcely studied, stands out as a unique case in the artistic landscape of southern Italy, both for its isolated portrayal of the Evangelist and for its composition inspired by Venetian-Adriatic models. The analysis offers an iconographic and historical interpretation of the work, viewing it as concrete evidence of the deep cultural and commercial ties between Apulia and the Republic of Venice in the late Middle Ages.


L’articolo analizza un affresco tardogotico raffigurante le Storie di san Marco, conservato nella chiesa originaria del santuario di Santa Maria dello Sterpeto, nei pressi di Barletta. Il ciclo pittorico, finora poco indagato, rappresenta un unicum nel panorama artistico del Mezzogiorno d’Italia, sia per la raffigurazione isolata dell’Evangelista sia per la struttura compositiva ispirata a modelli veneto-adriatici. L’indagine propone una lettura iconografica e storica dell’opera, interpretandola come testimonianza concreta dei profondi legami culturali e commerciali tra la Puglia e la Repubblica di Venezia nel tardo Medioevo.

Research paper thumbnail of Tota pulchra es Maria: la statua lignea dell’Immacolata della cattedrale di Barletta e la devozione del de Queralt. Nuovi spunti di riflessione, in Barletta: La città e la storia. Testimonianze, protagonisti, memorie, Modugno 2020 (Baruli Res, 6), pp. 185-205 [ISBN: 9788868711559].

Barletta: La città e la storia. Testimonianze, protagonisti, memorie (Baruli Res, 6), 2020

Nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Barletta, all’interno della cappella del Transito di ... more Nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Barletta, all’interno della cappella del Transito di San Giuseppe, è conservata una statua settecentesca in legno policromo raffigurante un’Immacolata. L’effige, pregevole per l’alta qualità dell’intaglio, è stata attribuita in passato allo scultore napoletano Nicola Fumo. La presente ricerca dimostrerà, tuttavia, attraverso l’ausilio di numerose fonti documentarie legate alla figura del committente Francesco Savero Maria de Queralt, come tale valutazione debba essere accantonata in favore di un artista a oggi ancora ignoto, facente parte di una delle numerose botteghe napoletane attive in tutto il Regno durante la prima metà del XVIII secolo.

In the Cathedral of Santa Maria Maggiore in Barletta, inside the chapel of the Transito di San Giuseppe, there is an eighteenth-century polychrome wooden statue depicting an Immaculate Conception. The effigy, valuable for the high quality of the carving, has been attributed in the past to the Neapolitan sculptor Nicola Fumo. The present research will demonstrate, however, through the help of numerous documentary sources linked to the figure of the client Francesco Savero Maria de Queralt, how this evaluation should be set aside in favor of an artist still unknown today, part of one of the numerous Neapolitan workshops active throughout the Kingdom during the first half of the 18th century.

Research paper thumbnail of Sotto il manto di san Domenico. Alcune note su una variante iconografica della Madonna della Misericordia nata in seno all’Ordine dei Predicatori, in V Ciclo di Studi Medievali. Atti del Convegno (Firenze, 3-4 giugno 2019), Lesmo (MB) 2019, pp. 240-247 [ISBN: 978-88-9349-584-4].

V Ciclo di Studi Medievali, Atti del Convegno (Firenze, 3-4 giugno 2019), 2019

The iconography of the Virgin of Mercy appeared for the first time around the last decades of the... more The iconography of the Virgin of Mercy appeared for the first time around the last decades of the 13th century, to find particular affirmation in the cultural and figurative tradition of the 14th and 15th centuries, especially in the countries of Western Europe. Its origin is closely linked to the medieval legacy of the "protection of the mantle", which only the Veil of Mary could grant for mercy to the needy and the persecuted, offering a symbolic shelter under a cloak considered inviolable. With the spread of this iconography, under the mantle of the Virgin all humanity ended up for finding shelter: men, women, members of religious orders or congregations of professions, bishops and popes, kings and emperors.
The need for spiritual protection symbolically expressed by the iconography of the Virgin of Mercy was soon bent for devotional purposes, but also propaganda, by the Mendicant orders, especially by the Dominicans who, masters in reshaping tested iconographies, used it to create a new original image that had the figure of Saint Dominic as the central pivot of the gesture. A more unique than rare case on a monumental level is the fresco of the early 15th century, located in the church of Santa Lucia in Barletta, part of a female Dominican monastery.
The aim of the research will be to investigate the causes that led to the conception of this unusual iconographic variant, starting from similar examples of admixture between "saint and protective mantle", to arrive through the analysis of the documentary sources related to the founder of the Order of the Preachers, to the miniatures produced in the Venetian context in the scriptorium of Tommaso da Siena and to the stimulating debates in the Dominican studia, very important intellectual laboratories of the Order scattered along the peninsula, to the concretization of the particular iconography in Barletta.

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L’iconografia della Madonna della Misericordia apparve per la prima volta intorno agli ultimi decenni del Duecento, per poi trovare particolare affermazione nella tradizione culturale e figurativa del XIV e XV secolo, soprattutto nei paesi dell’Europa occidentale. La sua origine è strettamente legata al retaggio medievale della “protezione del mantello”, che solo il Velo di Maria poteva concedere per misericordia ai bisognosi e ai perseguitati, offrendo un riparo simbolico sotto un manto considerato inviolabile. Con il diffondersi di tale iconografia, sotto il mantello della Vergine finì per trovare riparo l'intera umanità: uomini, donne, membri di ordini religiosi o di congregazioni di mestieri, vescovi e papi, re e imperatori. 
La necessità di protezione spirituale simbolicamente espressa dall’iconografia della Vergine della Misericordia venne ben presto piegata per fini devozionali, ma anche propagandistici, da parte degli ordini Mendicanti, soprattutto dai Domenicani che, maestri nel riplasmare collaudate iconografie, se ne servirono per creare una nuova originale immagine che avesse la figura di san Domenico come perno centrale del gesto. Caso più unico che raro a livello monumentale è dunque l’affresco, degli inizi del XV secolo, posto nella chiesa di Santa Lucia a Barletta facente parte di un monastero di domenicane.
Scopo della ricerca sarà quello di indagare le cause che hanno portato all’ideazione di questa inusuale variante iconografica, partendo da esempi consimili di commistione tra “santo e mantello protettivo”, per giungere attraverso l’analisi delle fonti documentarie legate al fondatore dell’Ordine dei Predicatori, alle miniature prodotte in ambito veneziano nello scriptorium di Tommaso da Siena e agli stimolanti dibattiti in seno agli studia domenicani, importantissimi laboratori intellettuali dell’Ordine sparsi lungo la penisola, al concretizzarsi della particolare iconografia barlettana.

Research paper thumbnail of Strapparsi le vesti nell’iconografia medievale: il caso del san Giovanni Evangelista nella chiesa di Santa Lucia a Barletta, in IV Ciclo di Studi Medievali. Atti del Convegno (Firenze, 4-5 giugno 2018), Arcore 2018, pp. 473-479 [ISBN: 978-88-9349-371-0].
The iconography of the Crucifixion is one of the cardinal symbols of the christian religion and f... more The iconography of the Crucifixion is one of the cardinal symbols of the christian religion and from the beginning it has a fundamental role in the production of holy art. Always present in these images are the figures of the Sorrowful: the Virgin Mary and Saint John the Evangelist. Since the most remote Byzantine icons, both externalize their pain in a manner rather restrained, bringing his hands to his face or intertwining his fingers, however in some cases the son of Zebedee is represented in the rare act of pain of tearing off his garments. Emblematic case is that frescoed at the beginning of the fifteenth century in the church of Santa Lucia in Barletta, inside the Chapel of the Crucifix. Aim of the study is to clarify the meaning that revolves around this unusual iconographic variant, starting from theological reflections and many semantic declensions, found in the Bible and in the thought of the Doctors of the Church. In such artistic productions this extreme action was introduced for the first time by Giotto, to whom we owe the merit of having given a whole pathos human to visual representations. Angels, allegories and mothers carry this message of despair, anger and denunciation crystallizing what was preached by the Mendicant Orders, through a politics for images linked to the humanity of the Savior and his suffering. Through the sacred representations and the tables that were likely to circulate, the gesture extreme of tearing off clothes spread among the centers of the peninsula until it characterized St. John the Evangelist, as it is possible to observe in the frescoed examples in the churches of Southern Italy under study. The research will show how the disciple that "Jesus loved" becomes in Barletta at the same time emblem and synthesis of every possible meaning linked to a such a dramatic and theatrical gesture.

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L’iconografia della Crocifissione rappresenta uno dei simboli cardine della religione cristiana e sin dalle origini essa occupa un posto fondamentale nella produzione dell’arte sacra. Immancabili in tali immagini sono le figure dei dolenti: la Vergine Maria e san Giovanni Evangelista. Sin dalle più remote icone bizantine, entrambi esternano il proprio dolore in maniera piuttosto contenuta, portandosi le mani al volto o intrecciando le dita, tuttavia in alcuni casi il figlio di Zebedeo è rappresentato nel raro atto di dolore di strapparsi le vesti. Caso emblematico è quello affrescato all’inizio del XV secolo nella chiesa di Santa Lucia a Barletta, all’interno della Cappella del Crocifisso. Scopo dello studio è quello di chiarire il significato che ruota attorno a questa inusuale variante iconografica, partendo da riflessioni teologiche e dalle molteplici declinazioni semantiche, riscontrabili nella Bibbia e nel pensiero dei Dottori della Chiesa. Nelle produzioni artistiche tale atto estremo è stato introdotto per la prima volta da Giotto, al quale si deve il merito di aver conferito un pathos tutto umano alle rappresentazioni visive. Angeli, allegorie e madri veicolano tale messaggio di disperazione, rabbia e denuncia cristallizzando quanto predicato dagli Ordini Mendicanti, attraverso una politica per immagini legata all’umanità del Salvatore e alla sua sofferenza. Attraverso le rappresentazioni sacre e le tavole che dovevano verosimilmente circolare, il gesto estremo di lacerarsi le vesti si diffuse tra i centri della penisola sino a caratterizzare san Giovanni Evangelista, come è possibile osservare negli esempi affrescati nelle chiese dell’Italia Meridionale oggetto di studio. La ricerca dimostrerà come il discepolo che “Gesù amava” diventi in Barletta allo stesso tempo emblema e sintesi di ogni possibile significato legato a un gesto così drammatico e teatrale.

Conferences by Michele Lacerenza

by NUME Gruppo di Ricerca sul Medioevo LatinoLuca SalvatelliCarlo PùlisciRoberto Del MontePaola NovaraRita MeiSara RagniSarah ProcopioCatarina M TibúrcioMario GaglioneIrma KaplūnaitėRytis JonaitisValerio CappozzoGiacomo PonticelliAbel de Lorenzo RodríguezAntonella VenturaMichele LacerenzaDavide EspositoElena R . TrunfioGiulia CalabròAntonio TaglienteNicoletta UsaiFrancesco MameliMattia Sanna MontanelliMichela GiuntoliMassimo SianiCarlo Maria PoggiFilippo RibaniMario LoffredoChiara RibollaEleonora CasarottiElena CatalanoAurelia MaruggiJoao NisaAndrea-Bianka ZnorovszkyLester LonardoStefano BernardinelloFederica FioriniAzzurra RinaldiAndrea D'ApruzzoMarianna CuomoArancia BoffaMatteo SaraciniGiacomo BrottoGiulia LovisonValerio Luca FlorisItalia CaradonnaLorenzo FragaiBeatrice BrancaziAnnalisa ColecchiaMassimiliano DavidStefano De TogniAlessandro MelegaEnrico Pomo, and Chiara Baldestein

Book Reviews by Michele Lacerenza

La collaborazione, aperta a tutti, è gratuita. Gli articoli devono essere redatti in ottemperanza... more La collaborazione, aperta a tutti, è gratuita. Gli articoli devono essere redatti in ottemperanza al 'Codice Etico' e in conformità alle 'Norme per la redazione e l'accettazione dei contributi' disciplinate dal 'Regolamento di Studi Bitontini'. Non si risponde del contenuto degli articoli e si lascia agli autori piena responsabilità delle idee o delle opinioni in essi espresse. I manoscritti, i testi e le fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. La validazione dei contributi (peer reviewing) per Studi Bitontini è affidata al giudizio del Comitato Scientifico, che si avvale -ove lo ritenga -della valutazione di revisori esterni, di profilo anche internazionale. Proprietà letteraria e artistica riservata. Riproduzione vietata.