Books by Pantaleone Sergi

Research paper thumbnail of Colonia di Carta. Giornali e giornalismo italiano a Tripoli (1893-1926)

Pellegrini, Cosenza, 2026

Prima ancora dell’occupazione italiana, Tripoli fu teatro di un’esperienza giornalistica origina... more Prima ancora dell’occupazione italiana,  Tripoli fu teatro di un’esperienza giornalistica originale e poco nota con una produzione di testate animate da una comunità italofona minuscola in un contesto ancora formalmente turco-ottomano. Si trattò di una produzione modesta e tardiva rispetto ad altre realtà, in un certo senso commisurata, per numero di testate e presumibilmente per tirature limitatissime, con la dimensione
della stessa comunità, esito di una presenza marginale di emigrati costituita da commercianti, artigiani, contadini, insegnanti e funzionari consolari, poche centinaia di persone e non tutte alfabetizzate.
Con l’occupazione italiana, la stampa divenne progressivamente uno
strumento di informazione e di legittimazione della presenza coloniale,
esprimendo anche se timidamente, almeno fino alla metà degli anni
Venti, una diversità di voci e di orientamenti. La vera cesura si colloca
con l’avvento del fascismo che, già tra il 1923 e il 1926, impose gradualmente un controllo sistematico del fragile sistema editoriale, ponendo fine a una stagione di relativa autonomia.

Mafie - Storia della criminalità organizzata - RCS Mediagroup, Milano, 2024

La faida è sinonimo di morte, di morte violenta. È una sorta di sfida all’O.K. Corral, scontro al... more La faida è sinonimo di morte, di morte violenta. È una sorta di sfida
all’O.K. Corral, scontro all’ultimo sangue per motivi di prestigio
e di onore e nasce dal «dovere» della vendetta in una sorta di pingpong
mortale che non risparmia bambini e donne e che, in teoria,
finisce quando una delle famiglie in lotta viene sterminata o abbandona
il territorio. Fenomeno mondiale e millenario, nel secondo
dopoguerra essa è diventata progressivamente tipica della ’ndrangheta.
Negli ultimi settant’anni, infatti, sono esplose più di quaranta
faide che hanno interessato prevalentemente la provincia di Reggio.
Con esecuzioni spesso ostentate e barbare, come la decapitazione
di avversari, esse hanno causato più di mille morti. Ognuna
di esse è una storia a sé, ma tutte hanno in comune l’odio che spinge
alla vendetta.

Research paper thumbnail of I sequestri di ’ndrangheta

Mafie - Storia della criminalità organizzata - RCS Mediagroup, Milano, 2024

All’inizio non fu solo l’Aspromonte orientale, dove poi la storia si svilupperà tra il 1970 e i p... more All’inizio non fu solo l’Aspromonte orientale, dove poi la storia si svilupperà tra il 1970 e i primi anni Novanta del Novecento. Iniziarono le cosche della ’ndrangheta reggina del versante tirrenico a cui si aggiunsero gruppi criminali nel Cosentino e nel Catanzarese.
Ben presto, però, il sequestro di persona a scopo di estorsione divenne una «specializzazione» dei clan jonici e, in questa pagina sanguinante di storia italiana, l’Aspromonte orientale divenne un parco prigione per oltre la metà dei 128 sequestrati calabresi – quelli «ufficiali» – e di tanti altri prelevati al Nord e liberati dopo mesi o anni dietro pagamento di un riscatto. Piaga nella piaga,
il capitolo dei bambini tenuti in catene (il più piccolo, Marco Fiora, aveva solo sette anni), una pratica sconvolgente che accentuò la frattura nella cosiddetta Onorata società.

Research paper thumbnail of Giornali e giornalismo degli italiani in Cile

Presenza, Santiago de Chile, 2024

Este volumen es la edición corregida, actualizada e integrada del volumen publicado en 2023 en It... more Este volumen es la edición corregida, actualizada e integrada del volumen publicado en 2023 en Italia por la editorial Pellegrini.
«En Chile no ha habido esa masa de editoriales vinculadas a la emigración italiana que se registra en el subcontinente americano, porque los flujos migratorios casi en su totalidad debidos a cadenas familiares no están integrados por grandes números. Así, pocos emigrantes corresponden a unos pocos periódicos (treinta y cinco en total) y casi siempre son precarios. Pero con una sorpresa: el diario «L'Italia», único periódico en lengua extranjera publicado en Chile, que apareció en Valparaíso en septiembre de 1890 y existió hasta enero de 1943: era el órgano de referencia autorizado de la colonia, portavoz de la comunidad y su pegamento, a pesar de la modestia de los ejemplares vendidos, nunca más de 1500. Con este volumen el autor concluye su itinerario de investigación sobre la prensa étnica en italiano en los países del Cono Sur de América Latina al que dedicó «La patria del papel" (Argentina) e "Historia de la prensa italiana en Uruguay"».

Bulzoni Editore, Roma , 2004

La stagione dei giornali politici che si stamparono nel Mezzogiorno d'Italia grazie al "Press pla... more La stagione dei giornali politici che si stamparono nel Mezzogiorno d'Italia grazie al "Press plan for Italy" elaborato dagli anglo-americani ancor prima dello sbarco in Sicilia, fu quella in cui si formò una coscienza politica nuova che mise in primo piano i bisogni delle masse tornate finalmente protagoniste. Ogni città ebbe un suo giornale che accompagnò un dopoguerra di speranze e di tensioni. Dal 1945 al 1947, il quotidiano socialcomunista, "La Voce di Puglia" di Bari, di cui questo volume si occupa, rappresentò un'esperienza professionale, politica e umana di grande spessore.

Research paper thumbnail of Giornali e giornalismo degli italiani in Cile

Pellegrini editore, Cosenza, 2023

In Cile non c’è stata quella massa di imprese pubblicistiche legate all’emigrazione italiana regi... more In Cile non c’è stata quella massa di imprese pubblicistiche legate all’emigrazione italiana registrate nel sub continente americano, perché le correnti migratorie dovute quasi totalmente a catene familiari non sono fatte di grandi numeri. A pochi emigranti, così, corrispondono pochi giornali (trentacinque in tutto) e quasi sempre precari. Con una sorpresa però: il quotidiano «L’Italia», l’unico in lingua straniera pubblicato in Cile, apparso a Valparaíso nel settembre 1890 e in vita fino al gennaio 1943: è stato l’autorevole organo di riferimento della colonia, portavoce della comunità e suo collante, nonostante la modestia delle copie vendute, mai più di 1500. Con questo volume l’Autore conclude il suo itinerario di ricerca sulla stampa etnica in lingua italiana nei paesi del Cono Sud dell’America Latina ai quali ha dedicato «La patria di carta» (Argentina) e «Storia della Stampa italiana in Uruguay»

Research paper thumbnail of La Santa 'ndrangheta. Da "violenta" a "contesa"

Presentazione di Enzo Ciconte - Pellegrini editore, Cosenza, 2021

La “Santa Violenta” è stato uno dei primi testi sulla ’ndrangheta, pubblicato nel 1991, dopo la s... more La “Santa Violenta” è stato uno dei primi testi sulla ’ndrangheta, pubblicato nel 1991, dopo la stagione dei sequestri di persona e la cosiddetta “pax mafiosa”. Ripercorre con lucidità, empatia e spunti critici, quella che è stata la trasformazione della ’ndrangheta in Santa, un’organizzazione criminale che non si accontenta più dell’accumulazione di denaro, ma vuole usare quel denaro per conquistare fette di potere, politico ed economico, in Calabria e altrove. Questa trasformazione, ci racconta Pantaleone Sergi, è stata certamente violenta.
Trent’anni dopo, alla penna esperta di Pantaleone Sergi, che la storia della ’ndrangheta negli anni Settanta, Ottanta e Novanta l’ha narrata in diretta, si accompagna un’analisi critico-accademica di Anna Sergi, criminologa all’Università di Essex nel Regno Unito, e affermata ricercatrice del fenomeno mafioso e ’ndranghetista in Italia e all’estero. Anna Sergi, riprende l’eco della violenza mafiosa che La ‘Santa’ Violenta aveva raccontato e si chiede cosa sia cambiato trent’anni dopo. La Santa – e la ’ndrangheta - sono ancora riconoscibili con le caratteristiche degli anni Ottanta? Sono ancora violente? E se la Santa non è più violenta, cosa fa, cosa è diventata? Sorprendentemente, scrive Anna Sergi nel suo saggio “Dalla Santa Violenta alla Santa Contesa”, poco sembra cambiato in trent’anni di storia, dal 1991 al 2021, quando si parla di ’ndrangheta. Quattro motivi di contesa – da un punto di vista analitico – si possono rintracciare per definire il fenomeno mafioso in Calabria: l’unitarietà della ’ndrangheta, la violenza dei clan, la loro mobilità e l’essenza della Santa, come organizzazione cerniera con politica ed economia del territorio.
Queste pagine – la Santa Contesa e la Santa Violenta – lette in successione, ci ricordano quanto sia fondamentale preservare la memoria storica di certi anni per arricchire le analisi di oggi. Rileggere La ‘Santa’ Violenta oggi a distanza di trent’anni, entro le cornici contemporanee dell’analisi criminologica del fenomeno mafia, aiuta a ricordare quanto già sapevamo trent’anni fa, quanto non è stato capito, ciò che non è stato mai affrontato e quanto è stato inopportunamente o opportunamente dimenticato.

GLI AUTORI

ANNA SERGI – PhD in Sociologia presso il Centro di Criminologia dell’Università di Essex (Regno Unito), è Associate Professor in Criminologia nello stesso ateneo; Master in Diritto Penale al King College di Londra e Laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, studia gli aspetti socio-giuridici della lotta al crimine organizzato in Inghilterra e i fenomeni di criminalità italiana all’estero. Abilitata in Italia alla II fascia di docenza in Sociologia generale e in Sociologia giuridica e politica. Tra le sue pubblicazioni recenti: "Corruption, Mafia Power and Italian Soccer" (2018), con Alberto Testa; "From Mafia to Organised Crime: A comparative analysis of policing models" (2017); e con Anita Lavorgna: "’Ndrangheta: the glocal dimensions of the most powerful Italian mafia" (2016).

PANTALEONE SERGI – Scrittore, storico, giornalista, già inviato speciale del quotidiano “La Repubblica”, fondatore e primo direttore del “Quotidiano della Calabria” (oggi “del Sud”), è stato presidente dell’Istituto calabrese di Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (ICSAIC) e del Centro di Ricerca sulle Migrazioni. Deputato di Storia Patria della Calabria. Docente di Storia del Giornalismo e di tematiche sulla comunicazione all’Università della Calabria. Autore di "Gli anni dei Basilischi" sulla quinta mafia lucana, ha pubblicato volumi e saggi storici in Italia e all’estero. Il suo primo romanzo "Liberandisdomini", ha ricevuto tra gli altri il “Premio Carlo Alberto Dalla Chiesa”.

Pellegrini editore, Cosenza, 2021

La stampa italiana nel mondo è rappresentata da migliaia di testate pubblicate su quattro contin... more La stampa italiana nel mondo  è rappresentata da migliaia di testate pubblicate su quattro continenti dal Risorgimento ai nostri giorni. Il presente volume rintraccia le vicissitudini di questo giornalismo oriundo che ha accompagnato le grandi tappe della storia dell’Italia e che narra l’esperienza degli emigranti italiani da Perth a New York, da Buenos Aires a Toronto, dal Cairo a Bruxelles, da San Paolo a Istambul. I saggi presentati nel presente volume colmano le principali lacune esistenti nella storiografia. Assieme all’opera diretta e indiretta di tutela della lingua nazionale e di alcune tradizioni regionali, questi giornali in lingua italiana funzionarono anche come cassa di compensazione e come luogo d’incontro o d’intermediazione a proposito d’una grande varietà di questioni pratiche e ideologiche

Fondazione Italia nelle Americhe – La Gente d'Italia, Montevideo, 2014

Una storia degli italiani in Uruguay attraverso l'evoluzione dei mezzi di comunicazione dal 1841 ... more Una storia degli italiani in Uruguay attraverso l'evoluzione dei mezzi di comunicazione dal 1841 a oggi.

Research paper thumbnail of Patria di carta. Storia di un quotidiano coloniale e del giornalismo italiano in Argentina

Pellegrini editore, Cosenza, 2012

Il volume descrive il periodo di massimo splendore della stampa italiana in Argentina, corrispond... more Il volume descrive il periodo di massimo splendore della stampa italiana in Argentina, corrispondente agli anni di maggiore affluenza immigratoria. Lasciando l’Italia, gli immigrati hanno trovato nella Repubblica platense la loro “seconda patria”. Una “terza patria” è stata rappresentata dalla stampa di comunità. In questo ambito, ha svolto un ruolo chiave "La Patria degli Italiani", quotidiano fondato da Basilio Cittadini, che per oltre mezzo secolo (1877-1931) segnò la storia del giornalismo etnico diventando all’interno della comunità di immigrati un punto di riferimento importante, una “Patria di carta”. Dopo ricerche in biblioteche, emeroteche, archivi pubblici e privati in Argentina e Italia, attraverso la storia della "Patria degli Italiani" l’autore ricostruisce in filigrana una sorta di epopea del giornalismo dell’immigrazione in Argentina tra i secoli XIX e XX. È una storia che nasce a metà dell’Ottocento e arriva fino all’avvento e al consolidamento del fascismo in Italia che scompaginò la situazione delle “colonie di immigrazione” e soffocò, perché non volle sottomettersi al regime, quello che è stato il più grande giornale in lingua italiana mai pubblicato all’estero.


El volumen “Patria di carta. Storia di un quotidiano coloniale e del giornalismo italiano in Argentina” (“Patria de papel. Historia de un diario colonial y del periodismo italiano en la Argentina”) escrito por Pantaleone Sergi, historiador y periodista italiano, y publicado en Italia por Pellegrini Editore en Cosenza, se articula en 14 capítulos (páginas: 300), que describen la época de apogeo de la prensa italiana, correspondiente a los años de mayor afluencia inmigratoria. En este sentido, la Argentina fue un caso especial en cuanto el fenómeno del periodismo italiano resultó tardío respecto a otros países, como Brasil o Uruguay.
Al abandonar Italia, los inmigrantes encontraron en la Argentina su “segunda patria”. Una “tercera” estuvo representada por la prensa. En este ámbito, jugó un rol fundamental “La Patria degli Italiani”, diario fundado por Basilio Cittadini que, durante más de medio siglo (1877-1931) signó la historia del periodismo étnico transformándose dentro de la colectividad de los inmigrantes, en una nueva “patria de papel”.
Partiendo de sus inciertos, aunque exaltantes, comienzos hasta su decadencia, a mediados del siglo XX, este trabajo intenta una lectura en filigrana a través de la historia de “La Patria degli Italiani” de las vicisitudes del periodismo italiano en la Argentina; una historia que nace en el siglo XIX y llega hasta el advenimiento del fascismo en Italia. Evento que descompaginó la situación de las llamadas “colonias de inmigración” y puso punto final a la existencia del mayor diario en idioma italiano que se publicaba en el extranjero, que no se subordinó al régimen.
Entre bibliotecas, archivos públicos y privados, en Argentina y en Italia, Sergi intenta reconstruir una suerte de epopeya del periodismo de la inmigración entre los siglos XIX y XX, que tuvo como testigos, entre actores y lectores, a millones de italianos.

Research paper thumbnail of Stampa e Società in Calabria

Edizioni Memoria, Cosenza, 2008

II primo periodico calabrese fu stampato a Monteleone, l'odierna Vibo Valentia, il 18 gennaio 180... more II primo periodico calabrese fu stampato a Monteleone, l'odierna Vibo Valentia, il 18 gennaio 1808. Dopo duecento anni esatti, il giornalismo calabrese appare ancora alla ricerca di una sua precisa identità, sebbene abbia fatto passi in avanti da gigante. Uomini e donne, queste ultime sempre più numerose specialmente a partire dall'ultimo decennio del Novecento, si avvicinano con entusiasmo a questa professione la cui funzione sociale è ormai da tempo consolidata. Anche per sottolineare quell'anniversario, l'autore ha ritenuto di raccogliere in volume undici saggi storici sull'argomento, senza la pretesa di offrire una storia del giornalismo in Calabria.
In ogni caso questi saggi, in successione, mettono a disposizione del lettore un percorso storico per tappe rilevanti, dalle origini a oggi. Un percorso idoneo a far comprendere, nei suoi aspetti essenziali, l'evoluzione dei media e della professione (o la loro involuzione se si pensa a quanto accadde durante il periodo fascista quando fu imposto un giornalismo «in livrea» e le voci libere furono costrette al silenzio) in una regione periferica e priva di grandi mezzi di comunicazione di massa com'è stata la Calabria nell'Ottocento e nel Novecento, e anche in quest'alba di terzo millennio in cui un eccesso di tecnologia e di media quotidiani rischia, addirittura, di generare un «paradosso informativo», una overdose di informazione che produce disinformazione e, se non ben governata, porta a una degenerazione e alla babele metafora biblica di confusione e di incapacità di informare.
II sistema informativo calabrese, come si potrà vedere nelle pagine di questo volume, si è a lungo presentato di una fragilità estrema e nei due secoli passati, anche quando ha espresso giornali di buona fattura e giornalisti di indiscusse capacità molto spesso costretti ad emigrare per trovare spazi adeguati alle loro capacità espressive, ha dovuto farei conti con condizionamenti culturali ambientali e negatività strutturali. E, soprattutto, con un mercato della lettura asfittico, essendo la Calabria una delle ultime regioni per diffusione e vendita di quotidiani.

Edizioni Memoria, Cosenza, 2000

La storia della Calabria del Novecento deve essere scritta, non solo perché sugli ultimi trenta ... more La storia della Calabria del Novecento deve essere scritta, non
solo perché sugli ultimi trenta anni poco o nulla si è detto bensì per
quella necessaria reinterpretazione del passato prossimo della
regione più che mai necessaria per una riflessione serena, rigorosamente
scientifica, capace di cogliere tutti gli aspetti e momenti
della vita di ogni giorno dei diversi territori e degli uomini e non
dell’uomo. Un contributo per la realizzazione di questo progetto è
offerto da Pantaleone Sergi con questo libro dove l’accurata analisi
sui contenuti e i ruoli della stampa calabrese consente acquisizioni
di preziose notizie e considerazioni utili per una storia della
Calabria non condizionata dalle “ideologie” o, peggio ancora,
redatta per sostenere tesi di parte volte ad avallare un’opera non
certo protesa al “bene comune”. (Pietro Borzomati)

Research paper thumbnail of Gli anni dei Basilischi. Mafia, stato e società in Basilicata

Franco Angeli, Milano, 2003

"Gli anni dei Basilischi": il volume è una analisi della nascita, del radicamento e dell'evoluzi... more "Gli anni dei Basilischi": il  volume è una analisi della nascita, del radicamento e dell'evoluzione del crimine organizzato in Basilicata che non si limita a una semplice periodizzazione degli eventi, bensì ne racconta la storia attraverso la sua rappresentazione sociale.
In questo quadro, tra il ritardo di comprensione degli alti vertici della magistratura e la debolezza dell'informazione che avrebbe dovuto, invece, rappresentare la fondamentale risorsa cognitiva, le pagine di questo volume illustrano, quasi di riflesso, l'atteggiamento della società lucana che, con la sua rappresentanza politica, tenta inizialmente di respingere l'immagine di una Basilicata "infiltrata" dai clan e infine, la subisce con fastidio, con un atteggiamento - tra sottovalutazioni diffuse, incredibili e sospette - che, sul piano etico-morale, potrebbe indurre a pensare a un'azione di copertura se non proprio di favoreggiamento.
Essendo quasi inesistente una letteratura sul fenomeno mafioso in Basilicata la ricerca è stata effettuata privilegiando fonti giudiziarie e giornalistiche: relazioni dei procuratori generali sullo stato della giustizia nel distretto di Potenza; atti giudiziari e di fonte investigativa; archivi informatici dell'agenzia Ansa, del quotidiano La Repubblica , de La Stampa e de La Gazzetta del Mezzogiorno , ricca di titoli e di particolari sugli anni "più caldi" (1980-2001). Tra i materiali utilizzati, importanti sono state le analisi e le relazioni della Commissione parlamentare antimafia che, maggiormente nella XI legislatura, ha affrontato il "caso Basilicata" con grande attenzione, proprio nel momento in cui esplodevano fatti criminali devastanti che annunciavano l'esistenza della quinta mafia detta dei "Basilischi".

ForMedia, Potenza, 2013

C'è un "caso Basilicata" nella questione meridionale dell'informazione? Questo rapporto ci aiuta ... more C'è un "caso Basilicata" nella questione meridionale dell'informazione? Questo rapporto ci aiuta a dare una risposta all'interrogativo. Una risposta, a nostro parere, affermativa. Questa regione, che pure ha saputo cogliere tra le prime le novità del mondo digitale, rischia ora di perdere la sfida dei "New media" così come ha perduto irrimediabilmente questa degli "Old media".
Ma il quadro non è tutto a tinte fosche. Il lettore potrà cogliere, nelle pagine di questo rapporto, tanti elementi di novità, tante sfide per il futuro, tanta intelligenza che si può mettere in gioco.

Papers by Pantaleone Sergi

Glocale, 20-21, 2023

More than 500 Italian-language newspapers of varying periodicity, professional and non-profession... more More than 500 Italian-language newspapers of varying periodicity, professional and non-professional, were systematically printed in Argentina,
Uruguay, and Chile from the mid-19th century onward. They accompanied the settlement process of masses of migrants while simultaneously keeping their ties with the motherland solid and alive. These
newspapers mirrored more than a hundred years of Italian emigration to
the three Latin American countries. Among them there were 74 newspapers of varying professional depth (52 in Argentina, 20 in Uruguay and 2 in Chile) that marked the history of the ethnic press in the Southern Cone of Latin America. Journalists mostly trained in Italy used to work for this cohort of newspapers. These are extraordinary figures even for an area of emigration as vast as the one explored.

Research paper thumbnail of "Osmanlı Modernleşmesi” yıllarında İzmir’de [Smyrna] Yayımlanan İtalyan Gazeteleri (Italian Newspapers Published in Izmir [Smyrna]  during the years of "Ottoman Modernisation")

Kebikeç 57, 2024

The article is based on archival and bibliographical sources, particularly newly unearthed period... more The article is based on archival and bibliographical sources, particularly newly unearthed periodicals preserved in the trusted archive of an Italian immigrant to Turkey in the mid-nineteenth century, who founded and managed Italian-language newspapers in Istanbul and Izmir. Italian journalism in Izmir already started in the mid-nineteenth century and did not have a brilliant career. This can be explained by the anomaly of a community in which the Italian language was never dominant, which did not allow for a consolidated publishing tradition. In fact, the Italian presence in Smyrna was the result of a very long process of integration of the Italo-Levanten community, where not everyone knew the peninsular language; this presence was revitalized in the first half of the 19th century with the arrival in Smyrna of many exiled immigrants, soldiers, intellectuals, and professionals (doctors, architects, engineers, lawyers, etc.) before and after the Italian Union (Risorgimento).
This study aims to provide a detailed profile of the coherence and role of the few Italian language periodicals published in the port city during Ottoman reformism.

Öz
Makale; arşiv ve bibliyografik kaynaklara, bilhassa hem İstanbul’da hem de İzmir’de İtalyan dilinde gazeteler kuran ve yöneten, 19. yüzyılın ortalarında Türkiye’de yaşamış bir İtalyan göçmeninin güvenilir arşivinde korunan yeni gün ışığına çıkarılmış süreli yayınlara dayanmaktadır. İzmir’deki İtalyan gazeteciliği zaten on dokuzuncu yüzyılın ortalarında başlamış ve parlak bir kariyeri olamamıştır. Bu, İtalyan dilinin hiçbir zaman baskın olmadığı, konsolide bir yayıncılık geleneğine izin vermeyen bir cemaat anomalisiyle açıklanabilir. Aslında İzmir’deki İtalyan varlığı, herkesin yarımada dilini bilmediği İtalyan-Levanten topluluğunun çok uzun entegrasyon sürecinin bir sonucuydu; bu varlık, 19. yüzyılın ilk yarısında, İtalya Birliği [Risorgimento] öncesinde ve akabinde sürgüne gönderilen birçok göçmenin, askerin, entelektüelin ve profesyonelin (doktorlar, mimarlar, mühendisler, avukatlar, vb.) İzmir’e gelişiyle yeniden canlanmıştı. Bu çalışma, Osmanlı reformizmi yıllarında liman kentinde yayınlanan birkaç İtalyanca süreli yayının tutarlılığının ve rolünün ayrıntılı bir profilini çıkarmayı amaçlamaktadır.
Anahtar kelimeler: İtalyan gazeteleri, gazetecilik, İzmir, Smyrna, Osmanlı reformizmi Italian Newspapers Published in Izmir [Smyrna] during the years of "Ottoman Modernisation". [çev. Ayça Güzel Güracar]

Research paper thumbnail of Senza «La Patria». Stampa e giornalismo degli italiani in Argentina tra fascismo, secondo Novecento e oltre

STUDI EMIGRAZIONE - Journal of Migration Studies – LXII. 234, 2024

Amata da gran parte degli antifascisti, La Patria degli italiani, dopo 55 anni di militanza al se... more Amata da gran parte degli antifascisti, La Patria degli italiani, dopo 55 anni di militanza al servizio della comunità in Argentina, con l’avvento del fascismo fu costretta alla chiusura, strangolata dall’Ambasciata d’Italia e dai Fasci di combattimento perché non volle piegarsi ai ricatti del regime e non intese mutare il vecchio programma democratico-liberal, diventando di fatto un ostacolo all’opera di fascistizzazione della collettività italiana. La stampa etnica, specialmente quella democratica, così, subì un duro colpo che interruppe quella sorta di epopea del giornalismo d’emigrazione. La Patria, tuttavia, rimase nei cuori degli italiani che vivevano al Plata. In un panorama editoriale progressivamente più povero e molto conflittuale, prima e dopo la guerra, alcune testate tentarono di occupare lo spazio lasciato dal quotidiano. Solo il Corriere degli italiani, nei primi anni Cinquanta sembrò esserci riuscito. L’arresto dei flussi migratori, la completa assimilazione della vecchia emigrazione e la conflittualità politica hanno poi determinato il declino di tutta la stampa etnica sebbene, tra fascismo e dopoguerra fino ai giorni nostri, numerose testate – pochissime di buona qualità – siano state stampate: e qualcuna è ancora attiva.

Loved by most anti-fascists, La Patria degli Italiani, after 55 years of militancy at the service of the community in Argentina, with the advent of fascism was forced to close, strangled by the Italian Embassy and by the Fasci di combattimento because it did not want bow to the regime’s blackmail and did not intend to change the old liberal-democratic program, effectively becoming an obstacle to the work of fascistization of the Italian community. The ethnic press, especially the democratic one, thus suffered a hard blow that interrupted that sort of epic of emigration journalism. La Patria, however, remained in the hearts of the Italians who lived in El Plata. In a progressively poorer and very conflictual editorial landscape, before and after the war, some newspapers attempted to occupy the space left by the newspaper. Only the Corriere degli Italiani in the early 1950s seemed to have succeeded. The halt in migratory flows, the complete assimilation of the old emigration and political conflict
then determined the decline of the entire ethnic press although, between
fascism and the post-war period up to the present day, numerous newspapers – very few of good quality – have been printed: and some are still active.

Pellegrini, Cosenza, 2023

Prefazione al volume di Alessandro Milito, La Calabria negli anni delle stragi, Dai “Manifesti ci... more Prefazione al volume di Alessandro Milito, La Calabria negli anni delle stragi, Dai “Manifesti cinesi" ai patti con la 'ndrangheta, dalla Rivolta di Reggio alla strage di Gioia Tauro, dall'assassinio dei cinque anarchici al Golpe Borghese.

in «Il Pci, la Calabria e il Mezzogiorno. Da Livorno al “Partito nuovo”» (1921-1953), pp. 197-217, a cura di Lorenzo Coscarella e Paolo Palma. Pellegrini, Cosenza,, 2023

In questo saggio viene ricostruita la storia della stampa comunista in Calabria fino agli anni Qu... more In questo saggio viene ricostruita la storia della stampa comunista in Calabria fino agli anni Quaranta del Novecento, in Atti del Convegno nazionale dell’ICSAIC - Università della Calabria, 24-25 novembre 2021

In Alessandro De Virgilio, "Le quattro giornate di Catanzaro 25-28 gennaio 1950", Rubbettino, Soveria Mannelli, 2014

Prefazione a "Le quattro giornate di Catanzaro 25-28 gennaio 1950: la città in rivolta per il cap... more Prefazione a "Le quattro giornate di Catanzaro 25-28 gennaio 1950: la città in rivolta per il capoluogo" di Alessandro De Virgilio