Papers by Parco Archeologico Pompei

E-journal degli scavi, 2026
Nel mese di luglio 2025, è stato presentato a Pompei un mosaico con scena erotica che, stando all... more Nel mese di luglio 2025, è stato presentato a Pompei un mosaico con scena erotica che, stando alla ricostruzione del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, era stato trafugato da un capitano della Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale. Il capitano che lo portò in Germania potrebbe esserne venuto in possesso durante la sua attività come addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia nel 1943/44. Lo donò a un amico, un cittadino tedesco, i cui eredi hanno deciso di restituirlo allo Stato italiano.
In mancanza di dati sulla provenienza del mosaico, il Ministero della Cultura aveva deciso di assegnarlo al Parco archeologico di Pompei,
considerando che mosaici simili per tecnica e stile sono noti dall’area vesuviana. Una ricerca approfondita avviata dal Parco archeologico ha però portato a un risultato inatteso: il mosaico non c’entra nulla con Pompei.
E-journal degli scavi, 2026
The "Bruits de couloir" project offers a comprehensive reinterpretation of the graffiti in the th... more The "Bruits de couloir" project offers a comprehensive reinterpretation of the graffiti in the theatre corridor in Pompeii through a multidisciplinary approach combining epigraphy, archaeology, philology and digital humanities. Two field campaigns (2022 and 2025) have enriched the published corpus (around 200 graffiti) with 79 previously unpublished inscriptions. The project aims to restore these inscriptions to their spatial context, revealing through graffiti thematic/spatial clusters, interactions, and multiple forms of sociability within a public space. In this article, we detail our methodology, which includes the

E-journal degli scavi, 2025
Nel sito di Oplontis, nel cuore della Grande Pompei, è attualmente in corso una complessa campagn... more Nel sito di Oplontis, nel cuore della Grande Pompei, è attualmente in corso una complessa campagna di scavo archeologico relativa al settore della villa di Poppea che corre sotto il tracciato di via dei Sepolcri, che divide l'area archeologica dall'area demaniale dello Spolettificio Militare. L'intervento denominato "Scavi di Oplontis. Scavo archeologico e restauro via dei Sepolcri-Torre Annunziata", dopo un'articolata fase di progettazione e di coordinamento delle attività preliminari con tutti gli enti coinvolti, essendo il tracciato stradale una delle più importanti dorsali di sottoservizi della città moderna di Torre Annunziata, ha preso avvio nella sua fase operativa conseguendo i primi importati risultati nel corso dell'anno corrente. Nei suoi aspetti generali l'intervento consiste nell'ampliamento delle conoscenze della cd. Villa di Poppea ad Oplontis, riportata alla luce dopo oltre un ventennio di scavi a partire dal 1964 (Clarke, Muntasser 2014) e indagata a più riprese negli anni successivi (Thomas, Clarke 2007; Thomas, Clarke 2009). Il progetto, curato dai funzionari del Parco, nasceva dalla necessità di chiarire aspetti relativi allo sviluppo del lato occidentale della villa e di risolvere criticità conservative legate alle strutture di copertura deteriorate o oggetto di continui interventi di manutenzione. Il nucleo principale del progetto consisteva nella completa liberazione del famoso Salone dei Pavoni, di cui si è scoperta interamente
E-journal degli scavi, 2025
Tra la fine del 2023 e maggio 2024 sono state condotte indagini archeologiche in due ambienti del... more Tra la fine del 2023 e maggio 2024 sono state condotte indagini archeologiche in due ambienti dell’insula 3 della Regio V, nell’ambito dei lavori di manutenzione straordinaria del Thermopolium Regio V. L’intervento ha previsto il completamento dello scavo dell’ambiente 2, situato a sud del termopolio, e la rimozione di una parte dei depositi eruttivi presenti nell’ambiente 1, per la nuova riprofilatura del fronte di scavo (alle attività sul campo hanno collaborato anche gli archeologi di ARS Archeosistemi dott. Paolo Bonometti e dott. Stefano Buffagni).
E-journal degli scavi, 2025
Nell’ambito della “Campagna nazionale di scavi archeologici a Pompei e negli altri parchi archeol... more Nell’ambito della “Campagna nazionale di scavi archeologici a Pompei e negli altri parchi archeologici nazionali”, inserita nella legge di bilancio dello Stato 2024 e attuato tramite la Direzione Generale Musei (capitolo di spesa n. 7515), è stato realizzato un intervento per il “Completamento dello scavo del quartiere di servizio della Villa Imperiali in località Civita Giuliana”.
Le recenti operazioni che hanno interessato la villa suburbana nota come Villa Imperiali si pongono in continuità con le campagne di scavo e messa in sicurezza delle strutture nell’ambito del progetto di ‘archeologia giudiziaria’ che vede il lavoro sinergico del Parco Archeologico di Pompei e della Procura della Repubblica di Torre Annunziata (Zuchtriegel et. al. 2024; Zuchtriegel 2023, pp. 98-108; Giletti 2022; Osanna, Toniolo 2022).
E- journal degli scavi, 2025
Ricerca archeologica a Pompei: il pensiero corre immediatamente agli scavi archeologici. Questi i... more Ricerca archeologica a Pompei: il pensiero corre immediatamente agli scavi archeologici. Questi interventi portano alla luce reperti e ritrovamenti di inestimabile valore storico, offrendo agli archeologi importanti spunti di approfondimento sulla cultura e sullo stile di vita degli antichi Pompeiani. L’importanza di tali scavi, nel contribuire ad arricchire, correggere e talvolta persino a rivoluzionare la nostra comprensione della vita quotidiana nell’antica città, è stata dimostrata in modo evidente dai recenti scavi condotti dal Parco Archeologico di Pompei – ad esempio nell’area dell’Insula dei Casti Amanti (IX, 12) o dell’Insula 10 della Regio IX (IX 12: Bravaccio et al. 2024; Zuchtriegel et al. 2024 b; - IX 10: Iovino et al. 2023; Zuchtriegel et al. 2024 a; Onesti et al. 2025; Zuchtriegel et al. 2025; Zuchtriegel 2025).
E-journal degli scavi, 2025
Vent’anni dopo la scoperta del salone dei Misteri nell’omonima villa fuori le porte di Pompei nel... more Vent’anni dopo la scoperta del salone dei Misteri nell’omonima villa fuori le porte di Pompei nel 1909/10, ciò che era stato iniziato per mano di un privato, un tale Aurelio Item in qualità di concessionario di scavo, per cui inizialmente la villa fu chiamata “villa Item”, è stato portato a termine attraverso uno scavo scientifico, coordinato dalla Soprintendenza di Pompei retta allora da Amedeo Maiuri (Maiuri 1931). Lo scavo di Maiuri rispondeva soprattutto a esigenze di tutela e documentazione delle parti già messe in luce. In una lettera del 7 febbraio 1929, il soprintendente ricorda che “la Villa restò peraltro in massima parte sepolta e gli affreschi minacciati delle infiltrazioni delle terre incombenti da ogni lato e da possibili frane.” (riportato in Zuchtriegel 2024, p. 9)

E-journal degli scavi, 2025
L’Insula meridionalis, ovvero il quartiere meridionale del centro urbano antico di Pompei, che si... more L’Insula meridionalis, ovvero il quartiere meridionale del centro urbano antico di Pompei, che si estende tra la ‘Villa Imperiale’ a ovest e il Quadriportico dei Teatri a est, è attualmente oggetto di un grande intervento di messa in sicurezza, consolidamento e restauro. Essendo stata interessata solo molto parzialmente dal “Grande Progetto Pompei” (2012-2023), l’insula è caratterizzata da una serie di problematiche conservative e strutturali, alla cui risoluzione è indirizzato l’intervento appena menzionato. Al tempo stesso, il progetto prevede una serie di indagini stratigrafiche in diversi punti. Nel corso di queste indagini, si è potuto accertare la ricchezza di dati relativi alla rioccupazione di Pompei dopo il 79 d.C., ovvero dopo la distruzione della città – una rioccupazione di cui da tempo si avevano notizie, ma le cui tracce in molti casi sono state letteralmente rimosse per raggiungere i livelli del 79 d.C.

E-journal degli scavi , 2025
Se l’inizio del 2025 è stato segnato dalla scoperta di una megalografia di II Stile a tema dionis... more Se l’inizio del 2025 è stato segnato dalla scoperta di una megalografia di II Stile a tema dionisiaco nella casa del Tiaso (IX 10, 3; Zuchtriegel 2025), nell’estate dello stesso anno l’altro complesso caratterizzato da un grande fregio di II Stile, con tematiche simili anche se declinate in maniera diversa, è oggetto di nuove indagini: ci si riferisce, ovviamente, alla villa dei Misteri. Scoperta nel 1909/10 nell’ambito di scavi in concessione a privati (onde il primo nome “villa Item”), quando oltre al salone dei Misteri furono scavati alcuni ambienti a N di esso, lasciati poi senza idonei presidi di tutela, Amedeo Maiuri, che nell’occasione attivò il primo “ArtBonus” ante litteram nella storia dell’archeologia, chiedendo il supporto economico del Banco di Napoli, si impegnò negli anni 1929/30 a portare la restante parte del complesso alla luce e a restaurarla, oltreché pubblicarla in maniera esemplare nel volume uscito nel 1931.
E-journal degli scavi , 2025
Nell’ambito dell’intervento “Restauro, Scavo e Valorizzazione della Casa di Leda – Regio V, insul... more Nell’ambito dell’intervento “Restauro, Scavo e Valorizzazione della Casa di Leda – Regio V, insula 6 – Via del Vesuvio”, finanziato dalla programmazione ordinaria del Parco Archeologico di Pompei, sono emerse due nuove abitazioni, rispettivamente a Nord e Sud della Casa di Leda: la Casa V, 6, 14 (Rispoli, Zuchtriegel 2023) e la Casa di Elle e Frisso (Un primo resoconto sulla domus è in Argento et al. 2024) (fig. 1). Quest’ultima prende il nome dal quadro mitologico presente nel triclinio della casa, rinvenuta a seguito di un progetto di ampliamento dello scavo della casa di Leda verso Est e Sud, al fine di potenziare la salvaguardia delle strutture archeologiche e delle decorazioni parietali emerse, mediante la creazione di un’area di rispetto più ampia.

E-journal degli scavi, 2025
In July 2024 the "Investigating the Archaeology of Death in Pompeii Research Project" excavated t... more In July 2024 the "Investigating the Archaeology of Death in Pompeii Research Project" excavated two sites, one in the funerary area of Porta Nola (next to the tomb of Obellio Firmo) and the other outside the Porta Sarno area (east of the tomb of Marcus Venerius Secundius). The funerary area investigated to the east of the Porta Sarno corresponds with the area excavated in 1998 for the construction of the double tracks of the Circumvesuviana railway line. The 1998 excavations recorded the presence of more than 50 cremation burials, marked by stelae (columelle) and a funerary monument with an arch, delineated by a boundary wall. The tombs were initially dated to the Late Republican period. In order to fully document the funerary area uncovered in 1998, both planimetrically and stratigraphically, a four metre by four metre trench was excavated. This allowed for the mapping of the area, bioarchaeological studies to be carried out, and investigation into when the necropolis was abandoned. Excavations uncovered a monumental tomb consisting of a wide wall with several niches built into the façade and crowned by a relief of a young married couple. The symbolism of the carved accessories of the wife may identify her as a priestess of Ceres. Additionally, the quality of the carving of the sculptures and their archaic characteristics suggest a Republican date, rare in southern Italy.
E-journal degli scavi, 2025
Between 2021 and 2024, the excavation of the enclosures of M. Tullius and M. Alleius Minius, loca... more Between 2021 and 2024, the excavation of the enclosures of M. Tullius and M. Alleius Minius, located at Porta Stabia, made it possible to study the city's entrance and its development between the 2nd century BC and the Imperial period. It was possible to identify 2nd century BC backfills with an external constructed surface, cut into by what appears to be a ditch at the beginning of the 1st century BC. Most notably, the various trenches revealed that these areas, located east of the city's access road, were filled with urban waste before the construction of a platform at the beginning of our era, designed to accommodate the funerary monuments of the city's nobility, starting with M. Tullius and M. Alleius Minius.
E-journal degli scavi, 2025
L’ambiente che qui si presenta è letteralmente l’ultimo di cui era prevista la messa in luce nell... more L’ambiente che qui si presenta è letteralmente l’ultimo di cui era prevista la messa in luce nell’ambito del progetto di “Scavo e messa in sicurezza e restauro dell’Insula 10 Regio IX ai fini della riconnessione con il tessuto urbano di via di Nola”, avviato nel mese di marzo 2023 e ormai nella sua fase finale. E proprio questo ambiente, che porta il numero 50, ci ha riservato la più grande sorpresa in uno scavo nel quale certamente le sorprese non mancavano (Amoretti et al. 2023; Onesti et al. 2025; Zuchtriegel et al. 2024 a; 2024 b; 2024 c). Ma trovare, a più di un secolo dopo la scoperta del fregio dei Misteri nell’omonima villa fuori le porte di Pompei, un’altra megalografia di II Stile a tema dionisiaco era qualcosa che nessuno avrebbe potuto immaginare.

E- journal degli scavi , 2025
“Crederesti di avere davanti un coro di pantomimi, non il triclinio di un padre di famiglia” (“pa... more “Crederesti di avere davanti un coro di pantomimi, non il triclinio di un padre di famiglia” (“pantomimi chorum, non patris familiae triclinium crederes”, Petron., 31, 7). È quello che si dice nel Satyricon della sala da banchetto, nella quale il ricco liberto Trimalcione celebra la sua famosa cena, ambientata in una città campana di I secolo d.C. e dunque culturalmente non lontano dalla realtà di Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.
Gli scavi in corso nell’insula 10 della Regio IX (Amoretti et al. 2023; Zuchtriegel et al. 2024 a; Zuchtriegel et al. 2024 c), hanno portato alla luce un complesso termale, connesso con una grande sala per banchetti, il cosiddetto salone nero (Zuchtriegel et al. 2024 b), che fa intuire fino a che punto la casa romana potesse diventare un vero e proprio palcoscenico per le celebrazioni di sontuosi banchetti, che nella società di allora avevano una funzione che non si limitava a ciò che oggi definiremmo ‘privata’ in senso stretto (cfr. a tal proposito Wallace Hadrill 1994).
E-journal degli scavi, 2024
The UNESCO World Heritage site Pompeii (Southern Italy) is of inestimable value, and its preserva... more The UNESCO World Heritage site Pompeii (Southern Italy) is of inestimable value, and its preservation and protection represent a major challenge. However, effectively protecting and developing the site requires more than just a series of technical solutions. Rather, to succeed in further developing and preserving the unique values of Pompeii, a processual and integrative approach is needed.
E-journal degli scavi , 2024
Chi oggi cerca la data dell’eruzione del Vesuvio su internet, trova tra i primi risultati quella ... more Chi oggi cerca la data dell’eruzione del Vesuvio su internet, trova tra i primi risultati quella del 24 ottobre 79 d.C. Eppure la data del 24 ottobre, come recentemente mostrato da Pedar Foss sulla base di una dettagliata analisi delle fonti, “non ha alcuna base documentale” (Foss 2022, p. 132: “[…] has zero evidentiary basis”). Tale data, infatti, è il risultato di una duplicazione. I manoscritti più antichi della lettera di Plinio il Giovane, l’unico a indicare una data precisa, riportano unanimemente “nono” o “nonum kal. Septembres”, ovvero il 24 agosto 79 d.C. (Plin.. Epist VI, 16, 4). Alcuni testi presentano però una lacuna al posto del mese.

E-journal degli scavi , 2024
Per la generazione dei nostri nonni, il salotto, quale stanza di rappresentanza e di ricevimento,... more Per la generazione dei nostri nonni, il salotto, quale stanza di rappresentanza e di ricevimento, era una parte indispensabile di ogni abitazione ‘borghese’, ovvero di chi si riteneva a pieno titolo parte del c.d. ceto medio. Durante la generazione dei nostri genitori si cominciò a sperimentare con forme alternative dell’abitare, e non solo. I modelli del vivere insieme tradizionali venivano sottoposti a una profonda revisione, a cominciare dalla famiglia, dal matrimonio, dal rapporto tra genitori e figli. Oggi, la ‘cucina aperta’, che nel primo dopoguerra sarebbe sembrata una caduta di stile inammissibile per una ‘buona famiglia’, è del tutto normale; anzi, esprime un modo, non solo di organizzare lo spazio abitativo, ma dello stare insieme. Oggi, non ci si incontra solo per ‘mangiare insieme’, si socializza anche cucinando insieme. È un esempio di come la storia dell’architettura domestica sia indissolubilmente intrecciata con la storia culturale e sociale di una società. Quella romana, nel momento dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., aveva visto nella casa ad atrio il suo modello di riferimento da circa sei secoli. Lo spazio dell’atrio, con il tablino quale sala di ricevimento durante la salutatio mattutina e con trofei e ritratti della famiglia esposti nelle alae, era necessario per la messa in scena dell’elite romana, non meno della toga e delle congregazioni politiche e sacre negli spazi pubblici (Pesando 1997; D’Auria 2020).

E- journal degli scavi, 2024
Dalla conoscenza di Pompei al racconto di una città Gli scavi che si sono susseguiti a Pompei a p... more Dalla conoscenza di Pompei al racconto di una città Gli scavi che si sono susseguiti a Pompei a partire dalla data della sua scoperta (1748) hanno prodotto una quantità immensa di dati che è difficile anche solo riuscire a quantificare ma che può essere recuperata attraverso piante, disegni e documenti di varia natura. Oggi, dopo quasi trecento anni di lavori archeologici, è possibile organizzare tutta questa conoscenza e renderla accessibile anche a un pubblico di non esperti grazie all’utilizzo di strumenti informatici dedicati (i cosiddetti sistemi informativi). Il Parco Archeologico di Pompei, a partire dal 2022, ha aperto alla pubblica consultazione un proprio archivio online (Open Pompeii, https://open.pompeiisites.org/) che raccoglie i riferimenti a bibliografia e dati di scavo del patrimonio visibile all’interno del Parco con foto di decorazioni, strutture, reperti e planimetrie.

E-journal degli scavi, 2024
Indagare le microstorie della dialettica fra spazi pubblici e proprietà private di una città anti... more Indagare le microstorie della dialettica fra spazi pubblici e proprietà private di una città antica, in un sito che ne ha conservato tutte o quasi le tracce del quotidiano, Pompei, è l’obiettivo del progetto di ricerca che dal 2019 l’Università di Bologna, in continuità con il lavoro svolto sull’Insula IX 8 (1998-2017) (Coralini 2017), ha dedicato all’Insula I 17 (Coralini 2022). Esplorato solo parzialmente negli anni 1958- 1959 e sostanzialmente inedito, eccezion fatta per le schede delle singole unità edilizie in Pompei. Pitture e Mosaici (PPM), l’isolato è stato scelto quale caso di studio in ragione della sua posizione nell’organismo urbano e delle sue peculiarità architettoniche. Da un lato, infatti, appartiene ad un settore – il quadrante sud-orientale, caratterizzato da una griglia viaria regolare oltre che da un edificato più rarefatto e da una forte presenza degli spazi verdi – il cui ruolo nelle prime fasi di vita della città attende ancora di essere chiarito. Dall’altro, offre uno dei due soli casi noti a Pompei di peristilio ad arcate, nella Casa degli Archi, I 17, 4 (Simelius 2022, p. 148 e p. 167; Bruni 2023, pp. 87-88; figg. 1-2).

E-journal degli scavi , 2024
Gli scavi presso il Capitolium di Pompei rientrano nell’ambito di una convenzione stipulata tra l... more Gli scavi presso il Capitolium di Pompei rientrano nell’ambito di una convenzione stipulata tra l’Università di Catania e il Parco Archeologico di Pompei avviata nel 2020, volta a indagare l’area prospiciente l’edificio sacro, in prosecuzione con le ricerche iniziate da Enzo Lippolis nel 2017. In totale sono state effettuate tre campagne di scavo, a partire da settembre 2020 e fino a luglio 2022, alle quali hanno partecipato, oltre agli studenti di Catania, l’Università degli Studi del Molise, con Marilena Cozzolino, che ha eseguito a settembre 2020 le prospezioni geofisiche su tutta l’area del Foro (Caliò et al. 2021, pp. 156-157), e il Politecnico di Bari (Rocco, Livadiotti 2018), che si occupa dello studio dell’architettura del complesso santuariale e di questa area del Foro. Più in particolare, obiettivo delle indagini era quello di riportare alla luce l’altare già individuato da Maiuri negli anni Quaranta del secolo scorso (Maiuri 1973, p. 115; Gasparini 2009, pp. 32-35; Lippolis 2017, p. 130 e p.133), situato pochi metri a sud del Capitolium, studiarne l’architettura e la stratigrafia a esso correlata, nonché di capirne meglio il rapporto con l’edificio templare.
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Papers by Parco Archeologico Pompei
In mancanza di dati sulla provenienza del mosaico, il Ministero della Cultura aveva deciso di assegnarlo al Parco archeologico di Pompei,
considerando che mosaici simili per tecnica e stile sono noti dall’area vesuviana. Una ricerca approfondita avviata dal Parco archeologico ha però portato a un risultato inatteso: il mosaico non c’entra nulla con Pompei.
Le recenti operazioni che hanno interessato la villa suburbana nota come Villa Imperiali si pongono in continuità con le campagne di scavo e messa in sicurezza delle strutture nell’ambito del progetto di ‘archeologia giudiziaria’ che vede il lavoro sinergico del Parco Archeologico di Pompei e della Procura della Repubblica di Torre Annunziata (Zuchtriegel et. al. 2024; Zuchtriegel 2023, pp. 98-108; Giletti 2022; Osanna, Toniolo 2022).
Gli scavi in corso nell’insula 10 della Regio IX (Amoretti et al. 2023; Zuchtriegel et al. 2024 a; Zuchtriegel et al. 2024 c), hanno portato alla luce un complesso termale, connesso con una grande sala per banchetti, il cosiddetto salone nero (Zuchtriegel et al. 2024 b), che fa intuire fino a che punto la casa romana potesse diventare un vero e proprio palcoscenico per le celebrazioni di sontuosi banchetti, che nella società di allora avevano una funzione che non si limitava a ciò che oggi definiremmo ‘privata’ in senso stretto (cfr. a tal proposito Wallace Hadrill 1994).