(PDF) (2023) Insediamenti e cultura materiale nel Basso Valdarno medievale: novità e qualche spunto di riflessione
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(2023) Insediamenti e cultura materiale nel Basso Valdarno medievale: novità e qualche spunto di riflessione
Monica Baldassarri
Antonio Alberti
2023, Insediamenti e manifatture fra Toscana e mondo mediterraneo. Ricerche archeologiche e documentarie (Medioevo-Età Moderna). Per Andrea Vanni Desideri
December 19, 2023
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Abstract
Abstract: Recent urban interventions in Santa Maria a Monte (Pisa) allowed the acquisition of new archaeological data on the medieval settlement, bringing to light structures and materials that are dated between the late 11th and late 14th century and documenting the changes that took place in residential and military constructions of the area during this period. The contribution presents the first results of these stratigraphic investigations, for the interpretation and dating of which it was necessary to rely also on archaeology of architecture studies and on the mensiochronology survey on bricks carried out in the nearby settlements of Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d'Arno, Marti (PI) and Fucecchio (FI).

Sommario: Recenti interventi urbanistici a Santa Maria a Monte (Pisa) hanno permesso di acquisire nuovi dati archeologici sull'insediamento medievale, portando alla luce strutture e materiali databili tra la fine dell'XI e la fine del XIV secolo e documentando i cambiamenti avvenuti nelle costruzioni residenziali e militari dell'area in questo periodo. Il contributo presenta i primi risultati di queste indagini stratigrafiche, per la cui interpretazione e datazione è stato necessario basarsi anche su studi di archeologia dell'architettura e sull'indagine mensiocronologica dei laterizi effettuata nei vicini insediamenti di Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d'Arno, Marti (PI) e Fucecchio (FI).
Related papers
La valle del Volturno nel Medioevo: insediamenti e realtà materiale (VIII-XII secolo), III Ciclo di Studi Medievali Atti del Convegno, 8-10 settembre 2017, Firenze, pp.256-272.
Alessia Frisetti
La valle del Volturno, che si sviluppa a cavallo di Campania e Molise, rientra nel più ampio territorio del Samnium e nell'altomedioevo corrisponde ad un importante comparto territoriale della Langobardia Minor. Il presente intervento vuole sintetizzare i dati delle recenti indagini storicoarcheologiche che hanno portato all'individuazione e al censimento di oltre 100 insediamenti tra complessi religiosi e siti fortificati d'altura. Lo studio di queste realtà monumentali, consente di definire con maggiore chiarezza le forme di occupazione post classiche in questo territorio di confine, fino ad oggi poco conosciuto. Attraverso le fonti scritte documentarie e le tracce materiali è possibile ricostruire la rete insediativa -costituita da villaggi, curtes, monasteri e siti fortificati d'altura -i cui nodi cruciali sono rappresentati da centri urbani di antica fondazione quali Capua, Benevento, Venafro, Teano ed Alife. I dati acquisiti consentono inoltre di chiarire il progressivo evolversi di questa rete, soprattutto nel momento cruciale che vede il territorio oggetto del passaggio di testimone dai longobardi ai normanni. In particolare, l'analisi dettagliata delle strutture superstiti ha portato all'acquisizione di numerosi dati inerenti le tecniche murarie. Pertanto in questa sede si presenterà un approfondimento volto proprio a comprendere l'organizzazione del cantiere edile medioevale e la sua evoluzione nel corso dei secoli. La diffusione delle tecniche e delle conoscenze è infatti, il punto di partenza per comprendere anche il modus operandi delle maestranze specializzate i cui movimenti svelano una rete di contatti tra diverse committenze.
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Marco Valenti, L’Alto Medioevo tra Val di Merse e Valdelsa: una prospettiva archeologica, in D.Balestracci (a cura di), Monteriggioniottocento 1214-2014, Atti del Convegno, Abbadia a Isola ottobre 2014, Siena 2015 (Betti Edizioni), pp.23-46
Luca Betti
Marco Valenti
Scrivere di alto medioevo per il territorio di Monteriggioni, seguendo la ricerca archeologica, è pressochè impossibile.
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G. Mannino, L’insediamento terramaricolo di Palazzo, Mortizzuolo (Mirandola, MO). Elementi di novità dallo studio dei materiali, in Quaderni della Bassa Modenese 83-84, 2023, pp. 229-248.
Giulia Mannino
2023
Una rilettura della presa del potere fascista tra storia e storiografia .....
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G. Ciampoltrini, S. Fioravanti, P. Notini, Insediamenti rurali e consumi ceramici nella Garfagnana d'età estense. Nuovi dati archeologici, in La civiltà contadina in Garfagnana attraverso i secoli, atti del convegno di Castelnuovo G.na 14-15 sett. 2019, Modena 2020, pp. 595-624
Silvio Fioravanti
Giulio Ciampoltrini
La ricerca sulle classi ceramiche d'età rinascimentale, integrando i tra-dizionali studi ceramologici con le indicazioni stratigrafiche acquisite in un quarantennio di scavi, ha ormai permesso di tracciare una griglia affidabile per la definizione delle tipologie, delle cronologie, e con minore solidità, a dire il vero, dei centri manifatturieri. L'attenzione degli studi ha potuto dunque rivolgersi, in questi ultimi anni, soprattutto sulla distribuzione geografica dei tipi, con la conseguente ricostruzione dei flussi di traffico, e su quella che potremmo qualificare come "socio-economica", saggiando cioè la possibilità di mettere a fuoco il rapporto fra tipi ceramici e livello del centro di consumo. Al recente con-vegno pisano "Storie (di) ceramiche", del giugno 2019 1 , è parso questo uno dei temi più vivaci. A dire il vero il rapporto fra contesti ceramici così come vengono pro-posti dalle associazioni stratigrafiche e connotazione socio-economica del "consumatore"-per ricorrere a questo termine d'età contemporanea-non è immediato e biunivoco anche in casi particolarmente felici. I materiali di Palazzo Poggi a Lucca, analiticamente presentati qualche anno fa 2 pro-prio per verificare l'efficacia di questo metodo, associano negli stessi con-testi capi di tono medio-alto e manufatti di diffusione ampia, tanto nella suppellettile da mensa che in quella da cucina. Se ne è indotto che nelle discariche di scarti d'uso finite in vari livellamenti del palazzo si ammas-savano indistintamente le ceramiche della mensa dei Poggi, e quelle del personale di servizio, in piena concordanza con le indicazioni che vengono 1 Storie (di) ceramiche 6. Commerci e consumi. In ricordo di Graziella Berti a sei anni dalla scomparsa, Atti del convegno Pisa 11 giugno 2019, a cura di M. Giorgio, in corso di stampa. 2 G. Ciampoltrini, C. Spataro, Interni (ed esterni) domestici a Lucca fra Cinquecento e Seicento: testimonianze archeologiche da Palazzo Poggi, in Le mura e il palazzo. Lucca fra Cinquecento e Seicento: un itinerario archeologico, a cura di G. Ciampoltrini, Bientina 2015, pp. 69-104.
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Frassine M. (ed.) 2022, Spineda. Il passato tra i ciottoli. Archeologia ai margini della centuriazione di Padova nord-ovest, Mantova.
Matteo Frassine
In the pede-Alpine plain of the Treviso Province, near the Musone Torrent, important traces of a prolonged ancient human presence have been found in the area of Spineda, in the municipality of Riese Pio X. The new findings have been detected during the construction of the new road Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), that connects the highways A4 and A27, from Montecchio Maggiore to Spresiano. The archaeological investigations document the progressive modifications of the agrarian landscape. In particular, the major intervention in the area is represented by the settling of the so-called Roman centuriatio of Padova north-west. Moreover, the remains of a Roman rustic building were found, with evidence of a poor subsistence economy. Some of the key aspects to be mentioned are the traces related to the pitch production and some graves of cows. After a period of relative abandonment, a new phase of activity is related to the arrival of allochthonous people, probably Goths, who are related to the construction of a Grubenhaus and to the burial of a little girl with valuable grave goods. The new data correspond to a significant piece to the knowledge of this portion of the territory, so far almost barren of archaeological evidence.
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Tracce materiali dell'insediamento alpino medievale
Egle Micheletto
Il popolamento alpino in Piemonte. Le radici medievali dell'insediamento moderno, a cura di F. Panero, 2006
La ricerca archeologica di EGLE MICHELETTO All'inizio del secolo V le Alpi erano ormai l'unico baluardo difensivo dell'impero romano d'Occidente, pur se ripetutamente violato dalle scorrerie di barbari: i Visigoti di Alarico assediarono Asti e combatterono contro i Romani a Pollenzo nel 402, mentre dopo soli tre anni gli Ostrogoti di Radagaiso devastarono l'area ligure giungendo sino a Torino 1 . Da allora e lungo tutta la prima metà del secolo i valichi piemontesi furono continuamente attraversati dagli eserciti romani e dalle truppe barbariche, con un sicuro impatto sull'insediamento montano, le cui trasformazioni sfuggono in larghissima parte alla conoscenza e che le fonti descrivono spesso con toni enfaticamente drammatici. Questa endemica situazione di insicurezza 2 suggerì ad Onorio il trasferimento della capitale da Milano a Ravenna, in un sito circondato dalle paludi e quindi più sicuro e l'impero avviò il potenziamento del complesso sistema fortificato da tempo organizzato a ridosso della catena alpina, il Tractus Italiae circa Alpes illustrato nel secondo decennio del secolo dalle vignette della Notitia Dignitatum, con centri urbani racchiusi da poderose cinte turrite e grandi muri rettilinei abbarbicati sulle rocce, a chiudere l'imbocco di strette vallate 3 (fig. ). Si trattava di una difesa in profondità, che garantiva un puntuale controllo delle strade dirette ai maggiori valichi grazie alle chiuse alpine 4 e a cen-1 Dalla grande quantità di studi sul tema, ci limitiamo a citare, anche per i rimandi bibliografici: L. CRACCO RUGGINI, I barbari in Italia nei secoli dell'impero, in G. PUGLIESE CARRATELLI (a cura di),
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L'edilizia ecclesiastica medievale in laterizio tra Valdera e Valdarno Inferiore
Antonio Alberti
I Maestri dell'Argilla. L'edilizia in cotto, la produzione di laterizi e di vasellame nel Valdarno Inferiore tra Medioevo ed Età Moderna, a cura di Monica Baldassarri e Giulio Ciampoltrini, 2006
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Beni culturali e territorio. Un reliquiario tardogotico salentino nella Massafra del XV-XVI secolo, in "Umanesimo della Pietra. Riflessioni", luglio 2020 (ma 2022), pp. 165-170, 175-176
Giovanni Boraccesi
Posso finalmente proporre in queste pagine, grazie alla gentile disponibilità di don Fernando Balestra e del suo collaboratore don Antonio Cristella, la dettagliata analisi critica di un importante manufatto liturgico custodito nel Santuario del Gesù Bambino di Massafra, da me segnalato nel 2013, peraltro senza poterne presentare l'immagine, a causa di un incomprensibile e reiterato diniego dell'allora parroco, il quale non autorizzò un esame autoptico del reperto. 1 Si tratta del Reliquiario delle Bende del Gesù Bambino, prezioso manufatto in rame dorato, che misura cm 44x19 e con le superfetazioni del primo Novecento cm 60x19. In origine sarà stato, quasi certamente, un ostensorio, a proposito del quale riscontro scarsissimi e irrilevanti riferimenti documentali, ma di certo non sarà stato destinato alla chiesa in cui è ora riposto, in quanto questa è stata aperta al culto solo nel 1858. 2 È plausibile che il manufatto in questione possa provenire dall'antica Chiesa Madre di San Lorenzo ma in merito a questo assunto prove oggettive si potrebbero rilevare dalle carte d'archivio. In particolare sarà utile analizzare gli inventari e i verbali delle visite pastorali compiute dai vescovi di Mottola, nella cui giurisdizione ecclesiale ricadeva Massafra, passata alla Diocesi di Castellaneta in seguito alla soppressione della sede mottolese nel 1818. Ho condiviso questo lavoro con l'amico Domenico Caragnano, noto storico dell'arte rupestre e studioso dell'evoluzione dei centri demici e dei luoghi di culto in rupe, per contestualizzare il Reliquiario delle Bende del Gesù Bambino nella realtà socioeconomica e culturale di Massafra tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento. Reliquiario delle Bende del Gesù Bambino, privo delle superfetazioni sommitali novecentesche. (foto Antonio Cristella) BENI CULTURALI E TERRITORIO un reliquiario tardogotico salentino nella massafra del XV-XVI secolo GIOVANNI BORACCESI-DOMENICO CARAGNANO Analisi stilistico-tipologica del Reliquiario delle Bende del Gesù Bambino Improntato a estrema raffinatezza tecnica e a esuberanza ornamentale, l'artistico manufatto in esame presenta una base mistilinea con lobi conversi alternati a punte e con gradino à jour, traforato da un motivo a ringhiera. La superficie del piede è ripartita in sei specchiature iscritte all'interno di costoloni e decorate da un sinuoso e oblungo ramage, rilevato su fondo puntinato; solo in uno di questi serti fogliari è incluso quello che, a mio avviso, è lo stemma dell'Università di Massafra, oggi ripreso dal Comune: D'azzurro, alla torre merlata 166 Stemmi cinquecenteschi dellʼUniversità di Massafra. Dallʼalto e da sinistra a destra: capitello di una colonna addossata alla muratura nellʼantica Chiesa Madre di San Lorenzo, datato 1533 e affiancato dallʼarma dei feudatari Pappacoda (foto Umberto Ricci); particolare del piede del Reliquiario delle Bende del Gesù Bambino (foto Antonio Cristella); sigillo in ceralacca rossa impresso su una fede patente del 1533 (foto Domenico Luca Giacovelli). Particolari del Reliquiario delle Bende del Gesù Bambino. Dallʼalto: nodo; teca sigillata dallʼordinario diocesano di Castellaneta.
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Medioevo, cultura materiale e storia: qualche osservazione
Fabio Saggioro
Reti Medievali Rivista, 2018
This paper discusses the new manual on Medieval Archaeology, written by Andrea Augenti. The main focus is the theoretical perspective of book, with a few notes on the topics addressed and the relationship with the general public.
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Il Mulino -Rivisteweb Riforme e Mibac: alcune note in tema di archeolo- gia
Anna Bondini
L'articoloè messo a disposizione dell'utente in licenza per uso esclusivamente privato e personale, senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali. Salvo quanto espressamente previsto dalla licenza d'uso Rivisteweb,è fatto divieto di riprodurre, trasmettere, distribuire o altrimenti utilizzare l'articolo, per qualsiasi scopo o fine. Tutti i diritti sono riservati. Sommario: 1. Introduzione -2. I precedenti assetti e le passate riforme. -3. La tutela: le soprintendenze uniche. -4. La valorizzazione: il rapporto tra musei e territorio. -5. Conclusioni.
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DOCUMENTI DI ARCHEOLOGIA POSTMEDIEVALE
collana diretta da
MARCO MILANESE

10

DOCUMENTI DI ARCHEOLOGIA POSTMEDIEVALE

Fondata da Marco Milanese

Direttore responsabile:
MARCO MILANESE

Comitato scientifico:
CARLO BELTRAME, Università Ca’ Foscari di Venezia
HUGO BLAKE, Royal Holloway, University of London
CARLO CITTER, Università di Siena
GIULIANO DE FELICE, Università di Bari
GINO FORNACIARI, Università di Pisa
ALBERTO GARCÍA PORRAS, Universidad de Granada
SAURO GELICHI, Università Ca’ Foscari Venezia
ENRICO GIANNICHEDDA, Istituto per la Storia della Cultura Materiale di Genova (ISCuM)
MARCELLA GIORGIO, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno
ANTONIO MALPICA CUELLO, Universidad de Granada
MARCO MILANESE, Università degli Studi di Sassari
DIEGO MORENO, Università degli Studi di Genova
FABIO PINNA, Università degli Studi di Cagliari
JUAN ANTONIO QUIRÓS CASTILLO, Universidad del País Vasco
ANNA MARIA STAGNO, Università degli Studi di Genova

Redazione:
MARCO MILANESE, MARCELLA GIORGIO, GIUSEPPE CLEMENTE, ANNA MARIA STAGNO

Edizione e distribuzione:

Edizioni ALL’INSEGNA DEL GIGLIO s.a.s.
via Arrigo Boito, 50-52
50019 Sesto Fiorentino (FI)
www.insegnadelgiglio.it

DOCUMENTI DI ARCHEOLOGIA POSTMEDIEVALE

INSEDIAMENTI E MANIFATTURE
FRA TOSCANA
E MONDO MEDITERRANEO
Ricerche archeologiche e documentarie
(Medioevo-Età Moderna)
Per Andrea Vanni Desideri

a cura di
Alberto Malvolti
Guido Vannini

All’Insegna del Giglio

Con il patrocinio e con il contributo di:

Università degli studi di Sassari
Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione
Cattedre di Archeologia Medievale e di Archeologia Postmedievale

Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici

SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani

La pubblicazione è stata realizzata grazie al contributo concesso
dalla Direzione Generale Educazione Ricerca e Istituti Culturali

In ricordo della cara Daniela Zamuner, moglie amata e brillante collaboratrice ‘sul campo’
di Salvatore Piro – che ha fortemente voluto essere presente con un contributo, che è anche
una memoria, su di un progetto condiviso da entrambi anche con Andrea – appena mancata
a Salvatore, ma anche a molti di noi.

In copertina, rielaborazione grafica di:
Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Paesaggio urbano, Siena, Pinacoteca nazionale.
Monte Nebo. Monastero di Siyagha con gruppo di eremi.
Aosta, Area Megalitica: Stele antropomorfe.
Boccali da mescita dell’osteria lucchese di Corte delle Uova.

ISSN 2035-5335
ISBN 978-88-9285-238-9
e-ISBN 978-88-9285-239-6
Stampato a Sesto Fiorentino (FI)
novembre 2023, BDprint

Indice

Presentazione dei curatori, di Alberto Malvolti, Guido Vannini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
Tabula gratulatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
Nota biografica di Andrea Vanni Desideri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15

1. METODOLOGIE
Integrazione di diversi metodi di indagine geofisica per aumentare la conoscenza e la caratterizzazione
di siti archeologici nel contesto territoriale, di Salvatore Piro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
Fluxgate and caesium magnetometers compared: case studies from Egypt, Sudan and Poland, di Tomasz Herbich . .37
Dal database al digital twin: 25 anni di archeologia digitale, di Franco Niccolucci . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
Università, archeologia e cooperazione allo sviluppo. Appunti su di un’esperienza ad Irbil (Kurdistan iracheno),
di Guido Vannini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61

2. TERRITORI
Da castelli a dimore: trasformazioni dell’habitat periurbano di Firenze nel Medioevo, di Marie-Ange Causarano . 73
Insediamenti e cultura materiale nel Basso Valdarno medievale: novità e qualche spunto di riflessione,
di Antonio Alberti, Monica Baldassarri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
Appunti per lo studio di un contesto archeologico in Boboli a Firenze, di Monica Salvini . . . . . . . . . . . . . 91
L’approccio archeologico allo studio delle torri costiere. Un esempio dalla Calabria tirrenica, di Eugenio Donato . . 101
I mulini ad acqua tardoantichi: fonti documentarie e testimonianze archeologiche, di Alessandro Costantini . . .107

3. ORIENTI
L’archeologia della clausura monastica: gli eremi del Levante meridionale nella tarda Antichità,
di Basema Hamarneh . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .117
Solitudine e preghiera. Per un’archeologia degli insediamenti eremitici nella Regione del Nebo, di Davide Bianchi . 129
Mattonelle siriane blu e bianche (XV sec.) in Italia, di Giovanni Curatola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137
La Tomba Palazzo (Petra): studi minero-petrografici per un progetto di restauro conservativo,
di Roberto Franchi, Eva Lupo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143

4. PRODUZIONI
Misure per la vendita del vino al minuto e sigilli di garanzia dai contesti toscani (fine XIII secolo-inizi XVII secolo).
Appunti per una ricerca, di Silvia Leporatti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .153
Maioliche ‘feudali’: i boccali in maiolica arcaica dall’ambiente seminterrato del castello di Poggio della Regina,
di Francesco Pagliani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 163

Oltre Montelupo. Ceramiche ingobbiate pisane e medio-basso valdarnesi: riflessioni toscane e uno sguardo
alla diffusione in Sardegna, di Marco Milanese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 171
Fucecchio nel contesto di altri centri produttori toscani di ceramica nel Settecento, di Hugo Blake . . . . . . . .175
Storie di cavicchi. Cultura materiale e paradigmi indiziari nella ricostruzione di polittici smembrati,
di Andrea De Marchi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181
« … un Involto di monete antiche …». Il ripostiglio dei primi del Seicento dalla Strada delle Morette
di Larciano (Larciano 1828), e i paesaggi del Lago di Fucecchio, di Giulio Ciampoltrini, Andrea Saccocci . . 191

5. PRIMA DEL MEDIOEVO
Minima aesthetica: brevi note sull’arte paleolitica, di Fabio Martini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .203
Fonti indirette per la Preistoria in Clemente Alessandrino, di Gianfranco Zidda . . . . . . . . . . . . . . . . .209
Ricerche archeologiche e documentarie – Prima del Medioevo, di Agostino Dani . . . . . . . . . . . . . . . . .217
Un paesaggio rurale dell’Etruria settentrionale: iscrizioni latine dal Medio Valdarno inferiore, di Alberto Cafaro . . 223

Biografia degli Autori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 229

Presentazione dei curatori1
Alberto Malvolti, Guido Vannini

Questo1 volume, presentando un panorama di brevi anche semplicemente dalla ‘società civile’ (un
saggi che, tutti, si riferiscono a ricerche, per lo più rapporto, quest’ultimo, anch’esso ricco di futuro);
in corso, di ampio respiro o che portano contri- Andrea, ad esempio ‘nasce’, solidamente, come
buti scientifici originali (di merito ma, in vari casi, preistorico (altri ‘erano’ storici, architetti o altro;
anche di metodo) su aspetti precisi di tematiche guardate l’elenco di molti dei contributori al vo-
attualmente in discussione, vuole rendere omaggio, lume…); varrà notare che, su scala europea (non
in occasione del suo settantesimo compleanno, ad solo orientale), si tratta di un ‘percorso’ del tutto
Andrea Vanni Desideri, uno studioso che dispone naturale: un rapporto che, sottotraccia a volte (ad
di un profilo scientifico tanto peculiare quanto esempio nella metodologia ma anche in una certa
originale nel panorama della ricerca archeologica sensibilità peculiare verso la documentazione ma-
fra età medievale e prima Età Moderna, nella con- teriale), attraversa gran parte della sua produzione
servazione dei beni culturali e in attività didattiche, scientifica. Un altro elemento che il suo itinerario
non solo accademiche, e di diffusione mirata dei (e alcuni tratti della sua stessa evoluzione anche
‘prodotti’ della ricerca nella società civile. tematica con il conseguente ‘adattamento’ delle
Si tratta di un tributo che, ricorrentemente, vie- fonti scritte) scientifico e culturale manifesta, è
ne riservato ad accademici di lungo corso; ma la certo l’approccio interdisciplinare ma soprattutto
larghissima adesione al volume di tanti studiosi una diacronia che consiste non tanto di occuparsi
non solo nazionali (da Italia, Inghilterra, Polonia, di periodi non solo medievali ma nella trasversalità
Austria) di diversa provenienza (Atenei (9), tematica che mira, manifestamente, alla costru-
Soprintendenze, CNR, PAN, Istituzioni museali), zione di ‘contesti’ ampi, in grado di illuminarne
non solo disciplinare (archeologi, storici, storici aspetti in modo peculiare ed a volte sorprendenti
dell’arte, architetti, petrografi, geofisici, informa- (si pensi solo alle implicazioni di storia econo-
tici, numismatici) – a cui vanno aggiunti altri, mica nel lungo periodo tardo e postmedievale di
numerosi e di varie generazioni che, per motivi suoi studi sulle comunità del medio Valdarno, ad
di spazio o di tempo (gli strumenti dell’archeolo- esempio). Fra l’altro, proprio interessi di merito ed
go…), non hanno potuto contribuire al volume, approcci metodologici, giustificano l’accoglimento
hanno tuttavia offerto la loro partecipazione alla di questo volume (che, appunto, rispecchia tale
Tabula gratulatoria – mostra quanto sia condivisa connotazione) nella prestigiosa collana dedicata al
la stima ed una vicinanza non solo professionale Postmedioevo diretta da Marco Milanese, signifi-
che Andrea ha saputo conquistarsi (e non per le sue cativamente presente nelle edizioni di ‘All’Insegna
doti di personalità particolarmente estroversa…). del Giglio’ e quindi, della rivista storica del settore
Così, la sua formazione ha potuto innestarsi in ‘Archeologia Medievale’.
quella stagione d’origine dell’Archeologia medie- Ma certo la coraggiosa, originale ‘costruzione’
vale italiana che vide confluire in questo ‘nuovo’ di una personalità: con una ricerca, appoggiata
campo figure di differente provenienza culturale, prevalentemente ai progetti e più in generale alle
scientifica, accademica o, come si direbbe oggi, attività, anche di formazione avanzata, dell’Ateneo
fiorentino, che ha tuttavia mantenuto, per condi-
Il volume si deve innanzi tutto alla generosa disponibilità zione oggettiva ma anche per scelta, un’indipen-
degli autori dei saggi qui raccolti; in secondo luogo, alla ‘cura denza che ha portato Andrea a collaborare anche
editoriale’ cui si è dedicata la pattuglia che ha variamente contri-
buito all’edizione che comprende innanzi tutto il prof. Giuliano con numerosi altri Istituti di ricerca e non solo.
Pinto, che ha seguito generosamente tutta la difficile fase di im- Un percorso che ha così potuto coltivare interessi
postazione dell’opera. Una particolare gratitudine si deve anche che spaziano da una storia archeologica ‘locale’ di
al prof. Marco Milanese che, oltre a contribuire con un saggio,
ha accolto il volume nella collana “Archeologia Postmedievale”, molti luoghi e tempi, alla partecipazione a grandi
che dirige per le edizioni All’Insegna del Giglio) ed a Tommaso progetti collettivi universitari (in primo luogo,
Ariani, molto più che un prestigioso editore, forse il maggiore fondamentali i suoi apporti al grande Progetto
specialista nel settore.

Alberto Malvolti, Guido Vannini

CNR-ITABC, IAEPAN, Un. di Firenze; o quello
italo-francese dedicato allo studio dei sistemi con-
finari alpini in Val d’Aosta); o una selettiva scelta
tematica nell’ambito di collaborazioni sostanzial-
mente di archeologia preventiva soprattutto con la
Soprintendenza archeologia della Toscana.
È così che la composizione, anche scientifica, del
volume ha acquistato organicità, potendo rispec-
chiare un’ampiezza di orizzonte dei temi affrontati
– da quelli più specificamente metodologici a quelli
dedicati ai risultati di nuove ricerche inedite in set-
tori e ambiti geografici diversi – in quanto riferito
ad aree di lavoro che gli autori hanno condiviso con
Vanni Desideri. Seguendo queste tracce è stato così
naturale strutturare il volume in modo da realizzare
uno strumento bibliografico che, pur muovendo
dai settori coltivati da Andrea, potesse offrire mo-
tivo di aggiornamento e di indirizzo scientifico su
precisi temi, sia pure nei limiti di comunicazioni
brevi ma che contengono precisi rinvii anche
bibliografici per raggiungere in letteratura una
serie di progetti spesso di ampio respiro, storico
e archeologico. Fra l’altro, un modo di constatare
l’organicità progressivamente maturata da Andrea
nella selezione dei suoi studi, pur muovendo da
fig. 1 – Conferenza al Jordan Museum di Amman (Leonardo da condizioni spesso non strutturate ma, in cambio,
Vinci and Water), 25 novembre 2017. Il successo di questo inter-
vento, in un contesto così ‘altro’ rispetto al tema trattato rappresenta con una libertà che le doti di lucida intelligenza
una delle capacità comunicative di Andrea Vanni Desideri oltre lo e di cultura coltivata (come la stessa etimologia
stretto ambito professionale di archeologo. ‘incrociata’ indica…) ha saputo mettere ‘discipli-
natamente’ a frutto.
In sintesi estrema, il volume comprende saggi di
metodologia della ricerca (dalle tecnologie diagno-
stiche sperimentali, alle nuove frontiere dell’arche-
omatica), a programmi di indagini interdisciplinari
o ‘leggere’ in contesti ‘fragili’ del Vicino Oriente
(dall’insediamento alla conservazione dell’Heritage,
alla ‘terza missione’ universitaria), a studi sul po-
polamento urbano e rurale, sotto diversi profili ed
aree non solo toscane (dall’archeologia militante
all’utilizzo della sua componente preistorica per
coltivare una diacronia sostanziale, prima e dopo
il Medioevo), alla ceramologia archeologica (an-
ch’essa largamente diacronica e con importanti
fig. 2 – Andrea (Alberto Malvolti in basso a destra) nella sede contributi, in dialogo esplicito con le ricerche di
della Fondazione Montanelli Bassi a Fucecchio (2013). Una
dimensione di Andrea prevede un radicato impegno nelle ‘sue’ Andrea), alla museografia come comunicazione ed
istituzioni locali con una naturale apertura a temi e contesti organizzazione di cultura archeologica (soprattutto
culturali quanto mai ampi. metodologica, anche quando si tratti di manufatti
non archeologici). Dunque l’ampiezza degli inte-
Strategico d’Ateneo per l’Archeologia Medievale ressi coltivati di cui parlavamo non è affatto casuale:
ed alla Missione ‘Petra medievale’ dell’Università è piuttosto lo specchio della pluralità di interessi e
di Firenze) o programmi internazionali (come il di approcci metodologici – pure in un quadro di
progetto dedicato all’elaborazione sperimentale ricercata organicità delle tematiche affrontate – che
di interventi a carattere diagnostico italo-polacco hanno ispirato anche Andrea.

Presentazione dei curatori

fig. 3 – Momento conviviale in occasione
della presentazione a Fucecchio del volume
di Andrea Uomini, fornaci e ceramiche a
Fucecchio dal XVI al XIX secolo. Storia
e archeologia di un’economia scomparsa,
Fondazione Montanelli (Gli Studi 12),
Fucecchio, Ed. dell’Erba 2022. Da destra:
Beatrice Tavecchio, Hugo Blake, Rosanna
Calugi, Norma Maltinti, Andrea Vanni
Desideri, Anna Marx, Giovanni Cipriani,
Sandra Marsini, Guido Vannini (Alberto
Malvolti, fotografo…).

fig. 4 – Intervento al Workshop sul Pro-
getto italo-polacco Metodi non-invasivi
per l’identificazione di strutture urbane
medievali pluristratificate, fra diagnostica
archeologica e archeologia leggera (dir.
Andrzej Buko, PAN Varsavia; Salvatore Piro,
CNR Roma; Guido Vannini, Università di
Firenze), Semifonte 2019.

fig. 5 – Andrea con Salvatore Piro: proble-
ma sull’interpretazione archeologica delle
prospezioni geofisiche a Semifonte (Progetto
italo-polacco).

Alberto Malvolti, Guido Vannini

fig. 6 – Castello di Wu’ayra (Petra). Andrea, per-
plesso condirettore, con Guido Vannini, direttore
della Missione in Transgiordania dell’Università
di Firenze (2000 ca.).

fig. 7 – Andrea a Petra, con il suo gruppo di
lavoro (Missione ‘Petra Medievale’, Campagna
2023).

fig. 8 – Varsavia 2021, Mostra “Alla ricerca di
città invisibili nuove metodologie archeologiche.
L’esperienza di un progetto sperimentale italo-po-
lacco, fra diagnostica archeologica e archeologia
leggera” (a cura di Guido Vannini, Andrea Vanni
Desideri), Mostra, Varsavia, IIC, 23 agosto-9
ottobre 2022, Varsavia, IICV 2022. Andrea con
Rosanna, una pausa.

10

Presentazione dei curatori

Se strumenti metodi e temi centrali negli interessi sono fra i suoi collaboratori (e in alcuni casi presenti
coltivati possono essere compresi fra archeologia fra i contributori al volume).
leggera ed archeologia della produzione, fra gli Concluderemmo sottolineando, oltre alla connessa
apporti più significativi delle sue ricerche si pos- attività scientifica, il ruolo istituzionale svolto da
sono citare i risultati delle indagini ‘leggere’ nella Andrea nella direzione dei musei e delle associa-
valle di Petra in età precrociata (e si potrebbe dire zioni museali che ha curato e che tuttora presiede,
‘altomedievale’…), ove è emerso un fitto ‘inse- mettendo in rilievo l’incremento quantitativo
diamento’ eremitico e cenobitico che restituisce delle collezioni e soprattutto la qualità dei criteri
spessore e ‘realtà’ a quanto più in generale le fonti espositivi in particolare nel museo di Fucecchio,
scritte segnalavano, oppure esempi di raffinata che dirige da anni, dove sono state aperte nuove
indagine – dallo scavo all’interpretazione – come sale tematiche; un’attività a cui, ingiustamente,
quello prodotto per il progetto ‘Roccaricciarda’, un dedichiamo qui poche righe e che invece rappre-
autentico esempio metodologico di archeologia ‘di senta un impegno intenso e generoso che Andrea
scavo’ (questa volta) e di ‘costruzione’ di fonti ma- ha mantenuto ed esteso da anni; un altro modo,
teriali su base critica, solo per esemplificare. Su di dicevamo, di istituire rapporti continuativi nel
un altro piano, decisamente rilevante è l’approccio tempo (un vero ‘servizio pubblico’, spesso con gli
integralmente storicista che connota una serie di strumenti di una ’archeologia pubblica’ che Andrea
lavori che muovono dalla ceramologia archeologica coltiva da tempo) con una pluralità di soggetti della
(ma non vi restano), intesa e ‘costruita’ come fonte società civile, ad esempio utilizzando per la comu-
per interpretazioni storiche della dimensione eco- nicazione diffusa strumenti delle nuove tecnologie
nomica di comunità non solo locali. Ad esempio il informatiche e digitali, coinvolgendo istituzioni
ricercato rapporto fra economia e ceramica è calato o esperti per garantire il meglio di quanto attual-
nella concretezza dell’integrazione fra topografia mente disponibile.
insediativa di riferimento, materialità dei manu-
fatti, quotidianità praticata. Ne deriva una storia Normalmente si dedica un omaggio come questo
economica colta nella sua dimensione concreta che ad illustri studiosi alla fine della carriera; Andrea
collega fenomeni e tendenze complessive (macro) rientra invece in quella pattuglia che, oltre l’omag-
con il vissuto quotidiano delle persone (micro); gio ricevuto, si trova in piena attività, scientifica,
spesso in contesti diacronici, fra Tardomedioevo didattica, museale; sotto questo profilo questo libro
ed Età Moderna. Autentici contributi per un ne- è in realtà prematuro… Non solo, ma si potrebbe
cessario rinnovamento del documento ceramico dire che l’attuale fase (iniziata una decina di anni
in archeologia. fa) si presenta forse come la più produttiva per una
qualità, invariata, che tuttavia è giunta a mettere
Eppure occorre ricordare almeno per cenni l’uso in valore una lunga esperienza condotta con un
che Andrea ha saputo fare dei ‘prodotti’ della sua rigore intellettuale (e magari con prezzi pagati) i
ricerca (oltre i settori disciplinari specifici di rife- cui frutti gli sono ora riconosciuti da una cerchia
rimento), pur da una posizione esterna ai quadri sempre più ampia di ambiti scientifici e culturali.
‘amministrativi’ accademici e, per un altro verso, Uno studioso, nel proprio settore, di prestigio non
anche grazie a tale posizione esterna… solo nazionale, al servizio da anni, fedelmente,
Intendiamo la costanza e la sempre mantenuta qua- della sua comunità di appartenenza (e che non
lità della sua attività di formatore, ad ogni livello, sarà sfuggito almeno al ceto più informato della
ma in particolare come collaboratore, almeno dalla sua terra, come non è certo sfuggito al di fuori…).
metà degli anni ’80, e come docente a pieno titolo La sua opera, complessivamente, possiamo conclu-
in particolare nella Scuola di Specializzazione in dere, sconta un rigoroso approccio metodologico
Archeologia dell’Ateneo fiorentino, da oltre una (quanto etico!), assicurato dal profilo scientifico
ventina d’anni, in cui ha trasmesso a generazioni di di uno studioso di peculiare capacità professio-
studenti contenuti e metodi che hanno caratteriz- nale, per esperienze accumulate con intelligente
zato la sua attività di ricerca scientifica; intendiamo selezione e sostenuta da una rara acribia critica,
dire, un’offerta agli allievi sempre di ‘prodotti’ calata entro una sensibilità storica di alta qualità.
di prima mano, frutto di una ricerca aggiornata Come livello e specificità dei contributori a questo
e stimolante. Un atteggiamento ed una qualità volume attestano, per produrre uno strumento,
sempre riconosciuta esplicitamente da almeno tre come questo, che crediamo possa essere utile per
generazioni di allievi, alcuni dei quali, non a caso, un ampio spettro di settori scientifici.

11
References (26)
Indice Presentazione dei curatori, di Alberto Malvolti, Guido Vannini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
Tabula gratulatoria. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
Nota biografica di Andrea Vanni Desideri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
METODOLOGIE Integrazione di diversi metodi di indagine geofisica per aumentare la conoscenza e la caratterizzazione di siti archeologici nel contesto territoriale, di Salvatore Piro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
Fluxgate and caesium magnetometers compared: case studies from Egypt, Sudan and Poland, di Tomasz Herbich . . 37
Dal database al digital twin: 25 anni di archeologia digitale, di Franco Niccolucci . . . . . . . . . . . . . . . . . 49
Università, archeologia e cooperazione allo sviluppo. Appunti su di un'esperienza ad Irbil (Kurdistan iracheno), di Guido Vannini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
TERRITORI Da castelli a dimore: trasformazioni dell'habitat periurbano di Firenze nel Medioevo, di Marie-Ange Causarano. . 73
Insediamenti e cultura materiale nel Basso Valdarno medievale: novità e qualche spunto di riflessione, di Antonio Alberti, Monica Baldassarri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
Appunti per lo studio di un contesto archeologico in Boboli a Firenze, di Monica Salvini . . . . . . . . . . . . . 91
L'approccio archeologico allo studio delle torri costiere. Un esempio dalla Calabria tirrenica, di Eugenio Donato. . .101 I mulini ad acqua tardoantichi: fonti documentarie e testimonianze archeologiche, di Alessandro Costantini. . . 107
ORIENTI L'archeologia della clausura monastica: gli eremi del Levante meridionale nella tarda Antichità, di Basema Hamarneh . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117
Solitudine e preghiera. Per un'archeologia degli insediamenti eremitici nella Regione del Nebo, di Davide Bianchi . 129
Mattonelle siriane blu e bianche (XV sec.) in Italia, di Giovanni Curatola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137
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PRODUZIONI Misure per la vendita del vino al minuto e sigilli di garanzia dai contesti toscani (fine XIII secolo-inizi XVII secolo). Appunti per una ricerca, di Silvia Leporatti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 153
Maioliche 'feudali': i boccali in maiolica arcaica dall'ambiente seminterrato del castello di Poggio della Regina, di Francesco Pagliani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 163
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Fucecchio nel contesto di altri centri produttori toscani di ceramica nel Settecento, di Hugo Blake . . . . . . . 175
Storie di cavicchi. Cultura materiale e paradigmi indiziari nella ricostruzione di polittici smembrati, di Andrea De Marchi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 181
« … un Involto di monete antiche …». Il ripostiglio dei primi del Seicento dalla Strada delle Morette di Larciano (Larciano 1828), e i paesaggi del Lago di Fucecchio, di Giulio Ciampoltrini, Andrea Saccocci . . 191
PRIMA DEL MEDIOEVO Minima aesthetica: brevi note sull'arte paleolitica, di Fabio Martini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 203
Fonti indirette per la Preistoria in Clemente Alessandrino, di Gianfranco Zidda . . . . . . . . . . . . . . . . . 209
Ricerche archeologiche e documentarie -Prima del Medioevo, di Agostino Dani . . . . . . . . . . . . . . . . 217
Un paesaggio rurale dell'Etruria settentrionale: iscrizioni latine dal Medio Valdarno inferiore, di Alberto Cafaro . . .223
Biografia degli Autori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 229
Monica Baldassarri
Università degli Studi di Milano - State University of Milan (Italy), Faculty Member
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