(PDF) Il linguaggio dei segni. Proposte per uno studio dei graffiti a cotto in alcuni contesti monastici nord italiani
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Anthropology
Archaeology
Il linguaggio dei segni. Proposte per uno studio dei graffiti a cotto in alcuni contesti monastici nord italiani
Margherita Ferri
Cecilia Moine
Lara Sabbionesi
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Abstract
Nel corso della revisione dei materiali rinvenuti negli scavi presso San Giacomo in Paludo -Venezia sono stati individuati numerosi recipienti ceramici con segni graffiti a cotto.
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in: D. Ferraiuolo (ed.), La dimensione spaziale della scrittura esposta in età medievale. Discipline a confronto (Napoli, 14-16 dicembre 2020) [Quaderni delle IMAI, 1], Fondazione CISAM, Spoleto, 1-14, tavv. I-VII, 2022
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Giulia Bordi
2018
Il testo ha superato la procedura di accettazione per la pubblicazione basata su meccanismi di revisione soggetti a referees terzi. pag.
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Margherita Ferri, Cecilia Moine, Lara Sabbionesi*
IL LINGUAGGIO DEI SEGNI:
GRAFFITI A COTTO DA CONTESTI MONASTICI MEDIEVALI

INTRODUZIONE fenomeno. La stessa “estensione interpre-
tativa” si è verificata anche in contesti
Nel corso della revisione dei materiali
basso medievali, pur segnalando la di-
rinvenuti negli scavi presso San Giacomo
stanza culturale che separava le monache
in Paludo – Venezia sono stati individuati
del ‘200-‘300 da quelle della Controri-
numerosi recipienti ceramici con segni
forma ed, in alcuni casi, avanzando ipo-
graffiti a cotto.
tesi alternative legate a particolari classi
In archeologia la prassi di siglare i
di segni4.
contenitori da mensa con simboli di vario
Il caso di San Giacomo in Paludo ed
genere è stata studiata in contesti religiosi
alcune ricerche condotte recentemente
femminili di epoca moderna. Essa è stata
sui contesti monastici della laguna di Ve-
messa in relazione con i provvedimenti
nezia hanno sottolineato la presenza di
post-tridentini che portarono alle neces-
nuclei ceramici basso medievali segnati a
sità di una crescente personalizzazione su
cotto. La loro cronologia (XIII-XIV se-
oggetti, spesso di uso comune, altrimenti
colo) e la loro consistenza numerica non
indifferenziati e facilmente reperibili al-
consentono di relegarli ad una semplice
l’interno del cenobio1. Tale prassi denun- forma di anticipazione di una prassi più
cia il desiderio di affermare la proprietà tarda5. (C.M.)
personale e di conseguenza la propria in-
dividualità all’interno di una comunità a
SAN GIACOMO IN PALUDO
cui le regole imponevano indifferenzia-
zione e comunione dei beni2. Il feno- A San Giacomo in Paludo sono stati ri-
meno post-tridentino risulta dunque conosciuti 44 recipienti segnati attraverso
estremamente contestualizzato dal punto graffiture con strumenti a punta di almeno
di vista cronologico e sociale. tre diverse tipologie, tutti eccetto uno rea-
lizzati in punti visibili solo quando il ma-
Quando si sono riconosciuti gli stessi nufatto non era in uso. Più della metà dei
graffiti a cotto in contesti più antichi, per recipienti proveniva da contesti compati-
lo più riferibili al XV secolo3, sono stati ri- bili con la cronologia della loro produ-
tenuti attestazioni precoci del medesimo zione. Si tratta quindi di materiali non

* Università Ca’ Foscari - Venezia Matteo a Pisa (GIORGIO 2012).
1 GELICHI, LIBRENTI 1998, GELICHI, LIBRENTI 2001, 4 LIBRENTI 1998, GELICHI, LIBRENTI 2001, San Mat-
GUARNIERI 2006. teo a Pisa (GIORGIO 2012), Sant’Antonio in Polesine
2 GELICHI 1998, GELICHI 2001, LIBRENTI 1998. a Ferrara (NEPOTI 2006) San Giacomo in Paludo
3 Santa Marta a Siena (FRANCOVICH 1982), San- (SMITH 2004).
t’Antonio in Polesine (NEPOTI, GUARNIERI 2006), San 5 FERRI 2010, MOINE 2013.

43

residuali, in uso tra la seconda metà del XIII segni sembrano quindi realizzati da mani
secolo e la prima metà del successivo. diverse anche quando è palese l’intenzione
La maggior parte dei recipienti in que- di rappresentare il medesimo soggetto (Tav.
stione era destinata alla tavola e più nello 1.1-2 e 3-4). L’eterogeneità degli strumenti
specifico ad un uso individuale. Si contano utilizzati suggerisce il ricorso ad utensili di
anche due contenitori da fuoco in ceramica fortuna, mentre la varietà dei risultati indica
grezza che riportano entrambi un segno una molteplicità di esecutori, dotati di com-
graffito sulla superficie esterna. Questi ul- petenze artistiche, tecniche e scrittorie di-
timi costituiscono una eccezione nel nostro verse tra loro6. I graffiti sono spesso
repertorio sia per la funzione dei manufatti, realizzati nelle porzioni in cui non era stato
la cottura dei cibi, sia per la tipologia di steso il rivestimento: nel cercine o nella pa-
graffito, un’intera parola. rete esterna in prossimità del piede: questo
Oltre il 60% dei segni catalogati è rap- conforta l’ipotesi che siano stati realizzati in
presentato da simboli complessi, cioè raf- un contesto diverso da quello produttivo.
figurazioni astratte non immediatamente L’analisi preliminare sui materiali di San
riconducibili né alla sfera alfabetica, né al Giacomo permette di tracciare un primo
motivo della croce (Tav. 1.1-2). Numeri- profilo della tipologia di segno con cui ci
camente sono seguiti dai segni alfabetici stiamo confrontando, ovvero graffiti di na-
(Tav. 1.3-6), dei quali circa la metà com- tura alfabetica o meno, realizzati in modo
posta da monogrammi, seguiti da lettere non sistematico dagli utenti, al di fuori del
singole e, in un solo caso, da parole. contesto produttivo dei manufatti. (M.F.)
Sono attestate anche un buon numero di
croci (Tav. 1.7-9). SAN LORENZO DI AMMIANA
L’osservazione autoptica ha permesso di Anche in altri settori della laguna sono
formulare alcune considerazioni che sem- stati riconosciuti dei recipienti graffiti, tut-
brano potersi estendere anche alla maggior tavia il contesto basso medievale più si-
parte degli esemplari noti solo in letteratura. mile a quello di San Giacomo in Paludo
Tutti i segni denunciano una certa fatica è il sito di San Lorenzo di Ammiana, an-
nell’esecuzione, probabilmente determinata ch’esso un monastero femminile nella la-
dalla durezza del materiale ceramico e al- guna nord di Venezia7. Qui sono stati
l’inadeguatezza dello strumento. I segni rinvenuti due scarichi di rifiuti databili tra
sono stati realizzati con utensili diversi, il XII ed il XV secolo8. Il primo era frutto
come lame o punteruoli, lame piatte, stru- di un accumulo progressivo di rifiuti del-
menti con profilo arrotondato. Anche l’abi- l’istituto cenobitico. Il secondo contesto,
lità nell’esecuzione mostra gradi differenti a rinvenuto all’interno di un sistema idrico
seconda degli esemplari. Infine, nonostante strutturato, era compatibile con l’ultimo
alcuni simboli si ripetano, risultano comun- periodo di permanenza delle monache
que dotati di “cifre stilistiche” differenti. I sull’isola, abbandonata nel 14389.

6 B ALESTRACCI 2004; F UMAGALLI B EONIO CANAL 1995, CANAL 1998.
B ROCCHIERI 1986; per il caso veneziano O RTALLI 9 RIAVEZ, SACCARDO 2006. E’ stato possibile vi-
1996. sionare i pezzi nell’inverno 2008/2009 grazie alla di-
7 GELICHI, MOINE 2012. sponibilità della dottoressa Saccardo, presso la
8 FERSUOCH, CANAL, SPECTOR, ZAMBON 1989, Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro.

44

Tav. 1 - 1-9 da San Giacomo in Paludo (Venezia); 10 da San Lorenzo di Ammiana (Venezia); 11 da Santa
Perpetua (Faenza - Ravenna).

In totale sono stati conteggiati 32 alcuni dei quali siglati a cotto, specchio
esemplari graffiti. A differenza di San Gia- delle maggiori disponibilità economiche
como, a San Lorenzo un buon numero di del cenobio rispetto a San Giacomo.
segni era realizzato anche attraverso ele- Anche in questo caso, la prassi di graffire
menti circolari probabilmente eseguiti può essere datata tra la metà del XIII se-
con un trapano di fortuna. Quasi la metà colo a tutto il XIV. (M.F.)
dei simboli rientravano nella sfera alfabe-
tica (Tav. 1.10), con una maggiore atte-
EMILIA ROMAGNA
stazione di singole lettere e di
monogrammi. Inoltre, il panorama dei Al di fuori dell’area lagunare sono stati
consumi di San Lorenzo rivela un mag- individuati dei segni graffiti nel mona-
gior numero di recipienti di importazione, stero femminile benedettino ferrarese di

45

Sant’Antonio in Polesine10. Anche in que- stato quindi considerato la dotazione di
sto caso la maggior parte dei graffiti era una comunità maschile, enfatizzando l’ec-
stata realizzata sotto il piede di ciotole in- cezionalità dei segni graffiti a cotto, soli-
dividuali da mensa. Solo un esemplare tamente collegati a gruppi religiosi
era riconducibile ad una forma chiusa in femminili.
maiolica arcaica emiliano romagnola che Nuove ricerche su Santa Perpetua
riportava un graffito complesso, interpre- hanno fornito però un quadro molto più
tato come indicazione di capacità11. La complesso: i canonici regolari erano com-
maggior parte dei segni è riconducibile a posti da due rami, quello maschile e
simboli complessi, seguiti da tacche in- quello femminile, residenti in un’unica
cise nel punto di appoggio del piede o struttura15. Si trattava cioè di una comu-
da fori a trapano ad esse assimilabili. Solo nità doppia di grande prestigio16.
in un caso ritroviamo dei segni di natura Recentemente, grazie alla disponibilità
alfabetica: il digramma CA. del personale del MIC, i dati relativi ai
Il fenomeno interessò anche le comu- segni graffiti a cotto desunti dalle pubbli-
nità femminili coeve appartenenti agli or- cazioni17 sono stati integrati con un esame
dini mendicanti: ne sono un esempio le autoptico. I materiali hanno subito re-
clarisse di Santa Chiara da Forlì. Nei loro stauri integrativi, ma al momento del ri-
depositi di rifiuti, databili al terzo quarto trovamento dovevano presentare una
del XIV secolo, numerose ciotole indivi- elevata frammentarietà non dissimile da
duali da mensa erano caratterizzate da al- quella degli altri contesti. In tutto si sono
cune tacche incise nel punto di appoggio contati 29 esemplari graffiti a cotto, 26 dei
del piede12. quali erano boccali in maiolica arcaica
A Faenza, nel corso degli anni ’60, fu con segno graffito sul piede. I segni
intercettata una conduttura sotterranea erano dunque visibili quando i recipienti
realizzata in laterizi, in origine destinata erano in uso, ma probabilmente i boccali
allo smaltimento delle acque, intasata da trilobati non venivano riposti capovolti.
recipienti ceramici, databili al terzo Tre olle da fuoco in ceramica grezza ri-
quarto del ‘30013. La struttura era stata in- portavano un segno graffito al di sopra
terpretata come una pertinenza delle fab- dell’ansa, anche in questo caso in una po-
briche medievali del monastero di Santa sizione visibile durante l’uso. Nessuna
Perpetua ed i materiali in essa contenuti delle forme aperte era stata segnata. Dal
come i rifiuti della comunità di canonici punto di vista tecnologico, si registra una
regolari che lo occupava. Inoltre, dato maggiore propensione all’utilizzo del tra-
che i documenti del cenobio risultavano pano congiuntamente alle graffiture, forse
sottoscritti dal priore di Santa Perpetua, in relazione all’estrema cura con cui
un uomo, la comunità di canonici fu rite- erano stati realizzati alcuni graffiti (Tav.
nuta maschile14. Il gruppo ceramico è 1.11). I simboli alfabetici costituivano più

10 GUARNIERI 2006. 14 LIVERANI 1960, TONDUZZI 1675, p. 32, Flaminio
11 NEPOTI 2006, inoltre MAZZUCATO 1988. da Parma 1761, p. 90, RIGHI 1841.
12 G ELICHI , N OVARA 1994; G ELICHI , L IBRENTI 15 CATTANI 1990, SIMONETTI 1997, BALDINI 2000.
2001; comunicazione orale del prof. Sauro Ge- 16 Breve racconto 1722, MAGNANI 1741, Vita e
lichi. miracoli 1772.
13 LIVERANI 1960, GELICHI 1986. 17 LIVERANI 1960.

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della metà dei segni. In confronto agli lente, mette in luce significati e dinami-
altri contesti, i monogrammi risultavano che specifiche.
estremamente rari: se ne riconoscono Nei monasteri femminili, la prassi di
solo due, identificabili come crismon, di graffire a cotto i recipienti ceramici è atte-
chiaro significato religioso. (L.S.) stata a partire dalla seconda metà del XIII
secolo. La frequenza dei rinvenimenti e
AL DI FUORI DELL’AREA PADANA presumibilmente l’intensità del fenomeno
crebbe durante il XIV secolo. Risultano in-
Anche al di fuori dell’area padana, sia
teressati prevalentemente i recipienti indi-
in ambito italiano, che internazionale,
viduali da mensa che recano il segno in
sono documentati alcuni nuclei di reci-
punti scarsamente visibili durante l’uso.
pienti graffiti a cotto compatibili con una
L’unica eccezione numericamente consi-
cronologia anteriore al XV secolo.
stente è rappresentata dal caso faentino,
In ambito italiano l’unico contesto uni-
dove i segni sono su boccali. I segni rin-
tario è rappresentato dal monastero fem-
venuti su recipienti per la cottura dei cibi
minile di San Matteo a Pisa18. Qui, i segni
presentano caratteristiche proprie che esu-
graffiti a cotto si incontrano soltanto a
lano dal contesto in esame.
partire dal XIV secolo, in una comunità
Dall’analisi emerge una chiara dicoto-
dal tenore economico piuttosto elevato.
mia, la cui motivazione potrebbe coinci-
L’incisione dei segni aniconici sembra ini-
dere con la spiegazione del fenomeno
ziare nella prima metà del ‘300, mentre le
stesso: non tutte le ceramiche provenienti
lettere sembrano essere state introdotte a
dai contesti analizzati erano graffite a
partire dalla fine dello stesso secolo. In
cotto, né tali segni si riscontrano in tutti i
epoca moderna sono invece attestati i
gruppi ceramici provenienti da monasteri
nomi completi delle singole religiose, in
basso medievali.
armonia con il fenomeno post triden-
Nonostante i segni ricorrano su reci-
tino19.
pienti di uso individuale, i singoli manu-
Al di fuori dei confini nazionali biso-
fatti presentano delle variabili
gna segnalare i graffiti a cotto individuati
morfologiche significative, anche nel caso
sulle ceramiche databili tra la metà del
in cui riportino segni simili o addirittura
XIII ed il XIV secolo rinvenute ad Aix-en-
identici. Non si trattava dunque di distin-
Provence in un ricco monastero domeni-
guere esemplari identici all’interno di uno
cano femminile20. (L.S.)
stock. Le religiose medievali erano inoltre
più che benestanti e appartenevano a
DISCUSSIONE classi sufficientemente assimilabili da non
Molte comunità segnano, e il signifi- generare forti tensioni. Non si trattava di
cato basilare del segno è distinguere. Tut- appropriarsi e diversificare gli oggetti
tavia lo studio del fenomeno nelle come avveniva nei cenobi di epoca post
comunità religiose femminili, dove peral- tridentina.
tro la prassi del graffire sembra preva- Segni ricorrenti si ritrovano anche in

18 BALDASSARRI, GIORGIO, TROMBETTA 2012. GARDINI, PIZZOLO 1986.
19 GIORGIO 2012. Un solo recipiente con segno 20 RICHARTÉ 2009.
graffito è stato rinvenuto a Genova: CABONA,

47

contesti distanti; le lettere inoltre non altri possono richiamare il titolo del mo-
sembrano essere così varie da rispec- nastero: la pecten di San Giacomo, le ini-
chiare l’intero panorama di nomi delle ziali di San Lorenzo di Ammiana (alcuni
monache. Infine sia le raffigurazioni ani- esempi in Tav. 1).
coniche, sia quelle alfabetiche spesso La componente religiosa risulta dun-
evocano molto chiaramente dei sottoin- que determinante e la piena compren-
tesi di natura religiosa. Al di là delle croci sione del fenomeno risiede nella sua
(la cui interpretazione può essere ambi- contestualizzazione nel quadro sociale
gua), ricorrono con notevole frequenza i della prima metà del ‘300 in rapporto ai
monogrammi MA (simbolo mariano uni- mutamenti evidenziabili nei due secoli
versalmente riconosciuto), le lettere F, ad successivi21, quando la prassi di graffire a
esempio per fides, oppure B, per beatus. cotto sembra declinare per poi acquisire
Alcuni segni evocano il monte calvario; forme e significati differenti. (C.M.)

21 Rimandiamo per queste considerazioni a
FERRI, MOINE, SABBIONESI, cs.

48

BIBLIOGRAFIA

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