RIVISTA DEL DOTTORATO DI RICERCA IN ARCHITETTURA, ARTI E PIANIFICAZIONE DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO - DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA 39 IN FOLIO_39 | ISSN 1828-2482 Direttore Filippo Schilleci Comitato scientifico Filippo Schilleci Tiziana Campisi Simona Colajanni Maria Sofia Di Fede Emanuela Garofalo Francesco Maggio Marco Picone Comitato di redazione: Revisori Simona Colajanni, Maria Sofia Di Fede, Marco Picone Redattori (2021-2022) Dottorandi dei cicli XXXV, XXXVI, XXXVII Progetto grafico Marco Emanuel Francucci, Francesco Renda Per questo numero: Curatori Floriana Eterno, Gloria Lisi, Daniele Roccaro Impaginazione e redazione Bianca Andaloro, Floriana Eterno, Ferdinando Gangemi, Gloria Lisi, Mina Ramezani, Daniele Roccaro, Dalila Sicomo, Gabriele Vassallo, Laura Barrale, La Mantia Clelia, Patuzzo Claudia, Scozzari Martina, Sezer Elif, Siringo Salvatore Contatti
[email protected]Sede Dipartimento di Architettura (D’ARCH) Viale delle Scienze, Edificio 14, Edificio 8 90128 Palermo tel. +39 091 23864211
[email protected] [email protected](pec) In copertina I gabbiani di Pizzofalcone: Villa Ebe inselvatichita Augusto Fabio Cerqua La Rivista In folio è la rivista scientifica di Architettura, Design, Urbanistica, Storia e Tecnologia che dal 1994 viene pubblicata grazie all’impegno dei dottori e dei dottorandi di ricerca del Dipartimento di Architettura (D’ARCH) dell’Università di Palermo (UNIPA). La rivista, che si propone come spazio di dialogo e di incontro rivolto soprattutto ai giovani ricercatori, è stata inserita dall’ANVUR all’interno dell’elenco delle riviste scientifiche dell’Area 08 con il codice ISSN 1828-2482. Ogni numero della rivista è organizzato in cinque sezioni di cui la prima è dedicata al tema selezionato dalla redazione della rivista, mentre le altre sezioni sono dedicate all’attività di ricerca in senso più ampio. Tutti i contributi della sezione tematica sono sottoposti a un processo di double-blind peer review. Per questo numero il tema selezionato è: “Coesistere in prossimità” Le discipline che si occupano della pianificazione, progettazione e costruzione dello spazio sono costituite da codici che mettono in continua relazione esistente e progetto, artificialità e naturalità, essere umano e altre specie viventi, mondo fisico e digitale, generazioni distanti e generi diversi. Piani e progetti non solo interagiscono con complessità macroscopiche (come cambiamento climatico e ambientale, fame energetica e conseguenti crisi geopolitiche), ma si occupano della prossimità fra elementi che spesso sono molto differenti. Nel momento in cui l’essere umano e il suo operato, in un’ottica sempre più ecocentrica, coesistono nel mondo con manufatti e frammenti del passato, con le esigenze energetiche del presente e con altre specie in drastica diminuzione nel futuro, si evince la necessità di una rinnovata riflessione sui luoghi nati dalla coesistenza in prossimità (fisica o simbolica) tra fattori differenti e spesso in opposizione. In questo numero sono stati raccolti contributi originali sul tema, che indagano le forme di espressione – sul piano progettuale, teorico e storico – sorte tra elementi e viventi posti in prossimità. DOTTORATO IN ARCHITETTURA, ARTI E PIANIFICAZIONE (XXIX-XXXVII CICLO) Coordinatore del Dottorato: Marco Rosario Nobile Collegio dei docenti (XXXIV CICLO-XXXVI CICLO) Indirizzo in Storia dell’Arte e dell’Architettura Fabrizio Avella, Paola Barbera, Maria Sofia Di Fede, Francesco Di Paola, Emanuela Garofalo, Vincenza Garofalo, Laura Inzerillo, Francesco Maggio, Marco Rosario Nobile, Stefano Piazza, Renata Prescia, Fulvia Scaduto, Rosario Scaduto, Ettore Sessa, Domenica Sutera, Francesco Tomaselli, Gaspare Massimo Ventimiglia. Indirizzo in Progettazione Architettonica, Teoria e Tecnologia Tiziana Campisi, Simona Colajanni, Rossella Corrao, Giuseppe De Giovanni, Giuseppe Di Benedetto, Cinzia Ferrara, Maria Luisa Germanà, Santo Giunta, Manfredi Leone, Luciana Macaluso, Antonella Mamì, Antonino Margagliotta, Emanuele Palazzotto, Silvia Pennisi, Dario Russo, Michele Sbacchi, Andrea Sciascia, Francesco Sottile, Cesare Sposito, Zeila Tesoriere, Gianfranco Tuzzolino, Calogero Vinci, Serena Viola, Rosa Maria Vitrano. Indirizzo in Pianificazione Urbana, Territoriale e Paesaggistica Giuseppe Abbate, Angela Alessandra Badami, Giulia Bonafede, Maurizio Carta, Teresa Cilona, Barbara Lino, Francesco Lo Piccolo, Grazia Napoli, Marco Picone, Daniele Ronsivalle, Valeria Scavone, Flavia Schiavo, Filippo Schilleci, Vincenzo Todaro, Ferdinando Trapani, Ignazio Marcello Vinci. Docenti stranieri Pablo Martì, Andrés Martinez Medina, Enrique Nieto, Manuel Alejandro Rodenas Lopez, Adrian Iancu, Ionut Julean, Virgil Pop, Cristina Purcar, Vlad Rusu, Dana Vais, Alex Deffner, Konstantinos Lalenis, Pantelis Skayannis, Alfonso Senatore. Collegio dei docenti (XXXVII CICLO) Indirizzo in Progettazione Architettonica Antonio Biancucci, Giuseppe Di Benedetto, Santo Giunta, Manfredi Leone, Luciana Macaluso, Antonino Margagliotta, Giuseppe Marsala, Emanuele Palazzotto, Michele Sbacchi, Andrea Sciascia, Francesco SottileGianfranco Tuzzolino. Indirizzo in Rappresentazione, Restauro e Storia: studi sul patrimonio architettonico Fabrizio Avella, Paola Barbera, Zaira Barone, Maria Sofia Di Fede, Francesco Di Paola, Emanuela Garofalo, Vincenza Garofalo, Francesco Maggio, Marco Rosario Nobile, Stefano Piazza, Renata Prescia, Fulvia Scaduto, Rosario Scaduto, Ettore Sessa, Domenica Sutera, Gaspare Massimo Ventimiglia. Indirizzo in Studi Urbani e Pianificazione Giuseppe Abbate, Angela Alessandra Badami, Maurizio Carta, Teresa Cilona, Chiara Giubilaro, Barbara Lino, Francesco Lo Piccolo, Grazia Napoli, Marco Picone, Daniele Ronsivalle, Valeria Scavone, Flavia Schiavo, Filippo Schilleci, Vincenzo Todaro, Ferdinando Trapani, Ignazio Marcello Vinci. Indirizzo in Progettazione sostenibile dell’architettura e Design: Human centered Emanuele Angelico, Tiziana Campisi, Anna Catania, Simona Colajanni, Rossella Corrao, Giuseppe De Giovanni, Cinzia Ferrara, Tiziana Firrone, Maria Luisa Germanà, Antonella Mamì, Dario Russo, Cesare Sposito, Vita Maria Trapani, Calogero Vinci, Serena Viola, Rosa Maria Vitrano. Docenti stranieri Beatriz Blasco Esquivias, José Calvo Lopez, Javier Ybanes Fernandez , Vincenzina La Spina, Jorg Schroder, Jordi Bellmunt, Yolanda Gil Saura, Pablo Martì, Andrés Martinez Medina, Enrique Nieto, Manuel Alejandro Rodenas Lopez, Adrian Iancu, Ionut Julean, Virgil Pop, Cristina Purcar, Vlad Rusu, Dana Vais, Alex Deffner, Konstantinos Lalenis, Pantelis Skayannis, Alfonso Senatore. Indice 08 Editoriale 110 Archeologia a tutela dell’ambiente: il pianoro di Centocelle e il Pasquale Mei pratone di Torre Spaccata Lisa Carignani, Camilla Siliotti SEZIONE TEMATICA 124 Cultura e patrimonio immateriale nelle definizioni istituzionali della SNAI e nell’area dei Sicani 12 Universities as potential social anchors in the development of Alejandro Gana mutual learning in local communities. The importance of proximity between the actors involved in collaborative research STATO DELLE RICERCHE Mariana Auad Proença, Alessandro Balducci 136 Soluzioni basate sulla natura per le città portuali. 20 15 Minute City Concept. L’approccio “Building with nature” e i limiti di trasferibilità nel A Glance at Palermo Case Study contesto italiano Elif Sezer Dalila Sicomo 30 Rural platform devices. Ecologies of adaptation from the farm to the landscape in Sardinia TESI Roberto Sanna 152 Understanding the EU Urban Agenda from the margins of 40 Città de-confinate. Europe: the case of Porto Come vivremo insieme la città? Sempre e per sempre divisi Joao Francisco Santos Igreja Ilenia Iuri 48 Dal Plan Cerdà a Superilla Barcelona. RETI Le trasformazioni contemporanee del distretto dell’Eixample Francesca Ambrosio 170 Progetto Digital Twins: un sopralluogo analogico e digitale a Gratosoglio. 62 Prossimità e ri-territorializzazione. Lo sguardo di Palermo Il ruolo delle comunità locali nel ridisegno dei territori del Ferdinando Gangemi, Gloria Lisi post nucleare Riccardo Ronzani 178 Lezioni di Piano. Il racconto di un’esperienza con le scuole di Palermo 72 Spazi aperti di comunità in ambito climatico Mediterraneo. Salvatore Siringo Il caso di Hassan Fathy in Egitto Martina Scozzari LETTURE 82 Enhancing structures of coexistences. Urban fringes, leftovers and the climate fragilities 186 Il fungo alla fine del mondo: La possibilità di vivere nelle Kevin Santus rovine del capitalismo Clizia Moradei 92 Il cammino come spazio di coesistenza tra l’uomo e le altre specie. Riflessioni a partire da una prossimità nociva 187 L’architetto cartografo. Strati e figure terrestri nel progetto Alberta Piselli di architettura Thomas Pepino 102 La poltrona di Proust. Evoluzione ed epistemologia di una relazione di prossimità tra 188 Un giardino semplice. Storie di felici accoglienze e design e artigianato armoniose convivenze Elia Maniscalco Linda Grisoli INFOLIO 39 | 5 The Good Matrix (Elia Maniscalco) EDITORIALE Immagine di apertura: Barcellona, Mercato Els Encants, b720 Fermín Vázquez Arquitectos (foto di Gloria Lisi, novembre 2017). NUOVI SPAZI PROSSEMICI Editoriale Pasquale Mei Il Dipartimento per gli affari economici e sociali come lo spazio domestico si sia trasformato in una dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha nuova forma di coesistenza in cui lavorare, studiare recentemente pubblicato il rapporto sulla previsione e abitare hanno trovato una forzata ma rinnovata di crescita della popolazione mondiale e dichiara che prossimità. entro il 15 novembre di quest’anno raggiungeremo gli È facile comprendere, dalla descrizione dello stato 8 miliardi di abitanti sulla terra. Nel 2030 si dovrebbe dell’arte dei tempi che viviamo, la necessità di un raggiungere, secondo le stime, la soglia di 8,5 miliardi cambiamento rispetto al passato nelle modalità e di 9,7 miliardi nel 2050, fino ad arrivare agli oltre 10 e nelle forme di abitare i nostri spazi vitali, in cui miliardi nel 2080. Nel rapporto si evidenzia come più azioni di inclusione e condivisione possono essere della metà dell’incremento demografico previsto in considerate fondamentali nella costruzione di possibili questo secolo riguarderà principalmente otto paesi. scenari futuri per tornare a coesistere in prossimità. Essi sono: la Repubblica Democratica del Congo, Un futuro che avrà bisogno di un cambio di paradigma l’Egitto, l’Etiopia, l’India, la Nigeria, il Pakistan, le per poter garantire all’intera popolazione mondiale, Filippine e la Tanzania. Il report si conclude con sempre più numerosa e sempre più concentrata un’osservazione sull’esponenziale crescita avvenuta nelle aree urbane, un’esistenza sostenibile. nei soli due ultimi secoli: la popolazione è aumentata In questa prospettiva, i giovani ricercatori autori dei in maniera infinitamente più rapida di quanto non testi contenuti nel numero 39 della rivista In Folio con avesse fatto nei secoli precedenti. le loro competenze, espressione di diversi settori Questo importante cambiamento nell’andamento scientifici, e con le loro sensibilità contribuiranno alla demografico mondiale comporta dirette ripercussioni costruzione di nuove forme di relazione per una sulla sfera sociale, politica ed economica, con una coesistenza di rinnovata prossimità. significativa modificazione dei valori e dei codici estetici e culturali [Augé, 2012]. Parallelamente, la limitatezza delle risorse del nostro pianeta, in questo periodo resa più evidente che mai dalla crisi dell’approvvigionamento energetico, associato alle questioni legate al climate change, sta emergendo Pasquale Mei, PhD, Ricercatore RTDb in una nuova coscienza civica, espressa con forza Dipartimento di Architettura dalle generazioni più giovani, rappresentate da Università degli Studi di Palermo Greta Thunberg.
[email protected]L’ancora attuale condizione pandemica da Covid-19 ha messo inoltre in forte discussione in questi ultimi Bibliografia anni lo spazio prossemico, inteso come spazio vitale dei rapporti interpersonali. La “semiologia dello Augé M. (2012). Futuro, Bollati Boringhieri, Torino. spazio” teorizzata nel 1963 da Edward Hall associa Hall E.T. (1968). La dimensione nascosta, Bompiani, valori di relazione alle diverse distanze prossemiche: Milano (1ª ed.: The hidden dimension, Dobleday, intimo (0-50 cm); personale (50-150 cm); sociale New York, 1966). (150-300 cm); e pubblico (oltre 300 cm). Queste distanze sono state alterate ed integrate da nuove Sitografia forme di relazione virtuali grazie alla disponibilità di strumenti informatici capaci oramai di arrivare a https://unric.org/it/la-popolazione-mondiale- costruire realtà parallele. In particolare negli anni raggiungera-gli-8-miliardi-il-15-novembre-2022/ segnati dalla pandemia tutti abbiamo sperimentato (ultima consultazione 25/07/2022). INFOLIO 39 | 9 Il Condominio Verde sul Ponte di San Giacomo dei Capri (Alvar Aaltissimo) 1. SEZIONE TEMATICA Opening image: Image developed by the author, detail (personal archive, 2021). Universities as potential social anchors in the development of mutual learning in local communities. The importance of proximity between the actors involved in collaborative research Sezione I – Il tema Mariana Auad Proença, Alessandro Balducci Over the years, universities are progressively building and playing an important role, through new research strategies linked towards social responsibility within communities. Therefore, the role of universities is becoming more socially active through promoting co-production of knowledge and new innovative educational practices combining the engagement of students and communities to build a better society. In this sense, this role can provide a new form of proximity among actors involved by creating networks with local organizations, residents and institutions. Keywords: Social Responsibility, Universities, Communities, Collaborative research, Mutual learning The sustainable development and social education to business, industry, health, community responsibility role of universities and entrepreneurs. Since then, universities around the world are promoting new ways of thinking about The concept of sustainable development was sustainable actions. launched and recognized worldwide in the second New strategies are being conceived considering the version of the United Nations Conference on integration of sustainability in research, teaching Environment and Development (UNCED), held in and facilities that include planning configurations June 1992 in the city of Rio de Janeiro (Agenda 21). of the entire campus, encompassing buildings and This concept embraces the relationship between their environmental impact. At the same time, these environment and development, which seeks balance strategies are oriented towards a set of objectives the social, economic and environmental limitations and principles related to people and the city, clean that the world faces. energy, the environment, mobility, climate change, Later on, in September 2015 in the city of New York food and health, among others. the 2030 Agenda for Sustainable Development was In this sense, it is common to frame the role adopted by all United Nations Member States, which of universities as living laboratories for other «provides a shared blueprint for peace and prosperity universities, communities and cities. for people and the planet, now and into the future. This terminology can be defined and exemplified At its heart are the 17 Sustainable Development «As model that become a part of transformative Goals (SDGs), which are an urgent call for action institutional change that draws on both top-down by all countries – developed and developing – in and bottom-up strategies in pursuit of sustainable a global partnership» [United Nations Sustainable development» [Purcell et al., 2019, 1344-1357] or Development Summit, 2015]. «as a situation or circumstance where real-world Actually, universities are considered as facilitators in sustainability challenges are formally addressed adopting the SDGs (Sustainable Development Goals) in stakeholder partnerships» [Purcell et al., 2019, at a sustainable strategic level, connecting higher 1345-1357]; [König et al., 2013]. INFOLIO 39 | 13 Moreover, living labs constitute «a form of they are acting. From a practical perspective, the experimental governance, whereby stakeholders sense of the USR is to contribute to the quality of develop and test new technologies and ways of life, by promoting knowledge of social utility. It is living to address the challenges of climate change worth mentioning that the USR requires «a two- and urban sustainability» [Evans et al., 2015, 1-6]. way perspective between universities and society, In addition, the main idea of these living labs is to which involves directly multiplying the critical uses of create the opportunity to bring together professors, knowledge in society and the economy» [Shek et al., researchers, students, university staff and facilities, 2017, 22-281]; [Herrera, 2009, 40]. stakeholders and the community, in rethinking new Therefore, USR is not only focused on its impacts strategies and co-producing knowledge to address on teaching, research and service missions, but also sustainability and services in the settings of the real on its practices and policies encompassing the fields world. It is important to emphasize that of social, economic, cultural and environmental dimensions. Such an approach can meet the needs in order for universities to realize their potential to address of society and be adapted to the local context sustainability challenges they need new frameworks that through the promotion of social and sustainable synthesize their core business or research, teaching and social responsibility. Living labs provide new ways of working development. that can systematically frame co-production opportunities to achieve just that [Evans et al., 2015, 6]. Collaborative research within local communities Importantly, the living laboratory approach provides The complex of contemporary cities and their urban an environment for students and the local community dynamics and challenges are demanding from to develop mutual learning and co-production of Higher Education Institutions (HEIs) a new approach knowledge. For example, students or the university in the process of teaching and learning in order to learn more critically, personally and sensitively to plan cities for social inclusion. the needs of these communities and otherwise the Urban regeneration approach2 and the local community may better understand that scientific development of marginal and peripheral areas in the knowledge can be provided through small physical last decades have become more inclusive, due to the urban and social changes and ways cultural presence of different actors, consisting of «citizens representations. and local organizations, considered able to interpret Therefore, the scenario of higher education and bring out local resources and competencies, importance along with the approach of how essential to develop successful interventions, academic services can take into account the needs especially in an era of scarce availability of funds» of people and society has been growing in recent [Cognetti et al., 2019, 201-205]. years and being addressed in the literature. In this Actually, the concept of participation has become a sense, University Social Responsibility (USR) as an relevant aspect, once local communities are playing approach that provides a better connection between an important role as active agents that are able to the university and the needs of society can play an transform their own environment, social and cultural important role. needs in order to achieve urban regeneration. Moreover, it is possible to say that in the past decade, Concerning the achievement of urban regeneration the awereness of social responsability of universities in fragile communities, there is an urgent call for had an impacted increasing in the level of study and social responsibility and civic engagement from research linked with present issues of local, national universities, through the development of tools and global concern. Basically it is related to the third able to support and transform «local citizens and stream1 or third mission, which aims at working with organizations in truly empowered actors, able to employers and community groups as part of teaching promote and control changes, but also to claim for and research of universities. effective institutional support» [Cognetti et al., 2019, Although the concept of USR is spreading faster 201-205]. The idea of supporting and transforming around the world, its design basis is still under citizens and local organizations into active agents of development. change and participation is a way of providing and Currently, USR can be considered as an engine creating the necessary proximity for the construction of educational policies that relate the fundamental of collaborative research and more importantly in the objectives of universities with the environment development of communication networks between 14 | Giugno 2022 the actors involved. Moreover, it is important area close to the central part of the city of Milan, which to highlight the social aspect of universities as can be characterized as an urban marginal context. leaders who seek to face the issues of society, Despite its diverse living demands and urban issues, is a motivational approach in the pedagogical it shows up as a wealthy and active environment that and educational process, because it can provide «civil society takes action, promoting interventions environments of interdisciplinarity for students to and projects, in term of social innovation, practices develop critical thinking about urban and society and bottom up responses to its needs, desires and issues. expectations» [Cognetti et al., 2019, 6-18]. On the other hand, it opens a way to make more The first activity developed was a workshop to sense of research and learning, combining it with recognize local conditions and physical analysis in a civic approach and real local actors that can order to understand, which intervention and actions help to improve and learn new skills. Therefore, could provide social and urban transformation for research can be practiced in a real context, also the local community. The work developed by the from the approach of universities and communities workshop was continued in a second phase by a serving as a urban living lab and with that reaching group of students, young researchers and teachers, more concrete results that can help to understand in order to understand how the knowledge and that universities have a great role that can have expertise from academia could interact with the an impact on the search of better and sustainable inhabitants and community partners. environments for society. Moreover, the engagement experience offered to the students allowed them to improve their critical The Mapping San Siro (MSS) project as an example thinking and social competences to understand the of collaborative research complexity of urban and social issues. In 2014 another step to continue the activities of the The Mapping San Siro (MSS) project3 is an example MSS project was taken by the provision and the use of how universities and communities are working of a physical space in the neighborhood provided by together in the development of new forms of the Regional Agency for Public Housing of Lombardy learning, new skills, co-production of knowledge in (ALER). The space was called Trentametriquadri order to find alternatives for urban regeneration and and it was located in Abbiati4. Therefore, this improvement of quality of life. location could motivate a change in the research Beyond that, MSS is considered as an urban living methodology leading to the development of an lab experiment based on co-research, co-design innovative pedagogical environment. and local co-production of knowledge and aims «at The Trentametriquadri became a living lab of experimenting a pedagogical environment based on interaction and exchange between the university grounded, interactive, action-oriented and hybrid and community, where «local partners and residents learning, reflecting how new approaches can enrich have access to information, data, facts and products the experience of educational practices for the about the dynamics occurring in the neighborhood» inclusive city» [Cognetti et al., 2019, 37-54]. [Cognetti et al., 2019, 8-18]. Moreover, the new The neighborhood of San Siro is located in a west method was based on four dimensions: stay in the neighborhood; act for change; do research; and build network. In order to build a trustful environment with the neighborhood the first approach was to develop a relationship with the local organizations, with the local inhabitants and to build networks. Later, in 2019 as an initiative of the Polisocial Program this laboratory was transferred to the space named Off Campus (The Cantiere per le periferie) in via Gigante. This physical space was the first among other two: Off Campus Nolo and Off Campus Corvetto located in other peripheral areas of the Fig. 1. Layout Off Campus space, image redesigned by the author, city of Milan. The [Fig. 1] illustrates the Off Campus detail (personal archive of the author, 2021). space layout4. Furthermore, this physical space INFOLIO 39 | 15 considered as a living laboratory could provide an of a complex phenomenon, in this case with issues innovative pedagogical environment in terms of related to a marginal context and housing policies. collaborative research and mutual learning, enriched Beyond that, this approach can provide to the by an interdisciplinary approach between students students the possibility of «critically reinterpreting and teachers and, most importantly, providing a what is emerging from communities`knowledge place to build connections and proximity with the obtainable by community partners and inhabitants» neighborhood. [Cognetti et al., 2019, 11-18]. Most of the projects developed were focused on The co-designed activity and participatory practices small interventions like on public and abandonment combined with student’s technical skills and spaces, concerning its urban regeneration with the the influence of local groups and organizations participation of local organizations and inhabitants. could result in concrete interventions and in the As an example, one can mention the Via Gigante: development of future scenarios for re-activating the street front and courtyard redesign, at Off Campus neighborhood. space. The idea of this project was to redesign Moreover, the MSS project experience is a empty spaces in the neighborhood as a possibility to transformative method from the traditional research provide spaces for new uses, new activities and to and teaching practice toward forms of inquiry and recognize transformations of the public spaces. The experiential learning based on: the proximity of [Fig. 2] illustrates the project’s conception5. territories, practices of listening, dialogue and The idea of the importance of a physical spacewithin knowledge co-production with local community, and the neighborhood is that it emphasizes the different a multidisciplinary approach» [Cognetti et al., 2019]. roles and meanings of the work developed through The [Fig. 3] and [Fig. 4] illustrates the structure the creation of a living laboratory. In this sense, developed in order to explore the approaches, this living lab with a situated approach promotes reflections, the co-production of knowledge and proximity to the inhabitants and their different views, tools for this living lab experience and the outcomes while providing a deep understanding and learning related to this work6. Fig. 2. Project`s conception, image redesigned by the author, detail (personal archive of the author, 2021). 16 | Giugno 2022 Figg. 3-4. Structure developed for the MSS project, image redesigned by the author, detail (personal archive of the author, 2021). INFOLIO 39 | 17 Therefore, it is possible to say that this social Notes responsibility approach of univerities still faces challenges to be implemented, how to be 1. Third Stream is an international concept used by implemented, how to be measured and how it can universities around the world. «Traces an emerging impact the educational process. Moreover, how to role of universities in innovation processes. Such be more recognized and receive financial support processes require a more collaborative approach with to provide projects and research development in other sectors and the gradual extension of this from diverse areas of the university field. working with the private sector to the consideration In this regard, there are still challenges in developing of collective actors working on civil society issues» the mutual learning, the proximity between [Mllican et al., 2014, 36-249].- uiniversities and communities, the first aspect is to 2. The urban regeneration approach can be build a relationship of trust and by given them the recognized as a way to understand and solve the opportunity to become active agents in order to issues of urban areas and to provide better resources understand their needs. that can improve the economic, physical, social and It is a long process of listening, reflecting and environmental aspects of deprived areas. understanding that the role of the university is applied 3. The MSS project started in 2013 under the in order to build relationships and networks with local coordination of Francesca Cognetti from the organizations and residents. Department of Architecture and Urban Studies It is not an easy path, as these communities are (DAStU) of Polytechnic of Milan and with the suffering from several issues, more specifically the participation of Liliana Padovani from IUAV issue of belonging and that things can change. The University of Venice and is supported by DAStU and challenge is to develop a common language for them the Polisocial Program an initiative from Polytechnic to understand the social role of the university in terms of Milan. of urban changes and quality of life. 4. Content extracted from Off-Campus flyer. Although the challenges to be faced, the environment 5. Content extracted from material collected at Off- provided by the approach of living labs is one of the Campus space. strategies of proximity to people who need a voice 6. Content extracted from material collected at Off- and need change, so the role of universities as Campus space. social anchors in these local communities and the possibility of having a physical space can contribute References and provide innovative teaching methods to achieve real results and put into practice the theoretical Barosio M., Eynard E., Marietta C., Marra G., aspect of teaching, research and learning. Melis G., Tabasso M. (2016). “From urban renewal to urban regeneration: Classification criteria for urban interventions. Turin 1995-2015: evolution of planning tools and approaches”, Journal of Urban Regeneration and Renewal, vol. 9, 4, 367-380. Cognetti F., Maranghi E. (2019). “Adapting the Urban Living Lab approach to marginal contexts and urban regeneration: the case of Mapping San Siro”, in European Network of Living Labs (Thessaloniki, Greece, 3 September – 5 September 2019), pp. 200- 205. Cognetti F., Castelnuovo I. (2019). “Mapping San Mariana Auad Proença, Ph.D Student Siro Lab: Experimenting grounded, interactive and Department of Architecture and Urban Studies mutual learning for inclusive cities”, Transactions of Politecnico di Milano the Association of European Schools of Planning, 3,
[email protected]1, 37-54. Evans J., Jones R., Karvonen A., Millard L., Wendler Alessandro Balducci, Professor and PhD in Planning J. (2015). “Living labs and co-production: university Department of Architecture and Urban Studies campuses as platforms for sustainability science”, Politecnico di Milano Current Opinion in Environmental Sustainability,
[email protected]Elsevier B.V., pp. 1-6. 18 | Giugno 2022 Herrera A. (2009). “Social responsibility of universities”, in Global University Network for Innovation, Higher education at a time of transformation: new dynamics for social responsibility, Palgrave Macmillan, pp. 1-209. König A., Evans J. (2013). “Introduction: experimenting for sustainable development? Living laboratories, social learning and the role of the university”, in Regenerative Sustainable Development of Universities and Cities. The Role of Living Laboratories, Edward Elgar Pub, Cheltenham, Regno Unito, pp. 1-26. Millican J., Bourner J. (2014). Learning to Make a Difference Student–community engagement and the higher education curriculum, The National Voice for Lifelong Learning, National Institute of Adult Continuing Education. Purcell M. W., Henriksen H., Spengler D. J. (2019). “Universities as the engine of transformational sustainability toward delivering the sustainable development goals “Living labs” for sustainability. Sustainability”, International Journal of Sustainability in Higher Education, vol. 20, 8, pp. 1343-1357. Shek L. T. D., Hollister M. R. (2017). University Social Responsibility and Quality of Life A Global Survey of Concepts and Experiences. Quality of Life in Asia, Springer Nature, Singapore, vol. 8. Web references https://www.researchgate.net/publication/310445787 (last accessed 2021). http://www.polisocial.polimi.it/it/home/ (last accessed 2021). http://www.mappingsansiro.polimi.it/off-campus-san- siro/ (last accessed 2021). https://sdgs.un.org/goals (last accessed 2021). INFOLIO 39 | 19 Opening image: Paris en Commun’s “15-minute city” concept sketch. Clockwise from the top the headings read: Education, Work, Knowledge Exchange, Shopping, Recreation, Community Engagement, Health, Public Transport, Exercise, and Nutrition (Paris en Commun, 2020). 15 Minute City Concept. A Glance at the Palermo Case Study Sezione I – Il tema Elif Sezer Giving people opportunities for green technology and offering them new transportation modes are not sufficient methods for the transition to a sustainable mobility model. With the increasing importance of time, minimizing the daily travel time of people seems to be one of the crucial steps to be taken. 15 Minute City is one of the latest popular concepts assuring to reduce daily travel time and improve quality of life while enhancing environmental conditions. This paper will have a look at the concept regarding the case study of Palermo, one of the cities with the most intense traffic problems in Europe. Keywords: 15 Minute City, proximity, Chrono-urbanism, Palermo, Sustainable Mobility Introduction of Palermo in terms of those dimensions and the actuality of mobility in Palermo. As Jane Jacobs mentioned the challenge in 1961 In the first part, urban mobility is examined in the that we still debate today, «How to accommodate city case study city Palermo with the analysis made by transportation without destroying the related intricate using online sources Moovit and TomTom Traffic and concentrated land use? – this is the question. Or, Index and ArcGIS. going at it the other way, how to accommodate intricate Then, the discussion continues with a brief analysis and concentrated city land-use without destroying the on the effects of Covid-19 on mobility and the related transportation?» [Jacobs, 1961, 356]. Mobility different steps taken during the quarantine period is the complexity of transportation processes derived in the world. Especially, the local governments have from the spatial characteristics of human needs and become fundamental actors to manage pandemic activities [Csiszár et L., 2019]. Apart from creating conditions and respond to peoples’ needs. However, a balance between land use and transportation the response of local governments is not balanced system, today the challenge is more complex with among territories at international levels. This is due the urgent need for action for climate problems, rapid to the characteristics of the governance system urbanization and urban sprawl, increasing population, of different countries, territorial features, level of increasing inequality and so on. urbanizations and investments levels for enabling This article first briefly discusses the problems local resilience [Co-PLAN, Institute for Habitat with urban transportation and mobility in today’s Development, 2020]. conditions. The main core of the article focuses on The last part is dedicated to the 15 Minute City the 15 Minute City Concept gained popularity in the Concept derived from New Urbanism and chrono- last years even if the core discussion of the conceot urbanism approaches. can be placed historically in modernist critiques. The The paper ends with the new risen questions to idea of the research is to understand the dimensions open a debate on practicality of the concept and how of the concept and discussing the historical center Palermo could benefit from it. INFOLIO 39 | 21 Urban Mobility and Sustainability Actions To eliminate those inequalities, in some major cities, steps are taken by promoting public transport and Cars have been promoted in peoples’ lives in a way decrease private-vehicle dependency [Allan, 2019]. that living and moving seemed beyond the realm There are many sectors to intervene to transform of possibility without them. The dynamics of urban cities into more sustainable mechanisms and planning have been changed by the car-centered transportation is one of the most important of those conception and it opened the door for linear and sectors as the main GHG emission reason1. Besides, perpendicular city grids and the destructive results with the population increase, from 1990 to 2016, the of urban sprawl [Brown et al., 2009]. The car- GHG emission related to transportation increased by dependent urban development policies caused 77% [OECD, 2020]. deep-rooted inequalities on an economic and social Consequently, there are many international and basis apart from the damage given to nature, such as national steps taken by countries. One of them is traffic congestion, long daily travels for basic needs C40, the network of mayors of nearly 100 world- which means economic and time loss, increased leading cities collaborating to deliver the urgent GHG emission and so forth. Currently, cities are action needed right now to confront the climate crisis responsible for 70% of global greenhouse gas since 2005. Even if the case city of Palermo is not emissions and this share will increase with the pace a member of this network, their actions during the of urbanization [OECD, 2020]. recovery process of the global pandemic regarding Fig. 1. The proportion of people satisfied with public transport services and the quality of air in their city, 2015 (Eurostat online data code: urb_percep). 22 | Giugno 2022 mobility make them a topic of this research for a the city [Vinci et al., 2016]. As a consequence of deeper understanding of the latest trends of actions dense amenities and functions, the core city is the in the world. Their main topic is to fight against climate destination of thousands of commuters every day. change, improve equity, build resilience, and create The lack of an efficient public transport system causes the conditions for everyone, everywhere to thrive. congestion in this scenario for Palermo. According to Different groups are working on different aspects the TomTom Traffic Index [2021], Palermo has the of climate action, and one of them is transportation. highest congestion of traffic in Italy and it is followed C40’s transport teams work with cities and mayors by the capital city, Rome. Every year, approximately to implement and scale-up innovative and ambitious 82 hours are lost in traffic in Palermo (TomTom Traffic transport solutions. There are three main points of Index of Palermo). Even if there is a small decrease their transportation policies which are followed by (2 minutes) due to the pandemic and smart-working all the members; making transit, walking and cycling trend, there is still an average of 16-18 minutes the preferred option for more trips, implementing lost for a 30-minute journey during rush hour daily restrictions on high polluting vehicles in a significant [Palermo Traffic Report: Tomtom traffic index 2022]. part of a city, signaling the end of petrol and diesel- Hence, citizens are highly unsatisfied with the public powered cars and trucks by promoting the use of zero- transportation service and the air quality in Palermo emission alternatives [Transportation – C40 Cities, as revealed in the EUROSTAT [2016] which can be n.d.]. In the light of those principles, C40 promotes seen below in Figure 1. the concept of “15 Minute City” to its member cities In 2002, with the approval of the “Integrated Plan for in order to recover from the Covid-19 crisis and as a Mass Public Transport”, the local authorities started complementary policy for their climate actions. The the period of change in mobility in Palermo. The name of the concept could be varied as 20 Minute plan integrated four pre-existing projects which are City, ‘human-scale city’, complete neighborhood and promoted by different actors such as the province of so forth, but the main idea is still the same as much Palermo, the municipality and the national railway as each other [C40 Knowledge Community, 2021]. system (Rete Ferrovia Italiana). Even the projects included the redevelopment of Urban Mobility in Palermo railways with new stations, a new subway line serving the city center and so on, the only project had been Palermo is the capital of the region of Sicily which is completed in the expected time is the tram system located in southern Italy. Although the city has one which also has faced several problems with financing of the highest populations in Italy and is the most before its implementation started in 2007 [Vinci and important economic hub of the region, Palermo has Di Dio, 2014]. been facing underdeveloped transportation system In 2013, the first General Urban Traffic Plan (PGTU) problems and a chronic lack of investments in and the Sustainable Energy Action Plan (SEAP) were necessary infrastructures [Vinci et al., 2014]. In terms approved as a step toward more sustainable mobility of public transportation, Palermo does not provide in Palermo. The main strategic objectives of those many options to its people. There is the bus system plans were improving the traffic conditions, street operated by AMAT which covers a net area of 340 km safety, reduction of GHG emissions and energy and with 90 different routes, reaches every part of the saving. The PGTU also defined four action plans city [AMAT, Municipal company for public transport which are related to sustainable mobility. Those of Palermo, n.d.]. From the same company, there is actions are: also the tram system of Palermo with 4 lines which • improving the pedestrian mobility with defined was finalized in 2015. Lastly, there is the train system squares, pedestrian areas and traffic limitations; that connects Palermo with its suburban areas and • improving urban and suburban local public transport; also with other cities in Sicily which are operated by • re-organizing urban and suburban private transport Trenitalia. circulation; The city center of Palermo has been facing a decrease • rationalizing the parking areas with a fare system in the population over the last three decades by the [Vinci & Di Dio, 2016]. suburbanization process [Lotta et al., 2017]. Between Apart from all those actions taken in public 1981 and 2011, the core city lost 6% of its residents transportation and mobility in Palermo, there has because of suburbanization and urban sprawl which been also an attempt of reducing the private car are especially located around the coastal areas of access to the central areas of the city to lower the INFOLIO 39 | 23 level of congestion, noise and air pollution and to increase the walkability. Therefore, the plan suggested limited traffic zones (ZTL), Low Emission Zones and pedestrian areas within the historical center [Cavalcante Schussel, 2019]. Public Transport Analysis in Palermo To better understand how public transportation functions in Palermo, it was consulted to Moovit Fig. 2. The average amount of time people spends commuting with Public Transit Index2 and TomTom Traffic Index3. public transit, for example to and from work, on a weekday (made The first examination made with Moovit is based on by the author based on Moovit Traffic Index). five data which are commute time, waiting time, trip distance, number of transfers and walking distance of people in Palermo. To better understand the data, there will be a comparison between other Italian cities and is based on two different days of the last two years concerning the period of Covid-19 precautions and 2021 when life started to go back to normal quietly. The other part of the analysis is made on TomTom Traffic Index for having a more general glance at the situation of the public transport and traffic condition in Palermo. Here next side, the Fig. 3. The average amount of time people waits at a stop or station graphs are showing the efficiency of public transport for their light rail, train & bus line on a weekday (made by the author in Palermo based on commuting time, waiting time, based on Moovit Traffic Index). trip distance and walking distance [Fig. 2]. The average commuting time in public transit has decreased sharply after the pandemic in all examples cities including Palermo. Also, it should be kept in mind that the date October 25, 2019 is the last working day of the week, so the movements could be higher than the other days [Fig. 3]. There are no big differences in the waiting time interval at a stop/ station before and after the pandemic. Besides, it is seen that, in Palermo, the waiting time at a station is higher than in other cities [Fig. 4]. Fig. 4. The average distance people usually ride in a single trip, for When it’s compared with other Italian cities, the trip example, to or from work, with public transit including light rail, train distance that people usually ride in a single trip by & bus (made by the author based on Moovit Traffic Index). public transport is shorter in Palermo, which is also caused by the concentrated urban development of the city [Fig. 5]. Lastly, it is seen that on average, people need to walk more than in other cities to reach a public transit on daily basis and this could be a reason not to choose a means of public transport if it’s considered also the frequency of the services. According to TomTom Traffic Index comparing the last 3 years (2019-2020-2021), it is seen that during 2020 with the pandemic precautions, the traffic congestion decreased by 7% percent compared to 2019 and Fig. 5. The percentage of people who walk for over 1 km each day 2021. People have been forced to alter and adapt the to reach a specific destination, for example to or from work (made ways they approach work, socializing, shopping and by the author based on Moovit Traffic Index). 24 | Giugno 2022 transport, which affected the traffic conditions directly in cities. This effect can give an idea for shaping future mobility policies, especially for cities such as Palermo with a high congestion problem. Apart from the traffic analyses above, several spatial analyses were made on ArcGIS such as the dispersion of the amenities in Palermo city scale, basic urban form, public transport and their catchment area. These analyses are still in the process, therefore they are given just to have a general idea of the city currently [Figg. 6-7]. The figures show that the amenities including restaurants, bars, ATMs and so on are mostly located in the historic center while the outer residence areas have no sufficient services. The residents are dispersed in outer parts of the city which are not served efficiently in terms of public transport. Broadly, the centeric parts of the city are easily acessible where the services are agglomerated [Fig. 8]. Basic urban form is made to understand the genral land use in Palermo and its relation with the oublic Fig. 7. Population density and the rail/tram system (made by the transport system. The figure demonstrates that green author on ArcGIS). areas and outer part of the city, especially North West is not easily accessible. However, the new tram lines These analyses will continue with the more specific which are still in the process, are a step taken to catchment area with the population details and urban increase proximity in these areas [Figg. 9-10]. forms. Finally, as seen from the analyses above, the service area of tram and train lines are differentiated. Tram New Urban Development Concepts Regarding the lines seem like serving to the outer residential areas. Pandemic & 15 Minute City Cities that have no backup plan, sufficient incentives for sustainable transformation in many sectors, or that face the lack of efficient mobility opportunities to offer to people have suffered more in the delivery of public services during the pandemic. But several development concepts have reached wide attention and been interpreted in many different cities especially during the pandemic to offer more sustainable and human-centered solutions. Many of those concepts are focusing on decreasing the daily time travel of people to increase the life quality, decrease emissions caused by traffic and create more human-friendly neighborhoods. One of those concepts is 15 Minute City which is discussed in the rest of the article to start a new discussion and bring a new approach to the future mobility policies of Palermo. 15 Minute City could be defined as ideal geography where most human needs and amenities are located within a travel distance of 15 minutes. This Figure 6. Amenities, population density and ail and tram transport concept is also known as complete neighborhoods including the projected lines in Palermo (made by the author on ArcGIS). which describes the aim to create infrastructure in INFOLIO 39 | 25 through the use of cars [Moreno et al., 2021]. Moreno believes that residents would enjoy a higher quality of life where they effectively access living, working, commerce, healthcare, education and entertainment functions without spending long daily trips. To attain those functions, the urban built landscape must be restructured with 4 main components such as proximity, diversity, density and digitalization. Proximity is explained by temporal and spatial aspects which allow people to maximize their Fig. 8. Basic Urban Form (made by the author based on PRG access to public spaces, green spaces and other Palermo). infrastructures within 15 minutes. Diversity has two phases which are mixed-use neighborhoods to create such a way that all city residents can meet most of an economically vibrant urban fabric and the other is their needs within a short walk or bicycle from their the diversity in culture and people which allows an homes [Times of India, 2020]. The creator of the idea, attractive urban landscape for visitors and tourism. Carlos Moreno, a Colombian-French Scientist and Density is addressed differently in this concept from the advisor to the Mayor of Paris, wants to change the general aspect of urban planning. Density in this the perception of the cities which means accepting concept does not mean the high density of high- a certain level of dysfunction: long commutes, noisy rise buildings but the people per kilometer square. streets, underutilized spaces. Moreno was inspired The optimal number of people that a given area can by the humanist view of Jane Jacobs. He believes comfortably sustain in terms of urban service delivery that «(…) the city is alive (…) if we want to solve and resource consumption. It minimizes the necessity problems in cities the most important point to consider for cars, hence promoting the achievement of the is humans, people, at the center of activities (…)» social functions imagined by Moreno. [Reimer, 2020]. In other words, the concept rides on Lastly, digitalization is relevant to the modified 15-Min City concept, especially in guaranteeing the idea of chrono-urbanism which suggests that the the actualization of the other three-dimension. quality of urban life is inversely proportional to the Digitalization is related to the Smart City concept, amount of time invested in transportation, especially which the 15-Min City concept was inspired by, thanks to the factors such as inclusivity, resident participation and real-time delivery of services encouraged through varying platforms including digital as Moreno’s proposed concept [McKinsey & Company, 2018]. Considering the benefits of the human-scaled approach mentioned above, 15 Minute City offers to deliver many advantages in the recovery processes of cities after the Covid-19 crisis. First of all, it boosts the local economy by creating more footfall for local streets which means more local and diverse employment opportunities and more productive use of buildings and street space. Oklahoma City’s former mayor Mick Cornett [2013] talks about how the investments in better streetscapes and human- scaled streets helped to transform the economy in Oklahoma City and to tackle its obesity problem. Secondly, equity and inclusivity are other important benefits that come from the core idea of the concept which suggests prioritizing the most underserved areas to designing streets and active travel schemes for the most vulnerable users. Besides, collaboration Fig. 9. 800 mt buffer (walking distance) from train stops (made by with local people is a constituent of the concept and the author on ArcGIS). creates more public spaces in which to play, mix and 26 | Giugno 2022 creation of equity. That is one of the important topics of the concept which helps for social inclusion and community development. There are some established examples of the 15 Minute City concept from different major cities in the world. The first and most important example is Paris, also because its the born-place of the idea with the collaboration of Mayor Anne Hidalgo and her consultant Carlos Moreno. She announced a permanent pedestrianization of the Seine riverfront which is seen as a revolutionary step for Paris. The aim is to extend the concept to other parts of the city for making more car-free spaces. ‘Hyper- proximity’ and the 15-minute city were key pillars of Mayor Anne Hidalgo’s successful 2020 re-election campaign [C40, 2021]. The main approach is to cut air pollution and decrease the daily travel to increase the life quality of Parisians and to help the city achieve its plan to become carbon neutral by 2050. Mayor’s plans include installing bike lanes on every street and bridge, which helped to transform 70% of on- Fig. 10. 800 mt buffer (walking distance) from tram lines (made by street car parking space into other uses, encouraging the author on ArcGIS). people to use their local shops and creating more playgrounds that allow people to spend more time socialize. Thirdly, it is easy to associate the healthy in their neighborhood and fight against the city’s lifestyle and the 15 Minute City concept due to the lack of public green space, especially in low-income space for movement and opportunities it provides to neighborhoods [O’Sullivan, 2020]. people. It is not only the physical movement and well- Another example is Barcelona’s ‘superblock’ which being but also mental health benefits that come from modifies the road networks within 400 mt2 blocks socializing, collaborating and so on [C40 Knowledge to improve the public space for leisure activities for Community, 2021]. pedestrians and cyclists. The idea is the creation of a network of green hubs How to establish 15 Minute City Concept and Examples and squares where pedestrians have priority. It is implemented by including residents, associations and Many of the aspects of this concept have already been organizations [Postaria, 2021]. applied by many city authorities as climate actions In June 2020, also Madrid announced a pilot superblock and sustainable urban development policies such approach as a part of its transition to a “15 Min City” as increasing pedestrian paths, bike lanes, and high to support the recovery process from the pandemic accessibility. For those who want to transform an urban [Montojo, 2020] [Fig. 11]. area into a 15 Minute City, it all starts by setting a future vision. In this future vision, which of the problems should be solved or avoided are determined and the concept is tailored according to the local needs. The next step is data collection and seeking participatory input from people across the city to map out the presence and absence at the neighborhood level of the amenities, businesses, job types, public spaces and other elements that have been identified as core to the city’s 15-minute city vision. Thus, with the vision and plan for each neighborhood, an overall plan for the city would be generated. The critical point is to start from low-income and Fig. 11. Superblock Models of Barcelona (City of Barcelona Urban underserved neighborhoods for the improvement and Mobility Plan of Barcelona 2013-2016. Barcelona, Spain). INFOLIO 39 | 27 How Palermo May Benefit From 15 Minute City Concept rate of the implementation, the quality of the pedestrian experience is really important. When the traffic congestion and long daily trip of people Architect Steve Mouzon [2012]. refers to the quality in Palermo are considered, a concept as 15 Minute city of pedestrian experience with “Walk Appeal” which which aims to decrease the daily travel and increase the promises to be a major new tool for understanding and quality of life, could be beneficial for the future mobility building walkable places, and it explains several things policies of the city. Especially, by taking into account that were heretofore either contradictory or mysterious. the structural features of historic center of Palermo He mentioned that several measurable things can tell such as concentrated services, ease of accessibility us which standard of Walk Appeal the street provides and proximity, walkability, and narrow streets giving such as view changes, street enclosure, window of people the street enclosure sense, the concept may be view, shelter and goals in the middle distance. applied easily without altering many physical conditions. Consequently, considering the traffic problem There are several benefits mentioned above such as of Palermo and the time lost in daily travels, the socioeconomic equity, high accessibility, and increased mentioned concept has a high potential for Palermo city life quality coming with the concept, but there are also center, where steps are taken to transition to a more other advantages concerning the urban planning and sustainable transportation model and pedestrianization environment. For instance, the 15 minute City concept studies are carried out. deals with a neglected scale of planning that is larger It should be kept in mind that even if the 15 Minute City than neighborhood but smaller than metropolitan concept gained popularity with the pandemic last years, region. This shows planners where to locate facilities actually the roots of the principles directly refers to that serve multiple neighborhoods which able to meet several similar planning theories have been developed all of the people’s daily/weekly needs. Besides, the between ninethhenth and twentieth centuries as a historic centers as Palermo’s, which are built before the reaction to modernist urbanism theories. This reality devastating proliferation of cars, have the conveniently makes the roots of the concept open to debate. The built structure of a 15 Minute City which means threat here is the that of overshadowing the complex restoring the goal may be relatively easy, depending characteristics of citie’ space syntaxes while the on how much damage was done due to urban renewal, contemporary call to integrate many urban components loss of population and so on. Finally, by reducing car and multiscale processes [Marchigiani et al., 2022]. use, the concept helps to reduce fuel use and promotes mitigation of climate change [Steuteville et al., 2021]. For the application process, as suggested by the founder of the concept, the first step must be setting a future scenario for the city. Since 2013 with PGTU, Palermo has started to take steps toward sustainable mobility which gives a hint about the intended future scenario. Those ideas could be transferred into more tangible policies and actions to apply in a long and a short term plans. Later, the data collection must be done to understand which amenities and functions are missing for the future scenario and which neighborhoods should be priorities. These steps resemble the analyses made for Transit-Oriented Development (TOD) which is another concept born with New Urbanism. Both concepts focus on density, diversity and design aspects of the urban land to analyze potentialities and constraints in the implementation of the concepts and they both underline the importance of proximity. Some examples of the analysis that should be done in Palermo city center and the surrounding for the comparison, regarding the implementation of the Elif Sezer, Ph.D Student concept, could be urban density, population density, Department of Architecture land-use diversity and design in terms of walkability University of Palermo and cycling infrastructures. To increase the success
[email protected]28 | Giugno 2022 Notes OECD (2020). Decarbonising Urban Mobility with Land Use and Transport Policies: The Case of Auckland, 1. In about one-third of the cities, more than 30% of OECD Publishing, Paris. total GHG emissions were from on-road transportation Vinci, Ignazio & Di Dio, Salvatore. (2014). “Designing [Wei et al., 2021] Mobility in a City in Transition. Challenges from the 2. Moovit is an Israel-based MaaS provider and journey Case of Palermo”, TeMA. Journal of Land Use, Mobility planner app. The company uses both crowdsourced and Environment, pp. 977-988. and official public transit data for their service and so, it Vinci I., Di Dio S. (2016). “Reshaping the urban is able to provide transit information for areas where no environment through mobility projects and practices: data is officially available [Moovit, n.d.]. lessons from the case of Palermo”, in Papa R., Fistola 3. TomTom Traffic Index gives everyone free access to R. 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The metaphor of the device intended both as an archetype and as a contemporary necessity could represent a tool for an operative coexistence between the old and new rural users and the landscape features according to a residual and adaptable approach with the ecological framework. Keywords: Landscape devices, Rural landscape, Farm architecture, Ecological framework, Countryside modification Introduction. The architectural agency of rural in other words more volatile than the most accelerated landscape city. The countryside is an amalgamation of tendencies that are outside our overview and outside our awareness. Our current obsession with only the city is highly The study of the rural landscape, of its modifications irresponsible because you cannot understand the city and permanence, continues to be an extraordinary without understanding the countryside. We are now only source for a deep understanding of the relationship beginning to increase our understanding of conditions that were previously unexplored – a process to continue further. between the ecological and social dynamics of the communities that build it over time. In this sense, as Tosco wrote: «Agrarian landscapes As architect David Leatherbarrow put it brightly in always represent the result – unpredictable – of the early 2000s, any conflict between technological the encounter between the organization of rural progress and cultural continuity may exist just in communities, the technological heritage and the theory, certainly not in the real world of architecture. potential offered by the territory» [Tosco, 2009, 202]. He argued, indeed, that the act of constructing is not This “unpredictability” seeks for the understanding a matter of restoring regional identity by recreating of the links that gather communities, landscapes familiar signs, but rather a matter of incorporating and their modification over time. the «construction into the process of perpetual Even Rem Koolhas [2014] lately took into account becoming of topography» [Leatherbarrow, 2002, 9]. the extraordinary importance for the landscape and After almost two decades, such an interpretative architectural disciplines of the rural word: stance between architecture and landscape shall be still construed as a powerful key for understanding The countryside is now the frontline of transformation. A the European contemporaneity, where the true world formerly dictated by the seasons and the organisation sense of the continuity between living and making of agriculture is now a toxic mix of genetic experiment, the landscape has put to the test by the profit science, industrial nostalgia, seasonal immigration, itself that allows considering the land just as an territorial buying sprees, massive subsidies, incidental inhabitation, tax incentives, investment, political turmoil, exploitable space in lieu of a stratified thickness of cultures and practices. To this end, it is reasonable INFOLIO 39 | 31 to agree with landscape architect Joao Gomes Da influenced by the great swings of the world economy, is Silva [1993, 4] who stressed that: singularly mobile [Le Lannou, 2006, 265]. The landscape must be interpreted simultaneously as In particular, through the study of the evolution of space and as a process, as a physical and ecological the farmstead, understood as a minimal [Fig. 2] and reality, but even more as a place of human construction (...) fundamental unit of colonization of rural space: a In this sense, the landscape must always be considered as a transformation of the naturalness, and therefore as a colonization that takes place at very low density, form of architecture that transforms the site into a place. for large spaces and distances, through apparently minimal interventions and with an apparently low use This “topological” approach has been used as a of resources but that change, over time, the forms sort of kaleidoscope aimed to further elaborate the and meanings of places. In this sense, Sardinia is a transformations of the rural landscape as occurred perfect case study for exploring diachronic methods in Sardinia, focusing on the relationships and of study of these built environments. Undeniably, modification processes between architecture and the architectural heritage of what has been built in rural ground and therefore, on the “behavior” of the the Sardinian countryside represents a remarkable architectural device with the landscape features. stock of artifacts, infrastructural works, farmsteads, The agrarian landscapes of Sardinia – or rather, agro and devices constantly modified and re-discussed pastoral [Fig. 1] because of the extensive pastoral in line with the evolution of production and the social practices that have literally designed shapes and dynamics of the rural world. structures – constitute an extraordinary field study to deepen the dynamics between the permanence The morphologies of the rural palimpsest in of the «structural invariants of the territory» Sardinia [Magnaghi, 2017, 32], and the transformations carried by heteronomy influences or by internal Most of the building mentioned above heritage is community processes: an outcome of the colonization processes born in the last century within the land reclamations It is one of the great laws of human geography in Sardinia: this small-scale continent dangerously approaches a world and the agrarian reform occurred in the island, of the steppes and a cultivated territory whose frontier, further strengthened by the industrialization and once determined by the vagaries of the climate, today specialization of the traditional pastoral economy, Fig. 1. Rural landscape around the village of Laconi (middle Sardinia). The relationship between patchwork of crops, woods, pastures and farmstead. 32 | Giugno 2022 Fig. 2. The residual adaptation of a wineyard and its device within a bedrock (photo Sardegna geoportale). which led to the new built environment. In an island forage crops in the floodplains. On the other like Sardinia, characterized by a low settlement hand, specialized agricultural practices, like olive- density and a very high degree of naturalness, groves, orchards, and vineyards, occupy those the agro-pastoral culture has always been the districts fostered by the nature of the soils – namely engine of the transformation of the rural landscape around the hills and the plains – by configuring [Paoli, 2018], next partitioned by farms and wild truly «plaques of specialized crops» [Le Lannou, pasture breeding of sheep in monoculture forms 2006, 285] whose total extension is however not of exploitation of the soil resource, especially directly linked to their economic importance, in designed for manufacturing and exporting long- terms of quality and cultural role. These landscape lasting cheeses. facies1, which encompass mountain, hill and plain Besides, the end of the historical transhumant patterns and face varied socio-economic processes practices, in favour of the stabilization of the yet pending, are all colonized by a complex and shepherds on the lands, and the construction of new articulated system of farmsteads and livestock farmsteads and rural holdings, actively contributed farms, built along with the new infrastructural in a changed crop structure, replacing the forage facilities of the Sardinian agricultural law reform or crops instead of the grain; at the same time, the renovated by enlargement and/or specialization of growth of the pastures, which has occupied historical farms and preexisting holdings [Fig. 3]. the areas abandoned by agriculture, played a Such old farms, displaced according to a continuous similar role, domesticating the re-naturalization in selection of favourite sites on the margins of crops progress. Such a dynamic above depicted might and rocky highlands, represent considerable points also be better explained taking into account the of rural space able to intercept the food waste from soil structure of the island and the peculiar insular grain farming for the livestock and to exploit the climate, supporting pastoralism over the canonical rocky morphology for the construction of shelters. Braudel’s «Mediterranean garden» [Braudel, 2017, From this point of view, it is important to stress 18-20]. This primacy of the production needs nowadays a relevant reduction of the overall total shaped the rural landscape of the island, which is number of farms in the island while the remaining configured as a unique agro-forest-pastoral system ones increase their land size, by purchase or [Pulina, 2016]; in other words, a rural landscape renting the abandoned lands. This phenomenon – shaped by the wooden pastures of the highlands, generally linked to the more and more specialized by the regrown forests in the mountains and by workforce and the abandonment of the countryside INFOLIO 39 | 33 – has important consequences for the management be all considered as a gradual complexification of the rural landscape and the construction therein. and specialization of the archetype of the On the one hand, we are witnessing a general enclosure. These micro-constructions scattered abandonment of the minor rural artefacts, which in the countryside had a two-way interaction with formerly featured the agro by the continuous and the rural village and its life, being their essential “widespread” work of the entire village; On the symbolic horizon of reference and influence. In fact, other hand, the remaining farmsteads increase in Sardinia the countryside is an ephemeral and their importance, both in size, number of buildings temporary place of residence [Angioni, 1976] and and diversification of activities. Following to the these isolated artefacts constituted the dispositional Common Agricultural Policies, the farm’s owners alphabet for knowing how to read and interpret the are now attempting to convert their activities humanized territory. Their establishment, and their towards the new paradigm of multi-functionality, continual reiteration over the time, assumed that where farmers shall be not only producers of goods dispositio features to which Heidegger referred but also providers of ecosystem services, capable when he wrote on the relationships between places of integrating production and management of and inhabitants. ecologies. However and at a closer look, this now mainstream paradigm of multi-functionality – albeit The soil-building relationship. Deploying the deeply connected with the modern changes within productive platform the social structures of all European rurality in the XXI century – shall be considered as a replica of The term “platform” could well explain the “residual” the old paradigms of the traditional rural society approach between buildings and soil. We mean especially in its operational methods and outcomes by this word an articulated and recognizable [Meloni, 2006]. This is particularly accurate and device of relationship between buildings, soil and true in the Sardinian countryside when focusing on resources whose structures derive from an evolved the residual and marginal construction of the rural degree of modification. The platform constitutes a settlement concerning natural morphologies and its metaphor and key interpretation of historical and recurrence over time. In the vast rural spaces ‘empty contemporary processes, as well as for the future of houses’ [Sanna, 2009] between the rural villages, settlement scenarios in the countryside. John Utzon the historical maps show punctual and extremely [1962] studied the platform as an architectural rarefied colonization of rural buildings necessary for device for soil management capable of articulating the management of the complex dynamics of private the relationship with the building. In rural contexts, and collective forms of agrarian production in the the image of the platform, intended as an intellectual fields. The buildings and outposts therein could device of space organisation, acquired an even Fig. 3. Taxonomy of farm types from archaic to contemporary compounds (images Google Earth). 34 | Giugno 2022 more deep meaning, linked to the conscious the identification of recurrent topological shapes to modification of the soil for the exploitation of the be traced between building and landscape, such as: available resource. A modification that takes place according to the techniques, the cultural habits, the The shape of the specialized plaque needs, the local conveniences, as Bernardo Secchi [2000] wrote, according to a sectoral and minimal Where complex buildings and outbuildings equip the rationality. The study in diachronic succession of plaques of fine and reclaimed soils; regardless of the settlement and agrarian transformations at the being the less widespread shape, it is nonetheless scale of the farmsteads has allowed identifying significant because it could be seen as the the dynamics of agrarian colonization in which guided fossil of the land reclamation and punctual the “material” processes of soil modification modernization process in the rural space. could be seen in the built recurrences in the different landscape shapes and textures verifiable The shape of the enclosures above all by the study of the aerial and satellite photography. These colonization dynamics can be Where the flat and sloping soils suitable for the associated with recurrent topological figures that sheep-farming have been privatized in the 1800s relate to the relationship between building and and closed by walls obtained from the removal of field in a direct relation with land transformation stones from the pastures (or sadly from Nuraghes2). practices. As traced in figure 4, a hypothetical Herein the buildings are freely disposed in the valley section relates the morphologies with the “tanca”3 by specializing the pre-existing shelters practices of landscape management, clarifying the or building up new artifacts such as silos, stables arrangements of Sardinian rural space and allowing and processing rooms that become increasingly Fig. 4. The facies of field architectures and the agency of landscape modelling. INFOLIO 39 | 35 Fig. 5. Agritourist Farmstead Costiolu (Nuoro, Sardinia): the specialization of the enclosures from traditional to the specialized system to the current multifunctional model. complex according to the economic success of the of minimalism for the dwelling, which can be traced farmstead. in every forging relationship between humankind and insular environment, so deep-rooted in the The shape of the clearing ancestral archetypes of the pastoral society. Hence, for instance, it is extremely common to find a Mostly discernible in the mountain areas and around nuraghe near a pastoral architecture, which often, adverse slopes. Herein the buildings are configured in an archaic phase, farmers and shepherds reused similarly to the latter shape of the enclosures, but as a temporary shelter or reservoir for constructive the main difference is the disappearance of the stones. This common relationship shows vividly wall as an ordering element of space in favor of the the dispositional building heritage through the separation between scrub and pasture, as a result continuous confirmation of the privileged spot and of gradual domestication in constant conflict with the even the practical and material reuse of the very site. natural dynamism. Moreover, the importance of the localized choice in a so much morphologically complex territory, All the afore main landscape shapes conceived that changes by palms [Le Lannou, 2006] testifies for the pastoral settlement are quite similar to the the need of a continuous adaptation to the few parallel agricultural shapes, in the same contexts. resources available in the changing rural landscape Hence, in the mountains, the terraced walls replace conditions, rationalizing the continuous rewriting the pastoral clearing; in the highlands and valleys, and overlapping of uses and forms at precise points a bocage texture colonized by elementary buildings in the rural space. provides the ecological framework and, finally, in It is also interesting to add that, through diachronic the plains the specialized platforms of orchards readings, yet the logic of expansion of the Sardinian and greenhouses colonize the geometrical grid of rural farmsteads seem to follow these principles in the modern rural space. However, every landscape a way that the same farm [Fig. 5] represent both shape in Sardinia – from the recurring adaptation formal and material infrastructures fueling new of the walled cells to the different morphologies of multifunctional practices, due to the fact that each the enclosures – constantly refers to that principle single building composing the farmsteads, plus their 36 | Giugno 2022 relational micro-topographies with the surroundings, the ability to reinvent constantly the spatial uses, have their own “sectorial rationality” [Secchi, 2000]. functions, and hierarchies, facing microclimate In other words, they can control and re-shaping changes or the broader socio-economic processes. over time the pertinent rural space, organizing it as When this continuous reinvention is consistent with a perceived and inherited landscape. Such a built the site, the topography, and the cultural structures, complex could translate «the nature of the land, then it could be firmly said to be truly contemporary, the slope, the orientation, the different materials, in the sense of appropriateness to the themes of its and their characteristics and constructive potential» age and to genius loci. [Ibidem] into an organic relationship with the ground, arranging architectures over time to form a landscape. Conclusions. Farms as a collective landscape The building history of the architectures in the fields, device made up of continuous re-using, could be perceived as a dynamics of enlargement, emptying and of Now and therefore, taking into account the internal colonization that truly represents the plastic rural heritage in the Sardinian landscape, if we morphology of a continuous cycle of adaptation to consider the farm as a design topic, as it is, then the different ages, they are passing through. These we should be able to convey its intrinsic capacity rural architectures tell about the history of the to accommodate different uses, following the communities that over time build that landscape, diachronic and synchronic processes in the Fig. 6. Adaptation strategies from intensive to multifunctional farming. INFOLIO 39 | 37 landscape. The residuals and the scraps generated by these processes in the landscape, construed as truly “hubs of opportunities”, should be a good test field for architecture and landscape projects in rural contexts, being remarkable tools to be rationally exploited in order to stop land consumption and to foster their multifunctional role in a wider network [Fig. 6]. Indeed, as per the Sardinian experience, farmsteads carry on organizing as a backbone the rural landscape, with a double-faced role in the reusing of single artefacts and the generalized rethinking of the long-term rural dwelling networks. As Alexander [1977, 39-40] cleverly wrote, it is still necessary to: Define all farms as parks, where the public has the right to be; and make all the regional parks into working farms [...] with each stewardship responsible for one part of the countryside [...] The public is free to visit the land, hike there, picnic, explore, boat, so long as they conform to the ground rules. With such a setup, a farm near a city might have picnickers in its fields every day during the summer. The disposition of these productive architectures spread over the fields plays a crucial role, presiding at different depth the rural space the adequate relationship with the field that they overlook. Such a simple yet fundamental need represents a weapon against those modification processes linked to a real estate economy, which erases any topological difference of the rural space. In rural architecture, these values, instead «remain inseparable from the agricultural land to which they correspond, namely from the soil and its peculiar features» [Grassi, 1981, 144]. Studying the rural architecture dynamics, it can be found «a kind of predisposition, a sort of vocation in a collective sense: where the utility value of the soil always prevails over the property in the strict sense» [ivi, 144]. In conclusion, the study of the evolution of rural morphologies read at the scale of the farm, gives us a method of coexistence and co-adaptation in which the apparent conflicts between production and ecological needs become the catalyst to give shape to landscapes in continuous modification. The farm- device, in fact, shapes its own production platform establishing that relationship between form and process that better defines a contemporary concept of landscape. When this relationship guarantees the Roberto Sanna, Ph.D coexistence between different species (including the Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e human one) then it becomes an essential design Architettura and planning tool to act on the places and times of Università degli Studi di Cagliari the landscape.
[email protected]38 | Giugno 2022 Notes 1. The term, borrowed from ecology means «the general appearance of an individual, group or population, or even the most striking features of an ecological community. (...) the set of typical characteristics of civilization at a given moment of its development» v. http://www.treccani.it/vocabolario/facies/ 2. The widespread megalithic towers and the main icon of the Sardinian landscape 3. The word tanca derives from the Sardinian verb tancare: to close a land by walls References Alexander C. (1977). A Pattern Language: Towns, Buildings, Construction, Oxford University Press, Oxford. Angioni G. (1976). Sa laurera: il lavoro contadino in Sardegna, EDES, Sassari. Angioni G., Ortu G.G., Sanna A. (2009). Atlante delle culture costruttive della Sardegna, Dei – Tipografia del genio civile, Roma Braudel F (2017). Il mediterraneo, Bompiani, Milano, (ed. orig.: 1989). Gomes Da Silva J. (1993). O espaco da paisagem, PhD Manupscrit, Evora. Grassi G. (1981). 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(2000). “Studiare il paesaggio e l’edilizia rurale”, in Cigalotto P., Santoro M. G., L’edilizia rurale. Valle del Mis. Guida al Recupero, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Feltre. INFOLIO 39 | 39 Immagine di apertura: Collage di immagini di palazzi confinati graficamente tra loro (immagine dell’autrice). Città de-confinate. Come vivremo insieme la città? Sempre e per sempre divisi Sezione I – Il tema Ilenia Iuri Before the fall of the Berlin Wall and the Schengen Convention it was thought that the existing borders were only those between two states. However, the dividing lines have always been surreptitiously present and camouflaged inside the city. In this epoch, in which the links between different individuals are important and instantaneous, our cities reflect the critical concept of “every man is an island”. Therefore, coexisting in proximity over the upcoming period maybe consists in emphasizing the physiological division that has always defined the city. Keywords: Compartmentalization, Marginalization, Control, Territoriality, Inner limits Individui “de-confinati” secondo dopoguerra) fino a due anni fa con la rapida diffusione del nuovo Sars-Cov2, i confini L’8 marzo del 2020 la maggior parte degli italiani erano spariti dall’immaginario comune creando entrava in diretto contatto con il concetto di limite la visione utopistica di “individui de-confinati”. invalicabile per la prima volta, soprattutto per gli Muoversi all’interno della comunità Schengen era appartenenti alle nuove generazioni. Le prime zone facile e privo di qualunque tipo di certificazione. rosse in Lombardia hanno fatto il giro del mondo Improvvisamente, però, lo scorso marzo 2020, gli attraverso le edizioni speciali dei telegiornali. Per italiani non hanno più avuto la libertà di “sconfinare” la prima volta, dopo decenni, tutte le città italiane da un comune all’altro, da una provincia all’altra, erano divise, limitate e confinate. Ma se in realtà da una casa all’altra. Fino all’eliminazione di tali le città fossero sempre state divise? Quali e quanti limiti nazionali, simbolo della vita prima dei trattati limiti disegnano le nostre città fin dalla loro origine? di libera circolazione degli individui di cui sopra, La maggior parte della popolazione, in quel però, le linee di demarcazione del territorio urbano momento, ha affrontato quel limite invisibile che sono subdolamente rimaste in sospeso, quasi si stava trasformando sempre più inevitabilmente declassate. Queste linee, sempre state presenti in limite visibile: tutto d’un tratto le quattro mura nella storia urbana, si ripropongono secondo delle nostre case sono diventate nette cesure, uno schema copionico 1 fin dalla nascita degli espediente materiale per l’isolamento sociale. Ma insediamenti umani. Si pensi alla fondazione di se avessimo sempre vissuto divisi all’interno delle Roma, paradigma della pianificazione urbana per nostre città, in ambienti compartimentati? secoli, cha ha avuto origine da un solco, ovvero Ci troviamo davanti a un cambiamento epocale. un limite netto tracciato dal vomere nel terreno. Dall’inizio degli anni ’90, con la firma della È così che uno degli elementi grafici principi Convenzione di Schengen di poco successiva della rappresentazione, ovvero la linea, diventa alla Caduta del Muro di Berlino (baluardo della elemento dal quale ha auto origine l’architettura netta divisione tra i due blocchi geopolitici del prima e la città poi, segnando nettamente ciò che INFOLIO 39 | 41 stava all’interno da ciò che stava all’esterno, ciò umano, fin dalla sua nascita, presenta delle che era pubblico da ciò che era privato, ciò che era caratteristiche di difesa innata: istantaneamente controllato da ciò che era incontrollato. crea i presupposti per una sopravvivenza La situazione epidemiologica degli ultimi anni ci dell’organismo per poi diventare barriera continua ha riscoperti divisi all’interno delle nostre città, contro eventuali ripetizioni di attacchi estranei. Fin inconsapevoli di esserlo sempre stati. Nell’ottica da subito l’elemento “invasore” viene riconosciuto di un imminente sovraffollamento urbano, la spinta come “altro” e isolato. Un atteggiamento intimista della società, come emerso negli ultimi paragonabile al comportamento umano all’interno decenni in maniera esponenziale, porterà alla di un inurbamento più o meno complesso, più o sempre più efficace traduzione architettonica di meno esteso. una città-arcipelago, composta da individui-isola L’evoluzione umana dal mondo animale porta con sempre più separati tra loro, mettendo in crisi sé atteggiamenti propri della sfera selvatica che l’utopistica immagine di “città de-confinate”. spiega come l’emarginazione avvenga in maniera Dalla considerazione dell’atteggiamento innata e istintiva per preservare l’integrità del emarginante e dal bisogno di controllo sullo spazio branco. Le innumerevoli specie animali presenti da parte dell’uomo, si arriva alla teoria secondo al mondo condividono lo scopo principe di cui i limiti interni, che sfociano nella divisione più o salvaguardare il gruppo. Ogni componente non più meno netta e regolamentata in quartieri, nel modo idoneo, o non necessario allo scopo, viene isolato e tendenza di determinati individui a utilizzare lo ed emarginato per permettere al resto del branco spazio pubblico, nella progettazione di edilizia di rispondere alle sue esigenze primarie. Complice popolare che molto spesso ha mostrato “l’altra la selezione naturale e l’evoluzionismo, l’essere faccia” della società, saranno sempre utilizzati umano apprende dal comportamento animale dall’uomo come strumento per costruire la città, l’attitudine a emarginare componenti superflui diventando quasi un feticismo. e non necessari allo sviluppo della società, Il continuo contrasto tra i limiti visibili del secondo utilizzando l’espediente della emarginazione come dopoguerra, come il Muro di Berlino o il meno mezzo per il fine evolutivo di quest’ultima. noto Muro di Gorizia, e quelli invisibili, intrinsechi Basti pensare alla pratica dell’ostracismo, comune nel concetto sia di civitas-civitatis che di urbs- al tempo dei greci, ovvero l’emarginazione di un urbis, accompagnano la teoria di una copionica cittadino ritenuto pericoloso per la sicurezza dello e fisiologica divisione, necessaria per l’uomo, stato, predecessore del più recente esilio. Ma l’atto all’interno dei nostri insediamenti. di emarginazione, inteso come l’esclusione di uno o più cittadini a prendere parte alle decisioni di Emarginazione come comportamento interesse collettivo, non si ferma solo, purtroppo, fisiologico dell’uomo all’allontanamento sistematico di un uomo al di fuori dei suoi confini. Nel corso della storia umana, L’emarginazione, come azione di esclusione dalla l’emarginazione ha assunto sfaccettature più o società o dalla comunità, è un’azione più comune meno decise e drammatiche ma che continuano e innata di quanto non si voglia immaginare. subdolamente a essere presenti nel contesto Ripercorrendo il significato che il verbo “emarginare” urbano. porta con sé e tutte le sue declinazioni evidenziate Nonostante lo scioglimento di un’organizzazione nel corso della storia dell’essere vivente, si può in caste dei cittadini, le differenze culturali, notare come questa pratica sia una componente economiche, politiche e religiose hanno determinato non solo antropologica ma piuttosto fisiologica. l’espediente principale per il mantenimento di una L’emarginazione, come difesa dell’organismo divisione tra i cittadini all’interno di città che, come prima, e della comunità poi, ha segnato la storia diretto prodotto della vita sociale, ha assimilato ed dell’uomo e il suo evolversi all’interno di una città enfatizzato comportamenti divisivi nel corso della che, rispondendo ai bisogni umani, ne prendeva le storia. sembianze. La progettazione architettonica e la pianificazione In questo preciso periodo storico si è molto parlato urbana hanno tradotto fisicamente questi concetti dell’organismo umano e di come questo si sia creando l’immagine della città contemporanea. evoluto per contrastare “componenti estranee” Zygmung Bauman, nei suoi numerosi testi e studi, che ne avrebbero potuto minare la salute. L’essere riporta, quale causa della continua emarginazione 42 | Giugno 2022 sociale, la paura della società di mescolarsi con housing in cui gli abitanti vengono forzatamente elementi estranei, intesi come elementi privi di fatti abitare all’interno di spazi condivisi, fino alla caratteristiche simili. La “mixofobia” [Bauman, creazione di quartieri nati proprio per essere divisi 2005], come riporta lui stesso nei suoi scritti, dal resto della comunità (le gated communities). spinge l’uomo a identificare un personaggio diverso Da sempre, gli inurbamenti erano frutto di una per molteplici ragioni e fornirgli gli strumenti per macchina urbana che per la maggior parte della emarginarsi. Questi si possono tradurre, tra le altre popolazione era «strumento di esclusione, cose, in quartieri-ghetto o elementi di “architettura segregazione e impoverimento di ogni esperienza» ostile”. [Secchi, 2005, 14]. Una macchina che, nella La propensione all’emarginazione si può maggior parte dei casi, creava meccanismi di definire come caratteristica innata all’interno del segregazione e allontanamento non pianificati, comportamento umano, derivante da esempi come l’altra faccia della medaglia in una politica di animali evolutisi nel corso della storia. Numerosi pianificazione e progettazione della “città per tutti”. sono stati i tentativi di eliminare le divisioni che Un esempio di questi meccanismi si può caratterizzano la città contemporanea per virare riscontrare nell’analisi di quei progetti di edilizia verso una città ideale del futuro più accogliente popolare in cui gli abitanti si ritrovano a ricreare e comprensiva delle differenze sociali, culturali, barriere all’interno di quegli spazi nati, nella identitarie, etniche, politiche e via discorrendo. testa del progettista, come luoghi di condivisione Ma la città ideale come dovrebbe prendere in spaziale. Molto spesso, gli abitanti non sono stati considerazione l’atteggiamento emarginante d’accordo con questa tecnica di vivere lo spazio e dell’essere umano? molti sono stati i progetti in cui l’individualismo e la necessità di privacy e controllo sempre maggiori La città individualista hanno portato all’estensione dello spazio privato all’interno dello spazio condiviso, forse perché Essendo la città un riflesso della società e di ingenuamente, come sostiene Jane Jacobs come l’uomo vive all’interno dello spazio urbano, [(1969) 2009, 57], «la pretesa che gli abitanti l’architettura diventa mezzo per l’espressione debbano avere molto in comune finisce col portarli tendenzialmente individualista dell’essere umano all’isolamento». Di esempi di edilizia popolare in e, di conseguenza, la città un insieme di individui cui il risultato auspicato dal progettista non si è che si muovono, si scontrano, coesistono senza verificato per la mancanza di considerazione a necessariamente entrare in stretto contatto tra 360 gradi della condizione sociale e antropologica loro. Come riporta Bernardo Secchi [2005, 9]: «[…] della realtà in cui si collocano tali interventi, sono vi sono differenti idee dei rapporti tra individui e molteplici in tutto il mondo. All’interno del contesto società e, per ciò che concerne la città, modi diversi nazionale, la progettazione dell’edilizia popolare di esprimere concretamente tali idee attraverso come nei complessi dello Zen di Palermo, il la costruzione materiale dello spazio abitato». In Corviale di Roma o le Vele di Scampia, ha creato questo senso, la progettazione e la pianificazione condizioni sociali ben lontane da quelle sperate dal della città rispecchia la presenza di numerose progettista. A prescindere dalla situazione sociale sfaccettature riguardo la concezione dello spazio e dallo stile di vita condotto all’interno di tali luoghi, architettonico urbano, evidenziando sempre di più la progettazione dei luoghi pubblici non tiene in la condizione individualista della società all’interno considerazione la scarsa volontà di occupare tali dell’ambiente costruito. spazi mediante attività pubbliche di condivisione La deriva individualista, sempre più evidente sociale, bensì vengono associati a vacuità di all’interno della società contemporanea, come significato spaziale che spaventa e indebolisce il riportato da studiosi come Sennett, che azzarda senso di luogo comune, per parafrasare la teoria la “morte dello spazio pubblico” e il “declino di Sennett 2. dell’uomo pubblico” [Sennett, 1982], si manifesta Il luogo pubblico, infatti, può essere considerato in molteplici situazioni a scale diverse, che vanno come carta tornasole di una teoria che considera la dal concepimento dello spazio pubblico all’interno deriva individualista come inesorabile e intrinseca della società e dal suo utilizzo in funzione della nella natura umana. In molte città, l’area pubblica variabile umana e culturale, alla pianificazione di non viene progettata tenendo in considerazione la edifici per l’edilizia popolare o dei tentativi di co- reale composizione sociale e culturale del luogo di INFOLIO 39 | 43 intervento, andando a creare spazi poco appetibili dei tipi”) di confini a diversa scala, nati da una netta per una realtà che non viene compresa fino in fondo: necessità di distinzione culturale, antropologica e molte culture non considerano l’abitare uno spazio sociale, innata nell’essere umano. verde, ad esempio, come altre non sono portate Nel suo articolo per Architectural Design, Marina al vivere una piazza. Per questo, nella grande Lathouri sostiene la sempre più necessaria maggioranza delle città del mondo, «lo spazio presenza di confini interni all’insediamento pubblico è diventato un corollario del movimento» urbano per l’uomo, intesa come «indispensable [Sennett, 1982, 13] tale per cui una piazza diventa bureaucratic tool of mind and body control» solamente un luogo da attraversare, per collegare [2013, 35]. In quest’ultimo articolo, l’autrice un punto a un altro della città, scarsamente vivibile esprime la necessità umana di creare dei limiti come spazio di sosta. che determinano l’individuo in quanto tale: un La difficoltà di interazione, di abitare in comunità recinto più o meno tangibile all’interno della città, è percepibile e concreta, proprio perché l’individuo sancisce l’identità di un individuo piuttosto che di si sente spiazzato all’interno di uno spazio un altro. Infatti, «Borders tell us where we stand, incontrollato, ovvero privo di limitazioni, come lo and where to stand» [Lathouri, 2013, 35]. spazio pubblico, apparentemente di nessuno in Si potrebbe distinguere, prima di tutto, tra due particolare se non di tutti i suoi ipotetici abitanti. principali tipi di confine: quello volontario e La necessità di un limite, quindi, diventa richiesto dall’individuo che lo costruisce e quello meccanismo di difesa oltre che di controllo sullo involontario ma frutto di costrutti mentali e spazio tanto esplicito nella considerazione di atteggiamenti copionici. un luogo di condivisione quanto di una zona Un esempio di come la volontà di isolamento residenziale. dell’uomo si concretizza all’interno di un sistema Nella società contemporanea, come definito dalla complesso come la città sono le gated communities teoria del declino dell’uomo pubblico di Sennett in cui il muro di cinta preserva al suo interno gli [1982, 221], «la gente riesce a essere socievole abitanti da eventuali attacchi derivanti da individui soltanto quando si sente protetta dagli altri; senza non appartenenti alla stessa estrazione sociale barriere, senza confini, senza il distacco reciproco o culturale: diversamente da quello che avviene che è l’essenza dell’impersonalità, gli uomini all’interno di spazi pubblici o di edilizie popolari, diventano distruttivi». in cui diversi componenti di diversi background si L’uomo tende a crearsi dei confini all’interno ritrovano a utilizzare lo spazio condiviso in maniera della città, siano essi visibili o invisibili, tangibili sistematicamente diversa rischiando di innescare o concettuali, per permettersi di controllare lo il “malinteso” 4 da cui hanno origine conflitti. Questa spazio e controllare i suoi movimenti all’interno richiesta del cittadino viene spiegata dalla teoria di esso, ricollegabile alla teoria del terrore de della mixofobia di Bauman. In questo caso il limite «l’uomo uccel di bosco» di Hobbes 3 [(1651) diventa vera e propria barriera fisica, come si può 2013], ovvero l’uomo che liberato da qualsiasi notare in contesti urbani che nell’arco degli ultimi freno sociale diventa una “bestia”. Il limite diventa decenni hanno visto il sorgere di quartieri fortificati quindi paradigma di una progettazione urbana a tutti gli effetti 5. Solitamente nate all’interno di che in maniera esponenziale rappresenterà la contesti sociali difficili, in insediamenti urbani città come insediamento di individui nell’ottica di in via di sviluppo, le comunità auto-segreganti una coesistenza in prossimità: la città-arcipelago diventano espressione di una ricerca di distinzione formata da isole umane. che mantiene un interno separato da tutto ciò che avviene all’esterno. Limite necessario e sufficiente Queste rocche di isolamento possono essere considerate quindi come una delle molteplici L’uomo, quindi, ha bisogno del limite per traduzioni fisiche dei “tre spazi” di Flusty comprendere lo spazio e la sua occupazione, [1994], che in forma dettagliata definisce alcuni per regolarne il movimento e controllarlo. atteggiamenti isolanti all’interno della società e, Considerando i nostri insediamenti urbani e la una volta tradotti architettonicamente, disegnano presenza di cesure che sanciscono distinzioni, la città. Lo studioso, infatti, nel suo “Building prima di tutto spaziali, all’interno dell’inurbamento, Paranoia: The Proliferation of Interdictory Space si può definire una tipologia (intesa come “studio and the Erosion of Spatial Justice” [Flusty, 44 | Giugno 2022 1994] conia tre differenti definizioni di spazi che emblematico di questa distinzione involontaria ma esplicitano materialmente l’accettazione o meno necessaria, creata dagli abitanti della città è Los di un determinato tipo di abitante all’interno Angeles. Come riporta Mike Davis [1990] nella del contesto urbano. I luoghi possono essere, sua ricerca dal titolo “City of Quartz: excavating dunque: viscidi, ovvero resi irraggiungibili in the future in Los Angeles”, le scelte politiche ed quanto le sue vie di accesso sono rese tortuose economiche degli ultimi decenni dello scorso o nascoste; scabrosi, nel momento in cui non secolo hanno disegnato una “città fortezza”, possono essere comodamente occupati per la distinta in quartieri più o meno governati dalla presenza di quella che viene definita “architettura paura e dalla sorveglianza, distinguendosi in zone ostile”; nervosi, ovvero costantemente sorvegliati definite da condizioni economiche differenti. In e monitorati (caratteristica fondamentale delle contrapposizione alle zone estremamente ricche gated communities, precedute da cartelli di si ritrovano veri e propri “ghetti”, esempio di come segnalazione per gli avventori, messi in guardia l’individuo sia spinto ad appropriarsi dello spazio da eventuali comunicazioni alla polizia locale nel pubblico in condizioni di estrema necessità 8. caso di comportamenti o individui al di fuori dal Andando a esaminare più nel dettaglio la consueto). composizione all’interno di tali zone urbane Se da un lato la presenza di muri di cinta e culturalmente delimitate, si osserva la presenza recinzioni sono frutto di una necessità fatta di luoghi difficilmente condivisi, che siano essi esplicita da parte del cittadino che vuole isolarsi complessi residenziali o parchi pubblici. Si e “difendersi” o distinguersi nettamente da colui consideri, infatti, la presenza, in determinati che non condivide le stesse caratteristiche quartieri, dell’edilizia sovvenzionata, o pubblica. antropologiche, sociali o economiche, dall’altro Quest’ultima, argomento di rilevanza per la salute la pianificazione urbana e il successivo modo di e il benessere della collettività in condizione di abitare la città dell’individuo costituisce altri tipi particolare difficoltà economica e sociale, diventa di confini, frutto dell’atteggiamento fisiologico e uno dei possibili casi studio in cui esaminare copionico dell’uomo a vivere in maniera individuale il bisogno di tipo individualista dell’uomo. e intima lo spazio conosciuto. Numerosi sono i casi in cui la residenza pubblica La divisione tra centro e periferia, o tra i vari è stata focolaio di risposte alimentate dal rifiuto quartieri di una città, passa attraverso la di condivisione di spazi pubblici pianificati dal progettazione architettonica e la pianificazione progettista senza tener conto della difficile urbana. Oltre alle diverse tipologie di spazi permeabilità del loro utilizzo. Il problema principale appena riportati e alla presenza o meno di vere di questa condizione, secondo Jane Jacobs e proprie recinzioni, la divisione interna traspare [(1969) 2009] è l’affidamento di una persona a attraversando un insediamento urbano di notevoli un alloggio non tramite la sua scelta personale, dimensioni in cui si alternano estrazioni sociali e oltre al rischio comportato dalla monotonia che per condizioni economiche diverse da parte a parte l’autrice genera paura e desolazione. Per questo, che comportano una difficoltà nel “fare territorio” 6, complessi residenziali come il Corviale diventano come riporta Castrignano nel suo libro “la città degli luoghi non vissuti e in cui lo spazio destinato individui” [2004]. In quest’ultimo, l’autore riporta le all’incontro non viene fruito dalla collettività, bensì condizioni per cui all’interno di un insediamento un luogo da schivare. urbano la componente individualista diventa Quest’ultimo fattore, presente anche al di fuori sempre più preponderante. Di conseguenza, la dalla tipologia abitativa in questione, si ritrova distinzione in quartieri diventa uno dei limiti non all’interno della città, più precisamente negli spazi fortificati ma visibili all’interno dell’insediamento, pubblici come i parchi o le piazze, caratterizzandosi utile all’abitante per definirsi parte o meno di una o per la sua anomia 9: un luogo di questo tipo non l’altra zona della città. ha regole né norme. Questa mancanza genera A scala territoriale il limite invisibile tra quartieri paura nel fruitore, che si sente spaesato e non differenti, quindi, diventa elemento caratterizzante comprende a pieno le potenzialità di tale luogo. dello spazio abitato e sinonimo di un costante La mancanza di norme e disposizioni per l’utilizzo atteggiamento che ripropone un copione di uno spazio che genera sconforto e scarsità comportamentale 7 necessario all’uomo per la di fruizione nell’individuo, diventa un ulteriore sua determinazione all’interno della città. Caso sintomo della necessità dell’uomo di disporre di INFOLIO 39 | 45 limiti e condizioni al contorno che lo aiutino nella a produrre una espansione degli inurbamenti, comprensione dello spazio e delle sue opportunità. l’individuo continuerà a vivere all’interno della propria isola, creando, con il resto degli abitanti, La città-arcipelago nella coesistenza di un arcipelago mobile di isole che si sfiorano ma prossimità non si compenetrano mai. In una società in cui la necessità del limite è così insita nella concezione dello spazio, e determinante per la vivibilità di uno spazio per l’individuo in un’ottica di società sempre più individualizzata [Bauman, 2010], la tendenza dell’uomo moderno a salvaguardare la sua dimensione intimistica lo porta a creare recinti perpetui e determinanti che continuamente gli permettono di mantenere il controllo sullo spazio urbano. La città è prima di tutto una estensione concreta della necessità dell’uomo di conoscere lo spazio e di estrapolarlo dal vuoto attraverso l’uso dell’architettura. La linea diventa espressione di conoscenza e controllo del territorio. Infatti, secondo Lefevbre [1973, 14] i primi gruppi umani […] hanno segnato e determinato lo spazio; essi l’hanno esplorato nel mentre lo contrassegnavano. Hanno indicato i luoghi significativi, i topi fondamentali. Tipologia e reticolo spaziale che più tardi i contadini, legati al suolo, hanno perfezionato e precisato senza sconvolgerne la trama. Il mezzo della rappresentazione, tramite elementi semplici come la linea prima e la definizione di un nome poi, hanno determinato l’acquisizione di uno spazio da cui ha avuto origine la città. Il bisogno di controllo che spinge l’uomo a recintare gli elementi costitutivi della città porta alla definizione di compartimenti interni. Di conseguenza, i così chiamati “luoghi pubblici”, che per definizione non hanno uno specifico “proprietario”, sono considerati luoghi di nessuno in particolare, luoghi promiscui, nella maggior parte dei casi “da colonizzare”. L’uomo, portando con sé gli strumenti di determinazione dello spazio tramite elementi grafici e linguistici, crea una città fondata sulla divisione del suo spazio. I confini diventano, perciò, elemento costitutivo dell’insediamento urbano andando inevitabilmente a costituire la traduzione architettonica dell’individuo-isola. Nell’ottica di una tendenza demografica che porterà al sovraffollamento urbano, vivere in prossimità potrebbe voler dire assecondare la reale natura Ilenia Iuri, Ph.D Student individualista dell’essere umano moderno. In Dipartimento di Ingegneria e Architettura un ipotetico 2050, in cui la maggior parte della Università degli Studi di Trieste popolazione si riverserà nelle città, andando
[email protected]46 | Giugno 2022 Note orig.: 1651). Jacobs J. (2009). Vita e morte delle grandi città, 1. Dicasi “schema copionico” in analisi Einaudi, Torino (1a ed.: 1969). transazionale, psicologia, un atteggiamento che Lathouri M. (2013). “A history of territories, ripete comportamenti ricollegabili a un vero e movements and borders politics of inhabitation”, proprio copione di vita; Eric Berne [1972] da Architectural Design, vol. 83, pp. 32-37. origine alla teoria del “copione della vita” che porta Lefevbre H. (1973). Rivoluzione urbana, Armando l’individuo a riproporre una serie di comportamenti. Armando, Roma. 2. «La visione intimista del mondo cresce nella Luhmann N. (1990). Sistemi sociali: fondamenti di misura in cui la sfera pubblica è abbandonata una teoria generale, Il mulino, Bologna. perché vacua» [Sennett, 1982, 12]. Secchi B. (2005). La città del ventesimo secolo, 3. Hobbes e il suo stato di natura. GLF Editori Laterza, Roma. 4. In riferimento al concetto di «confine come Sennett R. (1982). Il declino dell’uomo pubblico: la spazio del malinteso» esplicitato nel libro Zanini società intimista, Bompiani, Milano. [1997, 92]. Zanini P. (1997). Significati del confine. Limiti 5. Ci si riferisce, tra i tanti casi, alla gated naturali, storici, mentali, Bruno Mondadori, Milano. community di Dainfern a Johannesburg, Sud Africa che presenta un recinto elettrificato per impedire agli estranei di intrufolarsi al suo interno; o a quella di Alphaville, periferia di San Paolo, recintata in tutto il suo perimetro. 6. In riferimento alla teoria di Castrignano [2004] secondo cui il territorio si crea mediante socialità e spazialità, difficilmente realizzabile dall’uomo contemporaneo in quanto la città si compone di un tessuto non omogeneo. 7. Ivi, 1. 8. In riferimento alla problematica condizione del quartiere denominato dai locali “Skid Row” ma ufficialmente conosciuto come “Central City East”. 9. Ci si riferisce al concetto di “anomia” di Durkheim in relazione allo studio dell’insediamento urbano. Bibliografia Bauman Z. (2002). Modernità liquida, GLF Editori Laterza, Roma. Bauman Z. (2005). Fiducia e paura nella città, Bruno Mondadori, Milano. Bauman Z. (2010). La società individualizzata, Il Mulino, Bologna. Berne E. (1972). Analisi Transazionale e Psicoterapia, Atrolabio, Roma. Castrignano M. (2004). La città degli individui. Tra crisi ed evoluzione del legame sociale, Franco Angeli, Milano. Davis M. (1990). City of Quartz. Excavating the future in Los Angeles, Verso, London. Flusty S. (1994). Building Paranoia: The Proliferation of Interdictory Space and the Erosion of Spatial Justice, Los Angeles Forum for Architecture and Urban Design. Hobbes T. (2013). Leviatano, Rizzoli, Milano, (ed. INFOLIO 39 | 47 Immagine di apertura: Il tracciato dell’Eixample [Busquets et al., 2009, 48]. Dal Plan Cerdà a Superilla Barcelona. Le trasformazioni contemporanee del distretto dell’Eixample Sezione I – Il tema Francesca Ambrosio The Eixample Cerdà is the symbol of the modern Barcelona and nowadays is one of the city’s most struggling district. The tools used to face this situation must consider the strong and consolidated urban structure. The Superilla Barcelona programme proposes a reinterpretation of the public space through a new infrastructure inserted in the orthogonal system of the district, to make the space habitable on a human scale. This contribution exposes the transformation process in an interpretation key linked to the relationship with pre-existing conditions and identity. Keywords: Urban transformation, Urban project, Urban morphology, Superblock, Cerdà plan Introduzione con il Plan Cerdà, è il più consistente ampliamento di età moderna di Barcellona e delle città europee. Il presente contributo racconta le trasformazioni Attualmente è formato da sei quartieri, la Dreta de urbane in corso nel distretto dell’Eixample a l’Eixample, la Antiga Esquerra de l’Eixample, la Nova Barcellona. A partire da una breve contestualizzazione Esquerra de l’Eixample, il Fort Pienc, la Sagrada il cui scopo è mettere in evidenza le principali Família e Sant Antoni, che occupano la parte centrale questioni che hanno portato agli interventi di oggi e della città e costituiscono anche il centro da cui si facilitarne la comprensione del senso e degli obiettivi, sviluppa l’area metropolitana di Barcellona. si ripercorrono le tappe fondamentali del processo La sua configurazione è frutto dei principi egualitari trasformativo, dalle origini dell’idea alla base delle alla base del piano di Ildefonso Cerdà [Fig. 1] ed riqualificazioni già completate, fino al cambio di è articolata da una rete di strade con una sezione paradigma proposto per gli interventi in corso di che varia dai 30m ai 60m. Gli assi come Avinguda realizzazione. Tramite il caso riportato si vuole da Meridiana e Avinguda Diagonal, Passeig de Sant un lato dimostrare la capacità – e la necessità – Joan e Gran Via de les Corts Catalanes, costituiscono della città compatta di reinventarsi e adeguarsi ai la base portante del piano e hanno il ruolo di definire i bisogni della società contemporanea mantenendo un vari ambiti del distretto, al cui interno vengono applicati rapporto con il contesto preesistente che ne preservi gli stessi principi progettuali. La griglia regolare e i principali caratteri identitari, dall’altro riportare rigorosa attribuisce al piano il carattere isotropo l’attenzione ad alcune questioni fondamentali comuni che tuttora lo contraddistingue [Font et al., 2010], e a diversi contesti che stanno prendendo ispirazione vede alternarsi gli assi stradali e le manzanas, isolati dagli strumenti messi in campo a Barcellona. quadrangolari dalle dimensioni di 113 x 113 m con gli angoli smussati da un taglio diagonale di 19,8 m L’Eixample Cerdà oggi [Busquets et al., 1983]; [Busquets et al., 2010]. La morfologia dell’Eixample è dunque uniforme, Il distretto dell’Eixample, nato tra il XIX e il XX secolo nella convinzione che questa fosse la premessa INFOLIO 39 | 49 Fig. 1. Foto aerea dell’Eixample, (da Google Earth Pro). necessaria per costruire una città in cui le possibilità alla città, poi, fa sì che gli spostamenti tra municipi e i servizi offerti venissero ripartiti in egual maniera e quelli tra centro, periferia e area metropolitana sul territorio, trasversalmente rispetto alle fasce di siano facilitati, causando un traffico quotidiano molto una società gerarchizzata come quella a cavallo tra denso. L’incidentalità stradale e il deficit di spazio Ottocento e Novecento. pubblico sono i più alti della città, così come i tassi Dal progetto del Plan Cerdà del 1859 alla sua di inquinamento acustico e dell’aria che superano realizzazione, alcune delle soluzioni chiave scelte i massimi raccomandati dall’OMS [Agència de per costruire una città salubre, dove vi fosse un Salut Pública de Barcelona, 2018]; [Ajuntament de rapporto equilibrato e attentamente studiato tra i pieni Barcelona, 2021a; Ajuntament de Barcelona, 2021d]. dell’edificato e i vuoti dello spazio pubblico, sono state alterate dalle pressioni di azioni speculative Le origini di Superilla Barcelona sul piano1 [Schiavo, 2005]. Da un’idea iniziale di manzanas che secondo il progetto avrebbero avuto Per risalire alle origini di quello che oggi è Superilla un’altezza massima di 16m, e sarebbero state aperte Barcelona bisogna tornare agli anni Ottanta2, e permeabili, i blocchi di oggi si presentano chiusi, e quando il dipartimento di Medio Ambiente del la crescita in altezza verificatasi negli anni fa sì che la Comune della città, sotto la guida di Salvador densità abitativa superi i 36.000 abitanti/km²: più del Rueda, ha portato avanti analisi sul livello di doppio della media di Barcellona. Lo spazio pubblico inquinamento acustico, rilevandolo al di sopra del all’interno delle manzanas doveva essere dotato di massimo consentito [Ajuntament de Barcelona, piccoli ambiti a verde allo scopo di mantenere una 1987]. Il distretto dell’Eixample era risultato già presenza semi-naturale nell’ambito urbano, mentre allora l’area più critica della città. oggi, a meno di rare eccezioni, è uno spazio privato. Nel ricercare una soluzione al problema Dunque quello ad uso pubblico rimane lo spazio della dell’inquinamento acustico si è iniziato a lavorare strada, prevalentemente carrabile. sul tema della gerarchia delle strade, con l’obiettivo Il sistema di assi del distretto produce una di trasformare parte degli assi in strade di quartiere, permeabilità alla grande scala ed è omogeneo non unica strategia per ottenere un abbattimento solo dal punto di vista morfologico, ma anche della significativo del livello del rumore [Ajuntament de viabilità: il senso di marcia è uno per ogni asse, e Barcelona, 1988]. Il modello che ne deriva è di tipo sono tutti indistintamente dedicati in prevalenza alla teorico, e prende in considerazione una cellula di mobilità carrabile. La posizione dell’Eixample rispetto 400x400m, che contiene in totale nove manzanas. 50 | Giugno 2022 Fig. 2. Il primo modello di supermanzana (Rueda, 2016, Esquema de redes, actual y tuturo, basado en Supermanzanas. Fuente: BCNecología, p.1). Gli assi perimetrali restano invariati e hanno il ruolo Le Corbusier, con il Pla Marcià. La nuova visione di connettere la nuova supermanzana con il contesto per la “Barcellona futura” avrebbe trasformato circostante e con la città, mentre le vie interne sono radicalmente la città ridisegnandola per funzioni, in strade di quartiere con sensi di marcia pensati per coerenza con i principi urbani riportati nella Carta consentire l’ingresso alla cellula ma impedirne di Atene. Le manzanas sarebbero state sostituite l’attraversamento [Fig. 2]. I veicoli possono quindi con i Redents, a costruire un assetto morfologico entrare ma con una velocità massima di 10 km/h, completamente diverso, mantenendo una relazione per coprire tragitti che partano o terminino all’interno con le geometrie del tracciato di partenza attraverso della supermanzana. il modulo di 400x400 m che corrisponde all’area di In questo modo verrebbe liberato più del 70% 3x3 manzanas3 [Fig. 3]. dello spazio attualmente dedicato alla mobilità L’individuazione nel Pla Marcià della scala carrabile, che può assumere nuovi usi, e verrebbero intermedia per le aree da abitare, delimitate dalla incentivate la mobilità pedonale e quella ciclabile rete principale dedicata alla circolazione, è la stessa [Rueda, 2016; Rueda, 2020]. proposta negli anni Ottanta con la supermanzana, a L’applicazione di questa strategia sull’estensione partire dalla quale è stato sviluppato un più recente totale della città era un obiettivo associato a quello schema che prende in considerazione quattro di incrementare la rete del trasporto pubblico e cellule, un contesto quindi più ampio composto da quella ciclabile, in modo da mantenere un livello 6x6 manzanas [Fig. 4]. Allo scopo di definire diversi di servizio paragonabile a quello di partenza. La ambiti di abitabilità dello spazio alla scala umana, nuova configurazione sarebbe composta da una si distinguono via bàsica di collegamento con il rete di assi e vie principali dove i mezzi di trasporto resto della città, via local intermedia e via veïnal pubblico e i veicoli privati possono circolare per gli spostamenti interni al quartiere, e questo normalmente alla velocità massima consentita principio ha guidato anche la realizzazione della di 50 km/h, dove la mobilità pedonale è sempre prima supermanzana del distretto dell’Eixample, nel garantita e quella ciclabile solo nei casi in cui la quartiere di Sant Antoni. sezione stradale lo consenta. L’idea di introdurre un nuovo sistema gerarchico di vie con una maglia Superilla Sant Antoni di 400x400 m per l’area residenziale era stata già proposta negli anni Trenta da Josep Lluís Sert Sant Antoni costituisce un’appendice triangolare alla guida del gruppo catalano GATCPAC, e da a sud-est del distretto dell’Eixample, divisa dai INFOLIO 39 | 51 Fig. 3. Plan Marcià, Barcelona, 1933 (da Fondation Le Corbusier). quartieri dell’Antiga e Nova Esquerra del Eixample complessiva in trasformazione [Fig. 5]. da Gran via de les Corts Catalanes, uno degli assi La prima fase di realizzazione si è conclusa a portanti del Plan Cerdà che attraversa il distretto da maggio 2018 e ha interessato la zona del mercato nord-est a sud-ovest. È un’area che vive continui di Sant Antoni, con la riqualificazione di parte scambi con i quartieri confinanti di El Raval ed degli assi di Carrer del Comte Borrel e Carrer de El Poble Sec, su cui dunque l’impianto della Tamarit. Vengono coinvolte direttamente anche le supermanzana ha avuto risonanza. tre manzanas contigue a quella del mercato, con Il progetto ha riqualificato l’area lungo l’asse di un nuovo spazio pubblico di 1.800mq a percorrenza Carrer del Comte Borrell combinando interventi prevalentemente pedonale che si apre oggi a usi strutturali con interventi di urbanismo tattico, che diversificati. con il contenimento significativo dei costi hanno Nella seconda fase, tra febbraio e luglio 2019, consentito un’estensione maggiore dell’area l’intervento ha consistito principalmente nel Fig. 4. L’evoluzione del modello supermanzana (Ajuntament de Barcelona, 2018b, p.17). 52 | Giugno 2022 Fig. 5. La supermanzana di Sant Antoni (Ajuntament de Barcelona, 2018b, p. 57). miglioramento della condizione delle strade e in invitando a una riflessione sul rapporto tra modello, un’operazione tattica che prevedeva l’appropriazione realtà e attuazione del modello stesso. dello spazio attraverso l’inserimento di elementi di La prima supermanzana realizzata nel 1993 si arredo urbano e l’identificazione di diversi ambiti e trova nel quartiere di La Ribera, che in quegli anni modi d’uso tramite l’introduzione del colore sulla versava in condizioni di inadeguatezza, e tra gli pavimentazione. Il consolidamento di questa parte abitanti vi era un senso di disagio diffuso dovuto dell’intervento e la sua appartenenza al sistema principalmente a ragioni economiche. Con l’impianto generale, sono stati affidati anche all’inserimento di della nuova supermanzana, il miglioramento della elementi strutturali che ne hanno delimitato i confini qualità dello spazio urbano ha reso questa parte di su Carrer de Viladomat e la parallela Carrer del città più attrattiva, con un conseguente aumento del Comte Borrel, all’incrocio con Avinguda del Paralel turismo che, insieme a diversi fattori co-agenti come che segna anche il limite sud del quartiere, verso l’insediamento di nuove economie o l’attivazione di Poble Sec. riqualificazioni private, ha contribuito allo sviluppo di L’ultima fase, cominciata a gennaio 2019, si è in variazioni sul mercato immobiliare e di cambiamenti parte sovrapposta alla seconda, ma essendo di del tessuto sociale. «Estos problemas – scrive natura strutturale ha richiesto tempi di realizzazione Salvador Rueda – han de reducirse en cuanto las più lunghi e si è conclusa a ottobre 2019 con il supermanzanas se extiendan por toda la ciudad completamento dell’ultimo tratto di Carrer del y no se privilegien los territorios por la calidad Comte Borrel interno a Sant Antoni, verso Gran via diferencial de su espacio público» [Rueda, 2016, de les Corts Catalanes. 34]. La proposta di Rueda, infatti, pur venendo La questione della disponibilità delle risorse da un modello elaborato a partire dall’Eixample, economiche, oltre ad avere un ruolo determinante è adattabile anche a contesti dalla morfologia nella definizione della natura strutturale o tattica differente e a modalità di intervento di diversa dell’intervento, riporta anche al tema della natura, che includono anche operazioni di tipo generazione di processi di espulsione sociale, tattico per poter agire contestualmente in più ambiti INFOLIO 39 | 53 della città e limitarne lo sviluppo differenziato. L’idea proponevano studi condotti nei primi anni Duemila di una programmazione sistematica che mitighi le nell’ambito del master in Proyectación Urbanística disuguaglianze nella qualità urbana, è legata al fatto dell’Universitat Politècnica de Catalunya, in cui il che la componente identitaria intangibile di un luogo, tema della connessione tramviaria tra i due tratti quella di matrice culturale, economica, sociale, ha di Avinguda Diagonal era stato l’occasione per un’alta sensibilità al cambiamento e i suoi tempi di proporre una revisione generale del sistema dei reazione sono rapidi. Il caso di Sant Antoni racconta trasporti del distretto [Font et al., 2010]. anche questo aspetto. Il complesso di interventi estesi linearmente Nonostante la redazione del Pla d’Usos del Barri de prevedono il cambio di uso di parte degli assi che Sant Antoni, che tra i principali compiti aveva quello di attraversano l’Eixample, con la realizzazione di proteggere e supportare il commercio di prossimità, una “rete verde” inserita nella griglia omogenea di oggi vi è la preoccupazione che il mercato di Sant questa parte di città [Fig. 6]. La nuova rete si collega Antoni assomigli di più al mercato di La Boqueria, alla supermanzana di Sant Antoni tramite l’asse di che risente del contesto ormai turistificato de Les Carrer del Comte Borrell, ed è concepita non solo Rambles, che ai mercati di quartiere [Ajuntament come una rete viaria, ma come un’infrastruttura de Barcelona, 2018c]; [Redacción Catalunyapress, ambientale che risponda ai problemi legati al 2019]. Viene rivendicata anche una politica della cambiamento climatico, come ritenuto necessario casa più adeguata: parte della popolazione non dalla Declaración de Emergencia Climática riuscendo a far fronte all’aumento dei costi della [Ajuntament de Barcelona, 2020a]. casa e della vita, si è spostata o si sta spostando Delle 61 strade del distretto tra orizzontali, altrove, e il forte senso di comunità che storicamente verticali e diagonali, 21 faranno parte della nuova ha fatto parte dell’identità culturale del quartiere è rete verde, e dalla loro intersezione avranno oggi messo a repentaglio anche da un aumento origine anche 21 nuove piazze. L’obiettivo è di della popolazione di passaggio [Lopez et al., 2022]. trasformare, entro il 2030, una lunghezza di 33,1 Se in un processo di riqualificazione urbana impedire km lineari di strade, per una superficie di 660.260 completamente lo sviluppo di queste dinamiche mq che corrisponde al 30% della superficie totale è un’illusione, affinare le misure da adottare per del sistema viario del distretto dell’Eixample. Lo contenerle e imparare dalle esperienze rivelatesi spazio pubblico viene incrementato di più del 50% critiche da questo punto di vista devono essere con un’aggiunta di 334.750 mq da dedicare a nuovi obiettivi realistici da perseguire. usi, e viene progettato per rispondere al contempo a diverse sfide dell’età contemporanea: ridurre Superilla Eixample l’inquinamento acustico e dell’aria, incrementare spazi verdi e superfici permeabili, contribuire Dopo quelle che si potrebbero definire le prime alla riduzione dell’effetto delle isole di calore nel due fasi di realizzazione della supermanzana, con distretto [Ajuntament de Barcelona, 2021d]. i primi due esempi nei quartieri di La Ribera e di La nuova struttura è pensata per permettere Vila de Gracia tra il 1993 e il 2006, e, dopo 10 anni, al cittadino di raggiungere spazi verdi ad uso con i successivi interventi a Poblenou, Huerta, pubblico e scuole nel raggio massimo di 200 m, Hostafrancs e Sant Antoni nel quinquennio 2015- e mercati municipali con tragitti di un massimo di 2020, oggi Superilla Barcelona sta affrontando la 10 minuti a piedi. L’obiettivo di disincentivare l’uso sua terza fase [Ajuntament de Barcelona, 2016; dei mezzi privati è supportato anche dal Plan de Ajuntament de Barcelona, 2017a; Ajuntament de Movilidad Urbana 2020-2024, un programma che Barcelona 2017b; Ajuntament de Barcelona 2018a; dovrebbe agire in parallelo a Superilla Eixample, Ajuntament de Barcelona, 2018d]. e che prevede l’ampliamento dell’offerta della Pur condividendo gli stessi obiettivi, la rete pubblica dei trasporti e il miglioramento configurazione proposta da Superilla Eixample si dell’accessibilità pedonale e ciclabile, non solo allontana da quella delle realizzazioni precedenti: internamente al distretto dell’Eixample ma in tutta dalla riqualificazione di aree circoscritte e Barcellona [Ajuntament de Barcelona, 2020b]. riconoscibili come supermanzanas, si è passati a Come misura di contenimento dell’effetto quella di assi viari, innescando un dibattito tuttora deformante del cambiamento sull’identità acceso [Magrinya, 2021]; [Rueda, 2022]. socioculturale dei diversi quartieri del distretto, Il carattere sistematico del programma considera le trasformazioni fisiche sono controllate anche il distretto dell’Eixample nel suo insieme, come già attraverso il Pla d’Usos de l’Eixample, lo strumento 54 | Giugno 2022 Fig. 6. La nuova rete dell’Eixample (Ajuntament de Barcelona, 2021d, 21 nous eixos verds i 21 noves places de l’Eixample, p. 8). Fig. 7. La strada tipo attuale e la “strada del XXI secolo” a confronto (Ajuntament de Barcelona, 2021c, p. 15). INFOLIO 39 | 55 con il compito di regolare gli usi della pianta zero, gerarchia tra marciapiede e carreggiate, il principio garantire la pluralità e la flessibilità necessarie al alla base del nuovo assetto prevede l’inserimento mix funzionale, tutelare e rafforzare il commercio della componente gerarchica alla grande scala e i servizi di prossimità. A differenza di quello – quella del distretto – e la sua eliminazione alla sviluppato in precedenza per la supermanzana di piccola scala – quella della strada. Sant Antoni, Pla d’Usos de l’Eixample considera i L’asfalto viene sostituito in parte dal panot, in sei quartieri che fanno parte del distretto, dunque una versione contemporanea permeabile, in parte ha una scala di intervento e, si suppone, una da aree da dedicare alla piantumazione, la cui risonanza più ampie. sezione varia da un minimo di 4 m complessivi a un Con la nuova infrastruttura ambientale, da assi massimo di 9,8 m [Ajuntament de Barcelona, 2021c; dedicati alla mobilità carrabile e prevalentemente Ajuntament de Barcelona, 2022a; Ajuntament asfaltati, i nuovi assi verdi diventano un luogo da de Barcelona, 2022b] [Fig. 8]. La vegetazione attraversare a piedi e dove sostare, con il 20% preesistente nei 21 assi oggetto di intervento, viene della superficie pavimenta permeabile, di cui il 50% integrata con 4.000 nuovi alberi che occuperanno sarà dedicato alla vegetazione. anche la parte centrale del nuovo asse stradale, La strada tipo dell’Eixample ha una larghezza in una forma libera che contraddistingue la nuova totale di 20 m, di cui più della metà è attualmente infrastruttura. occupata da carreggiate asfaltate. I marciapiedi L’intersezione tra gli assi configura uno spazio di laterali hanno una larghezza di 4,85 m l’uno, circa 2.000 mq, oggi prevalentemente asfaltato e un filare di alberi per lato si inserisce in un e dedicato alla mobilità carrabile, che con la sistema pavimentato impermeabile costituito dal realizzazione delle 21 nuove piazze entrerà a far tradizionale panot barcellonese. La “strada del XXI parte della “rete verde”. Anche in questo caso secolo” prevista per Superilla Eixample, invece, ha l’asfalto sarà sostituito dal nuovo panot e da aree un’unica piattaforma ed è priva di differenze di quota da dedicare alla vegetazione, in un rapporto che [Fig. 7]. Dunque, da una condizione di partenza in varia a seconda dei casi [Fig. 9]. cui il sistema generale è omogeneo ma esiste una La prima fase di attuazione di Superilla Eixample Fig. 8. La sezione tipo della “strada del XXI” secolo (Ajuntament de Barcelona, 2021c, p. 38). 56 | Giugno 2022 Fig. 9. La nuova infrastruttura (Ajuntament de Barcelona, 2021c, p.24). prevede l’impiego di 52,3 milioni di euro per la concorsi distinti, uno per la progettazione degli realizzazione di 4 nuovi assi verdi e 4 nuove piazze. assi, l’altro per la progettazione delle piazze. L’apertura degli 8 cantieri è fissata per luglio 2022, I 4 gruppi vincitori del concorso per i nuovi assi ed è prevista una fine lavori entro il 2023. verdi sono stati chiamati a redigere il Model Nous Lungo l’asse di Carrer del Consell de Cent, nel Eixos Verds, un documento che facesse da guida tratto compreso tra Carrer de Vilamarí e Passeig alla progettazione esecutiva stabilendo dei criteri de Sant Joan, vengono realizzati i primi 4,8 km comuni da adottare anche nelle prossime fasi di di infrastruttura verde, e in corrispondenza con Superilla Eixample, allo scopo di costruire una le intersezioni tra l’asse di Carrer del Consell de riconoscibilità per il sistema dell’infrastruttura Cent e gli assi di Carrer de Rocafort, Carrer del verde di cui i 4 assi saranno i primi esempi. Nel Comte Borrell, Carrer d’Enric Granados e Carrer caso delle piazze, sono stati definiti due modelli: de Girona, vengono ricavati 7.600 mq di spazio quello dello spazio pubblico flessibile che ospiti pubblico con la realizzazione delle prime 4 piazze. attività di diversa natura, e quello del giardino. Gran Via de les Corts Catalanes segna il limite, La piazza tra Carrer del Consell de Cent e Carrer a sud-est, degli altri 3 assi oggetto di intervento: del Comte Borrel, e quella tra Carrer del Consell Carrer de Rocafort e Carrer del Comte Borrel fino de Cent e Carrer de Girona, rientrano nel primo, all’incrocio a nord-ovest con Avinguda de Roma, mentre quelle tra Carrer del Consell de Cent e e Carrer de Girona fino ad Avinguda Diagonal Carrer de Rocafort, e Carrer del Consell de Cent e [Ajuntament de Barcelona, 2021c] [Fig. 10]. Carrer d’Enric Granados, nel secondo [Ajuntament Per selezionare le proposte sono stati indetti due de Barcelona, 2021b]. INFOLIO 39 | 57 Fig. 10. La prima fase di Superilla Eixample (Ajuntament de Barcelona, 2022b, p.16). Dal Plan Cerdà a nuovi spunti per la città Cerdà, ma che per effetto delle speculazioni non compatta venne mai realizzato. Restituire alla Barcellona contemporanea gli stessi spazi pubblici di cui era La stessa griglia che ha costruito l’impianto dotato sulla carta il primo piano significherebbe morfologico diventato iconico della Barcellona iniziare un lungo e utopico processo di moderna della seconda metà del XIX secolo, espropriazioni delle corti interne delle manzanas, ha favorito negli anni l’acuirsi dei problemi che che ad oggi, senza consistenti demolizioni di riscontra l’Eixample contemporaneo. La sua solidità interi fronti dei blocchi Cerdà, non riuscirebbero però ha consentito anche che l’identità della sua comunque a raggiungere la permeabilità degna struttura e la leggibilità di alcuni dei principi base di uno spazio pubblico. Dunque, si è cercata una del Plan Cerdà resistessero a più di un secolo di forma di intervento compatibile con lo stato delle trasformazioni frutto delle esigenze di società tra cose e il cui scopo è rispondere al contempo a loro lontane nel tempo e culturalmente. diverse necessità della città. Oggi, con Superilla Eixample, il distretto sta È un programma che sembra avere i presupposti per affrontando il primo vero intervento sistematico che, instaurare con la preesistenza una relazione tale come fosse uno strato da sovrapporre, introdurrà la da non lederne l’identità, ancora una volta grazie nuova infrastruttura come una rete all’interno della anche alla flessibilità di un impianto di partenza griglia preesistente. Con il ripensamento dell’ordine solo apparentemente rigido per il rigore e la forza gerarchico del piano aumenta la complessità del della sua morfologia. Tuttavia, per avere un impatto sistema Eixample: l’impianto viario attuale viene significativo rispetto alle sfide cui è chiamata a articolato e arricchito, e l’obiettivo al 2030 è farlo rispondere la Barcellona contemporanea, il piano in maniera diffusa a richiamare quell’idea di città dovrebbe considerarsi come un punto di partenza egualitaria che aveva portato Ildefonso Cerdà a di un processo di trasformazione più ampio e costruire un complesso omogeneo per la nuova integrato, che consideri la città nel suo insieme, in Barcellona. linea con l’idea di uguaglianza ed equità alla base La sostanza dell’operazione di Superilla Eixample sia del Plan Cerdà che delle riflessioni che a partire riguarda la dotazione diffusa e capillare di spazio dagli anni Ottanta hanno portato allo sviluppo delle pubblico, originariamente previsto dal Plan supermanzanas realizzate. 58 | Giugno 2022 Così come il contesto dell’Eixample che ne ha giocano un ruolo fondamentale. L’incremento ispirato l’elaborazione, anche il modello della della mobilità dolce, la riconquista dello spazio supermanzana è dotato di una certa flessibilità. pubblico, l’attivazione della progettualità locale, La strategia alla base della proposta è adattabile a la possibilità di trasformare tramite mix di capitali diversi ambiti di intervento, con le dovute modifiche pubblici e privati, sono obiettivi realizzabili tramite richieste dalla struttura di partenza. l’ottimizzazione del loro sistema urbano: a partire Secondo Salvador Rueda la chiave del buon dalla configurazione esistente e tramite il progetto esito dell’applicazione dei principi da lui stesso è possibile dare un contributo importante in termini sintetizzati con il primo schema base, risiede nel ambientali e allo stesso tempo incentivare gli lavorare alla configurazione di nuove reti che scambi sociali. Nonostante le divergenze emerse liberino le maggiori quantità di spazio pubblico, sulle modalità di intervento a “isola” o ad “asse”, alterando meno possibile la percentuale del il caso di Barcellona è esemplare in questo senso, traffico, e rafforzando la rete pubblica del trasporto e racconta anche come lo spazio pubblico venga [Rueda, 2016; Rueda, 2017]. Il metodo proposto ampiamente riconosciuto come trainante per i considera un modello elaborato sulla base delle processi di trasformazione, l’unica chiave cioè per caratteristiche fisiche della città, che dunque ha innescare un cambiamento e consolidarlo a lungo un rapporto diretto con le condizioni morfologiche termine. del contesto in cui viene inserito. Da questo punto di vista l’Eixample Cerdà ha costituito un campo di sperimentazione più vantaggioso di altri: è un sistema urbano denso, in cui la popolazione media di una supermanzana è di 6.200 abitanti, con una dotazione di servizi che deve soddisfare questi numeri indipendentemente dai nuovi impianti. Nonostante l’eccezionalità del contesto, esistono caratteristiche comuni alle città compatte – e in particolare alle città mediterranee dove la già intrinseca dimensione di prossimità aiuterebbe all’introduzione dei nuovi sistemi –, sulla base delle quali in questi anni si stanno sviluppando studi e progetti di ricerca [Catanzaro, 2022]. Il progetto TuneOurBlock, finanziato dall’Unione Europea, che indaga le possibilità di applicazione della supermanzana a diverse strutture urbane ha l’obiettivo di proporre soluzioni che restituiscano un’abitabilità della città alla scala umana e di quartiere, adottando metodi di pianificazione e politiche improntati sul concetto di adattamento alle trasformazioni, con una chiave di lettura generale legata alle condizioni di isolamento vissute a livello mondiale per la pandemia da COVID-19. Un recente studio sui margini di esportazione della supermanzana, portato avanti da Sven Eiggmann, adotta una metodologia che si basa sull’uso di un algoritmo allo scopo di identificare i contesti urbani con caratteristiche più possibile comuni all’Eixample Cerdà, dove il processo di adattamento al nuovo impianto darebbe migliori risultati, e, secondo i suoi studi, tra le città con il maggior potenziale ci sono Madrid, Tokyo e città Francesca Ambrosio, Ph.D Student del Messico [Eiggmann, 2021; Eggmann, 2022]. Dipartimento di Architettura Nella condizione globale di emergenza al Università degli Studi Roma Tre cambiamento climatico le città compatte
[email protected]INFOLIO 39 | 59 Note Ajuntament de Barcelona (2018d). Reunió de traball amb el Grup Impulsor de l’àmbit de Sants- 1. La storia dell’Eixample e delle sue origini non Hostalfrancs, Barcellona. viene approfondite in questa sede, alcuni riferimenti Ajuntament de Barcelona (2019). Superilles de St. a riguardo sono: Barjau et al., 1990; Busquets et al., Antoni. Consell de barri de Sant Antoni, Barcellona. 1983; Busquets et al., 2009; Cerdà, 1867; Corominas, Ajuntament de Barcelona (2020a). Declaración de (2002) 2010. emergencia climática, Barcellona. 2. Per il taglio specifico del presente contributo non Ajuntament de Barcelona (2020b). Pla de Mobilitat vengono trattate le vicende che hanno portato allo Urbana 2020-2024, Barcellona. sviluppo della Barcellona contemporanea. Un breve Ajuntament de Barcelona (2021a). Anuari estadístic riferimento alla questione politica del decennio di de la Ciutat de Barcelona, Barcellona. cui si parla: gli anni Ottanta del Novecento sono Ajuntament de Barcelona (2021b). Guanyadors dels immediatamente successivi alle prime elezioni concursos d’eixos verds i places, Barcellona. democratiche post dittatura franchista. Durante la Ajuntament de Barcelona (2021c). Model Eix Verd. El dittatura, Franco aveva minato, e intenzionalmente nou carrer del segle XXI, Barcellona. indebolito, le autonomie locali, sia politicamente che Ajuntament de Barcelona (2021d). Model nous eixos culturalmente (si pensi ad esempio l’impossibilità per verds, Barcellona. i Catalani di parlare liberamente il catalano). Dunque, Ajuntament de Barcelona (2022a). Convocatoria la fine della lunga era franchista coincise anche con del premi al repte urbà: el nou panot del segle XXI, una ripresa della progettualità locale. Barcellona. 3. Per approfondimenti sul Pla Marcià: Tarragó (1972), Ajuntament de Barcelona (2022b). Presentaciò Tarragó (1980) Tarragó (1988). projectes executius, Barcellona. Ballarín Morancho J., Magrinyà I Torner F. (2009). Bibliografia Cerdà, 150 Años De Modernidad, Actar, Barcellona. Barjau S., Cañelas C., Corominas M. et al. (1990). La Agència d’Ecologia Urbana de Barcelona (2021). Formació de l’eixample de Barcelona. Aproximacions BCNECOLOGIA – 20 años de la Agencia de Ecología a un fenomen urbà, L’Avenç, Barcelona. Urbana de Barcelona, Arquine, Barcellona. Busquets J., Gómez J. L. (1983). Estudi de l’Eixample, Agència de Salut Pública de Barcelona (2018). Ajuntament de Barcelona, Barcelona. Avaluació de la qualitat de l’aire a la ciutat de Busquets J., Coromina M. (a cura di, 2009-2010) Barcelona, Barcellona. Cerdà i la Barcelona del futur. Realitat versus projecte, Ajuntament de Barcelona (1987). Mapa de Ruido de CCCB, Direcció de Comunicació de la Diputació de Barcelona, Barcellona. 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El “Pla Macia” O “La Nova Barcelona”, [online] E L “PLA MACIA” O “LA NOVA BARCELONA” - RACO.cat. Tarragó S. (1980). El Plan Macià: síntesis del Trabajo del GATCPAC para Barcelona, 2C: construcción de la ciudad, n. 15-16, pp. 68-85. INFOLIO 39 | 61 Immagine di apertura: Doncaster Metropolitan Borough, Industrial Decay, centrale nucleare di Doncaster in stato di abbandono (foto di T. Blackwell – licenza Creative Commons 2.0 Generic). Prossimità e ri-territorializzazione. Il ruolo delle comunità locali nel ridisegno dei territori del post nucleare Sezione I – Il tema Riccardo Ronzani The paper deals with the theme of living in areas that host nuclear plants. Even at the end of the reclamation, the nuclear sites turn out to be alien to the imaginary of the local communities. Due to historical precedents and a sense of widespread suspicion, the territorial closeness to these places is configured as a conflictual proximity, and often finds solutions in neglect. The paper, after outlining the current situation, investigates the possibility of re-opening these portions of territories to the landscape, to convert a proximity defined by boundaries into a new coexistence. Keywords: Energy production landscape, Landscape imaginary, Nuclear conflictual proximity, Nuclear site re-use, Reterritorializing acts Introduzione Tessalonica (I secolo a.C.) fa emergere come una delle attività fondamentali alle quali l’uomo si Il paper si propone di indagare sul tema della dedicò fin dagli albori della civiltà fu la produzione compresenza degli insediamenti umani e di energia [Smil, 2000; Colombo, 2000]. Cibo, delle infrastrutture energetiche nei paesaggi lavoro e calore sono da sempre stati indispensabili contemporanei, in un’epoca nella quale la alla vita quotidiana dell’uomo: non è un caso che trasformazione del paesaggio è guardata con il focolare (fonte di energia sotto forma di calore) sospetto da parte della comunità scientifica, sia sempre stato, dalla cultura antica fino alla da associazioni ed enti preposti alla tutela sensibilità moderna, il fulcro, il cardine fisico e del paesaggio, e da una porzione consistente metaforico dell’ambiente domestico anche in dell’opinione pubblica. Nello specifico, il paper si culture differenti [Augé, 2003; Augé, 2009]. Un concentrerà sul tema degli impianti di produzione legame tanto stretto, quello tra uomo e produzione di energia nucleare, e sulle possibilità che le energetica, da rendersi spesso una vicinanza comunità locali trovino strategie per riappropriarsi fisica: una necessità umana che, per necessità, delle porzioni di territorio che li ospitano. richiede prossimità. Si intende qui una prossimità spaziale, una distanza molto breve tra l’uomo e una Necessità e prossimità: i paesaggi dell’energia forma di produzione energetica, la condivisione di uno stesso ambiente talvolta (come nel caso del «La vostra mano non resterà a lungo sulla pietra, focolare), o la presenza di strutture nel territorio o donne che girate il macinatoio. Cerere ha per diverse forme di produzione energetica ordinato alle sue ninfe di compiere il lavoro delle (idraulica o eolica, per esempio). vostre braccia, e le ninfe si getteranno sulla ruota, Così i canali scavati nella roccia dal popolo costringeranno l’asse a girare, ne muoveranno i Incas per l’irrigazione dei campi attraversavano raggi, azioneranno quattro macine […]». le loro città, i villaggi e le montagne, e ancora Questo scritto del poeta greco Antipatro di oggi contribuiscono al disegno del paesaggio. INFOLIO 39 | 63 I paesaggi della contemporaneità, modificati e millenaria di produzione energetica da parte trasformati in passato anche con la costruzione dell’uomo [Dematteis, 2021], mentre dall’altro di infrastrutture per la produzione energetica, lato si consolidano posizioni conservative nei contribuiscono oggi alla definizione di un valore confronti del patrimonio paesistico. Queste ultime, identitario caratterizzante interi territori o persino pur non negando l’essenzialità della produzione vaste aree geografiche. Ne è un caso esemplare energetica, vedono con fatica la coesistenza la nazione olandese, il cui paesaggio storicizzato tra impianti produttivi energetici e insediamenti è costituito, nell’immaginario collettivo più diffuso, umani, all’interno dei paesaggi del quotidiano. La da vaste pianure coltivate e da canali e lagune, nel posizione di pensatori e critici come Settis, per mezzo delle quali i mulini a vento ottocenteschi si esempio, sostiene come la produzione massiva di collocano come landmark [Fig. 1]. energia, che ad oggi rimane il modello economico Nel corso del XX e del XXI secolo, tuttavia, e più dominante, produca ambienti e paesaggi esterni specialmente dalla seconda metà del Novecento, (spesso estranei) all’immaginario degli abitanti rapide innovazioni tecniche e nuove frontiere [Settis 2012]. In aggiunta a ciò, nell’opinione nella ricerca tecnologica, insieme con una pubblica contemporanea, alcuni incidenti o società sempre più “energivora” (con l’avvento e eventi drammatici del passato hanno alimentato la crescita di rilevanza dell’energia elettrica nella atteggiamenti sospettosi verso la prossimità ai vita quotidiana), hanno incrementato e accelerato luoghi dell’energia, invitando a una più prudente la trasformazione dei territori. Nel corso di queste lontananza [Nocenzi, 2002]. modificazioni sempre più repentine, frequenti e spesso consistenti (si pensi all’impatto visivo di Abitare in prossimità degli impianti energetici un vasto campo fotovoltaico, o a quello visivo e nucleari climatico di una diga in alta montagna), il dibattito intorno alla gestione del paesaggio sta registrando La storia degli impianti contemporanei di grandi negli attori coinvolti l’assunzione di due posizioni dimensioni per la produzione di energia elettrica è antitetiche. Da un lato infatti persistono opinioni caratterizzata da alcuni eventi drammatici che, per favorevoli al cambiamento e alle trasformazioni gli effetti degli incidenti e per la rilevanza mediatica del paesaggio per proseguire quell’opera che ne seguì, contribuirono ad alimentare Fig. 1. Bleiswijk (Olanda), Dutch Landscape (foto di J. Rubiano – Licenza Creative Commons 2.0 Generic). 64 | Giugno 2022 nell’opinione pubblica una sensazione di generale dibattito sociale e politico intorno all’energia pericolo e diffuso scetticismo [Hirschberg et al., nucleare si risolve quando a venire meno è 1998]. Per citare due famosi eventi fra tutti, si proprio la prossimità ai luoghi, e non più in pensi ad incidenti di notevole gravità quali la frana generale l’impiego della tecnologia nucleare. e la successiva esondazione della Diga del Vajont L’Italia, per esempio, pur avendo votato nel 1987 nel 1963 [Semenza, 2002], o la frana delle scorie la propria contrarietà al nucleare, importa energia di carbone che nel 1966 travolse il villaggio e la nucleare dall’estero (principalmente da Francia e scuola elementare di Aberfan in Scozia [Tribunals Svizzera), fino a una quota del 10% del fabbisogno of Inquiry, 1966]. L’abitare in prossimità degli energetico nazionale [Longo 2020]. Una parte impianti di energia, in un’epoca in cui l’energia consistente degli italiani utilizza una quota parte di si trasporta con facilità e per lunghe distanze, energia di provenienza nucleare, nonostante con il sembra non costituire alcun vantaggio ma sembra referendum popolare del 12 e del 13 giugno 2011 comportare, al contrario, rischi notevoli. l’Italia abbia riconfermato la propria contrarietà, Le forme di energia in effetti, ovunque esse siano almeno ufficiale, nei confronti della tecnologia prodotte, sono facilmente trasportabili e trasferibili. atomica. In un contesto socialmente, politicamente ed economicamente omogeneo come l’Europa, Not In My Back Yard: il conflitto verso i luoghi del chiunque può usufruire dello stesso quantitativo di nucleare energia, sia essa prodotta nei territori vicini, sia essa importata da lontano. L’autonomia energetica In particolar modo in Italia, anche se non è tuttavia un obiettivo sempre più rilevante nei solo, le posizioni di coloro che si oppongono programmi politici europei, e la crisi politico- a questa fonte energetica sono supportate da diplomatica nata tra Europa e Russia a seguito incidenti talvolta drammatici che hanno segnato del conflitto russo-ucraino ha accelerato questo indelebilmente la storia del nucleare civile. Fu processo. proprio nell’ambito del dibattito sulla sicurezza Alla luce dei goals della transizione energetica e la diffusione delle centrali elettronucleari che, (Green Deal Europeo), la questione della negli anni Ottanta, Walter Rodger dell’American produzione di energia da fonte nucleare assume Nuclear Society propose l’acronimo NIMBY (Not In oggi un ruolo particolarmente significativo per il My Back Yard, letteralmente: non nel mio cortile) raggiungimento di tale autonomia, nonostante il [De Luca, 2012]. L’espressione mette in evidenza dibattito che dalla seconda metà del Novecento come le opere pubbliche a impatto rilevante, ad oggi ha caratterizzato questa tecnologia. sebbene ritenute essenziali da tutti, siano sempre Pertanto, sebbene il dibattito sul nucleare, almeno paradossalmente indesiderate da chiunque abiti in ambito europeo, sia un tema divisivo, nel i territori destinati ad ospitarle. Dopo Černobyl’ 1, gennaio del 2022 la Commissione Europea ha Fukushima 2, Three Miles Island 3 (tutti nomi noti che votato per l’inclusione dell’energia nucleare nella richiamano, nell’immaginario comune, all’energia Tassonomia Europea per le attività sostenibili, atomica come una tecnologia troppo instabile e indicandola come una delle fonti energetiche pericolosa), la società ricerca oggi una lontananza di transizione. Il caso italiano, con il rifiuto cautelativa dai luoghi di produzione elettrica dell’utilizzo di questa tecnologia, costituisce da fonte nucleare. Ciò avviene poiché se da un un’eccezione: la maggioranza degli stati europei lato i precedenti storici ne testimoniano i pericoli vede nel territorio nazionale la presenza di centrali intrinsechi, dall’altro la prossimità territoriale ad nucleari, e mentre si programma la costruzione di essi, trasforma quella consapevolezza di pericolo nuovi impianti si prevede anche la chiusura delle in una sensazione di rischio inaccettabile 4. Nasce centrali più vetuste. I temi del decommissioning di così un conflitto tra l’uomo e gli spazi dell’energia tali impianti, di eventuali revamping o riusi adattivi, nucleare a lui prossimi nel territorio. E questo sarà un tema di dibattito sempre più improrogabile. ricercato allontanamento, oltre che fisico nelle In questi contesti, fin da oggi si impone il tema geografie territoriali 5, è nella maggioranza dei della prossimità fisica a questi luoghi, in contrasto casi simbolico, interiore. In questo contesto le con la diffusa speranza delle comunità locali di opinioni di coloro che propendono per la tutela vivere in paesaggi il meno antropizzati possibile. conservativa del patrimonio paesistico guardano Non a caso nella maggioranza delle volte, il alla presenza delle centrali nucleari (attive ma INFOLIO 39 | 65 anche abbandonate, come nel caso italiano) come è iniziata con le prime manifestazioni a Roma elementi di depauperazione del paesaggio. nel 1979, nelle quali più di ventimila persone Il conflitto tra gli abitanti di un territorio e l’energia protestarono contro la costruzione di una nucleare può essere letto e interpretato su almeno nuova centrale a Montalto di Castro e contro la due livelli differenti. riapertura della centrale del Garigliano, chiusa per Un primo livello riguarda la forma dell’energia: il manutenzione dal 1978. Le fotografie, reperibili nucleare e la sua storia, i rischi della tecnologia e negli archivi online, dei raduni e degli striscioni gli errori umani, le sue scorie e il loro stoccaggio della lotta al nucleare in parata nei territori delle millenario. Un secondo livello, connesso centrali, appartengono alla memoria collettiva di inevitabilmente con il primo, riguarda i luoghi molte generazioni, e ancora oggi generano un forte e i paesaggi del nucleare. Gli edifici, le torri senso di lontananza e distacco verso le centrali evaporative, le recinzioni e le infrastrutture, così in ormai chiuse, quasi come se esse debbano essere contrasto con il paesaggio naturale e storicizzato consegnate all’oblio nella memoria collettiva [Magnaghi, 2000], si propongono come simboli, [Prosperi, 2021]. immagini materiali, di una forma di energia così Con i successivi referendum abrogativi dell’8 e del divisiva a livello sociale e mediatico. 9 novembre 1987, i cittadini italiani sancirono la In linea generale nella storia dell’uomo, il chiusura definitiva delle quattro centrali nucleari territorio come «come prodotto storico […] esito di Trino (Piemonte), Caorso (Emilia-Romagna), della trasformazione dell’ambiente a opera di Latina (Lazio) e del Garigliano (Campania), e successivi e stratificati cicli di civilizzazione» l’interruzione della costruzione della centrale [Magnaghi, 2000, 16-17], ha da sempre assunto di Montalto di Castro in Lazio. I paesaggi nei un valore culturale e di testimonianza anche quali queste centrali ancora oggi si inseriscono, grazie alla presenza di luoghi meno nobili, come possono essere analizzati per comprendere se, le infrastrutture, le industrie, i porti e gli aeroporti, quanto e in quale modo questi impianti si scontrino ecc. [Settis, 2012; Augé, 2009]. Gli impianti con l’immaginario e i valori degli abitanti degli nucleari, tuttavia, sono caratterizzati da una storia stessi territori. almeno in parte differente: come scrive Settis Analizzando questi casi studio è possibile [2012, 72-73], «ognuno impara a ritagliare entro il rilevare una considerevole distanza interposta proprio orizzonte vedute ancora accettabili», e gli tra le centrali e gli insediamenti urbani. Questa impianti nucleari sono esclusi da queste vedute. distanza è anche e soprattutto l’esito formale di Essi fanno parte di quelle porzioni di paesaggio, rigide normative per la sicurezza dell’impianto e le quali vengono nascoste alla vista. Non sono per la salubrità ambientale. Al termine della vita definibili come luoghi e neanche come nonluoghi, produttiva e della bonifica della centrale, tuttavia, perché se i luoghi sono vissuti dagli abitanti e i questa distanza (nei fatti, non più necessaria) nonluoghi sono attraversati dai passeggeri [Augé, diviene la condizione imprescindibile per instaurare 2009], gli spazi del nucleare (ad eccezione di alcuni fragili equilibri di prossimità a insediamenti urbani. casi particolari 6) occupano porzioni di territorio del Equilibri che prevedono, per esempio, la presenza tutto ignorate e dimenticate. estensiva di terreni boschivi utili a nascondere alla Un’analisi morfologica e tipologica dei territori vista gli impianti. Sebbene alcuni edifici interni alle ove sono inseriti gli stabilimenti nucleari fa centrali costituiscano dei veri e propri landmark (è emergere alcune considerazioni. In questa analisi, il caso delle ciminiere, delle antenne radar o delle il contesto italiano riveste un ruolo privilegiato alte torri evaporative), non risulta facile scorgere per la reperibilità dei dati dei quattro impianti in questi luoghi, se non da molto lontano. Luoghi decommissioning presenti. che, anche nel momento in cui si decidesse o si riuscisse ad avvicinarsi, risultano estremamente Marginalità e riappropriazione dei paesaggi chiusi verso l’esterno: le centrali nucleari sono dell’energia nucleare recintate, i suoi edifici sono inclusi entro confini netti e invalicabili. La prossimità tra gli abitanti I paesaggi marginali del post-nucleare: l’esempio e questi stabilimenti, sebbene già il più possibile italiano scoraggiata, qui si interrompe in modo definitivo e risolutorio. I cartelli di invalicabilità e di divieto In Italia la storia del declino dell’energia nucleare d’accesso, di pericolo o di videosorveglianza, 66 | Giugno 2022 Fig. 2. Tennessee Valley, Phipps Bend Nuclear Power Plant Spring 2016, veduta aerea delle macerie della stazione nucleare abbandonata (foto di R. Cliffton – licenza Creative Commons 4.0 International). richiamano subito a Marc Augé [2009], il quale elementi di rottura del paesaggio: non partecipano parla di luoghi che comunicano anche attraverso alla costruzione di un’immagine uniforme e non i testi e le parole che propongono. definiscono geometrie e morfologie in grado di Il fatto che le centrali nucleari attive siano luoghi integrarsi con i sistemi orografici e infrastrutturali non accessibili per ragioni di sicurezza è chiaro ed del territorio. è comprensibile. Al contrario, che la loro chiusura resti tale anche dopo l’interruzione dell’attività Comunità locali e la riappropriazione del territorio: produttiva, dopo l’esportazione delle scorie e al il caso di Brennilis termine dei lavori di bonifica, contribuisce da un lato ad aumentare il sentimento di sospetto e Sebbene con aspetti ogni volta differenti e paura, e dall’altro a imporre una distanza fisica caratteristici, il destino di questi luoghi sospesi – e simbolica tra territorio e abitanti. I luoghi del quando non si risolve rapidamente con una completa nucleare dismessi o abbandonati sono rimasti dismissione a causa di problemi burocratici, e rimangono tutt’ora dei luoghi che è possibile politici, economici o ambientali – sembra essere definire come marginali. Marginali (da enciclopedia analogo in paesi e contesti differenti. La centrale Treccani «[…] che è al margine, che costituisce di Montalto di Castro 8 in Italia, per esempio, un margine») perché posti ai confini del territorio mantiene tutte le caratteristiche di un cantiere comunale, il più distante possibile dai centri abitati interrotto e mai terminato, e contemporaneamente (come a Trino, Caorso e Garigliano) o almeno dai le centrali abbandonate come Phipps Bend nel più importanti e popolosi (come nel caso di Latina). Tennessee (USA) [Fig. 2] o a Zarnowiec in Polonia Marginali all’interno dei panorami interiori degli [Fig. 3], per citarne solo due fra molte, assumono abitanti [Settis, 2012], del loro immaginario e dei l’aspetto di macerie post-belliche [Augé, 2004]. loro sguardi 7. E marginali in parte anche perché Questi luoghi abbandonati, considerati oggi definiscono dei margini, ritagliano una porzione di come resti post-industriali da demolire al fine di territorio e la separano dal contesto circostante. Le rigenerare un paesaggio dall’aspetto più naturale, centrali nucleari resistono infatti negli anni come contengono invece intrinsecamente il potenziale INFOLIO 39 | 67 Fig. 3. Zarnowiec, Ejz bloki, veduta aerea del complesso abbandonato della centrale di Zarnowiec (foto di M. Kotas – licenza Creative Commons 2.5 Generic) per entrare a far parte del paesaggio ed innovarne quarant’anni, quando in effetti la centrale nucleare forme e significati [Berger, 2007]. è stata operativa e produttiva per la metà del Gli esempi appena riportati consentono di tempo. Nel corso di questo dibattito il futuro di astrarre il problema dei paesaggi del nucleare Brennilis resta in sospeso, mentre la fase di e del post-nucleare dalla sola casistica italiana decostruzione – «un passo normale nella vita di una ad un panorama che è invece esteso all’intera centrale nucleare» [EDF, 2000, 7] – appare ancora area geografica europeo (se non alla dimensione oggi un argomento socialmente e politicamente globale). controverso. Il rapporto conflittuale che si instaura nello scontro Nel mese di novembre del 2021 il prefetto della tra le aspirazioni condivise delle comunità locali, la provincia del Finistère (nella quale si trova programmazione delle più convenienti dinamiche l’impianto) ha avviato una enquête publique in di mercato, le decisioni politiche prese a livello merito a modalità, tempistiche e operazioni di regionale o nazionale, e la posizione sostenuta smantellamento, aprendo così il dibattito alle dalle associazioni ambientaliste, si manifesta in consultazioni pubbliche. È stato altresì istituito modo evidente in alcuni casi eclatanti. l’obbligo per la società energetica francese Edf Tra questi è possibile citare il caso della centrale non solo di informare periodicamente i cittadini, elettronucleare di Brennilis, nella regione della ma anche di raccoglierne le valutazioni e le Bretagna (Francia). La centrale, inaugurata nel controproposte. Nella lunga vicenda decisionale 1965 come prototipo industriale innovativo per la legata al futuro di questo ex-impianto, luogo che tecnica utilizzata, fu in pochi decenni abbandonata ha ridefinito per anni un’intera porzione di territorio a causa dello sviluppo di tecnologie più efficienti e occupato un posto di primo piano nell’immagine e redditizie. Dopo soli vent’anni di attività, la sua del paesaggio di Brennilis, viene dopo anni chiusura nel 1985 9 ha innescato un importante inclusa anche la voce della comunità locale. Ciò dibattito politico e sociale che prosegue ancora significa che in questo caso è stata riconosciuta la oggi. Ciò che è particolarmente interessante in necessità di riconnettere intere porzioni di territorio questo caso studio, è che il dibattito conflittuale agli abitanti che dovranno tornare ad abitare e circa il futuro di questo luogo procede da quasi riappropriarsi di quei luoghi. 68 | Giugno 2022 Nello scenario fino ad ora descritto, ed esemplificato di connessione di frammenti di territorio e di in modo chiaro dal caso di Brennilis, la riapertura ricostruzione dei paesaggi. degli ex-siti nucleari verso il territorio appare Il progetto del territorio possiede il potenziale per re- un’azione necessaria per riunificare porzioni di instaurare una prossimità a questi luoghi, tentando paesaggi frammentati. La ricongiunzione tra questi di passare dalla vicinanza al contatto, fino a un re- spazi e gli abitanti del territorio costituisce l’unico abitare dentro a quegli spazi. Si intende la parola modo per dare ad essi nuovamente lo statuto di “abitare” non in un senso letterale, ma etimologico luogo [Augé, 2009], e passare dalla noncurante come intendeva Martin Heidegger [1951, 96- prossimità alla loro riconnessione con spazi del 97]: abitare come «fine che sta alla base di ogni quotidiano. costruire», e costruire come «modo in cui noi uomini Le comunità locali, che in fase decisionale e “siamo” sulla terra». progettuale delle centrali non sono stati coinvolti, I siti nucleari sono una testimonianza del nostro e che sono stati esclusi da intere porzioni di “essere sulla terra” come costruttori, come uomini territorio durante la fase operativa degli impianti, che, per vivere, necessitano di energia. Una possibile possono al contrario rivestire un ruolo strategico di strategia potrebbe essere proprio la valorizzazione di primaria rilevanza in fase di decommissioning. La questo ruolo di testimonianza culturale: questi spazi sfida, che può essere giocata solo dalle comunità potrebbero ospitare poli di un innovativo turismo locali, consiste nel riconnettere porzioni di territorio della tecnologia atomica civile (questo è stato separate, per ricostruire paesaggi unitari nei quali ipotizzato per esempio per il vastissimo complesso gli abitanti stessi possano riconoscersi. di Sellafield, in Cumbria, GB)10. Le strategie progettuali per attuare questo I siti dismessi e abbandonati devono poter essere ambizioso programma prevedono l’intervento abitati per riuscire a dare un senso a quelle sulle forme dei siti e sulle geometrie territoriali: costruzioni, per poter essere nuovamente convertiti connessioni, aperture, nuovi ingressi, demolizioni in “luoghi” ed essere così nuovamente inseriti mirate e strategiche, eventuali integrazioni, all’interno dell’immaginario degli abitanti. ampliamenti o rinnovi. Tutte queste operazioni Nel prendere in considerazione questa ipotesi, risultano giustificate solo dalla possibilità di rivestono un ruolo di fondamentale importanza Alberto identificare nuove funzioni per questi luoghi. Magnaghi e la sua idea di “progetto locale” [2000]. Funzioni che possono essere di volta in volta indagate e proposte tenendo conto della specificità «Ogni ciclo di territorializzazione, riorganizzando e del luogo e della sua storia. trasformando il territorio, accumula e deposita una Le soluzioni possibili possono spaziare dal propria sapienza ambientale» [Magnaghi, 2000, 63]. mantenimento della rovina (in casi emblematici o I luoghi di produzione dell’energia nucleare fanno catastrofici) in grado di trascendere la Memoria parte di uno specifico ciclo di territorializzazione dei per testimoniare la Storia [Prosperi, 2021], fino al paesaggi contemporanei, e collaborano al racconto riutilizzo in toto degli edifici adattandoli per nuove della storia dell’uomo nell’epoca dell’Antropocene attività (il riuso adattivo o il progetto di parchi [Holtorf et al., 2021]. Come propongono gli industriali [Desilvey, 2017] costituiscono solo due archeologi Holtorf e Högberg [2021], questi luoghi tra le molte opzioni possibili). devono essere progettati oggi con l’obiettivo di costruire negli anni che verranno consapevolezze Conclusioni sul presente e le sue future tracce e/o rovine. O ancora, un possibile “atto territorializzante” Se si pensa alla trasformazione o alla conservazione [Magnaghi, 2000] potrebbe essere la ricerca di del paesaggio, il tema della prossimità degli impianti una massima riapertura di questi luoghi e la loro nucleari si presenta come questione divisiva e riconnessione al territorio – per superare l’isolamento generatrice di conflitti socio-politici. generato dal periodo di attività – inserendo funzioni I paesaggi nucleari sono costituiti da territori pubbliche o fortemente attrattive. Si pensi in questo modificati dall’azione umana per un fine produttivo, caso ai già citati parchi industriali, o a campus che al termine della loro fase operativa entrano di ricerca e innovazione, a nuovi centri civici a a fare parte di quei territori che Alan Berger disposizione della cittadinanza, fino ad arrivare [2007] definirebbe come “Drosscape”. È in questo al progetto di parchi divertimento (ne costituisce contesto che le comunità locali hanno l’opportunità un esempio il luna-park “Wunderland Kalkar” in di individuare strade percorribili per strategie Germania). INFOLIO 39 | 69 Per concludere, il presente contributo ha descritto Note la marginalità dei siti e dei paesaggi dell’energia nucleare, descrivendo come vivere in prossimità 1. L’esplosione del reattore n.4 della centrale di questi luoghi spesso significhi prendere parte nucleare di Černobyl’ avvenne nella notte del ad un conflitto sociale e politico che conduce alla 26 aprile 1986. A causa dell’incidente vennero frammentazione del territorio e dell’immaginario del sprigionati ingenti quantità di gas tossici e paesaggio. Ciò che si desidera mettere in evidenza, radioattivi [Plokhy, 2019]; ancora oggi la centrale tuttavia, è che una eventuale riapertura di questi e il vicino villaggio di Pryp’’jat’ appaiono come siti verso il territorio, potrebbe offrire opportunità insediamenti-fantasma. progettuali per gestire questa prossimità con equilibri 2. Nel marzo del 2011 il terremoto e il maremoto del differenti, fino a poter innescare una vera e propria Tohoku generarono un’onda di tsunami che superò integrazione, o co-esistenza, tra impianti energetici le barriere ed inondò la centrale di Fukushima, in disuso e luoghi dell’abitare. con conseguente meltdown completo di tutti e tre i reattori. È generalmente considerato il più grave incidente della storia del nucleare civile dopo Černobyl’. 3. Nel marzo del 1979, a seguito di un incendio nel circuito secondario di refrigerazione, la centrale nucleare di Three Miles Island ebbe consistenti perdite di gas e iodio radioattivi. 4. Si intende il pericolo come la possibilità che si verifichi un dato evento incidentale a determinate condizioni, e il rischio come la probabilità che tale evento si verifichi in uno specifico contesto. 5. Negli ultimi decenni si è investito per l’aumento di sicurezza e salubrità degli impianti energetici di differente natura; le tecniche e le tecnologie recenti consentono per esempio l’abitabilità di territori prossimi agli stabilimenti nucleari. 6. Alcuni casi emblematici, come lo stesso Černobyl’, non sono ignorati dai turisti o dai media internazionali; tuttavia, ciò è direttamente connesso al ricordo del dramma, più che all’interiorizzazione di un paesaggio da parte della società ucraina. 7. Fu August W. von Schlegel ad affermare che «Il paesaggio non esiste se non nell’occhio dello spettatore» [Settis, 2012]. 8. La centrale nucleare mai attivata è stata solo parzialmente convertita nella centrale termoelettrica Alessandro Volta, attiva dal 1992 ad oggi. Della restante parte, mai conclusa, sono ancora visibili gli scheletri strutturali in calcestruzzo armato. 9. La centrale di Brennilis è la prima centrale nucleare civile di tutta la Francia nella quale sia stata avviata una procedura di smantellamento a seguito del definitivo shutdown. 10. La centrale Calder-Hall Sellafield, in fase di dismissione dal 2003, ha dimensioni tanto estese e comporterebbe costi per il decommissioning tanto Riccardo Ronzani, Ph.D Student ingenti da spingere il governo del Regno Unito a Dipartimento di Architettura. Storia e Progetto prendere in considerazioni ipotesi di riuso per un Politecnico di Torino innovativo polo di ricerca e per l’inaugurazione di
[email protected]un turismo nucleare [Sellafield Ltd, 2019]. 70 | Giugno 2022 Bibliografia Smil V. (2000). Storia dell’energia, il Mulino, Bologna (ed. orig.: Energy in world history (Essay Augé M. (2004). Rovine e Macerie. Il senso del in world history), Taylor and Francis Group, New tempo, Bollati Boringhieri Editore, Torino (ed.orig.: York, 1994). Le temps en ruines, Editions Galilée, Parigi, 2003). Tribunals of Inquiry (1966). Report of the tribunal Augé M. (2009). Nonluoghi. Introduzione a una appointed to inquire into the disaster at Aberfan on antropologia della surmodernità, Edizioni Elèuthera, October 21st, 1966, Her Majesty’ Stationery Office, Opera, Milano (ed. orig.: Non-Lieux. Introdutiction Londra. à une anthropologie de la surmodernité, Seuil, Parigi, 1992). Berger A. (2007). Drosscape: wasting land in urban America, Princeton Architectural Press, Princeton, New Jersey. Colombo U. (2000). Energia. Storia e Scenari, Donzelli Editore, Roma (ed. orig.: 1996). De Luca G. 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Il caso di Hassan Fathy in Egitto Sezione I – Il tema Martina Scozzari The complexity of the relationship between architecture and the Mediterranean climate, in energy regimes and resource scarcity, requires special attention. Specifically, the article aims to explore how community spaces can become design subjects, intervening in climatic, environmental, social, and cultural features. Hassan Fathy’s architecture, in particular the two schools in New Gourna and Fares, offer a different key to understanding man, climate, culture, technology, and education. A relationship that is still evolving today, calling architecture back to its educational and social focus. Keywords: Climate Change, Mediterranean Architecture, Community Spaces, Binding Design Regime, Hassan Fathy Introduzione rapporto tra spazio pubblico e regimi climatici vincolanti. La configurazione degli edifici, il loro Nel corso dei secoli, il complesso rapporto tra orientamento e la loro disposizione nello spazio architettura e clima, in ambito mediterraneo, ha creano uno specifico microclima per ogni sito, rifiniti custodito particolari connotazioni che accentuano la dal disegno degli spazi aperti come: piazze, logge, fruizione degli spazi intermedi o di soglia. A differenza strade, corti e giardini. delle regioni poste a latitudini più estreme, le A tal fine, l’articolo si propone di indagare il rapporto condizioni climatiche mediterranee, determinano una tra spazi di comunità in ambito climatico mediterraneo, moltitudine di variazioni lievi, ma intense, nelle quali come il risultato di una stretta relazione tra il progetto la complessità del controllo spaziale accresce e, dove di architettura e l’emergenza climatica, in continua le soluzioni compositive risultano fondamentalmente evoluzione. In particolare, si esamineranno due legate al microclima locale specifico e agli aspetti di esempi di progetti scolastici, in condizioni di scarsità cultura materiale. delle risorse energetiche e tecnologiche, descrivendo Con il progressivo aumento delle temperature, la la coesistenza tra i parametri climatici ed i principi modifica delle condizioni atmosferiche dell’aria, compositivi architettonici tra gli spazi degli edifici. dell’acqua e del suolo, il cambiamento climatico rende la città e l’architettura di cui è composta, il L’ambito climatico Mediterraneo luogo privilegiato in cui sperimentare nuovi temi e nuovi modi distribuitivi, spaziali e fisiologici, in Sin dall’Illuminismo, il Mediterraneo ha lambito le un’interfaccia continua con clima e i suoi parametri. sponde dello sviluppo dell’architettura moderna, Analizzare gli spazi di comunità delle città del identificandolo come punto di incontro [Braudel, mediterraneo, comporta l’acquisizione di una 1985] di numerose e diversificate realtà culturali, necessaria coscienza sulle diverse realtà, indagando economiche e sociali. Il paesaggio, il clima, l’intensità le figure formali dell’organismo urbano, le morfologie delle relazioni, determinano la qualità degli spazi e insediative, la tipologia e, in particolar modo, il della città influenzando i caratteri morfologici e INFOLIO 39 | 73 tipologici dell’architettura. Ma cosa si intende per del progetto architettonico, si accresce nei climi nei Mediterraneo? [Fig. 1] quali le variazioni risultino più lievi con problemi sociali e culturali differenti, definendo necessarie Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli soluzioni progettuali legate al microclima locale e agli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non aspetti culturali stessi. Definito come un “sorvegliato una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre (…) Tutto questo perché il Mediterraneo è un crocevia speciale”1, il mar Mediterraneo è de facto, il luogo antichissimo. Da millenni tutto vi confluisce, complicandone dove il cambiamento climatico si evolve con maggior e arricchendone la storia [Braudel 1985, 7-8]. velocità e dove gli impatti si intensificheranno nel prossimo futuro. La complessità di questo sistema ha Definire l’ambito climatico Mediterraneo, vuol dire determinato, negli anni, diverse soluzioni progettuali analizzare le diverse realtà che lo compongono: le per il controllo ambientale, cercando di risolvere figure formali dell’organismo urbano, le morfologie le necessità di tipo igrometriche, pluviometriche e insediative, le tipologie architettoniche e, soprattutto, anemometriche. gli spazi aperti di comunità, tenendo sempre conto Nello specifico, potremmo sostenere che nel mar di essere di fronte a un regime climatico vincolante. Mediterraneo, il controllo dei parametri climatici non Ad oggi il Mediterraneo, si può intendere come si esaurisce soltanto attraverso le singole soluzioni esteso a comprendere territori numerosi e distinti: architettoniche, ma va verificato per il tramite di dai Balcani, all’Asia Minore, alla penisola Iberica, un’intensa interrelazione di elementi ambientali, dalla Sicilia all’Africa del Nord. Si potrebbe ritenere, culturali e sociali. Si identifica così una costante ad un primo approccio, che le condizioni climatiche, mediazione tra interno ed esterno, che consente la nelle regioni del mar Mediterraneo, influenzino in creazione di microclimi favorevoli in grado di esser maniera meno incisiva l’architettura rispetto alle vissuti nei diversi periodi dell’anno, a cui corrisponde condizioni che caratterizzano i Paesi occidentali molto spesso, una strutturazione delle attività e o degli ambienti desertici, tipici del Medio Oriente delle relazioni sociali all’interno degli spazi aperti e Sud Africa. In realtà, la complessità nel controllo di comunità. Occorre quindi estendere l’attenzione Fig. 1. Braudel F., Mediterraneo, (da Braudel F. (1996). Il Mediterraneo: lo spazio la storia gli uomini le tradizioni, Bompiani, Milano). 74 | Giugno 2022 alle ragioni del confort e dell’abitare, al di là di una tempo di crisi, conflitto e di opportunità. Opportunità in semplice attenzione al clima, verso questioni di grado di avviare processi di salvaguardia dell’identità carattere squisitamente compositivo. Variazioni tra sociale, culturale e naturale, attraverso interventi di pieni e vuoti, nei cromatismi, nell’involucro, nelle riqualificazione urbana che tendono ad incarnarsi coperture e nei principi distributivi degli ambienti, all’interno del progetto architettonico attraverso dimostrano come gli aspetti climatici possano l’ausilio dei parametri climatici, sociali e culturali. influenzare la conformazione architettonica. Ma allo I condizionamenti climatici che in passato hanno stesso modo, dimostrano come il generico riferimento dato origine allo spazio pubblico, oggi tornano alle questioni puramente climatiche, da sé, non sia in vigore all’interno dei processi compositivi, sufficiente per determinare una qualità dell’abitare, promovendo progetti urbani2 in grado di riqualificare ma che, come sempre accade, la fruizione e la tale spazio, non per il suo valore monumentale, permanenza in uno spazio dipendano anche dai storico ed estetico, ma per fornire valide risposte al valori soggettivi, psicologici e sociali. cambiamento climatico che, nelle nostre città si va manifestando attraverso fenomeni estremi. Gli spazi Spatia civitatis di relazione possono contribuire alla valorizzazione dei caratteri della città del Mediterraneo, favorendo Gli spazi aperti di comunità definiscono l’identità delle l’interscambio, come avveniva in tempi più remoti città, divenendo punti di incontro, luoghi pubblici e e rispondendo alle questioni climatiche. La nodi di scambio. Da sempre, le città mediterranee progettazione e la riformulazione di nuovi spazi di hanno dimostrato una grande capacità nell’inglobare comunità, potrebbe rilevarsi come una strategia utile diverse culture, climi, storie reinventando gli spazi alla determinazione di nuove centralità, in grado di di vita e metabolizzando questi valori all’interno del stabilire una nuova autenticità dei luoghi, in termini processo progettuale. formali e funzionali, come essenza stessa dell’identità Le relazioni spaziali e sociali influenzano l’esperienza di un centro urbano. dei luoghi e le attività dei fruitori come; spostarsi, dialogare, camminare e sostare. Una città in grado Il caso delle scuole di New Gourna e la Scuola di di favorire gli incontri è caratterizzata da luoghi in cui Fares risulta possibile svolgere diverse pratiche, attraverso le principali attività per la comunicazione, siano essi; Il rapporto tra la cultura e il benessere fisico, sociale e contatti passivi, incontri, conversazioni o eventi. ambientale maturato in relazione a regimi energetici Secondo Jan Gehl, nel suo “Life Between Buildings” vincolanti, è materia da sempre centrale nel campo [2001] è in tali luoghi che risulta individuabile una della progettazione architettonica. L’intreccio tra i dimensione dell’architettura, nella quale si concretizza caratteri dedicati a rendere gli ambienti più propizi l’interazione tra gli individui, la percezione sociale, all’abitare e le intenzionalità estetiche, costituiscono la ricreazione urbana, l’esperienza sensoriale l’essenza del progetto e governa le scelte compositive. della vita cittadina. Ai fini di una valutazione del La contezza di vivere gli spazi della città, determina valore degli spazi pubblici e della qualità della vita una frammentazione tra lo spazio interno e lo spazio collettiva svolta tra gli edifici, occorre analizzare le intermedio, formulando relazioni complesse fra la caratteristiche di questi spazi, la disamina della dimensione individuale e la dimensione collettiva, vita sociale e, sulla base di queste indicazioni, tra lo spazio pubblico e privato. Comporre questi acquisire una conoscenza sostanziale dell’utilizzo dualismi permette di pensare l’architettura come della città. Emerge una riflessione sulla perdita del parte di un’ecologia politica della città [Latour, 1993]. valore degli spazi di relazione storici, nello svolgere Nella città del Mediterraneo gli spazi di comunità, la propria funzione di luoghi di incontro, scambio anche se rappresentati da singoli episodi architettonici e mediazione. Non a caso, nell’era postmoderna, autonomi e riconoscibili, si riconducevano lo spazio pubblico è ridotto alla sua geometria, contestualmente alla costruzione dell’impianto determinando esclusivamente degli allargamenti urbano. Attraverso il processo di condivisione degli spaziali in grado di ospitare una notevole quantità stessi, l’identità si rafforza spingendo la collettività di persone nello stesso luogo. Una riflessione sulle ad un livello di riconoscibilità emotiva con il proprio città del Mediterraneo e sulla valenza del concetto spazio, manifestando sentimenti di appartenenza e di spazio, permette la riconoscibilità di quest’ultima, attaccamento. come luogo di scambio ed incontro, ma allo stesso Per queste collettività, tali spazi si trasformano in INFOLIO 39 | 75 luoghi: ad essi viene attribuito un carattere, una preciso momento storico in cui l’Egitto risultava dimensione, una personalità che li rende unici, ancora vincolato al suo passato di dominazione diversi. Si tratta di un carattere identitario che, oltre straniera e necessitava di ridefinire una propria all’aspetto culturale e storico, viene alimentato identità nazionale. Sulla base di ricerche analitico e rafforzato dall’esperienza estetica dello spazio comparative, attraverso la classificazione di pubblico. forme costruttive specifiche, Fathy si impegna nella definizione di soluzioni costruttive adatte al Si può dire che un architetto ha raggiunto il suo scopo solo presente. L’architetto riprende dalla tradizione, il se ha saputo creare un’atmosfera di bellezza e cultura modo di individuare esempi in grado di soddisfare all’interno di una comunità, nella quale ogni cittadino si sente consapevole della propria individualità ed orgoglioso della delle condizioni analoghe a quelle di progetto, città a cui appartiene. trasponendole all’interno del processo compositivo in modo da stabilire una relazione con i fattori climatici, Proprio Hassan Fathy [1998, 56-64] struttura la sua culturali e sociali. Si configura una nuova metodologia intera ricerca progettuale intorno alla questione progettuale, dove il clima non si limita esclusivamente linguistica, identitaria, sociale e culturale in un alla soluzione tecnologica e strumentale, ma piuttosto, Fig. 2. Fathy H., Scuola maschile di New Gourna, pianta, 1945 (tratto da Aga Khan Trust for Culture; Archnet). 76 | Giugno 2022 Fig. 3. Viollet R., New Gourna Boys, Primary School (tratto da Taw T., “New Gourna Village, Luxor, Egitto”, Architecture-in-Development, 2011). come una netta congiunzione tra cultura e tradizione. dispongono gli spazi in modo da costruire un nucleo È evidente come i parametri climatici all’interno del centrale, spesso rappresentato dalla corte, in grado processo compositivo tendono a coincidere con le di suscitare un sentimento identitario. norme della tradizione e, nello specifico, si evidenzia Significativo è l’esempio di New Gourna Village come egli attui una corrispondenza tra il clima e la [Fig. 2], realizzato tra il 1946 e il 1952 e collocato tradizione stessa per mezzo dell’ambiente; sia esso sulla sponda occidentale del fiume Nilo, il villaggio costruito o naturale, all’interno dei sistemi di scelte di era stato inizialmente richiesto dal Dipartimento cui il progetto si compone. Egiziano delle Antichità ai fini della ricollocazione della comunità di Old Gourna, la cui attività principale Lo spazio che percepiamo tra le mura di una stanza, un consisteva nello scavo delle rovine per il commercio cortile, una strada o una piazza è sempre l’indicazione dei reperti archeologici. In particolare, nel villaggio di un’identità popolare. (…) Il senso dello spazio è presente una gerarchia architettonica, leggibile prodotto dall’uomo è considerato uno dei fattori basilari dell’espressione architettonica. Se uno spazio non comunica attraverso il sistema degli spazi aperti; la strada un sentimento arabo non possiamo accordargli nazionalità interna principale si espande fino a configurare una araba, non importa quali elementi decorativi siano usati piazza pubblica attorno alla quale si svolgono molte [Fathy, 1967, 59-60]. delle attività della comunità. Composto da numerosi servizi, tra cui due scuole, una maschile e una Così le architetture dell’antico Egitto, sia domestiche femminile, [Fig. 3] inizialmente non presenti all’interno che urbane della città araba assumono lo stesso dell’antico villaggio e da residenze organizzate in lotti valore e coesistono in una dimensione atemporale irregolari. L’intero villaggio fu realizzato in mattoni di e di prossimità. Pertanto, non solo nelle residenze, terra cruda, tradizionalmente diffusa nella regione ma anche negli edifici pubblici e nella città, si e interamente composto da archi, volte, cupole, INFOLIO 39 | 77 fontane, camini e gradini. Le scuole di New Gourna sono dotati di camino-vento e costituiscono il cuore sono tra i primi progetti in cui Fathy si confronta con dell’unità compositiva ed educatrice del progetto, il tema dell’edificio scolastico, sviluppando una serie mentre nella scuola di Fares [Fig. 4], le classi di ragionamenti che saranno portati a compimento occupano il lato nord e sud rispetto alla corte stessa alcuni anni più tardivi nel progetto della scuola di basandosi sul principio compositivo della Qa’a3 (uno Fares. Sia nelle scuole di New Gourna che di Fares, spazio quadrato coperto con cupola ospita i banchi la pianta si caratterizza da uno spazio a corte aperto degli studenti). A quest’ultimo si affianca uno spazio su un lato e strutturato sulla base di moduli, ma con rettangolare per la docenza, contenente il salsabil4, alcune differenze; nella scuola di New Gourna i moduli che insieme al canale e fiskia determinano un unico Fig. 4. Fathy H., Scuola di Fares, studio della pianta e delle sezioni delle classi 1956 (tratto da Bertini V., “Imparare, costruire, immaginare. Le scuole di Hassan Fathy”, FAMagazine, 56, 2021). 78 | Giugno 2022 Fig. 5. Fathy H., Gerarchia dello spazio aperto nel villaggio di New Gourna, (Archnet). sistema di distribuzione dell’acqua, raffigurando la mezzo per una cooperazione, in grado di definire il pietrificazione dell’asse principale della composizione ruolo dell’architettura nella crescita culturale e nello planimetrica della qa’a, in cui la fontana determina la sviluppo dell’intera società. centralità. L’elemento ordinatore dell’impianto, anche Nonostante le esperienze brevemente riportate in in questo caso, è caratterizzato dalla ripetizione questo articolo appaiano radicate in un contesto delle aule lungo i due lati della corte rettangolare, storico e geografico ben preciso, le innovazioni ripercorrendo il principio compositivo dell’architettura progettuali e tecnologiche qui utilizzate, risultano di Fathy: la connessione tra unità spaziali sulla base ancora oggi estremamente attuali. Gli spazi scolastici di una griglia ortogonale, conclusi da spazi collettivi e di relazione di Hassan Fathy coniugano diverse dotati di propria individualità. questioni; sociali, climatiche, politiche, storiche e culturali. Il contributo più significativo riguarda il Conclusione concetto di spazio pubblico ed urbano negli edifici scolastici, proponendo un modello socioculturale e Nell’esaminare i progetti di New Gourna e Fares, riscrivendo gli spazi della città. Si attua un passaggio diventa chiara la metodologia progettuale di Fathy, di scala, in cui i singoli isolati, considerati come un sintetizzabile nell’individuazione dei: caratteri insieme di particelle, sono relazionati alle regole ambientali del progetto, con una particolare dello spazio urbano dell’oasi antica. E in particolare, distinzione tra ambiente naturale e ambiente nella successione delle trame urbane costituite da: costruito, l’individuazione dei fattori rappresentativi strade, ballatoi, portici, corti, logge, slarghi e piazze della specifica condizione ambientale del territorio; interne all’isolato che Fathy applica i principi che climatici, sociali, demografici ed estetici. Ed infine, caratterizzano lo spazio urbano della città araba per concludere, la continua ricerca di progetti che, in tradizionale, applicandone soprattutto le strategie condizioni ambientali analoghe, hanno definito chiare di natura climatica. Queste scelte, che prendono risposte ai problemi climatici, ambientali e sociali forma dalle caratteristiche del clima, e dove il affrontati. Si declina così, un’architettura essenziale, senso dello spazio di comunità prodotto dall’uomo è in cui il coinvolgimento diretto degli abitanti nel considerato uno dei fattori principali dell’espressione processo di costruzione dei villaggi, risulta essere il architettonica, riescono a rispondere a quell’ideale INFOLIO 39 | 79 di architettura partecipata, individuata come unica Note possibile soluzione al problema dell’abitazione a basso costo. 1. Il mar Mediterraneo è definito dall’ENEA “l’Agenzia In conclusione, le architetture e le parole del Maestro nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo egiziano inducono a riflettere sulla necessità di sviluppo economico sostenibile”, come un sorvegliato fornire soluzioni progettuali contemporanee legate speciale. In occasione della Giornata mondiale degli al microclima mediterraneo, le cui condizioni oceani, presenta un nuovo modello climatico per il paesaggistiche, climatiche e le affinità contestuali Mediterraneo, denominato ENEA-RegESM. Il modello e culturali, possano consentire delle relazioni simula le dinamiche tra l’atmosfera e l’oceano, in significative e innovative nel progetto architettonico. relazione ai processi fisici e biologici che avvengono I condizionamenti climatici che in passato hanno sulla superfice terrestre. «Nello studio del clima e del dato origine allo spazio pubblico oggi, tornano in cambiamento climatico, i ricercatori di tutto il mondo vigore all’interno dei processi compositivi. Occorre ricorrono agli earth system model, ovvero modelli declinare una nuova postura progettuale, in cui il che descrivono il comportamento delle diverse rapporto tra l’architettura e l’emergenza climatica componenti del sistema climatico globale e delle loro Mediterranea possa essere indagato per mezzo degli interazioni» come riporta Gianmaria Sannino [2021], spazi intermedi - luogo di incontro e di interscambio responsabile Laboratorio di Modellistica Climatica e ma allo stesso tempo di crisi, conflitto e opportunità. Impatti. Vengono pertanto, promossi progetti urbani in grado 2. Esempio illustrato dalla proposta avanzata di riprogettare e valorizzare i caratteri della città del per la città di Parigi nel 2019, per la creazione Mediterraneo, grazie al principio della resistenza: di foreste urbane in grado di fornire ombra ed sociale, naturale, materiale e climatica, tra gli spazi evapotraspirazione in grandi piazze minerali vuote intermedi dell’architettura [Fig. 5]. che ad oggi non erano in grado di rispondere a tali esigenze. Il loro valore puramente estetico, viene ora declassato dalle ondate di calore e dal bisogno reale di raffrescarsi che, fa rivivere il significato originale dello spazio pubblico, quello del socialismo termico, come riporta Philippe Rahm [2020, 70-71]. 3. Sala d’accoglienza coperta prevalentemente all’interno delle architetture domestiche islamiche. Ispirato ai piani di edifici religiosi a quattro-iwan, a forma di croce. La caratteristica fondamentale del qa’a consiste, nel configurarsi come un sistema spaziale complesso progettato in base alla regola della centralità: ogni singolo spazio può divenire un nuovo centro intorno a cui costruire la propria moltiplicazione ed espansione. Sistema concluso da una serie di elementi fissi, invarianti, con stabilite e precise relazioni tra loro, nate da una duplice istanza: il valore simbolico e la necessità di natura climatica. 4. Noto anche come Shadirwan, è un tipo di fontana verticale posta sulla parete di fondo di un iwan, costituita da una lastra di marmo intarsiata e lavorata. La lastra è collocata in maniera obliqua in modo da facilitare lo scorrere dell’acqua in superficie. Un canale scavato permette di portare l’acqua dal sansabil al centro della corte. Il raffreddamento per evaporazione fa raffreddare l’acqua e l’aria circostante mentre una Martina Scozzari, Ph.D Student parte dell’acqua evapora. La ventilazione passiva Dipartimento di Architettura può essere utilizzata per massimizzare il flusso di Università degli Studi di Palermo aria insatura sulla superficie dell’acqua e portare martina.scozzari @unipa.it l’aria raffreddata dove è necessaria nell’edificio. 80 | Giugno 2022 Bibliografia https://www.archnet.org/sites/2608 (ultima consultazione 27/04/2022). Bertini V. (2021). “Imparare, costruire, immaginare. https://www.archnet.org/_next/ Le scuole di Hassan Fathy”, FAMagazine. Ricerche image?url=https%3A%2F%2Fadmin.archnet. e progetti sull’architettura e la città, 56, pp. 149-156. org%2Frails%2Factive_storage%2Fblobs%2FeyJfc Braudel F. (1996). Il Mediterraneo: lo spazio la storia mFpbHMiOnsibWVzc2FnZSI6IkJBaHBBdld0IiwiZX gli uomini le tradizioni, Bompiani, Milano. hwIjpudWxsLCJwdXIiOiJibG9iX2lkIn19--a290a0ebd Fathy H. (1977). Baris. A Case Study in Rural Housing 4b35f4b9ab1537f0426c3f04cea50db%2FIHF1855. 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INFOLIO 39 | 81 Opening image: Minerality and Naturality, Milanese Urban Fringe (photo by Santus K., Sartorio S., Scaioli A.). Enhancing structures of coexistences. Urban fringes, leftovers and climate fragilities Sezione I – Il tema Kevin Santus Nature has been increasingly depleted in urban areas, creating many neglected leftovers, especially in urban fringes. Nevertheless, leftovers could represent a scattered space of coexistence, where the proximity between mineral and natural spaces creates unexpressed design potentialities. The contribution envisions the possibility of working with this coexistence condition, designing adaptive structures to counteract the climate crisis. With this perspective, leftovers could represent an opportunity where today’s unstable coexistence could be transformed to enhance urban resilience. Keywords: Climate Fragilities, Climate change, Urban Adaptation, Urban resilience, Urban fringes Introduction wilderness. Yet these spaces could be key-driver in establishing renewed balance between naturality and The city margins always constituted a space of minerality. Indeed, leftovers become opportunities changing proximity between the mineral urbanity in contemporary cities, where the design and and the external naturality. However, this relationship theoretical plan can hinge on a relationship between faced a considerable transformation during the last strategic actions and macroscopic complexities. century, highlighting an increased spatial conflict, The dissertation reflects on this issue by connecting where the two elements merged, and the vegetation a theoretical approach with a design-driven became a neglected fragment within urban fringes. experimentation that focuses on the mentioned This condition sharpened the perceptible distance themes, specifically looking at the Milanese urban between the vegetation and the city, making us forget fringe as an example case study to notice spatial the necessary coexistence relationship between proximities and possible coexistences. the parts. Nevertheless, the climate crisis imposes Therefore, the contribution opens with the historical a transformation of urban fringes, where extreme perspective that defines the architectural and urban events seem to intensify, urging to re-establish a theme of the city border, in which the relation necessary balance between minerality and naturality between city and vegetation is highlighted. Here [Silva, 2021]. the notion of urban fringe is analyzed by relating its Thus, in a perspective of the imperative adaptation complex morphological condition, simultaneously of urban areas [Kabisch et al., 2017], the reflecting on the project of open spaces. Often contribution focuses on the possibility of enhancing decayed, leftovers are described starting from the the coexistence between naturality and minerality residual narrative that addressed them, reflecting within urban fringes. Specifically, the first ones could on the cultural meaning that such areas could have be addressed by looking at the leftovers. These for urban life. In this perspective, the contribution residual spaces seem to have grown independently proposes to frame leftovers as an ecological potential from the built context, often developing fragments of for the city where to possibly enhance the adaptation INFOLIO 39 | 83 project. To portray this possibility, the paper shows perimeter economic and social conditions, defining some project assumptions derived from a doctoral not only protection to the city but placing a distance workshop attended by the author at the Politecnico between the built environment and the wild nature di Milano1. The project is discussed as an empirical [Benevolo et al., 2011; Intagliata et al., 2020]. reflection that could relate and ground the theoretical The proximity between the inside and outside position presented, interpreting the role of design defined a break in the territory. However, a different in shaping new relationships of coexistence and relationship of closeness between nature and the city describing how leftovers can meet the needs of the could also be identified inside the walls. As can be contemporary city in terms of climate adaptation. observed in various representations from the Middle Age onwards [Fig. 1], vegetation spaces persisted City borders as an historical proximity inside the walled cities, primarily for production purposes, designed as reserve in prolonged sieges. Looking at the past, the European city walls clearly The need for these spaces becomes evident, defined the spatial dimension of the urban limit. The observable in the need for new urban walls in the architecture of the fortifications marked the edge of moments of total filling of the spaces inside the walls, the city, defining a precise thickness in the territory, highlighting the necessary coexistence between the defining the border to differentiate the space of the two elements for urban life, especially in times of urbanity, internal to the walls, mainly mineral and crisis. where to dwell, and a space outside the walls, so Therefore, we can understand how this relationship the unexpected, mainly rural, forested, vegetal. of interdependence and internal proximity to the The construction of the border meant to physically walls sanctioned a balance between minerality and Fig. 1. Milan. Inside the perimeter of the city wall it’s possible to notice various agricultural areas, defining the urban texture, 1832 (drawing by Barnhard Clarke W.). 84 | Giugno 2022 vegetation, where nature was a controlled urban to affect these areas due to their spatial condition element to provide food and somehow allow the [Bulkeley, 2013], implying a series of new problems urban metabolism. and risks at the physical [Dawson, 2019], social, and In the 19th century, following the demographic economic levels [Balducci et al., 2020]. The wild pressure, as well as the changed economic condition soil consumption, ground and water pollution, and of cities, several of the leading European cities saw presence of neglected spaces exacerbate the climate a fundamental restructuring of the urban edges, fragilities, making it essential to reflect on the urban with a frequent dismantling of the walls, in the face fringes from a double perspective: addressing them of a subsequent expansion of the urbanized area as transition areas and fragile contexts [Fontanella, towards the campaigns [Gravagnuolo, 1991]. 2021]. In this way, the previous balance between minerality and naturality within the urban perimeter gradually The urban fringes: places of unstable coexistence blurred, defining new urban morphologies and new relationships with the territory. L’urbanizzato, in particolare nelle aree metropolitane, ha The voracious consumption of soil caused by the profondamente modificato il paesaggio, alternando storia e contemporaneità, densità e dispersione, spazi naturali construction of new parts of the city, and the sudden e rurali, dando luogo alla produzione di un territorio a increase in infrastructural spaces, sanctioned a bassa densità, con forti compenetrazioni e sconfinamenti conflictual relationship between vegetation and entro il sistema dei valori paesaggistici […]. Dunque il mineral spaces, whose traces we can still observe metabolismo produce scarti anche in termini di paesaggio: edilizia abusiva e ammassata, spazi senza qualità, senza today. The space on the margin became a mixed accessibilità, senza porosità, senza identità. Il periurbano è place where complex forms of the territory intersect esito di un incrocio critico tra reti infrastrutturali, ecologiche between rural fragments, infrastructures, and e ambientali, ma anche città diffusamente abitata, spesso inhabited islands. luogo della marginalità urbana e sociale […] The city’s limits gradually transformed into a city edge, defining the so-called ”urban fringes”. With this image, Michelangelo Russo [2018, 42], What could be perceived as a defined limit became in his text «Rethinking resilience», describes the a space that experienced extreme growth, especially city through its metabolism, focusing the attention in the 20th century [Benevolo et al., 2011], producing precisely on that strip of territory between what is transition areas between the urbanity and the rural urbanised and what is not, describing a complex external territories, shaping a peri-urban space territory heavily influenced by the anthropic project. composed of heterogeneous forms and functions Urban fringes could present an intricate and layered [Vizzari et al., 2015]. Indeed, these new parts of space. These portions of territory host a variety of the city embodied a set of new uses and relations, elements which define the peculiarity of fringes. opening the city to the external territory and Since they represent the transition between urbanity hosting production plants, infrastructures, and new and rural areas, highways, motorway junctions, residential areas. In between these new spaces, airports, and similar facilities draw cuts in the territory, residual ones remain as they were, losing specific where a set of special functions is often located. usage, disseminating the urban fringes of leftovers. Power plants, water treatment plants, large out-of- These often represent the last element of interaction town shopping facilities, large hospitals, factories, between minerality and vegetation, a possible and dumps represent a vast set of urban elements coexistence space that is frequently neglected and which could be found in urban fringes, where the introverted. relation between nature and minerality often seems Due to the complexity of this unique assemblage to fade. Moreover, in between this already complex of spaces, various threats arose in connection with set of spaces, residential areas, parks, and leftovers spatial fragilities related to the usage of the space define a stratified structure of the territory. and the embittered environmental condition. Indeed, Reading the intersection between these elements with the increasing changing balance between the could portray a variety of unexpected and built space and the vegetation, another element contradictory relations of proximity, which could started to act on the urban fringes. The rise of often produce unstable dynamics of coexistence. climate change as a perceivable factor saw a Besides, fringes could be considered intermediate significant spread of spatial fragilities in the outskirt. territories; they are located at the city’s perimeters Increasing events related to the climate crisis started [Fig. 2] but excluded by it, and at the margins of INFOLIO 39 | 85 Fig. 2. Milanese urban fringes, A marginal thickness defines the complex border of Milan (drawing by Santus K., Sartorio S., Scaioli A.). rural/natural areas, but detached from them too. a territory, or living with the territory, in which the This character constitutes a physical issue that project can interpret and work in a perspective of should be considered in relation with the series of enhancing the existing coexistence, understood as urban elements mentioned above. From this point of the co-evolution of space and its dynamics. view on the city, we could look at fringes considering Specifically, this essay focuses on the possible their position as in-between territories, revealing the value seen within urban fringes, considering the potentiality of being systems of «legatura» [Secchi, possible coexistence displayed by the leftovers. 1984, 13], so working as binding territories with the Indeed, these areas show an implicit layered space, city also in an ecological perspective. where the proximity between mineral infrastructure, Also because of this possibility, fringes are vegetation, and biodiversity could characterise a nowadays seen as spaces of transformation. necessary relationship. Nevertheless, we should not consider only the Revealing and acting on the ecological potential potential improvement of the spatial qualities of of leftovers means having a perspective upon the city and landscape. Undoubtedly, the project’s the necessary rebalance between minerality and theme must necessarily confront global issues green spaces, where design could work toward such as climate change, scarcity of resources, etc., a more resilient space, embodying a renewed identifying in those marginal places an opportunity to sense of care for these areas. In this concept, the act on the abandoned spaces as resources for urban project could address the climate crisis, so relating adaptation to counteract the climate effects. Hence, and understanding how to operate on the urban the project must start reconsidering the observation ecological structures, to counteract climate hazards of urban fringes, where the design action can portray such as floods or heat island effects, starting from the difference between living and building within the diffused leftovers. 86 | Giugno 2022 Leftovers: fragile fragments between abandonment Following this idea, considering the leftovers as terrain and climate action vague, we could study them as in-between spaces [Azhar et al., 2016], where the project could gaze at the The issue of leftovers is a long-lasting theme in spatial and design possibility to enhance the physical architecture and urban design. Indeed, since the features of the place. With this perspective, it is possible previous century, many contributions have reflected to describe the leftovers considering their relationship addressing their role and features. For example, in with the city: the 70s, the geographer Ray M. Northam studied the vacant urban lands in transition areas, describing them They are its margins [of the city], lacking any effective as residuality and small-scale spaces, often presenting incorporation; they are interior islands voided of activity; they environmental hazards such as floods. Nevertheless, are forgotten, oversights and leftovers which have remained outside the urban dynamic. Converted into areas that are he stated the potential for future developments of these simply un-inhabited, un-safe, un-productive. areas in a possible relation between the natural and built In short, these are places that are foreign to the urban system, environment [Northam, 1971]. mentally exterior in the physical interior of the city, appearing In a broad framework, leftovers result from the 20th- as its negative image as much in the sense of criticism as in century growth, where the planning and design of new that of possible alternative. [de Solà Morales, 1996, 39] urban areas transformed the urban margins with new infrastructures, fragmenting the territory and leaving Thus, leftovers show their character as residual spaces, unused spaces. often gravitating around railways and infrastructural During this territorial modification, the role of open margins, building edges and interstices as places of green areas was often marginal, resulting in being proximity between urbanity and the indeterminate [Fig. neglected, describing a set of isolated and not designed 3]. Limits and inner margins, subverting the conventional green spaces, mainly used as buffer areas between separation between suburbs and urban centers, infrastructures and built spaces [Trancik, 1986]. generate many fragile spaces in which the project could It is evident how the proximity between the neglected play a role in the rediscovery of space, translating the nature of leftovers and the rest of the city results to be a proximity into a factual coexistence. difficult coexistence, making it hard to clearly identify a When approaching these fragments, the open question relationship between the parts. of the project should refer to the possibilities that they This complex characteristic of leftovers followed a subsequent ontological understanding, interpreted by the Spanish architect Ignasi de Solà Morales with the concept of terrain vague [de Solà Morales, 1996, 36-38] It is impossible to captate in a single English word or phrase the meaning of French terrain vague. In French, the term terrain has a more urban quality than the English land, so that we must note here that terrain is in the first instance an extension of the precisely limited round, fit for construction, of the city. […] At the same time, the French word terrain also refers to lager and perhaps less precisely defined areas of territory, connected with the physical idea of a portion of land in its expectant state, potentially exploitable but already possessing some kind of definition in its property to which we are external. As for the second of the two words which make up the French expression terrain vague, we should note that the term vague has a double Latin origin as well as a Germanic origin. This latter, from the root vagr-wogue, refers to sea swell, waves on the water, and carries a signification that is by no means irrelevant here: movement, oscillation, instability, fluctuation. […] The relationship between the absence of use, of activity, and the sense of freedom, of expectancy, is fundamental to understanding all the evocative potential that the city’s terrain vagues have accrued as part of the very perception of the city in recent years. Void, then, as absence, and yet Fig. 3. Urban Leftovers. The image focuses a portion of the eastern also as promise, as encounter, as the space of the possible, Milanese urban fringe, highlighting the presence of leftovers along expectation. the main infrastructures (drawing by the author). INFOLIO 39 | 87 could address. The present essay, part of a broader in resisting the climate stress, creating green corridors, doctoral research, proposes an instrumental possibility enlarging green areas, and thus thinking of a renewed for leftovers to become the first element of interaction to urban space livability. define new urban ecological structures. Leftovers could embody an ecological value [Németh Accordingly, observing these spaces means interpreting et al., 2014], representing a possibility for the city’s coexistence phenomena, defining a type of space in margins to reshape the balance between minerality and which the project’s action is still open to invention. naturality, where the latter is a space that could acquire This process could envision leftovers in hosting the spatial values in terms of renewed urban landscape. A coexistence between vegetation and minerality within project of leftovers regeneration should recognize their the city, being refuge spaces for the current scarce urban possible role, not in their complete transformation, but biodiversity, increasingly poor, and at the same time, rather in enhancing the quality that spontaneous nature offer drainage spaces also in densely built fabrics. has created. In this sense, the project becomes a vehicle Specifically, when we tackle the issue of climate action, to establish new forms of coexistence. we are mainly referring to projects aimed at adapting or mitigating. These two macro-interventions are composed What is the role of the project? Interpreting the of specific technics, environmental effects, and spatial coexistence for an adaptive urban structure implications that the design practice should embrace. Indeed, the issue of how the increasing climate fragility Reflecting on design is essential when talking about should go beyond the only technical approach, also urban fringes and leftovers. Indeed, as already considering how we could enhance territorial structures mentioned, these spaces are the results of how the toward an adaptive horizon. territory was designed in the previous decades. Thus, Acting on leftovers could foster this project framework, talking about the role of the project means to establish where they could be an asset to promote urban both the perspective for these areas, but also the adaptation, so acting on a long-term condition of climate attitude with which we look at them [Valente, 2011]. resilience. The abandoned urban fragments, as well as Indeed, the possible coexistence is already a design the low spatial quality of leftovers, could be tackled by interpretation, that through this mediated version of reintroducing these fragments with an ethical approach the reality could enhance the physical characteristic to see them as possible elements that support the city of the space. Working in a perspective of an ecological structure, made by fragments, in a renewed coexistence between minerality and vegetation means to re-measuring the distance between the two elements, composing new urban figures. Hence, approaching the construction of an urban imaginary made by wedges of green spaces in the city. The architectural project thus becomes the ability to systematize, at various scales, those “molecules” of cities, fragments left over from years of development and land consumption. In this sense, the coexistence of these spaces with the minerality of the city is a necessary relationship. They represent a starting point from which reconsider a new type of balance between the parts, to build new adaptive infrastructures, shaping possible ecological reservoirs in the city. This idea of working toward the generation of adaptive urban structures is embodied in a research project, developed within the doctoral workshop at the Politecnico di Milano. The design-driven research tried Fig. 4. An ecological structure. Connecting the leftovers could produce to define a possible structure for the Milanese eastern a new ecological structure for the city of Milan, where the urban fringe fringe, to reconnect a series of leftovers, envisioning reconnects the consolidated city and the outskirts, in a necessary a changing condition for the city [Fig. 4]. The project, coexistence between minerality and naturality (drawing by the author). seen as urban strategy, synthesizes a keen reading 88 | Giugno 2022 of neglected spaces that together could work in a fringe, enhancing the urban quality and giving new perspective of new coexistence with the city. Here, shape to the urban space. working through the usage of nature-based solutions, This experimentation shows how the project is a tool so enhancing the vegetation and green quality of the through which to understand the spatial features, space, means to act both on the permanence of the structuring sequences of spaces that, in a form of green fragmented space, but also to define an inner proximity, interact with the limits, various thicknesses green structure within the city [Lemes, 2020]. This and different types of urban space. action could generate not just a proximity of elements, but a necessary co-existence between them. Indeed, The urban project toward an adaptive coexistence a green structure needs people to taking care of the space, in a form of appropriation of the naturality, The topics covered, starting with the theme of urban that could be framed as inclusion and welfare area fringes, till the focus on leftovers and possible projects [Sennet, 2018]. At the same time, the urban mineral to enhance the coexistence, are part of a long and city needs to reconsider the presence of nature in the consolidated study of the respective themes. They city as a space to counteract the global climate crisis. have constituted, in a continuous and structured way, Subsequently, from the urban structure the the research themes of the last forty years, however, project moved on an intermediate scale. Here the the growing fragility of the climate crisis could be useful morphological studies disclosed the consistency for a renewed reflection on these urban fragments. and the measures of leftovers [Fig. 5], also revealing Indeed, architecture and urban design could work on their operability regarding design action to apply. the potential of these spaces, as areas of coexistence Experimenting with the possibility of addressing an between nature and minerality, with renewed social adaptive role to leftovers, the design actions were and ecological possibilities. Coexisting in proximity, in thought to work mainly with the ground design: this case, becomes potential to structure an adaptation implementing raingardens, foresting specific areas, project that is truly transcalar, and that can consist of and other actions to reimagine the space of leftovers few simple elements, despite the complexities of the [Fig. 6]. At the end, the naturality displayed it is not surrounding contexts. only a technical nature-based solutions, instead, it Urban fringes are not only the marginal spaces of tries to work with the unexpressed potentiality of the the city, instead they could signify a possible area of Fig. 5. A morphological interpretation. Reading measures and spatial traits of a sequence of leftovers to propose a possible site of experimentation, also to reconnect other urban green areas (drawing by the author). INFOLIO 39 | 89 transforming spatial and climate fragilities into opportunities for the construction of a space capable of responding proactively to climate and environmental crises. Through a process of care, systematization, and reinforcement of the leftovers, it will be possible to generate new forms and structures of interdependence, and therefore coexistence, between leftovers, urban margins and built space. It’s this possible relationship that could define urban assemblies of adaptation. Indeed, framing the leftovers as permeable and ecological spaces for the city, enhancing their presence, and implementing their relationship with the territory, could produce spaces of renewed essentiality for facing the climate fragilities. Indeed, heat waves, heat-island effects, floods, and many other climate perils, could be tackled only by reimagining our connection with the urban naturality Fig. 6. Methodological project. Once the morphological analysis in its porosity and permeability. Finding the role of the interpreted the consistency of a possible ecological structure, the project in adapting the city also means to critically project developed a methodological process through which a set read the current urban fabric, identifying where to of design actions suggest the elements necessary to regenerate work, and regenerate those spaces where the project and enhance the spatial sequence (drawing by the author). could bring quality and values to the city. intervention and transformation [Oldani, 2019], where To conclude, the coexistence project in urban fringes to act in a perspective of increased urban resilience. could be synthesized in the definition of territorial To do this, it is essential to understand the spatial ecological structures, starting with the reconnection threats and hazards that characterize the fringes, and of fragments, looking at the possibilities of an urban that are also provoked by the design actions of the rebalancing between the minerality and nature. This previous decades. Indeed, «the environmental crisis proximity between the city and the rurality defines a never-ending relationship that reveals men’s attitude is a design crisis. It is a consequence of how things in relating to nature, and nowadays, reflecting on are made, buildings are constructed and landscapes these issues and territories could mean finding the are used» [Van der Ryn et al., 1996, 27], which gives possible adaptation, the unexpressed opportunity of to the project an ethical responsibility, also relating coexistence. the climate breakdown we must face. Therefore, the coexistence is something we can observe, trying to enhance the values of the leftovers through simple actions. Taking up the words of Vittorio Gregotti [(1966) 2014, 91] in «Il territorio dell’architettura», with respect to the project of the possible relationship between nature and architecture: Ma anche di fronte ad uno spazio geografico altamente manipolato il problema resta l’individuazione del punto sensibile, l’operazione minima. Si tratta cioè di stabilire il grado di congruenza tra il materiale geografico e l’organizzazione introdotta per l’orientamento degli elementi del campo verso un’intenzione di figura e sapere se in concreto sia possibile trovare una connessione che leghi la tipologia delle occasioni operative alla tipologia degli approcci formali secondo un sistema di massimo rendimento pratico col minimo sforzo operativo. Kevin Santus , Ph.D Student With this perspective, identifying the possible Dipartimento di Architettura e Studi Urbani minimum operations in these residual spaces could Politecnico di Milano imply an increasing ability of urban adaptation,
[email protected]90 | Giugno 2022 Notes Lemes de Oliveira F. (2020). Green Wedge Urbanism: History, Theory and Contemporary 1. The workshop, held at the Politecnico di Milano, Practice, Bloomsbury, London. was titled “Fringes renewal. Enhancing urban and Nemeth J., Langhorst J. (2014). “Rethinking urban peri-urban fragile areas” and supervised by: Prof. transformation: Temporary uses for vacant land”, Corradi Emilia, Prof. Cozza Cassandra, and Prof. Cities, vol. 40, pp. 143-150. Dessì Valentina Maddalena. The doctoral workshop Northam R. M. (1971). “Vacant Urban Land in the is part of the design-driven approach proposed by American City”, Land Economics, 47 (4), pp. 345- the AUID Ph.D. Program, coordinated by Prof. Rocca 355. Alessandro. This contribution present part of the Oldani A. (2018). “The future of marginal and residual work developed within the context of the workshop spaces in contemporary peri-urban landscapes”, in in a group composed by the PhD candidates: Carla Carlotti P., Ficarelli L., Leva M. (eds.), Proceedings Bulone, Hu Dan, Kevin Santus. The reflection of the Reading built spaces. Cities in the making and proposed in this article are personal elaboration by future urban form (Politecnico di Bari, Italy, 26-28 the author, while the images are re-elaborated by September 2018), pp. 1133-1141. the author starting from the group’s work. Russo M. (2018). “Ripensare la resilienza, progettare la città attraverso il suo metabolismo”, Techne, 15/8, References pp. 39-44. Secchi B. (1984). “Le condizioni sono cambiate”, Azhar J., Gjerde M. (2016). “Rethinking the role of Casabella: Architettura come modificazione, 498/9, Urban In-between Spaces, Journal of Architectural pp. 48-56. Science Review”, in Zuo J., Daniel L., Soebarto Sennett R. (2018). 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This paper addresses the topic by giving a dual meaning to the walk: as an aesthetic experience of fusion between man and the surrounding environment and as a landscape in itself “made” by pilgrims, wayfarers, travelers, nomadic individuals and wandering plant species. Keywords: Francigena, Walkscapes, Lived body, Garden in motion La via Francigena e Roma: una prossimità nociva? attraversa, un tempo sotto il dominio di Carlo Magno, re dei Franchi. La configurazione puntuale del suo L’Europa, e in particolar modo l’Italia – configurandosi tracciato si lega invece ad una personalità ben precisa: in un peculiare paesaggio culturale1 caratterizzato da l’arcivescovo Sigerico di Canterbury che, recandosi a un territorio profondamente stratificato – presenta, Roma nel X secolo per ricevere l’investitura, annotò accanto a una moltitudine di itinerari e sentieri in un diario le 79 tappe del suo viaggio di ritorno naturalistici, una analoga moltitudine di cammini e attraverso gli attuali territori di Italia, Svizzera, Francia, assi viari che intercettano traiettorie di sicura rilevanza Inghilterra, depositando così l’eredità del cammino in storica. un documento tramandato alla storia2. Come contraltare a questo vastissimo groviglio di Nonostante la precisa restituzione del tracciato di tracciati, che va intersecandosi con diversi agglomerati Sigerico, sono moltissime le varianti che si sono via periurbani e urbani, si registra la scarsità delle residue via stratificate e che hanno contribuito all’inevitabile e pur notissime vie dei pellegrinaggi sorte nell’Alto dissoluzione del percorso originario in progressivi Medioevo, che comunque continuano a intersecare filamenti e mutamenti in ulteriori appendici e deviazioni. polarità metropolitane. L’itinerario consiste oggi in un «insieme di cammini Nella «Vita Nova» Dante descrive tre «peregrinationes romipeti, un fascio di percorsi diversi tracciatisi in ultima maiores»: la via dei “pellegrini” che conduce alla casa istanza con l’uso da parte di pellegrini e altri utenti» di San Giacomo a Compostela, la via dei “palmieri” [De Caprio, 2008, 42] che, pur nelle loro divergenze, verso la Terra Santa e la via dei “romei”, che ospita la di tanto in tanto confluivano in punti obbligati: ponti, marcia in direzione di San Pietro [Fig. 1]. facili guadi, strutture di accoglienza, santuari, etc. I Quest’ultima, più comunemente nota come via percorsi sono stati infatti oggetto di variazioni non solo Francigena, ospitando flussi di pellegrini provenienti a causa di processi corrispondenti a tempi lunghi della dalle regioni appartenenti al Sacro Romano Impero storia, ma anche sulla base di scelte operate in tempi (Borgogna, Lorena, Franconia, Sassonia) e dalle isole brevi legate a problematiche stagionali, nell’evitare ad britanniche, prende il nome proprio dai territori che esempio zone basse che divenivano paludose durante INFOLIO 39 | 93 Fig. 1. Europa: “peregrinationes maiores” e le altre vie di pellegrinaggio della storia (ridisegno dell’autrice). l’inverno [Ivi]. campagna romana, «quel deserto reso celebre da Riguardo a questi processi secolari e temporanei, tanti racconti odeporici, una landa in cui non c’è nulla si può asserire che la progressiva frammentazione, da osservare» De Caprio, 2008, 45]. dissoluzione e articolazione del tracciato non ha tuttavia «La sterilità di quell’ultimo ampio tratto intorno a Roma intaccato l’intensità della memoria storica dell’itinerario aveva origine storica, in quanto per tutta l’età medievale nel mantenere ben salda l’intenzione della traiettoria e moderna essa era stata un dato oggettivo e una realtà del pellegrino che dal nord Europa anelava Roma. La tangibile. Un deserto, una “assenza ingombrante”, città, con il suo potenziale attrattivo, agiva, in passato un vuoto pneumatico che preparava all’arrivo nella come anche nella contemporaneità, come una sorta di nuova Gerusalemme» [Pifferi, 2008, 82]. La tesi «calamita di pietra per ogni tipo di viaggiatore, dai laici proposta da Pifferi, sviluppata attorno al parallelo con grand tourists nordeuropei ai devoti pellegrini cattolici, il cammino di Santiago, indagando le ragioni della fino agli artisti in cerca di commissioni e ispirazioni» scarsità di successo turistico contemporaneo del [Pifferi, 2008, 82]. sentiero italiano di contro al più fortunato itinerario Esisterebbe cioè, in termini astratti, una sorta di linea spagnolo, individua proprio nella prossimità con Roma ideale tenuta in vita sia dalle ragioni che muovevano i la radice del problema. «La città santa fagocitava pellegrini del tempo, che si traducono nella direzionalità nell’immaginario collettivo tutto ciò che la circondava: del percorso verso la Città Eterna, sia dalle percezioni paesaggio, campagna, ma anche e soprattutto quella dei soggetti stessi, mossi dalla desiderabilità della fase intermedia del viaggiare che in termini tecnici si meta e protesi verso questa. è soliti definire “transito territoriale”. Non è perciò un Alla luce di tali considerazioni, assumendo particolare caso se i viaggiatori (specificatamente italiani) che si rilevanza la destinazione dell’itinerario di contro al recavano a Roma quasi “dimenticassero” di narrare cammino in sé, occorre riconsiderare il tratto terminale nei propri resoconti l’avvicinamento alla città e a ciò della via Francigena nella sua prossimità con Roma. che la circondava, in particolar modo nell’ultimo tratto Diversi sono i racconti dei viaggiatori che attestano del viaggio, nella zona più a ridosso della città dove il il fenomeno della proiezione in avanti della tensione cammino sembrava svanire di fronte all’importanza del emotiva verso San Pietro che rende invisibile la luogo da raggiungere» [Ibidem]. 94 | Giugno 2022 La prossimità fisica tra Roma e il percorso di tracce storiche alle generazioni future. L’itinerario avvicinamento diventa problema a fronte della romeo, al contempo, verrebbe a configurarsi come desiderabilità di una meta così ingombrante che risorsa per la Città Eterna. Ma in che termini oggi un sembra attrarre a sé e desertificare le porzioni di cammino può costituire un surplus di valore per una cammino a lei limitrofe. metropoli come Roma? Oggi, nella configurazione delle ramificazioni del La capitale oggi, e più nello specifico l’emisfero nord tracciato attuale a ridosso del punto di arrivo, si può che intercetta i frammenti dell’antico tracciato, sembra probabilmente leggere un parziale riscontro di tale iscrivere le sue pagine di cronaca all’interno della più interpretazione. ampia tematica della crisi ambientale. Il problema dei Nelle ultime tappe del cammino dentro il GRA (Grande rifiuti ha generato una conseguente radicale reazione Raccordo Anulare), la via Francigena anzitutto si da parte della natura: gruppi di cinghiali sempre più sovrappone – come accade anche con altre arterie e numerosi costellano le strade, assiepandosi nei pressi in altri punti del suo tracciato – con la via Trionfale, delle abitazioni, suscitando polemiche e minacce mimetizzandosi con questa e confondendosi nel di abbattimento da parte dei cittadini. La tesi che si caos metropolitano in porzioni di strada ostili perfino vuole qui proporre è che, al fine di capovolgere in ai pedoni, ancor prima che al pellegrino. L’antico positivo il controverso rapporto di prossimità fisica tra itinerario, in primo luogo celato e dissimulato dalle il cammino e la città, sia urgente ridefinire lo spazio del arterie stradali e dal tessuto edilizio di Roma nord, cammino come antidoto alle problematiche attuali che viene in una seconda fase inglobato all’interno della riguardano il difficile rapporto di convivenza tra l’uomo riserva naturale dell’Insugherata, scomparendo e le altre specie. nuovamente – come nella precedente incursione nel parco di Veio – in una sorta di sorprendente e Camminare: estetica della percezione inaspettato polmone verde, di scarsa notorietà e solo recentemente riportato alla luce3. Snodandosi di nuovo Le ragioni degli attuali soggetti attratti dal cammino progressivamente nel quartiere Trionfale dopo una sono profondamente diverse rispetto a quelle degli seconda intrusione nel traffico cittadino, trova sfogo antichi pellegrini: sicuramente più laiche e mondane, per un breve tratto dentro la riserva di Monte Mario, snodo particolarmente rilevante per le occasioni di scorci prospettici che offre e che ripropongono le vedute medievali dei pellegrini sospinti verso la meta4. In entrambe le situazioni – oasi verdi e caos cittadino – le tracce della via del pellegrinaggio sono celate ed inglobate da elementi altri, prodotti di stratificazioni verificatesi in tempi recenti, in modo non dissimile dalla parabola complessiva dell’itinerario [Fig. 2]. Se dunque il rapporto fisico di prossimità tra Roma e la via Francigena si problematizza fino a concretizzarsi in un fattore di disvalore per la città e per il cammino stesso, occorre interrogarsi sulla possibilità di una interpretazione rovesciata di tale prossimità. Si può mettere in luce il rapporto di reciproca valorizzazione operata da un lato dalla città rispetto alla notorietà di una delle tre «peregrinationes maiores», dall’altro operata dal sentiero nei confronti degli snodi naturalistici delle due riserve, bacini di biodiversità della porzione nord della città di Roma. Roma, invece di fagocitare l’itinerario nel suo tratto terminale, a causa del suo fascino attrattivo e della sua struttura urbana autonoma, dovrebbe conferire dignità alla via Francigena, sia in termini di risorsa per lo slow tourism che di bene culturale oggetto di restauro in senso lato, ossia di garanzia di trasmissione delle Fig. 2. La via Francigena dentro Roma (ridisegno dell’autrice). INFOLIO 39 | 95 legate a esperienze singole, spesso anche molto attraverso il movimento corporeo-percettivo, messo in diverse tra loro. scena dall’atto del camminare, si fanno co-attori di ciò Duccio Demetrio, nell’indagare tali motivazioni, che accade, co-creatori del paesaggio intorno a loro. individua in termini generali una pulsione di ritorno Relativamente alle teorie del Leib6 di Hermann «all’istinto di reincamminarsi verso qualche luogo, Schmitz, due sono gli aspetti del corpo vissuto che per diletto, per ragioni salutistiche o per il puro legano il soggetto all’ambiente circostante: dinamiche piacere di raccogliersi nel silenzio e nella solitudine» motorie e dinamiche percettive [De Matteis, 2019]. [Demetrio, 2008, 31]. Attraverso un’analisi che Con riferimento alle prime, si intendono i mutamenti distingue tre categorie di viandanti della modernità nella disposizione che il corpo vissuto assume per (peregrini, vagabondi, pellegrini)5, individua un comun interagire con la morfologia dell’ambiente. Ad esempio, denominatore che, nell’incedere, «incarna un’altra rispetto all’esperienza fisica del percorrere un tratto di concezione dell’esistenza, del pensiero umano, della sentiero ripido il corpo si adatta al suolo, assumendo ricerca». E prosegue [Ivi, 34-35]: un atteggiamento diverso e compiendo certi movimenti per rispondere a determinate condizioni. Il terreno Indipendentemente dalla scelta, peregrini, vagabondi e scosceso produce un cambiamento nel corpo vissuto pellegrini condividono senza ombra di dubbio una tensione che si adatta allo spazio e lo costringe ad assumere desiderante, l’attrazione e la necessità del silenzio, l’attesa di una diversa postura [Fig. 3]. un evento fuori dell’ordinario. Tutti e tre camminano perché cercano qualcosa di arcano o di sacro; tutti e tre, in misura Le dinamiche percettive aggiungono qualcosa in maggiore o minore camminano perché non si accontentano più: fanno riferimento alle presenze e agli incontri della consuetudine, aspettano che un cambiamento, una nell’ambiente, che producono una risposta emotiva svolta, intervenga nella loro vita. nel soggetto, che a sua volta influenza i movimenti del corpo vissuto. Se il sentiero è libero e il campo Attraverso la scelta che li proietta in una condizione visivo sufficientemente ampio, il corpo vissuto tenderà esistenziale di apertura verso l’imprevedibile, non ad espandersi, entrando in risonanza con la vastità solo semplicemente ricevono in modo passivo gli dello spazio che lo pervade. Se viceversa il sentiero è stimoli provenienti dal paesaggio circostante, bensì costellato da presenze “altre” – elementi di recinzione o di vegetazione fitta, incolta e arbustiva da ambo i lati – il corpo subirà una contrazione, come stretto tra due pareti [Fig. 4]. Dinanzi a un totem isolato, sarà allertato dalla presenza enigmatica che abita in modo singolare la scena [Fig. 5]. E ancora, quando nel tratto che precede una curva il cammino si prepara ad una deviazione e subentrano elementi che ne occultano lo sviluppo, il corpo vissuto sarà in tensione, contratto a causa dello stato di sospensione che precede il disvelarsi dello spazio [Fig. 6]. Quando camminiamo nel paesaggio, i nostri movimenti sono ovviamente influenzati da ciò che percepiamo, come osserva De Matteis [2019, 47]: Se lungo il sentiero di montagna incontrassimo qualcosa di minaccioso, magari un grosso cane dall’aspetto non rassicurante, la reazione istantanea del corpo consisterebbe in una contrazione sensibile, preparazione alla fuga o allo scontro. Così come il sistema motorio si adatta a diversi tipi di terreno, così la risposta del corpo vissuto si manifesta quando dall’ambiente circostante emerge qualcosa che ci tocca. Se dunque il modo in cui ci muoviamo è determinato da ciò che percepiamo, al tempo stesso, ciò che percepiamo è determinato da come ci muoviamo, Fig. 3. Roma, riserva naturale dell’Insugherata, particolare tratto di perché la percezione cambia dinamicamente a sentiero ripido ed ondulato, maggio 2022 (foto dell’autrice). seconda della posizione del soggetto nell’ambiente 96 | Giugno 2022 Fig. 4. Roma, riserva naturale dell’Insugherata, la via Francigena stretta tra due recinzioni, maggio 2022 (foto dell’autrice). [Noë, 2004; De Matteis 2019]. È attraverso il cammino si fa la comprensione razionale degli oggetti, tanto più verso una meta ambita e significativa che, in una si colma il divario tra l’uomo e le altre specie. Inoltre, modalità più intensa e più chiara rispetto ad altre la relazione dell’uomo in cammino con lo spazio non è condizioni, si verifica il movimento di cooperazione, dissimile dal rapporto tattile proprio del regno animale, compenetrazione, commistione tra soggetto e oggetto ovvero di tipo plastico e intimo, proprio anche di alcune nel senso che «alla ricettività da parte del soggetto culture indigene, esperibile nel senso di una fusione corrisponde un mostrarsi da parte della natura, un totale con la natura. fuoriuscire da sé delle cose della natura» [Griffero, E ancora, rispetto all’unità tra soggetto ed ambiente, 2010, 27]. Nell’atto di camminare nel paesaggio, come nota Pallasmaa [2007, 74-75]: pratica esperienziale ed immersiva, l’uomo è afferrato affettivamente dallo spazio circostante, e nel sentire sé È la pianta del piede che misura la gravità; con la pianta del stesso nel proprio corpo vissuto, sente al tempo stesso piede definiamo la densità e la trama della terra. Stare a piedi nudi su una roccia liscia, levigata dal ghiaccio, di fronte anche la natura e l’esistenza di tutte le altre specie. al mare, al tramonto, e sentire il calore della pietra scaldata Questo tipo di conoscenza pre-riflessiva, nella misura dal sole attraverso la pianta del piede è un’esperienza in cui prima percepiamo e solo in un secondo momento straordinariamente salutare, che ti rende parte dell’eterno comprendiamo [Böhme, 2010], dischiude la possibilità ciclo della natura. Senti il respirare lento della terra. di abitare il paesaggio in una modalità profonda di ancestrale interazione e coesistenza con esso e con In questi termini un’estetica della percezione tutti gli elementi che lo popolano. In primo luogo, grazie dell’esperienza del cammino è in grado di mettere alla percezione multisensoriale dell’ambiente nella sua in crisi la differenza tra umano e non umano e, totalità, che precede la comprensione razionale degli attraverso una condizione di commistione tra soggetto oggetti che si incontrano lungo la strada, nello spazio e ambiente, contribuire allo sviluppo di una rinnovata del cammino si rivela una profonda analogia tra l’uomo coscienza ecologica capace di minare la visione di un e tutte le altre forme di vita animali. E tanto più sfumata antropocentrismo assolutista. INFOLIO 39 | 97 Il cammino e le altre specie conquista che, distinguendolo dal regno animale, lo poneva in una certa condizione di supremazia – In apparente contrasto con la tesi di cui sopra, l’uomo, per tornare ad essere parte di un sistema unitario, attraverso l’atto del camminare, e più nello specifico in uno stato di parità con le altre specie, in dialogo per mezzo dell’assunzione della posizione eretta, ha con la natura e in silenzio – senza il rumore degli storicamente definito una linea di separazione tra sé zoccoli dei cavalli, ruote che slittano, catene che e le altre specie. A scapito della perdita di alcune girano, ingranaggi e motori che bruciano – all’infuori capacità proprie di altri animali come la velocità, ha dell’incedere dei propri passi [Fig. 7]. acquisito invece, attraverso la libertà di movimento Al di là dell’esperienza di attraversare il paesaggio dei due arti superiori, la possibilità di utilizzare in una fusione olistica con il mondo naturale, che si lo strumento, inaugurando dunque la tecnica a potrebbe sintetizzare nell’atto di “fare un cammino” beneficio dell’evoluzione della propria specie. L’uomo nel senso di attraversarlo, esiste poi una seconda che percorre a piedi un sentiero nel paesaggio è accezione di “fare il cammino”, nel senso cioè di tuttavia, anche sotto questo aspetto, gettato in una imprimere concretamente una traccia umana, un condizione di primordiale e ancestrale rapporto con segno del passaggio dell’uomo, in un terreno incolto la natura, nel suo essere “nudo” in quanto privo di e selvaggio. L’artista Richard Long ne realizza una mezzi artificiali di locomozione. De Caprio, mettendo dimostrazione nel celebre esperimento «A line in relazione la via Francigena con la sua antagonista made by walking», registrando l’azione umana del via Cassia, individua come differenza fondamentale camminare in un solco nel paesaggio. A proposito tra i due itinerari la diversa percezione causata da della “nudità” dell’uomo in cammino, nelle opere di una diversa velocità di percorrenza. [De Caprio, land art l’artista interviene senza apporti tecnologici, 2008] Se la Cassia infatti, storica arteria romana, senza incidere in profondità la crosta terrestre, veniva normalmente attraversata a cavallo, mezzo di limitandosi a trasformarne soltanto la superficie in locomozione per l’epoca piuttosto veloce, la via dei modo reversibile [Careri, 2006]. Eppure il significato pellegrini è invece percorsa fin dai tempi più remoti emerge in modo chiaro: anche solo attraverso l’ausilio in assenza di qualsiasi mezzo di trasporto: l’uomo dei propri passi – sebbene in modo temporaneo ed in decide scientemente di abbandonare il mezzo – superficie – l’uomo è in grado di plasmare il terreno. Fig. 5. Roma, riserva naturale dell’Insugherata, la via Francigena e un Fig. 6. Roma, riserva naturale dell’Insugherata, tratto di sentiero che “totem”, maggio 2022 (foto dell’autrice). anticipa la curva, maggio 2022 (foto dell’autrice). 98 | Giugno 2022 Fig. 7. Roma, riserva naturale dell’Insugherata, uomo e cane lungo Fig. 8. Parigi, Parc André Citroën, il giardino in movimento di Gilles la via Francigena, maggio 2022 (foto dell’autrice). Clément, novembre 2021 (foto dell’autrice). «La forma rigidamente geometrica, la rettilineità mix biologico che gli conferisce una valenza indiziale così rara in natura allo stato puro, indicano senza d’eccezione» [Roger, 2001, 72]. ombra di dubbio la presenza e l’iniziativa dell’uomo» È la condizione di perenne motilità ad accomunare [D’Angelo, (2010) 2014, 91]. dunque il regno animale e vegetale così come il Non è quella umana, tuttavia, l’unica specie in grado mondo umano e naturale, che – anche in questo di concorrere alla formazione di un cammino: anche caso – invece di porsi in antitesi, vedono sfumare gli animali, nella consuetudine di battere un percorso la distanza che li separerebbe in quello spazio di in maniera reiterata, sono in grado di “scolpire” coesistenza dato dal rispettivo essere in cammino. linee nel suolo, semplicemente calpestando l’erba. E ancora: anche le piante, esseri tendenzialmente Conclusioni privi della capacità di spostamento, sono in grado, a modo loro, di tracciare un sentiero. Rispetto alla questione relativa al plus di valore Alla fine degli anni settanta, durante i suoi primi che l’itinerario storico della Francigena è in grado esperimenti presso il giardino a La Vallée – lembo oggi di generare nei confronti della città di Roma di terra denso di vegetazione spontanea, insetti, proprio a partire dal rapporto di prossimità con essa, avio-fauna e piccoli animali – Gilles Clément si è tentato di mettere in luce come una possibile dimostra come anche le specie vegetali siano risposta sia da rintracciare intorno alla minaccia – in grado, attraverso il loro sviluppo dato da o presunta tale – della fauna selvatica in città che movimenti impercettibili, di modellare sottilmente e impone di ridefinire il rapporto di coesistenza tra inesorabilmente il paesaggio [Fig. 8]. l’uomo e le altre specie. Più in generale oggi, ogni Dovendo tracciare un sentiero per addentrarsi questione che abbia per oggetto la configurazione di nella vegetazione, per evitare di tagliare arbusti un territorio, non può prescindere da considerazioni e piante spontanee che crescevano in modo altre che includano fattori propri dello scenario autonomo sul suo percorso, Clément decide di attuale. Secondo Glenn Albrecht viviamo nell’epoca deviare il passaggio per aggirarle. In questo senso, della “solastalgia”7, segnata dalle esperienze di rispettando i movimenti spontanei della natura, cambiamenti climatici e disastri ambientali. Molte lascia che l’energia delle piante disegni in un certo emozioni “psicoterratiche”, della psiche-terra, eco- senso il tracciato. A tale sperimentazione, che ha poi emozioni come l’”ecoansietà” e l’”ecoparalisi” si costituito la base della teorizzazione del “giardino in stanno diffondendo tra le popolazioni di tutto il movimento”, segue l’intuizione del riconoscimento pianeta. Di contro al termine “antropocene” il filosofo del nomadismo come condizione fondativa propria prospetta la “simbiocene” come possibile antidoto dell’uomo e della natura, che prende forma nelle alle patologie del nostro secolo: l’umanità deve migrazioni e nelle mescolanze. L’incolto parigino ricongiungersi alla diversità e all’unità degli esseri – affatto addomesticato – ne è un esempio: «è viventi, operando un ribaltamento di prospettiva costituito soprattutto da robinie americane, da ailanti per evitare di perpetuare il mito della separazione e budleia asiatici e perfino da una piccola artemisia uomo-natura [Albrecht, 2019]. Come è stato chiarito, siberiana che tappezza i suoli spogli. Insomma, un alcuni indizi utili ad innescare una simile inversione INFOLIO 39 | 99 di rotta possono essere ravvisati sia nell’atto di Note “camminare nel paesaggio” come estetica della percezione, sia nel “paesaggio del cammino” come 1. Il concetto di paesaggio come patrimonio culturale spazio di coesistenza con le altre specie. In altri si afferma attraverso la Convenzione europea termini, soltanto attraverso la riconsiderazione di del Paesaggio (Firenze, 2000). L’Italia recepisce alcune premesse teoriche sullo spazio del cammino il documento nel Codice dei beni culturali e del è possibile aprire nuovi scenari per riscrivere il paesaggio che chiarisce che il patrimonio culturale complesso rapporto di convivenza tra uomo e altre è formato da beni culturali di natura materiale e specie, dal quale Roma, proprio nel rapporto di immateriale «costituenti espressione dei valori prossimità con l’antico tracciato, potrebbe trarre storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del beneficio. territorio». Paolo D’Angelo approfondisce il tema soprattutto in riferimento all’interazione di fattori antropici e naturali: «il nostro paesaggio è un paesaggio culturale, cioè un paesaggio nel quale i dati naturali, la conformazione fisica, l’idrografia, la flora entrano continuamente in rapporto con l’opera dell’uomo, e così si caricano di memorie e di significati» [D’Angelo, (2010) 2014, 31]. 2. Il documento, conservato al British Museum di Londra, elenca le “mansiones” dei 1800 chilometri di tragitto da Roma a Canterbury, ossia i punti di sosta – luoghi di culto o strutture per l’accoglienza e l’assistenza ai pellegrini: monasteri e locande, santuari, xenodochia, hospitia, ospedali, magioni degli ordini ospitalieri [De Caprio, 2008, 42] – che costituiscono il percorso “ufficiale” della via Francigena. 3. L’antico tracciato all’interno del parco dell’Insugherata è stato liberato in occasione del giubileo del 2016. In seguito all’intervento, curato da “RomaNatura”, ente regionale per la gestione del sistema delle aree naturali protette del comune di Roma, è stato intrapreso anche il recupero ambientale di alcune aree degradate interne alla riserva. 4. Anche Alessandro Cannavò, a proposito della condizione dei nuovi pellegrini oggi a San Pietro, descrivendo l’approdo di quattro giorni di pellegrinaggio in forma diaristica, parla di “metropoli tentacolare”. L’articolo è «Io a piedi fino a Roma», Corriere della Sera, 01 luglio 2016. 5. “Peregrinare” risponde al desiderio di incontrarsi con l’inusuale; di affidarsi a strade e sentieri anche noti e ben tracciati, percorsi più volte, per scoprire in essi ciò che prima era sfuggito alla vista, al tatto, ai sensi, “vagabondare” è affidarsi al caso, senza un approdo prefigurato, infine “pellegrinare” significa ricercare atmosfere mistiche nell’espiare colpe o omaggiare a qualcuno il sacrificio, esperienze che Alberta Piselli, Ph.D Student non contano solo per il singolo ma per un’intera Dipartimento di architettura e progetto comunità di fedeli e credenti [Demetrio, 2008, 32-33]. Sapienza Università di Roma 6. Le prime acquisizioni della proprio-corporeità si
[email protected]devono a Merleau-Ponty, che nella “Fenomenologia 100 | Giugno 2022 della percezione” incentra la riflessione sulla Viterbo, pp. 60-83. percezione della propria presenza, sottolineando la Roger A. (2001). “Dal giardino in movimento al necessità di riscoprire e apprendere come ci si sente giardino planetario: Alain Roger sull’opera di Gilles nel corpo-proprio. È poi Hermann Schmitz, sulla Clément”, Lotus Navigator, 2, p. 72. base delle teorie di Husserl, ad approfondire il Leib, Schmitz H. (2011). Nuova fenomenologia: il corpo vissuto, che a differenza del Körper, corpo un’introduzione, Christian Marinotti edizioni, Milano. oggetto in quanto occupa un certo spazio, definisce l’esperienza del corpo che “io sono” e per cui “sono al mondo”. Questo coinciderebbe con una somma di dinamiche corporee che avvertiamo e che includono movimento fisico, respiro, dolore, contrazioni ed espansioni: forme di movimento che il corpo vissuto avverte, senza che vengano chiamati in causa i cinque sensi tradizionali [Schmitz, 2011]. 7. Espressione inglese composta dai s. “sola(ce)”: conforto, consolazione e “(no)stalgia”: nostalgia; coniata da Glenn Albrecht, Solastalgia, a new concept in human health and identity, in: «Philosophy Activism Nature», 3 (2005), pp. 41-44. Bibliografia Albrecht G. (2019). Earth emotions: new words for a new world, Cornell University Press, Ithaca, London. Böhme G. (2010). Atmosfere, estasi, messe in scena: l’estetica come teoria generale della percezione, Christian Marinotti edizioni, Milano. Careri F. (2006). Walkscapes: camminare come pratica estetica, Giulio Einaudi editore, Torino. D’Angelo P. (2014). Filosofia del paesaggio, Quodlibet, Macerata. De Caprio V. (2008). “Fra Francigena e Cassia nel viterbese: spunti di riflessione sul viaggiare lento”, in De Caprio V. (a cura di), via Cassia e via Francigena nella Tuscia, Sette città, Viterbo, pp. 37-57. Demetrio D. (2008). “Metafore del camminare: tra mito e implicazioni filosofiche”, in De Caprio V. (a cura di), via Cassia e via Francigena nella Tuscia, Sette città, Viterbo, pp. 13-35. De Matteis F. (2019). Vita nello spazio: sull’esperienza affettiva dell’architettura, Mimesis edizioni, Milano. Griffero T. (2010). “Dal bello all’atmosferico: un’estetica “dal punto di vista pragmatico”, in Böhme G. Atmosfere, estasi, messe in scena: l’estetica come teoria generale della percezione, Christian Marinotti edizioni, Milano, pp. 5-33. Noë A. (2004). Action in perception, The MIT Press, Cambridge. Pallasmaa J. (2007). Gli occhi della pelle: l’architettura e i sensi, Jaca Book, Milano. Pifferi S. (2008). “Un modello per la via Francigena: il cammino di Santiago.”, in De Caprio V. (a cura di), via Cassia e via Francigena nella Tuscia, Sette città, INFOLIO 39 | 101 Immagine di apertura: “Poltrona di Proust”, progetto di A. Mendini (1978). Ridisegno critico dell’autore. La poltrona di Proust. Evoluzione ed epistemologia di una relazione di prossimità tra design e artigianato Sezione I – Il tema Elia Maniscalco The proximity between craft and design has been identified as one of the many reasons for the success of what has been the Made in Italy phenomenon, and now the contemporary design scenario shows a strong tendency to a contamination of skills from one discipline to the other. This paper offers a critical analysis of the evolution of this relationship to identify new cognitive tools to interpret and categorise the instances of hybrid design in the era of design when everybody designs. Keywords: New Craft, Sustainability, Post-design, Design-craft, Cultural Identity Introduzione design e dell’artigianato. In altre parole, la storia del rapporto tra le due discipline è una storia di La storia del rapporto tra design e artigianato italiano sperimentazione e adattamento a diversi gradi è la storia di un rapporto che si è sviluppato passando di separazione tra le due: risulta evidente come i attraverso una serie di fratture e rappacificazioni progetti meglio riusciti del design italiano siano quasi tra due discipline solo formalmente diverse ma che sempre il risultato di processi che hanno scelto, condividono in nuce innumerevoli punti di contatto. come proprio playground di riferimento, una zona Già la stagione del made in Italy si è configurata che chiameremo prossimale e che si caratterizza per come banco di prova di questa fruttuosa interazione, un dialogo e uno scambio di competenze costante per certi versi trasformativa del concetto stesso di tra gli attori coinvolti (designer e artigiano), pur italianità venuto a corrispondere, proprio grazie ai mantenendo ben distinte le rispettive identità dei due. frutti della collaborazione tra i maestri del design del La contemporaneità e le sue sfide suggeriscono che novecento e l’artigianato locale, con un’idea di qualità, proprio questa zona prossimale che auspica il ritorno prestigio e lusso che mancava in Italia dai tempi delle ai paradigmi produttivi propri della piccola produzione grandi corti rinascimentali [Vercelloni, 2014]. legata al territorio e alle sue risorse, possa essere la Se adottiamo come punto di vista sul mondo la medicina alle crisi economiche e ambientali, ed è di dialettica contrapposizione tra design e artigianato fatto possibile assistere alla nascita e all’affermazione intesi come poli semiotici opposti, sovrapponibili agli radicale di forme nuove del design, sempre meno archetipi dell’ingegnere e del bricoleur [Lévi-Strauss, legate alla grande industria, che sembrano avvicinare 2015], sarà possibile categorizzare sistematicamente ogni giorno di più i nostri due poli di riferimento, fino a le diverse espressioni di progettualità che hanno definire nuove figure ibride nel panorama progettuale attraversato la storia a seconda dell’estensione italiano [Alessi, 2014]. di quello che potremmo definire come spazio Siamo, in sostanza, di fronte all’intrecciarsi di epistemologico del progetto, definito da una maggiore espressioni ibride di progettualità che richiedono o minore vicinanza tra le metodologie operative del strumenti e punti di vista nuovi sulla storia al fine INFOLIO 39 | 103 di identificare paradigmi utili a comprendere la non raggiungendo mai l’assoluta identità d’ogni sua copia. contemporaneità: possiamo prendere come totem di Un quid differenziale esiste sempre – e deve esistere – a distinguere un oggetto dall’altro; nel caso dell’oggetto questa complessità il progetto di Mendini citato già industrialmente prodotto, per contro, tale evento non si nel titolo, «rappresentazione paradossale che non verifica mai, e non deve verificarsi; quand’anche avvenga esiste più un unico linguaggio del design, ma infinite che un determinato oggetto presenti delle «imperfezioni» possibilità formali offerte dalle nuove tecnologie e per ragioni di caso che sfuggono alla volontà del progettista, dalla scomparsa di rigidi confini tra industrial design tali imperfezioni dovranno essere considerate come errori di fattura e non come compiacimenti d’una «bella materia». e artigianato» [Lauda, 2020, 19], in un’ottica secondo la quale l’avvicinare forme diverse di progettualità non ritorna infine sui suoi passi, arrivando a titolare, già nel significa appiattire le sfumature di significato dell’una 2010, un suo saggio “Finalmente è pace tra design e o dell’altra, ma operare uno scambio che arricchisce artigianato” [Dorfles, 2010], prendendo atto dell’attuale entrambe le parti. superamento della storica contrapposizione, già risolta nel lavoro di alcuni tra i grandi del Novecento Design e Artigianato: storia minima di una (Sottsass, Mari, La Pietra) che proprio su quella relazione commistione di conoscenze basarono il proprio corpus teorico e progettuale. Il discorso sulla relazione tra artigianato e design La longeva quanto anacronistica teoria della è un discorso vecchio come il disegno industriale contrapposizione tra design e artigianato che ha stesso e prescinde ogni limite geografico del attraversato la storia, la cui origine Maldonado ragionamento: ci si interroga, sin dalla prima identifica nella seicentesca invenzione dell’idea di rivoluzione industriale, su come si possa, o meglio si macchina con le sue promesse di futuro e superamento debba, delineare un paradigma in grado di descrivere dello status quo, è diretta eredità di quello scontro tra le mutue contaminazioni tra le due discipline, e se una visione sensazionalistica di scienza e tecnica e contaminazione alcuna abbia davvero senso di una invece più ancorata alla tradizione di fatto già esistere [Maldonado, 2008]. La storia del dibattito presenti agli albori della prima rivoluzione industriale: ha evidenziato un’altalenante direzione evolutiva: basti pensare alla forza delle opposte opinioni che si è passati infatti, a più riprese, da un sentimento accolsero la Great Exhibition di Londra del 1851, di completa separazione tra le due discipline a uno che videro il sorgere di schiere di aperti sostenitori invece più aperto a una possibilità di integrazione, e oppositori dell’idea di manufatto industriale, in una fino alla più recente consapevolezza di una necessità dicotomia dialettica ben riassunta dal proverbiale dell’avvicinamento tra artigianato e design, al fine giudizio di wonderfully ugly che la tradizione di riscoprire nuovi paradigmi progettuali e produttivi attribuisce a un allora diciassettenne William Morris coerenti con le idee di sostenibilità, saper fare di fronte al Crystal Palace [Behrens, 2003]. La paura e identità locali, ultimo baluardo di resistenza del nuovo, quel luddismo intrinseco degli oppositori all’incedere della globalizzazione omologatrice della rivoluzione industriale, fu corroborato da una dell’industria capitalistica [De Fusco, 2009]. visione della produzione in serie, fondamento della Il dibattito intorno al tema di artigianato vs nuova progettualità, intesa quale mortificazione e design si è articolato per decenni nella forma di depravazione dei valori della produzione artigianale una contrapposizione semantica tra “vecchio” [Branzi, 2008] amplificata dalla crociata del movimento e “nuovo”, tra tradizione e innovazione ma oggi “Arts and Craft” che auspicava un ritorno a un età pre- alla contrapposizione, preferiamo l’idea di una industriale e a un’etica dell’artigianato, condannando cooperazione. Lo stesso Gillo Dorfles [2001, 29], tra ardentemente, come ebbe a dire lo stesso William i più accesi sostenitori della distanza esistente tra le Morris, ogni collaborazione tra “la classe di veri artisti” due pratiche, che nel 1978 diceva: e i “designer esecutivi” [De Fusco, 2009]. Occorrerà attendere qualche decennio, e spostarsi in se è indubbio che si possa considerare il primo [l’artigianato] come il vero pro-genitore di molte opere attualmente di Germania, prima di poter vedere un primo sostanziale spettanza del secondo [il design], ciò non toglie che tra i cambio di rotta in questa narrativa, con un Bauhaus due settori produttivi esista oggi una netta differenza, una promotore, quantomeno nelle sue intenzioni iniziali, opposizione addirittura, per cui è bene dirimere ogni equivoco di una commistione di competenze tra artigianato a questo proposito. […] In cosa consisterà la differenza tra i due prodotti? Prima di tutto nello stesso principio informatore e industria alla ricerca di una nuova unità tra arte che è alla loro base: l’opera artigianale, per la sua stessa e tecnica, evidente soprattutto nell’impostazione natura, è un’opera che deve risultare come «fatta a mano»: didattica del Vorkurs, e nella successiva ricerca 104 | Giugno 2022 diretta sui materiali e l’apprendimento attivo mediante una relazione di prossimità che nell’interazione tra la produzione manuale di modelli e prototipi. progettisti e artigiani trovò la misura del successo, In un’ottica che vede l’approccio artigianale come come il fenomeno del Made in Italy venne a dimostrare. garante della sopravvivenza dell’identità culturale In questo contesto, la possibilità di ritornare su e antropologica dell’oggetto, il razionalismo spinto archetipi produttivi propri dell’artigianato fu un vero degli anni seguenti troncò ancora una volta ogni “rifugio espressivo” [Sottsass, 1997] e un tentativo tentativo di salvaguardare questa identità e promosse di porre rimedio alla sempre più netta separazione l’affermarsi di una sempre più forte spinta capitalistica tra produzione e vendita di oggetti disumanizzati e omologatrice, concepita dal ventre dell’idea dei progettati per utenti universali, senza volto e senza “grandi mercati di massa” [De Fusco, 2009]. identità. È a questo punto che il baricentro degli equilibri Riassumendo un leitmotiv che restò costante fino economici e sociali mondiali si sposta dall’Europa al tramontare del secolo breve, scrive François agli Stati Uniti dove il progetto Moderno trova il suo Burkhardt già nel 1997 [2]: massimo compimento: la grande industria americana Rispetto a un’idea del processo produttivo basata sulla diventa il baluardo di un modello incentrato razionalizzazione e avente come unico obiettivo la su standardizzazione, omologazione e iper- concorrenza di mercato- un processo in cui l’automazione razionalizzazione dei processi produttivi. In questo sostituisce l’uomo non soltanto nell’uso degli utensili ma modello non c’è nessuno spazio per il difetto, per la anche in quello delle macchine- il prodotto fatto a mano singolarità: la narrativa dell’etica dell’artigianato viene acquista lo spessore etico e la dignità derivanti dall’essere frutto di un lavoro fatto da molti, in opposizione alla tendenza riscritta in termini di contrapposizione tra vecchio e attuale verso un lavoro fatto da pochi. nuovo, tra immobilità e movimento, tra passato e futuro e il progetto diventa un problema di scelta tra È, di fatto, il “progetto uomo” alla maniera di Enzo Mari tradizione e innovazione, in un sistema culturale che [2004], che «cerca di definire i criteri per determinare demonizza il vecchio e che dell’innovazione ha fatto il quando il lavoro creativo, il lavoro manuale, e perfino proprio motore [Heskett, 1995]. il lavoro della macchina, hanno un senso» [Burkhardt, Alla globalizzazione spinta perseguita dalla modernità, 1997, 2] al fine di opporsi all’alienazione prodotta una globalizzazione alla maniera di Alessandro Magno dalla ripetitività e promuovere una creatività basata cercata attraverso il tentativo di azzerare le differenze sui sensi, sul lavoro, sulla materia e su una sensibilità culturali e identitarie dei Paesi via via annessi a un artigianale rispetto alle risorse, i luoghi e le identità. nucleo sempre più ampio definito a partire da un È proprio in questo contesto che vengono gettate Centro industrializzato, si oppose il Post-Moderno le fondamenta ideologiche di uno dei filoni evolutivi che fece proprio del ritorno all’etica dell’identità locale principali del design dei primi vent’anni del Duemila il proprio fondamento. che hanno visto, sulla spinta di una consapevolezza Anche l’Italia non fu scevra da queste dinamiche sempre maggiore sui temi della sostenibilità di azione e reazione ma ciò che, in pieno boom ambientale, economica e sociale, la nascita delle economico, consacrò il Bel Paese sull’altare del sperimentazioni più disparate nella relazione tra design fu proprio la riscoperta, già negli anni ’50, artigianato e design e il porsi in essere di nuovi profili delle potenzialità di un fare progetto che portasse professionali, dal designer-artigiano all’artigiano insieme artigianato e industria, nota costante del industriale, che superano di fatto ogni possibile corpus progettuale di pressoché tutti i grandi maestri idea di dicotomia in favore di una visione integrata del design italiano, definendo un punto di vista quasi del fare progetto, in un «nuovo artigianato che nel inedito (al netto di poche esperienze precedenti nello suo eclettismo metodologico associa modernità e scenario principalmente scandinavo) basato sulla tradizione, folklore quotidiano e tecnologia di punta, continuità tra la nuova industria e la tradizione, e ben affermandosi come catalizzatore della comunicazione rappresentato dal progetto della Superleggera di Giò globale» [Restany, 1997, 109]. Ponti [Vercelloni, 2014]. La relazione tra industria e artigianato, esasperata Spazi epistemologici del progetto solo dalla narrativa ideologica di quel “sistema disequilibrante” [La Pietra, 1997] che fu il radical Raccolti gli estremi storici della ricerca, procediamo design e che auspicava piuttosto un’anti-industria a identificare e definire quegli spazi epistemologici all’insegna della creatività libera come reazione del progetto menzionati che utilizzeremo come mezzi ai limiti imposti dal progetto razionale, fu in realtà per caratterizzare gli episodi pertinenti alla storia del INFOLIO 39 | 105 design, ma che risulteranno utili anche a definire degli catalogazione e analisi. Scopo di questa ricerca è strumenti di orientamento nel panorama complesso quello di identificare, partendo dall’indagine storica, del design contemporaneo. Premessa a questo dinamiche, metodi e pattern ricorrenti nell’interazione lavoro di categorizzazione è il bisogno di esplicitare tra due discipline, design e artigianato, che la consapevolezza che ogni schematizzazione, ponendosi ai vertici opposti di un piano di significato in quanto processo di identificazione di pattern determinano de facto un sistema di relazioni possibili all’interno di sistemi complessi di informazione, si e di regole che sottendono i processi di significazione configura necessariamente come semplificazione che da queste relazioni possono scaturire. Queste che porta con sé il beneficio dell’offrire uno sguardo regole pongono delle condizioni nella possibile d’insieme su un fenomeno complesso, rendendolo interazione tra le due discipline, e queste condizioni più facilmente comprensibile, ma anche il rischio si configurano come delimitazione, perimetro dello dell’appiattimento delle sfumature di significato delle spazio dell’interazione. singole istanze di un fenomeno ad alto grado di Questo spazio dell’interazione si caratterizza, complessità come quello della relazione descritta. inoltre, per un sistema di metodi che ci consentono Procedendo con ordine, iniziamo giustificando e di indicare le forme della progettualità in quanto chiarendo l’espressione “spazi epistemologici del scienza, nel senso etimologico del termine, e la progetto” scelta per indicare questi strumenti di cui conoscenza ci permette di definire una vera Fig. 1. Caratterizzazione dei casi studio alla luce dei quesiti di ricerca sulla commistione di competenze tra design e artigianato (elaborazione critica dell’autore). 106 | Giugno 2022 epistemologia del progetto [Gallerani et al., 2019]. estremi di riferimento (design vs artigianato) [Fig. 1]. In altre parole, tentando di rispondere a un set di La terza fase ha visto la mappatura sistematica di questioni riguardanti le relazioni tra le diverse tutti i casi studio e la definizione di un sistema di metodologie progettuali proprie del design spazi epistemologici del progetto che, nell’ultima e dell’artigianato in senso stretto, potremo fase della ricerca, sono stati definiti a livello di verosimilmente tirare fuori un sistema di categorie caratteristiche, paradigmi e metodologie, al fine di per comprendere meglio come una maggiore o identificare degli strumenti utili a una lettura della minore distanza tra i due approcci possa influenzare i contemporaneità [Fig. 2]. È così che si è pervenuti risultati di esperienze progettuali afferenti a ciascuno all’identificazione di tre spazi – distale, prossimale degli spazi epistemologici identificati. e di identità – del progetto, di seguito descritti Al fine di categorizzare le singole istanze prese prendendo come estremo di riferimento principale in esame, partendo da una riflessione sulle quello del design. caratteristiche che distinguono il design industriale dall’artigianato [Micelli, 2011], sono stati formulati Zona distale i seguenti interrogativi da utilizzare come metro di riferimento: I progetti che ricadono in questa zona mostrano una • Il progetto è frutto di una disgiunzione, intersezione netta disgiunzione di competenze e sono identificabili o sovrapposizione di competenze tra design e in maniera distinta come progetti totalmente di artigianato? design industriale o di artigianato [Fig. 3]. Non vi • Le dinamiche di progettazione, produzione è sovrapposizione di ruoli in nessun momento del e distribuzione del progetto sono dinamiche processo che porta dalla nascita del concept alla accentrative o delegative? distribuzione del progetto. Dalla prospettiva del • Il progetto si fa portatore di plusvalore culturale, design, tendenzialmente si applicano le regole o il suo valore dipende esclusivamente da criteri di della produzione industriale pura: il valore di questi efficienza e razionalità? progetti è legato al loro essere status symbol, o La metodologia di questa ricerca procede tenendo alla loro efficienza, capillarità nella distribuzione, insieme strumenti tipici dell’analisi storica per la razionalità o convenienza. Le dinamiche sono raccolta dei casi studio, e quelli della statistica per accentrative, e il designer o l’artigiano detiene totale identificare, attraverso un processo di inferenza, responsabilità progettuale. Per i progetti industriali schemi ricorrenti e paradigmi. di questo spazio del progetto, l’identità culturale dei La prima fase ha visto la selezione di casi studio noti, contesti progettuali e produttivi non gioca pressoché in grado di coprire un periodo che vada dal 1851 ai nessun ruolo nel processo progettuale, mentre primi anni ’90 del Novecento, in un contesto europeo per i progetti di artigianato appartenenti sempre a e americano ma con un focus particolare sull’Italia, questo gruppo il plusvalore culturale (dettato dalla relativamente alla seconda metà del Novecento. pertinenza di risorse e metodi rispetto a quelli La seconda fase ha visto la caratterizzazione di della tradizione locale) diventa il valore principale questi casi studio alla luce dei tre interrogativi dell’oggetto stesso. di ricerca appena definiti, al fine di identificare il A questa zona afferiscono, ad esempio, gran parte posizionamento di ciascun progetto rispetto agli dei progetti nati in seno al Razionalismo. Fig. 2. Spazi epistemologici del progetto e relative relazioni di prossimità (elaborazione critica dell’autore). Fig. 3. Zona distale (elaborazione critica dell’autore). INFOLIO 39 | 107 Zona prossimale individuale del progettista che spesso giunge a formulare nuove definizioni per identificare sé stesso I progetti che ricadono in questa zona mostrano una (artigiano industriale, designer artigiano, maker, etc). certa intersezione di competenze e il confine tra Dell’artigianato rimane il rapporto diretto con risorse, design e artigianato si fa più labile, sebbene i ruoli materiali e sperimentazione, mentre dell’approccio e le relative metodologie rimangano ben identificabili industriale resta la consapevolezza dei processi, e [Fig. 4]. I processi progettuali vedono la fruttuosa la capacità di ottimizzare produzione, distribuzione e interazione tra designer e artigiani, con i primi spesso promozione. A questa zona afferiscono, ad esempio, nel ruolo di progettisti di concept la cui resa concreta molti dei progetti nati nella contemporaneità, dopo gli viene delegata completamente all’artigiano o diventa anni Dieci del Duemila. occasione di esplorazione in un lavoro congiunto tra i due. Inoltre, questi processi dimostrano una grande Conclusioni attenzione alla dimensione locale del progetto, a partire dalla scelta di materiali e risorse e al ciclo di Questa ricerca ci ha permesso di formulare una prima vita del prodotto. Le dinamiche diventano delegative ipotesi relativa alla definizione di uno strumento in senso verticale, con responsabilità ben definite cognitivo da utilizzare nell’analisi della storia del per ogni attore coinvolto. In questa zona, i progetti design al fine di ottenere strumenti funzionali all’analisi acquistano tanto più valore quanto più significativa della contemporaneità, strumenti che ci offrono si fa la natura di questa interazione e i valori di la possibilità di rivedere con sguardo critico molte riferimento diventano tanto la fattibilità e l’efficienza delle tendenze odierne, attraverso l’identificazione tecnica, figlia dell’approccio industriale, quanto di precedenti storici e vicende parallele in grado di l’attenzione al plusvalore culturale. A questa zona aiutarci a capire meglio fenomeni ancora troppo vicini afferiscono, ad esempio, gran parte dei progetti nati a noi per garantirci la loro piena comprensione. in seno all’affermazione dell’idea di Made in Italy Queste tendenze vedono il proficuo affermarsi di figure nella seconda metà del Novecento. e progetti sempre più complessi, come soluzione reazionaria rispetto all’idea di progettazione iper- Zona d’identità razionale per i mercati di massa ritenuta responsabile delle crisi energetiche e ambientali contemporanee, I progetti che ricadono in questa zona mostrano e rappresentati da istanze di design ibrido di una certa parziale o completa sovrapposizione di difficile caratterizzazione e comprensione. Una competenze: il confine tra design e artigianato diventa delle parole chiave che indubbiamente descrivono difficile da tracciare, così come i ruoli e le metodologie l’età contemporanea è infatti “complessità”, una diventano difficili da distinguere [Fig. 5]. I processi complessità fatta di pluralismi e sovrapposizioni progettuali tipici sono quelli ascrivibili all’auto- culturali, di sentimenti e credenze amplificati da quelle produzione, caratterizzati da co-creatività e dinamiche scatole di risonanza che sono l’informazione globale delegative in senso orizzontale, con responsabilità e l’iperconnessione, ma soprattutto una complessità condivise tra i vari attori coinvolti. Il sistema di valori figlia delle crisi economiche, ambientali e climatiche. associato ai progetti di questa zona diventa frutto di Di fronte a questo scenario, l’interrogativo oggi più una contaminazione tra discipline e dell’esperienza ricorrente nel panorama del design cerca proprio di Fig. 4. Zona prossimale (elaborazione critica dell’autore). Fig. 5. Zona d’identità (elaborazione critica dell’autore). 108 | Giugno 2022 trovare un principio d’ordine per comprendere sé Bibliografia stesso e la propria complessità. Dal lavoro di semplificazione e sistematizzazione Alessi C. (2014). Dopo gli anni Zero: il nuovo design delle istanze di design contemporaneo che è stato italiano, Laterza, Roma-Bari. alla base della definizione degli spazi epistemologici Alessi C. (2020). Design senza designer, Laterza, del progetto qui presentati, sembra emergere una Roma-Bari. realtà che vede nella coesistenza in prossimità tra Bassi A. (2017). Design contemporaneo, istruzioni design e artigianato la formula vincente di un progetto per l’uso, Il Mulino, Bologna. consapevole, “glocale”, e conscio di quel plusvalore Behrens R.R. (2003). “Review of the book The Great culturale che è fatto di rispetto per le risorse, per i Exhibition of 1851: New Interdisciplinary Essays”, diritti dei lavoratori, per l’ambiente, e permeato da Leonardo, vol. 36, 2, p. 159. un’idea di complessità che corrisponde a quella di Branzi A. (2008). Introduzione al design italiano. Una qualità, quella stessa qualità che è stata chiave di modernità incompleta, Dalai editore, Milano. volta del successo del Made in Italy. Tuttavia, nelle Burkhardt F. (1997). “Perché un nuovo artigianato: parole di Stefano Maffei [2017], in questa nuova editoriale”, Domus, vol. 796, p. 2. complessità, Capella J. (1997). “Ettore Sottsass, la vita un grande progetto”, Domus, vol. 796, p. 65. i nuovi processi, strumenti e materiali dell’artigiano De Fusco R. (1997). “La storia quale sostegno del contemporaneo sono parte di un processo d’innovazione (che nuovo artigianato”, Domus, vol. 796, p. 4. risulta) legato a un fil rouge sperimentale e multidisciplinare De Fusco R. (2009). Storia del design, Laterza, che in realtà mescola in un’area sfumata, complessa e Roma-Bari. articolata la dimensione scientifica, quella tecnologica e Dörfles G. (2001). Introduzione al disegno industriale, quella artistica. Einaudi, Torino. Dörfles G. (2010). “Finalmente è pace tra design e In questo regno dai confini sfumati, la ricerca di artigianato”, Mestieri d’Arte, vol. 1, p. 16. strumenti cognitivi e prospettive nuove su design Gallerani M., Birbes C. (a cura di, 2019). L’abitare e artigianato risulteranno sempre più essenziali come progetto, cura e responsabilità. Aspetti per comprendere e guidare il prossimo passo di epistemologici e progettuali, Zeroseiup, Bergamo. una relazione di vicinissima prossimità destinata a Heskett J. (1995). Industrial Design, Thames and divenire l’epitome del senso stesso del fare progetto. Hudson, Londra. La Pietra U. (1997). “Fatto ad Arte”, Domus, vol. 796, p. 98. Lauda G. (2021). Il design è come un panda? Il design Italiano 1980-2020, LetteraVentidue, Siracusa. Lévi-Strauss C. (2015). Il pensiero selvaggio, Il Saggiatore, Milano. Maffei S. (2002). “I territori del design: made in Italy e sistemi produttivi locali”, Il Sole 24 ore ed., Milano. Maffei S. (2017). Artigianato 4.0: l’arte del sapere fare unita all’innovazione, Domusweb, Milano. Maldonado T. (2008). Disegno Industriale: un riesame, Feltrinelli, Milano. Mari E. (2004). La valigia senza manico. Arte, design e karaoke, Bollati Boringhieri, Milano. Micelli S. (2011). Futuro artigiano. L’innovazione nelle mani degli italiani, Marsilio, Venezia. Micelli S. (2016). Fare è innovare. Il nuovo lavoro artigiano, Il Mulino, Bologna. Restany P. (1997). “Il nuovo artigianato, catalizzatore Elia Maniscalco, Ph.D Student della comunicazione globale”, Domus, vol. 796, p. Dipartimento di Architettura 109. Università degli studi di Palermo Vercelloni M. (2014). Breve storia del design italiano,
[email protected]Carocci editore, Roma. INFOLIO 39 | 109 Immagine di apertura: Corridoi verdi, vista dell’area di Centocelle e Torre Spaccata (disegno a mano libera, Lisa Carignani). Archeologia a tutela dell’ambiente: il pianoro di Centocelle e il pratone di Torre Spaccata Sezione I – Il tema Lisa Carignani, Camilla Siliotti In Rome, ruins and archaeological constraints have represented an unconscious but effective tool to limit the urban sprawl, leaving a variety of porous and uncultivated fields. Through the cases of Centocelle and Torre Spaccata, this paper investigates the relationship between archaeology and environment and a kind of ecological urban process of self-preservation that enables today to reinterpret positively these vacant spaces: their emptiness allows the constitution of a wild habitat made by reciprocal relationships between vegetation, animals and local community able to appreciate what is already there. Keywords: Urban voids, Archaeological constraints, Green belt, Urban wilderness, Minor infrastructure Introduzione Il caso studio: le due aree A partire da un’analisi sulla città non costruita e Questo lavoro è stato realizzato tra il 2018 e il 2019 inserendosi nelle urgenti questioni ecologiche, la dalle due autrici nell’ambito di una collaborazione ricerca propone una lettura progettuale che riconsidera interuniversitaria tra il dipartimento di architettura il valore attuale dei vuoti urbani attraverso la relazione dell’Università Roma Tre e quello di archeologia tra archeologia e ambiente. Nel contesto di Roma, dell’Università La Sapienza di Roma e approfondisce l’apposizione dei vincoli ha riflesso una politica di i casi del pianoro di Centocelle e del cosiddetto conservazione che raramente ha determinato l’uso di pratone di Torre Spaccata. Sfuggite allo sviluppo quei beni. Tuttavia, in alcuni casi, la presenza di resti edilizio del quadrante est di Roma, si tratta di due archeologici ha rappresentato uno dei pochi strumenti aree vuote lungo l’antica via Casilina, separate da inconsapevoli ma efficaci per limitare l’espansione a via Palmiro Togliatti: fino agli anni Settanta erano macchia d’olio tipica della città fuori le mura. I «recinti unite dal fosso di Centocelle e oggi presentano una della memoria», in quella «schizofrenica esuberanza situazione analoga, risultato di vicende diverse. di vuoti e pieni» [Ricci, 2005, 58], hanno conservato Sul pianoro di Centocelle, grazie a una fotografia aerea – seppur in modo frammentato – i caratteri storici del 1953 è stata avvistata una villa imperiale, e negli e naturali dell’Agro romano. Ampiamente trattati in anni Novanta alcuni scavi portarono alla luce altre termini teorici e compositivi1, i vuoti sono porzioni due ville romane, conducendo l’allora sovrintendente di territorio risparmiati dalle logiche di espansione Adriano La Regina a porre il vincolo archeologico. perché residuali rispetto a programmi di sviluppo Oggi parte del pianoro è adibito a parco. immobiliare. Nei piani regolatori vengono indicati A Torre Spaccata, tra il 1995 e il 2000, la come aree di rispetto o interstiziali [Secchi, 2014] Sovrintendenza Capitolina effettuò ulteriori scavi per da riqualificare e restituire allo spazio antropizzato, orientare la programmazione urbanistica. Vennero considerati marginali rispetto alla città produttiva e scoperte cinque ville, un abitato di età neolitica, interpretati come vuoti da colmare. un sito medievale e il lahar, una colata di fango INFOLIO 39 | 111 vulcanico proveniente dai Colli Albani migliaia di il carattere connettivo e ricreativo. I resti archeologici anni fa. Inspiegabilmente l’area, un pratone di 60 rimangono sotterrati, ma in superficie il terreno ospita ettari considerato “vuoto” e in apparente stato di un’incredibile biodiversità di piante spontanee e abbandono, non è vincolata e pur trovandosi in un animali, tra cui alcune specie protette e rare e anche municipio densamente edificato, risulta ancora una senza un riconoscimento formale, questi luoghi Centralità Urbana da pianificare. hanno assunto un ruolo vitale per gli abitanti, ancor Torre Spaccata e Centocelle sono due frammenti più negli anni di pandemia. Non si tratta di aree vuote, naturali nel tessuto urbano [Fig. 4], che contengono una ma di un lacerto di Campagna romana sopravvissuta, stratificazione di elementi indicatori di storie antiche e che dovrebbero essere sentite in continuità non solo usi contemporanei. A prescindere dalla loro mancata per una lettura archeologica e paesaggistica ma valorizzazione, costituiscono un ambiente selvatico soprattutto per una pressante necessità ecologica e di duecento ettari e insieme ad altre aree residuali sociale. Se messe a sistema, le due aree avrebbero fanno parte di una rete ecologica2 fondamentale per la forza di dare vita a un’infrastruttura minima per Fig. 1. Il pratone di Torre Spaccata e il pianoro di Centocelle (fotografie di L. Carignani, 2018-2021). 112 | Giugno 2022 rispondere alle istanze delle comunità del territorio Il problema di non riconoscere la coesistenza e per la formazione di un processo di piano inteso come “opera corale” [Magnaghi, 2010, 10]. La metodologia adottata si è avvalsa di strumenti Nel limitare il consumo di suolo, a Roma l’archeologia interdisciplinari: la fotografia, la ricerca sul campo, ha in parte determinato il rapporto tra pieni e vuoti e l’elaborazione cartografica, la consultazione di fonti la città ha in qualche modo instaurato un processo di storiche e contemporanee, l’analisi dei piani previsti autoconservazione: i resti archeologici hanno tutelato e quelli attuati, la pratica dell’attraversamento e i caratteri ambientali [Fig. 3]. gli scambi costanti con le comunità locali. Oggi, L’obiettivo della ricerca è rileggere con accezione le motivazioni di questo contributo sono dipese positiva le conseguenze del non utilizzo di questi alla situazione conflittuale del pratone, a rischio di spazi, avendo constatato come la lunga assenza edificazione perché il suo valore storico e naturale dell’intervento umano abbia favorito un processo di non è mai stato riconosciuto. Nonostante gli scavi, le rinaturalizzazione altrimenti impossibile. pubblicazioni della Sovrintendenza3 e le emergenze Fig. 2. Sguardo verso i Colli Albani (sopra) e verso il centro storico (sotto): alternanza di aree vuote e costruite (fotografie di L. Carignani). INFOLIO 39 | 113 questione non è locale ma simile a quella di altre realtà romane:7 individuare il contesto specifico e metterlo in relazione ecosistemica è necessario per comprendere il fenomeno e immaginare un’idea diversa di città. Oggi la conformazione urbana ereditata offre un terreno di sperimentazione per pensare strategie diverse, nuove pratiche progettuali, usi molteplici e temporanei. Strutture antropiche e caratteri naturali: un dialogo millenario In realtà, la ricerca è iniziata con un singolo monumento fuori della città storica: l’Osteria di Centocelle, il cui nome deriva da uno dei molteplici riusi che ha avuto nel corso dei secoli. Risalente all’età tardo-antica, ha una pianta curiosa ed è situato sulla Casilina a 8 chilometri dal centro. Ancora oggi non è chiara la sua funzione originaria: tra le ipotesi c’è quella di mausoleo funebre [Quilici, 1974], di ninfeo [Lugli, 1934], di edificio collegato all’acqua del vicino fosso di Centocelle oppure come annesso a una delle ville nelle vicinanze [Quilici, 1997] [Volpe et al., 2004]. Per comprendere il monumento in Fig. 3. Il sistema geomorfologico: i fossi, i pianori e le cavità sotterranee relazione al contesto è stato ampliato il campo (elaborazione grafica di L. Carignani). d’indagine: tre ville romane si trovano sul pianoro di archeologiche4 riportate sulla Carta dell’agro del Centocelle8,a cui se ne aggiungono altre cinque sul 1988, il Piano Regolatore Generale – PRG del pratone9,insieme a tombe, cisterne, ponti e strutture 2008 non ha mai recepito i vincoli archeologici e agricole. Questo sistema abitativo era collegato da paesaggistici. Recentemente, le linee di azione una strada secondaria che dalla Labicana – attuale del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza – PNRR Casilina – si distaccava nei pressi del mausoleo prevedono un progetto di ampliamento del polo di Sant’Elena e attraversava il pianoro e il pratone verso sud-est [Gioia et al., 2004]. Proprio questo cinematografico di Cinecittà S.p.A., promosso antico “diverticolo” offre ancora oggi una lettura del dall’Istituto Luce. Inoltre, Cassa Depositi e Prestiti, territorio che intreccia le emergenze antropiche alle proprietaria dell’area, intende realizzare un nuovo caratteristiche geomorfologiche del luogo. quartiere residenziale5, permesso ancora oggi da Il quadrante est di Roma fa parte, infatti, dell’apparato quella visione di città policentrica già dimostratasi dei Colli Albani, un complesso vulcanico che ha fallimentare. Torre Spaccata è considerata infatti una determinato la morfologia sub pianeggiante del suolo delle 18 centralità metropolitane, ovvero ambiti di [Strappa 2012]: in direzione sud-nord numerosi fossi trasformazione strategica che prevedono nuovi poli scorrono fino alla valle del fiume Aniene [Fig. 1]. In residenziali al di fuori del centro. Il nuovo progetto particolare, i fossi della Marranella, di Centocelle e di occuperebbe 30 ettari su 60 – e purtroppo il rischio Torre Spaccata hanno inciso l’orografia intersecandosi di edificazione (600 metri cubi) è imminente. con il sistema radiale delle vie consolari: in seguito, Dopo i confronti avvenuti per la tesi, la situazione a partire dagli anni Settanta, le valli dei fossi sono attuale ha portato le autrici a proseguire il percorso state sfruttate per le principali infrastrutture viarie e con le comunità locali, in particolare con il “Comitato le acque sono state incanalate per la costruzione del Pratone di Torre Spaccata”6, che è determinato di collettori fognari [Fig. 2]. Nonostante la repentina a scongiurare la speculazione proponendo di trasformazione antropica e urbana, ancora oggi è delocalizzare gli studios in edifici preesistenti possibile apprezzare un dislivello di 10 metri tra i inutilizzati e sviluppando un progetto condiviso pianori pozzolanici e le valli colmate da depositi per apprezzare ed abitare quello che già c’è. La di argille e limi sabbiosi [Gioia et al., 2004] e nel 114 | Giugno 2022 pratone sono presenti materiali vulcanici di centinaia Negli anni Venti sul pianoro, già utilizzato come di migliaia di anni fa. Questo paesaggio è ancora campo di sperimentazione aviatoria, è stato costruito testimone di processi geomorfologici antichissimi. il primo aeroporto d’Italia e sotto il regime fascista, per collegare l’aeroporto al centro, sono iniziati i lavori per Usi, riusi e attese quella che doveva essere la prima metropolitana di Roma [Fig. 10]. Il tracciato, partendo dalla quota del Mentre l’espansione del dopoguerra ha portato fosso (+38 metri s.l.m.), passava in un tunnel sotto al alla costruzione di nuovi quartieri (Tuscolano, pianoro (+52 metri s.l.m.) per poi uscire all’aperto in Torre Spaccata, Casilino, Tor Tre Teste), le aree “tagliata”, così chiamata dagli abitanti per indicare lo del pianoro e del pratone, abitate per secoli, sono scavo di 7 metri effettuato per il passaggio dei binari. rimaste inedificate. I lavori si interruppero con lo scoppio della Seconda Fig. 4. In basso: fotografia aerea (Archivio Aeronautica Militare Italiana, 1923). Si vedono il fosso di Centocelle (in azzurro), via Casilina (in rosso), l’aeroporto, l’Osteria, la torre di Centocelle, il forte Casilino, la villa romana Ad Duas Lauros. In alto: via P. Togliatti, da Torre Spaccata fino alla valle dell’Aniene (fotografia di L. Carignani, 2019). INFOLIO 39 | 115 guerra mondiale, ma questa cicatrice abbandonata dal peso dei ministeri: il comprensorio Centocelle si può rintracciare ancora nei quartieri limitrofi al prevedeva un quartiere amministrativo sul pianoro parco. L’impiego dei materiali pozzolanici in ambito e il prolungamento dell’autostrada Roma-Napoli nel edilizio ha reso l’area luogo di estrazione privilegiato, pratone. Recepito dal Piano Regolatore del 1962, generando un vasto sistema di cave sotterranee10 lo SDO è stato simbolo della svolta urbana di Roma fino a quando, nel 1995, il consiglio comunale ne ha che sono state sfruttate fino al XX secolo, riscoperte annullato la previsione. Il fallimento di questa mega- durante la costruzione della metro e riutilizzate come infrastruttura urbana ha paradossalmente preservato fungaie e rifugi durante la guerra. un’infrastruttura verde carica di testimonianze storiche. Dagli anni Sessanta, alcune aree del quadrante Est Il palinsesto antropico, geologico e naturale è ancora sono state coinvolte da un altro ambizioso progetto, visibile e la situazione attuale ha portato le autrici a il Sistema Direzionale Orientale11, che prevedeva una elaborazione cartografica [Fig. 5] che individua un polo direzionale al fine di alleggerire il centro le aree libere da costruzioni, indipendentemente Fig. 5. Il percorso ciclopedonale nel sedime della galleria dismessa. (elaborazioni grafiche e fotografiche di L. Carignani). 116 | Giugno 2022 dalla loro destinazione d’uso. Ugualmente sono stati Le recinzioni: un ostacolo alla coesistenza mappati parchi pubblici, riserve naturali, ville storiche, fasce di rispetto, aree interstiziali abbandonate, Tuttavia, alcuni elementi – come le recinzioni e scarti e zone marginali: terreni di cui questa ricerca i dispositivi di tutela archeologica – da un lato riconosce l’importanza nel tessuto urbano al di là rendono difficile apprezzare questa coesistenza della loro funzione e che rifiuta di considerare vuoti o e comprenderne la storia, dall’altro sottraggono di leggere in negativo sulle planimetrie. contemporaneamente spazio all’uso civico. Attualmente lo standard di verde urbano dei quartieri Le ville del pianoro sono interrate e una grande area limitrofi (Municipio VII) è uno dei più bassi di Roma12. del parco è chiusa al pubblico; l’Osteria, per anni abbandonata, è circondata da una recinzione; il forte Oltre al valore archeologico, risulta necessario Casilino, bene storico e pubblico è inaccessibile evidenziare il ruolo sociale e ambientale di questi perché inglobato nella sede di Comando Aeronautica spazi, utilizzati dagli abitanti a scopo ricreativo e Militare, costruita negli anni Novanta. Altre connettivo. Inoltre, il pratone e il parco conservano recinzioni circondano il pianoro delimitando i confini intatte le caratteristiche ambientali della campagna amministrativi del parco riducendolo a 33 ettari, romana garantendo una percezione unitaria e piuttosto che i 90 previsti, e nel pratone solo alcuni panoramica del paesaggio fino ai Castelli Romani. punti permettono l’accesso agli spazi verdi. E ancora, sono fondamentali per le connessioni Nel gennaio 2017 un incendio nella “tagliata” ha ecosistemiche: come rilevato dal WWF13, più di 45 portato alla luce una grande quantità di rifiuti che specie di uccelli transitano in queste aree, numerosi per un mese ha provocato la fuoriuscita dei fumi sono i mammiferi come la volpe e il riccio, diversi i della combustione, provenienti da una voragine rettili e moltissimi gli insetti14; anche la vegetazione usata come discarica. Da quel giorno decine di è variegata e nella parte più interna si trovano incendi causati da attività non idonee e dell’assenza cespuglieti, arbusteti caducifoglie e alberature sparse di manutenzione hanno continuato a danneggiare o a boschetto, mentre a est sono presenti praterie l’ambiente e adesso anche questa zona è interdetta termofile ed essenze tipiche della campagna romana. da un’ulteriore recinzione. Ad oggi non è mai stata realizzata una bonifica del suolo, sebbene le analisi del Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali abbiano riscontrato concentrazioni di metalli pesanti superiori ai limiti di legge e l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente-ARPA abbia rilevato la presenza di sostanze dannose. Infine, via Casilina e via Togliatti, strade ad alto scorrimento ad esclusivo uso carrabile, formano delle barriere tra i quartieri e disincentivano la frequentazione delle aree. Come già sottolineato, al di sopra di queste problematiche una ha adesso la precedenza: il rischio di cementificazione che in modo definitivo distruggerebbe tutte le caratteristiche ecosistemiche presenti. Il 9 luglio 2022, durante la fase di pubblicazione del presente contributo, dal parco è partito un incendio. A causa del vento forte, il fuoco si è propagato velocemente, causando esplosioni dovute ai materiali infiammabili degli autodemolitori e ha poi attraversato via Togliatti bruciando un terzo del pratone. L’enorme nube nera che si è sollevata è stata avvistata fino al litorale laziale e il valore della diossina registrato all’indomani è stato ampiamente superiore ai valori di riferimento. Le reti del territorio si stanno attivando Fig. 6. I resti archeologici e la città non costruita (elaborazione per reagire a un disastro ambientale prevedibile e grafica di L. Carignani). prevenibile, chiedendo risposte dalle istituzioni. INFOLIO 39 | 117 Oltre la tutela: percorsi e corridoi verdi da sud lungo via Togliatti, che collega il parco degli attraversare Acquedotti e la Riserva Naturale dell’Aniene, e un altro in direzione est-ovest dalle mura Aureliane al La ricerca ha prediletto la dimensione territoriale Raccordo Anulare. Alcune premesse di carattere e il progetto non ha voluto fornire una prospettiva politico-amministrativo sono state indispensabili: la unitaria: ritenendo che la dimensione identitaria delocalizzazione degli autodemolitori, la bonifica possa scaturire solo da un processo comunitario e del terreno, la ridefinizione dell’area militare e la auto-generativo, le soluzioni proposte sono prive di cessione del Forte Casilino al Comune come da carattere formale a livello architettonico e rispondono accordi stabiliti e l’indispensabile apposizione dei con interventi minimi di ricucitura strategica e vincoli archeologici e paesaggistici nell’area di valorizzazione mirata. Si tratta di adattamenti puntuali e reversibili e di percorsi di attraversamento Torre Spaccata. Data la complessità del contesto, le che tentano di raccontare la storia dei luoghi e di proposte sono state elaborate sulla base di analisi agevolare gli usi attuali per abitare e attraversare progettuali preesistenti: uno studio di fattibilità questi spazi, rinunciando a nuove costruzioni. del Comune per una linea tramviaria lungo via Le aree libere sono state ricomposte in due grandi Togliatti15, strategica perché intercetterebbe le tre corridoi ecologici: un sistema in direzione nord- linee metropolitane di Roma (la linea A-fermata Fig. 7. Masterplan di progetto: percorsi urbani e corridoi ecologici tra le due aree (elaborazione grafica di L. Carignani). 118 | Giugno 2022 Subaugusta, la B-Ponte Mammolo, la C-Parco di il fosso e poi il pratone, collegava le otto ville: Centocelle); l’ipotesi di un ponte pedonale su via ripercorrendo l’andamento orografico, il nuovo Casilina tra la quota del quartiere di Centocelle tracciato faciliterebbe la comprensione territoriale e il parco; uno studio di promozione sociale per dell’antico suburbio romano, raggiungendo il casale il recupero dei forti di Roma16; e il progetto di medievale di Torre Spaccata. Il secondo percorso, invece, recupera il sedime musealizzazione della villa della Piscina17. della metropolitana mai completata per realizzare una pista ciclopedonale: il tracciato inizierebbe Due percorsi per attraversare una città geologica, nei pressi della fermata Alessandrino, passerebbe sotterranea, marginale, selvatica sotto al parco in galleria e uscirebbe in “tagliata” nel punto in cui il terreno degrada verso il fosso della Per tenere insieme la storia e il futuro delle due Marranella; proseguirebbe attraverso i quartieri aree e per creare percorsi alternativi alla viabilità del Quadraro, della Certosa e Torpignattara; dopo veicolare vengono recuperati due segni ancora il sottopassaggio ferroviario si immetterebbe in via riconoscibili [Fig. 6]. Il primo percorso segue il del Mandrione, strada pedonale chiusa al traffico diverticolo antico che, attraversando il pianoro, per rischio geomorfologico. Intercettando elementi Fig. 8. I due tracciati: il percorso archeologico sul pianoro e la ciclabile lungo la galleria dismessa (disegni a mano libera, L. Carignani). INFOLIO 39 | 119 che raccontano uno spaccato della storia di Roma, il percorso in 7 chilometri condurrebbe a porta Maggiore, al centro e alla stazione Termini [Fig. 7]. Interventi minimi Per il riuso di questi spazi è necessario intervenire con opere di recupero, manutenzione e riadattamento di singoli elementi. La galleria necessita di un progetto che valorizzi gli spazi con un adeguato sistema di illuminazione e pavimentazione per poterne fruire come ciclabile, luogo di sosta, spazio libero e informale per esposizioni temporanee. Inoltre, è un punto di accesso al reticolo delle cave di pozzolana, che potrebbero essere visitate [Fig. 9]. Lungo la “tagliata”, già infrastruttura verde, sono previste rampe e sistemi di salita e discesa per connettere il suo livello (+38 metri s.l.m.) alla quota del parco (+50 metri s.l.m.). Per mitigare l’impatto di via Togliatti e migliorare la permeabilità trasversale, viene proposta una sistemazione della sezione stradale: seguendo le linee della Rete Ecologica del PRG, la fascia centrale della strada, occupata da Fig. 9. Recupero della galleria e della “tagliata”: piccoli interventi un doppio filare di pini domestici, viene potenziata (disegni a mano libera, L. Carignani). per collegare i parchi della periferia orientale e trasformarsi in spina dorsale della mobilità lenta. agricola) delle ville; altri sono legati al rapporto con Per la comprensione del sistema paesaggistico, il suolo come la posizione e la profondità della quota laddove il dislivello è ancora apprezzabile, si archeologica rispetto al piano di campagna. propone di incrementare la vegetazione esistente Considerando la morfologia dello scavo, l’abaco in modo diverso alle due quote. Date le ampie prevede soluzioni diverse per la conservazione dei dimensioni dell’area di prateria mediterranea dalle resti, la comprensione del sito e la fruizione. caratteristiche steppiche presente sul pianoro, la Infine, è stato considerato lo stato di conservazione proposta è di destinarne una parte a sfalcio ridotto, degli edifici antichi in pianta e in alzato per ipotizzare per limitare gli oneri di irrigazione e favorire una alcune ricostruzioni strategiche delle parti mancanti maggiore naturalità delle componenti biotiche, in attraverso la vegetazione. Nei pressi degli scavi si questo caso erbe graminacee, arbusti e piante prevede la piantumazione di un nuovo sistema di ornamentali; lungo le pendici del fosso, invece, vigneti, che riprenda l’orientamento delle coltivazioni la vegetazione è rigogliosa e folta ma potrebbe antiche facilitando la lettura archeologica del sito a essere incrementata. Nelle parti in cui il terreno è carattere agricolo. compromesso dalle attività degli autodemolitori, uno Le superfici degli scavi verrebbero realizzate con la spazio pubblico semi-pavimentato con giochi, sedute pozzolana trovata alla quota archeologica e la terra e attrezzature sportive, svolge un ruolo di mediazione di scavo verrebbe reimpiegata per la realizzazione tra aree selvatiche e urbane. Inoltre, sarebbe di piccoli dossi, rampe o percorsi che faciliterebbero opportuno recuperare il fosso di Torre Spaccata, la fruizione del sito [Fig. 8]. attualmente tombato, per costituire un’area umida per il passaggio delle specie migratorie. Conclusioni Per il recupero delle otto ville romane, infine, è stata svolta un’analisi preliminare che propone diversi tipi Gli interventi puntuali e la dimensione territoriale di interventi in base alle caratteristiche di ognuna: della ricerca hanno riconosciuto nell’approccio alcuni tengono conto del carattere archeologico come evolutivo di Patrick Geddes un fondamentale l’estensione, la tipologia (rustica o monumentale) riferimento: all’inizio del XX secolo, dopo lunghe e le funzioni (residenziale, produttiva, funeraria, peregrinazioni disciplinari18, Geddes approda 120 | Giugno 2022 alla pianificazione sintetizzando gli specialismi il valore di aree vuote e la loro frammentazione – attraverso il concetto di evoluzione in biologia. più evidente nelle planimetrie che nella realtà – può La «meravigliosa correlazione» [Geddes, 1911, indurre a progetti impositivi e d’impatto: spesso 245] della vita (biologica e sociale) si traduce in derivano soluzioni di inserimento, completamento programmi di recupero urbano per città scozzesi e o densificazione che rischiano di non riconoscere indiane; riannodando il filo delle relazioni reciproche il valore ecologico e connettivo, che invece può tra vegetazione, animali e cittadini e coniugando il emergere da una lettura multi-scalare del territorio. progetto con i loro caratteri spontanei e imprevedibili, Considerando la città come organismo vivente, Geddes è tra gli inventori delle green belts, i primi Geddes sosteneva che la progettazione non può corridoi verdi. predeterminare un’unica visione e metteva in Nell’ambito del recupero urbano il valore spaziale discussione gli strumenti progettuali; disegnava degli elementi recuperati contribuisce a dare forza ai poco, camminava nella città e intrecciava la nuovi interventi, ma meno immediato è riconoscere pianificazione con la narrazione dei luoghi. Fig. 10. Recupero delle ville romane (disegni a mano libera, L. Carignani). INFOLIO 39 | 121 Ribaltando la gerarchia tra testo e immagine, Note descriveva la difficoltà di mappare il mondo in evoluzione [Geddes, 1924] e considerava la 1. All’interno della letteratura a riguardo si ricordano progettazione come «l’arte di cercare un contatto a partire dagli anni ‘80: il progetto di suolo (1986) di non dissipativo con la natura» [Ferraro, 1998, 57]. Bernardo Secchi, il concetto di wasting away (1991) Il progetto presentato ha provato a far suo questo di Kevin Lynch, i terrain vague (1996) di Ignasi de pensiero. Le aree di Centocelle e Torre Spaccata Solà-Morales, il terzo paesaggio di Gilles Clement sono un caso specifico che rimanda al secolare (2004), il tema dei drosscapes (2007) di Alan Berger. dialogo tra umani e non umani, tra elementi animati e 2. Nella Rete ecologica del PRG, il pianoro è inanimati, tra usi e riusi della storia. Invece di gettare considerato “verde della città consolidata da avanti (dal lat. pro e jacere), il progetto ha provato ristrutturare”, mentre il pratone è inserito tra le a fare un passo indietro e di diventare minore [Jill “Componenti secondarie”. Stoner, 2012], avvalendosi di interventi minimi 3. Sugli studi delle aree sono stati pubblicati tre [Burckhardt et al., 1981] per non lasciare traccia volumi a cura delle archeologhe che hanno condotto e per coniugare i caratteri spontanei del mondo gli scavi: due sul pianoro di Centocelle [Gioia et al., vivente. Un approccio che a prima vista potrebbe 2004]; [Volpe et al., 2006] e uno sul pratone di Torre risultare incerto, ma che secondo le autrici risulta Spaccata [Gioia, 2008]. fondamentale in un progetto che si dichiari incline a 4. Nella “Carta storica archeologica monumentale una coesistenza molteplice. e paesistica del suburbio e dell’agro romano” del Comune di Roma, nell’area del pratone (foglio 25) ricadono nove toponimi, identificati dai numeri: 87; 96; 97; 104; 109; 111; 121; 122; 124. 5. All’interno della missione “Turismo e Cultura 4.0” sono previsti 6 miliardi di euro per incrementare il “livello di attrattività del sistema turistico e culturale, attraverso la modernizzazione delle infrastrutture materiali e immateriali”. Di questi, una parte sarà dedicata a Cinecittà per migliorare la competitività internazionale del settore cinematografico. 6. Per approfondire, rimandiamo al sito del Comitato: https://pratonetorrespaccata.it. 7. Si vedano le battaglie portate avanti da Casale Alba 2 nel parco di Aguzzano, gli appelli per la realizzazione del Parco Lineare Roma Est e l’azione del forum del lago dell’Ex-Snia, che ha ottenuto il riconoscimento a monumento naturale di un’area a rinaturalizzazione spontanea. 8. La villa Ad duas Lauros, la villa della Piscina e la villa delle Terme. 9. La villa di via Lizzani, la villa di via Sommariva, la villa “A204”, quella di via Togliatti e la villa del Casale. 10. Carta delle Cavità sotterranee, 1:15.000 (ISPRA, ottobre 2017). Lisa Carignani, Ph.D Student 11. Per approfondire la storia e le contraddizioni del Dipartimento di Architettura progetto, si veda [Samperi, 1996]. Università degli Studi di Roma Tre 12. Sono 6,7 mq/abitante, secondo le elaborazioni
[email protected]dell’Ufficio di Statistica di Roma Capitale sui dati del Dipartimento tutela ambientale (dicembre 2016). Camilla Siliotti, archeologa 13. Si veda il dossier del WWF Pigneto-Prenestino e ricercatrice indipendente (marzo 2015).
[email protected]14. Nel pianoro è riscontrata la presenza di 122 | Giugno 2022 allodole, cappellacce, pispole, saltimpali, strillozzi, Stoner J. (2012). Toward a minor architecture, MIT pavoncelle e, nel periodo di passo migratorio, di Press, Cambridge. stiaccini, codirossi, culbianchi, upupe e averle. Strappa G. (2012). Studi sulla periferia est di Roma, A Torre Spaccata vivono il fagiano, lo strillozzo, il FrancoAngeli, Milano. gheppio, il falco. Quilici L. (1974). “Inventario e localizzazione dei 15. Vedi Tranvia Togliatti del Piano Urbano per la beni culturali archeologici nel territorio del Comune Mobilità Sostenibile – PUMS del Comune di Roma di Roma”, Urbanistica, 54-55, pp. 109-128. (2017). Quilici L. (1997). “Il parco di ad duas lauros a 16. Vedi Progetto Forti per Roma Capitale (2014). Centocelle sulla via Labicana”, Ocnus, vol. 5, pp. 17. Vedi Parco di Centocelle – valorizzazione 187-196. delle ville romane, progetto esecutivo della Sovrintendenza Capitolina (2019). 18. Geddes studia biologia con Huxley, insegna zoologia e botanica in Scozia, sociologia in India, lavora a contatto con geografi e scrive di arte, teatro, museografia e letteratura. Bibliografia Ferraro G. (1998). Rieducazione alla speranza: Patrick Geddes, planner in India, 1914-1924, Jaca book, Milano. Burckhardt L., Lassus B. (1981). L’intervento minimo, 3°Convegno Internazionale sui Parchi, Centro Studi Belice Deutscher Werkbund. Geddes P., Thomson, J. A. (1911). Evolution, Henry Holt and Company, New York. Geddes P. (1918). Town Planning towards city development: A report to the durbar of Indore, vol. I, Indore. Geddes P. (1924). “B. The Mapping of Life”, The Sociological Review, vol. a 16, fascicolo 3, 193-203. Gioia P., Volpe R., Arnoldus-Huyzendveld A. (a cura di, 2004). Centocelle: Roma S.D.O. le indagini archeologiche, Rubbettino, Soveria Mannelli. Gioia P. (2008). Torre Spaccata: Roma S.D.O. le indagini archeologiche, Rubbettino, Soveria Mannelli. Lugli G., Garcia Barraco M. E. (2014). Storia edilizia di Roma antica: dall’epoca dei re alle invasioni barbariche, vol. 9 di Antichità romane, Arbor Sapientiae, Roma. Magnaghi A. (2010). Il progetto locale. Verso la coscienza di luogo. Nuova edizione accresciuta, Bollati Boringhieri, Torino. Pavia R., Secchi R., Gasparrini C. (2014). Il territorio degli scarti e dei rifiuti, Aracne, Roma. Ricci A. (2006). Attorno alla nuda pietra: Archeologia e città tra identità e progetto, Donzelli, Roma. Samperi P. (1996). Distruggere Roma: La fine del Sistema direzionale orientale, Testo & immagine, Roma (1a ed.). INFOLIO 39 | 123 Immagine di apertura: Processione del venerdì santo a Cianciana, 2022 (foto dell’autore). Cultura e patrimonio immateriale nelle definizioni istituzionali della SNAI e nell’area dei Sicani Sezione I – Il tema Alejandro Gana Culture and heritage are a crucial component in the development policies for the Inner Areas. For this reason, this article analyzes its place within the National Strategy for the Inner Areas (SNAI), from the institutional definitions at a national level and at the scale of the Sicani intervention area. With an exploratory approach, this document aims to find out the way in which culture is dealt with in the framework of the promotion of tourism and local productive economies; the definitions of the types of heritage that are favored; and to analyze the place of intangible heritage and cultural festive events in the institutional framework. Keywords: Inland areas, Culture, Intangible heritage, Tourism, Sicani Introduzione area interna, che è stata costruita sulla base della distanza in minuti dai servizi sanitari, educativi e di Questo documento si propone di presentare alcune trasporto ferroviario. informazioni di base sulla presenza della cultura Nonostante questa definizione, la maggior parte all’interno della Strategia Nazionale per le Aree delle aree interne non sono comuni ultraperiferici, ma Interne SNAI, sul modo in cui la strategia posiziona in buona parte aree intermedie e aree considerate la cultura in relazione al turismo e all’ambiente, sulla periferiche. Ciò implica che, in generale, le aree presenza della sfera immateriale nell’approccio interne in Italia possono essere vicine ai servizi al patrimonio, e di riflettere criticamente sulla di cittadinanza citati, anche se presentano altre situazione delle aree interne della Sicilia, e più in condizioni di precarietà sociale ed economica. particolare sulle iniziative della strategia nei Sicani. Precisamente nella selezione delle aree pilota L’approccio dell’articolo è esplorativo e si focalizza da parte delle regioni, prevista nella SNAI – in un principalmente sui documenti istituzionali, prodotti lavoro che coinvolge la regione stessa, il sindaco da organi della pubblica amministrazione, e solo del Comune referente d’area e il Comitato Tecnico alcune pubblicazioni di ricerca accademica che Aree Interne (CTAI) – si osservano delle diversità analizzino le politiche per le aree interne nell’ambito tra i comuni raggruppati, tanto nell’accesso a servizi della cultura e del patrimonio, o che forniscano dati di cittadinanza, come nelle tendenze demografiche, rilevanti sull’attuazione della politica nel contesto forme di associazionismo e governance, attività siciliano e dei Sicani. economiche e turistiche, tra altri dati emersi nella Due tipi di azioni di intervento sulle aree interne fase diagnostica per ogni una di queste aree sono presenti nell’Accordo di Partenariato della [Esposito De Vita et al., 2021]. SNAI (2014-2020). Il primo mira alle precondizioni Il secondo tipo di azioni di intervento mira a strutturali che determinano il grado di perifericità, promuovere progetti di sviluppo territoriale, misura centrale tra quelle considerate per la localmente basate, negli ambiti ambientale, definizione e l’individuazione di un comune come culturale e di slancio economico, che valorizzino il INFOLIO 39 | 125 patrimonio naturale e culturale delle aree interne, dell’identità culturale come chiave per una messa con il proposito di invertire o al meno arrestare i in valore efficace attraverso gli interventi, che processi di spopolamento e di marginalizzazione idealmente dovrebbero mantenere le tradizioni e territoriale nel lungo periodo1, promuovendo a le culture locali, promuovendone la valorizzazione sua volta, percorsi di sviluppo locale equilibrati verso un pubblico più ampio. e sostenibili, radicati in termini territoriali e di Altri riferimenti alla cultura sono citati nell’ambito comunità [Evangelista et al., 2018]. Questa seconda dei sistemi agroalimentari, in relazione alla tipicità linea d’azione presuppone la grande diversità della produzione locale data dalle vocazioni di ogni esistente tra le diverse aree interne, in termini territorio e dalle tecniche produttive utilizzate, per demografici, di qualità ambientale, e di condizioni di convergere in un prodotto alimentare che in quanto associatività e imprenditorialità, e quindi di elementi patrimonio culturale è riconosciuto anche come potenzialmente catalizzatori di processi di sviluppo. componente dell’identità locale. I punti focali della strategia in termini di progetti Il punto 5, sul “saper fare” e artigianato di sviluppo secondo le linee guida dell’Accordo di attribuisce un ruolo centrale alle culture locali Partenariato [2013] sono: storicamente radicate, nella produzione di beni • Tutela del territorio e comunità locali; che sono espressione di una tradizione legata • Valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del ad un determinato territorio, e che rappresentano turismo sostenibile; elementi “vivi e in movimento” in grado di generare • Sistemi agro-alimentari e sviluppo locale; ricchezza [Agenzia per la Coesione Territoriale, • Risparmio energetico e filiere locali di energia 2013]. In questo senso, la politica propone che rinnovabile; la conservazione e la valorizzazione di questi • Saper fare e artigianato. elementi endogeni possa essere resa compatibile La cultura è citata esplicitamente solo nel punto 2, con altri elementi esogeni, come l’introduzione insieme alla valorizzazione delle risorse naturali e di componenti innovative, la modernizzazione e al turismo sostenibile, anche se in altre aree della l’ibridazione. strategia troviamo punti di collegamento con la Il Ministero della Cultura (Prima Ministero dei beni cultura. Nello specifico del punto 2, i riferimenti alla e delle attività culturali, MiBact), da parte sua, ha dimensione culturale sono limitati e poco dettagliati, presentato nel 2016 un rapporto sulle linee guida sottolineando innanzitutto la presenza nelle aree per la SNAI, in cui inserisce cultura e turismo interne del Paese di una diversità di lingue, culture e come strategie integrate per lo sviluppo del Paese. tradizioni, che appare naturale data la distribuzione Contemporaneamente il patrimonio, le attività di queste aree nel territorio nazionale. La ricchezza culturali e il turismo sono alla base dei programmi di risorse naturali e culturali delle aree interne viene elaborati e adottati dal Consiglio d’Europa e dalla inoltre menzionata, evidenziando la questione Commissione Europea come il Piano Nazionale di Fig. 1. Costi per ogni settore della Strategia a livello nazionale (Grafico elaborato dal Dipartimento per le Politiche di Coesione, 2020). 126 | Giugno 2022 Ripresa e Resilienza PNRR. Dal punto di vista del I Sicani e la cultura nel contesto siciliano Ministero citato, lo spopolamento delle aree interne e il declino socio-economico, si ripercuotono A livello regionale, la Sicilia mostra alcuni dati negativamente sul deterioramento del patrimonio rilevanti per questa analisi. Come riportano artistico, culturale e paesaggistico nazionale, per Evangelista, Di Matteo e Ferrari [2018] attraverso cui la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali dati demografici, e di disponibilità di servizi e contribuiscono a questa strategia di sviluppo come beni culturali, esiste una grande diversità tra le forma di tutela, insieme al turismo e ai servizi di diverse aree di intervento della SNAI e una grande cittadinanza [MiBact, 2016] [Fig. 1]. complessità nel modo in cui le variabili di studio si La metodologia del Ministero adottata per comportano e sono distribuite territorialmente. Per l’elaborazione delle linee guida per la SNAI è volta quanto riguarda la disponibilità alberghiera, le aree sul turismo come elemento cruciale, attorno al SNAI in Sicilia si collocano nella fascia di minore quale, in una prima fase di bozze di idee, mira a disponibilità di posti letto per 1000 abitanti. Una individuare in ogni area d’intervento la vocazione situazione simile si osserva in tutto il centro-sud e la specificità del territorio in questione, nonché del territorio nazionale. Bisogna però considerare il potenziale esistente in termini di diversità e che è possibile che molti servizi alberghieri minori, ricchezza di risorse naturali e culturali. Oltre a e altri non regolarizzati, non siano stati quantificati questo sguardo sulle possibilità di offerta turistica, sulla base dei dati ISTAT. ogni territorio analizza anche il contesto, in termini È interessante anche esaminare la quantificazione di domanda di servizi turistici. Successivamente, dei beni culturali per 1000 abitanti per area SNAI, sono state elaborate le strategie generali e le e che secondo la mappa pubblicata nell’articolo strategie di ogni area con le relative azioni. citato, le quattro aree di intervento in Sicilia si Ancora in questo ambito, la caratterizzazione delle trovano nella fascia più bassa, così come la aree interne presente nell’Accordo di Partenariato maggior parte delle regioni dell’Italia meridionale. [2013] individua tra le sue principali potenzialità la Rispetto a questi dati, possiamo ipotizzare da disponibilità di importanti “risorse culturali”, tra cui un lato, che nelle aree interne siciliane ci sia beni archeologici, insediamenti storici, abbazie, effettivamente una minore disponibilità di beni musei e centri di artigianato locale. In termini di culturali materiali, che sono quelli più ampiamente risorse, il settore natura, cultura e turismo è quello censiti e registrati istituzionalmente, ovvero i beni che riceve più finanziamenti (considerando le 71 archeologici, architettonici, museali e artistici. strategie d’area approvate al 2020 nell’ambito Un’altra ipotesi è che in Sicilia, e in generale nel della SNAI), dopo la mobilità, che per sua natura Sud Italia, si presenti una minore valorizzazione richiede ingenti somme per l’esecuzione di opere istituzionale e quindi una carenza di attività di infrastrutturali e rappresenta quasi un quinto del ricerca e riconoscimento dei beni culturali presenti totale, con il 18%. Per quanto riguarda la ricezione in questi territori. Inoltre, questa mancanza di dei fondi SIE (Fondi Strutturali e di Investimento informazione, registrazione e valorizzazione è Europei), questo settore è quello che riceve probabilmente più diffusa nei settori immateriali la maggior parte delle risorse. In ogni caso, la della cultura e del patrimonio, dove la Regione cultura compare sempre accanto alla dimensione siciliana potrebbe avere una posizione di forza ambientale e al turismo. importante [Figg. 2-3]. Per quanto riguarda il turismo, Evangelista, Di La scarsa presenza della cultura o la sua Matteo e Ferrari [2018] descrivono come è stato posizione marginale all’interno della strategia ha il inserito nella SNAI e l’approccio che gli è stato suo correlato, nel caso siciliano, nel fatto che né il assegnato, più legato alle dimensioni economia Ministero della Cultura, né alcuna delle istituzioni e ambiente che a quella culturale, almeno nelle ad esso collegate, fanno parte dell’Accordo di definizioni generali. Infatti, gli elementi considerati Programma Quadro dell’area interna siciliana. Solo dal Comitato Tecnico per le Aree Interne CTAI il Dirigente Generale del Dipartimento regionale (2017), per differenziare le aree mature dalle proto- dei Beni Culturali e delle Identità Siciliana è destinazioni turistiche, dipendono dalle condizioni presente nella delibera di giugno 2021 2. di accessibilità, dalla struttura demografica, e dalla La dimensione culturale viene affrontata soltanto presenza di capitale umano, ma non sono incluse dalla Strategia d’area per i Sicani, nella definizione variabili culturali o di potenziale in tale settore. del gruppo di 12 comuni che compongono l’area INFOLIO 39 | 127 di intervento. Il documento della strategia d’area locali, che attirano ogni anno un gran numero di propone il concetto di “identità territoriale” per visitatori. Il lavoro di Scrofani, Petino e Novembre quei comuni collinari e montani, che conservano [2019] rappresenta un passo interessante nella nei loro centri storici un ricco patrimonio culturale, quantificazione e mappatura dei diversi eventi materiale e urbano. In questa linea, si sottolinea che culturali in Sicilia, per il rilancio turistico delle aree uno degli elementi caratteristici dell’omogeneità interne. interna dell’area è il potenziale turistico, che Il riferimento appena citato della strategia d’area, deriva dal “ricco patrimonio storico, culturale e sarebbe praticamente l’unico della politica archeologico” [Regione Siciliana, 2020]. istituzionale rispetto a elementi immateriali della In questo documento viene rilevato che l’area cultura locale, che non rappresentino forme o dei Sicani si distingue anche per le innumerevoli tecniche di produzione artigianale o alimentare. La manifestazioni culturali legate alle tradizioni fruizione o il godimento del patrimonio culturale e locali, che durante l’anno compongono un ricco la sua valorizzazione, attraverso sistemi innovativi calendario di eventi, soprattutto feste religiose, e tecnologici che ne migliorino la promozione e ma anche le numerose sagre o fiere dei produttori adeguati canali di diffusione e attrazione della Fig. 2. Posti letto in tutte le strutture per 1000 residente (2016) nelle aree interne (Elaborazione di Fabrizio Ferrari, su dati ISTAT). 128 | Giugno 2022 Fig. 3. Beni culturali per 1000 residenti nelle aree interne (Mappa di Fabrizio Ferrari, su dati ISPRA, Mi BACT). domanda turistica, è una delle linee di azione patrimonio culturale, e definito come miglioramento della strategia dell’area finalizzata allo scenario dell’offerta, viene valutato come un “indice di desiderato. Ancora una volta, il turismo emerge domanda” di patrimonio, verificato dal numero di come alternativa guida per la quale la cultura e visitatori, e il secondo risultato, più focalizzato sul il patrimonio sarebbero strumenti di promozione. turismo, è anch’esso valutato in termini di domanda di visitatori, sia durante l’anno che nei mesi non Azioni della politica SNAI nel campo della estivi [Fig. 4]. L’approccio sembra decisamente cultura orientato alla domanda e all’offerta, principalmente di patrimonio fisico e tangibile, e misurato quasi Il Ministero della Cultura ha presentato nel esclusivamente in base all’aumento previsto dei suo rapporto 2016 una proposta di indicatori visitatori, il che di per sé non è un problema, di risultato per la SNAI, per la valorizzazione ma non è coerente con le azioni proposte per delle risorse naturali e culturali, e del turismo raggiungere il risultato atteso. Per quanto riguarda sostenibile. È interessante notare che mentre il l’obiettivo 1, le azioni possibili includono: interventi primo risultato, quello più direttamente legato al per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete INFOLIO 39 | 129 Fig. 4. Indicatori di risultato proposti dal MiBact per le azioni un turismo e cultura. (Elaborazione propria con dati del rapporto del MiBact per le aree interne, 2016). del patrimonio culturale, materiale e immateriale; Programma Quadro per i Sicani afferma che il sostegno alla diffusione della conoscenza e della territorio ha in effetti un potenziale turistico naturale fruizione del patrimonio materiale e immateriale, e culturale, ma rileva un’offerta sottodimensionata, attraverso sistemi innovativi e tecnologici; e inadeguata e inefficiente dei servizi ricettivi e sostegno a prodotti e servizi complementari complementari. Ciò è coerente con i dati presentati agli attrattori culturali e naturali, attraverso in precedenza relativi all’offerta di posti letto l’integrazione di filiere culturali, turistiche, creative nelle aree interne della Sicilia. Nella visione della e dello spettacolo e di prodotti tradizionali. strategia si ipotizza che, gestito correttamente, il Riguardo a quest’ultimo punto, il rapporto del settore turistico potrebbe dinamizzare le attività Ministero della Cultura include come proposta, economiche tradizionali e valorizzare le loro tra gli elementi di analisi dell’offerta turistica e specificità culturali, offrendo in futuro nuove culturale locale – e più specificamente come opportunità di lavoro che avrebbero un impatto attrattori culturali da inventariare, oltre a musei, siti positivo sull’attuale processo di spopolamento archeologici, monumenti e biblioteche – gli eventi [Regione Siciliana, 2020]. e manifestazioni culturali, nonché elementi del Insieme al Distretto Rurale di Qualità Sicani, patrimonio immateriale tra cui tradizioni e cultura si propone un modello di turismo relazionale, artigianale. all’insegna del concetto di “turismo delle In relazione alle organizzazioni culturali locali, esperienze”, sviluppato in considerazione di il rapporto ministeriale propone di inventariare intermediari culturali e attori locali. Nella proposta le società, le cooperative o le associazioni che questo tipo di turismo si rivolge a un pubblico di organizzano o promuovono eventi culturali, che nicchia, a piccoli gruppi; pensato più per i viaggiatori forniscono prodotti culturali, come editori, imprese che per i turisti, con un formato di esperienza lenta. creative e digitali, e manager. Si propone inoltre, per La costruzione di questa immagine del territorio l’analisi della domanda di fruizione del patrimonio, locale non si discosta da quella proposta a livello di esaminare i dati relativi al numero di presenze di nazionale dall’ultimo documento dell’Accordo di eventi culturali (concerti, festival, itinerari culturali, Partenariato 2022, dove per il periodo 2021-2017 percorsi tematici). Più avanti si analizzerà se questi nel campo della cultura e del turismo si sottolinea elementi sono stati effettivamente considerati nelle l’importanza di forme di turismo esperienziale e azioni concrete sviluppate nel territorio dei Sicani. responsabile, anche se con una maggiore enfasi La strategia d’area definita nell’Accordo di sul principio di accesso, inclusione e pratiche 130 | Giugno 2022 sostenibili [Dipartimento per le Politiche di • Fondazione universitaria “A. & S. Lima Mancuso; Coesione, 2022]. • Proloco territoriali; Dentro questa linea di lavoro, gli itinerari già • GAL Sicani; esistenti vengono valorizzati dalla Strategia • Ente Parco Monti Sicani; d’area come un elemento strategico del sistema • Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e turistico locale, i cui nodi sono le strutture che Territoriale; hanno aderito al “percorso agrituristico”, come • Consorzi di tutela riconosciuti Arancia di Ribera le fabbriche didattiche, le aziende agricole, gli DOP e Olio Val di Mazara DOP; operatori dell’artigianato artistico e tipico, i siti di • CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e interesse naturalistico, museale e culturale. Non si analisi dell’economia agraria). parla esplicitamente, invece, di gestori o promotori Per quanto riguarda le azioni concrete realizzate di eventi, attività culturali e associazioni culturali dalla SNAI nell’area dei Sicani, è importante notare locali. L’attenzione è rivolta alla produzione, che l’asse turismo e cultura costituisce poco più al turismo e ai musei. A questo proposito, la del 10% dei costi totali destinati all’intera area, e composizione del Tavolo “cultura, ambiente e che le azioni sono distribuite solo tra i comuni di turismo” nella Giunta Regionale Siciliana del Bivona per quanto riguarda il turismo, e di Cattolica giugno 2021 è esplicita, dove è scarsa la presenza Eraclea per quanto riguarda il patrimonio. Nel di associazioni di gestione culturale, organizzatori caso del comune di Bivona, le azioni specifiche e promotori di eventi culturali, comunità di feste ed mirano a generare sinergie tra il mondo della eventi tradizionali, tra gli altri legati a espressioni produzione agricola e artigianale locale e l’offerta ed elementi del patrimonio immateriale. Gli enti ricettiva, generando anche contenuti audiovisivi presenti sono: e informativi, e promuovendone la diffusione, in Fig. 5. Risultati, azioni e costi, nell’asse turismo e cultura (Elaborazione propria con dati della strategia d’area Sicani dell’Accordo di programma quadro Regione Siciliana, 2020). INFOLIO 39 | 131 coerenza con il concetto di ospitalità diffusa. Sia i dati sulla limitata disponibilità di beni culturali Nella seconda delle due aree di lavoro rilevate nelle aree interne della Sicilia, sia l’assenza di dal Ministero della Cultura, in relazione al azioni concrete – e di definizioni programmatiche miglioramento delle condizioni di fruizione del per il futuro – volte a generare processi di ricerca, patrimonio culturale, circa il 25% dei costi è catalogazione e divulgazione del patrimonio indirizzato all’intervento “Sistemi innovativi per materiale e immateriale, evidenziano una la fruizione turistica del patrimonio culturale”, debolezza della strategia in questo senso. In essendo l’unico che si concentra esplicitamente questa linea, è doveroso integrare nei processi sul patrimonio culturale. L’iniziativa si propone partecipativi e di co-costruzione delle politiche di sviluppare strumenti innovativi e tecnologici di sviluppo locale anche le entità locali per la per la catalogazione, l’analisi e la divulgazione gestione, l’organizzazione e la promozione di dell’area archeologica di Eraclea Minoa, come attività culturali, eventi, festival, mostre artistiche, nodo e porta d’accesso a un futuro museo diffuso nonché le comunità artistiche e culturali, oltre alle dei Sicani, promuovendolo anche attraverso entità legate alla produzione agricola e artigianale azioni di intervento artistico che faranno parte di e ai servizi turistici. un calendario di eventi che si estende agli altri Sebbene i complessi interventi SNAI promossi comuni limitrofi. Gli altri due interventi previsti per finora nei Sicani affrontino e integrino diversi ambiti il comune di Cattolica Eraclea riguardano opere di del turismo e della produzione locale in relazione miglioramento fisico e di restauro dello stesso sito alla cultura, sono ancora limitati ad alcuni comuni e archeologico di Eraclea Minoa e del complesso si concentrano principalmente sui siti archeologici monumentale Calvario e Via Crucis [Fig. 5]. con l’obiettivo di aumentare la presenza turistica e generare benefici economici. Conclusioni In questo senso, ci si propone di lavorare alla costruzione di una visione di sviluppo locale legata Nella dimensione dei progetti di sviluppo delle aree alla cultura, al patrimonio materiale e immateriale interne dentro la Strategia Nazionale per le Aree e agli eventi culturali, che avrà effetti economici e Interne SNAI, le definizioni istituzionali posizionano sociali positivi, ma che richiede processi di ricerca la cultura in una posizione secondaria, accanto ai e divulgazione, il coinvolgimento di attori locali settori dell’ambiente e del turismo, e quindi il suo non considerati, come la definizione di obiettivi di ruolo e i suoi confini non sono ben definiti dalla sviluppo culturale verso la generazione di sinergie strategia. Infatti, nonostante l’ampia quota di positive dall’interno dei territori. risorse destinate a questo settore integrato, gran parte delle iniziative sono orientate al turismo, concentrandosi principalmente sulla ricettività dei visitatori. Di fatto, nello strumento proposto per ogni territorio per definire la propria vocazione turistica, si evoca l’esame delle dimensioni strutturali, dell’accessibilità e della mobilità, del capitale umano e della situazione demografica, ma non necessariamente dei fattori di natura culturale o patrimoniale. Nelle definizioni programmatiche proposte dal Ministero della Cultura, l’attenzione è rivolta all’aumento della domanda turistica e del numero di visitatori, anche nel settore della conservazione del patrimonio culturale. Questa prospettiva è coerente con la politica della SNAI, che sottolinea l’esigenza che i processi di valorizzazione delle culture locali come gli elementi endogeni, cerchino di integrare dinamiche di modernizzazione e ibridazione per Alejandro Gana, Ph.D Student generare attrattività e apprezzamento da parte di Dipartimento di Architettura un pubblico più ampio, cioè adattamento a logiche Università degli Studi di Palermo e aspettative esogene.
[email protected]132 | Giugno 2022 Note 1. Relazione annuale sulla Strategia Nazionale per le aree interne, anno 2020. Dipartimento per le politiche di coesione. 2. Deliberazione n. 231 del 10 giugno 2021. “Accordo di Programma Quadro Area Interna Sicani ‘L’innovazione e l’associazione, nuova linfa del territorio’. Presa d’atto”, p. 26. Bibliografia Agenzia per la Coesione Territoriale (2013). Strategia nazionale per le Aree interne: definizione, obiettivi, strumenti e governance. Accordo di Partenariato 2014-2020, Documento tecnico collegato alla bozza di Accordo di Partenariato trasmessa alla CE il 9 dicembre 2013. Dipartimento per le politiche di coesione (2022). Aggiornamento 2020 della mappa delle aree interne, Nota tecnica, NUVAP Nucleo di valutazione e analisi per la programmazione. Dipartimento per le politiche di coesione (2020). Relazione annuale sulla Strategia Nazionale per le aree interne, Appendice sullo stato di attuazione della Strategia nazionale per le aree interne al 30 giugno 2021. Dipartimento per le Politiche di Coesione (2022). Programmazione della politica di coesione 2021- 2027, Accordo di Partenariato. Esposito de Vita G., Marchigiani E., Perrone C. (2021). “Sui margini: una mappatura di aree interne e dintorni”, BDC. Bollettino Del Centro Calza Bini, 21, 2, pp. 183-216. Evangelista V., Di Matteo D., Ferrari F. (2018). “La strategia nazionale per le aree interne e il turismo: appunti di riflessione”, in Cavuta G., Ferrari F. (a cura di) Turismo e aree interne, Aracne, Roma, pp. 91-110. Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (2016). Linee Guida per la Strategia Nazionale per le Aree Interne. Regione Siciliana (2020). Accordo di programma quadro “Area Interna - Sicani”. Strategia Area Interna Sicani “L’innovazione e l’associazione, nuova linfa del territorio”, Roma. Scrofani L., Petino L., Novembre C. (2019). “Le attività culturali e creative per il rilancio turistico delle aree interne in Sicilia. Il caso studio dell’Ypsigrock Festival”, Bollettino della Associazione Italiana di Cartografia, 166, pp. 28-42. INFOLIO 39 | 133 Modelli marginali (Antonella Pettorruso) 2. STATO DELLE RICERCHE Immagine di apertura: Schemi concettuali di soluzioni basate sulla natura per le città portuali rielaborato da van Eekelen, Bouw [2020] (elaborazione grafica dell’autrice, 2022). Soluzioni basate sulla natura per le città portuali. L’approccio “Building with nature” e i limiti di trasferibilità nel contesto italiano Sezione II – Stato delle ricerche Dalila Sicomo Achieving sustainable development goals in port cities is an increasingly challenging task as the trend is toward their expansion for global competition, thus increasing their impacts on soil, atmosphere, water, and marine and terrestrial ecosystems. The present contribution proposes to explore the Building with Nature approach developed by EcoShape and Deltares in the Dutch context through the comparison of case studies and to highlight some critical issues in its transferability to the Italian context. Keywords: Port cities, Nature-based solutions, Grey infrastructure, Biodiversity, Climate change mitigation Introduzione Il presente contributo propone di esplorare l’approccio Building with Nature, sviluppato nel I contesti portuali urbani sono luoghi in cui il contesto olandese da EcoShape2 e Deltares3 paesaggio naturale è stato storicamente sfruttato attraverso la comparazione di casi di studio e profondamente trasformato. Raggiungere gli e di mettere in luce alcune criticità nella sua obiettivi di sviluppo sostenibile nelle città portuali trasferibilità nel contesto italiano. Questo contributo è una sfida sempre più impegnativa in quanto la rappresenta una porzione della ricerca dottorale tendenza è orientata alla loro espansione per la relativa all’analisi dei casi di studio. competizione globale, aumentando così i propri L’articolo è composto da cinque paragrafi principali: impatti su suolo, atmosfera, acqua ed ecosistemi Problematica, Stato dell’arte, Materiali e metodi, marini e terrestri. Risultati e discussione e Conclusioni. In primo Per affrontare alcune di queste situazioni complesse luogo, verranno presentate le problematiche – come la mitigazione degli effetti dei cambiamenti relative alle sfide della sostenibilità nei contesti climatici (CC) e le sfide legate alla perdita di delle città portuali e i vincoli dell’applicabilità biodiversità – negli ultimi quindici anni le soluzioni spaziale delle NBS. Seguirà poi un paragrafo basate sulla natura (NBS) si stanno diffondendo sullo “Stato dell’arte”, che illustrerà il concetto anche nei porti urbani. di sostenibilità applicato alla pianificazione La diffusione dell’applicazione e della territoriale, i 17 OSS e gli obiettivi dell’Association sperimentazione delle NBS, spesso in paesaggi Internationale Villes et Ports (AIVP)4 dell’Agenda profondamente artificiali come quelli dei principali 2030 [AIVP, 2018]. Lo stesso paragrafo presenterà porti del Northern Range1, testimonia ancora una il concetto ‘Building with Nature’ [Costruire con volta la necessità di un rapporto sostenibile tra la natura] e gli approcci sviluppati da EcoShape pianificazione territoriale e urbana, comunità, e Deltares nell’ultimo decennio. Seguirà poi il ecosistemi naturali, ambiente marino e il più vasto paragrafo “Materiali e metodi”, che descriverà dominio marittimo. per tipologia le principali soluzioni basate sulla INFOLIO 39 | 137 natura applicate nei contesti delle città portuali e oggi gli ambienti portuali sono isolati dai paesaggi spiegherà i criteri di selezione dei casi studio e la dinamici che occupano [van Eekelen et al., 2020]. costruzione della tabella relativa al loro quadro di Questa tendenza, che non sembra destinata a pianificazione, governance e attuazione. I risultati cambiare in futuro, potrebbe mettere ulteriormente emersi dal confronto della tabella sono descritti a dura prova la salute degli ecosistemi urbano- e discussi nel paragrafo successivo, dedicato a portuali. Tra le principali pressioni ambientali negli delineare i limiti di applicabilità di alcune di queste ambienti urbano-portuali vi sono: la contaminazione soluzioni nel contesto italiano e i possibili benefici dell’aria e dell’acqua, le fognature, la bonifica dei e potenzialità del sistema di pianificazione portuale terreni, la costruzione e il dragaggio, la regolazione italiano nell’integrarle. Infine, verranno presentate dei livelli delle acque e il trasporto marittimo. alcune considerazioni conclusive sullo stato attuale A causa degli effetti del cambiamento climatico e della ricerca e verrà delineato un possibile percorso dell’innalzamento del livello del mare, la pressione per orientare la ricerca futura. sulle città portuali aumenterà ulteriormente e sarà potenziata soprattutto dalle cause che esse Problematica provocano. Le città portuali devono affrontare in egual misura i rischi urbani, costieri e legati Le città portuali, siano esse costruite su un all’acqua (erosione, rischio di sommersione a causa sistema fluviale o su di un’area costiera, sono dell’innalzamento del livello del mare, inondazioni, paesaggi altamente artificiali e costituiscono subsidenza, forza delle onde aumentata dal traffico insediamenti dinamici. Essendo state costruite marittimo o da eventi pericolosi). su quel particolare ambiente in cui terra e acqua In quanto insediamenti urbani, le città portuali si incontrano – sia esso un fiume, un estuario, contribuiscono in modo significativo al cambiamento un delta o il mare – sono soggette ai fenomeni climatico; secondo le stime pubblicate dall’UNEP, naturali che riguardano questi elementi e le loro le città da sole sono responsabili del 75% delle interazioni (es. terra-mare), che sono fortemente emissioni globali di CO2, soprattutto a causa dei influenzati dalle attività umane. Le città portuali trasporti e del consumo energetico degli edifici. sono anche insediamenti urbani dinamici perché Secondo il sesto e ultimo rapporto del Gruppo occupano posizioni strategiche per il commercio, il intergovernativo di esperti sul cambiamento trasporto e il turismo, la cui configurazione spaziale climatico (IPCC, 2022), gli eventi di innalzamento e il cui sviluppo sono influenzati da molti fenomeni del livello del mare, che prima si verificavano ogni sociali, economici e geopolitici. Per la loro essenza 100 anni, potrebbero verificarsi ogni anno entro dinamica, le città portuali possono attrarre molti la fine di questo secolo. I principali rischi legati residenti e hanno il più alto tasso di densità di agli effetti del cambiamento climatico che le città popolazione tra gli altri insediamenti urbani. Questa portuali devono affrontare possono essere riassunti concentrazione di popolazione e interessi umani come segue: genera una crescente domanda di risorse e servizi • l’innalzamento del livello del mare e di conseguenza che mette in pericolo il contesto ambientale in cui le il rischio di sommersione; città portuali si trovano e che è sempre più esposto • aumento della frequenza di fenomeni catastrofici alle pressioni delle attività umane. Se, da un lato, come inondazioni, tempeste e terremoti; le città portuali possono dare benefici significativi • che si verifica l’effetto isola di calore urbana (UHI), ai loro abitanti, dall’altro sono anche responsabili che di conseguenza influisce sulla salute e sul dell’esaurimento delle risorse, delle emissioni benessere delle popolazioni urbane; inquinanti e della perdita di biodiversità che • intrusione del cuneo salino, che di conseguenza inevitabilmente influiscono sul benessere e sulla influisce sulla produzione agricola delle aree salute umana. Lo sviluppo dei porti si è concentrato circostanti; sull’ottimizzazione dei trasporti e della logistica a • i fenomeni di siccità, ondate di calore e carenza spese degli ecosistemi naturali del paesaggio. Al idrica; fine di competere su scala globale e soddisfare i • l’invasione di specie “aliene”, sia vegetali che requisiti funzionali del trasporto marittimo, i porti animali, con conseguente perturbazione delle tendono a espandersi sempre di più, occupando più specie endogene, degli habitat e aumento del spazio sulla terraferma, sulle superfici acquatiche e rischio di malattie; sui letti dei fiumi e sui fondali marini; di conseguenza, • emergenze migratorie endogene ed esogene; 138 | Giugno 2022 • gestione di epidemie e pandemie (trasformazioni Stato dell’arte legate agli usi temporanei del suolo e del mare, trasformazioni legate alla riduzione e all’aumento Secondo la definizione dell’Unione Internazionale dei flussi di persone e merci). per la Conservazione della Natura (IUCN), le Questi rischi sono infatti continui e rappresentano NBS sono «azioni per proteggere, gestire in modo situazioni complesse da affrontare e gestire. sostenibile e ripristinare gli ecosistemi naturali Raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile e modificati in modo da affrontare le sfide della nei contesti urbano-portuali è una sfida, poiché società in modo efficace e adattivo, per fornire sia il gli interessi conflittuali, l’economia e le dinamiche benessere umano che i benefici della biodiversità» di profitto giocano il ruolo principale in questi [Cohen-Scacham, 2016, 5]. Le soluzioni basate particolari insediamenti tra terra e acqua. Nel sulla natura sostengono ecosistemi sani, affrontano 2015 l’AIVP ha identificato quattro sfide principali sfide importanti come il cambiamento climatico, per le città portuali contemporanee relative alla la riduzione del rischio di catastrofi, la sicurezza configurazione spaziale, all’ambiente, all’economia alimentare e idrica, la salute e sono fondamentali e alla governance [AIVP, 2015]. per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità. Il presente contributo si concentra principalmente Costruire con la natura è «un approccio concettuale sulle sfide ambientali e su come le soluzioni per la creazione, l’implementazione e l’upscaling di basate sulla natura possano affrontarle attraverso soluzioni basate sulla natura per le infrastrutture la mitigazione e l’adattamento. Secondo l’AIVP, idriche» [van Eekelen et al., 2020, 14]. L’approccio la prima sfida ambientale riguarda il rischio di progettuale è ciclico e può essere suddiviso in sommersione, la seconda il disturbo causato cinque fasi principali di sviluppo, delineando un dalle attività industriali e portuali, la terza processo creativo che può ottimizzare ulteriormente l’ottimizzazione del fabbisogno energetico e la la soluzione [Fig. 2]. Il processo di progettazione quarta la conservazione della biodiversità nei inizia con la raccolta di informazioni da diverse fonti contesti urbano-portuali. Creare città e comunità (esperienze storiche, accademiche e locali) per sostenibili e promuovere azioni per combattere capire come funzionano i sistemi naturali e sociali il cambiamento climatico sono tra i 17 Obiettivi di adiacenti, determinando obiettivi, vincoli temporali Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Nel 2018, e confini spaziali. La seconda fase riguarda l’AIVP li ha tradotti in dieci obiettivi corrispondenti solitamente l’identificazione di soluzioni che per le città portuali contemporanee nell’Agenda sfruttano la natura in modo pro-attivo, utilizzando 2030 dell’AIVP [Fig. 1], dove sono elencate le sfide materiali, forze e interazioni naturali e creando dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della nuove opportunità di sviluppo per la natura. Questa conservazione della biodiversità. fase promuove il lavoro transdisciplinare – riunendo Fig. 1. Diagramma alluvionale che mostra i collegamenti tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e gli obiettivi dell’Agenda Fig. 2. Cinque fasi di sviluppo per progettare secondo l’approccio 2030 dell’AIVP (AIVP, 2018), sviluppati dall’Associazione e da UN- “Costruire con la natura” (diagramma tratto da van Eekelen et Habitat (elaborazione grafica dell’autrice, 2022). al., 2020, p. 15). INFOLIO 39 | 139 esperti, membri della comunità, imprenditori e e all’ambiente naturale. Un modo per stimolare decisori – che spesso produce soluzioni innovative i sistemi naturali è quello di creare spazio per a beneficio di molti soggetti interessati. Le altre fasi vari habitat a complemento delle infrastrutture di progettazione prevedono la dimostrazione pratica tradizionali e grigie; altri includono il ripristino delle (ad esempio, progetti pilota), l’identificazione connessioni blu e verdi con transizioni più leggere delle incertezze e la valutazione dei co-benefici fra acqua salata e dolce, stimolando lo sviluppo di naturali e umani. Per implementare la soluzione, è condizioni più naturali. necessario considerare le condizioni e le restrizioni Per quel che riguarda la definizione dei contesti che derivano dalla governance e coinvolgere una urbano-portuali, si fa riferimento all’interpretazione vasta rete di attori e stakeholder. Il concetto di delle tre categorie espresse da Carta [2013], “costruire con la natura” mira a risolvere le sfide dei secondo cui le aree portuali possono essere distinte porti e delle città fluviali/delta in modo da combinare a seconda dell’intensità del loro rapporto con la città benefici ecologici, economici e sociali. Ad esempio, e l’interfaccia urbana: le soluzioni “Costruire con la natura” possono ridurre • porto liquido, totalmente immerso e ramificato l’impronta ecologica delle infrastrutture portuali, all’interno del tessuto urbano, identificato dalla sviluppando al contempo (nuove) funzioni nelle nautica da diporto e dai servizi culturali e ricreativi aree urbano-portuali (ad esempio, potenziando i interconnessi alla città; vivai ittici) e possono essere applicate per ridurre • porto permeabile, cioè l’area crociere e passeggeri il rischio di inondazioni e migliorare la gestione dei con uno stretto rapporto di interscambio con la città sedimenti. Tra i benefici aggiuntivi vi è la creazione e il sistema viario, seppur filtrato dalla separazione di ambienti di vita ricreativi e vegetati all’interno di delle funzioni; città densamente popolate. • porto rigido, cioè la tipologia che identifica la Gli ecosistemi dei porti e delle città costiere macchina portuale impermeabile alle contaminazioni forniscono molteplici risorse e processi di cui urbane (tranne quelle funzionali) e protetta nel suo l’umanità può beneficiare, noti come servizi perimetro per consentire efficienza e sicurezza. ecosistemici. I contesti urbano-portuali offrono servizi ecosistemici di supporto (ad esempio, Materiali e metodi habitat per animali e piante), cibo (ad esempio, pesce, molluschi), materiali da costruzione, Per esaminare le categorie di NBS applicabili nei risorse energetiche alternative, industrie, trasporti contesti urbano-portuali, abbiamo fatto riferimento e opportunità turistiche. I benefici derivanti dal alla pubblicazione curata da van Eekelen et al. modo in cui il sistema regola i processi, le risorse [2020], in cui vengono descritte le caratteristiche e le sue stesse proprietà includono la protezione e l’applicabilità delle NBS in diverse aree, che delle coste attraverso le piane di marea e le vanno dalle coste sabbiose e fangose ai paesaggi saline, l’assorbimento dell’anidride carbonica, la lacustri, fluviali, urbani e portuali. Abbiamo studiato regolazione della qualità dell’acqua e la regolazione e selezionato le opzioni applicabili a queste della temperatura (ad esempio, il mare modera le ultime due categorie di paesaggi, cercando poi di oscillazioni di temperatura nelle città). Inoltre, organizzare i dati relativi ai casi di studio in una i benefici non materiali associati ai porti e alle tabella relativa all’effettiva area di applicabilità, città includono le possibilità di svago (spiaggia, facendo riferimento alla teoria di Carta sulla città snorkeling), la ricerca e l’istruzione, la cultura e il fluida e alla differenziazione delle aree portuali in valore estetico. relazione alla città [Carta, 2013]. I porti registrano alti tassi di sedimentazione e la Secondo van Eekelen et al. [2020], le soluzioni risposta tipica è quella di dragare e trasportare i basate sulla natura con un’applicabilità generale, sedimenti in luoghi lontani e al largo. Le alternative potenziale o limitata nei contesti urbani e portuali che trattengono i sedimenti sono più sostenibili e sono elencate e descritte nella tabella [Fig. 3]. si basano sulla capacità del sistema naturale di La Figura 4 mostra i contesti di applicabilità di rigenerarsi. Il materiale può essere riutilizzato per ciascuna di esse secondo le categorie portuali di far crescere gli habitat costieri. Carta, mentre la Figura 5 illustra questi concetti Costruire con la natura è un approccio per limitare NBS attraverso dei diagrammi concettuali5. Infine, o mitigare l’impatto dell’espansione del porto e la Figura 6 mostra il collegamento con le sfide proporre interventi che diano valore alla società ambientali delle città portuali identificate da AIVP 140 | Giugno 2022 Fig. 3. Tabella descrittiva delle tipologie di NBS applicate e potenzialmente applicabili in contesti urbano-portuali secondo l’approccio “Building with Nature”. (elaborazione grafica dell’autrice, 2022) INFOLIO 39 | 141 Fig. 4. Questa tabella mostra le NBS fornite da van Eekelen et al. [2020] e la loro applicabilità (generale, potenziale, limitata) in diversi contesti portuali urbani, facendo riferimento alle tre diverse tipologie portuali in relazione alla città come teorizzato da Carta [2013] (elaborazione grafica dell’autrice, 2022). 142 | Giugno 2022 Fig. 5. I concetti di NBS forniti da van Eekelen et al. [2020] sono applicabili in diversi contesti portuali urbani. Illustrazioni: One Architecture & Urbanism. INFOLIO 39 | 143 Fig. 6. Tabella dei concetti di NBS relativi alle sfide delle città portuali e alle azioni identificate dall’AIVP con azioni aggiuntive in grassetto (elaborazione grafica dell’autrice, 2022). [2015] e le possibili azioni, con alcune aggiunte vegetate, sviluppo di zone cuscinetto interne e dell’autore. creazione di parchi di marea (criterio 2). I casi di Definendo un ambito di indagine più ristretto e studio relativi al criterio 1 si trovano nelle città del scegliendo i casi di studio, ci siamo concentrati sul delta di Rotterdam (progetto pilota Hula, Floating contesto geografico olandese e abbiamo considerato Park Rijnhaven, Amazonhaven, Green Gateway), le categorie di NBS secondo due criteri: Amsterdam (isole galleggianti), Ouwerkerk (piscine 1. soluzioni che hanno un’applicabilità generale sia di marea), Zeelandbrug (rafforzamento della riva) e in contesti urbani che portuali; Dordrecht (Plan Tij). I casi di studio relativi al secondo 2. soluzioni che hanno un’applicabilità generale criterio si trovano nelle città portuali di Delfjizl (salina nelle città e un’applicabilità potenziale nei contesti Marconi) e Wervershoof (Koopmanspolder), oltre portuali. a Rotterdam (fiume come parco delle maree) e Sono stati identificati dodici casi di studio, tutti Dordrecht (parco Werven). situati nei Paesi Bassi e appartenenti a sei diverse La tabella riportata nella Fig. 7 riassume i dati categorie di NBS: creazione di strutture sospese e relativi all’area di applicazione (città, tipo di porto galleggianti, creazione di ricchi revetment, ripristino – secondo la distinzione operata da Carta, 2013) e delle connessioni (criterio 1), integrazione di foreste allo strumento di pianificazione in cui la soluzione Fig. 7. Tabella dei concetti di NBS implementati e dei casi di studio (elaborazione grafica dell’autrice, 2022). 144 | Giugno 2022 è stata implementata (masterplan, progetto pilota). tendenze di alcuni modelli, si è cercato di sottolineare La tabella mostra anche chi ha promosso l’iniziativa alcune caratteristiche che possono influenzare (ad esempio, governo nazionale, regionale e positivamente o negativamente l’implementazione locale, autorità portuale, fondazione privata), gli delle soluzioni (localizzazione). stakeholder coinvolti (ad esempio, comuni, autorità In generale, possono esserci diverse difficoltà portuali, autorità di gestione delle acque, comunità nell’applicazione locale di soluzioni basate sulla urbane, ONG) e i metodi utilizzati per coinvolgerli natura in ambienti urbani e portuali. (ad esempio, attraverso workshop o incontri guidati). Le categorie di fattori che devono essere prese in Inoltre, abbiamo esaminato i tempi e lo stato di considerazione quando si valuta la possibilità di attuazione, e se la soluzione deriva da un concorso un’applicazione locale di un tipo specifico di NBS di progettazione o se utilizza materiali riciclati/trattati sono: (ad esempio, sedimenti dragati). Infine, abbiamo • condizioni fisiche ed ecologiche (tipo di costa/ collegato ogni soluzione al tipo di rischio che la sponda, movimento dell’acqua, morfologia e tipo soluzione mira a mitigare (ad esempio, inondazioni, di substrato, condizioni di luce, salinità, qualità erosione, innalzamento del livello del mare, dell’acqua e connettività); subsidenza, forza delle onde, cattive condizioni • pressioni antropiche dei contesti specifici; ecologiche) e alla sua relazione con ogni OSS. • governance e gestione; • fattibilità economica. Risultati e discussione Alcuni limiti nell’applicazione locale di un particolare tipo di NBS possono riguardare: Secondo i dati raccolti, la maggior parte delle NBS • governance: coinvolgimento degli stakeholder, viene applicata più spesso in aree portuali “liquide” consenso partecipativo (poiché ci sono più o “permeabili”, mentre nelle aree portuali “rigide” stakeholder con interessi e potere diversi e spesso la loro applicazione risulta limitata o nulla [Fig. 7]. contrastanti); Le iniziative sono spesso promosse dal governo • sostenibilità economica: bilancio, difficoltà a nazionale, regionale o locale e meno spesso dalle reperire fondi; autorità portuali e dal settore privato. Lo strumento • spazio: disponibilità limitata di spazio (gli ambienti di pianificazione attraverso il quale viene applicata urbani hanno spesso spazi disponibili frammentati la NBS è un piano generale (masterplan) o un e dispersi); progetto pilota sperimentato in loco. In entrambi i • quadro giuridico: leggi nazionali che consentono o casi è necessaria una consulenza multidisciplinare, vietano l’attuazione di una soluzione specifica. ma il processo è piuttosto top-down che misto In questo contributo analizzeremo in particolare un (bottom-up), anche se talvolta sono previsti incontri aspetto del quadro giuridico nel contesto italiano e workshop guidati. Le categorie di soggetti coinvolti sono principalmente relativo alla gestione dei sedimenti derivati da i comuni, le autorità portuali, le ONG, le comunità dragaggi. Analizzando le categorie di NBS applicabili urbane e, a seconda della scala, le autorità di al contesto della città portuale, si è osservato che 10 gestione delle acque a livello regionale o provinciale. delle 21 soluzion5 potrebbero riutilizzare i sedimenti I tempi di attuazione variano notevolmente; in dragati [Fig. 8]. Tuttavia, non è evidente il riutilizzo generale, le NBS possono essere attuate in pochi e il reimpiego di questo tipo di sabbie, ad esempio anni (1-4 anni), ma altre possono richiedere più di quelle provenienti dal dragaggio dell’alveo del porto dieci anni per essere definite. Le principali categorie per la sua espansione. Il loro utilizzo e trattamento di mitigazione del rischio che le NBS intendono dipende principalmente dal quadro normativo affrontare sono le questioni legate all’acqua, nazionale generale. connesse al ripristino di condizioni ecologiche precarie, alla mitigazione del rischio di sommersione Limiti di trasferibilità nel contesto italiano (dovuto all’innalzamento del livello del mare) e alle inondazioni. Infine, per quanto riguarda il rapporto A livello internazionale, la Convenzione di Londra del con i 17 OSS, i casi studio analizzati mirano a 1972 “Convenzione per la protezione dell’ambiente raggiungere più frequentemente gli obiettivi n. 11. marino dallo scarico di rifiuti e altre materie in Città e comunità sostenibili, 13. Azione per il clima, mare”, in vigore dal 1975, protegge l’ambiente 14. Vita sott’acqua e 15. Vita sulla terraferma. marino dai rifiuti. Secondo il Protocollo di Londra Attraverso i casi di studio e l’osservazione delle (1996), in vigore dal 2006, lo scarico deliberato in INFOLIO 39 | 145 Fig. 8. Tabella delle soluzioni basate sulla natura secondo l’approccio Building with Nature che potenzialmente utilizzano sedimenti dragati trattati (elaborazione grafica dell’autrice, 2022). 146 | Giugno 2022 mare è vietato, ad eccezione di alcune sostanze, prendere in considerazione molte soluzioni quando tra cui i materiali di dragaggio (articolo 4, allegato si valuta la possibilità di applicare le NBS in contesti 1). Per valutare se i sedimenti dragati sono adatti a urbano-portuali. essere immersi in acqua, devono passare attraverso Tuttavia, nel contesto italiano esistono alcuni un processo in cui la prima fase è chiamata potenziali driver che possono consentire “caratterizzazione dei rifiuti”, uno studio complesso l’applicazione di tali NBS in ambienti urbano- che consiste nell’analizzare la composizione dei portuali. A seguito della riforma che ha raggruppato materiali di scarto per poterli trattare o smaltire il Sistema delle Autorità Portuali Italiane (L. di conseguenza. A livello mediterraneo, la 07/04/2014, n. 56, nota come “Legge Delrio”) per Convenzione di Barcellona sulla protezione del Mar rafforzare la visione strategica e le azioni, una Mediterraneo dai rischi di inquinamento (1976) è lo possibilità è offerta dal Documento di Pianificazione strumento giuridico e operativo del Piano d’azione Energetica e Ambientale del Sistema Portuale, in mediterraneo delle Nazioni Unite. Tra i protocolli quanto mira a identificare le misure e gli interventi tecnici della Convenzione di Barcellona, la gestione necessari per migliorare la sostenibilità energetica e degli scarichi di navi e aerei è oggetto del Protocollo ridurre le emissioni di CO2. Per aggiungere opzioni, sulle discariche (1978, emendato nel 1995). implementando così l’antifragilità nei contesti Nel contesto italiano, le “Linee Guida per la gestione portuali urbani, è necessaria una revisione del dei materiali di dragaggio” (2017) disciplinano quadro giuridico. La questione del quadro normativo il trattamento, la gestione e il monitoraggio dei rappresenta uno dei limiti della disciplina urbanistica, sedimenti dragati, valutandone l’idoneità allo scarico, poiché si basa su un quadro normativo molto più l’uso benefico e gli effetti potenziali. Secondo la ampio per ottenere cambiamenti significativi. Si legge italiana, l’autorizzazione alla movimentazione sottolinea che, affinché la NBS possa essere dei sedimenti marini e alla loro gestione è regolata implementata in contesti urbani, vi è una forte dall’Art. 21 L. 179/02, Art. 109 del D.Lgs. 152/09, e necessità di collaborazione con le comunità locali dal D.M. n. 173 (15/07/2006). e gli stakeholder, i comuni e le autorità regionali di L’autorità competente a rilasciare l’autorizzazione bacino idrico su scala più ampia per la valutazione è solitamente il governo regionale; in alternativa, il di interventi coerenti con le dinamiche dei corpi idrici Ministero dell’Ambiente è responsabile del rilascio e le loro modifiche. dell’autorizzazione in caso di scarico in aree marine protette nazionali. La scelta delle opzioni Conclusioni di gestione è dettata dalla classe di qualità dei sedimenti determinata dall’integrazione ponderata Il presente lavoro ha identificato il tipo di soluzioni con la classe di rischio ecotossicologico e chimico. basate sulla natura attualmente messe in atto – o Secondo la legge italiana, le possibili opzioni che potrebbero essere applicate – nei contesti alternative all’immersione in mare comprendono il delle città portuali, attraverso un modello che ripascimento (emerso o sommerso), l’immersione combina le informazioni emerse da dodici casi in ambiente portuale e il miglioramento dello stato di studio olandesi. Approfondendo l’approccio dei fondali (capping). Secondo lo studio ISPRA contemporaneo “Building with Nature” di EcoShape (2018), la normativa italiana presenta alcune e Deltares, il contributo ha confrontato e discusso lacune, in quanto non considera il riutilizzo a terra questi casi di studio, evidenziando i diversi aspetti dei sedimenti trattati e vi è un vuoto normativo che consentono l’implementazione delle soluzioni. che tende ad assimilarli ai rifiuti. La legislazione Le città portuali svolgono un ruolo cruciale in vigore in Italia si concentra sulla gestione dei nell’incoraggiare politiche e misure di sostenibilità sedimenti provenienti dal dragaggio in ambito su scala locale e globale [AIVP 2018]. Per questo marino. Esistono sovrapposizioni tra la normativa motivo, ogni caso di studio è stato collegato a uno sui rifiuti e quella sulle terre e rocce da scavo che ne o più OSS (Agenda 2030 delle Nazioni Unite) in precludono un utilizzo semplice ed ecologicamente una tabella dove ogni tipo di NBS è stata messa sostenibile in ambito terrestre. Inoltre, la normativa in relazione con gli obiettivi e le sfide ambientali sulla gestione dei sedimenti nel contesto dei Siti di identificate dall’AIVP, aggiungendo ulteriori azioni Interesse Nazionale (SIN) non è ancora integrata laddove necessario, coerentemente con le misure con quella sui sedimenti al di fuori dei SIN (DM studiate. Secondo i dati raccolti, la maggior parte 173/16). Nel complesso, questa lacuna può delle NBS applicate in contesti di città portuali rappresentare un limite critico che impedisce di avviene in aree portuali “liquide” o “permeabili”, INFOLIO 39 | 147 mentre è meno probabile che siano applicabili in aree portuali “rigide”, dove i requisiti di navigazione e logistica impediscono l’accessibilità e la fruizione. L’iniziativa del piano o del progetto è spesso promossa dal governo nazionale, regionale o locale e meno spesso dalle autorità portuali e dal settore privato. Lo strumento di pianificazione attraverso il quale viene applicata la NBS è spesso un masterplan in cui viene coinvolta una consulenza multidisciplinare. Tuttavia, il processo sembra piuttosto top-down che misto (top-down e bottom- up), privo di un approccio partecipativo. Le soluzioni basate sulla natura sono principalmente orientate a un approccio di mitigazione. Le principali categorie di mitigazione del rischio che queste NBS intendono affrontare sono le questioni legate all’acqua, legate al ripristino di condizioni ecologiche precarie, alla mitigazione del rischio di inondazione (dovuto all’innalzamento del livello del mare) e alle inondazioni. Infine, per quanto riguarda il rapporto con i 17 OSS, i casi studio analizzati mirano a raggiungere più frequentemente gli obiettivi n. 11, 13, 14 e 15, concentrandosi su città e comunità, azione per il clima e conservazione degli esseri viventi. Alcuni dei limiti che possono presentarsi quando si prevede la possibilità di un’applicazione locale di un particolare tipo di NBS riguardano la governance, la sostenibilità economica, la configurazione spaziale e i vincoli del quadro giuridico. Per quanto riguarda le problematiche derivanti dal trasferimento di tali pratiche nel contesto italiano, è stato osservato come la legge in vigore sulla gestione dei sedimenti dragati manca di norme sul reimpiego a terra degli stessi e prevede il loro riutilizzo solo in ambiente marino, impedendo così ad alcune di queste NBS di essere prese in considerazione nelle città portuali italiane. Questo limite, ovviamente, rappresenta un limite per la disciplina urbanistica e portuale che non può essere risolto se non in un quadro più ampio. Molte NBS sono potenzialmente applicabili in tempi relativamente brevi (1-4 anni); tuttavia, altre soluzioni a scala più ampia possono richiedere più di dieci anni per essere applicate per quanto riguarda il paesaggio e la colonizzazione degli spazi da parte di piante e animali viventi. Il fattore tempo è fondamentale per intraprendere azioni di mitigazione e adattamento agli effetti del cambiamento climatico e per contribuire al ripristino degli habitat naturali. Per migliorare la sostenibilità in ambienti urbani strategici come le città portuali, le Dalila Sicomo, Ph.D Student questioni di governance e l’approccio partecipativo Dipartimento di Architettura6 sono fattori vitali e dovrebbero essere affrontati Università degli Studi di Palermo nella ricerca futura.
[email protected]148 | Giugno 2022 Note IPCC (2022). Climate Change 2022: Impacts, Adaptation, and Vulnerability, Contribution of 1. In riferimento alla Rete transeuropea dei Working Group II to the Sixth Assessment Report trasporti (TEN-T). Le reti TEN-T sono un insieme of the Intergovernmental Panel on Climate Change di infrastrutture di trasporto integrate progettate [H.-O. Pörtner, D.C. Roberts, M. Tignor, E.S. per sostenere il mercato unico, garantire la libera Poloczanska, K. Mintenbeck, A. Alegría, M. Craig, circolazione di merci e persone e rafforzare la S. Langsdorf, S. Löschke, V. Möller, A. Okem, B. crescita, l’occupazione e la competitività dell’Unione Rama (a cura di)]. Cambridge University Press. In europea. Press. 2. EcoShape è una rete di organizzazioni e Mugnai C., Macchia S., Piccione M. E., Pellegrini D., individui fondata nel 2008, che lavora insieme ISPRA (2018). “Il Quadro Normativo sui Dragaggi per far progredire l’applicazione dell’approccio Portuali: dalle Convenzioni Internazionali alla “Costruire con la natura” nelle questioni sociali situazione italiana e francese dalle Convenzioni legate all’acqua. EcoShape è una fondazione Internazionali alla situazione italiana e francese, di diritto olandese e coordina, facilita e diffonde con particolare attenzione agli aspetti inerenti il le conoscenze attraverso progetti pilota, per monitoraggio”, presentazione per Interreg Maritime dimostrare e monitorare l’approccio “Costruire con Italy-France “SEDRIPORT” (Livorno, 28-29 la natura” nella pratica (Nature-Based Solutions) novembre 2018). e pubblicazioni. L’ambizione della rete è quella di Van Eekelen E., Bouw M. (a cura di, 2020). Building contribuire alla realizzazione dei 17 OSS affrontando with nature. Creating, implementing, and upscaling le sfide sociali attraverso soluzioni di Building with Nature-based Solutions, nai010 publishers, Nature a scala di paesaggio. Rotterdam. 3. Deltares è un istituto indipendente per la ricerca applicata nel campo dell’acqua e del sottosuolo Sitografia fondato nel 2008. 4. © One Architecture & Urbanism illustrations, in https://www.aivp.org [Ultimo accesso 20/03/2022]. van Eekelen, Bouw [a cura di, 2020], pp. 267-267. www.aivpagenda2030.com (ultima consultazione 5. Con riferimento alle categorie di NBS seguenti: 02/02/2022). 2. Posizionamento strategico di sedimenti fini, 6. https://www.ark.eu/gebieden/de-delta/nieuwe- Sviluppo di zone tampone interne, 7. Coltivazione waterweg (ultima consultazione 30/05/2022). di paludi, 11. Paesaggio dei fondali marini, 12. https://www.plantij.nl/wp-content/uploads/2020/09/ Paesaggistica dei fondali marini, 14. Costruzione di Plan-Tij-BINNENWERK.pdf (ultima consultazione isole naturali, 16. Ripristino delle connessioni, 18. 30/05/2022). Ripristino dei gradienti di salinità, 19. Creazione https://www.rijnhaven-park.com/ (ultima di bacini di sedimentazione, 21. Maturazione e consultazione 30/05/2022). consolidamento dell’argilla. h t t p s : / / w w w. e c o s h a p e . o r g / a p p / u p l o a d s / 6. Attualmente dottoranda in visita Erasmus+ presso sites/2/2020/10/Enabler-Adaptive-management- l’Università della Tessaglia, Grecia. Werven-Park.pdf (ultima consultazione 30/05/2022). Bibliografia Carta M. (2013). L’Atlante dei Waterfront. Visioni, paradigmi, politiche e progetti per i waterfront siciliani e maltesi, Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Palermo, Palermo, pp. 35- 40. Cohen-Shacham E., Walters G., Janzen C., Maginnis S. (a cura di, 2016). Nature-based Solutions to address global societal challenges, IUCN, Gland, Switzerland. Hein C. (a cura di, 2011). Port Cities. Dynamic Landscapes and Global Networks, Routledge, London-New York. INFOLIO 39 | 149 Profanazioni (Michele Rinaldi) 3. TESI Opening image: Rua de Pelames, Bairro da Sé do Porto, 2019 (photo by the author). Understanding the EU Urban Agenda from the margins of Europe: the case of Porto Sezione III – Tesi João Igreja This research focuses on the EU regional policy and presents a critical analysis of its influence on the urban regeneration process in the Portuguese city of Porto. A particular attention was drawn to the city’s historic centre has been facing a diverse range of challenges and been the stage of different urban policies. Among the actions that have been implemented are two area-based interventions linked to the EU Cohesion Policy. The study allowed to put forward a series of considerations regarding the influence of EU initiatives in this southwestern European city and hopefully the insights resulting from it will not only help to understand local effects of EU instruments at the level of implementation. Keywords: EU urban agenda, Urban policy, Urban regeneration, Historic centre, Porto Interest and scope of the research attention has been given to this subject by the academic community and policy makers, that In the face of a constantly changing and adapting since the 1990s have been studying and debating Europe, while drafting the initial research project, it from various points of view 1. the following broad question was asked: what Almost thirty years have passed and this topic kind of challenges have European cities been remains relevant to urban scholars, thus our facing? The earlier stages of the work sought to research took a decisive step forward to focus address this issue and highlighted the complexity on European cities from the so-called “less- and heterogeneity within the European system. developed” regions. At the same time, the study of Indeed, Europe has witnessed (and is still regional disparities across the EU and the interplay witnessing) different transition periods with between urban and regional development 2 led consequences for its urban areas, underpinned us to take a look at the territorial distribution of by factors such as economic restructuring, these regions. The Portuguese North and Alentejo patterns of urbanisation, or demographic trends regions, as other regions from the margins of [Parkinson et al., 1992]. Further on, we expanded Europe – such as Campania or Sicily in Italy, our research focus to study the mechanisms, or Extremadura in Spain, and Epirus or Thessaly in ways, through which the EU seeks to manage and Greece – have never been able to change their tackle urban challenges. “lagging behind” status. Although urban policy is not a field where the Given what has been said, the main objective of EU has explicit competences, the EC has been this research was to give an overview of the EU building an “aconstitutional” involvement in urban urban agenda and understand how it unfolded policy matters [Tofarides, 2003], and after an in the context of a member state located at the initial exploratory phase, «its recommendations margins of Europe. By focusing on the influence and activities have become more and more of the urban dimension of the EU regional concrete» [Atkinson, 2015, 21]. Considerable policy in the urban regeneration processes in INFOLIO 39 | 153 Porto, it was possible to make a reflection on happens in different ways and is prompted by the Europeanisation of local urban policy which a myriad of factors, we decided to analyse the several authors 3 have stressed as a key process EU urban policy influence in the particularly in explaining some of the changes that have interesting domain of urban regeneration 5. occurred in Portugal. Since this Portuguese city As will be explained further ahead, urban related has been very active in the field of urban policy aspects of public policy have been in close contact and a platform for experimentation for many to great societal changes, that in turn, are linked EU instruments – for example Poverty II and III to major economic, cultural and environmental programmes, UPP, URBAN I and II, JESSICA changes. Consequently, urban regeneration or URBACT –, it turns up to be particularly emerged as key element of the new era of interesting when building an understanding of the urban policies, being a source of new models EU influence at the margins of Europe in terms of of governance, innovative forms of planning urban policy. At the same time, to face the decline and transformations within local development. of its historic centre, Porto has been carrying out As argued by Carpenter [2013, 138], «since a long process of urban regeneration that started the 1990s, the European Union has played an more than 50 years ago. increasingly important role in influencing member This case becomes even more relevant states’ urban policy and regeneration practice» considering that both national and EU resources and «it is likely that the EU approach to urban have been influencing local urban development regeneration will continue to gain dominance trajectories, including governance and planning within European cities in years to come» [Ivi, 146]. practices. Similarly to other European countries, Our research sought to build knowledge on Portugal has shown to be keen to the processes this topic by examining the urban regeneration of Europeanisation and there seems to be process in the historic neighbourhood Bairro an understanding that the EU has influenced da Sé do Porto, which is an unfinished, under domestic changes in various directions. Indeed, development process. in addition to financial opportunities that enabled In particular, three fields of analysis guided the development of projects that otherwise would the in-depth investigation of the case of Porto, have not been achieved, European funding acted corresponding to the following three research as a source of institutional change [Oliveira questions to which we provide answers towards et al., 2019; Oliveira et al., 2011, 2012], and the end of this document: stimulated the introduction and consolidation of • what is the potential influence of EU initiatives urban policies and spatial planning tools [Allegra in local governance, in terms of institutional et al., 2020; Cavaco et al., 2020; Magone, 2006; arrangements and mechanisms of public Medeiros, 2014a]. participation? In this context, the relevance of this process in • what is the potential influence of EU Porto has led, and is the result of, a continuous initiatives in planning innovation, in terms tension towards the opportunities made available of comprehensiveness of the programmes, by the EU. There are many studies that analyse the intervention methods and connection to other innovations associated with these experiences 4, resources? leading to different forms of policy transfer and • what is the potential influence of EU initiatives related to both innovation in planning instruments in urban regeneration, in terms of physical and approach to governance. However, an in-depth transformations and economic revitalisation? analysis of the sequence of policy instruments and institutional configurations that characterise Methodology and structure of the research the case of Porto is key to understand: • how that policy transfer process has happened In order to build and understanding between over time, the relationships that exist between EU and • what models of intervention have been used; local contexts, we focused on the city of Porto • if these experiences have given place to in Northern Portugal as it’s a representative events of urban development. example of a context that has significantly built Aiming at shedding light on this process, and on the urban dimension of EU regional policy to since the EU influence on national an local levels regenerate its historic centre. 154 | Giugno 2022 The analysis of such process, and the influence this study, as for instance the fact that interviews on urban regeneration initiatives in particular, is were not undertaken. complex given the interaction between different The manuscript is outlined in five chapters that socio-economic, cultural and political aspects reflect the different research stages and is in line that are specific to each context. For such with the adopted methodology. reason, when studying the possible influence of In the Introduction, first we explore the research continuous interventions, it is relevant to carry a motivation and objectives, and give a brief careful and detailed analysis of the local settings. contextualisation of the EU urban agenda and To capitalise on the city’s experience, the then, we focus on the selection of Porto as case research carried out a case study methodology study and the potentialities it offers for analysing strategy, involving a careful observation of the influence of the European Union in local selected events. As argued by Johansson [2012, contexts. 57], «in practice-oriented fields of research, such In Chapter 2 – The urban dimension in the EU as architecture and planning, the case study has regional policy –, we set out the framework a special importance», and while it focuses on through which the urban dimension of EU urban one particular case, «simultaneously takes the policy has been developed. Here a historical societal context into account and so encompasses review is made based in academic literature and many variables and qualities» [Ivi, 53]. official documentation that have been actively At the same time, the essentially qualitative seeking to hold a grip on the relationship between approach used in this research is directly the European Union and local contexts. By related to its purpose which is not to compile a taking a closer look on the EU urban initiatives comprehensive set of indicators to assess and between 1990 and 2006 it is possible to have an evaluate the efficiency or efficacy of area-based, overall idea of the practical influence of specific urban regeneration interventions. Rather, the EU programmes directed to cities. A particular aim is to shed light on the complex relationships attention is given to EU area-based programmes at work between EU, national and local levels, such as the Urban Pilot Project, URBAN I and emphasise the importance of economic, social, URBAN II due to their links with local urban cultural and physical local contexts, and hopefully regeneration processes. The chapter ends with help to anticipate how future challenges and urban a brief look into the concept of Europeanisation, policy responses might come about. In practical thus exploring how, and where, the influence terms, the methodology adopted in this research between the European Union and domestic level incorporated three stages. can occur. Firstly, a literature review that summarised the Chapter 3 – Urban transformation of Porto emergence of the urban agenda within the EU and the development of democratic Portugal – framework, traced its genealogy and development, introduces the case of Porto by contextualising and finally its implementation at the level of “less- in a first moment the broader national urban developed” geographies. Moreover, insights were policy framework. Therefore, we briefly describe gathered on the specific urban transformations the Portuguese spatial planning system and then in Porto through the vast body of research make a historical review of the main urban policy knowledge that is available. events that characterise the current national urban Secondly, the collection of data, including agenda. In a second moment we focus in the city official documents, public reports, newspaper and examine how local urban policies connect to articles, websites and direct field observations. the evolution of the national framework. While Occasionally, some statistical information was doing it we highlight some of the main urban collected to help addressing specific issues. transformations witnessed during the last 50 Thirdly, the case study characterisation and years or so and concludes by making the bridge analysis according to three dimensions that between the European and National policies and match the research questions – local governance, the territorial changes. planning innovation and urban regeneration. Chapter 4 – Case study: urban regeneration of Overall, we find the qualitative analysis based Bairro da Sé – considers the example of a specific on a case study an adequate option to approach area of the Porto historic centre. We initially the influence of the EU on local development. contextualise the neighbourhood within the urban However, we also recognise some limitations of development patterns of Porto by making a short INFOLIO 39 | 155 description and diagnosis of the situation. Then process coincides with the increasing demand we analyse two area-based interventions that for an EU urban agenda emerging, in particular, have notably contributed to the processes of through diverse documents (1990-1999). In turn, urban change – the 1990 Urban Pilot Project and the second phase (2000-2006) is linked with the 2006 Urban Rehabilitation Programme. informal meetings between ministers responsible The analysis allows to draw a more accurate for urban issues and spatial planning. This was interpretation of urban policy effects, as related to the EU lack of formal competences perceived on the ground. This represents the in such field, which resulted in a strong original contribution emerging from the research, intergovernmental participative process. During where an in-depth investigation of the areas the third stage of the European urban policy elucidates the urban changes experienced in the development – The “mainstreaming” of the urban southern Europe cities. It is done in the base of dimension (2007-2013) –, the authors highlight a qualitative approach that sought to capitalise the growing links between the urban dimension on the literature available and field observations, and territorial cohesion. The integration of urban which allowed to understand how was the local actions within the Operational Programmes would urban policy response to tackle such demanding promote national and regional urban development context. strategies, the empowerment of local governance, The final chapter – Conclusion. How EU and urban networking. The last phase, 2014-2020, initiatives can influence local contexts? – takes is characterised by several changes at both EU into consideration the previous three chapters and national levels, and results from the attempt and draws on the EU influence in Porto. It is to formalise the EU-National urban agenda. structured in three sections, which translate the Finally, Fioretti et al. [2020] recently presented a three main research questions that the study more compact illustration for the evolution of the sought to answer. urban dimension of the EU policy [Fig. 1], giving particular emphasis to the year 2007 – coinciding The urban dimension in the EU regional policy with the sign of Leipzig Charter –, and the year 2016 – when the Urban Agenda was launched. In line with the EC programming cycles, van den The authors [2020, 9] described the key political Berg et al. [2007] suggested five stages to describe milestones and the operational building blocks the emergence of the urban dimension within the that led to the consolidation of a EU perspective EU Cohesion Policy. The first stage, 1975-1988, on the urban question, and defined the current EU involved the acknowledgment by the Community sustainable and integrated urban development of the territorial – and in particular regional approach: – differences across Europe. The 1989-1993 • an approach which promotes a strategic period, which coincided with the second stage, vision for the development of urban areas; was characterised by the emergence of the urban • an approach which targets cities of all sizes agenda, and its consolidation during the following and promotes integration across scales, from 1994-1999 period or third stage. The start of the neighbourhoods to wider territories; new millennium matched the beginning of a fourth • a multi-level governance and multi-stakeholder stage (2000-2006), in which the contribution of approach, which coordinates different actors cities started to be recognised. The key role of according to their respective roles, skills and cities would be further enhanced during the fifth scales of intervention, ensuring that citizens stage, in particular through the mainstreaming of are actively engaged; the urban dimension (2007-2013). • an approach which is integrated across A similar reading of the events was put sectors, and pushes cities to work across forward by Medina and Fedeli [2015]. Taking policy-areas; into consideration the milestones events of • an approach based on the integration of sustainable, urban and territorial development, multiple sources of funding; the authors found strong links between the • an approach which promotes result-oriented European funding periods and the phases of logic and establishes frameworks for the EU urban policy process. Admitting that the monitoring and evaluation. “urban problem” was only recognised by the EU In summary, these different interpretations on the in the 1990s, their first phase of the urban policy path taken by the urban dimension of the Cohesion 156 | Giugno 2022 European Spatial EU Territorial EU Territorial Development Perspective Agenda Agenda 2020 Urban Acquis Roterdam Pact of Amsterdam Towards EU Lille Bristol Marseille Toledo The Urban Agenda Urban Agenda Program Accord Declaration Declaration for the EU Political Leipzig Cities of Charter Tomorrow 1994 1999 2000 2004 2005 2007 2008 2010 2011 2016 URBAN Pilot Projects URBAN II (2000-2006) Operational (1990-93; 1997-99) Art 8, IUD (2007-2013) Art 7, SUD (2014-2020) URBAN I (1994-1999) Mainstreaming DG Regio became “Directorate-Genneral for Regional and Urban Policy” Fig. 1. The evolution of the urban dimension of the EU policy, Fioretti et al. [2020]. Policy give a general idea of the wide range of centralised and lacked consensual strategic contents of the EU urban policy, and display the orientations for territorial development. different levels of importance which might be With the Cohesion Policy and its renewed given to the events that steer its development. Structural Funds scheme, Portugal would not only That being said, we found pertinent to carry out be able to carry out significant physical upgrades our own diachronic analysis of this process, which in infrastructures, but also to «reinforce the role allowed the selection of specific subjects that of the territory as a factor of coordination of the suited the needs and purposes of this research. diverse sector policies [...] develop new ways At a later stage, the insights resulting from this of trans-national cooperation [and] participate analysis helped shed light on the implications for in new decision and governance processes in the national and local urban policy contexts, in matters regarding the regional management of its particular, the Portuguese. territory» [Ferrão, 2010, 78]. In particular, during the period 1994-1999, a EU urban policies and the Portuguese context considerable impact to national policy-making took place through the implementation of the In Portugal, the 1970s marked a profound URBAN I Community Initiative. In this instance, transformation in the country’s socio-economic, Medeiros and van der Zwet [2019] have argued geographic and political context, with the that its influence cannot be limited to tangible transition from an authoritarian regime and the impact on the urban regeneration of cities, while end of the Colonial War in 1974. The absence of it must also be evaluated in terms of improvement democracy was characterised by a centralised of local capacities and the activation of learning political framework where, among other aspects, processes. local authorities were deprived from autonomy Later, the URBAN II initiative and the URBACT and human resources to operate. This influenced network were equally relevant to support the not only local development trajectories, but also development of the EU and national urban policy. the urban and spatial planning systems 6. As regards the latter, and its particular influence After the addition of Portugal to the European on the Portuguese context, Cavaco et al. [2020, Union in 1986, and with the preparation of the 53] noted that it boosted the exchange with other Single European Act of 1988, a set of pragmatic EU urban policy actors, and «provided political policies and reforms were developed to restructure stimulus for the development of national urban the Community and boost its impact in national policies» [Ivi]. public policies. It is around the same time when The importance of integrated urban development significant changes began to take place nationally at the EU level would take a major step in the in both spatial and urban policy systems, which 2007-2013 period, as it was integrated into the had until that time remained largely undeveloped, national and regional operational programmes INFOLIO 39 | 157 supported by the structural funds. Meanwhile, the been combined with multi-level drivers of change, Portuguese government introduced a new policy such as EU financial opportunities or nationally- framework for Portuguese cities, named POLIS led urban policy initiatives. XXI. While some authors have touched upon the Some of the most urgent issues in the city have connections of POLIS XXI to previous initiatives, been felt in the historic centre that since 1996 has others have highlighted the indirect influence of been awarded as a UNESCO World Heritage Site. policy and planning practices developed in other Directly related to its declining process was the European countries, along with additional links to ageing population, deterioration in the built fabric, trends arising within other sectors of EU regional overcrowded housing and social isolation. These policy. have been worsened by the fragility of the local Further innovations were introduced into the economy, with high levels of unemployment, low national urban policy framework in 2009, as rates of economic participation and low incomes for example, the establishment of a new legal amongst residents. scheme for urban regeneration (decree-law DL Since the inclusion of Portugal in the EU, the North No.~307/2009 of 23 October) which established region has been among the “less-developed” with more accuracy the role and scope of urban territories, and as a consequence has been regeneration companies. Fast forwarding to the target of numerous interventions. While the EU latest 2014-2020 programming cycle, due to Cohesion Policy seeks in many ways to increase the economically adverse post-economic crisis convergence between European regions, it scenario, it was crucial for Portugal to make the does so by supporting local development, both best use of European funding. strategically and financially. In view of the above, In line with the EU, the Portugal 2020 framework Porto has been one of the experimental fields of introduced new approaches for territorial the European urban policy. sustainable development and, in its efforts to In the old centre of Porto lies the Sé area which create sub-regional development strategies, gives its name to the presence of the medieval gave additional responsibility to inter-municipal cathedral [Fig. 3]. The proximity to the river institutions. Specifically, the Integrated Urban Douro enabled important maritime connections Development Actions were designed to promote and possibly around the first century BC the urban regeneration and revitalisation in urban Romans occupied the area [A.M. Silva, 2010]. centres. The borough grew around two urban centres: Several authors recognise some similarities the higher ground area was ideal for defensive between these plans and the ones developed reasons and the riverside area allowed trading previously under the POLIS XXI. The practical activities and functioned as a communication hub. application of this framework is yet to be thoroughly and comprehensively analysed, but similarly to other southern European countries, the need to reconcile the Portuguese urban system with the innovative framework from the EU proved to be a demanding task. The urban regeneration of Bairro da Sé Located on the right bank of the river Douro, Porto is the core city of Portugal’s second largest metropolitan area around 1.3 million habitants – and the country’s second largest city. The city is the capital of the North region and plays an important role on its urban, social, cultural and economic dynamics. The complex nature and diversity of the challenges that Porto has been experiencing, is directly related to variegated policy-making decisions, governance changes Fig. 2. Inside of a substandard dwelling in th historic centre of Porto, late and planning adjustments. These aspects have 1960s (Porto, Arquivo Municipal do Porto). 158 | Giugno 2022 Fig. 3. Aerial view of Bairro da Sé, São Bento railway station and part of the riverside, modified from BingMaps, c. 2007. The main urban features of the area, as we see sector. In most cases they moved to abandoned it today, were the result of the city’s continuous houses that have been divided into much smaller expansion in the Middle Ages and of the multiple units for rent, in some cases as small as one demolitions during the 1940s – as part of the single room [Fig. 2]. This increase in the number strategy to expand the area public space around of underprivileged residents, associated with the cathedral –, and in the 1950s-as part of the unemployment, led to the creation of alternative new road connections between Dom Luís I bridge types of housing, namely overnight shelters also and city centre [Fig. 3]. known as casas da malta [Assunção, 2010]. By the end of the ninetieth century, wealthier As a result of overcrowding the Sé neighbourhood merchants and tradesmen – that had the means to began to fall into further disrepair. The need to afford the physical maintenance and vitality of the accommodate new people forced tenants to sublet area – started looking for more attractive housing their rooms and several illegal and substandard settings and began moving towards the periphery constructions were erected. The absence of of Porto. In contrast, new dwellers began to arrive building maintenance, proper infrastructures typically from rural areas, with few resources and urban organisation resulted in narrow, dark and searching for employment in the industrial streets, lacking basic health and safety conditions. INFOLIO 39 | 159 Fig. 4. Critical physical and social situation in Bairro da Sé do Porto in late 1980s. Drug abuse combined with unsafe physical state of conservation of the built environment [Câmara Municipal do Porto, 1998]. In general terms, in the 1940s and 1950s the deprived areas in the city, facing a wide range of historic centre of Porto was already one of the socio-economic problems, combined with severe most dilapidated, poor areas of the city and the physical decay [Fig. 4]. initial strategy to address the problem involved After being involved in the initial studies for the the demolition of the affected areas. However, application to UNESCO World Heritage Site, throughout the 1960s, an alternative approach from 1993 to 1998 the Cruarb was responsible began to be discussed, culminating with the Study for the implementation of the European Urban for the Urban Renewal of Barredo under the co- Pilot Project (UPP) in Morro da Sé. This project ordination of Fernando Távora. represented the first systematic attempt to Bairro da Sé followed a similar trend, and reverse the situation in the area, and deployed a towards late twentieth century the area saw long process of urban regeneration. Concurrently, Cruarb 7 joining forces with Fdzhp 8 to deal with but under under Fdzhp management, the area the urban regeneration process. In a primitive was targeted by an European programme to fight form of integrated area-based approach, this poverty: Poverty III programme. mirrored a local level network platform that In 2004, the creation of Porto’s urban regeneration tackled socio-economic and physical problems, company PortoVivo, marked a new effort to bring encouraged institutional cooperation, created about change at Porto’s city centre, including space for interaction, and contributed for building the Sé area. After presenting a non-executive knowledge. master plan for the urban and social renewal, Nevertheless, and despite all their efforts, the the company developed in 2006 the Sé Urban neighbourhood undertook a negative social Rehabilitation Programme (URP). This strategic transformation – associated with delinquency, document recognised persistent patterns of drug abuse and trafficking – which worsen the social and physical degradation, and the need to already fragile situation. By the early 1990s, integrate multiple actors to reverse the situation. Morro da Sé was probably one of the most Bellow we will now dive with greater detail into 160 | Giugno 2022 these two area-based initiatives that are a effects» [European Commission, 1998, 15], while example of continuity and allow to grasp a better «remaining sensitive to the area’s heritage and image of the EU influence on local contexts. local culture» [Ivi, 46]. In addition to this strategic feature, the programme The 1993 Urban Pilot Project: UPP relied in operational measures related to the co-ordination and implementation of the UPP The Porto UPP, launched in 1993, targeted (including the creation of the UPP office), the a small area within the historic Bairro da Sé exchange of experience, planning/urban research with approximately 3.25 ha, «in the hope that and monitoring and evaluation. concentrated investment would have a maximum The implementation and management of the impact and pave the way for further long-term project was under the responsibility of the Cruarb interventions» [European Commission, 1999, 25]. who established a multi-disciplinary team in order Different challenges and opportunities motivated to have a strong presence in the area – therefore its delimitation. On the one hand, the urban enhancing civic participation – and manage the fabric’s advance state of decay, the concentration different partnerships, execution and consultation of social issues and the poor commercial context, procedures. required immediate intervention [Fig. 4]. On the Among the actors involved in the different other hand, the cultural and patrimonial richness partnerships were local public institutions and of the area represented great potential. associations (social, cultural and retail), residents, The mission was to renovate public spaces, restore religious bodies and private organisations. built heritage, safeguard archaeological findings, The work in partnership was reported to have contribute to the network of social and touristic «facilitated the project implementation process» facilities as well as revitalise economic, cultural [European Commission, 1999], which resulted and social activities. A comprehensive programme from not only having a dedicated local project was developed to achieve such vision, and a set managing team, but also from the fact that of objectives were stated [Câmara Municipal do partnerships were oriented for a well defined and Porto, 1996; European Commission, 1999]: fixed objective. • preserve the area’s cultural assets and The Pilot Project ran for 5 years (1993-1998) and architectural heritage; its implementation period was 2 years longer than • renovate the neighbourhood’s urban initially envisaged due to a set of challenges and environment; difficulties. • provide housing to temporarily relocated It is reported that the nature of project, the complex residents during the rehabilitation works; administrative burden and the late payments • consolidation and development of tourism; by the European Commission were among the • expansion and revitalisation of commercial main reasons for the delays [Câmara Municipal activity; do Porto, 1998]. Moreover, the expected time- • implementation of a local partnership network line was argued to be inadequate for the tasks, with public and private actors. which resulted in the deadline extension. Under In the face of socially and physically degraded article 10 of the ERDF regulation, the European conditions, the project introduced an innovative Commission co-financed ECU 3,515,000 which integrated area-based approach in order to deploy accounted for 61.7% of the initial eligible budget the ideal development conditions for the future. (ECU 5.7 million). However, the final eligible costs Therefore, rather than a violent action, which increased by 8.9% and the actual final total cost could have had negative effects, the programme’s of the Project, including non-eligible expenses, strategy encouraged a slow, but progressive, was around ECU 9.8 million. The non-eligible process of regeneration metamorphosis. expenditures were related to temporary relocating The UPP strategic programme was built on inter- costs, the renovation of housing units and related and inter-dependent strategies which unexpected/additional works [Câmara Municipal sought to positively integrate the local community do Porto, 1998]. and create an attractive and accessible Despite the budget deviation, the EC reported neighbourhood [Câmara Municipal do Porto, 1996]. that the project succeeded in meeting its Moreover, the actions were «carefully selected to initial objectives and the Sé image «changed maximise physical impact and generate spin-off dramatically since the start of the Porto Urban INFOLIO 39 | 161 Pilot Project» [European Commission, 1999, 41]. The Sé URP strategy was developed from a initial It «proved to be very successful in combining diagnosis of the neighbourhood that identified the physical interventions to conserve and upgrade key strengths and main weaknesses of the areas. the historical fabric, with carefully targeted The idea was to plan a strong operation, able to measures to promote the economic potential of capitalise on the area’s centrality, its heritage the area and to improve the quality of life of its value and the existence of many vacant buildings local residents» [Ivi, 51]. that offered the possibility do be re-purposed. Finally, it was claimed the project was able to Moreover, the existing institutional tradition of the act «as a catalyst for further public and private neighbourhood was seen as an advantage. investment in the area» [Ivi, 5], thus improving the In contrast the strategy had do deal with image of the neighbourhood, building confidence threats associated with the run-down building among the residents and boosting relationships environment, a economic situation in decline, as between local stakeholders. well as, a set of issues that contributed for the The 2006 Urban Rehabilitation Programme: URP negative image of the neighbourhood. After the UPP intervention, Bairro da Sé began to Therefore, the strategy carefully selected fade into oblivion due to other emerging needs in objectives that could give a new image to the different parts of the city. As a consequence, the neighbourhood: initial long-term strategy gradually lost intensity • spatial integration between Morro da Sé and until 2004, when PortoVivo was created. the city centre; The company assumed the responsibility for the • rehabilitation of the housing stock; urban rehabilitation in historic and critical areas • enhancing citizenship standards; of the city and the context was quite challenging. • achieve social balance; The situation was described by Câmara Municipal • promote economic revitalisation. do Porto and PortoVivo [2010, 163] as follows: After defining the desired vision, the Programme laid down the strategic vectors to guide the urban [in Morro da Sé] there are buildings in an advanced state regeneration process of Bairro da Sé. These of decay, the architectural heritage is impoverished, the included aspects related to local governance, environment attracts drug users and breeds criminality, commerce is in a poor state, there is a loss of self- planning methodologies, physical improvements, esteem in resident families and this all creates a bad and economic revitalisation. image of the city. Despite the minimum three years time frame for the partnership to run (2008-2010), the URP As regards the housing stock, in 2006 there were Action Programme official conclusion was in 2015, 285 buildings, 41.4% of which were in bad state coinciding with the conclusion of the Regional of repair, and 883 dwellings, 41.0% of which were Operational Programme. vacant and around 235 were rented. Finally, in By 2015, ten of the twelve operations were the neighbourhood lived 367 families, 12.5% of concluded, but two of the most impactful actions which included a person with more than 64 years faced multiple issues and while were suspend due old, and the total population was 812 [PortoVivo, to poor performance. 2006]. This resulted from the private partners failing to Following the new vision for Porto’s city present alternative financing, forcing PortoVivo centre, PortoVivo developed a strategic Urban and the Municipality to search for new investors. Rehabilitation Programme for the Sé area. This These operations become part of the priorities for document considered a target area of around the upcoming years. 6 ha which was divided into 11 Unidades de At the same time, both managing structures within Intervenção. Two of them corresponded to areas the urban area management scheme unit kept previously targeted by the UPP during the 1990s running at least until 2015, providing an important and didn’t ask for greater action. continuity to the longer-term strategy. In fact, the In a later stage, and in accordance with the legal broader Sé Urban Rehabilitation Programme kept framework regulating the urban rehabilitation, each going until completing all actions, including the of these units was subject to the development of unfinished projects under the URP Permanent Documentos Estratégicos to get a better sense of Resettlement Programme, and as part of the the needs of the territory and develop individual, broader city centre strategy, the neighbourhood but integrated, strategies. kept witnessing scattered actions. 162 | Giugno 2022 Conclusion. How EU initiatives can influence issue of the neighbourhood. Looking at the local contexts? city of Porto, and in contrast to the country’s tendency, the building sector has shown a clear It can be argued that the case of Porto is, above commitment to reconstruction rather than new all, indicative of the diversity and tensions that construction. At the same time, the combination characterise urban policies. In this context, of a historic context, together with the critical governance practices and institutional design are physical conditions of the Sé area, translated in a central aspect for understanding the processes rehabilitation playing a lead role since the early of continuity and change in urban regeneration 1990s strategies have been deployed. practices. Some tensions can be related to scale, At the same time, non-material domains of urban both the scale that can define the problems and regeneration have been proclaimed to be key the scale on which the solutions are based. In strategic elements to restore the area – e.g., the Porto case area-based interventions have economic revitalisation, social issues or tourism. co-existed with more general interventions at Indeed, both area-based programmes stressed the scale of the city or at the metropolitan scale. these domains as major factors for the intervention Moreover, even within an area-based concept, success, but we argue that the impacts struggled urban regeneration practices in the city centre to meet the initial strategic vision. have taken different trajectories than those on the The Sé Urban Pilot Project was, above all, able more peripheral areas of the city. to deliver physical improvements which included The Cruarb’s initial experience underlies the the refurbishment of different buildings and the central role of the State in housing rehabilitation. renovation of different streets and squares within Subsequently, the role of public investment in the target area. Together these actions gradually public spaces and cultural facilities was seen as improved the image of Sé and provided better an essential trigger for urban change. PortoVivo living conditions to the local community. represents a more entrepreneurial model directed One of the most impacting examples was the to attract and facilitate private investment in creation of Duque da Ribeira square that resulted the central part of the city. This diversity can from the demolition of strongly degraded illegal be explained by the evolution of the local urban constructions. This action mirrors, to a certain context, but it is also clearly marked by processes extent, the wider urban regeneration challenge in of political change in the management of the city, Bairro da Sé, while the square witnessed multiple and reveals important tensions constantly present efforts being deployed to tackle the intricate and active in its urban regeneration project. situation, but the problems have been “stubborn” At the same time, it serves to reveal a number and difficult to eradicate. of continuities as the case of Bairro da Sé has It is undeniable that the physical context of the revealed. neighbourhood benefited from the operations Taking into proper consideration the difficulty to carried during the 1990s, however, we argue that ‘isolate’ the effect of EU policies, we can argue the scale of the problem, the restricted scope that European projects have triggered, in different of the intervention, and the limited extent of the modes, urban change. While the ongoing urban target area, compromised the project which was regeneration of Bairro da Sé do Porto has to not able to fulfil all the physical needs of Bairro answer multi-faceted problems, it can be asked da Sé. how the interventions analysed have contributed Inn fact, the building state of conservation reported to the local development. in 2006, before the start of the URP, illustrates that In order to understand the influence of the EU the decaying process was faster than the actions initiatives on the Sé urban regeneration process, to counteract it. Thus, when PortoVivo took the different aspects – e.g., physical environment, responsibility of managing the rehabilitation economic revitalisation – were taken into process in the Historic Centre, the situation was consideration based on the particular strategies still challenging. The Sé Urban Rehabilitation and fields of action of the Sé interventions, as well Programme stated as one of its objectives the as on the challenges experienced on the area. physical rehabilitation of the built environment – In what concerns the physical environment, we including renovating housing buildings that were focused on the transforming built environment in great need of intervention and tackling the which, as stressed above, has been a critical short-comes of public space. As such, the Action INFOLIO 39 | 163 Programme, in combination with the Permanent understanding the EU urban agenda. At the Resettlement Programme, contributed actively to same time, while between the European Union improve the area’s appearance. countries there are many contextual differences, In 2019 PortoVivo reported that a total of 52 an analysis including more examples would be dwellings and 15 commercial spaces were needed to get a better grasp of the actual reality. successfully rehabilitated. Although it turned to In this way we hope to being able to further be a slow process, the URP programme shows a strengthen and assist EU policy-making to good progress, and has contributed to repopulate promote a better future for our cities. and revitalise the neighbourhood. In general, the various public space improvements undertook under both UPP and URP have positively contributed to the urban regeneration process of Sé. However some other issues still need to be resolved and this idea seems to be in line with the perception of local residents of Sé. Interestingly, this idea of an unfinished urban regeneration process, or sense of faulty delivery by the urban regeneration actors didn’t go unnoticed and connected to such logic might have been two operations within the URP Action Programme that were not achieved. These could have helped solving multiple problems of run- down buildings, and by rehabilitating the built heritage and adapting it to new functions, could result in further attracting new residents and contribute to economic revitalisation. While the EU has contributed to Porto’s urban regeneration process at different levels, it is not easy to find a clear direct cause-effect relationship. The case study is an example of continuity in what concerns regeneration, and has shown that such process might be longer than initially expected and desired. At the same time, it was clear that European, national and local level strategies intersect which might boost or undermine the overall results. Finally, the research leaves open the question whether there was an inadequacy between the strategies and the rather particular context of Sé, or a mismatch between the declaration of intent and the actual implementation of the urban regeneration process. Reflecting upon the different events and interventions that have been taking place in Bairro da Sé do Porto since the 1990s, arise some similarities to other European cities. Many cases 9 have shown that urban initiatives resulting from the EU Cohesion Policy have been active contributors to urban change, Europeanisation of urban policies and innovation of planning João Igreja, Ph.D practices. Dipartimento di Architettura With the insights resulting from this study, we Università degli Studi di Palermo aspire to help the challenging enterprise of
[email protected]164 | Giugno 2022 Notes imaginaries and processes in EU funded projects in Thessaloniki”, Urban Research & Practice, vol. 1. See, among others, Antalovsky, Dangschat, 14, 4, 397-418. & Parkinson [2005], Cotella [2019], De Gregorio Atkinson R. (2015). “The Urban Dimension in Hurtado [2020], Fedeli, Carpenter, & Zimmermann Cohesion Policy: Past developments and future [2021], Grazi [2006], Hamedinger & Wolffhardt prospects”, European Structural and Investment [2010], McCann [2015], Medeiros [2019], Funds Journal, vol. 3, 1, 21-31. Parkinson [2006], Ramsden & Colini [2013]. Campos V., Ferrão J. (2015). “Ordenamento 2. See Vinci & Igreja [2018] and Vinci [2021]. do Território em Portugal: Uma Perspectiva 3. For example, Cavaco, Florentino, and Pagliuso Genealógica”, ICS Working Papers, 1. [2020] tackled the Europeanisation of urban Cardoso R., Breda-Vázquez I. 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Regeneration & Social Sustainability: Best 7. Cruarb is the acronym for Comissariado para a Practice from European Cities, Wiley-Blackwell, Renovação Urbana da Área de Ribeira-Barredo. Oxford. 8.Fdzhp is the acronym for Fundação para o Cotella G. (2019). “The Urban Dimension of EU Desenvolvimento da Zona Histórica do Porto. Cohesion Policy”, in Medeiros E. (ed.), Territorial 9. See, for instance, Palermo in Italy [Vinci, 2019], Cohesion. The Urban Dimension, Springer, Cham, Malaga in Spain [De Gregorio Hurtado, 2019], 133-151. Thessaloniki in Greece [Athanassiou, 2020], and Câmara Municipal do Porto (1996). Porto, Projecto Porto [Igreja, Conceição, 2021]. Piloto Urbano da Sé. Urban Pilot Project of Sé, CMP, Porto. References Câmara Municipal do Porto (1998). Relatório Final Projecto Piloto Urbano da Sé, Porto, CMP, Porto. Allegra M., Tulumello S., Colombo A., Ferrão J. De Gregorio Hurtado S. 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Interest and scope of the research 5.1 Influence of EU initiatives in local governance Contextualising the development of European 5.2 Influence of EU initiatives in planning cities innovation Studying the case of Porto and methodological 5.3 Influence of EU initiatives in urban issues regeneration Structure of the work 5.4 Concluding remarks 5.5 Research limitations and future developments THE URBAN DIMENSION IN THE EU REGIONAL POLICY REFERENCES 2.1 Regional policy without attention to cities 2.2 The emergence of the urban dimension in the ACRONYMS 1990s 2.3 Cities and urban policies in the 2000s APPENDICES 2.4 The new urban agenda for the EU A Contextualising Bairro da Sé do Porto 2.5 An overview of EU urbsan initiatives between B Early interventions in Bairro da Sé 1990 and 2006 B.1 Renovation of run-down areas between 1930 2.6 EU urban policies as a process of and 1970 Europeanisation B.2 1974: SAAL’s intervention-Operação Sé B.3 1985: Critical Area for Urban Renewal URBAN TRANSFORMATION OF PORTO AND THE DEVELOPMENT OF DEMOCRATIC PORTUGAL 3.1 The Portuguese spatial development system 3.1.1 Developing a spatial planning system 3.2.2 The effects of the European Economic Community 3.2 Urban policy in Portugal 3.2.1 From sectoral investments to area- based approaches 3.2.2 From sectoral investments to area- based approaches 3.2.3 From sectoral investments to area- based approaches 3.2.4 Instrumental alignment to EU sustainable urban development 3.3 Porto: local experiences of urban policy 3.3.1 Urban policies before the adhesion to the Community 3.3.2 Introducing the area-based approach 3.3.3 The rise of entrepreneurial models of intervention 3.3.4 Porto and the new urban agenda for the EU CASE STUDY: URBAN REGENERATION OF BAIRRO DA SÉ 4.1 Overview of the context 4.2 The 1993 Urban Pilot Project 4.3 The 2006 Urban Rehabilitation Programme 4.4 The post-2014 urban regeneration strategies INFOLIO 39 | 167 Senza titolo (Lucia Andreu) 4. RETI Immagine di apertura: Elaborazione della mappa proposta in locandina per l’evento. Si sono aggiunte alcune catture dello schermo effettuate durante l’attraversamento. Progetto Digital Twins: un sopralluogo analogico e digitale a Gratosoglio. Lo sguardo da Palermo Sezione IV – Reti Ferdinando Gangemi, Gloria Lisi The description of an ongoing project has the value of establishing some points of reflection useful to adjust the shot for the next phases of an experiment. In this paper, we are describing an ongoing project between Politecnico di Milano and Università degli Studi di Palermo. The feature on which this experimentation focuses is the analog/ digital survey, which tries to generate a “satellite” point of view, (a group of people physically in the analyzed area), and a “remote” one. The paper, firstly underlines the importance of surveys in urban planning, secondly displays the techniques, operators and equipment which are needed and it concludes with some considerations. Keywords: Digital Twins, Survey, Operator equipment, Urban planning, Gratosoglio L’uso di strumenti tecnologici e innovativi per diverse scuole dell’ateneo, le sperimentazioni l’analisi degli spazi urbani è stato oggetto, negli sono state connotate dal coinvolgimento di tutti ultimi vent’anni, di discussione costante grazie alla gli attori interessati per le rispettive competenze proposta continua di nuove tecniche emerse per (Presidi, Direttori di dipartimento, Coordinatori la progettazione e tutte le attività propedeutiche dei corsi di studio). Tra le iniziative, il programma ad esso, come la mappatura delle aree, la “Progetti Pilota – Azioni di didattica post Covid” fotogrammetria, la modellazione 3D e inoltre, ha previsto l’elaborazione di bandi che la Scuola recentemente, per processi di pianificazione di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle partecipata: questi strumenti sono quindi Costruzioni ha articolato attorno a tre diverse un’opportunità per testare nuove prospettive di fattispecie di progetti: Beyond Flipped Classrooms, sviluppo e di trasformazione sostenibile della città. Digital Twins Laboratories, Collaborative Classes. Il contributo intende raccontare la sperimentazione Selezionato tra le candidature relative ai Digital di un sopralluogo, in data 25 marzo 2022, svoltosi Twins Laboratories, il “Progetto Digital Twins: all’interno del progetto «Digital twins: Milano e Milano e Palermo. Un sopralluogo analogico Palermo – un sopralluogo analogico e digitale e digitale a Gratosoglio” è stato elaborato da a Gratosoglio». Il progetto è stato selezionato Francesco Curci e Paola Savoldi (DAStU, su base competitiva e finanziato dal Politecnico Politecnico di Milano), coordinatori del Laboratorio di Milano che, nel luglio 2021, ha presentato di Urbanistica del Corso di studi in Progettazione al MIUR un progetto di didattica innovativa dell’architettura. Nel primo anno della sua dedicato al rafforzamento delle competenze sperimentazione, il progetto è stato dedicato a acquisite dagli studenti e all’innovazione delle mettere a punto metodi e strumenti innovativi di metodologie didattiche (azione A.4), nell’ambito esplorazione dei contesti selezionati, attraverso della Programmazione triennale 2021-2023 del forme innovative e condivise di organizzazione dei MIUR (DM n.289/2021). Le azioni del piano che ne sopralluoghi e delle attività di progetto, con una è derivato, sono state promosse e presidiate dalle classe gemella, attiva presso l’Università degli INFOLIO 39 | 171 Studi di Palermo, coordinata da Annalisa Giampino digitale) per un sopralluogo fisico a Palermo. (Dipartimento di Architettura). Come si evince dal titolo, il carattere innovativo che presenta questa Gratosoglio, caratteristiche del quartiere e sperimentazione è il binomio analogico/digitale, potenzialità per il progetto di sopralluogo che cerca di generare due tipi di fruizione: una “satellite”, ovvero fisicamente sul campo, e una L’area di analisi selezionata per questo primo “remota”, quindi a distanza. L’obiettivo di questo momento è il quartiere Gratosoglio, posizionato testo è di illustrare le potenzialità, le criticità e di nella periferia meridionale di Milano, raggiungibile offrire una prima analisi della metodologia in fase senza rotture di carico dal centro città e con di sperimentazione, per comprendere – a partire un’ampia presenza di spazi verdi, particolarmente da un ambito accademico e didattico – quali interessante per la sua eterogeneità e la sua risvolti possano nascerne, per esempio, in scenari storia, essendo stato un villaggio fino alla seconda futuri di pianificazione partecipata. Lo sguardo che metà dell’Ottocento e solo in seguito annesso al viene qui raccontato è dal punto di vista di due comune di Milano. Nel 1963 fu interessato da un partecipanti “remoti”, che quindi hanno effettuato il PEEP (Piano per l’Edilizia Economica e Popolare), sopralluogo a distanza. per essere successivamente ampliato con il Piano I focus dell’articolo sono: da un lato, una Casa del 1980. Oggi si manifesta come un quartiere riflessione sull’importanza del sopralluogo per la dalle narrazioni mediatiche compromesse, un disciplina urbanistica e, quindi, sulla necessità brano di quasi-città che si interfaccia con una di sperimentare nuove forme di attraversamento quasi-campagna (il Parco Agricolo Sud) che digitale, anche alla luce delle recenti restrizioni probabilmente si potrebbe inserire tra gli episodi nella fruizione spaziale; dall’altro lato, più tecnico, degni di nota, sia per le sue dimensioni, sia perché l’effettivo funzionamento del collegamento a questo quartiere rappresenta perfettamente distanza, la strumentazione necessaria ad attuarlo un’epoca di grandi trasformazioni sociali e di e un breve excursus del percorso affrontato. utopie urbanistiche [Coppola, 2010] [Fig. 1]. Si Il testo si conclude con l’avanzamento di alcune sottolinea, infine, in questa prima parte, che considerazioni sull’attività proposta, i punti di il quartiere è caratterizzato da comunità locali forza, i rischi e le criticità, utili per fissare alcuni pronte ad agire attivamente per la valorizzazione punti di valutazione della sperimentazione in atto, degli spazi urbani, intervenendo quotidianamente in vista della futura inversione dei ruoli (analogico/ per la sua manutenzione e attivazione. Queste Fig. 1. Ortofoto del quartiere Gratosoglio: si osservi l’importante presenza di vegetazione e il contesto territoriale in cui il quartiere si inserice (immagine catturata da Google Earth). 172 | Giugno 2022 ragioni rendono Gratosoglio una realtà proficua pratiche e le reti sociali presenti. Il sopralluogo per la sperimentazione multi-metodo in oggetto, itinerante attraverso la città non è, per queste che tiene insieme il sopralluogo fisico e l’uso di ragioni, una mera passeggiata. Secchi [2010, tecnologie per il collegamento a distanza, rendendo 141], nel suo testo «Prima lezione di urbanistica», così possibile, attraverso la strutturazione di un mette così in chiaro la complessità di questo percorso definito in precedenza, un confronto strumento operativo: costruttivo tra studentesse e studenti di due diverse realtà universitarie con gli attori locali, al Camminare nelle città è operazione semplice, vedere e rilevarne i caratteri continuamente cangianti è operazione fine di coinvolgerli nella lettura e comprensione più complessa, fare resoconti precisi e attendibili, che delle maglie urbane attraversate. implichino il minimo di fraintendimento di ciò che si è rilevato, è operazione di grandissima difficoltà. Rilevare è Un sopralluogo per la comprensione delle relazioni educare lo sguardo, (…) è osservare in dettaglio i luoghi entro i quali le pratiche sociali si svolgono (…). spaziali Nonostante questa importanza per la fase Il sopralluogo, come esperienza diretta, è stato conoscitiva e meta progettuale, negli ultimi sin dagli esordi della disciplina urbanistica un decenni non è stata posta molta importanza momento e uno strumento operativo – anche all’approfondimento di questo strumento se a tratti messo da parte – per l’analisi e per [Pissourios, 2019], mentre avanzava la comprensione dei territori in vista della loro parallelamente la manifestazione da parte di conseguente pianificazione [Secchi, 2010]. alcune studiose e studiosi dell’esigenza di Necessario non solamente per visualizzare attraversare e abitare i luoghi [Careri, 2006]; lo stato materiale dei luoghi, il sopralluogo, [Talu, 2017]. ponendosi tra l’analisi e l’imprevisto, permette Ad enfatizzare oggi la necessità del sopralluogo di cogliere le più sottili trame ecologiche, sociali quando si parla di pianificazione, sono stati anche ed economiche che costruiscono un territorio gli ultimi due anni di pandemia da Coronavirus [Lazzarini et al. 2020]. Se si aggiunge a questo che hanno reso impossibile la fruizione fisica degli la potenzialità del camminare lungo un percorso spazi e hanno limitato l’acquisizione di informazioni strutturato in modo da incontrare e intervistare rispetto a un determinato luogo, riducendole alle attori locali scelti secondo la chiave di lettura sole disponibili da remoto (ovvero lo studio sui d’interesse, si genera uno strumento complesso libri, sul web e sulle campiture delle carte dei e ricco, capace di generare output più completi piani urbanistici) perdendo così la connessione rispetto alla sola lettura attraverso le carte e i piani materiale/immateriale che dà corpo ai territori [O’Neill & Roberts, 2020]. Questi ultimi sono infatti studiati. In questa contingenza, nel tentativo utili e indispensabili per una visione complessiva di recuperare questa connessione attraverso e progettante, come sottolinea Corboz [1985, “passeggiate digitali” fornite da una camera 25], ma mancano della «visuale defilata» che mobile montata su un auto (lo strumento Google arricchisce attraverso specificità la necessaria Street View risulta un utile ausilio per l’ispezione semplificazione che avviene nella sintesi sulle dei luoghi), si verificavano situazioni perturbanti riproduzioni planimetriche: nel poter visualizzare sullo schermo una via, una piazza, un sentiero e così via, senza potervi Ecco che la mappa si rivela lo strumento demiurgico: accedere (come potrebbe facilmente accadere essa restituisce lo sguardo verticale degli dei e la loro ubiquità. Il paesaggio, in compenso, si offre all’occhio nel quartiere Gratosoglio, dove il piano delle degli uomini, che non possono essere che in un luogo automobili è a volte separato dal piano pedonale) alla volta, si lascia vedere in orizzontale ed essi non [Fig. 2]. Questo strumento, infatti, non permette di hanno sul mondo che una visuale defilata. soffermarsi sulle peculiarità del contesto urbano che la cattura (operata da Google Street View) La costruzione metodologica del sopralluogo in prende in maniera indistinta e priva di qualsivoglia cammino, come quello effettuato a Gratosoglio, parametro analitico, rivelando un senso di totale è di centrale importanza per la comprensione di sconnessione tra il luogo e chi lo abita e percorre. un quartiere in cui le narrazioni (in particolare di La sperimentazione che sta avvenendo con il cronaca) sono stigmatizzanti e oscurano, come Progetto «Digital Twins» tenta di rispondere a avviene spesso in situazioni di marginalità, le questa carenza di relazione e di empatia con il INFOLIO 39 | 173 Fig. 2. Immagine catturata da Google Street View, che mostra l’inaccessibilità della “Piastra”, ultimo luogo di incontro del percorso presso le Torri “bianche” di via Saponaro 36/38 dei BBPR 1963-71, veri e propri landmark nel quartiere. luogo e con chi lo abita organizzando, attraverso del Politecnico di Milano, Francesco Curci e Paola dispositivi digitali esplicati in seguito nel testo, una Savoldi, l’intera classe ha partecipato al progetto, connessione diretta e quanto più interattiva tra chi mentre il gruppo di ricerca palermitano interno è in loco e chi non può esperire il sopralluogo in al Dipartimento di Architettura era composto presenza. Nonostante non sia possibile avere la da due docenti, Annalisa Giampino e Stefania stessa sensazione del proprio corpo nello spazio Crobe, due dottorandi e gli studenti e studentesse (capace di intuizioni a più sensi, non ultimi quello del Laboratorio di Pianificazione del paesaggio della convivialità o della paura) e poiché, come urbano, afferente al corso di studi in Architettura afferma Gaeta, «l’organizzazione spaziale acquista del paesaggio. rilievo con riferimento a specifiche “relazioni” L’innovazione sostanziale e non indifferente che spaziali: sono le relazioni che contano» [2018, lo strumento introduce è quella della condivisione 95], questa sperimentazione di connessione tra in tempo reale tra due gruppi a distanza. Un’aula un sopralluogo fisico e quello digitale non è utile virtuale (sulla piattaforma digitale Webex) è stata solamente in momenti fuori dall’ordinario come avviata presso via Boifava 17, luogo di ritrovo da quelli di restrizione della mobilità contingenti. cui è iniziato l’esplorazione e in cui studentesse, Infatti, diviene una importante opportunità anche studenti e docenti hanno incontrato i cinque qualora si volesse affrontare un sopralluogo in operatori (due tecnici e tre docenti del Politecnico) un’area di difficile accessibilità, non rinunciando incaricati per lo svolgimento del sopralluogo. La alla possibilità di lavorare in ambito accademico strumentazione del primo operatore, un tecnico in aree remote, ma potendo così approfondirle specializzato in videomaking, prevedeva l’impiego attraverso un “gruppo satellite” che permette di di una videocamera con ricevitore microfono interagire più profondamente con il luogo e i suoi integrato; altri due operatori, docenti universitari, abitanti. si sono occupati di input/output che avrebbero connesso il gruppo a distanza di Palermo, Le tecniche utilizzate: potenzialità e criticità attraverso un microfono wireless, un monitor tablet sul quale comparivano i volti del gruppo a distanza, In questo scambio, la componente tecnica e uno speaker bluetooth e uno smartphone. Grazie organizzativa diventa di cruciale importanza: a questa strumentazione i docenti sono stati avvantaggiarsi delle potenzialità di strumenti così in grado di coordinare e gestire l’intervento e le all’avanguardia richiede un’intersezione tra ruoli interazioni. Un quarto operatore, anch’egli docente che il testo affronta qui di seguito. In occasione universitario, ha fornito un ulteriore punto di vista del Laboratorio di Urbanistica tenuto dai docenti del luogo attraverso l’impiego di uno smartphone 174 | Giugno 2022 stabilizzato. Infine, l’ultimo operatore si è occupato della connessione di rete, affinché lo strumento di di pilotare un drone, il quale ha fornito come analisi a distanza possa essere utilizzato nel pieno ulteriore strumento di analisi le vedute della città delle sue potenzialità è di cruciale importanza dall’alto, rese disponibili solo successivamente. che non vi siano interferenze dovute alla scarsa A questo proposito, è utile e necessario soffermarsi banda ed è essenziale che il gruppo in remoto sulla straordinaria mole di informazioni multi- abbia un quadro nitido delle immagini trasmesse, direzionali che un intervento di questo tipo può dell’audio in entrata e che il tutto proceda di pari fornire in confronto ai classici strumenti di analisi. passo e in modo fluido con il sopralluogo effettuato Partendo da via Boifava, passando per il Parco fisicamente in loco in modo fluido. dell’Anello, proseguendo fino a via Ferraboli e Un ulteriore aspetto da tenere in considerazione concludendo il percorso in uno spazio denominato è quello del reperimento di strumentazione la “Piastra” situato tra le Torri Bianche dell’Aler, all’avanguardia e di tecnici preparati al loro l’intero asse urbano è stato rivelato e le sue utilizzo: il drone risulta essere uno strumento componenti messe in luce poiché ispezionate da molto utile, in quanto fornisce un feedback inedito molti dei punti di vista possibili: videocamera, in fase di sopralluogo, ma a patto che il suo raggio smartphones e drone (in una fase successiva di di azione sia sufficientemente adeguato al fine montaggio) fornivano supporto al punto di vista dell’esperimento. umano in loco, restituendo una panoramica a 360 Per questo tipo di strumenti occorrono operatori gradi delle informazioni su una console in remoto la cui preparazione sia certificata attraverso al gruppo di Palermo [Fig. 3]. Inoltre, attraverso l’attestazione di un patentino 2 a seguito di un l’utilizzo di microfoni wireless e tablet, i gruppi corso specializzante. Infine, in relazione alle hanno potuto interagire durante tutto il corso della criticità dell’utilizzo del drone vi è un ultimo visita. Nella fattispecie, il gruppo di Palermo ha centrale problema legato alla sovente impossibilità partecipato attivamente al sopralluogo attraverso di effettuare riprese nelle zone residenziali in virtù interventi, domande e osservazioni in simulcast 1. delle norme sulla privacy degli abitanti. Proseguendo, altre due questioni da non Alcune prime considerazioni sottovalutare (ma facilmente risolvibili) sono legate alla comunicazione della posizione in tempo reale Le criticità e i problemi dell’operazione si rilevano del gruppo in loco e alla quantità di strumenti sostanzialmente sull’aspetto tecnico più che che lo stesso gruppo si è trovato a coordinare organizzativo. Primo tra tutti, banalmente, quello fisicamente: la prima problematica si affronta Fig. 3. Una cattura dello schermo che mostra i diversi punti di vista offerti nella piattaforma al gruppo a distanza. Si sottolinea come l’interfaccia fosse modificabile a seconda della situazione e dell’esigenza contingente. Le immagini sono relative al Parco dell’Anello. INFOLIO 39 | 175 attraverso l’impiego di tecnologie che consentono fine di verificare l’efficacia dello strumento mentre il tracciamento della posizione in tempo reale; si favorisce uno scambio più attivo tra i due gruppi per quanto riguarda l’esubero di strumentazione analogico/digitale. Gli scenari futuri che questa utilizzata, i problemi sono incentrati sul reperimento metodologia può introdurre sembrano essere del numero elevato di apparecchiature, cosa che applicabili in vari ambiti della pianificazione, da potrebbe risultare ulteriormente scomoda se il un’accezione maggiormente accademica fino a lavoro si dividesse in gruppi di studio più piccoli contesti più professionali, poiché la potenzialità e composti da personale non specializzato. deriva dalla sua versatilità e capacità di adattarsi, Pertanto si suggerisce di proporre una versione in base alle strumentazioni e figure disponibili, ai dell’esperimento con strumentazioni più versatili, vari contesti applicativi. che accorpino al loro interno più funzioni possibili, nonché d’uso comune, così da poter dare alle studentesse e agli studenti maggiore autonomia e pertanto rendere questa metodologia più fruibile e replicabile. Un’ultima considerazione a livello didattico riguarda la difficoltà di interazione tra gli allievi del gruppo satellite e quelli in remoto: i primi si sono maggiormente concentrati sulla visita del sito e dei suoi dintorni, mentre i secondi cercavano di familiarizzare con le possibilità di interfaccia che la piattaforma offriva. Per questi motivi, lo scambio di informazioni e il confronto tra i due gruppi è relativamente passato in secondo piano, diventando un tema centrale per la sperimentazione che avverrà a partire da Palermo come classe satellite. Conclusioni In conclusione a questa prima esperienza, si sottolinea la potenzialità di poter lavorare su un territorio non direttamente accessibile senza privarsi della possibilità del “sopralluogo”. In questo senso, l’assenza di prossimità fisica diventa un’occasione per la costruzione di un percorso condiviso tra due dipartimenti che lavorano a distanza permettendo a chi partecipa al laboratorio di confrontarsi con background accademici differenti e contesti di pianificazione altri rispetto a quelli conosciuti. Si suggerisce, inoltre, l’utilità di momenti ex ante ed ex post tra i due gruppi, in modo tale da familiarizzare con la metodologia, gli approcci e con il contesto d’intervento. Da un punto di vista più tecnico, in vista Ferdinando Gangemi, Ph.D Student dell’esplorazione inversa tra i due gruppi Dipartimento di Architettura partecipanti (Milano/Palermo), si deduce che il Università degli Studi di Palermo sopralluogo a distanza apre ad un ampio spettro di
[email protected]applicazioni e possibilità particolarmente rilevanti in una fase di analisi preliminare, conoscitiva e meta Gloria Lisi, Ph.D Student progettuale. Si potrebbe sperimentare la resa e la Dipartimento di Architettura fluidità con l’organizzazione di gruppi più piccoli, Università degli Studi di Palermo piuttosto che con una intera classe universitaria, al
[email protected]176 | Giugno 2022 Note Lazzarini L., Marchionni S. (a cura di, 2020). Spazi e corpi in movimento. Fare urbanistica in cammino, 1. Questo termine deriva da una crasi SdT Edizioni. dell’espressione simultaneous broadcast O’Neill M., & Roberts B. (2020). Walking Methods. (trasmissione simultanea) ed esprime la modalità Research on the Move, Routledge, Londra. di distribuzione di contenuti tramite più mezzi Pissourios I. A. (2019). “Survey methodologies di comunicazione o servizi allo stesso tempo; of urban land uses: An oddment of the past, or a il significato del termine evidenzia l’importante gap in contemporary planning theory?”, Land Use velocizzazione nella trasmissione e acquisizione Policy, 83, 403-411. delle informazioni e il decisivo apporto che può Secchi B. (2010). Prima lezione di urbanistica, fornire in fase analitica. Editori Laterza, Bari. 2. Il termine “patentino” è un modo per identificare Talu V. (2017). “Camminabilità, Giocabilità, Diritto l’attestato ENAC per pilota di Droni. Tutti i patentini alla città”, in Carta M., La Greca P., Cambiamenti per essere validi devono essere rilasciati da dell’urbanistica: Responsabilità e strumenti al ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) che è servizio del paese, Donzelli Editore, Roma. l’ente nazionale che cura e vigila sulle regole del volo in Italia, e si ottengono dopo aver seguito un “corso piloti drone” certificato. Tale corso viene sviluppato coerentemente con quanto previsto sia dal “Regolamento di Esecuzione (UE) 2019/947 della Commissione del 24 maggio 2019 relativo a norme e procedure per l’esercizio di aeromobili senza equipaggio”, sia dalla normativa nazionale “Regolamento ENAC UAS-IT”. Per la conduzione di un drone di massa operativa al decollo minore di 25 kg, in condizioni VLOS (Visual Line of Sight), è necessario il possesso della “Prova di completamento della formazione online” di Pilota di UAS, che viene rilasciato a seguito del superamento di un esame ed ha una validità di 5 anni. Il possesso della “Prova di completamento della formazione online” di Pilota di UAS non è richiesto per la conduzione di droni di massa operativa al decollo minore di 250 gr. utilizzati per scopi ricreativi. Bibliografia Bricocoli M., Savoldi P. (a cura di, 2010). Milano Downtown Azione Pubblica e Luoghi dell’Abitare, Et al. Edizioni, Milano. Careri F. (2006). Walkscapes: Camminare come pratica estetica, Einaudi, Torino. Corboz A. (1985). “Il territorio come palinsesto”, Casabella, 516, pp. 22-27. Coppola A. (2010). “Gratosoglio. Esercizi di trasformazione sulla città pubblica”, in Bricocoli M., Savoldi P. (a cura di). Milano Downtown Azione Pubblica e Luoghi dell’Abitare, Et al. Edizioni, Milano. Gaeta L., Janin Rivolin U., Mazza L. (a cura di, 2018). Governo del territorio e pianificazione spaziale, Città Studi Edizioni, Torino. INFOLIO 39 | 177 Immagine di apertura: logo del progetto “Lezioni di Piano” Lezioni di Piano. Il racconto di un’esperienza con le scuole di Palermo Sezione IV – Reti Salvatore Siringo The new Sicilian regional law on territorial government introduces a number of novelties in the urban planning debate of recent years. It places ‘participation’ among the fundamental principles underlying Sicily’s spatial planning activities. The Department of Architecture of the University of Palermo has gained an extensive experience in the field of participatory practices, and to maintain this inclination it decided to create a memorandum of understanding with the City of Palermo. The first project activity that the protocol has produced is the “Lessons in Planning” project, which aims to promote the culture of urban planning with students of first and second grade secondary schools of Palermo, through the development of participatory practices. Keywords: Participatory approach, Students, Urban planning, Palermo Introduzione Protocollo d’intesa tra l’Assessorato all’urbanistica del Comune di Palermo e il Dipartimento di La nuova legge regionale siciliana sul governo del architettura dell’università degli studi di Palermo territorio (13 agosto 2020, n. 19 recante norme «al fine di promuovere lo sviluppo di attività di sul governo del territorio 1, e succ. mod. e integr.) rete e comunicazione, mirato al coinvolgimento introduce una serie di novità che fanno tesoro del della cittadinanza, con particolare riferimento alla dibattito urbanistico nazionale di questi ultimi anni. trasmissione di conoscenze e competenze di base La nuova legge regionale colloca la “partecipazione” su cosa è e come funziona un Piano regolatore tra i principi fondamentali da porre alla base delle generale», [Prot. 2808-17/11/2021]. attività di pianificazione del territorio siciliano. I La prima attività progettuale che il Protocollo processi di partecipazione risultano con evidenza ha prodotto è il progetto “Lezioni di Piano”, che regolamentati ed in particolare l’art.26 della legge intende promuovere la cultura della pianificazione prescrive che «il processo di partecipazione urbanistica presso gli alunni degli Istituti scolastici debba essere avviato ancor prima della fase di di Palermo, attraverso lo sviluppo di pratiche progettazione del piano, ponendo in evidenza la partecipative. “Lezioni di Piano” si è sviluppato su rilevanza che il legislatore ha voluto assegnare a due livelli di interazione differenti che hanno visto tale pratica» [Trombino, 2022]. confrontarsi interlocutori diversi. Nel corso degli anni, il Dipartimento di architettura Il primo livello, coordinato dal prof. Marco dell’Università degli studi di Palermo ha maturato Picone (DARCH, Unipa), ha interessato le ampia esperienza sui temi delle pratiche scuole secondarie di primo grado 2; mentre il partecipative [Lo Piccolo et al., 2008; Lo Piccolo, secondo livello, coordinato dal prof. Vincenzo 2009; Picone et al., 2019], molte delle quali hanno Todaro (DARCH, Unipa), ha interessato le scuole avuto come testimoni privilegiati gli studenti delle secondarie di secondo grado 3 della città. scuole [Lo Piccolo, 2008; Picone et al., 2020]. In riferimento al secondo livello di attività, al Nel solco di tali esperienze è stato stipulato un progetto hanno partecipato otto istituti scolastici INFOLIO 39 | 179 con l’obiettivo di coinvolgere gli studenti di tutte Avvio del Progetto (07/04/2022, presso il Liceo le otto circoscrizioni. Il fine era consentire agli Vittorio Emanuele II) studenti di sperimentare in prima persona i contenuti e le modalità di costruzione dell’insieme Durante il primo laboratorio gli studenti, organizzati delle regole che governano la città, attraverso il in gruppi di lavoro, hanno manifestato le proprie idee confronto con le principali fasi di formazione di uno sul futuro delle città a partire dalle esigenze/problemi strumento urbanistico. dei loro quartieri/circoscrizioni con il supporto di In relazione agli interlocutori coinvolti nel progetto, cartografie e strumenti di rappresentazione grafica, il lavoro svolto ha assunto contestualmente il per poi procedere ad una restituzione collegiale in valore di attività di orientamento in uscita per occasione della quale i rappresentanti dei gruppi gli studenti della scuola, indirizzata in ambito di lavoro ne hanno riassunto gli esiti principali. universitario verso i corsi di studio in Urbanistica e Sulla base del suddetto documento di sintesi è Pianificazione territoriale. stata simulata l’elaborazione dell’Atto di Indirizzo In relazione alle attività svolte, è stato da parte della Giunta comunale interpretata dagli strumentalmente utilizzato l’iter di elaborazione di studenti tramite la tecnica del focus group. A partire un Piano urbanistico generale (PUG) 4, così come dell’Atto di Indirizzo sono stati successivamente previsto dalla nuova legge sul governo del territorio, avviati i lavori del Forum Civico, al quale hanno nelle sue principali fasi, seppur semplificate in partecipato diversi portatori di interesse, sempre relazione alla sperimentazione didattica. interpretati dagli studenti, attraverso la tecnica del Attraverso questo gioco, ovvero la simulazione role playing. delle attività reali e la guida/supporto dei docenti (tanto afferenti all’Università, quanto all’istituzione Redazione del Documento Preliminare di PUG scolastica), gli studenti hanno vissuto in prima (12/04/2022 presso l’I.S. Einaudi Pareto) persona i momenti salienti del processo di piano, mediante l’utilizzo di specifiche tecniche L’elaborazione dell’Atto di Indirizzo ha costituito di partecipazione e di interazione come il la base di lavoro per la redazione del Documento brainstorming [Bezzi et al., 2006], il focus group Preliminare di PUG. In questa fase gli studenti [Barbour, 2018] e il role playing [Castagna, 2001], assumendo di volta in volta ruoli differenti in relazione alle specifiche esigenze che il contesto richiedeva. Il lavoro è stato articolato in 6 incontri. In particolare, una Plenaria di apertura, tenutasi presso Il Cinema De Seta (ai cantieri culturali alla Zisa) il 06/04/2022, in occasione della quale è stato presentato ed avviato il Progetto; e una Plenaria di Chiusura, tenutasi a San Mattia ai Crociferi, il 31/05/2022, in occasione della quale ne sono stati restituiti gli esiti. Tra le due plenarie si sono svolti i quattro laboratori tematici che hanno coinvolto due scuole per volta, presso le rispettive sedi, durante i quali gli studenti hanno potuto lavorare e confrontarsi con quelli delle altre scuole, maturando capacità relazionali e di lavoro di squadra. Il lavoro laboratoriale è stato articolato intorno a 4 macro-temi (uno per ciascuno degli incontri) che restituiscono le fasi salienti del processo di elaborazione di un PUG (Avvio del Progetto; Redazione del Documento Preliminare di PUG; Progetto Definitivo di PUG; Osservazioni e Approvazione) e che di seguito Fig. 1. Avvio del Procedimento di PUG e Atto di Indirizzo presso vengono sintetizzate. Liceo Vittorio Emanuele II. 180 | Giugno 2022 hanno assunto il ruolo del progettista e, tramite la tecnica del focus group, hanno prodotto gli elaborati grafici preliminari di PUG, elaborando schemi e diagrammi progettuali disegnati a mano libera e al computer. Completata la redazione del Documento Preliminare, è stata indetta la I Conferenza di Pianificazione, volta a definire la coerenza delle indicazioni del PUG con gli obiettivi generali di area vasta. Il Documento Preliminare di PUG, in seguito, è stato presentato agli studenti che interpretavano i consiglieri in sede di Consiglio Comunale, dove è stato discusso e sottoposto ad Adozione tramite votazione. Elaborazione del Progetto Definitivo di PUG (26/04/2022 presso l’I.S. Mario Rutelli) In occasione di questa attività laboratoriale gli Fig. 3. Presentazione delle OsservazioniLiceo presso il Liceo studenti si sono cimentati nella produzione di Ernesto Basile. elaborati grafici di PUG con maggiore livello tecnico, partendo dagli ideogrammi definiti in occasione In seguito è stata indetta la II Conferenza di dell’incontro precedente. Con disegni a mano Pianificazione, in occasione della quale gli studenti libera ed elaborazioni al computer hanno arricchito hanno interpretato il ruolo di rappresentanti degli di dettagli le idee progettuali precedentemente enti pubblici chiamati a rilasciare pareri, nulla osta ipotizzate, verificandole sulle basi cartografiche. e autorizzazioni sul piano. Osservazioni e Approvazione (12/05/2022 presso il Liceo Ernesto Basile) In occasione di quest’ultima fase, gli studenti dapprima hanno simulato il ruolo di diversi portatori di interesse, presentando osservazioni e proposte di modifica e/o integrazione al PUG, e in seguito hanno rappresentato il ruolo degli esponenti delle forze politiche presenti in Consiglio comunale, discutendo in via definitiva ed approvando il PUG. Conclusioni La pratica partecipativa descritta, seppur riconducibile ad una “imperfetta” simulazione didattica (che peraltro è confrontabile solo parzialmente con alcune delle fasi di elaborazione di un PUG), ha tuttavia ottenuto alcuni risultati meritevoli di attenzione. Pur nella consapevolezza, infatti, che il Progetto non assumesse come obiettivo la “trasmissione” di conoscenze e competenze (né tanto meno di procedure) di tecnica urbanistica, esso si è rivelato utile ad innescare un processo Fig. 2. Elaborazione del Progetto definitivo PUG presso l’I.S. di apprendimento collettivo [Halpern, Heckman, Mario Rutelli. Larson, 2013], in cui studenti provenienti da INFOLIO 39 | 181 percorsi di studi differenti, insieme ai loro docenti Note e agli esperti esterni hanno lavorato condividendo conoscenze e intuizioni, elaborando riflessioni ed 1. L.R. 13 agosto 2020, n. 19 «La presente legge analisi collettive, criticandosi a vicenda in maniera disciplina, nel rispetto dello Statuto regionale, costruttiva in direzione di un “obiettivo comune”. dell’ordinamento nazionale ed europeo, le azioni I processi di apprendimento collettivo, considerati della Regione, delle Città metropolitane, dei liberi dinamici e cumulativi, prevedono dichiaratamente Consorzi comunali e dei comuni nel governo del infatti che gli individui non solo imparino territorio e stabilisce i principi fondamentali per la semplicemente gli uni dagli altri, ma sviluppino tutela del suolo e delle sue funzioni, anche al fine anche una comprensione e un significato condivisi di promuovere e tutelare l’ambiente, il paesaggio del fenomeno analizzato e dello stesso processo e l’attività agricola nonché di impedire in via di di apprendimento che ne deriva. principio l’ulteriore consumo di suolo». Nel caso analizzato, attraverso il continuo confronto 2. Scuole secondarie di primo grado coinvolte: ICS e l’interazione sociale sperimentati a più livelli, sia “Rita Borsellino”, ICS Silvio Boccone, IC “Colozza gli studenti che i docenti in questo modo hanno – Bonfiglio”, ICS “Russo Raciti”, ICS “Giuliana mutuamente appreso e consolidato conoscenze e Saladino”, ICS “G. Falcone”. competenze (certamente sotto il profilo culturale, 3. Scuole secondarie di secondo grado coinvolte: non considerando la dimensione meramente Liceo Ernesto Basile, classi 3C, 4C; I.S. Einaudi tecnica), imparando anche a “difendere, negoziare Pareto, classe 2C; Liceo Galileo Galilei, classe 3G; e modificare le proprie idee”, condividendo I.I.S.S. Pio La Torre, classe 3HP; I.S. Majorana, comunque l’idea del futuro della città come bene classi 3U, 4U, 3T, 4T; I.P.S. Pietro Piazza, classe comune. 3EA; I.S. Mario Rutelli, classi 3A, 3B; Liceo Vittorio Emanuele II, classe 3G. 4. Il Piano Urbanistico Generale (PUG) è lo strumento di pianificazione e governo del territorio comunale. Bibliografia Barbour R. (2008). Doing focus groups, Sage, Thousand Oaks, CA. Bezzi C., Baldini I. (2006). Il brainstorming: pratica e teoria, vol. 1, FrancoAngeli, Milano. Castagna M. (2001). Role playing, autocasi ed esercitazioni psicosociali: come insegnare comportamenti interpersonali, vol. 2, FrancoAngeli, Milano. Halpern R., Heckman P., Larson R. (2013). Realizing the potential of learning in middle adolescence, West Hills, CA. Lo Piccolo F. (2009). “La partecipazione nel processo di piano: dall’assenza alla proposta, tra equivoci e fraintendimenti”, in Servizio 1 Pianificazione Territoriale Regionale, Dipartimento Regionale Urbanistica - Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (a cura di), Argomenti di pianificazione 2009. Contributi per la riforma urbanistica in Sicilia, Fondazione Federico II, Salvatore Siringo, Ph.D Student Palermo, pp. 93-96. Dipartimento di Architettura Lo Piccolo F. (2008). “Planning Research ‘with’ Università degli studi di Palermo Minorities in Palermo: Negotiating Ethics and
[email protected]Commitments in a Participatory Process”, Planning 182 | Giugno 2022 Practice + Research, vol. 23, 2, pp. 187-209. Lo Piccolo F., Pinzello I. (2008). Cittadini e cittadinanza. Prospettive, ruolo e opportunità di Agenda 21 Locale in ambito urbano, G.B. Palumbo Editore, Palermo-Firenze. Picone M., Schilleci F. (2020). “La scuola adotta e progetta il quartiere. Un’esperienza di progettazione partecipata a Palermo”, in L. Lazzarini, S. Marchionni (a cura di), Spazi e corpi in movimento. Fare urbanistica in cammino, SdT Edizioni, Firenze, pp. 185-201. Picone M., Schilleci F. (2019). “Il ruolo dei processi partecipativi nella formazione dei pianificatori: l’esperienza di Palermo”, in Confini, movimenti, luoghi. Politiche e progetti per città e territori in transizione, Planum Publisher, Roma-Milano, pp. 527-532. Trombino G. (2022). Paradigmi Siciliani. Rapporto sullo stato della pianificazione urbanistica comunale in Sicilia, INU Edizioni, Roma. Sitografia https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/ legge-13-agosto-2020-n-19 (ultima consultazione 16/05/2022). INFOLIO 39 | 183 Overlapping (Lucia Circo) 5. LETTURE Tsing A.L. (2021). Il fungo alla fine del mondo: La possibilità di vivere nelle rovine del capitalismo, Keller, Rovereto (ed. orig.: The mushroom at the end of the world: On the possibility of life in capitalist ruins, Princeton University press, Princeton, 2015) Sezione V – Letture Clizia Moradei Il libro è l’esito della ricerca sul campo effettuata dall’antropologa statunitense Anna L. Tsing durante la stagione di raccolta dei prelibati funghi matsutake nel periodo 2004-2011 tra Stati Uniti, Giappone, Canada, Cina e Finlandia. Il volume è frutto di un fare antropologia collaborativo e interdisciplinare da parte del Matsutake Worlds Research Group di cui Tsing è parte. Esso si compone di una sequenza di capitoli brevi arricchiti da interviste agli intermediari coinvolti nella filiera e nel commercio dei funghi. Attestando che la prima forma di vita a spuntare a Hiroshima dopo la bomba atomica fu un matsutake, «seguire le tracce dei matsutake ci apre alla possibilità di coesistenza all’interno di perturbazioni ambientali. Non è una scusa per arrecare altri danni, ma un esempio tangibile di sopravvivenza collaborativa» [Tsing, 2021, 27]. Intrecciando criticamente scienze naturali e studi culturali, Tsing fa eco a Haraway [2019] invitandoci a immaginare nuovi mondi sulle rovine causate dal capitalismo proponendo la costruzione di paesaggi multispecie. Questi si configurano attraverso l’integrazione tra specie diverse – umane e non-umane (funghi) – secondo il concetto ecologico di assemblaggio, ossia mosaici di micro-ecosistemi i matsutake, la collaborazione anti-capitalista è la aperti che Tsing chiama patch, riconducibili alla chiave per la sopravvivenza e la configurazione di un struttura reticolare del sistema rizomatico teorizzato nuovo equilibrio dell’ecosistema. da Deleuze e Guattari [2003]. Le foreste dei matsutake sono esempi di antipiantagioni, poiché proliferano dall’instaurarsi di relazioni di mutuo Clizia Moradei, Ph.D Student scambio tra i funghi selvatici e determinati alberi, Dottorato in Architettura, città e design senza possibilità di capitalizzazione per scalabilità Università Iuav di Venezia delle piantagioni o coltivazione. Allo stesso modo
[email protected]i ricercatori di matsutake, spesso appartenenti a minoranze culturali con storie di migrazione, sono Bibliografia lavoratori autonomi senza impiego formale iscrivibili in un’economia del dono. Essi rifiutano l’etichetta Deleuze G., Guattari F. (2003). Mille piani: di “lavoro”, intendendo la loro attività precaria per Capitalismo e schizofrenia, Cooper & Castelvecchi, natura come emblema di libertà e sopravvivenza. Roma. «Non è facile sapere come guadagnarsi da vivere, Haraway D. (2019). Chtulucene. Sopravvivere su un ancor meno come evitare una distruzione planetaria. pianeta infetto, Nero, Roma. Fortunatamente abbiamo ancora compagnia, Tsing A.L. (2021). Il fungo alla fine del mondo: La umana e non umana. Possiamo ancora esplorare possibilità di vivere nelle rovine del capitalismo, le estremità incolte dei nostri paesaggi deflagrati – Keller, Rovereto (ed. orig.: The mushroom at the i margini della disciplina capitalista» [Tsing, 2021, end of the world: On the possibility of life in capitalist 407]. Nei paesaggi multispecie cui ci introducono ruins, Princeton University press, Princeton, 2015). 186 | Giugno 2022 Palma R., Ravagnati C. (2020). L’architetto cartografo. Strati e figure terrestri nel progetto di architettura, Libria, Melfi Sezione V – Letture Thomas Pepino L’Architetto cartografo. Strati e figure terrestri del progetto di architettura, di Riccardo Palma e Carlo Ravagnati, pone l’attenzione verso la figura dell’architetto in veste di cartografo. Questo doppio ruolo – architetto e cartografo – oltre a offrire una estensione della modalità con cui viene letta e studiata dagli autori la disciplina dell’architettura è capace di introdurre scenari paradossalmente imprevedibili che muovono il progetto di architettura e territorio attraverso la scalarità degli innumerevoli strati del sapere di cui il territorio è composto. Questo binomio istituisce una profonda relazione tra le forme del pensiero teorico alla base delle due figure e le tecniche impiegate dagli stessi per disvelare l’indissolubile rapporto che si stabilisce tra i caratteri geografici del territorio e la natura del progetto di architettura. Il volume, che si divide in quattro parti, affronta nella prima parte la descrizione della forma tra teoria e costruzione della figura geografica orientata al progetto del territorio, «manovrando» – come spiegano Palma e Ravagnati – la possibilità di produrre carte in grado di costruire significati del rapporto tra l’immagine della città e quella del territorio. Il contributo teorico del testo diventa strumento di analisi per individuare nella macchina cartografica la complessa stratificazione del territorio spiegando scientificamente il rapporto tra figura e figuratività nell’atto conoscitivo della sua costruzione logica. La seconda e la terza parte del volume rappresentano il corpus descrittivo di studi e ricerche che si inseriscono nel più vasto dibattito di quelli che sono i meccanismi e le modalità di descrizione delle forme della Terra e di come sia Thomas Pepino, Ph.D Student possibile «svelare un segreto della forma urbana, Dipartimento di Architettura e Design portarlo alla superficie […] e mostrarne possibili Politecnico di Torino impieghi differenti».
[email protected]Il volume che è l’esito di un lavoro con-dotto nel corso di una lunga attività scientifica si chiude Bibliografia con una parte dedicata a una serie di progetti cartografici che mostrano l’esito di «possibili Palma R., Ravagnati C. (2020). L’architetto strade operative nella costruzione di cartografie cartografo. Strati e figure terrestri nel progetto di orientate al progetto di architettura». architettura, Libria, Melfi. INFOLIO 39 | 187 Pejrone, P. (2016). Un giardino semplice. Storie di felici accoglienze e armoniose convivenze, Einaudi, Torino Sezione V – Letture Linda Grisoli Dalla primavera all’inverno, Paolo Pejrone, il giardiniere italiano per antonomasia, conduce il lettore attraverso le stagioni del suo giardino, un rifugio per le certezze ma anche per le sorprese. Nello svolgersi del racconto si ha l’impressione di udire in sottofondo le quattro stagioni di Vivaldi che accordano ad ogni stagione una diversa melodia. Quattro differenti composizioni, in cui specie note si incastrano armonicamente, altre, improvvisate, stonano. Le porte del giardino si aprono ai lettori in primavera, quando i pettirossi cominciano a farsi sentire e i giacinti si affacciano timidamente. Scopriamo infatti, qualora non ne fossimo già a conoscenza, diversi casi di convivenze felici, come quella tra iris e rose che insieme prosperano gioiosamente. Una volta che il giardino, sgombro da antropizzazioni di sorta, è in grado di autoriprodursi, accade che appaiano specie spontanee, come i bucaneve, lasciati liberi di esprimersi dal giardiniere senza l’imposizione di alcuna geometria di progetto. Il giardino, che è di per sé accogliente, si arricchisce. In estate invece, i papaveri rendono attraenti ed ospitali per gli animali le zone incolte, trasformandole in un brulicante asilo per grilli, farfalle e api; L’autore ci illustra così come un giardino sicuro e forte sia capace di fornire rifugio agli ospiti più disparati. Se è presente un gelso, ad esempio, rispetto nei confronti della natura, poiché non vi è merli, cesene e stornelli potranno nutrirsi delle golose spazio per le prepotenze, nel giardino di Pejrone. Il more zuccherine. Il volume evidenzia come un bravo ritmo del giardino, secondo l’autore, è quello dettato giardiniere debba essere nelle sue scelte pasciuto di dalla natura stessa. Il libro coinvolge il lettore nella generosità: un custode vigile e insieme rispettoso, storia di un luogo felice, il giardino, che vuole essere che non abusi di trattamenti, specialmente nei riguardi un concerto di coesistenza. Del resto, è dalle note delle specie esuberanti, ma che anzi le intenda come stonate, generate dall’inclusione e dall’accostamento valore aggiunto. Così facendo, permetterà la crescita di specie pioniere e spontanee, che sorgono nuove di un giardino robusto, in grado di accogliere esemplari musiche, nuovi accordi e nuove idee. inaspettati. Il giardino di Pejrone si configura come un variopinto microcosmo abitato da amici di vecchia data e nuovi conoscenti, vegetali e animali. In questo Linda Grisoli, Ph.D Student microcosmo, l’accoglienza e la convivenza accrescono Dipartimento di Architettura e Progetto la resistenza necessaria per affrontare i momenti più Università La Sapienza difficili; Quello di Pejrone non è un romanzo, non è
[email protected]una rassegna e nemmeno un manuale di tecnicismi di giardinaggio, seppure non manchi di preziosi consigli Bibliografia del mestiere. È la narrazione della vita del protagonista, la biografia di un giardino. L’autore orchestra con Pejrone, P. (2016). Un giardino semplice. Storie di felici estrema semplicità e delicatezza un messaggio di accoglienze e armoniose convivenze, Einaudi, Torino. 188 | Giugno 2022 Call for cover La redazione di In folio ha selezionato idee per la copertina del numero 39 della rivista. Le proposte grafiche fanno riferimento alle questioni avanzate dalla call o a temi ad essa connessi, con l’intento di evocare una più vasta interpretazione. I temi di indagine riguardano le forme di espressione, riuscite o non, sorte tra elementi e viventi posti in prossimità, nell’esperienza spaziale in cui l’essere umano coesiste con il pianeta. In particolare, l’immagine scelta come cover del numero 39 è I gabbiani di Pizzofalcone: Villa Ebe inselvatichita di Augusto Fabio Cerqua: «In un futuro dai contorni imprecisi, la città di Napoli ha completamente abolito l’antropocentrismo strutturale delle forme convenzionali di moralità, e sperimenta pratiche di coabitazione multispecie. Questa speculazione visuale propone di stimolare l’immaginazione di nuovi mondi che garantiscano la legittimità democratica delle misure politiche a beneficio delle specie non umane».
[email protected]A introduzione delle sezioni della rivista sono state proposte altre immagini pervenute tramite la call for cover: p. 6 The Good Matrix (Elia Maniscalco)
[email protected]p. 10 Il Condominio Verde sul Ponte di San Giacomo dei Capri (Alvar Aaltissimo)
[email protected]p. 134 Modelli marginali (Antonella Pettorruso)
[email protected]p. 150 Profanazioni (Michele Rinaldi)
[email protected]p. 168 Senza titolo (Lucia Andreu)
[email protected]p. 184 Overlapping (Lucia Circo)
[email protected]RIVISTA DEL DOTTORATO IN ARCHITETTURA, ARTI E PIANIFICAZIONE DELL’UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PALERMO – DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA IN QUESTO NUMERO: EDITORIALE LA POLTRONA DI PROUST. Pasquale Mei EVOLUZIONE ED EPISTEMOLOGIA DI UNA RELAZIONE DI PROSSIMITÀ TRA DESIGN E ARTIGIANATO Elia Maniscalco UNIVERSITIES AS POTENTIAL SOCIAL ANCHORS IN THE DEVELOPMENT OF MUTUAL LEARNING IN LOCAL ARCHEOLOGIA A TUTELA DELL’AMBIENTE: IL PIANORO DI COMMUNITIES. CENTOCELLE E IL PRATONE DI TORRE SPACCATA THE IMPORTANCE OF PROXIMITY BETWEEN THE ACTORS Lisa Carignani, Camilla Siliotti INVOLVED IN COLLABORATIVE RESEARCH Mariana Auad Proença, Alessandro Balducci CULTURA E PATRIMONIO IMMATERIALE NELLE DEFINIZIONI ISTITUZIONALI DELLA SNAI E NELL’AREA DEI SICANI 15 MINUTE CITY CONCEPT. Alejandro Gana A GLANCE AT PALERMO CASE STUDY Elif Sezer SOLUZIONI BASATE SULLA NATURA PER LE CITTÀ PORTUALI. RURAL PLATFORM DEVICES. L’APPROCCIO “BUILDING WITH NATURE” E I LIMITI DI ECOLOGIES OF ADAPTATION FROM THE FARM TO THE TRASFERIBILITÀ NEL CONTESTO ITALIANO LANDSCAPE IN SARDINIA Dalila Sicomo Roberto Sanna CITTÁ DE-CONFINATE. UNDERSTANDING THE EU URBAN AGENDA FROM THE COME VIVREMO INSIEME LA CITTÀ? SEMPRE E PER SEMPRE MARGINS OF EUROPE: THE CASE OF PORTO DIVISI Joao Francisco Santos Igreja Ilenia Iuri DAL PLAN CERDÀ A SUPERILLA BARCELONA. PROGETTO DIGITAL TWINS: UN SOPRALLUOGO ANALOGICO LE TRASFORMAZIONI CONTEMPORANEE DEL DISTRETTO E DIGITALE A GRATOSOGLIO. DELL’EIXAMPLE LO SGUARDO DI PALERMO Francesca Ambrosio Ferdinando Gangemi, Gloria Lisi PROSSIMITÀ E RI-TERRITORIALIZZAZIONE. LEZIONI DI PIANO. IL RUOLO DELLE COMUNITÀ LOCALI NEL RIDISEGNO DEI IL RACCONTO DI UN’ESPERIENZA CON LE SCUOLE DI TERRITORI DEL POST NUCLEARE PALERMO Riccardo Ronzani Salvatore Siringo SPAZI APERTI DI COMUNITÀ IN AMBITO CLIMATICO MEDITERRANEO. IL FUNGO ALLA FINE DEL MONDO: LA POSSIBILITÀ DI VIVERE IL CASO DI HASSAN FATHY IN EGITTO NELLE ROVINE DEL CAPITALISMO Martina Scozzari Clizia Moradei ENHANCING STRUCTURES OF COEXISTENCES. L’ARCHITETTO CARTOGRAFO. STRATI E FIGURE TERRESTRI URBAN FRINGES, LEFTOVERS AND THE CLIMATE NEL PROGETTO DI ARCHITETTURA FRAGILITIES Thomas Pepino Kevin Santus UN GIARDINO SEMPLICE. STORIE DI FELICI ACCOGLIENZE E IL CAMMINO COME SPAZIO DI COESISTENZA TRA L’UOMO E ARMONIOSE CONVIVENZE LE ALTRE SPECIE. Linda Grisoli RIFLESSIONI A PARTIRE DA UNA PROSSIMITÀ NOCIVA Alberta Piselli IN FOLIO_39 / infolioarchitettura # ISSN 1828-2482