View metadata, citation and similar papers at core.ac.uk brought to you by CORE provided by Florence Research Aegyptiaca et Coptica Studi in onore di Sergio Pernigotti A cura di P. Buzi D. Picchi M. Zecchi BAR International Series 2264 2011 Published by Archaeopress Publishers of British Archaeological Reports Gordon House 276 Banbury Road Oxford OX2 7ED England

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www.archaeopress.com BAR S2264 Aegyptiaca et Coptica: Studi in onore di Sergio Pernigotti © Archaeopress and the individual authors 2011 ISBN 978 1 4073 0835 7 Cover image: Statua a nome di Uahibra, XXVI dinastia (inv.n. MCABo_EG 1820) © Museo Civico Archeologico, Bologna Printed in England by Blenheim Colour Ltd All BAR titles are available from: Hadrian Books Ltd 122 Banbury Road Oxford OX2 7BP England www.hadrianbooks.co.uk The current BAR catalogue with details of all titles in print, prices and means of payment is available free from Hadrian Books or may be downloaded from www.archaeopress.com Aegyptiaca et Coptica. Studi in onore di Sergio Pernigotti NOTE DA RILEGGERE In quanto alla «“seconda” Ahmes», ipotizzai allora che potesse trattarsi di un riferimento a una ‘gemella’, e non Gloria Rosati ho cambiato idea, o almeno non ho nessuna novità da suggerire. Non ho novità da proporre nemmeno per le grafie di nomi e dati seguenti, ma almeno ritengo di aver trovato due paralleli. Short notes, corrections, interpretations concerning Middle Kingdom objects, mainly stelae: Il primo mi era sfuggito già allora: avevo citato per un – stela located at Baroda, Museum and Picture Gallery; confronto paleografico una stele della XVIII dinastia,3 e – fragment preserved in Rome, Museo Barracco; proprio lì sopra alla figura dell’offerente sta l’iscrizione: – stela located at Denderah; in~sn~sanx~rn.f.... Il termine sn, inteso ovviamente come – stela CGC 20464 (+ Rovigo 12 and Hermitage 8729); «suo fratello» da Garstang, in realtà è scritto solamente – stela CGC 20344. con sn + n e determinativo maschile, senza possessivo. Il secondo confronto si trova nel volume a cura dell’Università di Pisa dedicato alle antichità egizie Penso che si consideri opportuno offrire a un festeggiato conservate in India. Una stele attribuita al tardo Medio come il Prof. Pernigotti qualcosa che rispecchi i suoi Regno – Secondo Periodo Intermedio mi ha subito interessi e che abbia, se non altro, quella ‘solidità’ data colpita: si tratta della stele del «sandal maker Hor».4 dall’impegno della ricerca. Spero che gradisca, in alternativa, qualche stralcio dai miei appunti: riletture, L’oggetto è interessante, sembra di buona qualità e, a correzioni, materiale tenuto da parte, con note personali, parte la perdita di quasi tutta la pittura, anche ben ma nulla di concluso, o solo momentaneamente. Magari conservato. Ne offro qui il mio disegno e le mie letture: solo dati da cui partire per cercare ancora e oltre. «Offerta che il re fa e che fa Ptah, il Bello-di- Si tratta in generale di stele, tutte databili al Medio Regno Volto, Signore di Ankh-taui: possa egli concedere ‘ampio’, e conservate oggi in un molto ampio contesto un’invocazione di offerte di pane e birra, buoi e geografico. uccelli, vasi d’alabastro e stoffe, incenso e unguenti, offerte e vivande, ogni cosa buona e pura di cui vive il dio, al ka del calzolaio Horkhuef, che 1) In India (Fig. 1) ripete la vita». Mi sono interessata, alcuni anni fa, alla tipologia delle Il calzolaio, che ritengo porti un nome finora noto per statuette private attribuibili al periodo del tardo Medio l’Antico Regno,5 è raffigurato al di sotto assieme a tre Regno – Secondo Periodo Intermedio. Quando ho avuto donne, e due lo abbracciano, in un atteggiamento molto l’opportunità di studiarne alcune inedite, conservate affettuoso e notevole dal punto di vista iconografico. proprio nel Museo Egizio di Firenze,1 di una in Ognuna ha la sua didascalia: particolare mi è sembrato il caso di tenere a portata di mano e di ‘nota’ l’iscrizione, perché a mio parere ha A sin. → «La sposa di lui, la musicista (Smayt) qualcosa di poco usuale. awy(.i?)-rdi(w?)-st».6 Al centro ← «La sorella, la signora della casa / Si tratta della statuetta di Gehuti-Ra,2 che potrebbe essere Rn.f-rs(w)».7 attribuibile piuttosto alla XVIII dinastia. Mi colpì allora A ds. ← «La sorella, la signora della casa / Nbw-Hr-S.s».8 una particolarità epigrafica sulla base della statuetta, ossia una grafia – diciamo – “difettiva” di «fratello <di lui>» e Ecco ancora due sorelle che, a differenza della moglie, di «sorella <di lui>». Nelle iscrizioni che sulla base della non sono dette «di lui» (e nemmeno «di lei», cioè della statuetta si riferiscono ai familiari del proprietario, viene moglie) sebbene sembri probabile che lo siano, e come nominata la «madre di lui», e un «Inenu che fa vivere il nome di loro». Sul lato successivo, sono nominati: 3 Garstang 1901, Pl. XXII, E 193. 4 Stele a Baroda, Museum and Picture Gallery, inv. n. EG 92: Bresciani- «La sorella Sen(.i?)-hotep», con determinativo Betrò 2004, 80 (Plate), 247. La si direbbe di origine menfita, invece femminile; risulta acquistata a Luxor. «La ‘seconda’ Ahmes», con determinativo femminile; 5 ¡r-xwj.f, Ranke 1935, 250, 11; da 251, 8 una serie di nomi analoghi «Il fratello (sn, m.) Gehuti», con determinativo formati su ¡ri invece che ¡r, come sulla stele: -i/j potrebbe essere in luogo di un determinativo? A proposito di revival, ricordo che anche femminile; l’onomastica riflette tendenze ‘arcaizzanti’: es. Rosati 1980, 22-23 nota «Il fratello (sn, m.) Nebpet», con determinativo 51. femminile. 6 7 Cfr. Ranke 1935, 57, 1. Ranke 1935, 223,16 (+ Ranke 1952, 373): attestato come m., ma esistono bene i nomi femminili con rn.f: es. 223, 6, 10, 17; uno dei primi è segnalato in Franke 2007, 165 nota 61. Per l’atteggiamento della 1 Rosati 2006. donna, cfr. Ramond 1977, Pl. IV. 2 8 Museo Egizio di Firenze, inv. n. 1787: Rosati 2006, 230-233. Ranke 1935, 191, 23 (+ Ranke 1952, 368). 309 Aegyptiaca et Coptica. Studi in onore di Sergio Pernigotti nell’esempio di Firenze il termine è scritto solo con il frattura restaurata, orizzontalmente in alto. Un’altra crepa segno T 22, fonetico sn, qui con l’uscita -t e il orizzontale è presente nel frammento maggiore, in basso. determinativo femminile. La decorazione è eseguita mediante tecniche differenti. In Nemmeno in questo caso so immaginare una qualche alto è una porzione di listello orizzontale in rilievo, che spiegazione plausibile, e non mi resta che continuare a separa e limita quel poco che resta dello spazio tener da parte e di conto l’oggetto e la sua testimonianza. soprastante, il quale è comunque visibilmente più alto Anche perché, oltre a quanto già notato, ci sono due rispetto a quello sottostante, ossia il campo sottostante, particolarità epigrafiche che mi invitano a cercarne decorato, è su un piano sbassato rispetto alla parte confronti: una è l’incrocio delle “code” – letteralmente – superiore.18 La parte decorata comprende in alto una dei segni D e f in Df(Aw) al r. 2 (oltre alla grafia ‘sintetica’ iscrizione geroglifica incisa, che serve – come io credo – del termine), e poco prima il segno-Ss (in Ss~mnxt) che ha da didascalia per una figura di coppiere (al di sotto al in più un piccolo elemento orizzontale al di sotto. centro), reso mediante incisione e leggerissimo rilievo entro incavo. A destra in basso è un altro elemento Qualcosa di simile, almeno per l’‘incrocio’, si trova su verticale, in rilievo entro leggerissimo incavo: simile al una stele recentemente scoperta a Karnak,9 e in una già listello in alto, termina però con un apice un poco da tempo a New York.10 Altri confronti possibili li ingrossato e vagamente tondeggiante. forniscono le stele a Vienna ÄS 97,11 ÄS 171,12 ÄS 204;13 quest’ultima anche per l’elemento sotto il segno-Ss, un Il coppiere al centro, volto a sinistra, è piegato in avanti semplice tratto orizzontale come lo si riscontra sulla stele, nel gesto di versare da una brocca, che stringe con la sempre a Vienna, ÄS 132.14 Incrocio, grafia Df(A)w e mano sinistra per la parte più stretta, in basso, il trattino sotto Ss sono anche sulla stele ÄS 91.15 contenuto liquido entro una coppa sorretta dalla mano destra. Pur nelle ridotte dimensioni, i particolari del viso Finora però il confronto più convincente e stimolante mi sono ben disegnati; ha calotta liscia e una linea incisa alla pare che sia quello con la stele a Mosca, Pushkin base del collo; indossa un gonnellino con parte anteriore Museum of Fine Arts, I 1a 5608.16 È certo assai simile la triangolare, il cui bordo interno e la cintura sono definiti decorazione delle lunette, con il segno-Sn collocato molto da incisioni sottilissime. in basso; corrisponde pure la grafia di Ss , e vi è Df(A)w. Inoltre, nella parte figurata, si riscontrano analogie nella Davanti alla coppa, all’estremità sinistra, è un elemento resa del profilo della testa maschile, come in quella della più o meno triangolare, lievemente stondato, che si cintura del gonnellino con annodamento vistosamente percepisce in rilievo nonostante le scheggiature. A mio all’in su, ed anche nei profili femminili, con la banda parere si tratta del naso di una figura maschile stante, e dell’acconciatura che taglia la resa del collare, sebbene ritengo che l’elemento verticale in basso a destra sia la nella stele di Mosca sui corpi femminili sia segnato il parte terminale, l’apice di un lungo bastone che lo stesso profilo dello stacco delle gambe dal fianco, che manca personaggio tenga con la mano sinistra, secondo una invece nella stele a Baroda. Insomma, la ben più iconografia assai comune. articolata stele oggi a Mosca mi sembra che abbia elementi in comune e sia non troppo dissimile, in quanto La figuretta di un coppiere è ben testimoniata su stele o alla mano dello scultore, da quella che oggi è a Baroda, e scene parietali nel Primo Periodo Intermedio e fino al forse val la pena cercarne conferme. primo Medio Regno.19 In questo caso si troverebbe fra il volto del personaggio principale, maschile, e l’apice del suo bastone: meno frequente di altre soluzioni, è però 2) A Roma (Fig. 2) nota.20 La collezione egizia del Museo Barracco comprende un Al di sopra del coppiere, l’iscrizione geroglifica, che frammentino che vorrei ricondurre ad una epoca diversa mantiene l’orientamento della figura, deve riferirsi a lui dalle datazioni proposte.17 Si tratta di una piccola come didascalia, e ne restituisce il nome: porzione di un rilievo parietale o di una stele, ricomposta a sua volta da due frammenti, dei quali è ben visibile la [i]n.t.f~ms~ir…f […(forse irty.f(y)…) «Antef nato da Irti.fi…(?)» 9 El-Enani 2008: Cairo JE 37515. 10 MMA 63.154: Fischer 1996, 139. 11 18 Hein, Satzinger 1989, 4, 5-8 Cfr. nella stessa collezione la stele di Keti, attribuita all’inizio della 12 Hein, Satzinger 1989, 4, 124-128. XII din.: Sist 1996, 32-33; Careddu 1985, tav. 8. 13 19 Hein, Satzinger 1989, 4, 162-167. Clère 1950, 23-26 e fig. 2; Fischer 1968, 110-111. Ancora in Kubisch 14 Hein, Satzinger 1989, 4, 34-38. 2000, 246 Abb. 1. Io stessa mi sono occupata di una stele, nota solo da 15 Hein, Satzinger 1993, 7, 12-16. una fotografia e mai rintracciata, forse dell’XI dinastia, nella quale era 16 Hodjash, Berlev 1973, 5-11; Hodjash, Berlev 1982, n. 38. presente un piccolo coppiere: Rosati 1987. 17 20 Inv. n. 320: Sist 1996, 96; Careddu 1985, 42-43 n. 49. Misure: h. cm Cfr. Vandier 1936, Pl. II,1; Dunham 1937, St. 3 Pl. III.1; St. 78, Pl. 13, largh. cm 10 max. Desidero ringraziare con molta cordialità la XXVIII.2 (=Hayes 1953, Fig. 83); sono addirittura due i piccoli dr.ssa Maddalena Cima, che mi ha lasciato esaminare liberamente personaggi nelle St. 73, Pl. XXVII.1, e St. 84, Pl. XXXII, e ancora in l’oggetto. Fischer 1981, Fig. 3. 310 Aegyptiaca et Coptica. Studi in onore di Sergio Pernigotti Il nome si colloca naturalmente nel I Periodo Intermedio 1: (lettura ←) «Offerta che [il re] fa e che fa Osiri, e fino al Medio Regno iniziale, anche se è ben noto fino Signore di Busiri, Dio Grande Signore di Abido: al Nuovo Regno.21 Il matronimico non è perfettamente 2: (lettura →) possa egli concedere un’invocazione di leggibile e comunque incompleto: per i primi due segni, offerte di pane e birra, buoi e uccelli, migliaia di vasi due occhi mi sembrano più probabili di un occhio con un d’alabastro e stoffe, ogni cosa […] // (lettura ↓←) Ded complemento fonetico r, anche se ne risulta un nome (oTjetj ?), giustificato». meno frequente come formazione,22 e con un suffisso di genere maschile in un nome femminile, che però non Per l’appunto la grafia del nome è proprio incerta: il meraviglia più di tanto.23 L’espressione di filiazione è del segno superiore non è molto diverso dal d che è tipo più antico,24 ed il segno-ms, in grafia derivata dalla complemento fonetico di ©dw nel primo rigo, ma non so ieratica, ha confronti nel primo Medio Regno.25 decidere fra la lettura ¨d(w) proposta o un §T.28 Dunque per questo piccolo frammento mi sembra assai Alcuni elementi consentono di proporre una datazione al probabile una retrocessione a circa il 2000 a.C.: può Medio Regno e più precisamente alla sua fase iniziale, trattarsi di un rilievo parietale, ma anche di una stele ma direi già alla XII dinastia, essendo presente il di.f privata, e in questo caso di dimensioni non poco nella formula d’offerta, ed essendoci l’epiteto mAa-xrw considerevoli. dopo il nome del destinatario.29 Perciò, sebbene l’iscrizione sia molto breve, si verrebbe 3) A Dendera (Fig. 3) ad arricchire il dossier delle stele che dimostrano una tendenza a sperimentare questa particolarità di lettura nel A voler essere entusiasti a tutti i costi, si potrebbe primo Medio Regno, tendenza che tende a decrescere in salutare un altro testo bustrofedico! Pochi anni fa è uscito epoche successive: ad una indagine che ho avuto un articolo ovviamente interessante, perché vi si occasione di fare anni fa, escludendo i casi delle sole descrivevano oggetti nuovi. Yahia El-Masry presentava didascalie da leggersi in senso retrogrado, il Primo stele o frammenti di stele databili all’Antico e Medio Periodo Intermedio brilla per questa tendenza, Regno e provenienti dai nòmi IV-V e VIII dell’Alto testimoniata dalla stele Torino Suppl. 1266 e da quella Egitto.26 Nel magazzino di Dendera è conservata la stele del Museo Civico di Asola.30 Includerei nel gruppo delle frammentaria che ci interessa qui.27 Rettangolare, altezza ‘avanguardie’ anche la stele di Firenze inv. 7592,31 che doppia della larghezza conservata, non si è perso molto presenta non lettura bustrofedica, ma tre fasce orizzontali della decorazione originaria: mancano alcune offerte sulla con iscrizioni divergenti e da leggersi dalla fascia più destra, pochi segni dell’iscrizione incisa in alto. Il campo bassa a quella più alta! Comunque anche questa potrebbe è dominato dalla figura del destinatario, i cui particolari già assegnarsi alla XII dinastia, come la stele di Dendera sono resi a quanto pare in parte in incavo e in parte in e come CGC 20407,32 che ha un solo rigo da leggersi rilievo entro incavo. Posa tradizionale, lungo bastone all’opposto, mentre considererei più tarda, anche della nella sinistra e scettro tenuto orizzontalmente nella destra, XIII dinastia, la CGC 20073,33 un’altra stele con testo capigliatura a riccioli resi da una ‘griglia’ di linee incise, veramente bustrofedico. collare molto sottile e gonnellino corto trapezoidale. Al di là del lungo bastone stava il cumulo di offerte, delle quali restano in alto parte di un coscio di bue e, sopra una sorta 4) Al Cairo – 1: CGC 20464 (Tav. 1 e Fig. 4) di canestro, tre delle forse quattro anfore vinarie tappate. Ricevere la fotografia di questa stele dal Museo del Cairo In alto è una fascia limitata da due listelli orizzontali, è stata per me una grande gioia.34 Non ho mai nascosto occupata da due righi paralleli di iscrizione, senza linea una certa predilezione per alcuni prodotti diciamo… divisoria, entrambi orientati a destra, ma il secondo deve umili, per altri forse rozzi, risalenti al Medio Regno ed ai essere letto da sinistra a destra (la traduzione proposta Periodi Intermedi ad esso prossimi. Questa foto mi nell’edizione segue i vari segni, ma chiaramente consente di riconoscere un altro oggetto come prodotto di all’inverso), e probabilmente termina e si completa con il un anonimo scultore che già conosco, non proprio un nome del destinatario scritto verticalmente, a mo’ di artista: doveva lavorare in uno dei principali centri didascalia davanti al suo viso: religiosi egizi, Abido, ed era costretto a cimentarsi forse 21 28 Ranke 1935, 34, 1, in-it.f (+ Ranke 1952, 341); cfr. Fox 1977. Nomi tutti ben noti: Ranke 1935, 401,3 e 402,1 e13; e 395,18 e 24. 22 29 Ranke 1935, 42, 14 ss. Bennett 1941, 26; Franke 2003, 46-47; Schenkel 1962, 76. 23 30 Se ne trovano molti in Ranke 1935, passim, e si veda anche sopra alla Rosati 2003a, 375-378. 31 nota 7. Rammento, per averlo incontrato di recente, il nome femminile Bosticco 1959, 26-27 n. 21. Altri esempi in Fischer 1986, 110 ss. 32 Merirtifi, «io amo gli occhi di lui» (Ranke 1935, 155, 25). Recentissimo Lange-Schäfer 1908, 8. 33 un esame dell’argomento per il tardo Medio Regno: Grajetzki 2010. Lange-Schäfer 1902, 87. 24 34 Schenkel 1962, 75; sulla maniera di introdurre il matronimico, Ne sono molto riconoscente alla Direttrice del Museo, Wafaa El- Obsomer 1993 e da ultimo Postel 2009 e Rosati 2009. Saddiq, ed alla sua collaboratrice Mrs. Hanane Gaber, ed al fotografo 25 Si vedano per esempio le stele dell’XI din. di Antef II e di Maati: Sameh Abdel Mohsen, che ha eseguito un ottimo lavoro. La stele è Hayes 1953, 152-153. pubblicata in Lange-Schäfer 1908, 62, ma, appunto, senza una figura. 26 El-Masry 2006. Le misure sono indicate come h. cm 22,5 x largh. 16,0. La provenienza 27 El-Masry 2006, n. 2.1, 187-188, Fig. 6 e Pl. XXXI-B. è Abido. 311 Aegyptiaca et Coptica. Studi in onore di Sergio Pernigotti spesso e con fatica con incisioni di geroglifici su oggetti a 1- «Offerta che il re fa e che fa Osiri, Signore di Abido, carattere religioso-funerario, privi di pretese, da vendere al ka di Wepwawet (?)38 nato da Nebudies; ai tanti ‘pellegrini’ che arrivavano da tutte le parti (e di) *Sehetep39 nato da Nebudies; dell’Egitto. Tali oggetti, come piccole stele e statuette, (e) al ka di *Nebudies nata da *Senet,40 dotata di restituiscono per lo più nomi di persone qualsiasi, ed privilegio; erano destinati – com’è noto – ad essere lasciati lì, presso 5- al ka di *Sebekhotep nato/a (?) da (?) *T?-beb(?); il grande tempio di Osiride o vicino al percorso delle al ka di Disen41 nata da Peret;42 solenni processioni in suo onore, a beneficio di quanti vi al ka di *Renseneb nato da Nebudies; erano appunto nominati. al ka di Renseneb nato da Disen, dotato di privilegio; (e di) Renseneb nato da Sebek(?)-…43». Il caso vuole che almeno su tre piccole stele che ci sono pervenute, due con provenienza sicura, lo scultore abbia Il rigo 5 è il più problematico, sebbene si abbia il lasciato il suo ‘marchio’: nella lunetta ha realizzato riscontro diretto nella stele A, rigo 3: lì il comunissimo sempre la coppia di occhi-wDAt in una maniera peculiare, nome Sebekhotep è inteso come femminile, in quanto ossia con le appendici dell’occhio disposte all’inverso, il sono letti irt. n i segni seguenti (con t in posizione ‘ricciolo’ verso l’interno invece che verso l’esterno. Il scambiata rispetto a n). Sarebbe però l’unico caso, sulle primo esemplare in cui mi sono imbattuta è la stelina tre stele, di un matronimico introdotto da iri invece che conservata al Museo dell’Accademia dei Concordi a da msi. Nella stele A, rigo 7, risulta ancora figlia di Rovigo, pubblicata per la prima volta da C. Dolzani.35 Nebudies questa Beb, come leggono gli Editori, non (Tav. 2) In seguito l’ho riconosciuto nella altrettanto considerando intenzionale un segno precedente che pare piccola stele dell’Hermitage di San Pietroburgo inv. n. proprio un t, e che è presente anche nella stele B. Il 8729 (Fig. 5).36 Gli editori avevano ben sottolineato i problema è che qui, nella stele B, c’è anche un ms.n dopo legami familiari desumibili da quest’ultima stele con Sebekhotep e prima dei tre segni che non sono diversi da quelli di CGC 20464, ma solo la foto, che non era mai quelli letti irt. n nella stele A! Dunque, o in A è stato stata pubblicata, ha potuto confermare che lo scultore era dimenticato un ms/t.n prima di un nome non bene lo stesso. Dunque, uno stesso scultore ha eseguito i comprensibile, che finisce con -bb e riducibile appunto a modesti oggetti votivo-funerari per i nuclei familiari di bb; oppure il ms.n è di troppo in B, oppure è da leggere Rovigo 12, e per il nucleo più largo attestato mst.n, con un grande segno-t tracciato almeno come un all’Hermitage e al Cairo: in nessuno dei casi ha segno-r o quasi ir, vistosamente in contrasto con quello migliorato la sua mano… sottostante, che io credo intenzionale, qui come in A, 3 e 7. Si confermano le altre particolarità epigrafiche, come il segno-c (S 29) tracciato quasi come una U rovesciata, il Insomma, questi oscuri personaggi, fra cui domina la segno per ¤bk simile allo ieratico, la maniera di incidere gran madre Nebudies, non si svelano ancora il segno-ms (F 31). Rispetto alle steline di Rovigo e San completamente, almeno per il momento. Noto che il Pietroburgo, questa del Cairo, più rozza e meno rifinita, nome femminile Peret è anche nella stele di Rovigo, e c’è che appare quasi ancora da regolarizzare, mostra inoltre anche un Sebekhotep maschile. Ma sono nomi assai zone abrase e consunte, ma una certa irregolarità comuni nel tardo Medio Regno e anche nel Secondo nell’incisione si direbbe effettiva, originaria, a giudicare Periodo Intermedio, quando la frequentazione del dai segni più o meno profondi, alcuni appena graffiti. santuario di Abido continuò incessante, e il nostro scultore era al lavoro… La lettura non è per nulla facile, e per ora temo di dover lasciare alcuni interrogativi non risolti, anche se i dati desumibili dalla stele in Russia (che per comodità 5) Al Cairo – 2: CGC 20344 (Tav. 3) chiamerò qui di seguito stele A, e stele B la CGC 20464) aiutano in parte la ricostruzione. La formula d’offerta è in Mi trovo fra le cose tenute da parte qualche diapositiva di entrambe brevissima, senza nemmeno la menzione di prt- qualità molto mediocre, prese ormai molti anni fa al xrw. Museo del Cairo, in epoca (almeno per me) pre- o proto- digitale. Essendo stata allora, all’epoca degli scatti, Il nome di una madre ricorre con frequenza, come nella stele A, e concordo con la lettura Nbw-di.s.37 Nemmeno questa del Cairo è però dedicata a lei, o almeno i primi nomi che compaiono sono quelli di due suoi figli (segno 38 con asterischi i personaggi presenti sia in A che in B): Forse solo Wp-wAwt, Ranke 1935, 77,17. 39 Ranke 1935, 317, 28, solo m.; Ranke 1952, 388. 40 Ranke 1935, 311, 12, anche qui senza il segno-sn, come in A. È vuoto lo spazio dove si aspetterebbe un determinativo. 41 Ranke 1935, 398, 3, come m. 35 42 Dolzani 1969, 25 e tav. XII; poi Rosati 2003b. Sarà ripubblicata con Prob. Ranke 1935, 134, 17-19ss. Qualcosa è tracciato sotto il det. di il numero ACCE00134 nel Catalogo in preparazione a cura di S. Musso plurale, ma non so come definirlo. 43 e S. Petacchi. Forse il segno per ¤bk, come al rigo 5, è probabile, ma non posso 36 Bolshakov, Quirke 1999, 50-52. proprio assicurare che sia lo stesso nome; se così fosse, sarebbe di 37 Ranke 1935, 191,16, in luogo di xwj-sy-nb, 267, 8. genere femminile. 312 Aegyptiaca et Coptica. Studi in onore di Sergio Pernigotti ufficialmente autorizzata ad usarli,44 forse non è inutile lunghe gambe, rosso, su cui sono due vasi (da birra ?) renderne nota almeno una, quella di qualità un po’ più rossi con tappo rotondo nero, mentre a sinistra a accettabile. mezz’aria è un’alta ara con tracce di una coppa (?). Davanti al viso della donna è la didascalia in verticale: Mi è capitato di citare questa stele, di provenienza non nbt-pr~¨dt-Nbw, “la signora della casa Dedetnebu”.46 documentata, solo per confronto stilistico,45 ed in effetti vi resta una minima parte delle iscrizioni, che potrebbero Anche se la incontestabilità come criterio datante della anche essere state intenzionalmente cancellate: vi rimane presenza della coppia di occhi-wDAt nella parte superiore solo una didascalia. della stele può essersi leggermente indebolita di recente (ma essenzialmente a proposito dell’inizio della sua La stele, come mi è capitato di notare qualche volta fra diffusione),47 nondimeno resta un elemento assai forte, quelle risalenti al tardo Medio Regno, mostra un assieme ad altri, per orientare la datazione verso la tarda contrasto netto tra l’accurata fattura strutturale e la XII dinastia e oltre. Manca qui l’appoggio di una decorazione. Si presenta in forma di facciata iscrizione, ma indubbiamente quest’oggetto mostra monumentale con un campo delimitato da toro analogie molto chiare con un numeroso gruppo di stele, semicircolare in rilievo, che inizia da poco sopra il limite prodotte in laboratori provinciali nella zona di El- inferiore, e a destra e a sinistra del quale restano due Rizeiqat – El-Gebelein.48 Oltre agli elementi caratteristici stretti spazi laterali; e un coronamento a gola egizia della decorazione, alcuni esemplari, come si è detto, aggettante in alto. Questa stessa gola è decorata da presentano un contrasto di qualità tra la struttura, rifinita, nervature rese dalla sola pittura ma non completamente, e la decorazione, decisamente meno elegante, ma si dà solo pressappoco nei 4/6 centrali, dove si hanno due anche il caso opposto: vien fatto di pensare a oggetti serie speculari rispetto ad un elemento centrale giallo, riusati o a pezzi di prova. Teniamo da parte anche questi, dall’esterno: rosso-nero-giallo-rosso. Il toro è segnato da e cerchiamo ancora. tratti a X in nero, e la balza in basso nella superficie, che occupa tutta la larghezza, è suddivisa in rettangoli verticali con una sequenza non sempre chiara: da destra forse rosso-giallo-bianco (?)-giallo-rosso-nero-giallo- Bibliografia bianco (?)-rosso-giallo (?). Bennett C.J.C. 1941. Growth of the ¡¦P-_I-N¤W La parte superiore del campo è dipinta di giallo e Formula in the Middle Kingdom. Journal of Egyptian contiene una coppia di occhi-wDAt di cui i profili di Archaeology 27, 77-82. sopracciglia, palpebre, il lungo ed elegante ‘ricciolo’ e il ‘mustacchio’ sono delineati in nero (ora in parte svanito), Bolshakov A.O., Quirke S.G. 1999. The Middle Kingdom e ogni pupilla consiste di un grande disco nero, mentre gli Stelae in the Hermitage (Publications interuniversitaires angoli interno ed esterno di ogni occhio sono campiti in de recherches égyptologiques informatisées. Centre for rosso. Computer-Aided Egyptological Research). Utrecht-Paris. Al centro la decorazione, solo dipinta, è nettamente meno Bosticco S.1959. Museo Archeologico di Firenze. Le curata rispetto alla fattura del supporto. Una tradizionale stele egiziane dall’Antico al Nuovo Regno. Roma, Istituto coppia stante è volta a destra: l’uomo, quasi al centro, ha Poligrafico dello Stato. dimensioni maggiori, e un fisico sproporzionato con ampie spalle e gambe corte. Il nero della capigliatura Bresciani E., Betrò M. (eds.) 2004. Egypt in India. corta è ben conservato, e così il profilo dell’occhio. Il Egyptian Antiquities in Indian Museums. Pisa, PLUS. corpo è invece delineato in rosso, e la pelle è dipinta di rosso; le braccia sono distese lungo, o meglio, accanto ai Careddu G. 1985. Museo Barracco di Scultura Antica. La fianchi, che dovrebbero essere cinti da un gonnellino alto Collezione Egizia. Roma, Istituto Poligrafico dello Stato. in vita, liscio. Dietro di lui resta poco di una figura femminile, solo l’acconciatura tripartita nera e l’occhio, Clère J.J. 1950. La stèle d’un commissaire de police ma del resto si può dire ben poco, ché forse solo per (mr~SnT) de la Première Période Intermédiaire. Revue suggestione sembra di intuire il profilo del corpo con d’Égyptologie 7, 19-32. lunga tunica, e forse il braccio destro disteso. A destra restano oggetti e offerte distribuiti nello spazio: in basso Dolzani C. 1969. La Collezione Egiziana del Museo un grande bacile rosso il cui contenuto (ombre scure) è dell’Accademia dei Concordi in Rovigo. Roma, Centro ora assai poco leggibile: potrebbe trattarsi di un per le Antichità e la Storia dell’Arte del Vicino Oriente. acquamanile, se è il beccuccio della brocca l’unico elemento conservato, in nero; sopra è un tavolino dalle Dunham D. 1937. Naga ed-Dêr Stelae of the First Intermediate Period. Oxford, University Press. 44 Desidero ringraziare di nuovo l’allora (2002) Direttore del Museo del 46 Cairo, Mamdouh Eldamaty, per avermi liberamente autorizzata a far uso Ranke 1935, 403,14. 47 della mia foto. Franke 2003, 56. 45 48 Rosati 2004, 333 nota 1. Selim 2001; Rosati 2004. 313 Aegyptiaca et Coptica. Studi in onore di Sergio Pernigotti El-Enany Kh. 2008. Une stèle privée de la fin du Moyen Hodjash S.I., Berlev O. 1982. The Egyptian Reliefs and Empire découverte à Karnak. Bulletin de l’Institut Stelae in the Pushkin Museum of Fine Arts, Moscow. Français d’Archéologie Orientale 108, 95-113. Leningrad, Aurora Art Publishers. El-Masry Y. 2006. Old and Middle Kingdom Stelae from Kubisch S. 2000. Die Stelen der I. Zwischenzeit aus the 4th, 5th and 8th Nomes of Upper Egypt. Memnonia 17, Gebelein. Mitteilungen des Deutschen Archäologischen 171-193. Instituts – Abteilung Kairo 56, 239-265. Fischer H.G. 1968. Denderah in the Third Millennium Lange H.O., Schäfer H. 1902. 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Studi in Onore di Sergio Pernigotti Fig. 3: stele a Dendera (El-Masry 2006, n. 2.1) (disegno di Gloria Rosati) Fig. 4: stele CGC 20464 (disegno di Gloria Rosati) 317 Aegyptiaca et Coptica. Studi in Onore di Sergio Pernigotti Fig. 5: stele Hermitage inv. 8729 (disegno di G.R.) TAVOLE Tav. 1: CGC 20464, foto di Sameh Abdel Mohsen, per gentile concessione dell’Egyptian Museum, Cairo 318 Aegyptiaca et Coptica. Studi in Onore di Sergio Pernigotti Tav. 2: stele Rovigo n. 12 (foto di Gloria Rosati) Tav. 3: CGC 20344, per gentile concessione dell’Egyptian Museum, Cairo (foto di Gloria Rosati) 319