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lezione
Radio
Tipo
: lezione
Materia
Storia della radio e della televisione
Lo studio di una emittente radio
La
radio
è la diffusione contemporanea di contenuti
sonori
, fruibili in
tempo reale
o con un breve ritardo, ad utenti situati in aree geografiche predisposte da apposite
reti per telecomunicazioni
e dotati di specifici apparecchi elettronici ed, eventualmente, impianti per
telecomunicazioni
Da un punto di vista
sociologico
la radio è uno dei
mezzi di comunicazione di massa
tra i più diffusi e apprezzati. Da un punto di vista
tecnologico
è invece un'applicazione delle telecomunicazioni.
La struttura
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Essenzialmente la varie emittenti radiofoniche si dividono in due gruppi: le radio generaliste, che hanno contenuti e programmi di varia natura e le
radio
tematiche. Fra le radio tematiche, hanno conosciuto un successo straordinario le radio tematiche musicali, che trasmettono
musica
di ogni tipo. Le radio tematiche musicali, sono le più ascoltate dagli utenti.
Le radio si dividono inoltre in emittenti radiofoniche nazionali, se raggiungono la maggior parte del
territorio
di una
nazione
e in emittenti radiofoniche locali, se si limitano ad un'area circoscritta. In
Italia
si contano una decina di radio nazionali e centinaia di radio locali.
Questa distinzione è però in declino: infatti, a partire dalla fine degli anni '90 i programmi radiofonici, possono essere trasmessi con un qualità uguale o talvolta anche maggiore, tramite la
rete
internet
in tutto il mondo, a condizione naturalmente che si possieda un collegamento ad Internet. In questo modo, molte radio locali possono superare i confini della propria area circoscritta e ampliare il proprio
pubblico
Ogni emittente radio ha un proprio nome e un
editore
, che ne cura il
palinsesto
e il
bilancio
. L'editore è responsabile degli ascolti, che l'emittente riesce a raggiungere ed è quest'ultimo che fissa gli obiettivi annui.
Generalmente i vari programmi, sono coordinati da uno o più
speaker
, una figura cioè, che con l'uso esclusivo della parola, cerca di intrattenere gli spettatori e di instaurare un dialogo immaginario con il pubblico. Accanto allo speaker, vi è un
regista
, che regola il suono e intervalla le parole dello speaker, con musica (se è una radio musicale), con gli interventi di altre persone o con gli
spot pubblicitari
Molte radio, in tempi moderni, per intrattenere un dialogo maggiore con il pubblico, hanno ideato servizi di dialogo diretto con i telespettatori tramite
e-mail
SMS
, che vengono letti e commentati in
diretta
. Tante emittenti musicali, inoltre hanno previsto, in uno spazio apposito all'interno del loro
palinsesto
, che gli spettatori prenotino una determinata
canzone
, dedicandolo a qualcuno.
La diffusione
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(Per approfondire vedi la voce:
radiofonia
La radio può essere diffusa attraverso quattro standard:
AM
FM
(detti analogici) e
DAB
DRM
(detti
digitali
). Si possono ricevere segnali radio anche attraverso il
digitale terrestre
satellitare
Storia
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La nascita della radio
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L'invenzione della radio è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell'Ottocento che dimostravano la possibilità di trasmettere informazioni tramite le
onde elettromagnetiche
. Il primo a riuscirci fu
Guglielmo Marconi
che nel 1895, a soli ventun anni, riuscì a trasmettere un segnale in
codice Morse
a circa due chilometri di distanza dalla villa di famiglia a
Pontecchio
Bologna
). Marconi continuò a perfezionare la sua straordinaria invenzione, che fu ribattezzata il "
telegrafo senza fili
", non esitando ad uscire anche dai
confini
italiani
: il 12 dicembre 1901 lo scienziato riuscì a trasmettere il primo segnale radiotelegrafico transoceanico, da Poldhu in
Cornovaglia
Regno Unito
) a St. John's in
Terranova
Canada
).
L'invenzione di Marconi aveva però un limite: la difficoltà di trasmettere i
suoni
, che avrebbe agevolato la diffusione a livello di
massa
del nuovo strumento.
Il primo, che riuscì nell'intento fu il
canadese
Reginald Fessenden
. Il 23 dicembre 1900 Fessenden riesce a trasmettere a circa un
chilometro
e mezzo di distanza, un breve messaggio vocale: "Uno, due, tre, quattro, nevica lì dove siete voi signor Thiesen? Se sì, volete telegrafarmi?". Era nata la radio. L'importanza, rivelatasi fondamentale, degli studi e degli esperimenti di Marconi, è stata tale, che ancora oggi, nell'opinione comune, l'inventore del mezzo radiofonico molto spesso risulta Marconi e non Fessenden
Il 24 dicembre|1906 Fessenden trasmette il primo programma radiofonico della storia: parole e musica vennero udite nel
raggio
di 25 km dalla stazione trasmittente situata a Brant Rock sulla costa del
Massachusetts
. La radio era pronta per entrare nelle
case
di tutto il
mondo
Il broadcasting
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John Peel
, storico dj della
BBC
Negli anni '20 inizia a concretizzarsi l'idea di diffondere contenuti sonori alle masse: nasce la radio come
mezzo di comunicazione di massa
. Il termine tecnico per una tale diffusione è
broadcasting
, tale termine sta infatti ad indicare una comunicazione unidirezionale da uno verso molti.
In
Gran Bretagna
nel 1919 il
Post Office
concesse una temporanea autorizzazione alla stazione
Marconi
di
Chelmsford
in Cornovaglia, che il 23 febbraio 1920 trasmise il primo regolare servizio radiofonico della storia, per due ore consecutive al giorno, per un periodo di due settimane.
Dopo aver ottenuto il 16 ottobre 1920 una licenza di trasmissione ufficiale, la
Westinghouse
di
Pittsburgh
entrò in servizio a partire dal 2 novembre 1920, tramettendo con il nome di
KDKA
da uno stabilimento industriale di
Washington
. In breve tempo, la radio si diffonde in maniera così rapida che negli
Stati Uniti
già nel 1922 si contano ben 187 stazioni, un pubblico in grande crescita ed un numero di ricevitori funzionanti che alla fine di quell'anno toccherà quota 750 mila.
Nel 1921 viene fondata, in
Gran Bretagna
la più antica radio del mondo tuttora esistente: la
BBC
È la prima radicale innovazione nelle comunicazioni di massa dopo l'invenzione della
stampa
e conosce subito un grandissimo successo, soprattutto in
America
e in
Europa
. Come sempre accade, la tecnologia, una volta messa a punto, genera nuovi contenuti, linguaggi, immaginari, ed anche produttori e prodotti, consumi e consumatori. Nei primi decenni di vita le trasmissioni avvengono in
modulazione di ampiezza
(AM).
La radio inizialmente si diffonde nel mondo secondo due modelli: un modello completamente libero affidato all'iniziativa privata e che si finanzia con la pubblicità, e un modello monopolistico affidato allo Stato e gestito come servizio pubblico. Il primo modello si diffonde negli Stati Uniti e sarà preso d'esempio in
America settentrionale
, il secondo modello si diffonde nel Regno Unito e sarà preso d'esempio in
Europa
Il broadcasting in Italia
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In
Italia
, che di fatto era la patria della radio, il nuovo strumento conobbe maggiori difficoltà ad imporsi. Il radiotelegrafo era stato impiegato in operazioni militari durante la
Prima Guerra Mondiale
e una legge del 1910 ne proibiva l'uso ai civili. Si deve a
Costanzo Ciano
, ministro delle poste nel primo
governo
Mussolini
, il quale intuendo l'enorme potenzialità della radio, favorì con diversi provvedimenti legislativi, la nascita della prima emittente italiana: l'
Unione Radiofonica Italiana
che esordì il 6 ottobre 1924, in una sala in Via Maria Cristina a Roma, nelle vicinanze di Piazza del Popolo, dove abitava
Trilussa
. In un modesto appartamento dell'ammezzato, con le pareti e il soffitto coperti di pesanti tende per attutire i rumori, la sera del 6 ottobre
Maria Luisa Boncompagni
aveva dato il primo annuncio: Alle 21, davanti ad un enorme microfono, detto a "catafalco", aveva semplicemente detto: "Unione Radiofonica Italiana, stazione di Roma Uno, trasmissione del concerto inaugurale". Era seguita l'esecuzione di un quartetto d'archi: Opera 7 di
Haydn
. Fu poi trasmessa della musica scelta e infine, la prima trasmissione si concluse con il bollettino
meteorologico
, la
borsa
e le notizie lette da
Ines Donarelli
, componente del quartetto d'archi, annunciatrice improvvisata. Il tutto durò soltanto un'ora e mezza. Alle 22.30 le trasmissioni venivano sospese per "far riposare le esauste valvole"
Un decreto regio del 1925 stabilì, per evitare la nascita di emittenti private, il
monopolio
assoluto dello
Stato
sulle comunicazioni senza fili e le preesistenti imprese furono incorporate nell'URI. Nel gennaio 1925 nasce il
Radiorario
, settimanale ufficiale dell'URI che pubblica i programmi con l'intento di propagandare il nuovo mezzo e nel contempo di conoscere meglio i gusti e le opinioni di un pubblico ancora da formare. Il 27 novembre, l'URI iniziava le sue comunicazioni regolari giornaliere. Tuttavia l'alto costo degli apparecchi (nell'Italia degli
anni Venti
, uno costava circa 3.000
lire
e il reddito medio annuo non superava le 1.000 lire) ne limitava l'uso alle famiglie più abbienti.
Nel 1926 entrarono in funzione le due nuove stazioni di
Napoli
Milano
. A un anno dalla prima trasmissione, si contavano in tutto il territorio nazionale, 26.855 utenti. La ricezione incontrava ancora notevoli difficoltà e spesso accompagnavano l'ascolto boati, scoppiettii, sibili. Nel 1930 la costruzione del nuovo impianto di trasmissione di Roma-Santa Palomba portò un netto miglioramento. Intanto erano state inaugurate le stazioni di
Bolzano
Genova
Torino
Le prime annunziatrici
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Dagli studi di Milano:
Luisa Rizzi
, da Genova:
Lia Cavenaghi-Moreni
, da Napoli:
Rosa Di Napoli
, da Bolzano:
Rinda Azzalini
Gli anni '30: i primi successi
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Nel gennaio 1928 l'URI divenne
EIAR
(Ente Italiano Audizioni Radiofoniche). Con un decreto, il
fascismo
stabilisce che l'informazione sia gestita dall'
agenzia Stefani
, l'organo di stampa ufficiale del regime. Intanto l'EIAR, conosce una grande diffusione popolare; similmente a quanto avverrà poi per la
televisione
, la gente non potendo permettersi una radio nella propria casa si recava ad ascoltarla nei
bar
e nei locali pubblici, e la
propaganda
fascista favorì la diffusione di altoparlanti che collegati agli apparecchi trasmettevano i discorsi del
Duce
nelle piazze di tutto il Paese. Con il progetto "Radiorurale", nel 1933 la radio venne diffusa in tutte le scuole d'Italia e permise a molti studenti, di approfondire la conoscenza della
lingua italiana
che a settant'anni dall'
Unità d'Italia
era ancora sconosciuta alla maggioranza degli italiani.
Nel 1930, iniziò con la creazione della concessionaria
Sipra
la trasmissione dei primi
spot
pubblicitari
. Il successo della radio intanto continuava a crescere, grazie alla trasmissione di programmi innovativi e di grande gradimento popolare: nel 1931 viene diffusa la prima radiocronaca dell'incontro di
calcio
fra
Italia
Ungheria
, all'autunno del 1934 risale il primo trionfo della radio grazie alla rivista "I quattro moschettieri" (prima puntata 13 ottobre), su testi di Nizza e Morbelli. Abbinata a un concorso della casa
Perugina
, il programma scatenò la caccia alle figurine quotate per i premi. Nel 1934 si contavano 900.000 ascoltatori ma in realtà i “radioamatori” erano più di otto milioni.
Nel 1935, in occasione dell'
invasione italiana
dell'
Etiopia
, si diffuse il genere della radiocronaca, ovvero della cronaca in diretta dai luoghi di battaglia e sull'andamento della
guerra
Nel 1936 da Roma-Prato Smeraldo fu avviato il primo trasmettitore a
onde corte
per l'estero.
Nel 1938 il numero degli abbonati raggiunge il milione.
Nel resto del mondo, la radio si afferma definitivamente e nel 1931 viene fondata, su impulso di
Papa Pio XI
Radio Vaticana
. Le
elezioni
presidenziali americane del 1932, si caratterizzano proprio per la presenza della radio che trasmette e diffonde nelle case americane i programmi dei candidati dalla loro viva voce.
La seconda guerra mondiale
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Lo scoppio della
Audiradio
e l'ingresso dell'Italia il 10 giugno 1940, favoriscono il lancio definitivo della radio che era all'epoca il mezzo più potente e più veloce, soprattutto per le comunicazioni belliche. Le difficoltà della guerra e i bombardamenti alleati rendono difficili le comunicazioni dell'EIAR e dopo l'
8 settembre
1943, il paese è spaccato in due. L'EIAR si trasferisce a Milano e da qui diventa la radio ufficiale della
Repubblica di Salò
mentre nell'Italia liberata nascono nuove radio: Radio Bari, Radio Napoli, Radio Roma.
Una
radio
dei tardi
anni quaranta
Nei territori occupati, invece si diffonde, nonostante i tentativi di interferenza da parte dei tedeschi, l'ascolto clandestino delle radio nemiche:
Radio Mosca
Radio Vaticana
e soprattutto
Radio Londra
che, sebbene fossero proibite per legge e punite anche con la morte, sono l'unica fonte per conoscere la verità sull'andamento della guerra.
Gli anni '50: il periodo d'oro della radio
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Passata la guerra, vengono ricostruiti gli impianti di diffusione e la radio che nel 1949 assume il nome di
RAI
(Radio Audizioni Italia) inizia il suo periodo d'oro: il prezzo degli apparecchi scende vertiginosamente e la radio entra nelle case della maggioranza degli italiani. Nel 1951 viene trasmessa in diretta la prima edizione del
Festival di Sanremo
Nel 1951 la riforma del sistema radiofonico stabilisce la creazione di tre reti: Nazionale, Secondo e Terzo e viene regolarizzato il radio-giornale che secondo la legge deve essere imparziale e a tal proposito viene istituita la
commissione parlamentare di vigilanza
Nel 1954 l'avvento della
televisione
, spinge la radio a cercare nuove strategie per reggere la concorrenza del nuovo strumento. La radio avvia la sua programmazione giornaliera e notturna. L'invenzione dell'
autoradio
e del
transistor
, trasformano la radio in un oggetto trasportabile ovunque e, negli anni del
boom economico
essa diventa la colonna sonora del nuovo senso di libertà che si diffonde soprattutto fra i giovani.
Nonostante il successo strepitoso della TV, la radio riesce a reggere la concorrenza, grazie alla specializzazione dei programmi e al suo radicamento nel
costume\costume
popolare.
Gli anni '60 e il Sessantotto
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Nel 1960 c'è la differenziazione in tre canali per accontentare un numero sempre maggiore di utenti: il Nazionale diventa Primo e si dedica all'
nformazione
politica e sociale, il Secondo punta sulla
prosa
, sulla
musica
e sul
varietà
mentre il Terzo diventa il canale culturale ma non troppo. Nel 1966 dal
Principato di Monaco
iniziano le regolari trasmissioni di
Radio Montecarlo
, la quale può operare in Italia perché la sua stazione si trova all'estero. Nasce un contenzioso con cui la Rai decide di ricorrere al
tribunale
che dà ragione all'azienda di stato e costringe Radio Montecarlo a interrompere le trasmissioni.
La “nuova aria” portata dalla
contestazione studentesca del 1968
invade anche la radio: cambia il pubblico e si affermano nuovi generi. Un programma manifesto di questo periodo è "Chiamate Roma 3131", tre ore di trasmissione quotidiana in diretta telefonica con gli ascoltatori. Il programma nasce il 7 gennaio 1969 ed è un successo strepitoso, che arriva a toccare anche punte di dieci milioni di ascoltatori. Lo conducono
Gianni Boncompagni
Franco Moccagatta
Federica Taddei
Gli anni '70: le radio libere e la crisi della RAI
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Nel 1973 parte il fortunato esperimento delle "Interviste Impossibili" in cui i maggiori
intellettuali
italiani
immaginano di incontrare celebri personaggi del passato: uno degli esempi più celebri è l'intervista che
Umberto Eco
farà ad un'immaginaria
Beatrice
Nel 1976 il monopolio della RAI] (come già era avvenuto con la
televisione via cavo
nel 1974) sulla radiodiffusione viene infranto dalla sentenza 202 della
Corte Costituzionale
«...dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 1, 2 e 45 della legge 14 aprile 1975, n. 103 (nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva) nella parte in cui non sono consentiti, previa autorizzazione statale e nei sensi di cui in motivazione, l'installazione e l'esercizio di impianti di diffusione radiofonica e televisiva via etere di portata non eccedente l'ambito locale.»
Nel corso della stessa sentenza si dà atto che le emittenti già attive in Italia sono circa 400. Si tratta delle cosiddette "radio pirata" che poi saranno chiamate "radio libere", un fenomeno tipico degli
anni Settanta
Il numero delle
radio
libere, anche grazie alla mancanza di
leggi
al riguardo, negli anni seguenti cresce vertiginosamente, il loro numero passa da circa 150 nel 1975 alle 2800 del 1978.
La
radio
libera è una emittente di piccole dimensioni sia in termini di
studio
radiofonico,
antenna
di trasmissione, che di costi di gestione, in grado di coprire un'
area
di pochi
chilometri quadrati
, spesso interna ad una
città
. Di solito trasmettono in
modulazione di frequenza
(FM), una
tecnologia
fino ad allora poco sfruttata, che garantisce una
qualità
più elevata.
La radio libera nasce e si sviluppa con intenti diversi: trasmettere
musica
indipendente e
dediche
, notiziari locali, programmi demenziali,
idee politiche
. Trasmettono la musica ribelle degli
anni '70
, snobbata dalla Rai e conquistano soprattutto il
pubblico giovanile
. Le radio libere contribuiscono a rinnovare radicalmente un settore ingessato, grazie anche ad idee nuove, a programmi originali e talvolta anche stramplati. Le prime radio libere hanno tipicamente una connotazione politica di
sinistra
, ma tante nascono semplicemente dalla voglia di aggregazione e di lanciarsi di molti giovani. Talvolta, molte di queste radio, trasmettevano i programmi in soluzioni economiche di fortuna: la
romana
RDS
, ad esempio, aveva il suo studio in una soffitta, ma il caso più eclatante è quello della
bolognese
Radio Alice
. Più tardi nasceranno anche radio a connotazione tipicamente
religiosa
, come
Radio Maria
Ricordiamo fra le radio che nascono in questi anni:
Radio Radicale
(1976)
Radio Milano International
(poi
Radio 101
) destinata a diventare la prima grande rete privata
nazionale
Radio Studio 105
(dal Radio 105); da Roma
Radio Dimensione Suono
; da Bologna
Radio Lattemiele
e Radio Alice.
A seguito della liberalizzazione la RAI inizia un processo di ristrutturazione interna per adeguarsi alle nuove esigenze del pubblico e per affrontare la concorrenza. Tuttavia il declino degli ascolti è davvero pesante.
Gli anni '80: dalle radio libere alle radio private
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Negli anni ottanta del Novecento aumenta la professionalità dei conduttori radiofonici, la
qualità dei programmi, le dimensioni degli studi. Ciò avviene di pari passo con l'aumento degli introiti pubblicitari, dovuti alla importanza delle radio anche in termini di ascolti.
Si parla quindi non più di radio libera ma di
radio privata
Nel 1981
Claudio Cecchetto
rileva Radio Music e fonda a Milano
Radio Deejay
destinata a imporsi sul mercato nazionale come l'emittente più seguita d'Italia. Nasce anche
Radio Italia
Radio Italia Network
Nel 1982 la Rai lancia due nuovi canali:
Radio Stereo Uno
Radio Stereo Due
sulle nuove frequenze
FM
e una riforma strutturale decisa favorisce una modernizzazione degli stili e un adeguamento ai tempi sul modello delle
radio private
Nel 1988 con la riforma del servizio radio-televisivo pubblico, le reti radiofoniche RAI rinunciano ad inseguire la concorrenza privata in termini di ascolto e puntano sulla qualità, trasformandosi in programmi d'approfondimento e intrattenimento leggero. Nello stesso anno nasce
Audiradio
che riunisce la RAI, la Sipra e altre organizzazioni del settore con lo scopo di effettuare indagini periodiche a livello nazionale per la rilevazione dell'ascolto radiofonico.
Gli anni '90: l'entrata in scena dei network nazionali
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Negli
anni '90
si diffonde la formula del
network
a cui si adeguando le principali emittenti. Contemporaneamente si assiste alla scomparsa di molte radio più piccole. Nascono in questi anni
Radio Capital
(1995) e
Radio 24
(1999) la prima radio italiana
all-news
ed è inoltre la prima rete legata ad un
quotidiano
, il
Sole 24 Ore
Nella prima metà degli anni '90 si registra un calo di ascolti per la radio e in molti sostengono che per il più antico dei mass media sia vicina la fine. In effetti la concorrenza con la televisione si rileva perdente e il pubblico è in forte discesa. La diffusione di
Internet
e la nascita delle
web radio
alla fine degli
anni novanta
rilancia però straordinariamente la radio dandole nuova linfa ed una nuova sociologia. Essa è infatti il mezzo migliore che si può collegare con il nuovo strumento e molte emittenti si dotano di un sito
Web\Web
Il nuovo millennio: la radio ritorna all'antico splendore
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Dal 2000 si diffonde la nuova tecnologia
DAB
(Digital Audio Broadcasting) che lancia la nuova "radio del duemila". Il DAB garantisce una qualità dell'ascolto pari a quella di un
CD
, prevede l'impiego di trasmettitori terrestri e satellitari, e semplici antenne non direzionali per la ricezione. Accanto al DAB, che non riscuote un grande successo, viene diffuso anche il
DRM
, considerato di qualità migliore.
Ma negli
anni duemila
la radio, anche quella tradizionale, conosce un successo straordinario con ascolti altissimi, come non si vedevano da anni, favorita, forse, anche dal contemporaneo calo degli
spettatori televisivi
, come sembrerebbe confermare un sondaggio del 2004, che rivelava che oltre il 45% degli
Italiani
, dichiara di preferire la radio alla
televisione
La radio, soprattutto quella musicale, si dimostra in grado di condizionare i gusti del pubblico, molto più del previsto, con le proprie programmazioni. Ma anche la radio generalista e soprattutto la
Rai
ritorna ai trionfi del passato: programmi come "Il ruggito del coniglio",
Zapping
e soprattutto
Viva Radio 2
, i cui i
comici
Fiorello
Marco Baldini
che propongono sckech e imitazioni di grande spessore, riesce a riscuotere ascolti record nella storia della radio
italiana
Sentenze della Corte Costituzionale
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Sentenza n.59 del 1960
Infondate le questioni di costituzionalità perché l'etere tollera un numero ridotto di canali
Sentenza n. 225 del 1974
Parziale illegittimità delle norme "postali", ma sostanziale legittimità del monopolio via etere
Sentenza n. 226 del 1974
Illegittimità del monopolio via cavo e quindi sua liberalizzazione
Sentenza n. ..1 del 1976
Manifestamente infondate le impugnative
Sentenza n. 202 del 1976
non può essere invocata la limitatezza delle frequenze per quello che riguarda le trasmissioni locali
Note
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1,0
1,1
Televideo del 6 ottobre 2004 "Gli ottant'anni della radio"
Bibliografia
modifica
Peppino Ortoleva e Barbara Scaramucci (a cura di), "Enciclopedia della Radio", Garzanti, Milano, 2003
Giovanni Cordoni, Peppino Ortoleva, Nicoletta Verna, "Radio FM 1976-2006. Trent'anni di libertà d'antenna", Minerva, Bologna, 2006
Giovanni Cordoni, Peppino Ortoleva, Nicoletta Verna,"Le onde del futuro. Presente e tendenze della radio in Italia", Costa & Nolan, Milano, 2006
Massimo Lualdi, “Aspetti giuridici delle interferenze in Modulazione di Frequenza tra Stati confinanti (Italia – Svizzera)"
Massimo Lualdi, "Le radio locali: un'esperienza comunicativa per il pubblico giovanile (1975-77)"
Vito Scelsi, "La tutela costituzionale del diritto all'informazione - Le compatibilizzazioni radioelettriche"
Francesco Monico
, Il Dramma Televisivo - l'autore e l'estetica del mezzo, 2006, Meltemi, Roma.
Franco Monteleone
, "Storia della radio e della televisione in Italia. Un secolo di costume, società e politica. Nuova edizione aggiornata" ,
Marsilio
Venezia
2003
ISBN 8831772309
Paolo Lunghi
trent'anni di Radio Libere
- Febbraio 2007 - Edizioni Ibiskos-Ulivieri
Massimo Lualdi, "Il concetto giuridico di ambito locale alla luce dell'evoluzione tecnologica"
Voci correlate
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RAI
Radiofonia
Radio (elettronica)
Podcasting
Ponte radio
Radio Londra
Streaming
Normativa della radiotelevisione terrestre
Collegamenti esterni
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Elenco Stazioni Radio in Italia
Elenco radio nel 1976
L'AVVENTURA DELLA RADIO, Un viaggio nella storia, scienza e arte delle Telecomunicazioni "Collezione Patanè"
Origini e sviluppo della radiofonia in Italia 1919-2003
Testo unico della Radiotelevisione
La radio nel tempo e nello spazio"
- Sito dedicato alla Radio ed alla grande personalità di Guglielmo Marconi
Materia:Storia della radio e della televisione
I mezzi
La radio
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Gli operatori
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Le televisioni locali
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La pubblicità televisiva
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La pubblicità indiretta
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Serial televisivo
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