Books by Sara Ferrilli

Research paper thumbnail of «Per raggio di stella». Cecco d'Ascoli e la cultura volgare tra Due e Trecento, Ravenna, Longo, 2022 (ISBN: 978-88-9350-106-4 ; DOI 10.1400/289149).
Il volume è disponibile gratuitamente in Open Access al link: http://digital.casalini.it/97888935... more Il volume è disponibile gratuitamente in Open Access al link: http://digital.casalini.it/9788893501064

ABSTRACT:
«Virtù s’acquista per raggio di stella»: con questo verso, dal tono gnomico, Cecco d’Ascoli condensa nel secondo libro dell’Acerba la sua definizione della virtù, individuando nella favorevole disposizione astrale le prerogative dei diversi temperamenti umani. Esso simboleggia una riflessione che investe tanto l’attività accademica dello Stabili, quanto la sua opera letteraria, e che racchiude le molteplici chiavi di lettura a cui la sua produzione può essere sottoposta. Con l’Acerba Cecco intende fornire una summa del sapere enciclopedico del Trecento ed espandere il proprio pubblico, prettamente universitario, mediante l’uso del volgare. Oltre all’astronomia e all’astrologia, ambiti prediletti dall’autore, vi si trovano infatti questioni morali, problemi medici e dottrinali, nonché una complessa e a tratti contraddittoria riflessione politica sull’Italia del primo Trecento. Il dialogo con accademici e letterati è uno snodo fondamentale dell’esposizione ed esso delinea al contempo un panorama intellettuale variegato, soprattutto a Bologna, in cui Cecco rivestì un ruolo di primo piano. È proprio dall’approccio dialettico, suggerito dallo stesso autore, che questo libro intende partire per tracciare la biografia di un personaggio da subito divenuto leggendario, ed esplorare i grandi temi che emergono dalla lettura delle sue opere. Oltre all’ombra imponente di Dante, fondamentale contrappunto stilistico e filosofico, spiccano infatti le menzioni di Cavalcanti, Cino da Pistoia, Dino del Garbo, così come le spie testuali che aiutano a ricostruire la biblioteca stabiliana. Ne consegue che nella produzione di Cecco non c’è solo l’impronta dell’eretico perseguitato, del negromante o del feroce contestatore di Dante, ma soprattutto quella del poeta-docente, che rilegge il suo tempo attraverso la lente del determinismo astrologico e difende caparbiamente la propria categoria professionale.

Co-Edited Books by Sara Ferrilli

Research paper thumbnail of La linea Bologna-Firenze. Cultura letteraria, saperi e scambi culturali nell'Italia del Due e Trecento, a cura di J. Bartuschat e S. Ferrilli, Ravenna, Longo, 2024 (introduzione e indice).
Il volume è disponibile in Open Access sulla piattaforma Torrossa a questo link: http://digital.c... more Il volume è disponibile in Open Access sulla piattaforma Torrossa a questo link: http://digital.casalini.it/9788893501385 .
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Tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento Bologna e Firenze rappresentano due sedi privilegiate per la diffusione di nuovi fermenti politici e culturali. Tale situazione fu propiziata dalla vicinanza tra le due città, ma anche da alcuni fattori di ordine sociale che favorirono gli scambi tra la Toscana e l’Emilia, innestando un processo di reciproca imitazione che sarebbe divenuto un modello per il resto della Penisola.
Il volume riunisce saggi di studiose e studiosi appartenenti ad ambiti disciplinari diversi con l’intento di indagare, in maniera dialettica e con prospettive ad ampio spettro, le peculiarità di tale momento. Si affrontano in questa ottica temi come i rapporti istituzionali e il linguaggio politico, l’inquisizione, gli studi giuridici, la circolazione di testi e codici di ars dictaminis e di astronomia, l’attività di Lapo Gianni e Monte Andrea, la poesia per musica, le intersezioni tra cultura scientifica e letteraria e la produzione omiletica.
L’affermazione e l’espansione dell’uso del volgare, il rapporto tra scrittura e pratiche politiche, gli scambi e gli influssi reciproci tra cultura laica e cultura clericale da una parte, e tra cultura universitaria e cultura ‘comunale’ di stampo divulgativo dall’altra, la centralità della poesia nella formazione di una nuova sensibilità, il ruolo cardine che spetta al diritto sono alcuni significativi esempi di questo intreccio di ambienti e forme di cultura e sapere che caratterizza il periodo qui studiato nelle due città.

Indice:
GIULIANO MILANI, Funzionari itineranti tra Firenze e Bologna
LORENZO TANZINI, Le istituzioni e il lessico della politica: modelli, affinità, scambi tra Firenze e Bologna nel Due-Trecento
RICCARDO PARMEGGIANI, Rapporti istituzionali, circuiti intellettuali e canali politici tra gli ‘officia fidei’ di Bologna e Firenze
DIEGO QUAGLIONI, La lingua del diritto. Dante tra Cino e i ‘doctores antiqui’
SARA BISCHETTI, La circolazione dei manoscritti di ‘ars dictaminis’ tra Bologna e Firenze nei secoli XIII-XV
ANNA GABRIELLA CHISENA, Testi e studi astronomici in Italia tra Duecento e Trecento lungo l’asse Bologna-Firenze
MARCO BERISSO, Lapo Gianni e Bologna (con qualche considerazione sulla cronologia del cosiddetto ‘stilnovo’)
MICHELE PICIOCCO, Un manoscritto anche (o soprattutto?) politico: appunti di lettura sul Vaticano Latino 3793
MARIA SOFIA LANNUTTI, Da Casella a Checolino. Poesia e musica tra Duecento e Trecento a Firenze e Bologna
SARA FERRILLI, Su alcune corrispondenze ‘astrologiche’ in versi a cavallo tra Due e Trecento: intorno a Cino da Pistoia, Onesto da Bologna e Guido Orlandi
FRANCESCA GALLI, «Quanta est via a Bononia usque Florentiam tanta est a Florentia usque Bononiam». Fatti di cronaca, notizie locali e cenni autobiografici nella ‘Summa de poenitentia’ di Servasanto da Faenza

Research paper thumbnail of Corpus/Corpora. Tra materialità e astrazione, a cura di M. Albertini, D. Carrillo Morell, S. Ferrilli, A. Giudici, S. Montigel, S. Negrinelli, C. Tassone, Roma, Aracne, 2021.
Il volume esplora, attraverso una varietà di approcci metodologici, il tema del corpo all’interno... more Il volume esplora, attraverso una varietà di approcci metodologici, il tema del corpo all’interno delle lingue e delle letterature romanze, declinandolo in molteplici forme in senso materiale e astratto. I 15 saggi sono suddivisi in quattro sezioni che indagano il corpo nella letteratura e nelle arti come entità politica che delimita determinati contesti di appartenenza sociale e le relazioni con l’Altro, come corpo fisico che definisce il soggetto e la sua azione in letteratura, come corpus e corpora, elementi che circoscrivono l’oggetto di analisi della filologia e della linguistica. Ne emerge un quadro variegato, in cui un tema classico degli studi umanistici diviene un valido specimen per descrivere la ricchezza della produzione culturale romanza dal Medioevo all’età contemporanea.

Papers by Sara Ferrilli

Research paper thumbnail of Il ‘De honore mulierum’ di Benedetto da Cesena: un progetto culturale malatestiano (e isottèo), in «L’amore, le armi e le stelle». Basinio da Parma and the Humanists at Sigismondo Malatesta’s Court, edited by A.G. Chisena, F. Rossetti and S.Smets, Gent, Lysa Publishers, 2025, pp. 111-32 (specimen).
Il De honore mulierum è un poema in terza rima composto dal romagnolo Benedetto da Cesena e dedic... more Il De honore mulierum è un poema in terza rima composto dal romagnolo Benedetto da Cesena e dedicato a Pandolfo, figlio di Sigismondo Pandolfo Malatesta e della sua amante, e poi terza moglie, Isotta degli Atti. L’opera si inserisce nel filone della cosiddetta letteratura isottèa e possiede finalità encomiastiche, che riflettono pienamente gli interessi della cerchia di letterati operanti nella corte malatestiana, come Basinio da Parma e Roberto Valturio. Il poema è imperniato su una debole cornice narrativo-allegorica che si risolve in lunghe enumerazioni di personaggi storici e letterari dall’antichità fino ai tempi moderni, con intento enciclopedico. In tali elenchi, che rendono il dettato poetico monotono e faticoso, figurano tuttavia anche auctores antichi, medievali e contemporanei ritenuti esemplari da Benedetto, che rappresentano un utilissimo strumento sia per ricostruire le interazioni tra i letterati attivi presso la corte di Sigismondo Pandolfo, sia per indagare gli aspetti retorico-formali del poema.  Il contributo analizza l’opera di Benedetto sottolineando il suo apporto per la storia della cultura malatestiana di metà Quattrocento , specie attraverso il dialogo instaurato dall'autore coi letterati attivi a Rimini o vicini a Sigismondo Pandolfo. La riscoperta di un tassello trascurato della produzione letteraria riminese consente così di individuare nel poema del Cesenate un esempio di letteratura encomiastica in volgare che procede parallelamente rispetto all'opera latina di Basinio.

Research paper thumbnail of Parole dantesche: 'vernare' e 'svernare', in «Studi Danteschi», LXXXIX, 2024, pp. 257-281.

Studi Danteschi, 2024

il contributo espone i risultati emersi durante la redazione delle voci vernare 1, vernare 2, sbe... more il contributo espone i risultati emersi durante la redazione delle voci vernare 1, vernare 2, sbernare e svernare per il progetto Vocabolario Dantesco. La confusione tra i quattro lemmi, parzialmente omografi e sovrapponibili anche per etimo e valore semantico, ha infatti avuto ripercussioni non solo sulla tradizione e sull’esegesi della Commedia, ma anche sul trattamento lessicografico dei vocaboli. Viene quindi esaminata la diffusione predantesca del latinismo vernare e dei derivati svernare/sbernare, per poi passare in rassegna vernare (2) e svernare (2), talvolta confusi coi verbi appartenenti al primo gruppo. Oltre a precisare il significato dantesco dei termini, si presterà attenzione alla trafila fonologica e semantica nel passaggio dal latino al volgare e al comportamento dei copisti del poema. Tali voci permettono infatti di circoscrivere l’operato di Dante come innovatore semantico, che si attua sia per recupero di accezioni secondarie dei corrispettivi latini, sia mediante la creazione di vere e proprie neosemie.

Research paper thumbnail of Anthropophagi and Cannibals: Reconsidering the Links between Futurism and Modernism in Brazil, «International Yearbook of Futurism Studies», vol. 15, 2025, pp. 285-318.

International Yearbook of Futurism Studies, 2025

Futurism is often cited as one of the movements that influenced Brazilian Modernism. The basis of... more Futurism is often cited as one of the movements that influenced Brazilian Modernism. The basis of this assumption is not only the idea that both sought a renewal of society, but also that Marinetti's journey to South America in 1926 had a profound influence on Brazilian public opinion. However, when considering the links between the two movements, several factors must be taken into account: the limited information that Brazilian intellectuals had about Italian Futurism, the different socio-political contexts in both countries and the controversial association of Futurism with Fascism. That Brazilian intellectuals kept their distance from the Italian movement is evident not only from Oswald de Andrade's Modernist manifestos (Manifesto Pau-Brasil and Manifesto antropófago), but also from their specific use of the metaphors of cannibalism and 'primitivism'. For Marinetti, anthropophagy was a provocative metaphor for the purification of society; for the Brazilians, it was an important aspect of their cultural history and a means of distinguishing it from that of Portuguese colonialism. Furthermore, Marinetti used 'primitive' culture as both an autobiographical and an aesthetic element to spread Futurism worldwide, while for the Modernists the 'savage' matrix was a national feature that had to be 'ingested' to make the vanguard stand out from academic culture. This essay analyses the different phases of the proliferation of Futurist ideas in Brazil and explains why, despite sharing a certain amount of common ground, the two movements were destined to go their separate ways, especially in the course of the 1930s.

Research paper thumbnail of Esposizione 7. Le annotazioni linguistiche, il problema della Fortuna e l'aristotelismo civile di Boccaccio, in "Lecturae Dantis Boccaccii. Lettura delle 'Esposizioni sopra la Comedia'", ed. by S. Ferrara and F. Meier,  «Heliotropia», 21, 2024, pp. 189-237.

Heliotropia, 2024

Inferno 7 is a canto rich in lexical innovations, in which Dante includes two different categorie... more Inferno 7 is a canto rich in lexical innovations, in which Dante includes two different categories of sinners, namely the greedy and the profligate as well as the wrathful and the slothful. In dealing with the commentary on this canto, Boccaccio revisits some of the most familiar strands of his exegesis, such as linguistic analysis, but he also addresses philosophical, theological and social themes, including the reconciliation of Fortune and free will and the Aristotelian framing of sins, particularly in terms of medieval society’s relationship to money. Although these are not the only insights that emerge from reading Boccaccio, attention in this paper will focus on this ideal triptych, with the aim of reconstructing the relationship that the "Esposizioni" maintain with Boccaccio’s other works and with the "Trattatello" in particular, but also to show how the author intended to address his audience and future readers by immersing the commentary in the reality of Florence in the second half of the 14th century.

Il volume è disponibile in Open Access sulla piattaforma Torrossa a questo link: http://digital.c... more Il volume è disponibile in Open Access sulla piattaforma Torrossa a questo link: http://digital.casalini.it/9788893501385 .
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Nel contributo si esaminano alcuni scambi in sonetti tra autori toscani e bolognesi in cui si rivela un impiego più o meno specialistico del sapere cosmologico, ricostruendo i contesti di irradiazione e di fruizione dell'astrologia nella Toscana e in Emilia a cavallo tra Due e Trecento. Vengono analizzati, in particolare, gli scambi tra Cino da Pistoia e Gherarduccio Garisendi, Onesto e Picciòlo da Bologna e i testi politici di Ranieri Samaritani, Guido Orlandi e Guglielmo de' Romitani.

Research paper thumbnail of Dante in un manualetto astrologico quattrocentesco: notizie su Firenze, BNC, Naz. II.III.47 e su altre miscellanee 'scientifiche' (con un'edizione del "Trattato di astrologia"), in «Studi di filologia italiana», LXXXI, 2023, pp. 105-170.

Studi di filologia italiana, 2023

L’articolo esamina la presenza dei versi danteschi sulla ‘centesma’ (Par. XXVII, 142-148) all’int... more L’articolo esamina la presenza dei versi danteschi sulla ‘centesma’ (Par. XXVII, 142-148) all’interno dell’anonimo Trattato di astrologia (Firenze, BNC, Naz. II.III.47), testo pratico e di ambiente mercantile copiato nella seconda metà del Quattrocento e contenente una serie di nozioni di astrologia e di computo calendariale. Dopo aver fornito una descrizione dell’unità e dei testi ivi trasmessi, si riflette sul consolidamento della Commedia come auctoritas all’interno del Trattato e di testi ‘scientifici’ e mercantili, fornendo altresì degli spunti di riflessione sulla tradizione frammentaria e indiretta del poema in contesti affini. In Appendice si offre l’edizione del testo, corredata da uno studio linguistico e da un glossario.

ENG: The paper discusses the presence of Dante's verses on the 'centesma' (Par. XXVII, 142-148) in the anonymous Trattato di astrologia (Florence, BNC, Naz. II.III.47), a practical and mercantile text copied in the second half of the 15th century and containing a series of notions of astrology and calendrical calculation. After a description of the unit and the texts transmitted therein, reflections on the consolidation of the Commedia as an auctoritas within the Trattato and the scientific and mercantile texts are offered, including insights into the fragmentary and indirect transmission of the poem in similar contexts. The appendix provides an edition of the text, accompanied by a linguistic study and glossary.

In "Fucata vetustas". Prassi e ricezione del falso nella letteratura e nell'arte del Rinascimento... more In "Fucata vetustas". Prassi e ricezione del falso nella letteratura e nell'arte del Rinascimento Italiano, a cura di S. Ferrilli, M. Nava, J. Schiesaro, Milano, Franco Angeli, 2023, pp. 95-119.

OPEN ACCESS: https://series.francoangeli.it/index.php/oa/catalog/book/943

Dante e il dantismo nelle Marche, 2022

Research paper thumbnail of L'antidantismo di Cecco d'Ascoli e la sua fortuna critica, in Contra Dantem. Tra antidantismo e indebite appropriazioni, a cura di G. Barucci, P. Borsa, R. Guglielmetti, G. Polimeni, M. Prada, L. Sacchi, R. Tagliani, Roma, Salerno Editrice, 2022, pp. 51-97.
2. Il testo dell'Acerba verrà citato da Cecco d'Ascoli [Francesco Stabili], L'Acerba (Acerba etas... more 2. Il testo dell'Acerba verrà citato da Cecco d'Ascoli [Francesco Stabili], L'Acerba (Acerba etas), a cura di M. Albertazzi, Lavis, La Finestra, 2002. 3. « Si dovrà tener conto di quella parte della tradizione nella quale il poema è intitolato Liber acerbae vitae, o acerbae aetatis, con allusione alla destinazione dell'opera a un giovane ('immaturo') allievo, nel quale potrebbe riconoscersi l'interlocutore-per quanto generico o "impersonale" egli possa essere-al quale l' "io" magistrale s'indirizza ripetutamente nel corso del poema » (C. Ciociola, Poesia gnomica, d'arte, di corte, allegorica e didattica, in Storia della letteratura italiana, dir. E. Malato, ii. Il Trecento, Roma, Salerno Editrice, 1995, pp. 327-454, a p. 434). Senza tornare sui problemi inerenti al titolo dell'opera, segnalo solo che la possibilità che il termine acerbo sia da intendere come rimando all'età giovanile era stata già avanzata nell'edizione commentata curata da Crespi (Francesco Stabili [detto Cecco d'Ascoli], L'Acerba, ridotta a miglior lezione […] dal prof. dott. A. Crespi,

Research paper thumbnail of La divinazione nei 'Documenti d'Amore': tra prassi giuridica e disciplina della parola, in "Francesco da Barberino al crocevia. Culture, società, bilinguismo", a c. di S. Bischetti e A. Montefusco, Berlin, De Gruyter, 2021, pp. 135-206.
Available in Open access: https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110590647/html Abst... more Available in Open access: https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110590647/html

Abstracts: La pubblicazione dei Documenti d'Amore per cura di Federico Ubaldini mostra, fin dalle sue intenzioni, la volontà di analizzare l'opera di Francesco da Barberino per il suo apporto linguistico. Nel contributo si prende in esame come alcuni aspetti, ovvero la disciplina della parola e la predicazione, si intrecciano alla divinazione nelle sue varie forme, un'altra questione fondamentale e analizzata in più luoghi dell'opera barberiniana, che oscilla costantemente tra i poli veritas/falsitas, e sottigliezza/grossezza. Dapprima, si procederà a un'analisi dello statuto giuridico di tali tecniche, analizzando i richiami al Corpus iuris canonici e alla patristica puntualmente evocati nella glossa latina; in secondo luogo, ci si concentrerà sullo statuto dell'oniromanzia, cosa che porta le artes divinandi a una continua ridefinizione tra testo latino e volgare e a un loro inquadramento nella prassi pubblica della predicazione; infine, ci si concentrerà sullo statuto dell'astrologia giudiziaria all'interno dei vari livelli di cultura e di pubblico implicati da Francesco da Barberino tanto nei Documenti, quanto nel complementare Reggimento. L'intento è quello di mostrare come l'opera barberiniana nel suo complesso agisca su vari fronti, tanto come riflessione teorico-dottrinale, quanto come manuale precettistico-formale, sfruttando pienamente le potenzialità linguistiche del volgare, del latino e dell'apparato figurativo.